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Visualizzazione risultati 1 fino 8 di 8

Discussione: caso clinico

  1. #1
    Neofita L'avatar di buccunotto
    Data registrazione
    29-11-2006
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    calabria
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    caso clinico

    ciao a tutti!!
    vi illustrerò la prima seduta, mi raccomando non esitate a fare domande ma discutiamone!!!
    Roberto, un bambino di 9 anni viene dallo psicologo accompagnato dai genitori, la sua richiesta appena seduto è: "fai sparire la mia paura", sentimento che accompagna il bambino da più di un anno.
    Frequenta con risultati discreti la scuola e vive serenamente in famiglia.
    Riferisce di aver paura particolarmente dalla nonna e di sera. La prima perchè all'incirca 2 anni fa la nonna ha avuto un ictus in sua presenza, evento che poi si è verificato più volte, Roberto adesso ha paura che possa morire.
    La sera perchè: " può suonare il telefono per avvertirci che la nonna sta male".
    Il bambino vive vicino la nonna ed ad ogni urgenza i genitori sono i primi ad essere avvisati.
    Oltre a queste paure (che sono quelle che lo preoccupano di più) ne riferisce altre: la morte, le malattie, il fuoco, il terremoto e il terrore che i genitori si possano lasciare. Riferisce di sentirsi sereno solo quando non è a casa (questo perchè il telefono non suona e nessuno può chiamare per la nonna).
    Va a trovare la nonna solo per pochissimo tempo (non più di 5 minuti).
    La maestra comunica alla madre che Roberto è spesso pensieroso e malinconico.
    Forza al lavoro!!! ciao

  2. #2
    Neofita
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    07-03-2005
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    Liguria. Arenzano (Ge)
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    9

    Riferimento: caso clinico

    ciao,
    ha fatto dei test proiettivi?magari uno sceno test. sarebbe interessante sapere che spiegazioni hanno dato i genitori riguardo il tema della malattia e della morte al bambino. potrebbe essere utile lavorare su questo tema attraverso delle favole per dargli la possibilità di esplorare questa tematica. si potrebbe lavorare anche sulle emozioni in particolare sulla paura e sulla rabbia per far sì che impari a conoscerle e ad esprimerle per gestirle meglio. Sicuramente alcune strategie di gestione andrebbero indicate anche ai genitori per loro stessi e per aiutare Roberto.
    come stai procedendo?ciao

  3. #3
    Neofita L'avatar di buccunotto
    Data registrazione
    29-11-2006
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    calabria
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    Riferimento: caso clinico

    ciao, avevo scritto una risposta lunghissima ma ho perso tutto ops...
    in sintesi: non ho utilizzato test al primo incontro perchè il bambino ha usato tutto il tempo per fare delle domande.. come hai intuito la spigazione dei genitori sugli argomenti è stata sempre confusinaria e fantastica, tipo i morti vanno in cielo, il bambino aveva paura che scendessero per rapirlo e via dicendo.
    ho utilizzato una fantasia guidata che ha molto incuriosito roberto, infatti si è impossessato di un amuleto da utilizzare quando ha paura (funziona). al prossimo incontro mi ha proposto lui di immunizzarlo dalle paure e lasciare così l'amuleto. consigli? al primo incontro è stato attaccato alla gonna della madre al secondo è stato da solo. è furbissimo......

  4. #4
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    20-09-2004
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    Riferimento: caso clinico

    Ti consiglierei di consultare un testo: "Il trauma visto da un bambino: manuale di pronto soccorso emotivo", di Peter Levine e Maggie Kline, Astrolabio Ubaldini Editore.

    Il fatto che abbia assistito all'ictus della nonna potrebbe aver creato le condizioni per la comparsa di una forma di DPTS. E il libro in questione contiene spunti e tecniche interessanti per il trattamento di traumi dovuti alla morte (o al rischio di morte) di una persona cara.

    Buona vita
    Guglielmo
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  5. #5
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: caso clinico

    se fosse confermato che le paure del bambino derivano dall'evento traumatico, non potrebbe essere utile far scrivere al bambino un tema sull'argomento "le mie paure" oppure sull'evento traumatico (l'ictus della nonna), per aiutarlo a elaborare questi contenuti?
    e poi soprattutto fare alcune sedute con i genitori da soli per far capire loro che molto delle paure del bambino dipendono da come gli vengono presentati i fatti dai genitori stessi, e che quindi dovrebbero dargli informazioni che permettano al bambino di affrontare senza paura questi eventi? Il bambnino ha 9 anni quindi abbastanza grande per capire certe cose, non ha più bisogno del pensiero magico (l'amuleto)

    E poi, in tutta questa storia, non ho mai sentito nominare la nonna: cosa dice lei? ha rassicurato il bambino dicendogli che sta bene? o non ha il dono della parola?

    l'idea di base è che il bambino, essendo l'anello debole della catena, sia come il fondo dell'imbuto dove ricadono le ansie e le paure dei familiari
    Ultima modifica di Johnny : 01-02-2010 alle ore 12.11.20

  6. #6
    Neofita L'avatar di buccunotto
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    Riferimento: caso clinico

    ciao a tutti!
    è vero quello che dice johnny, anche io ho avuto la stessa impressione, durante l'incontro con i genitori ho capito che le loro ansie e le loro paure sono state condivise con roberto senza dare a lui nessuna spiegazione, che nel frattempo ha elaborato il tutto con i suoi 9 anni. L'amuleto non è nato come pensiero magico ma ben sì come supporto al suo Io, una forza in più da tirare fuori nelle necessità. E' vero non ho proprio pensato alla nonna, chiederò nel prossimo incontro notizie, nel frattempo ho dato consigli ai genitori nel come affrontare certi argomenti con il bambino...

  7. #7
    Neofita
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    07-03-2005
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    Riferimento: caso clinico

    Ciao, come sta andando?
    Stavo riflettendo quanto sia giusto e importante visto l'età del bambino e la situazione, fargli comprendere quale sia la differenza tra realtà e fantasia. I genitori hanno puntato su risposte fantastiche, che mi sembra abbiano creato più ansie che altro, l'amuleto per quanto possa essere utile all'inizio non potrebbe essere una soluzione dello stesso stampo? Forse per tranquilizzarlo e rinforzarlo non sarebbe meglio utilizzare spiegazioni più reali, spiegandogli che non sanno neanche gli adulti cosa ci sia dopo la morte e che le spiegazioni a questo quesito sono molte. Forse lo rassicurerebbe, visto che è un bambino furbo.
    ciao ciao

  8. #8
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: caso clinico

    Citazione Originalmente inviato da buccunotto Visualizza messaggio
    ciao a tutti!!
    vi illustrerò la prima seduta, mi raccomando non esitate a fare domande ma discutiamone!!!
    Roberto, un bambino di 9 anni viene dallo psicologo accompagnato dai genitori, la sua richiesta appena seduto è: "fai sparire la mia paura", sentimento che accompagna il bambino da più di un anno.
    Frequenta con risultati discreti la scuola e vive serenamente in famiglia.
    Riferisce di aver paura particolarmente dalla nonna e di sera. La prima perchè all'incirca 2 anni fa la nonna ha avuto un ictus in sua presenza, evento che poi si è verificato più volte, Roberto adesso ha paura che possa morire.
    La sera perchè: " può suonare il telefono per avvertirci che la nonna sta male".
    Il bambino vive vicino la nonna ed ad ogni urgenza i genitori sono i primi ad essere avvisati.
    Oltre a queste paure (che sono quelle che lo preoccupano di più) ne riferisce altre: la morte, le malattie, il fuoco, il terremoto e il terrore che i genitori si possano lasciare. Riferisce di sentirsi sereno solo quando non è a casa (questo perchè il telefono non suona e nessuno può chiamare per la nonna).
    Va a trovare la nonna solo per pochissimo tempo (non più di 5 minuti).
    La maestra comunica alla madre che Roberto è spesso pensieroso e malinconico.
    Forza al lavoro!!! ciao
    In che veste hai visto la famiglia? qual'è il tuo ruolo e il tuo scopo? Stai usando nomi di fantasia e rendendo il meno possibile riconsocibile questa vicenda per garanzia tua da un punto di vista legale? stai facendo supervisione con qualcuno?

    ciaz.

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