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  1. #1
    Neofita
    Data registrazione
    03-01-2010
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    1

    con i miei genitori sono capace solo di piangere

    Sono sempre stata un pò scettica sui vari 'problemi psicologici' di cui tutti si riempiono la bocca, mi è sempre sembrato solo un altro modo per parlare di sè stessi ed imporsi all'attenzione degli altri.
    Figlia di medico di famiglia, ho sempre pensato che i problemi 'veri' sanguinino e vadano curati con le medicine.
    Però, arrivata a 24 anni, ho capito che forse c'è qualcosa che non va. Niente di tremendo, ma la cosa comincia a crearmi problemi.
    Quando i miei genitori mi fanno un'osservazione che puzzi anche solo lontanamente di critica io tengo duro 25 secondi, poi la voce si incrina e scoppio a piangere.
    Il risultato è che loro mi rinfacciano di essere permalosa e fare 'troppe scenate', ma io so di non esserlo, perchè questo mi succede sempre e solo con loro.
    Ho sempre fatto di tutto per farli contenti e non dargli preoccupazioni di nessun tipo, al punto che tante volte non capisco neanche se io SONO sempre stata così o se ci sono diventata.
    Nella seconda ipotesi questo ruolo comincia a pesarmi. Mi sento costantemente scissa tra quello che vorrei essere e quello che sono, tante volte mi sento intrappolata in una cornice e questo, ultimamente, si sta traducendo in crisi di pianto, dubbi sulle scelte che ho fatto in passato e su quelle presenti, insoddisfazione per il mio modo di rapportarmi al mondo.

    So di aver scritto un mucchio di cose che sembrano sconnesse tra loro e la mia domanda iniziale si è un pò persa. Come faccio a smettere di piangere davanti ai miei genitori?

  2. #2
    Partecipante L'avatar di psi-clinico-dip
    Data registrazione
    31-07-2006
    Residenza
    cernusco sul naviglio
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    1

    Riferimento: con i miei genitori sono capace solo di piangere

    Ciao Pilapime

    quello che descrivi forse rappresenta una fase di transizione nel rapporto con i tuoi genitori, che stai vivendo come momento di crisi poichè di fronte al nuovo non si ha mai una risposta pronta.
    Diversamente questa và ricercata e costruita tentando di affrontare la situazione con atteggiamenti e comportamenti diversi all'interno di un dialogo aperto.
    Più in generale sento di poter dire che, essendo i genitori figure assai significative, la componente emotiva nelle relazioni con loro viene amplificata fino a portare ad un corto circuito comunicativo che nel tuo caso, solo il pianto permette di esprimere.
    Forse proprio cominciare con il chiedere ai tuoi perchè secondo loro ti succeda questo è il modo migliore per aprire il discorso che, come ovvio, si risolve solo assieme alle persone che ne sono parte in causa.

    Maurizio Parolin
    Psicologo clinico
    Iscrizione all'albo della Lombardia n° 03/6904

  3. #3
    Neofita
    Data registrazione
    08-09-2009
    Residenza
    Cerro Maggiore (MI)
    Messaggi
    10

    Riferimento: con i miei genitori sono capace solo di piangere

    Carissima
    innanzitutto vorrei esprimerti la mia vicinanza in quanto sento il tuo malessere come molto profondo. Convengo a pieno con le parole del mio collega, ma vorrei aggiungere alcune domande che potrebbero esserti utili come spunto di riflessione:
    1. quali sono le osservazioni che senti maggiormente come critica?
    2. hanno a che fare con le tue competenze e capacità o con la tua persona?
    3. perchè non ti senti all'altezza?
    4. non ti senti all'altezza rispetto a chi?
    5. hai dei modelli di riferimento?
    6. cosa significano per te questi modelli?
    Scrivi:"Ho sempre fatto di tutto per farli contenti e non dargli preoccupazioni "
    7. cosa ti ha spinto ad agire così?
    8. ci sono state delle volte in cui non ti sei comportata con i tuoi genitori nella direzione della realizzazione delle loro aspettative?
    9. cosa è successo se questo è capitato?
    10. questo discorso vale per entrambi i genitori o solo per uno?
    Forse il pianto ha rappresentato per te lo sfogo economicamente più vantaggioso. Ti è capitato qualche volta di sfogarti in maniera differente? cosa è successo?
    Per capire chi sei non basta una vita, ma puoi cominciare con l'andare a rievocare nel tuo passato ciò che ti ha fatto senitire bene con te stessa, ciò che ti ha gratificato a pieno, ciò che ti provoca piacere fare. Hai dubbi su scelte che hai fatto in passato. Riguardale e cogli il significato. Se sono state fatte, questo ha un senso. E se sono viste e vissute come risorse dalle quali hai imparato qualcosa, non sono valse a nulla. Solo se le rendi dei dubbi non puoi aprirti nuove strade. Il tuo mondo è una parte di mondo, non rischiare di generalizzare e compromettere ogni ambito della tua vita. In quale occasione hai sentito insoddisfazione nel tuo modo di rapportarti. Ci sono state situazioni in cui il tuo rapportarti con qualcuno ti ha dato soddisfazione? focalizzati sulle parti positive.
    con affetto
    sabina

  4. #4
    Neofita
    Data registrazione
    01-10-2005
    Residenza
    Genova
    Messaggi
    5

    Riferimento: con i miei genitori sono capace solo di piangere

    Ciao Pilapime,
    il tuo messaggio catturato la mia attenzione. Mi sembra che le cose che scrivi siano collegate tra di loro e strettamente correlate alla relazione tra te e i tuoi genitori.
    Dici di sentirti scissa tra quello che vorresti e quello che sei, forse in questo periodo vorresti cambiare e forse in passato le scelte che hai fatto hanno tenuto molto conto di quello che i tuoi genitori si aspettavano da te, adesso magari ti piacerebbe prendere delle decisioni che rispecchino maggiormente il tuo sentire, ma in questo modo forse temi di escluderli.
    le mie sono delle ipotesi basate su un tuo breve messaggio, potrebbero non rispecchiare il tuo sentire, magari invece possono aprire delle riflessioni.
    Un saluto
    Alessandra

  5. #5

    Riferimento: con i miei genitori sono capace solo di piangere

    Citazione Originalmente inviato da pilapime Visualizza messaggio
    Sono sempre stata un pò scettica sui vari 'problemi psicologici' di cui tutti si riempiono la bocca, mi è sempre sembrato solo un altro modo per parlare di sè stessi ed imporsi all'attenzione degli altri.
    Figlia di medico di famiglia, ho sempre pensato che i problemi 'veri' sanguinino e vadano curati con le medicine.
    Però, arrivata a 24 anni, ho capito che forse c'è qualcosa che non va. Niente di tremendo, ma la cosa comincia a crearmi problemi.
    Quando i miei genitori mi fanno un'osservazione che puzzi anche solo lontanamente di critica io tengo duro 25 secondi, poi la voce si incrina e scoppio a piangere.
    Il risultato è che loro mi rinfacciano di essere permalosa e fare 'troppe scenate', ma io so di non esserlo, perchè questo mi succede sempre e solo con loro.
    Ho sempre fatto di tutto per farli contenti e non dargli preoccupazioni di nessun tipo, al punto che tante volte non capisco neanche se io SONO sempre stata così o se ci sono diventata.
    Nella seconda ipotesi questo ruolo comincia a pesarmi. Mi sento costantemente scissa tra quello che vorrei essere e quello che sono, tante volte mi sento intrappolata in una cornice e questo, ultimamente, si sta traducendo in crisi di pianto, dubbi sulle scelte che ho fatto in passato e su quelle presenti, insoddisfazione per il mio modo di rapportarmi al mondo.

    So di aver scritto un mucchio di cose che sembrano sconnesse tra loro e la mia domanda iniziale si è un pò persa. Come faccio a smettere di piangere davanti ai miei genitori?
    Ciao Pilapime,
    in ogni caso il tuo pianto è l'espressione di un emozione, forse dolore, che porta alla luce un tuo malessere.
    Dici di sentirti "intrappolata" ad una cornice, puoi spiegarmi meglio se ti va.
    In questo post esprimi molta tenerezza, ti sono vicina,
    Alessandra

  6. #6
    Neofita
    Data registrazione
    18-01-2006
    Residenza
    Venezia
    Messaggi
    13

    Riferimento: con i miei genitori sono capace solo di piangere

    [QUOTE=pilapime;2235928]
    Figlia di medico di famiglia, ho sempre pensato che i problemi 'veri' sanguinino e vadano curati con le medicine.
    Però, arrivata a 24 anni, ho capito che forse c'è qualcosa che non va. Niente di tremendo, ma la cosa comincia a crearmi problemi.

    Ho sempre fatto di tutto per farli contenti e non dargli preoccupazioni di nessun tipo, al punto che tante volte non capisco neanche se io SONO sempre stata così o se ci sono diventata.
    Nella seconda ipotesi questo ruolo comincia a pesarmi.

    Cara Pilapime,
    tanti colleghi hanno già aperto tanti orizzonti per aiutarti a far chiarezza.
    Mi hanno colpito alcune tue parole più di altre che comunque sento legate e intessute nel tuo breve racconto.
    sanguinare, medicine, essere/diventata, ruolo
    a queste vorrei aggiungere la parola distanza.

    E' più doloroso sentirsi intrappolate in un ruolo rigido, poco caldo e accogliente che fa "sanguinare" perchè è troppo austero e chiuso e che, quindi, crea distanza ed incomprensione tra te e i tuoi o è più doloroso sentirsi in sospeso e in disequilibrio tra quello che vorresti essere e la paura di non essere accettata così come vorresti realmente essere?

    Elena Grimaldo
    iscritta Ordine Psicologi Veneto n° 4484

  7. #7

    Riferimento: con i miei genitori sono capace solo di piangere

    Cara Pilapime,

    hai raccontato di essere abituata alla relazione "problema vero/sanguinamento --> farmaco", e forse, in qualche modo, la richiesta che porti sembra riflettere questo modo di vedere le cose, il che va benissimo se ti aiuta a non togliere dignità ad un genere di problemi che in qualche modo dici di essere stata sempre restia ad accettare. La domanda "come faccio a smettere di piangere davanti ai miei genitori?" sembra infatti un pò una richiesta di una prescrizione/farmaco che interrompa il sanguinamento/lacrimazione, mentre magari potrebbe tornarti più utile, come i colleghi prima di me ti hanno suggerito, provare a comprendere il senso della reazione-pianto, che in qualche modo, oltre alla reazione alle critiche dei tuoi genitori, associ anche a dolorosi vissuti di scissione interna, tra le scelte di passato e presente, tra casa e fuori casa. Racconti di sentirti intrappolata in una cornice, e le cornici di solito contengono foto o quadri, ritratti; sembra quasi che tu ti senta intrappolata in una vecchia immagine di te, allora, forse, comprendere il nuovo può aiutarti a riconciliarlo col vecchio e a venir fuori da quella cornice che ti fa sentire intrappolata.

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