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  1. #1
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Comunicazione con amici virtuali e reali

    Mantenendo contatti telematici con persone che non si conoscono dal vivo, si può creare una discrepanza tra l'idea che ci costruiamo nel nostro immaginario intorno l'amico virtuale, e l'immagine, diversa a volte deludente, che viene fuori se si ci conosce nella la vita reale.
    Nella comunicazione, anche in chat, con un amico virtuale, a volte, si può raggiungere un livello di intesa e intimità maggiore rispetto a quello che ci può essere con una persona che si conosce nella realtà. A mio avviso l'anonimato, rende più liberi di essere se stessi, di lasciarsi andare e aprirsi completamente, come non avviene quasi mai con un amico reale anche se intimo.
    Ma se poi per caso o ad esempio incrociandosi su FB, si scopre chi si cela dietro quell'avatar o quel nickname, l'incantesimo svanisce! La comunicazione non sarà più profonda e sincera: si cercherà solo di fare bella figura e mostrarsi all'altezza. Spesso, quell'amicizia virtuale tanto idealizzata finisce, e la comunicazione si interrompe. E allora, secondo voi sarebbe meglio separare i contatti per creare meno discrepanza tra la vita reale e quella virtuale?
    Buon anno!
    Ultima modifica di francesca63 : 01-01-2010 alle ore 22.05.31
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  2. #2
    Partecipante Leggendario L'avatar di Haidy2009
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    Riferimento: Comunicazione con amici virtuali e reali

    interessante quanto scrivi, francesca63!
    anch'io di tanto in tanto penso alla comunicazione nel mondo virtuale...
    è vero,talvolta ci si sente più liberi,un pò 'al sicuro' nascosti da un nickname e quindi si può comunicare cio' che può essere faticoso a dirsi nelle relazioni reali... oppure come penso volessi dire anche tu, potrebbe capitare di crearsi un'immagine mentale dei nostri amici virtuali e se poi càpita l'occasione di conoscersi in carne e ossa magari subentra qualche perplessità, vuoi per l'aspetto fisico(nel caso si tratti di un'amicizia... uomo-donna), o per l'atteggiamento che non corrisponde all'idea che ci eravamo fatti di quella persona in internet...
    io non faccio parte di FB nè per ora intendo iscrivermi...(sono forse parecchio 'cauta' nelle relazioni e riservata)però ho ops-amici che mi regalano momenti di serenità e condivisione:bello !
    spero che altri esprimano opinioni su questo argomento interessante da te iniziato
    Buon anno mondo di Ops!
    Ultima modifica di Haidy2009 : 01-01-2010 alle ore 20.42.45
    "Non importa se vai avanti piano, l'importante è che non ti fermi". Confucio

  3. #3
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Comunicazione con amici virtuali e reali

    Citazione Originalmente inviato da haidiPsy Visualizza messaggio
    interessante quanto scrivi, francesca63!
    anch'io di tanto in tanto penso alla comunicazione nel mondo virtuale...
    è vero,talvolta ci si sente più liberi,un pò 'al sicuro' nascosti da un nickname e quindi si può comunicare cio' che può essere faticoso a dirsi nelle relazioni reali... oppure come penso volessi dire anche tu, potrebbe capitare di crearsi un'immagine mentale dei nostri amici virtuali e se poi càpita l'occasione di conoscersi in carne e ossa magari subentra qualche perplessità, vuoi per l'aspetto fisico(nel caso si tratti di un'amicizia... uomo-donna), o per l'atteggiamento che non corrisponde all'idea che ci eravamo fatti di quella persona in internet...
    io non faccio parte di FB nè per ora intendo iscrivermi...(sono forse parecchio 'cauta' nelle relazioni e riservata)però ho ops-amici che mi regalano momenti di serenità e condivisione:bello !
    spero che altri esprimano opinioni su questo argomento interessante da te iniziato
    Buon anno mondo di Ops!
    Inscriversi a FB è un modo simpatico per socializzare e fare tante nuove amicizie, moltissime delle quali restano solo virtuali; là però non si ci nasconde dietro un nickname e la foto è la tua(generalmente), gli amici sono quelli con cui esci o lavori e volendo potresti incontrare anche quelli virtuali.
    Su OPS è diverso....tranne che per gli studenti colleghi di università che si conoscono, la comunicazione avviene solo con amici virtuali dai nick strampalati, senza volto, età, identità. Come dici bene tu, queste amicizie virtuali possono anche regalarti bei momenti di condivisione genuina, ma secondo me, anche se ci può essere feeling, alla fine resta tutto irreale, distante, falso: si esaurisce tutto nella comunicazione. Tutti quei sono solo formali sviolinate
    Ciao
    FRANCESCA

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  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di missfreedom
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    Riferimento: Comunicazione con amici virtuali e reali

    Buonasera Francesca e buon anno a te.

    La mia risposta iniziale è che dipende, dalle persone chiaramente. Posso riportare, in base alla mia esperienza personale, che non tutte le persone che ho incontrato on-line hanno mostrato la tendenza ad apparire troppo sincere; spesso mi è capitato di incontrare persone che sublimavano una seconda vita, molto migliore rispetto alla loro vita reale (credo che SecondLife sia un esempio tra i più lampanti, l'ho frequentato una settimana per curiosità, poi sono scappata). Chiaramente mi è accaduto di conoscere di persona gente incontrata in chat, alcune fanno ancora parte della mia via vita, altre le ho letteralmente tagliate fuori. Dunque secondo me ci sono - a intuito e bonariamente - varie tipologie di partecipanti, tuttavia credo che la più frequente sia quella di cui parli proprio tu:

    1) quelli che sono online per sfogare le proprie frustrazioni, i propri segreti, e una vita che gli sta troppo stretta; che quindi tendono a mostrarsi più sinceri perché nella realtà danno, forse, troppo importanza al fatto che la loro immagine debba essere impeccabile. Online possono apparire terribilmente diversi da quello che sono nella realtà, e l'idea di aver confesstato cose inconfessabili: li imbarazza molto (quando si tratta di doversi svelare, come dicevi).

    2) quelli che fuori conducono una vita insoddisfacente, che va a rotoli, e che online si improvvisano supereroi raccontando di imprese e di successi; e loro stanno chiaramente sublimando una vita che forse non avranno mai (quantomeno, non se continuano a sublimarla).

    3) quelli che usano la comunicazione virtuale come passatempo, senza alcuno scopo preciso (spesso mentre lavorano), il più delle volte riescono ad essere se stessi sia nella realtà che nel virtuale, in genere sono persone con un buon equilibrio e una buona immagine di sé, soddisfatti del proprio lavoro e della loro vita; te ne accorgi perché sembrano quasi poco curiosi, pare che nulla li tocchi per davvero. Però sono divertenti e usano una buona dose di ironia. Tuttavia, la loro reale soddisfazione è il primo motivo per cui sono restii agli incontri.

    Questo quadro si è presentato, chiaramente, con sfumature intermedie; è solo la mia esperienza: ho usato le chat da quando avevo 16 anni fino a 26 - oggi non le uso proprio più - incontrando cumulativamente 8 persone senza scopi ben precisi, di cui due fanno ancora parte della mia vita; di cui una in modo assiduo e autentico (ormai da otto anni), è un uomo ed è un bel rapporto di amicizia. In origine lo scopo era di capire perché la gente usava queste chat: oggi ho tanti motivi come risposta.

    Quanto a me, forse è una questione di fortuna nell'aver trovato le persone giuste, ma i miei rapporti non sono mai stati poco intimi nella realtà. Sono piuttosto limpida, anche se online tendo semplicemente a tutelare la mia vera identità perché non so chi c'è dall'altro lato, come è giusto, tuttavia non ho problemi ad essere sincera o profonda sia nella realtà che online, non mi sento derubata di alcunché. Quando ho incontrato qualcuno conosciuto online non è cambiato il mio comportamento (e non ci vedo nulla di male in questo, anzi). Certamente sono selettiva; nel senso che proprio nella realtà, preferisco circondarmi di pochissime persone con le quali poter avere buoni rapporti, questo significa che non cercherò mai di fare bella figura o di mostrarmi all'altezza; se qualche volta lo sarò, sarà perché me lo sono meritato. Altrimenti, sono dell'idea che fa bene anche una bastonata, saltuariamente.
    Mi aiuta ad avere una realistica visione di me stessa e dei miei limiti.

    La storia della comunicazione, però, non l'ho capita. Cioè, un rapporto diventa finalmente autentico e dunque finisce? Però...
    E che senso ha dialogare con questa prospettiva?
    Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero

  5. #5
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Comunicazione con amici virtuali e reali

    Cara missfreedom, auguro un felice anno nuovo anche a te.
    Hai messo in rilievo aspetti molto interessanti della questione.
    E' vero: non si deve generalizzare, non tutti sono sinceri nella comunicazione virtuale.
    La questione della discrepanza tra vita reale e vita virtuale, come sostieni tu, teoricamente non dovrebbe esistere, se solo si potesse essere sempre genuini e sinceri in tutte le circostanze! Invece, (l'dea del 3d scaturisce da questo), questo è un problema che si è posto un mio amico che ha deciso di separare accuratamente i due "mondi", cancellando dai suoi contatti su facebook tutti quelli non conosciuti dal vivo e mantenendo su OPS quelli virtuali(come farà poi?)e questo "per creare meno discrepanza tra la sua vita reale e quella virtuale". Cosa ne pensi? Io ritengo che questa scelta significa che, come sosteneva Pirandello, alla fine siamo 'uno, nessuno e centomila', in base a come ci fa più comodo nelle varie situazioni che si presentano. Ricordo infatti che una volta , proprio lui sottolineò che in questo tipo di comunicazioni virtuali non si poteva parlare di amicizia ma di conoscenza!
    Rifugiarsi nel mondo virtuale può essere un espediente utile, che arricchisce, fa sentire meno soli, aiuta ad aprirsi, confrontarsi, condividere. Ma quando ti disconnetti, cosa ti rimane? Chi ti può confermare che le emozioni che hai provato erano condivise sinceramente? Non puoi guardare negli occhi il tuo interlocutore... la comunicazione on line è fatta solo di parole che non hanno neanche una voce. Quelle parole possono aprirti orizzonti sconosciuti, possono offrirti consigli, incoraggiamenti, gratificazioni ma raramente scaturiscono dal cuore...di fatto, a volte si dimentica, comunichi con uno sconosciuto! Dico questo perchè non ho avuto la fortuna che hai avuto tu di avere molte esperienze positive; le mie amicizie on line sono state quasi tutte deludenti....solo poche volte ho incontrato persone disposte a ricambiare la mia disponibilità con la stessa affettività che avevo investito. Più spesso ho trovato amici fondamentalmente distaccati e assenti, pur mantenendo una facciata formale anche esageratamente gentile e affettuosa.
    Un saluto
    Ultima modifica di francesca63 : 02-01-2010 alle ore 10.56.45
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  6. #6
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Comunicazione con amici virtuali e reali

    Ho inviato il post 2 volte per sbaglio. Al posto dei puntini vorrei brevemente riassumere il pensiero di Pirandello che secondo me è molto azzeccato nella discussione. Vitangelo Moscarda è il "forestiere della vita", colui che ha capito che le persone sono "schiavi" degli altri e di se stesse. Egli vede gli altri vivere in questa trappola, ma neanche lui ne è completamente libero: il fatto che la gente l'abbia preso per pazzo è la dimostrazione che non è possibile distruggere le centomila immagini, a lui estranee, che gli altri hanno di lui. Pieno di significati è il rifiuto del nome, che falsifica ed imprigiona la realtà in forme immutabili, quasi come un'epigrafe funeraria. Al contrario della vita, che è un divenire perenne, secondo la concezione vitalistica di Pirandello
    Alla base del pensiero pirandelliano c’è una concezione vitalistica della realtà: la realtà tutta è vita, perpetuo movimento vitale, inteso come eterno divenire, incessante trasformazione da uno stato all'altro.
    Tutto ciò che si stacca da questo flusso e assume forma distinta e individuale, si rapprende, si irrigidisce, comincia, secondo Pirandello, a morire. Così avviene per l'uomo: si distacca dall'universale assumendo una forma individuale entro cui si costringe, una maschera ("persona") con la quale si presenta a sé stesso. Non esiste però la sola forma che l'io dà a sé stesso, nella società esistono anche le forme che ogni io dà a tutti gli altri. E in questa moltiplicazione l'io perde la sua individualità, da «uno» diviene «centomila» quindi «nessuno».
    Il protagonista del romanzo cerca invano l'evasione attraverso la follia: nel tentativo di sfuggire alle tante forme impostegli dalla società finirà per dover accettare una nuova, ennesima, maschera: quella dell'adultero. Ma in questa sconfitta trova una sorta di vittoria, una cura alle angosce che lo perseguitavano. Se prima la consapevolezza di non essere «nessuno» gli dava un senso di orrore e di tremenda solitudine, ora accetta di buon grado l'alienazione completa da sé stesso, rifiuta ogni identità personale, arriva a rifiutare infatti il suo stesso nome, e si abbandona allo scorrere mutevole della vita, al divenire del mondo, «morendo» e «rinascendo» subito dopo, in ogni attimo, sempre nuovo e senza ricordi, senza la costrizione di alcuna maschera autoimposta, ma identificandosi in ogni cosa, in una totale estraniazione dalla società e dalle forme coatte che essa impone.(Da Wikipedia, l'enciclopedia libera).
    Scusate se c'è l'ot.


    .................................................. .....................
    Ultima modifica di francesca63 : 02-01-2010 alle ore 12.15.29
    FRANCESCA

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  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di missfreedom
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    Riferimento: Comunicazione con amici virtuali e reali

    Ma purtroppo non sempre è possibile nella realtà, per cui rifugiarsi nel mondo virtuale aiuta sicuramente ad aprirsi, confrontarsi, condividere ed io lo trovo un espediente utile, che arricchisce, aiuta, fa sentire meno soli.
    Buongiorno Francesca. Ottima la citazione, in qualche modo si collega anche a quel che voglio dire.

    Io ho imparato una cosa, con il tempo. Non è che non si possa essere sinceri, è che non sempre si trovano persone disponibili a quel tipo di apertura; e questo ci fa tentennare. Non a caso, sostenevi di aver subito delle delusioni, ma forse, se ci fosse stato qualcuno disposto a ricambiare l'apertura cui sei naturalmente predisposta: ti saresti aperta. E certamente ci sono delle motivazioni a tutto questo (come al solito, con eccezioni al seguito). Io credo - al di là del fatto che si può anche essere riservati - che buona parte delle persone non lo facciano per riservatezza, ma perché hanno qualcosa da nascondere. Prima a se stessi e poi anche agli altri; molto spesso queste persone si pongono dei limiti, delle barriere, delle costrizioni enormi: per difendersi. Le motivazioni della difesa poi, possono variare di caso in caso. Ma credo che alla base vi sia un singolarissimo bisogno di protezione; ma attenzione, non soltanto di protezione materiale, ma soprattutto di "protezione della propria immagine". Proprio perché, come dicevi, si cerca di fare bella figura a costo di non essere se stessi. Dunque bisogna proteggere l'immagine che nella realtà portiamo avanti, che non corrisponde - come nel caso che riportavi - all'immagine che Liberiamo online. Quasi come se la bontà di ognuno fosse direttamente proporzionale all'allontanamento dalla propria immagine.

    Come se essere diversi da quello che siamo realmente, ci desse garanzia di essere migliori; e quale sarebbe il metro?
    In base a quale criterio possiamo stabilire, dal nostro angolo cieco, di essere migliori in un modo differente da quel che siamo?

    Io credo che non esista questo metro ma che sia illusorio; e cioè, le persone continueranno ad essere imperfette, che siano se stesse o che fingano d'essere qualcuno di diverso; dunque, tantovale essere se stessi. Almeno si è liberi di respirare e muoversi con disinvoltura. E di sorride, senza temere che qualcuno possa vederci e mettere in discussione la nostra serietà: per un sorriso. Probabilmente tu riesci a farlo, probabilmente ci riesco anche io. Ma quanti, di quelli che conducono un'esistenza doppia, possono farlo veramente? Io mi domando se, addirittura, l'abbiano provato mai (ma chiaramente sto esagerando).

    E poi metti la soddisfazione che può derivare dall'autenticità di una cosa fatta bene, e che ti appartiene fino in fondo: non ha prezzo. Ci aiuta a capire come siamo fatti, ad osservare i nostri difetti, i nostri pregi, a migliorare e a lavorare sulle nostre debolezze; a smussare gli angoli aguzzi della nostra personalità [ma questi angoli aguzzi devono essere tirati fuori per essere smussati, perché finché li nascondiamo, nessuno verrà a dirci che quell'angolo è ingombrante, e tantomeno lo vedremo noi]. Ora, non vorrei tirare in ballo discorsi triti e ritriti, ma che i tempi sono cambiati lo vediamo tutti. Persino guardarsi negli occhi è diventato faticoso; però una cosa bella c'è. Quando incontro qualcuno in grado di sostenere uno sguardo lo noto subito: e questo è molto bello. In ultimo, oserei un'ipotesi: credo che tutto questo disagio e questa angoscia di scappare e di nascondersi abbiano una matrice unica: la paura.

    "Credevamo che nella modernità saremmo riusciti a lasciarci alle spalle le paure che avevano pervaso la vita in passato; credevamo che saremmo stati in grado di prendere il controllo della nostra esistenza. Noi, uomini e donne che abitiamo la parte sviluppata del mondo (la più ricca, la più modernizzata), siamo oggettivamente le persone più al sicuro nella storia dell'umanità. Lo siamo contro le forze della natura, contro la debolezza congenita del nostro corpo, contro le aggressioni esterne. Eppure proprio noi che godiamo si sicurezza e comfort senza precedenti, viviamo in uno stato di costante allarme. [...] Quella più temibile è la paura diffusa, sparsa, indistinta, libera, disancorata, fluttuante, priva di un indirizzo o di una causa chiari; la paura che ci perseguita senza una ragione, la minaccia che dovremmo temere e che si intravede ovunque, ma non si mostra mai chiaramente. Paura è il nome che diamo alla nostra incertezza, alla nostra ignoranza della minaccia, o di ciò che c'è da fare." [Paura Liquida, Bauman]


    La morale è che dovremmo combattere contro noi stessi, e a quel punto, forse, la smetteremmo di difenderci dagli altri.
    Buona giornata.

    Ps. non credo affatto che Pirandello sia un OT, anzi. Ci sta a pennello.
    Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero

  8. #8
    Partecipante Leggendario L'avatar di Haidy2009
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    Riferimento: Comunicazione con amici virtuali e reali

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Inscriversi a FB è un modo simpatico per socializzare e fare tante nuove amicizie, moltissime delle quali restano solo virtuali; là però non si ci nasconde dietro un nickname e la foto è la tua(generalmente), gli amici sono quelli con cui esci o lavori e volendo potresti incontrare anche quelli virtuali.
    Su OPS è diverso....tranne che per gli studenti colleghi di università che si conoscono, la comunicazione avviene solo con amici virtuali dai nick strampalati, senza volto, età, identità. Come dici bene tu, queste amicizie virtuali possono anche regalarti bei momenti di condivisione genuina, ma secondo me, anche se ci può essere feeling, alla fine resta tutto irreale, distante, falso: si esaurisce tutto nella comunicazione. Tutti quei sono solo formali sviolinate
    Ciao
    grazie x la risposta. io sono dell'idea che sia sempre meglio,come dici poi anche tu, incontrare faccia a faccia gli amici; però anche ops è un veicolo di comunicazione positivo secondo me, quando magari gli amici reali non sono disponibili per sentirti e scambiarti un saluto almeno puoi soddisfare il bisogno di comunicare e condividere anche argomenti di attualità che magari non risulta facile farlo con gli amici reali... Di facebook non ne avverto l'esigenza, preferisco scrivere e-mail agli amici reali e tengo alla privacy, ma ognuno ovviamente ha le proprie preferenze e benvenga anche FB per chi si trova bene.
    gli amici che ho su ops non penso siano 'falsi' quando mi mandano un visitor message con .... io li accolgo volentieri e contraccambio l'espansività di pensiero, non ci vedo nulla di falso.
    certo che mi piacerebbe poi conoscerli anche di persona: credo che guardarsi negli occhi,ascoltarsi,parlare a viva voce con chi si ha feeling sia una delle meraviglie più belle della vita!
    "Non importa se vai avanti piano, l'importante è che non ti fermi". Confucio

  9. #9
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    Riferimento: Comunicazione con amici virtuali e reali

    Ma, io quando parlo on-line, parto dal principio che sia io che gli altri che leggono sono come sono nella realtà, non penso nè a maschere, nè a nick, nè che si possa essere più o meno sinceri, o diversi, ecc.

    Perchè, allora al telefono l'altra persona è chiaro che mentre parla può farti anche le boccacce dietro, ma tanto anche dal vivo è uguale.

    Un po' d'autocensura è normale, poi nei forum ci sono le regole apposta, come nella società, altrimenti ci si litigherebbe di brutto.

    Scrivendo poi intervengono altri fattori, ci pensi modifichi, correggi, ma perchè è proprio della scrittura far questo.

    Comunque tanto la fantasia non è tanto diversa dalla vita di tutti i giorni.
    tutto quel che diciamo e vediamo sono nostre fantasie e libere interpretazioni.

    Io qui non ci metto il nome vero per un unico motivo: se si sa che vado dallo psicologo, tac, la società ha i pregiudizi, e si rischia la bollatura.
    E' così, checchè se ne dica.
    Peccato non c'è il video, sennò invece del cavallo, ci mettevo i pesciolini rossi.
    Ultima modifica di complicata : 02-01-2010 alle ore 14.49.42 Motivo: aggiunta postilla finale

  10. #10
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    Riferimento: Comunicazione con amici virtuali e reali

    Citazione Originalmente inviato da haidiPsy Visualizza messaggio
    grazie x la risposta. io sono dell'idea che sia sempre meglio,come dici poi anche tu, incontrare faccia a faccia gli amici; però anche ops è un veicolo di comunicazione positivo secondo me, quando magari gli amici reali non sono disponibili per sentirti e scambiarti un saluto almeno puoi soddisfare il bisogno di comunicare e condividere anche argomenti di attualità che magari non risulta facile farlo con gli amici reali... Di facebook non ne avverto l'esigenza, preferisco scrivere e-mail agli amici reali e tengo alla privacy, ma ognuno ovviamente ha le proprie preferenze e benvenga anche FB per chi si trova bene.
    gli amici che ho su ops non penso siano 'falsi' quando mi mandano un visitor message con .... io li accolgo volentieri e contraccambio l'espansività di pensiero, non ci vedo nulla di falso.
    certo che mi piacerebbe poi conoscerli anche di persona: credo che guardarsi negli occhi,ascoltarsi,parlare a viva voce con chi si ha feeling sia una delle meraviglie più belle della vita!
    Concordo con Haidy, secondo me non sono falsi i “baci” e gli “abbracci” che ci si scambia su Ops. Vero che sul web si è propensi ad essere più “slanciati”, nel senso che magari nella vita di tutti i giorni impieghiamo più tempo ad essere espansivi con gli altri, ma non credo che siano “gesti” falsi.
    Anzi è positivo che in internet non ci siano certe barriere che incontriamo tutti i giorni. Ed è più facile entrare in confidenza con qualcuno. Si è più propensi ad aprirsi.
    Forse bisognerebbe in primis fare una distinzione tra sito e sito. Nel senso che se si frequentano siti di incontri on line (tipo meetic e simili),è piu facile trovare qualcuno che ti menta, che si inventi un ruolo e una personalità che non gli appartiene ( e spesso anche un’immagine). E come è già stato detto i motivi sono diversi: o non si è soddisfatti della propria vita reale e si cerca un rifugio in quella virtuale o ci si sente soli oppure più semplicemente si è alla ricerca di avventure, obiettivo facilmente raggiungibile tramite questo tipo di chat.
    Un network come facebook o un forum di discussione come Ops sono cose diverse a mio avviso. Certo siamo sempre nell'ambito virtuale ma Ops è un forum su cui ci si confronta su varie tematiche e mi sembra più difficile che le persone si inventino un ruolo o un personaggio o che mentano spudoratamente e continuativamente. Quando si scrive, su qualsiasi argomento, alla fine esce sempre qualcosa di te come persona, per quanto uno si nasconda o si reinventi.
    Io sono molto cauta nelle conoscenze "virtuali" (così come in quelle reali), ma se ho modo di approfondire con il dialogo, poi credo di possedere gli strumenti per capire com'è la persona con cui ho a che fare.
    Certo qui manca il contatto visivo, non sai se qualcuno a pelle ti può piacere o no, non sai se ha qualche caratteristica, che potrebbe infastidirti (un modo di parlare o di muoversi). Però se riesci ad instaurare un dialogo, un confronto vero, credo che queste cose poi diventino secondarie. Le persone che ho incrociato qui e che mi hanno dato qualcosa per me sono persone vere, concrete non semplici utenti virtuali. Poco mi importa del loro aspetto. Io credo di aver colto qualcosa di loro, che è assolutamente reale e anche se non ho il quadro completo della situazione so già che questo mi basta per apprezzarle.
    Ovvio che incontrarsi di persona rafforza il rapporto. Ma l’incontro, a mio avviso, va a consolidare un legame già esistente. In fondo dietro al pc ci sono persone, le stesse che possiamo incontrare per strada, in un bar o in ufficio. E anche nel mondo reale non mancano le falsità. Non si riesce forse a mentire sull’aspetto, l’età ecc…ma si può essere assolutamente falsi anche nella vita di tutti i giorni.
    Credo che un feeling, un’intesa, un’amicizia vera possano nascere dal web. Io ho diversi amici conosciuti su internet, e si tratta di amicizie longeve. Poi possono esserci diversi stadi di conoscenza, su internet come nel mondo reale, con qualcuno scambi solo un saluto, con qualcun’altro ti confidi, né più né meno come capita nel quotidiano.
    Il web se usato con intelligenza è una meravigliosa opportunità. Ti fa raggiungere persone che diversamente difficilmente avresti potuto incontrare.
    C'era una stella che danzava e sotto quella sono nata (W. Shakespeare)



  11. #11
    Postatore Epico L'avatar di Antinomica
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    Riferimento: Comunicazione con amici virtuali e reali

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    un mio amico che ha deciso di separare accuratamente i due "mondi", cancellando dai suoi contatti su facebook tutti quelli non conosciuti dal vivo e mantenendo su OPS quelli virtuali(come farà poi?)e questo "per creare meno discrepanza tra la sua vita reale e quella virtuale"
    In merito a questa considerazione secondo me ci possono essere spiegazioni diverse. Si può agire in questo modo per diffidenza, nel senso che non sempre si è disposti ad esporsi con persone che si conoscono superficialmente (su facebook c'è nome, cognome, foto ecc..). Oppure davvero si vogliono tenere distinti il mondo reale da quello virtuale. Per quanto poi in questo modo il virtuale diventa esclusivamente un passatempo privo di sostanza. Una comune chat in cui si privilegia nascondersi e magari inventarsi "migliori" di quello che si è. E non ci si vuole mettere in gioco. Scegli di presentare solo un lato di te oppure scegli di interpretare un ruolo. E una volta spento il pc ritorni nel tuo mondo reale. Anche se non vedo il senso della cosa. Se non appunto per chi cerca avventure. E allora nascondersi, e avere a disposizione in un clic tutte le conoscenze possibili diventa il mezzo ideale per raggiungere il proprio scopo.
    C'era una stella che danzava e sotto quella sono nata (W. Shakespeare)



  12. #12
    Partecipante Esperto L'avatar di missfreedom
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    Citazione Originalmente inviato da Antinomica Visualizza messaggio
    Ovvio che incontrarsi di persona rafforza il rapporto. Ma l’incontro, a mio avviso, va a consolidare un legame già esistente. In fondo dietro al pc ci sono persone, le stesse che possiamo incontrare per strada, in un bar o in ufficio. E anche nel mondo reale non mancano le falsità.
    Ben detto.
    Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero

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