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  1. #1

    Chi vive di piscoterapia parli

    Escludendo tutti coloro verso cui si tende qualche famosa 'longa manus', c'è un onesto e meritevole specializzando o neopatentato psicoterapeuta che, iscrittosi a qualsivoglia scuola, possa rispondere alla domanda : "Cosa fai per vivere ?" con una frase del tipo: "Ricevo pazienti in uno studio di psicoterapia", ma senza dover poi aggiungere "...e di tanto in tanto lavoro per McDonald" ? Scusate la rozzezza del mio intervento, ma nel mio modo estremamente ingenuo di vedere le cose la questione ha una certa rilevanza.

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
    Data registrazione
    06-06-2006
    Residenza
    provincia di Varese
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    1,480

    Riferimento: Chi vive di piscoterapia parli

    che dire? Che uno specializzando viva di psicoterapia mi sembra alquanto improbabile...che uno specializzando in psicoterapia viva facendo lo psicologo, peché no???
    Io ci vivo... (e nessuna conoscenza o famigliari in questo campo...).
    Ovviamente non ho solo 1 posto di lavoro...ma sono tutti lavori come psicologa.

    Eli

  3. #3
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Chi vive di piscoterapia parli

    Citazione Originalmente inviato da kasparduck Visualizza messaggio
    Escludendo tutti coloro verso cui si tende qualche famosa 'longa manus', c'è un onesto e meritevole specializzando o neopatentato psicoterapeuta che, iscrittosi a qualsivoglia scuola, possa rispondere alla domanda : "Cosa fai per vivere ?" con una frase del tipo: "Ricevo pazienti in uno studio di psicoterapia", ma senza dover poi aggiungere "...e di tanto in tanto lavoro per McDonald" ? Scusate la rozzezza del mio intervento, ma nel mio modo estremamente ingenuo di vedere le cose la questione ha una certa rilevanza.
    Caro Kasparduck,
    a mio parere uno specializzando (a meno di non avere qualche "longa manus" che lo aiuti) difficilmente potrà vivere della pratica della psicoterapia a cui ha dedicato anni di studio e di sacrifici. Questo è vero in ogni caso, prima di poter diventare "veramente" uno psicoterapeuta affermato e poter avere uno studio avviato passano in media circa 10 anni, durante i quali ti devi dare molto da fare; anni non certo facili, di creazione di una reputazione clinica e di una folta rete sociale fra amici, professionisti e pazienti.
    Considera che questa lunga gavetta è attualmente aggravata dalla grave crisi economica che colpisce anche psicoterapeuti più affermati e più noti sul territorio; spesso il telefono rimane muto per ore e non è raro andare incontro ai problemi economici dei pazienti.
    McDonald magari no (se non proprio come ultima speranza), ti consiglierei comunque di rimanere in ambito psicologico.
    Un saluto.

  4. #4
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
    Data registrazione
    27-12-2009
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    549

    Riferimento: Chi vive di piscoterapia parli

    Conosco molti miei colleghi che hanno uno studio e ricevono pazienti, ma... che siano specializzandi o che siano terapeuti, la gavetta è ancora (ancora?!?) molto lunga. Chi lavora come psicologo (in qualche modo), chi come educatore (in tutte le maniere possibili), chi... McDonald, anche se al momento non me ne viene uno. Nel frattempo si fanno le ossa imparando a gestire una psicoterapia, magari continuando le supervisioni, cercando di restare in contatto con qualche specialista e costruendosi una rete. La rete serve sia in entrata che in uscita: se devi inviare qualcuno da un medico di base o da uno psichiatra, devi almeno conoscere qualche nome; se ti devono inviare qualcuno, ti devono conoscere (non credo che uno psichiatra o un medico di base si mettano a spulciare l'elenco telefonico e, per quello che ho potuto vedere, gli invii vengono fatti indicando il nome dello psicoterapeuta "consigliato", almeno nella maggior parte dei casi).
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  5. #5
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    25-06-2005
    Residenza
    campi bisenzio
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    338

    Riferimento: Chi vive di piscoterapia parli

    condivido molto di quanto sostenuto da colleghi. la mia visione non so se è condivisa, comunque è la seguente. gli aspiranti terapeuti non hanno una formazione clinica paragonabile a quella dei medici specializzandi, pertanto lo stipendio va cercato al di fuori della scuola di specializzazione, meglio se in ambito psico, per qualche periodo può capitare anche il mcdonald, ma credo che con sacrificio alla fine approdino tutti in ambito psico. pertanto, per quanto possa essere ottimo il modello didattico seguito dalla scuola escono fuori terapeuti che hanno una abilità, un know how, inadeguato alla professione che si apprestano a fare (ci apprestiamo a fare). L'esperienza va coltivata da soli, la gavetta va cercata autonomamente, questo allunga i tempi della formazione di qualche anno. per cui trovo normale che si facciano a lungo lavori malpagati e spesso svlutanti (svalutati) contemporaneamente al lavoro terapeutico. personalmente considero questa fase di transizione parte integrante della formazione professionale. come molti altri sono uscito dall'università "pretendendo" di avere una professione in mano, ben presto mi sono scontrato con l'inadeguatezza di tale formazione sul piano applicativo, dovendo riconoscere la necessità del percorso che ho descritto. da poco mi sono dedicato esclusivamente alla professione privata e devo dire che la gavetta tutto sommato paga. non solo, se avessi molti più clienti di quelli che seguo non so quanto sarei capace di gestirli adeguatamente. in ogni caso non me la passo male e sono contento di come vanno le cose. non sono il solo che la pensa così pur riconoscendo che molti colleghi se la passano peggio anche con esperienze formative più lunghe della mia. del resto esistono dei gap formativ che per me dipendono da una legislazione e da una cultura svalutante verso la nostra figura professionale, nonostante ciò è possibile colmare il vuoto rimboccandosi le maniche. la strada è lunga ma tutto sommato quando lavori bene c'è chi lo riconosce e questo aiuta molto. per me è stato fondamentale (e lo è adesso più che mai) mantenere quei contatti validi, basati sulla professoinalità e non sulla convenienza. I primi alla lunga si sono rivelati utili e mi stanno aiutando, i secondi si sono rivelati fuochi fatui che se hanno facilitato le cose inizialmente non hanno contribuito granché ad aiutarmi nello svincolo da cooperative e istituzioni dove le dinamiche interne si sono spesso rivelate più importanti delle dinamiche con l'utenza. questa è la mia esperienza fino ad'oggi.

  6. #6

    Riferimento: Chi vive di piscoterapia parli

    condivido buona parte di ciò che è stato scritto!. per la mia esperienza conosco colleghe che vivono del lavoro di psicoterapeute, ma il padre o la madre sono psichiatri o psicoterapeuti, come dire: resta tutto in famiglia. inoltre i pazienti sono l'utenza più "instabile" puoi ritrovarti lo studio pieno per tre mesi e poi il nulla! la crisi sicuramente nn ci aiuta, ma l'abbattimento dei minimi tariffari sì. credo che, con tutte le difficoltà che sono state già evidenziate, noi giovani psicologi e psicoterapeuti dovremmo essere più temerari, provare ad esplorare nuovi ambiti, magari trascurati dai "grandi maestri" e perseverare in quella direzione. certo nel frattempo si deve pur mangiare ed io nn credo che bisognerebbe disdegnare sto mc donald o chi per lui!
    mi è capitato nei momenti di crisi di pensare di cambiare completamente ambito perchè il nostro richiede grandi sacrifici ed i risultati, compresi quelli economici, tardano a presentarsi...credo che se dovessi restare per un periodo ragionevole senza lavoro, prenderei seriamente in considerazione tale possibilità! quello che ho compreso è che bisogna creare una rete tra noi, i famosi "grandi maestri" tendo più a prendere che a cedere...mi riferisco agli invii, naturalmente.
    ciò che posso inviare al momento è un abbraccio di solidarietà a tutti colleghi e colleghe che sentono il peso della mortificazione dei tanti sacrifici ancora nn ricompensati

  7. #7

    Riferimento: Chi vive di piscoterapia parli

    Grazie a tutti per i vostri preziosissimi interventi !

  8. #8
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
    Data registrazione
    27-12-2009
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    549

    Riferimento: Chi vive di piscoterapia parli

    Citazione Originalmente inviato da kasparduck Visualizza messaggio
    Escludendo tutti coloro verso cui si tende qualche famosa 'longa manus', c'è un onesto e meritevole specializzando o neopatentato psicoterapeuta che, iscrittosi a qualsivoglia scuola, possa rispondere alla domanda : "Cosa fai per vivere ?" con una frase del tipo: "Ricevo pazienti in uno studio di psicoterapia", ma senza dover poi aggiungere "...e di tanto in tanto lavoro per McDonald" ? Scusate la rozzezza del mio intervento, ma nel mio modo estremamente ingenuo di vedere le cose la questione ha una certa rilevanza.
    La rilevanza ce l'ha, eccome!
    Non siamo fatti per vivere solo di denaro e ci piace contemplare le soddisfazioni "pure", ma la pratica ne risente. Riuscire a fare il terapeuta di professione consente una libertà d'animo e anche economica, perché no, tale da poterci ritenere valorizzati per quello che facciamo ed abbiamo sempre voluto fare. Farsi pagare una giusta cifra per il proprio lavoro/valore/impegno è una capacità da conquistare e da mantenere, se vogliamo fare un lavoro degno di tal nome. Le "infiltrazioni messianiche", le sindromi da crocerossina e il volontariato deresponsabilizzante sono dietro l'angolo, ogni volta che ci sentiamo di non essere riconosciuti nel nostro ruolo e per il nostro lavoro/valore. Credo.
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  9. #9
    Partecipante Assiduo
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    162

    Riferimento: Chi vive di piscoterapia parli

    trovo la discussione molto molto interessante,
    è naturale che agli inizi il professionista si 'barcameni' con altre attività, meglio se nell'ambito psy, anche se non di tipo clinico, ma anche dal mcdonald, o l'impiegato, o cameriere, baby sitter o altro, che importanza ha? sono questi ultimi che consentono la 'piccola pagnotta' certa quotidiana, non certo l'incarichino occasionale di 10 ore in progetti strasotto pagati che ne impegnano magari 100 di ore.
    il punto credo sia questo: ok restare nel settore e parallelamente iniziare a gestire l'attività di psicologo o psicoterapeuta (l'attività privata in studio intendo), sarebbe ideale, MA posso immaginare che 'si debbano avere le spalle coperte' per avere la certezza di mangiare tutti i gg.
    secondo me, tornando alla questione e collegandomi anche all'intervento di massimomassimo è QUANDO e COME si può capire che è il momento di fare solo quello, perchè se uno svolge più attività il tempo che dedicherà all'attività in studio sarà per forza di cose limitato, e non avrà il tempo per spendersi adeguatamente alla professione (aggiornarsi, studiare, promuoversi, ecc.), e nello stesso tempo deve mangiare ogni gg....
    so che certezze non ce ne sono e nessuno può dare indicatori chiari e certi di come andranno le cose, ma pongo una domanda ai più 'vecchi' (di esperienza ovviamente): tralasciando i compensi netti (variabili per definizione, basti pensare a chi paga 500 euro di affitto per 4 appuntamenti al mese, ma anche qui torniamo a quanto detto sopra, ovvero se fa anche altro lavoro o qualcuno foraggia), quanti incontri mensili totali medi potrebbero essere un 'indicatore' che le cose cominciano a muoversi/funzionare, e quindi iniziare a valutare l'idea di 'tagliare' qualche attività 'altra'?

  10. #10
    Partecipante Figo L'avatar di valex82
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    Riferimento: Chi vive di piscoterapia parli

    io piuttosto che lavorare al mcdonald morirei di fame (vedi firma)..

    a parte gli scherzi, la situazione per noi non è certo rosea, per tutta una serie di fattori: siamo tanti, gli italiani non hanno la cultura della salute psicologica per così dire (quindi vale l'identità vai dallo psicologo/ sei matto, e pochi riescono a scalfire questa idea) e lo psicologo e lo psicoterapeuta non si sa bene cosa facciano (gli eventuali utenti pazienti non lo sanno, non noi, ovviamente).

    Per quanto mi riguarda mi occupo di ricerca, e cerco nel frattempo di avviare l'attività clinica...e conosco psicologi che fanno altri lavori e psicologi che vivono di questo....credo che lo stesso valga per gli psicoterapeuti...

  11. #11
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    Riferimento: Chi vive di piscoterapia parli

    Faccio il 4° anno di specializzazione e vivo facendo la psicologa!
    Collaboro con cinque medici generici che risiedono nel raggio di 50 Km dalla mia città. Ovviamente dopo 2 anni non ho ancora l'agenda piena ma almeno riesco a pagarmi la rata della scuola e la mia terapia!!
    Non mi sembra poco per ora!
    Sono figlia di operai quindi in tutto questo non ho avuto particolari agganci o conoscenze... Ce la si può fare comunque, basta chiedere e bussare a 1000 porte: prima o poi qualcuno apre!

  12. #12

    Riferimento: Chi vive di piscoterapia parli

    vorrei chiedere a tutti voi un sincero parere: io ho 27 anni e da 2 frequento scienze psicologiche. nel frattempo lavoro (e non nel campo psico) e se tutto va secondo i miei piani a 32 (!!) anni sarò laureato in psicologia. leggendo questo ed altri post vedo che la strada non è affatto semplice, anzi. ora vi chiedo: ne vale la pena, o forse sarebbe meglio che mi dedicassi ad altro? voglio dire: la passione c'è ma... Elenina80: il tuo commento sprona parecchio!!

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