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  1. #1

    Urgente-Libera professione e Insegnamento

    Ciao a tutti!!!
    ho bisogno di un chiarimento urgente riguardo una normativa di cui non ero a conoscenza.
    Sarò breve e coincisa, sono laureata in Psicologia, ho sostenuto l' esame di stato a Luglio e proprio in questi giorni ho inviato all' Ordine tutta la documentazione per iscrivermi all' Albo.
    Io lavoro come insegnante nella scuola primaria con contratto a tempo determinato ( dipendente della Pubblica Istruzione in questo momento, ma non di ruolo); l' ordine telefonicamente mi ha informata che la mia domanda è pervenuta ma mi iscriveranno con la clausola di non poter esercitare libera professione in quanto attualmente dipendente dello stato.
    E' davvero così? Ogni qualvolta che la pubblica istruzione mi nominerà per una cattedra io non potrò svolgere libera professione?
    Non ero a conoscenza di questa norma.
    Grazie a chiunque possa chiarirmi questa cosa.

  2. #2
    Partecipante Affezionato L'avatar di silvia-tt
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    Riferimento: Urgente-Libera professione e Insegnamento

    Ciao!
    Io ho lavorato a scuola solo per conto terzi (ero dipendente di una cooperativa) ma conosco una psicoterapeuta che è in graduatoria e ci lavora da anni da dipendente pubblica. Ha anche uno studio in cui lavora in libera professione.
    Mi viene il dubbio che possa dipendere dall'Ordine regionale, visto che le normative in qualche caso sono differenti da regione a regione.
    Se fossi in te proverei a contattare l'Ordine nazionale degli psicologi per avere chiarimenti.
    Ciao e in bocca al lupo!

  3. #3
    Partecipante Esperto
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    toscana
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    Riferimento: Urgente-Libera professione e Insegnamento

    Dalle informazioni che mi ha dato una mia amica psicologa che lavora in un ministero come amministrativa ( anche lei con lo stesso problema) dovrebbe essere una delle nuove misure introdotte dal ministro Brunetta per il lavoro nelle pubbliche amministrazioni ( il cosiddetto decreto antifannulloni per intenderci)

    Chi è dipendente statale può svolgere la libera professione solo se è in regime di part-time.

    Chi ha un contratto regolare full-time non può più svolgere la libera professione.

  4. #4
    Partecipante Super Esperto L'avatar di PiedPiper
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    Riferimento: Urgente-Libera professione e Insegnamento

    si ma sta cosa è ridicola, andrà comunque contro i giovani... perché i controlli li faranno soprattutto su i nuovi assunti e non credo andranno a rompere ai vari dirigenti asl che hanno pure studio privato da 20 anni, non credete?

    Robert Browning's one.

  5. #5

    Riferimento: Urgente-Libera professione e Insegnamento

    Sono daccordo con Pied Piper!!!! E' una normativa ridicola soprattutto per persone come me che hanno tutti contratti a tempo determinato con la scuola!!!
    Io comunque proverò a chiamare l' ordine nazionale per avere delucidazioni e vi farò sapere.

    Ciao e grazie per le risposte!!!!

  6. #6
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Urgente-Libera professione e Insegnamento

    Riprendo da: Amministrazione in Cammino:Rubriche:Giurisprudenza Costituzionale:Note e Commentiocumento

    Dipendenti pubblici a tempo parziale ed esercizio della professione forense: le ultime parole della Corte Costituzionale
    di Francesca Di Lascio
    E' legittimo l'esercizio della libera professione, anche se trattasi di quella forense, da parte dei dipendenti pubblici con rapporto di lavoro a tempo parziale e prestazione lavorativa non superiore al 50 per cento di quella a tempo pieno (art.1, co.56, 56 bis, 58, 58 bis, 60, 61, legge n.662/96).

    Precedenti: Corte Costituzionale, sentenza 16.10.1997 n.309 (in LPA, 1998, 227); Corte Costituzionale, sentenza 4.1.1999 n.1 (in LPA, 1999, 803 con nota di Montini); Corte Costituzionale, sentenza 18.5.1999 n.171 (in FI, 2001, I, 60).
    Dottrina : Paolucci, Il regime delle incompatibilità, in "Il lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, dal D.Lgs. n.29/1993 alla Finanziaria 1995", commentario diretto da F.Carinci, Milano, Giuffrè, 1995; Falcone, Il part-time nel pubblico impiego (tra incompatibilità e controlli), in LPA, 1999, 538; Montini, Il part-time dei dipendenti pubblici ed i limiti allo svolgimento della libera professione, in LPA, 2001, n.3-4

    Con la sentenza n.180/01, la Suprema Corte ha definitivamente chiarito la non sussistenza di ostacoli di ordine costituzionale all'esercizio della libera professione da parte di dipendenti pubblici con rapporto di lavoro a tempo parziale.
    In particolare, la declaratoria di legittimità ha riguardato l'art.1, co.56 e 56 bis, della l. n.662/96 che hanno sancito, da un lato, la non applicabilità delle disposizioni che vietano l'iscrizione in albi professionali ai dipendenti pubblici con rapporto part-time a prestazione lavorativa non superiore al 50 per cento di quella a tempo pieno e, dall'altro, l'abrogazione delle disposizioni che vietano ai medesimi soggetti l'iscrizione ad albi e l'esercizio di attività professionali.
    La questione di costituzionalità è stata sollevata dal Consiglio Nazionale Forense che ha lamentato, in particolare, la violazione degli articoli 3, 4, 24, 97 e 98 della Costituzione con riferimento alla parte in cui i citati commi della l. n.662/96 operano un'abrogazione indiretta delle disposizioni contenute nell'art.3 del r.d.l. n.1578/33. Detto provvedimento, infatti, sanciva una piena incompatibilità tra l'esercizio della professione forense e lo status di pubblico dipendente.
    La Corte Costituzionale ha giudicato la questione infondata sotto tutti i profili di censura, sostenendo, tra l'altro, come la disciplina del part-time possa essere correttamente valutata solo nell'ambito della generale riforma della Pubblica Amministrazione, all'interno della quale la stessa disciplina si pone come strumento finalizzato al raggiungimento di obiettivi di maggiore efficienza mediante un utilizzo più flessibile del personale.
    Con riguardo alla possibilità che l'elisione del vincolo di esclusività in favore dei dipendenti pubblici con rapporto part-time possa provocare dannosi conflitti di interesse con l'amministrazione di appartenenza, la Corte Costituzionale ha evidenziato come il legislatore abbia già provveduto a porre rigorosi limiti all'esercizio di ulteriori attività lavorative. Questi vanno ravvisati, oltre che nei divieti posti dall'art.1, co. 56 bis (divieto di conferimento di incarichi professionali da parte di amministrazioni pubbliche e divieto di assumere il patrocinio in controversie nelle quali sia parte una pubblica amministrazione), anche in quanto disposto dai successivi commi 58 e 58 bis e dall'art.18, co.2 ter, della l. n.109/94.
    Inoltre, a giudizio della Corte, l'eliminazione dei vincoli giuridici di iscrizione agli albi professionali è finalizzata, oltre che a favorire la diffusione generalizzata del lavoro a tempo parziale nel settore pubblico, anche a "liberalizzare" il mercato delle professioni che, per sua natura, è di tipo concorrenziale e, pertanto, non può ammettere l'esclusione di soggetti in possesso dei necessari requisiti solo in ragione del loro status di dipendenti pubblici.
    In tal senso, si ravvisa il legittimo esercizio del potere discrezionale del legislatore nell'attuazione del precetto costituzionale contenuto nell'art.4 (diritto al lavoro) che, in effetti, rinvia al merito del legislatore sia per quanto riguarda i tempi, sia con rapporto ai modi

    Spero che questo chiarisca la questione.

    Buona vita
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  7. #7
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Urgente-Libera professione e Insegnamento

    E, per conferma, aggungo questo: http://db.formez.it/Ric_on_line.nsf/...2?OpenDocument

    Domanda Vorrei conoscere quali sono le cosiddette "disposizioni speciali" per lo svolgimento di attività libero professionali nell'ambito della mia amministrazione di appartenenza e se nella fattispecie rientr anche l'attività di psicologo clinico in ambito privato (attività comunque non incompatibile con l'impiego amministrativo.

    Risposta
    L’art.53, D. Lgs. n.165, del 30.03.01, rubricato <<Incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi>>, dispone, al primo comma, che: <<Resta ferma per tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilità dettata dagli articoli 60 e seguenti del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n.3, salva la deroga prevista dall’articolo 23-bis del presente decreto, nonché, per i rapporti di lavoro a tempo parziale, dall’articolo 6, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 marzo 1989, n.117 e dall’articolo 1, commi 57 e seguenti della legge 23 dicembre 1996, n.662. Restano ferme altresì le disposizioni di cui agli articoli 267, comma 1, 273, 274, 508 nonché 676 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297, all’articolo 9, commi 1 e 2, della legge 23 dicembre 1992, n.498, all’articolo 4, comma 7, della legge 30 dicembre 1991, n.412, ed ogni altra successiva modificazione ed integrazione della relativa disciplina>>.
    Dunque, il su riportato art.53, c.1, T.U., conferma la vigenza della disciplina delle incompatibilità prevista per tutti i pubblici dipendenti con rapporto di lavoro a tempo pieno, dall’art.60, D.P.R. n.3/57 secondo cui: <<L’impiegato non può esercitare il commercio, l’industria, né alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società o enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all’uopo intervenuta l’autorizzazione del Ministro competente>>.
    Pertanto, salvo le deroghe previste dall’articolo sopra riportato e dalle leggi in esso espressamente richiamate, è escluso che i dipendenti delle pubbliche amministrazioni con contratto a tempo pieno possano esercitare attività professionali libere, anche nel caso in cui difetti un conflitto di interessi in senso stretto.
    A conferma del generale divieto di cui innanzi, soccorre il comma 6 del medesimo articolo 53 cit. che esclude vi soggiacciano: << i dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al cinquanta per cento di quella a tempo pieno, dei docenti universitari a tempo definito e delle altre categorie di dipendenti pubblici ai quali è consentito da disposizioni speciali lo svolgimento di attività libero – professionali>> (ossia quelle dettate per il personale medico e per le altre professionalità della dirigenza del ruolo sanitario dal D.M. 28.02.1997 e dal D.M. 31.07.1997); nonché determinati incarichi quali <<a) la collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili; b) l’utilizzazione economica da parte dell'autore o inventore di opere dell'ingegno e di invenzioni industriali; c) la partecipazione a convegni e seminari; d) gli incarichi per i quali è corrisposto solo il rimborso delle spese documentate; e) gli incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente è posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo; f) e gli incarichi conferiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le stesse distaccati o in aspettativa non retribuita>>.
    Deve quindi escludersi che un dipendente di una P.A. con rapporto di lavoro a tempo pieno possa svolgere l’attività di psicologo clinico in ambito privato, sia in proprio, sia, ancor più, alle dipendenze di strutture sanitarie, siano esse pubbliche o private.
    Tra l’altro, l’art.2, c.1, rubricato <<requisiti per l’esercizio dell’attività di psicologo>>, della L. 18.02.1989, n.56, sull’<<ordinamento per la professione di psicologo>>, prevede che <<per esercitare la professione di psicologo è necessario aver conseguito l’abilitazione in psicologia mediante l’esame di Stato ed essere iscritto nell’apposito albo professionale>>, mentre il successivo art.8, recante le <<modalità di iscrizione all’albo>>, dispone al comma 2 che <<i pubblici impiegati debbono provare se è loro consentito l’esercizio della libera professione>>.
    E, allo stato, non risultano emanate disposizioni speciali che legittimino ai dipendenti a tempo pieno del Ministero del Tesoro l’esercizio di tale attività professionale.
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  8. #8
    Partecipante Super Esperto
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    Riferimento: Urgente-Libera professione e Insegnamento

    scusate e chi svolge il servizio civile che comunque è dipendente dello Stato può iscriversi all'albo senza esercitare libera professione oppure viene considerato part-time... si fanno 30 ore settimanali
    vB

  9. #9
    Partecipante Assiduo L'avatar di luciamaria
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    Citazione Originalmente inviato da francyfrancy979 Visualizza messaggio
    Ciao a tutti!!!
    ho bisogno di un chiarimento urgente riguardo una normativa di cui non ero a conoscenza.
    Sarò breve e coincisa, sono laureata in Psicologia, ho sostenuto l' esame di stato a Luglio e proprio in questi giorni ho inviato all' Ordine tutta la documentazione per iscrivermi all' Albo.
    Io lavoro come insegnante nella scuola primaria con contratto a tempo determinato ( dipendente della Pubblica Istruzione in questo momento, ma non di ruolo); l' ordine telefonicamente mi ha informata che la mia domanda è pervenuta ma mi iscriveranno con la clausola di non poter esercitare libera professione in quanto attualmente dipendente dello stato.
    E' davvero così? Ogni qualvolta che la pubblica istruzione mi nominerà per una cattedra io non potrò svolgere libera professione?
    Non ero a conoscenza di questa norma.
    Grazie a chiunque possa chiarirmi questa cosa.
    Sei sicura della risposta? Io sono insegnante elementare a tempo indeterminato e posso anche svolgere la libera professione, perchè, come mi ha spiegato il commercialista dell'ordine del Lazio, il nostro contratto è simile al part-time, quindi non ci sono problemi.
    A presto Lucia

  10. #10
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    Citazione Originalmente inviato da incantesimo 84 Visualizza messaggio
    scusate e chi svolge il servizio civile che comunque è dipendente dello Stato può iscriversi all'albo senza esercitare libera professione oppure viene considerato part-time... si fanno 30 ore settimanali
    Il servizio civile non è un contratto di lavoro, ma una esperienza di volontariato ( benchè retribuito) quindi non dà nessun impedimento per la libera professione.

  11. #11
    Partecipante
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    Ciao Lucia!
    Anch'io sono insegnante di ruolo ma lavoro in un nido comunale. Si, è vero che il nostro contratto è simile al part time ma volevo chiederti una cosa più burocratica. Il commercialista mi ha detto che, in quanto professionisti iscritti all'ordine, se esercitiamo la libera professione dobbiamo aprire la partita iva. Ma per aprirla occorre il part time?
    Grazie mille!

  12. #12

    Riferimento: Urgente-Libera professione e Insegnamento

    Oggi ho provato a chiamare l' Ordine del Lazio che con molta gentilezza e disponibilità mi ha spiegato che se si è dipendenti della pubblica istruzione in qualità di docenti è possibile esercitare libera professione facendosi rilasciare all' inizio anno scolastico dal proprio dirigente un permesso scritto in cui accorda l' esercizio.
    Sono stati davvero gentili !!!.
    Peccato che la stessa informazione avrebbe dovuta darmela anche l' Ordine regionale a cui mi sono iscritta io!!!

  13. #13
    Partecipante Assiduo L'avatar di luciamaria
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    Citazione Originalmente inviato da kiaambro Visualizza messaggio
    Ciao Lucia!
    Anch'io sono insegnante di ruolo ma lavoro in un nido comunale. Si, è vero che il nostro contratto è simile al part time ma volevo chiederti una cosa più burocratica. Il commercialista mi ha detto che, in quanto professionisti iscritti all'ordine, se esercitiamo la libera professione dobbiamo aprire la partita iva. Ma per aprirla occorre il part time?
    Grazie mille!
    Ciao, purtroppo sì, occorre aprire partita iva, ma non la vedo così drammatica.
    Al massimo se diventano più le spese che le entrate lsi chiude e amen.
    A presto lucia

  14. #14
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Urgente-Libera professione e Insegnamento

    Buongiorno, spero possiate darmi una risposta certa, perchè non ho ben capito. Io insegnoi a tempo indeterminato nella scuola primaria statale. Mi sono laureata in psicologia e vorrei proseguire con gli studi, fare il tirocinio e sostenere l'esame di stato, partecipare a master e convegni. Vorrei poi in futuro iscrivermi all'albo e svolgere l'attività di psicologo in proprio. Tutte queste attività sono compatibili col mio lavoro? Per iscrivermi all'albo è necessario il part time o solo per svolgere l'attività lavorativa? Sono molto confusa a riguardo.

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