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Visualizzazione risultati 1 fino 5 di 5
  1. #1
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    19-01-2009
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    62

    Potenzialita' e limiti orientamento cognitivo/comportamentale

    Ciao!!
    Lo so che l'argomento è stato dibattutto molte volte ma mi piacerebbe avere le vostre opinioni sul trattamento cognitivo comportamentale.
    indubbiamente è molto più veloce di un analitico e si prefigge dei chiari obbiettivi e delle metodiche.
    Però è vero che viene ignorata la sfera intra psichica..
    Voi cosa ne pensate?
    Ma si può veramente "aiutare" un paziente senza un'analisi approfondita? senza andare a "studiare" i suoi meccanismi di difesa, la struttura del suo inconscio....ecc ecc ?
    e per questo , un approccio più comportamentale, nn è anche molto più superficiale?
    aspetto le vostre riflessioni
    Grazie
    Max.p.s. riflessione estesa anche ai moderatori

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    04-03-2006
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    Roma
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    8

    Riferimento: Potenzialita' e limiti orientamento cognitivo/comportamentale

    Magari comincia con il distinguere tra comportamentismo, cognitivismo, post cognitivismo. Lo stesso vale per le varianti psicoanalitiche e di tutti gli altri paradigmi.
    Ogni sistema teorico entro certi limiti evolve.
    In ultima analisi penso che la cosa migliore l'abbia detto Willy nella discussione presente in psicoterapie consigli sull'orientamento terapeutico a cui ti rimando.

    ciaz.

  3. #3
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    19-01-2009
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    62

    Riferimento: Potenzialita' e limiti orientamento cognitivo/comportamentale

    gRAZIE, ANCHE PERCHè VEDO CHE SEI L'UNICO CHE HAI RISPOSTO!

  4. #4
    Partecipante Figo L'avatar di Blooby gosh
    Data registrazione
    25-08-2009
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    974

    Riferimento: Potenzialita' e limiti orientamento cognitivo/comportamentale

    Quoto e sono d'accordo con Neuromancer.

    Finchè la gente legge la storia del cane di Pavlov e crede che questo sia la psicoterapia cognitiva, continuerà ad aprire 3d sull "orientamento cognitivo / comportamentale".

    Ora si parla di attaccamento, emozioni, etc. e la terapia da 5 sedute non esiste!
    Nasciamo tutti incendiari e moriamo pompieri

  5. #5
    Partecipante Figo L'avatar di uao838383
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    02-06-2007
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    caserta
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    1

    Riferimento: Potenzialita' e limiti orientamento cognitivo/comportamentale

    Io sto seguendo una terapia sistemico relazionale,ma come futura psicologa sono propensa di più per l'orientamento cognitivo-personale,ma non perchè abbia più fiducia nell'uno o nell'altro,io con la mia psicoterapeuta mi sto trovando benissimo,credo alla fine che al di là dell'orientamento sia molto importante il feeling col paziente,senza quello qualsiasi approccio fallisce.Io mi sento più vicina a questo approccio che agisce sul presente,sui schemi di pensiero che a volte possono distorcere la realtà delle cose,io non credo nella mia ignoranza di studentessa che questo significa escludere l'intra-psichico,solo che lo consideri sotto una sfaccettatura differente.Penso che la nostra mente ha molte potenzialità e che possa essere sollecitata da input differenti che si soffermano più sul passato o sul presente,ma che comunque danno modo alla mente la possibilità di reagir positivamente.Mi domando solo se ci siano soggetti più propensi a seguir un orientamento rispetto a un altro,che siano più ricettivi a certi input e meno ad altri,ma ripeto penso che al di là di queste considerazioni sia fondamentale il rapporto instaurato col terapeuta.

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