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  1. #1
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    Lowen e narcisismo/borderline

    ciao, sono una studente del I anno ma sono molto interessata alle ricerche per conto mio...ultimamente ho visto le classificazioni dei vari tipi di narcisismo di Lowen, volevo sapere in particolare se la "personalità borderline" descritta da lui è identica al disturbo borderline di personalità o se sono due cose ben distinte tra loro.
    Ecco la descrizione di Lowen:
    * La personalità borderline: Lowen individua due tipi di personalità borderline. Il primo tipo proietta un'immagine di sé di estremo successo, con marcate caratteristiche di grandiosità. Il secondo è invece molto schivo, vulnerabile, con una forte tendenza ad appoggiarsi agli altri. È evidente come questa suddivisione rispecchi quella fatta sopra, tra narcisisti ipervigili ed inconsapevoli. Quest'apparente contraddizione è facilmente spiegabile tenendo conto che nelle personalità borderline coesistono potenti complessi di superiorità con altrettanto potenti complessi d'inferiorità. Nel primo tipo descritto il senso di superiorità è palese, mentre quello di inferiorità è nascosto; nel secondo tipo invece accade l'opposto, ovvero è il senso d'inferiorità ad essere palese mentre è quello di superiorità ad essere nascosto. Questi individui si trovano in un eterno, fortissimo dilemma tra l'essere i migliori del mondo o l'essere niente. La differenza tra il carattere narcisistico e la personalità borderline di tipo grandioso sta nel fatto che in questo secondo caso la facciata di successo ed ineluttabilità è estremamente fragile e può crollare al primo segno di stress, rivelando il bambino insicuro e terrorizzato che tale facciata doveva celare.

  2. #2
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    Riferimento: Lowen e narcisismo/borderline

    Secondo me, per quel che ne capisco, una cosa è un carattere, un'altra una personalità, un'altta cosa ancora un disturbo del carattere o della personalità.
    Nel senso che un carattere narcisistico, nella classificazione di Lowen, può venire descritto da altri come organizzazione di personalità borderline, ma anche il carattere schizoide di Lowen presenta aspetti che potrebbero venire classificati nello stesso modo.
    Il nucleo della questione sta nell'ottica adottata. Lowen è il fondatore dell'approccio bioenergetico e il corpo, nella sua classificazione, ha un ruolo centrale, non marginale. Non è oggetto di rappresentazioni, è fonte e misura della mente. E' quasi una prospettiva rovesciata rispetto all'impostazione psicoanalitica classica. Una prospettiva in cui si può quasi dire che la mente è una rappresentazione che il corpo fa di se stesso.

    In questa prospettiva, la caratteristica del tipo narcisista è il corpo "usato" invece che "vissuto". E' un corpo utilizzato come segnale, come strumento di potere, come facciata, come apparenza, come immagine. Ma non accettato per quel che è. Non integrato con il pensiero e il sentimento. E' un corpo "investito" da affetti, purché siano "sopra le righe". C'è sempre una sopravvalutazione di facciata, nel narcisista di Lowen, un travestirsi. Sotto c'è la paura della debolezza, il non poter riconoscere la propria debolezza originaria, la propria matrice sociale di provenienza, il non riuscire ad ammettere la propria dipendenza da altri.
    Quindi è un modo per distaccarsi dal fluire della vita, dell'energia vitale. Perché nessuno di noi viene dal nulla, nessuno si fa da solo. Diventiamo individui, soggetti, ma solo grazie alla mediazione ed alla relazione con altri. L'illusione narcisistica è quella di farsi da sé. E gli altri diventano solo buoni per essere utilizzati quando serva, ma non vengono considerati esseri umani a pari titolo e con pari dignità.

    Non so se ti ho chiarito alcuni dubbi, o se ti ho confuso ulteriormente le idee. Nel qual caso, bene: c'è molta confusione sotto il sole, dunque tutto va bene (Mao Zedong).

    Buona vita
    Guglielmo
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  3. #3
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    Riferimento: Lowen e narcisismo/borderline

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Secondo me, per quel che ne capisco, una cosa è un carattere, un'altra una personalità, un'altta cosa ancora un disturbo del carattere o della personalità.
    Nel senso che un carattere narcisistico, nella classificazione di Lowen, può venire descritto da altri come organizzazione di personalità borderline, ma anche il carattere schizoide di Lowen presenta aspetti che potrebbero venire classificati nello stesso modo.
    Il nucleo della questione sta nell'ottica adottata. Lowen è il fondatore dell'approccio bioenergetico e il corpo, nella sua classificazione, ha un ruolo centrale, non marginale. Non è oggetto di rappresentazioni, è fonte e misura della mente. E' quasi una prospettiva rovesciata rispetto all'impostazione psicoanalitica classica. Una prospettiva in cui si può quasi dire che la mente è una rappresentazione che il corpo fa di se stesso.

    In questa prospettiva, la caratteristica del tipo narcisista è il corpo "usato" invece che "vissuto". E' un corpo utilizzato come segnale, come strumento di potere, come facciata, come apparenza, come immagine. Ma non accettato per quel che è. Non integrato con il pensiero e il sentimento. E' un corpo "investito" da affetti, purché siano "sopra le righe". C'è sempre una sopravvalutazione di facciata, nel narcisista di Lowen, un travestirsi. Sotto c'è la paura della debolezza, il non poter riconoscere la propria debolezza originaria, la propria matrice sociale di provenienza, il non riuscire ad ammettere la propria dipendenza da altri.
    Quindi è un modo per distaccarsi dal fluire della vita, dell'energia vitale. Perché nessuno di noi viene dal nulla, nessuno si fa da solo. Diventiamo individui, soggetti, ma solo grazie alla mediazione ed alla relazione con altri. L'illusione narcisistica è quella di farsi da sé. E gli altri diventano solo buoni per essere utilizzati quando serva, ma non vengono considerati esseri umani a pari titolo e con pari dignità.

    Non so se ti ho chiarito alcuni dubbi, o se ti ho confuso ulteriormente le idee. Nel qual caso, bene: c'è molta confusione sotto il sole, dunque tutto va bene (Mao Zedong).

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    Guglielmo
    grazie della spiegazione, ma non so se ho capito bene: quindi in base all'orientamento di base (es cognitivista, sistemista, bioenergetico) i significati degli stessi termini utilizzati (es borderline) si possono in parte sovrapporre tra di loro?

  4. #4
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    Riferimento: Lowen e narcisismo/borderline

    Sì. direi di sì. In fondo, credo che gli esseri umani non si possano incasellare in una definizione di scuola. Ogni corrente teorica ne vede un aspetto, e pare sia impossibile vederli tutti assieme.
    Così, credo sia utile abituarsi ai differenti linguaggi delle differenti teorie. Perché i cognitivisti hanno molto da dire su alcuni aspetti delle organizzazioni borderline (la storia di attaccamento, i meccnismi di pensiero, le credenze specifiche), così come gli psicoanalisti sono insuperabili nel cogliere le valenze affettive (il senso di vuoto, la presenza di un "difetto fondamentale", la rigidità del Super-Io come difesa contro la frammentazione) e altri ne sottolineano caratteristiche ancora differenti.

    Anche perché, io penso che questo modo di fare ci può mettere un poco al riparo dalla tentazione di ridurre una persona a una diagnosi, ad un'etichetta.

    Buona vita
    Guglielmo
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  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di alessicinica
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    Riferimento: Lowen e narcisismo/borderline

    Io non condivido moltissimo il pensiero di Willy61.
    Al di là del fatto che etichette o meno, su borderline e narcisismo è stato scritto molto.
    Non mi risulta che Lowen sia un grande nome in merito a narcisismo e borderline.
    Mi risulta che fosse allievo di Reich e come tale, molto discusso.

    A parte che per quanto è vero che un essere umano non può mai inserirsi all'interno di un'etichetta, è vero anche il contrario e da lì l'esigenza di avere ''etichette'' il più affidabili possibili. (la chiudo qui perchè vado OT).

    L'approccio teorico fa la differenza, è vero anche quello, motivo per cui al posto tuo, Glitterheavy, mi andrei a cercare prima chi tra tutti risulta essere più esponenziale rispetto agli argomenti che vuoi approfondire.

    Reich lo è per le sue idee stravaganti: l'orgone è per i maghi, anche se ultimamente sto notando che un pò si rivaluta.

  6. #6
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    Riferimento: Lowen e narcisismo/borderline

    Meglio, se non condividi il mio pensiero. E' difficile confrontarsi tra chi la pensa allo stesso modo.

    Tuttavia, spero mi consentirai alcune riflessioni circa quanto affermi.

    Non mi risulta che Lowen sia un grande nome in merito a narcisismo e borderline.
    Mi risulta che fosse allievo di Reich e come tale, molto discusso.
    E' il problema di tutti i fondatori di scuole di pensiero. Essendo i primi, non possono essere grandi. Lo diventano dopo, purtroppo quando spesso sono già morti.
    Comunque, l'Analisi Bioenergetica non è solo Alexander Lowen. Si è evoluta nel tempo, ha modificato alcuni dei punti di partenza. Di fatto è oggi un movimento internazionale ben radicato e rappresentato e ben presente in Italia con due scuole di psicoterapia riconosciute: la SIAB e la IIFAB.

    Se vuoi discutere dei presupposti teorici dell'Analisi Bioenergetica, sono a disposizione. Quel che non mi piace è la svalutazione (implicita od esplicita) di correnti di pensiero diverse dalla propria. Non sono un terapeuta cognitivo, ma non ho difficoltà a riconoscere i meriti di questo approccio. Non sono uno psicoanalista, ma penso che non potrei lavorare senza le conoscenze apportate dalla psicoanalisi. Non sono un sistemico, ma riconosco la capacità di questa corrente di pensiero nell'osservare aspetti degli esseri umani che la mia scuola (la SIAB) non prende in considerazione.


    E poi, di grazia, che c'entra l'Analisi Bioenergetica con l'orgone? Sarebbe come dire che Freud e il mesmerismo hanno qualcosa in comune... Credo che procedere per conoscenze scarse ed imprecise e per la ripetizione di luoghi comuni datati e superati sia il contrario di quanto necessario per discutere con cognizione di causa.

    Stammi bene
    Guglielmo
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  7. #7
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    Riferimento: Lowen e narcisismo/borderline

    Lowen con l'orgone ha poco a che vedere, il punto è che Reich invece, che era suo maestro, ne faceva la chiave di volta di tutto il suo pensiero.
    Se non vado errata la bioenergetica prevede tecniche come grounding e lavori per lasciar fluire l'energia di base.
    In effetti potrei essere imprecisa, non lo nego.

    No, la mia non è una svalutazione, nè ha la pretesa di imporre una visione su un'altra degna di rispetto.
    Forse mi sarà espressa male o con fretta.

    Sarebbe come dire che Freud e il mesmerismo hanno qualcosa in comune...
    E in effetti hanno in comune anche qualcosa con Paracelso che è la propensione alla cura, lo trovi in Etchegoyen nel capitolo introduttivo (cerco di sdrammatizzare ).

    Se ti va di approfondire qualcosa sulla bionergetica ne sono ben felice.

  8. #8
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    Riferimento: Lowen e narcisismo/borderline

    Proviamo a distinguere la posizione di Reich da quella di Lowen, per inziare.
    Lowen fu paziente di Reich, quando Reich ancora non parlava di orgoni o di terapia orgonica. Il suo approccio, in quegli anni, era chiamato "vegetorerapia carattero-analitica", ed era caratterizzato sia dall'aderenza alla psicoanalisi di quel periodo, sia dall'attenzione ai sintomi neurovegetativi ed alle modalità di espressione e di alternanza di funzioni tra i due sistemi nervosi autonomi. La terapia comprendeva il contatto fisico e richiedeva al paziente di stare nudo sdraiato sul lettino, così che il terapeuta potesse osservare i segnali di attività del sistema nervoso autonomo (cambiamenti nel colore della pelle, nel respiro, nelle tensioni muscolari, diametro pupillare, piloerezione, ecc.). La parte verbale della terapia era assimilabile ad una terapia di stampo psicoanalitico.

    Lowen si distaccò da Reich soprattutto grazie a sua moglie, Leslie, che si accorgeva come il gruppo di Reich fosse un gruppo chiuso, che non accettava critiche al proprio operato e si riteneva depositario della verità. Come lo stesso Lowen ammette nella sua autobiografia, si distaccò da Reich anche spinto da considerazioni di sicurezza personale. Era infatti noto che Wilhelm Reich era stato membro del Partito Comunista, in Germania e in Danimarca, e (i fatti si svolsero all'epoca del maccartismo, un periodo assai oscuro nella storia degli USA) che il continuare ad essere membro di quel gruppo significava - con tutta probabilità - non poter ottenere il permesso di esercitare la medicina negli Stati Uniti (Lowen aveva una laurea in legge e, dopo la terapia con Reich si trasferì a Ginevra per ottenere la laurea in medicina. avendo ottenuto una laurea in medicina fuori dagli USA, per l'esercizio della professione doveva superare la valutazione di una commissione statale).

    Comunque sia Lowen non seguì mai Reich lungo la strada della terapia orgonica e continuò invece a lavorare nel senso della vegetoterapia carattero-analitica.

    Questo per quanto riguarda gli incontri e i distacchi avvenuti tra Reich e Lowen (almeno, questo è quanto io riesco a ricostruire a memoria, basandomi su quanto letto di Lowen e di altri autori). Poi, appena ho tempo, posto qualcosa sulla questione dell'energia e del grounding.

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  9. #9
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    Riferimento: Lowen e narcisismo/borderline

    Allora, proviamo a discutere di questa "bioenergia" che, secondo Lowen, sarebbe presente in ogni essere umano e il cui "flusso" può venire ostacolato, impedito, bloccato, da contrazioni muscolari, il che porta allo sviluppo di un disturbo psichico.


    Detta così, sembra una boiata pazzesca. La possiamo leggere in altro modo? Assegnare a questa misteriosa "energia" altri singificati e considerarla un modo per esprimere il risultato di alcune osservazioni?
    Un analista bioenergetico, guardando le mani di un paziente, può osservare che sono "scariche". Cosa intende dire? "Scariche" è un modo molto conciso per descrivere tutta una serie di osservabili: sono pallide (indice di scarsa irrorazione, il che significa vasocostrizione periferica, che è -a sua volta - un indice di stress), sono poco mobili o il loro movimento non è congruente con il discorso del paziente (la congruenza tra il contenuto dei discorsi di una soggetto e il tipo di movimenti effettuati con le mani è molto alta, solitamente), tendono a presentare un tipo di movimento stereotipato, sono "appese" (nel senso che danno l'impressione di non appartenere alla persona)... e questo vale per ogni aspetto del corpo del paziente, e per il paziente nella sua globalità.

    Prova a guardare negli occhi una persona sana (nel senso: che non presenta un disturbo psichico conclamato, non nel senso che non abbia aspetti patologici e sia immune da qualunque problema). Poi prova a guardare negli occhi una persona con un disturbo dell'umore. Le differenze ci sono. Non sono facili da esprimere se non attraverso metafore. Perché tutti gli esseri umani son sensibili ai segnali emotivi mediati dagli atteggiamenti corporei, solo che non ne siamo usualmente coscienti. Come quando, incontrando una persona conosciuta per strada, prima di ogni altra cosa alziamo le sopracciglia (e la maggior parte delle persone non sa neppure di farlo), in modo da aumentare l'esposizione dell'area oculare mandando in tal modo il messaggio: "Non farmi del male, sono un bambino indifeso".

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  10. #10
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    Riferimento: Lowen e narcisismo/borderline

    bella spiegazione Willy....e così la SIAB è stata fondata da Lowen! Io sono agli inizi e ancora non avevo sentito parlare di lui...mi chiedo se lo troverò sul libro di storia della psicologia che sto studiando...
    Credo sia diritto di ogni studente avere una panoramica generale di tutto prima di scegliere da che parte stare (o da che parti!)...

  11. #11
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    Ciao Glitter

    Ti dico subito che non ce lo troverai. E che non sentirai mai parlare di bioenergetica in tutti gli anni dell'università.
    Ma non importa. L'Analisi Bioenergetica è un'esperienza del corpo vivente, non una serie di parole scritte su carta.

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    Guglielmo
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  12. #12
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    Riferimento: Lowen e narcisismo/borderline

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Ciao Glitter

    Ti dico subito che non ce lo troverai. E che non sentirai mai parlare di bioenergetica in tutti gli anni dell'università.
    Ma non importa. L'Analisi Bioenergetica è un'esperienza del corpo vivente, non una serie di parole scritte su carta.

    Buona vita
    Guglielmo
    pazienza, vorrà dire che mi documenterò a momento debito in rete...per fortuna che esiste internet!

  13. #13
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    Riferimento: Lowen e narcisismo/borderline

    Riprendo un'intervista a Lowen su narcisismo e personalità borderline che magari può interessare a qualche lettore o lettrice:

    Guarire la separazione nella personalità moderna

    di Alexander Lowen

    Quanto segue è un estratto da un intervento di A. Lowen alla conferenza L'evoluzione della psicoterapia - sponsorizzata dalla Milton H. Erickson Foundation Inc. a Las Vegas, Nevada, dicembre 1995.
    Nei cinquant'anni durante i quali ho esercitato la professione di analista bioenergetico ho assistito a dei cambiamenti importanti nel tipo di problemi presentati dai miei pazienti. La separazione si è aggravata. La gente è sempre meno in contatto con il proprio corpo a livello di sentimenti e vive sempre più nella testa. I corpi sembrano e sono più morti e in molti casi molto più sformati di quanto abbia mai visto prima. Ma questo cambiamento nella vitalità del corpo non è limitato solo ai miei pazienti. La gente in generale mostra una simile perdita di vitalità nel corpo evidenziata dalla diffusa condizione di sovrappeso di molte persone, dalla perdita di grazia dei movimenti e dalla mancanza di luce nell'espressione del viso. La gente è più attiva, fa più cose, viaggia di più, ma questa iperattività rappresenta in molti casi l'antidoto alla depressione. In terapia la lamentela dominante è che manca qualcosa che dia senso alla vita. I pazienti hanno la sensazione di non essere realizzati in amore, nelle relazioni o nel lavoro. Sopravvivono, questo è l'unico senso che ha la loro vita.
    Sopravvivere di per sé non dà senso alla vita e così molte persone ne sono alla costante ricerca in attività esoteriche di vario genere. Altri cercano un senso nella scalata al successo o nell'acquisizione di potere e ricchezza. Ma queste sono ricerche di tipo narcisistico, che non toccano la profonda sensazione interiore di vacuità. Quelli che falliscono in queste occupazioni narcisistiche sono in realtà avvantaggiati, perché sono costretti a guardarsi dentro per trovare la causa della loro insoddisfazione.
    Ma questa ricerca interiore è paurosa e dolorosa. È necessaria la guida di uno psicoterapeuta esperto e competente per avventurarsi nelle profondità dell'animo moderno, dove giacciono morte e disperazione. Evitiamo di sentire la disperazione e di affrontare la paura della morte vivendo in superficie, come vuole lo schema narcisistico. Coloro che entrano in terapia sperano che il terapeuta possa aiutarli a migliorare il proprio comportamento conscio in modo da avere maggior successo. Pochi sono preparati ad affrontare le cause sottostanti alla propria angoscia.
    L'altra faccia di questo quadro è rappresentata dalle persone con una personalità borderline, che sono in contatto con i sentimenti di morte e di angoscia ma non sono in grado di dissociarsi da essi per funzionare efficacemente in superficie. Sono borderline perché il loro Io non ha accumulato abbastanza forza per sopprimere il dolore e l'angoscia. Nel loro caso, a mio parere, gli eventi traumatici che hanno spezzato l'unità della loro personalità sono avvenuti prima dei tre anni di età, mentre nella vera personalità narcisistica i traumi dannosi si sono verificati più tardi, tra i tre e i sei anni di età.
    Questo è il periodo edipico, quando viene definita l'identità sessuale, in contrasto con il periodo precedente, che è prevalentemente orale. Quindi, la personalità borderline lotta con i sentimenti di bisogno e impotenza. L'individuo narcisista, d'altro canto, nega il suo bisogno e compensa l'impotenza con la seduzione e la manipolazione. Parlando in generale, descriverei i narcisisti come coloro che agiscono efficacemente ma senza sentimento, in contrasto con i borderline tra i quali troviamo coloro che sono in contatto con il sentimento ma non sono in grado di integrarlo in un'azione affettiva. In entrambi i casi, la separazione si verifica tra l'Io, con il suo controllo del sistema muscolare volontario, e il corpo interiore e i sentimenti profondi, che potremmo definire come
    sentimenti del cuore o sentimenti viscerali.

    Ritrovare il contatto con il "nostro bambino"
    In un bambino il dolore da 'cuore spezzato' è molto intenso e terrificante, perché viene vissuto come una minaccia alla propria vita. Un bambino che ha vissuto il rifiuto da parte di un genitore si chiude all'amore per autodifesa. Seppellisce il suo desiderio di amore così come il dolore per il rifiuto. Lo fa sopprimendo l'impulso a piangere, che è l'espressione primaria di un bambino che viene ferito. Sopprimere il dolore di essere rifiutato e il pianto, che invece lo libererebbe, isola e imprigiona il bambino per proteggerlo contro l'eventualità di un futuro analogo disastro. La soppressione crea l'angoscia profonda di non riuscire mai a trovare il vero amore e la gioia dell'appagamento. La separazione
    nella personalità moderna può anche essere descritta come la perdita di connessione tra l'adulto sofisticato che vive sulla superficie dominata dai processi di pensiero e il bambino sepolto in lui, che prova sentimenti profondi e reca il potenziale per una vita ricca e soddisfacente. John Bradshaw parla del bisogno dell'uomo moderno di entrare in contatto con il bambino interiore.
    Per trattare la separazione è necessaria una resa dell'Io narcisistico e il coraggio di sentire la disperazione, il dolore e il profondo desiderio d'amore. Non si tratta solo di semplici parole (che sono il linguaggio dell'Io), ma di profondi sentimenti corporei (che sono il linguaggio dell'anima). Il paziente ha bisogno di piangere, di singhiozzare profondamente, di sentire che cosa gli è accaduto e di urlare la sua protesta. Il suono è la modalità espressiva del nostro tubo interno, così come il movimento e l'azione sono la modalità espressiva del nostro tubo esterno. Poche persone nella nostra cultura sono in grado di piangere in maniera sufficientemente profonda, vale a dire dalla pancia, o abbastanza a lungo da lasciar andare il dolore e liberarsi dalla disperazione. Di solito ci vogliono diversi anni di lavoro sul corpo per ridurne le tensioni croniche e aumentarne l'energia così che la persona possa avere la forza e la capacità di scendere nelle profondità del suo essere per trovare l'anima.

    Il caso di Jack
    Vorrei concludere presentando il caso di un uomo che è entrato in terapia con me quest'anno. Ha gentilmente acconsentito di venire a questa conferenza, così posso dimostrarvi come lavoro per risanare la separazione nella personalità moderna.
    Jack Marshal è un uomo di quarantatré anni che era venuto a consultarmi perché sentiva che la sua vita era vuota. Non si è mai sposato e aveva avuto solo una storia d'amore relativamente breve. Si guadagnava da vivere giocando in borsa e aveva un discreto successo nella sua attività. Fisicamente era di statura media ma visibilmente in sovrappeso. A parte l'eccesso di peso, non aveva lamentele circa le sue condizioni fisiche. Sembrava affabile e di solito sfoggiava un sorriso. Jack era venuto da me perché sentiva che il suo problema era collegato con l'assenza di vitalità del corpo. Era consapevole di avere poche sensazioni corporee e di vivere in gran parte nella testa. Nel corso degli anni aveva provato la psicoterapia con vari analisti, senza alcun effetto sul suo stato emotivo. Leggendo i miei libri si era convinto che il suo problema richiedeva un approccio fisico che avesse delle basi psicoanalitiche.
    Jack era stato in sovrappeso anche da bambino e da ragazzo ma non al punto in cui si trovava quando venne a consultarmi. Mi raccontò che circa dieci anni prima aveva avuto un'intensa relazione sessuale che si interruppe, dopo qualche mese, quando la sua amante lo lasciò. Descrisse quel periodo come il più doloroso della sua vita e disse che ogni sera piangeva quando andava a dormire.
    Quando gli chiesi se esisteva una connessione tra la perdita dell'amore e il suo aumento di peso, sorrise e disse "Sì". Ingrassare era stato il suo modo per non consentire al suo corpo di sentire il tremendo dolore della perdita. In effetti, era sopravvissuto a questa esperienza imbalsamandola nel suo pesante corpo. Ci sarebbe voluto del coraggio per restituire la vita a quel corpo, perché ciò significava che egli avrebbe dovuto rivivere il dolore del suo amore perduto, ma Jack sentiva di non avere alternative.
    Non tutte le persone che provano dolore per un amore perduto anestetizzano il corpo aumentando di peso come meccanismo di difesa. Jack era condizionato a questa difesa dagli eventi della sua infanzia. Era figlio unico e suo padre era assente sul piano emotivo, mentre sua madre era eccessivamente presente. Sua madre sfogava su Jack la frustrazione e il bisogno di contatto che le mancavano nella relazione con il marito. Come raccontò Jack: "Mi stava sempre addosso, parlandomi in continuazione, sproloquiando senza sosta al punto che non la sopportavo più". Ma dato che non poteva andarsene, questo lo faceva diventare matto. Gli suggerii che forse aveva evitato tale destino "costruendo un'armatura", cioè facendo morire la parte esteriore del corpo in modo che la madre non potesse raggiungerlo. Questa armatura comporta una tensione dei muscoli del tubo esterno in modo da non reagire e quindi da non sentire. Per aiutare Jack a superare tale problema, il suo corpo avrebbe dovuto diventare più vivo e sviluppare una maggiore capacità di sentire. Non era sufficiente per lui capire perché aveva sviluppato il suo problema, era necessario che il suo corpo diventasse più vivo.

    Due esercizi per tornare a vivere
    Io uso due esercizi di base per raggiungere questo scopo. Il primo consiste nel respirare mentre ci si trova stesi sulla schiena sul cavalletto bioenergetico. È faticoso e a volte doloroso, ma costringe il paziente a respirare. Man mano che si introduce una maggiore quantità di ossigeno nel corpo, la sua energia aumenta. In questa posizione, l'emissione con la voce di un suono continuato rende il respiro più profondo e può portare al pianto, che è un'emozione liberatoria. Quando il paziente inverte la posizione piegandosi in avanti nella postura di grounding, nelle gambe si sviluppano vibrazioni man mano che vengono percorse da ondate di energia o di eccitazione. L'attività vibratoria del corpo è una diretta manifestazione della sua vitalità. Una persona sana è viva in modo vibrante. Il paziente sente il suo corpo nella misura in cui questo vibra. È un'esperienza molto positiva e i pazienti raccontano che dopo si percepiscono in modo diverso e più intenso. Effettivamente si sentono di più.
    Ho usato regolarmente questo esercizio con Jack e ogni volta Jack mi diceva di sentirsi più vivo. Naturalmente, allo stesso tempo parlavamo della sua vita e del suo problema.
    L'altro esercizio consiste nello scalciare. Ci si stende su un materassino e lo si colpisce con le gambe tese. Scalciare significa protestare e Jack aveva molto da scalciare in termini di affetti nocivi legati alla sua infanzia. Nella terapia combino lo scalciare con espressioni verbali di protesta come: "Perché?", "Lasciami stare", "Mi stai facendo impazzire". L'uso della voce mentre si scalcia mobilita il tubo interno e integra i movimenti con il suono. Questo aiuta a superare la divisione tra gli aspetti interiori e quelli esteriori della personalità. Quando Jack per la prima volta mi descrisse come si sentiva tormentato quando sua madre continuava a parlargli, gli proposi l'esercizio seguente. Gli feci prendere in mano un asciugamano, che poi doveva torcere con forza gridando nel contempo: "Stai zitta. Mi stai facendo impazzire". L'esercizio ebbe un effetto positivo su Jack, anche se le emozioni che provò non furono molto intense. Per Jack la cosa aveva senso e dopo si sentì più vivo.
    L'emozione più importante con cui lavora questa terapia è il pianto. Per Jack fu molto difficile arrivare a piangere singhiozzando. Questa difficoltà nasceva da due fonti. A un livello egoico il pianto significava fallimento, impotenza e la resa a sua madre. Nel profondo lui era ancora il bambino che aveva bisogno di resisterle. Avendo raggiunto l'indipendenza e l'età adulta non voleva rinunciare alla sua posizione di forza. Fisicamente non poteva piangere. La tensione per trattenere le lacrime sin dall'infanzia era troppo grande. Aveva perso il controllo del corpo. Nella terapia con me voleva piangere, ma non poteva. Questa situazione lentamente migliorò tramite il lavoro sul corpo.

    Arrendersi per vincere
    Un'altra grossa sfida stava nel mobilitare la capacità di Jack a esprimere la rabbia. Gli facevo picchiare regolarmente il materassino durante le sessioni e lo incoraggiavo a ripetere lo stesso esercizio a casa. Aveva bisogno di sentire la sua rabbia in modo da poter sperimentare la sua potenza come uomo. La sua impotenza come maschio, sia dal punto di vista emotivo che sessuale, era il motivo sottostante al fallimento delle sue relazioni con le donne. Fu un lavoro lento, ma Jack era ben consapevole di non avere altra scelta. Riconosceva che non c'era altro modo. Ci sarebbe voluto molto tempo ma Jack intuiva, grazie alle fugaci apparizioni di buone sensazioni, che la ricompensa era
    sicura.
    La mia evoluzione mi ha portato a capire che se ci arrendessimo al corpo, questo guarirebbe da solo. Arrendersi al corpo significa sentirlo completamente dalla testa ai piedi. Significa sentire tutte le tensioni muscolari croniche nel corpo, capire la loro storia e la loro funzione nel presente. Significa sentire il proprio dolore, la tristezza e il pianto. Significa essere capaci di protestare per la perdita di innocenza e di gioia e la capacità di essere arrabbiati per questo. Infine, significa accettare il fallimento di tutti gli sforzi per superare i propri problemi, per farcela, per riuscirci. Significa aver fede nel corpo perché è la dimora di Dio e fidarsi delle sue sensazioni perché esprimono la nostra verità.
    Ho dovuto imparare tutto questo prima di poterlo insegnare ai miei pazienti. E devo continuare a impararlo, perché il mio Io narcisistico tuttora pensa di saperne di più.

    Buona vita
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

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