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Discussione: To be, or not to be

  1. #1

    To be, or not to be

    Ciao,

    io ho un grosso, grossissimo problema che mi ha compromesso e cambiato (in peggio) la vita da 6 mesi a questa parte.
    Conosco già il mio problema, so esattamente cosa mi è successo e cosa mi ha fatto cadere in questo stato, che dopo sei mesi, posso chiamare con certezza Depressione.
    Bhè, potete dire voi... "che fortuna! Risolvitelo!"... non è così semplice.

    In una sera d'estate ho subito il dramma più tragico della mia vita, almeno per ora.
    Da come sto scrivendo il prologo voi vi immaginerete chissà quale tragedia greca!
    Invece no, è una cosa banalissima (per gli altri, non per me).

    Fino a quella sera controllavo perfettamente le mie sensazioni, emozioni e il mio corpo.
    Da quella sera tutto ciò che avevo costruito in quasi 25 anni di vita mi è caduto sotto i miei piedi.
    I miei valori, il mio orgoglio, i miei obiettivi, i miei sogni, il fatto di essere uomo (come essere umano), la mia virilità e tutto ciò che in una vita impari è caduto come sotto un effetto domino.

    Cosa successe di così tanto grave quella sera?

    Quella sera ero con una ragazza, la persona che mi aveva cambiato la vita. La vita che mi stava logorando (ma io ancora non lo sapevo) prima di conoscere lei.
    Avevo passato una bella vita negli anni precedenti, non mi lamento di niente.
    Ma c'è una cosa che io non avevo mai provato, aimhè.
    E che mi rendeva diverso (ai miei occhi) dagli altri miei coetanei.
    Ovvero il fatto di non aver mai avuto esperienze con ragazze.

    Non avevo mai dato troppa importanza a questo punto della mia vita. Non è vero che non gli avevo dato tanta importanza, più che altro lo nascondevo bene.
    Dentro di me soffrivo come un cane, ma ancora non lo sapevo.
    Vedere i propri amici fidanzarsi e tu restare alla finestra a guardare non è affatto piacevole.
    Soprattutto se non sei un brutto ragazzo e non sei un tipo asociale.
    Vuoi amicizie sbagliate e tanta, tanta ma davvero tanta sfortuna avevano contribuito a non darmi questa cosa che rappresenta la vita stessa: l'amore.

    Ma conoscendo lei questo vuoto immenso si era in parte colmato.
    Quel periodo con quella ragazza mi aveva fatto vedere quell'unico colore che mancava nella mia vita: il rosa.
    Dopo tantissimi rospi ingoiati finalmente girava bene anche a me.
    Ero felice.
    Non credevo che da li a poco il destino mi avrebbe toccato nell'unico punto che avrebbe fatto crollare tutti gli altri punti significativi della mia vita.

    Non ci siamo frequentati per molto, pochi mesi, ma veramente il sole risplendeva in me in quei giorni.

    Ma quella sera, nella sera più bella, quando mai me lo sarei aspettato sono stato lasciato.
    Le mie esperienze negative e le strane e misteriose circostanze che avevano contribuito a non darmi mai questa gioia pensavo mi sarebbero servite in una situazione come questa. Dicono che le cose negative ti fanno crescere, diventare più saggio e ti fortificano per il futuro.
    Cazza*e. Tutte cazza*e.

    Nel nostro mondo, quello reale, il male non porta il bene, ma solo il male.

    Da quella sera non so come e non so perchè, giorno dopo giorno, ho smesso di credere ad una mia vita felice.
    Credo che tutto sia inutile e che solo resterò per sempre.
    Credo in cose paranormali, aimhè.

    Ho attacchi di panico, di ansia, mal di pancia da 6 mesi, vertigini, bruciori al petto, dalla parte del cuore, perdite di concentrazione, fatico a guardarmi in foto. Rinnego me stesso.
    Esco pochissimo. Solamente vedere coppie felici mi da un senso di tenerezza prima e un vuoto esistenziale dopo. Neanche i film riesco più a guardare.
    Mi sento diverso, inferiore.
    Sento che non ho più niente da chiedere alla vita e che la vita non ha più niente da darmi.
    Ho quasi 25 anni e mi sento vecchio, stanco, finito.

    Non credevo si potesse cadere così in basso.
    Sono stato da uno specialista solo a parlare ma a poco è servito.

    Secondo voi è buona cosa andare da uno psichiatra o è tutto inutile (come io credo)?
    Ovvero, le pestiglie e i farmaci mi daranno una serenità costruita (serenità che ho perso anche la notte e che dura 24 ore al giorno da 6 mesi)?
    Non è che inizio un labirinto senza uscita?

    Mi hanno detto che devo solo smettere di pensare al fatto di essere solo.
    Non posso.
    La mia anima non si da pace.

    grazie
    Ultima modifica di senzavolto : 29-12-2009 alle ore 20.31.44

  2. #2

    Riferimento: To be, or not to be

    Ciao!

    Non sempre conoscere ciò che ha fatto scaturire il nostro disagio, ci fa stare meglio. Spesso questo non ci aiuta a capire come mai reagiamo con così tanta enfasi.
    Quello che ti è successo non è banale. Ognuno ha modi diversi di reagire alle situazioni; molto, a volte, dipende da quello che per noi rappresentano, cosa significano per noi in quel momento della nostra vita.

    Ci dici che sei stato insieme con una ragazza che ti aveva cambiato la vita; una vita che senza ancora saperlo ti stava logorando. Conoscendola si era in parte colmato un tuo vuoto immenso. Controllavi perfettamente le tue sensazioni, emozioni e il tuo corpo fino a quella sera in cui come sotto un effetto domino i tuoi valori, il tuo orgoglio, i tuoi obiettivi, i tuoi sogni, il fatto di essere uomo, la tua virilità e tutto ciò che in una vita impari è caduto.
    Fino a quella sera dentro di te soffrivi, ma nascondevi bene e riuscivi a tenere tutto sotto controllo.
    Ora sembra che tu abbia perso il controllo. Da circa sei mesi provi ansia, attacchi di panico, disagi e altri sintomi a livello corporeo.

    Il nostro corpo è strettamente legato alla nostra mente, alle nostre emozioni, sensazioni, ai nostri pensieri. Quello che noi viviamo, sentiamo si riflette anche livello corporeo.

    Sembra quasi che questo evento abbia fatto crollare un equilibrio che ti era funzionale, anche se nascondeva tanta sofferenza.

    Mi chiedo cosa ha attivato… cosa ha “smosso” in te questa storia. Tante cose le dici già, ma prova a rifletterci. È importante secondo me che tu ti ferma a riflettere. Un percorso psicologico potrà aiutarti innanzitutto a fare chiarezza, a rimettere ordine, ad ascoltare il tuo corpo, le tue emozioni, i tuoi pensieri, a diventarne più consapevole. Potrà aiutarti ad attivare le tue risorse e magari a ridarti speranza quando ti capiterà un’altra storia.

    Ciò non vuol dire necessariamente che dovrai assumere i farmaci. Eventualmente, sempre che tu ne abbia bisogno, questi potranno placare i tuoi sintomi. Mi sento di dirti, però, che non saranno questi a ridarti la serenità, non potranno aiutarti a riflettere su quello che ti ha fatto vivere questa situazione con così tanta sofferenza e disagio, non potranno aiutarti a riattivare le tue risorse.

    Concediti del tempo per riflettere su quanto ti è accaduto, su quello che stai vivendo, per “rielaborarlo”. Non possiamo modificare i nostri pensieri, le nostre emozioni a comando. Tu stesso ci dici che non puoi smettere di pensare di essere solo.
    Ci vuole del tempo… ma da solo può non bastare, a volte può essere necessario un esperto, come uno psicologo, che ci accompagni in questo percorso di riflessione su noi stessi.

    Un caro saluto


    Cristina Pecorari – Psicologa
    Ordine Psicologi del Lazio N° 12978

  3. #3

    Riferimento: To be, or not to be

    "Il nostro corpo è strettamente legato alla nostra mente, alle nostre emozioni, sensazioni, ai nostri pensieri. Quello che noi viviamo, sentiamo si riflette anche livello corporeo."

    me ne sono accorto, prima pensavo neanche immaginabile una cosa del genere, invece l'ho provata sulla mia pelle...
    Non ci credevo, o non volevo crederci (complice anche la mia età) ed invece ta taaa!



    Anche io penso che i farmaci non mi serviranno a niente.
    però un lavoro psicologico di quasi tre mesi già l'ho fatto...
    è questo il mio problema.

    e allo stato attuale la mia mente ancora mi frega...

    "Mi chiedo cosa ha attivato… cosa ha “smosso” in te questa storia. Tante cose le dici già, ma prova a rifletterci. È importante secondo me che tu ti ferma a riflettere."

    sto riflettendo ormai da 6 mesi, sono stanco, credimi... la mia mente non si ferma mai, continuo a pensare e a pensare anche quando non voglio. questi pensieri entrano in me come scariche elettriche... quando rido, quando piango, quando mangio, quando salgo le scale... sempre.

    dopo tutti questi mesi sono arrivato al punto che la vita senza amore non vale niente ed è per questo che ho paura di aspettare di nuovo 24 anni per rivivere una cosa del genere.
    sono pessimista?
    si, può essere. ma allo stato attuale il mio cervello si concentra più sul fatto che ora sono solo che invece pensare di cercare questa cosa che mi manca.
    lo ammetto: HO PAURA.

    "Ci vuole del tempo… "
    ti dico un segreto...
    è proprio questa parola che mi mi mette ansia, ovvero il TEMPO.
    non so perchè ma c'è questo ticchettio in me che scorre e scorre e mi ricorda di quanto sono vecchio. ma nessuno fisicamente mi mette fretta.
    quello che mi sta fregando è proprio il tempo.
    il mio inconscio dice che non posso aspettare ancora tanto, il rischio è quello di diventare ancora troppo vecchio.

    solo il giorno che capirò che il tempo è mio amico potrò farcela, ma fino a quel giorno il tempo è solo mio nemico.


    GRAZIE dei consigli!

  4. #4

    Riferimento: To be, or not to be

    "Ognuno ha modi diversi di reagire alle situazioni; molto, a volte, dipende da quello che per noi rappresentano, cosa significano per noi in quel momento della nostra vita."

    frase stupenda, me la ricorderò per sempre.

  5. #5

    Riferimento: To be, or not to be

    sembra che il dolore psichico attivi le stesse aree cerebrali di quello fisico; un nuovo studio si occupa in particolare delle delusioni d'amore:

    Le delusioni d'amore? Sono una vera sofferenza - Corriere della Sera

  6. #6

    Riferimento: To be, or not to be

    molto interessante... grazie!
    "Io amo e vivo in silenzio ma dietro ogni sorriso nascondo una lacrima di dolore."

  7. #7
    Partecipante Affezionato L'avatar di scorpiona
    Data registrazione
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    nel catanese
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    Riferimento: To be, or not to be

    "Nel nostro mondo, quello reale, il male non porta il bene, ma solo il male."

    Questo non è affatto vero! Sei pessimista? Sì, una cifra :-;
    "Ho quasi 25 anni e mi sento vecchio, stanco, finito."

    In alcuni momenti anke io l'ho pensato ma poi facendo tanta autoanalisi e introspezione, ho trovato da sola la forza di dire "cavolo, ho 24 anni!! Non sono affatto vecchia, ho ancora un sacco di cose belle da fare nella vita!"

    "Secondo voi è buona cosa andare da uno psichiatra o è tutto inutile (come io credo)?
    Ovvero, le pastiglie e i farmaci mi daranno una serenità costruita (serenità che ho perso anche la notte e che dura 24 ore al giorno da 6 mesi)?
    Non è che inizio un labirinto senza uscita?

    "Sì, parlare con uno specialista è una cosa ottima, se nn riesci a trovare da solo una chiave di lettura al tuo problema sarà lui ad aiutarti a farlo."

    Mi hanno detto che devo solo smettere di pensare al fatto di essere solo.
    Non posso.
    La mia anima non si da pace.

    "Ti hanno detto bene, lo so ke x ora ti sembra impossibile ma ce la farai, prova a crederci un pò di più, tanto x iniziare..."

    Scusa se ti rispondo solo adesso ma la discussione era lunga e nn o potuto leggerla bene prima. In bocca al lupo e, per favore, tirati su. A noi scorpioni piace far sorridere la gente, spero ci riuscirò anke con te. Ciao!
    “Ti criticheranno sempre,
    parleranno male di te
    e sarà difficile che
    incontri qualcuno
    al quale tu possa andare
    bene come sei.
    Quindi vivi come credi,
    fai quello che ti dice il cuore
    la vita è come un’opera di teatro
    che non ha prove iniziali.
    Canta, ridi, balla, ama
    e vivi intensamente ogni
    momento della tua vita
    prima che cali il sipario
    e l’opera finisca senza applausi. ”

  8. #8

    Riferimento: To be, or not to be

    ...ci stai già riuscendo... :-)

    non sono pessimista! sono realista! grrrrrrrrrrrrrr

    sono d'accordo con quel che dici, quasi tutto... tranne una cosa!

    "Ti hanno detto bene, lo so ke x ora ti sembra impossibile ma ce la farai, prova a crederci un pò di più, tanto x iniziare..."

    non ce la faccio per un solo motivo:
    la solitudine, gran brutta bestia.

    andare a dormire; svegliarsi nel cuore della notte e svegliarsi alla mattina; camminare; ridere; piangere; provarsi un vestito; giocare a carte... e sentirsi solo è una cosa atroce.
    non posso smettere di pensare a questo... dato che è la realtà.
    mi capisci?


    p.s. dimmi se ti è arrivata la mia risposta privata, perchè non son molto pratico di forum...
    Ultima modifica di senzavolto : 03-01-2010 alle ore 21.15.33
    "Io amo e vivo in silenzio ma dietro ogni sorriso nascondo una lacrima di dolore."

  9. #9
    Partecipante Affezionato
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    16-09-2009
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    ROMA
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    Riferimento: To be, or not to be

    Citazione Originalmente inviato da senzavolto Visualizza messaggio
    Ciao,

    io ho un grosso, grossissimo problema che mi ha compromesso e cambiato (in peggio) la vita da 6 mesi a questa parte.
    Conosco già il mio problema, so esattamente cosa mi è successo e cosa mi ha fatto cadere in questo stato, che dopo sei mesi, posso chiamare con certezza Depressione.
    Bhè, potete dire voi... "che fortuna! Risolvitelo!"... non è così semplice.

    In una sera d'estate ho subito il dramma più tragico della mia vita, almeno per ora.
    Da come sto scrivendo il prologo voi vi immaginerete chissà quale tragedia greca!
    Invece no, è una cosa banalissima (per gli altri, non per me).

    Fino a quella sera controllavo perfettamente le mie sensazioni, emozioni e il mio corpo.
    Da quella sera tutto ciò che avevo costruito in quasi 25 anni di vita mi è caduto sotto i miei piedi.
    I miei valori, il mio orgoglio, i miei obiettivi, i miei sogni, il fatto di essere uomo (come essere umano), la mia virilità e tutto ciò che in una vita impari è caduto come sotto un effetto domino.

    Cosa successe di così tanto grave quella sera?

    Quella sera ero con una ragazza, la persona che mi aveva cambiato la vita. La vita che mi stava logorando (ma io ancora non lo sapevo) prima di conoscere lei.
    Avevo passato una bella vita negli anni precedenti, non mi lamento di niente.
    Ma c'è una cosa che io non avevo mai provato, aimhè.
    E che mi rendeva diverso (ai miei occhi) dagli altri miei coetanei.
    Ovvero il fatto di non aver mai avuto esperienze con ragazze.

    Non avevo mai dato troppa importanza a questo punto della mia vita. Non è vero che non gli avevo dato tanta importanza, più che altro lo nascondevo bene.
    Dentro di me soffrivo come un cane, ma ancora non lo sapevo.
    Vedere i propri amici fidanzarsi e tu restare alla finestra a guardare non è affatto piacevole.
    Soprattutto se non sei un brutto ragazzo e non sei un tipo asociale.
    Vuoi amicizie sbagliate e tanta, tanta ma davvero tanta sfortuna avevano contribuito a non darmi questa cosa che rappresenta la vita stessa: l'amore.

    Ma conoscendo lei questo vuoto immenso si era in parte colmato.
    Quel periodo con quella ragazza mi aveva fatto vedere quell'unico colore che mancava nella mia vita: il rosa.
    Dopo tantissimi rospi ingoiati finalmente girava bene anche a me.
    Ero felice.
    Non credevo che da li a poco il destino mi avrebbe toccato nell'unico punto che avrebbe fatto crollare tutti gli altri punti significativi della mia vita.

    Non ci siamo frequentati per molto, pochi mesi, ma veramente il sole risplendeva in me in quei giorni.

    Ma quella sera, nella sera più bella, quando mai me lo sarei aspettato sono stato lasciato.
    Le mie esperienze negative e le strane e misteriose circostanze che avevano contribuito a non darmi mai questa gioia pensavo mi sarebbero servite in una situazione come questa. Dicono che le cose negative ti fanno crescere, diventare più saggio e ti fortificano per il futuro.
    Cazza*e. Tutte cazza*e.

    Nel nostro mondo, quello reale, il male non porta il bene, ma solo il male.

    Da quella sera non so come e non so perchè, giorno dopo giorno, ho smesso di credere ad una mia vita felice.
    Credo che tutto sia inutile e che solo resterò per sempre.
    Credo in cose paranormali, aimhè.

    Ho attacchi di panico, di ansia, mal di pancia da 6 mesi, vertigini, bruciori al petto, dalla parte del cuore, perdite di concentrazione, fatico a guardarmi in foto. Rinnego me stesso.
    Esco pochissimo. Solamente vedere coppie felici mi da un senso di tenerezza prima e un vuoto esistenziale dopo. Neanche i film riesco più a guardare.
    Mi sento diverso, inferiore.
    Sento che non ho più niente da chiedere alla vita e che la vita non ha più niente da darmi.
    Ho quasi 25 anni e mi sento vecchio, stanco, finito.

    Non credevo si potesse cadere così in basso.
    Sono stato da uno specialista solo a parlare ma a poco è servito.

    Secondo voi è buona cosa andare da uno psichiatra o è tutto inutile (come io credo)?
    Ovvero, le pestiglie e i farmaci mi daranno una serenità costruita (serenità che ho perso anche la notte e che dura 24 ore al giorno da 6 mesi)?
    Non è che inizio un labirinto senza uscita?

    Mi hanno detto che devo solo smettere di pensare al fatto di essere solo.
    Non posso.
    La mia anima non si da pace.

    grazie
    Carissimo SenzaVolto,
    a me non viene da dirti… "che fortuna! Risolvitelo!"..., anche perché se tu avessi potuto, l’avresti già risolto da solo!

    Dici: "In una sera d'estate ho subito il dramma più tragico della mia vita, almeno per ora.
    Da come sto scrivendo il prologo voi vi immaginerete chissà quale tragedia greca!
    Invece no, è una cosa banalissima (per gli altri, non per me).

    Fino a quella sera controllavo perfettamente le mie sensazioni, emozioni e il mio corpo.
    Da quella sera tutto ciò che avevo costruito in quasi 25 anni di vita mi è caduto sotto i miei piedi.
    I miei valori, il mio orgoglio, i miei obiettivi, i miei sogni, il fatto di essere uomo (come essere umano), la mia virilità e tutto ciò che in una vita impari è caduto come sotto un effetto domino.

    Cosa successe di così tanto grave quella sera?

    Quella sera ero con una ragazza, la persona che mi aveva cambiato la vita. La vita che mi stava logorando (ma io ancora non lo sapevo) prima di conoscere lei.
    Avevo passato una bella vita negli anni precedenti, non mi lamento di niente.
    Ma c'è una cosa che io non avevo mai provato, aimhè.
    E che mi rendeva diverso (ai miei occhi) dagli altri miei coetanei.
    Ovvero il fatto di non aver mai avuto esperienze con ragazze.

    Non avevo mai dato troppa importanza a questo punto della mia vita. Non è vero che non gli avevo dato tanta importanza, più che altro lo nascondevo bene.
    Dentro di me soffrivo come un cane, ma ancora non lo sapevo.
    Vedere i propri amici fidanzarsi e tu restare alla finestra a guardare non è affatto piacevole.
    Soprattutto se non sei un brutto ragazzo e non sei un tipo asociale.
    Vuoi amicizie sbagliate e tanta, tanta ma davvero tanta sfortuna avevano contribuito a non darmi questa cosa che rappresenta la vita stessa: l'amore.

    Ma conoscendo lei questo vuoto immenso si era in parte colmato.
    Quel periodo con quella ragazza mi aveva fatto vedere quell'unico colore che mancava nella mia vita: il rosa.
    Dopo tantissimi rospi ingoiati finalmente girava bene anche a me.
    Ero felice.
    Non credevo che da li a poco il destino mi avrebbe toccato nell'unico punto che avrebbe fatto crollare tutti gli altri punti significativi della mia vita.

    Non ci siamo frequentati per molto, pochi mesi, ma veramente il sole risplendeva in me in quei giorni.

    Ma quella sera, nella sera più bella, quando mai me lo sarei aspettato sono stato lasciato."

    La motivazione della separazione qual è?

    Dici: "Le mie esperienze negative e le strane e misteriose circostanze che avevano contribuito a non darmi mai questa gioia pensavo mi sarebbero servite in una situazione come questa. Dicono che le cose negative ti fanno crescere, diventare più saggio e ti fortificano per il futuro.
    Cazza*e. Tutte cazza*e.

    Nel nostro mondo, quello reale, il male non porta il bene, ma solo il male.

    Da quella sera non so come e non so perchè, giorno dopo giorno, ho smesso di credere ad una mia vita felice.
    Credo che tutto sia inutile e che solo resterò per sempre.
    Credo in cose paranormali, aimhè.

    Ho attacchi di panico, di ansia, mal di pancia da 6 mesi, vertigini, bruciori al petto, dalla parte del cuore, perdite di concentrazione, fatico a guardarmi in foto. Rinnego me stesso.
    Esco pochissimo. Solamente vedere coppie felici mi da un senso di tenerezza prima e un vuoto esistenziale dopo. Neanche i film riesco più a guardare.
    Mi sento diverso, inferiore.
    Sento che non ho più niente da chiedere alla vita e che la vita non ha più niente da darmi.
    Ho quasi 25 anni e mi sento vecchio, stanco, finito."

    In merito a questo mi viene da dirti che:
    molte volte le nostre reazioni mentali e fisiche rispetto ad eventi stressanti sono dei meccanismi di difesa che attuiamo per mantenere l’equilibrio rispetto ai nostri vaslori, principi, le nostre immagini mentali su ciò che pensiamo di noi stessi e su come vorremmo che la nostra vita andasse.
    Molte volte questi schemi mentali sono troppo rigidi e ci fanno leggere gli eventi solo in quel modo.

    Dici: "Sono stato da uno specialista solo a parlare ma a poco è servito."

    Dipende dalle questioni che avete affrontato e dalla tua voglia di cambiare lo stato attuale.
    Chiedi: "Secondo voi è buona cosa andare da uno psichiatra o è tutto inutile (come io credo)?"

    Consultare un professionista, psicologo o psicoterapeuta, vuol dire essere disposti a rivedere questi schemi mentali rigidi per uscire da blocchi patologici che ci intrappolano in modo di vedere e di comportarci disfunzionali.
    Tu perchè vedi la cosa inutile?

    Dici:" le pestiglie e i farmaci mi daranno una serenità costruita (serenità che ho perso anche la notte e che dura 24 ore al giorno da 6 mesi)?""

    Personalmente penso che i farmaci fanno poco se il soggetto non intraprende un serio percorso psicoterapeutico.

    "Mi hanno detto che devo solo smettere di pensare al fatto di essere solo.
    Non posso.
    La mia anima non si da pace."

    Non penso che la soluzione sia smettere di pensare, ma penso che dovresti rivedere il modo in cui interpreti gli eventi.

    In attesa di un ulteriore confronto sulle domande che ti ho fatto, resto a disposizione per eventuali chiarimenti.

    Saluti
    Dr.ssa Carmela Verrastro
    Psicologo - Psicoterapeuta
    Iscrizione all'Ordine degli Psicologi del Lazio n°11916

  10. #10

    Riferimento: To be, or not to be

    Ti rispondo volentieri!

    "La motivazione della separazione qual è?"

    io personalmente non la so... e forse neanche lei la sa, o meglio, magari non me l'ha voluto dire.
    E' avvenuto tutto da un momento all'altro. E' stata un doccia fredda.
    sono mesi che non mi do pace perchè non so spiegarmi il motivo. è stato tutto poco chiaro quella sera... e non c'è stato neanche modo più avanti di capire cosa successe.
    l'unica cosa che so è che non provava più quello che provava prima, e questo è indiscutibile.
    ma è il come è avvenuto che mi ha fatto precipitare...
    soprattutto quella sera, ovviamente non ho scritto i particolari sul forum...


    "In merito a questo mi viene da dirti che:
    molte volte le nostre reazioni mentali e fisiche rispetto ad eventi stressanti sono dei meccanismi di difesa che attuiamo per mantenere l’equilibrio rispetto ai nostri vaslori, principi, le nostre immagini mentali su ciò che pensiamo di noi stessi e su come vorremmo che la nostra vita andasse.
    Molte volte questi schemi mentali sono troppo rigidi e ci fanno leggere gli eventi solo in quel modo. "


    questa frase la rileggerò spesso per comprenderla appieno.


    Dipende dalle questioni che avete affrontato e dalla tua voglia di cambiare lo stato attuale.


    su questo ti rispondo che sono già cambiato... che lo voglia o no, quella persona non c'è più. e non solo io ho notato il cambiamento ma anche le persone che mi stanno più vicino.
    nelle sedute infatti abbiamo concluso che quella esperienza è stata come l'interruttore dell'esplosione che mi ha cambiato la vita.


    Consultare un professionista, psicologo o psicoterapeuta, vuol dire essere disposti a rivedere questi schemi mentali rigidi per uscire da blocchi patologici che ci intrappolano in modo di vedere e di comportarci disfunzionali.
    Tu perchè vedi la cosa inutile?


    no, attenzione! io ho parlato solo di pischiatra, le parole psicologo e psicoterapeuta non le ho menzionate...
    penso sia inutile prendere farmaci per un problema come questo andando da uno psichiatra. più che altro, ho paura di iniziare un cammino verso una strada che non so qual'è, magari la strada sbagliata. e i farmaci sono solo un depistaggio.
    quindi scarterei la figura dello pischiatra. ma magari mi sbaglio! e infatti ho chiesto a voi...
    ora, io non me ne intendo... e qui chiedo a te:
    psichiatra è quello che prescrive i farmaci,
    psicologo invece è la figura con cui si parla
    e psicoterapeuta fa un po' tutt'e due?

    è semplificata la mia spiegazione... :-)



    Personalmente penso che i farmaci fanno poco se il soggetto non intraprende un serio percorso psicoterapeutico.

    perfetto... ed ecco il perchè io ho detto che era inutile, i farmaci a poco servono.
    il percorso psicoterapeuta non l'avevo ancora preso in considerazione.
    ora è il momento di parlarne...




    Non penso che la soluzione sia smettere di pensare, ma penso che dovresti rivedere il modo in cui interpreti gli eventi.

    ...parole sante...


    che dire? grazie mille per il tempo speso nel rispondermi! non so come ringraziare... :-D
    "Io amo e vivo in silenzio ma dietro ogni sorriso nascondo una lacrima di dolore."

  11. #11
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: To be, or not to be

    Ciao Senzavolto,
    penso che questo forum sia utile per offrire nuovi spunti o punti di vista alle persone che chiedono spiegazioni per capire meglio delle situazioni o vedere altri punti di vista.

    Cerco di spiegare meglio quello che volevo dirti in questa frase:
    "molte volte le nostre reazioni mentali e fisiche rispetto ad eventi stressanti sono dei meccanismi di difesa che attuiamo per mantenere l’equilibrio rispetto ai nostri valori, principi, le nostre immagini mentali su ciò che pensiamo di noi stessi e su come vorremmo che la nostra vita andasse.
    Molte volte questi schemi mentali sono troppo rigidi e ci fanno leggere gli eventi solo in quel modo. "

    Dciamo che tu avevi creato un'immagine mentale di te come persona completa e felice accanto a questa ragazza. Quando lei ti ha lasciato, oltretutto in modo poco comprensibile, ha destabilizzato questa tua immagine mentale, che la mente ha subito cercato di fronteggiare con reazioni (meccanismi di difesa) quali attacchi di panico, di ansia, mal di pancia da 6 mesi, vertigini, bruciori al petto, dalla parte del cuore, perdite di concentrazione, fatico a guardarmi in foto. Rinnego me stesso, come precedentemente hai descritto.
    Questa visione pessimistica della vita che hai adesso, la rivedrai quando accanto a te non vedrai più solo lei e basta, ma quando ti aprirai al mondo e a nuove esperienze (giacchè sei giovane!) e la tua mente sarà disposta a rivedere l’immagine metale che adesso ti crea un vissuto negativo.
    Spero di essere riuscita ad essere più chiara. Ovviamente arrivare a questa cognizione implica un lavoro psicologico-psicoterapeutico, in quanto da soli non si riesce a cambiare immagini mentali radicate.
    Relativamente al tuo
    "e qui chiedo a te:
    psichiatra è quello che prescrive i farmaci,
    psicologo invece è la figura con cui si parla
    e psicoterapeuta fa un po' tutt'e due?"

    ti rispondo che sullo psichiatra vedo che hai le idee abbastanza chiare, sicuramente prescrive i farmaci e talvolta fa anche psicoterapia se si è specializzato anche in questa materia.
    Lo psicologo non è la figura con cui si parla e basta, bensì è la figura che tenta di fare diagnosi a partire dal problema che il cliente porta in seduta e dà un minimo di supporto alla parte emotiva che emerge.
    Lo psicoterapeuta oltre a fare diagnosi, intravede e costruisce col cliente dei percorsi per il raggiungimento di obbietivi condivisi da entrambi su come dovrebbero cambiare le cose.
    Spero di essere stata chiara nelle spiegazioni, ti saluto cordialmente.
    A presto.
    Dr.ssa Carmela Verrastro
    Psicologo - Psicoterapeuta
    Iscrizione all'Ordine degli Psicologi del Lazio n°11916

  12. #12

    Riferimento: To be, or not to be

    chiarissima! :-)

    e secondo te, a parte andare a Lourdes (che con la sfiga che ho rischio di far venire io una disgrazia alla madonna), qual'è la soluzione migliore per me tra le tre?


    si... è come dici tu...
    avevo costruito un film nella mia mente, che scorreva senza intoppi.
    poi quel giorno maledetto la pellicola contentente il lungometraggio da me creato si bruciò in un lampo.

    ora, io ho solo fatto l'errore comune (è emerso dalle sedute che ho già fatto) di lasciarmi andare troppo e di vedere una bella storia in questo film da me creato mentalmente.
    senza considerare i vari effetti che potevano crearsi nell'andare avanti.
    so che è così... ma arrivato alla mia età, dopo tanti bocconi amari ingoiati, ho pensato che stavolta mi sarebbe andata bene.

    ed invece...
    "Io amo e vivo in silenzio ma dietro ogni sorriso nascondo una lacrima di dolore."

  13. #13
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    Residenza
    ROMA
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    Riferimento: To be, or not to be

    Bè considerato il fatto che mi sembra che tu non soffra di un disturbo depressivo maggiore ti dico che sicuramente lo psichiatra non fa al caso tuo.
    Io sono sia psicologa che psicoterapeuta e da persona che conosce entrambe le professioni penso che per te sia meglio un percorso psicoterapeutico che ti permetta di raggiungere come obbiettivo finale la capacità di affrontare le situazioni e gli eventi in modo costruttivo ed ottimistico.

    Mi preme dirti, anche se lo avrai già sentito dire, che alla tua giovane età tutte le esperienze fortificano la personalità, in quanto insegnano a vedere le cose da diversi punti di vista. Quindi così capita di imparare da esperienze emotivamente positive, tanto più s'impara da quelle emotivamente negative, quando, dopo aver vissuto le emozioni, si rielaborano cognitivamente.

    Cari saluti...
    Dr.ssa Carmela Verrastro
    Psicologo - Psicoterapeuta
    Iscrizione all'Ordine degli Psicologi del Lazio n°11916

  14. #14

    Riferimento: To be, or not to be

    Ciao Senzavolto,
    ho letto con piacere che già molti colleghi hanno preso a cuore la tua lettera e il tuo intervento.
    La tua frase iniziale mi ha molto colpita..to be or not to be..per questo vorrei anche io entrare in contatto con te attraverso questo spazio comune.

    Quando tu ci parli delle tue emozioni e della tua sofferenza mi colpisce il fatto che tu dica, forse quello che mi è successo sembra una banalità ma per me è importante! Come già la collega ti ha detto, non è il fatto in sè che porta dei vissuti più o meno gravi e importanti ma come la persona interessata li percepisce, quindi tu hai tutto il diritto di provare le sensazioni che provi, senza doverti sentire "in difetto".

    Non voglio essere prolissa perché ti ripeto, già i colleghi hanno dato degli interventi che come vedo ti hanno dato supporto e coraggio. Voglio solo soffermarmi su alcune tue espressioni, come quella in cui dici che senza l'amore nulla vale più, o quando dici di avere perso interesse verso tutto e tutti..questo è quello che provi e nessuno lo può mettere in dubbio. Quello che penso però è che se tu ci hai scritto sul forum, o se hai già intrapreso un percorso per uscire da questo torpore, da questa situazione di sofferenza, vuol dire che hai tutta la volontà e la possibilità per farlo!! Devi pensare che TU HAI le capacitò per ripescare nel bagaglio delle tue risorse, quelle necessarie per venire fuori da questa situazione..solo a qul punto potrai convincerti veramente che OGNI CRISI GENERA CRESCITA, a volte con più sofferenza che in altre, però una volta scoperte le tue risorse ne farai tesoro e saprai gestire meglio le situazioni più difficoltose della tua vita.

    Sicuramente concordo con il fatto che i medicinali non ti faranno ritrovare la fiducia in te stesso e la stima di cui hai bisogno per andare avanti "alla grande"!!

    Quando vuoi noi siamo qui, facci sapere come procede la tua riflessione e come stai vivendo questo momento di "mobilitazione iniziale delle tue risorse".

    Un saluto.
    Dott.ssa Roberta Mattozzi, Ordine Regionale Lazio N° 14000

  15. #15

    Riferimento: To be, or not to be

    X Verrastro Carmela:

    ok, grazie del consiglio... ci penserò...

    sulla seconda parte: bhè, io non mi sento poi così tanto giovane, anzi, quando vedo i ragazzini di 15- 16 o 18 anni li invidio perchè penso "beati voi che potete fare quel che io non ho fatto..."
    non lo so, mi sembra di parlare da vecchio!
    anche quando mi vedo in foto penso "com'ero giovane e quante cose potevo fare..." e di fatti le ho tolte tutte...
    è assurdo tutto ciò... dire ste cose a 24 anni... bho?!

    cmq si, le ho sentite tante volte quelle frasi, però penso che potrebbero si fortificare la personalità (le esperienze)... ma anche cambiartela del tutto!
    e poi li entri in crisi d'indentità (se si dice così) cosa che è capitata a me... non ti riconosci più...
    ti togli tutte le maschere che hai indossato nella vita ed invece di restare finalmente con la tua vera faccia rimani con un viso bianco, senza neanche espressioni... e cominci a farti tante ma tante ma tante domande... (chi sono, che ci faccio qui, cosa c'entro io col mondo ecc ecc)


    X Mattozzi Roberta:

    si, certo... io ho voglia di tornare a vivere!
    ho una voglia pazza di farlo, e per riuscirci sarei disposto anche a sacrificare la mia stessa vita per quanto è grande questo mio desiderio.
    purtroppo non sono più positivo come un tempo... anche se non mollo.
    ovvero, non credo che siccome tanto ho sofferto, magicamente, la mia vita prenderà una piega diversa e tante cose si sistemeranno. cioè si, queste cose accadono nei film, ma nella realtà?
    non lo so... magari si, magari no... nessuno lo sa.

    avevo letto una frase qualche mese fa che mi aveva colpito in maniera positiva, mi era stato dato un libricino dalla persona che mi ha seguito in questi mesi di mia crisi. Diceva più o meno così:

    non c'è costruzione senza distruzione.


    mai cosa più veritiera.

    e io ci provo ad essere positivo, a vedere il futuro in maniera positiva ma non so perchè ogni volta che mi rialzo, così ricrollo poco dopo...


    cmq ringrazio tutti! siete fantastici/che! :-D
    "Io amo e vivo in silenzio ma dietro ogni sorriso nascondo una lacrima di dolore."

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