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Discussione: Stalking

  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di saraebax
    Data registrazione
    12-05-2006
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    roma
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    Stalking

    Quando un amore finisce le reazione possono essere molteplici. È possibile che non ci si arrenda ad una separazione e che si faccia del tutto per continuare a rimanere in contatto con la propria ex o con il proprio ex.

    Messaggi, telefonate e mail, invio di regali e fiori ma anche appostamenti sotto casa, richiesta continua di incontri. Da gesti di affetto e considerazione questi comportamenti possono diventare una vera e propria forma di persecuzione in grado di limitare la nostra vita privata.

    Ti è mai capitato di essere tormentata/tormentato da un ex che non voleva saperne di uscire dalla tua vita?

    Raccontaci come…
    Sara Eba Di Vaio - Psicologa e Sessuologa
    Ordine Psicologi Lazio n° 9767

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
    Data registrazione
    18-02-2005
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    provincia di Latina
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    8,320

    Riferimento: Stalking

    ciao...ELISA
    non so se può rientrare nel reato di stalking ma...tempo fa una persona (che però non è mai stato mio ex) mi seguiva spesso, io non avevo la machina per cui (abitando in una città abbastanza tranquilla e piccola) uscivo sempre apiedi! me lo trovavo sempre dietro, mji parlava (veramente borbottava sempre qualcosa di osceno, che però non sono mai riuscita a capire).... all'inizio ero molto impaurita, poi però mi sono fatta forte e gli ho risposto per le righe.....nonostante abbia continuato a seguirmi per un bel po', comuqnue la cosa è andata scemando quando puntualemnte lo fissavoe gli dicevo "vai a afrti fo@#@ re!!!!"........
    so che ovvaimente a me è andata bene, forse era solo un bulletto (di 40 anni) che voleva divertirsi un po', e che ci sono persone che invece rovnano la vitra, arrivano a fare di tutto, insulti, minacce, fino a gesti estremi...ma....volevoc omunque racontarvi la mia storia.....
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
    .................

    nuovo regolamento: http://www.opsonline.it/help/
    ---------------------

    VENDITRICE ACCREDITATA DI OPSonline

  3. #3
    Partecipante Affezionato L'avatar di scorpiona
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    10-07-2007
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    Riferimento: Stalking

    Cara Sara, di tormentare, non sono mai stata tormentata nè ho tormentato i miei ex. Tuttavia posso dire che dal mantenersi in contatto a tormentarsi e, di conseguenza, tormentare l'altro il passo sembra essere breve. Personalmente non mi è mai piaciuto rimanere in contatto con gli ex perchè un uomo e una donna "o" sono amanti oppure amici. Dunque, se sono stati una cosa nn possone essere l'altra. Finkè si resta "amici" nn si spezza mai il cordone ombelicale ke lega 2 persone. E' anke vero però ke quando ci si lascia, soprattutto dopo tanti anni, nonostante i problemi siamo un pò tutti abituati a quella presenza accanto e farne a meno può essere molto diffile. Assillare la persona ke ti ha abbandonato però significa, a mio avviso, avere poca stima di se stessi visto ke ci si umilia senza sosta con telefonate, incontri, messaggi e quant'altro, e si continua a soffrire nell'illusione di tornare a stare meglio. Vediamo cosa ne pensano gli altri opsiani.
    Ultima modifica di scorpiona : 10-11-2009 alle ore 13.54.26

  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di saraebax
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    12-05-2006
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    108

    Riferimento: Stalking

    Grazie per i contributi che state inviando, è proprio leggendo storie per così dire "abituali" che possiamo aiutare altre persone ad aprirsi, magari prendere contatto con l'assurdità della situazione subita.
    Elisa ci ha raccontato di essere stata capace di prendere in mano la situazione, superando la paura e affrontando direttamente il molestatore...
    Scorpiona fornisce un'interessante lettura sulle dinamiche successive ad una rottura, oltre alla sua posizione "amici o amanti".
    Non tutti (in particolare... TUTTE) sono in grado di avere una posizione ferma e proprio l'insicurezza può essere l'elemento che permette al molestatore (di qualsiasi genere) di incidere sulla nostra vita.
    Quando si vive una situazione di Molestia è molto importante RICONOSCERLA, direi, autorizzarsi a riconoscerla, e poi CONDIVIDERE... non teniamoci le cose solo dentro di noi.

    kiss
    Sara Eba Di Vaio - Psicologa e Sessuologa
    Ordine Psicologi Lazio n° 9767

  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di scorpiona
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    Riferimento: Stalking

    Sai Sara, leggendo il tuo ultimo post mi è venuto in mente di farti una domanda: come dovrei considerare un fidanzato ke nn fa altro ke schernire la sua ragazza? Se lei ne soffre e nn fa altro ke kiederle di smettere, ma lui nn sa fare altro, nn è quasi una violenza psicologica? A volte le sole parole tagliano a metà più di qualunque altra cosa...
    “Ti criticheranno sempre,
    parleranno male di te
    e sarà difficile che
    incontri qualcuno
    al quale tu possa andare
    bene come sei.
    Quindi vivi come credi,
    fai quello che ti dice il cuore
    la vita è come un’opera di teatro
    che non ha prove iniziali.
    Canta, ridi, balla, ama
    e vivi intensamente ogni
    momento della tua vita
    prima che cali il sipario
    e l’opera finisca senza applausi. ”

  6. #6
    Partecipante Affezionato L'avatar di saraebax
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    Riferimento: Stalking

    Buondì!
    Quela che mi racconti può essere inquadrata in una forma di "violenza o vessazione psicologica", a maggior ragione perchè ci racconti che lei ha fatto presente che questa modalità è per lei motivo di disagio.
    Ma riflettiamo anche su.... perchè lei continua a stare con una persona che, per così dire, la tratta male?
    Sara Eba Di Vaio - Psicologa e Sessuologa
    Ordine Psicologi Lazio n° 9767

  7. #7
    Partecipante Affezionato L'avatar di scorpiona
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    10-07-2007
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    Riferimento: Stalking

    Forse x amore, o semplicemente xkè nn sa fare a meno di avere accanto una presenza maschile ke, mentre ogni tanto la sostiene come vorrebbe, altre volte fa esattamente l'opposto. Dopo 4 anni comincia ad essere difficile "pesare" gli aspetti positivi e quelli negativi e vedere in modo obiettivo da quale lato pende la bilancia. Gli abusi psicologici sono sempre molto sottili e più difficili da identificare come tali. ancora oggi, in una società tanto moderna, mi sembra ke si tenda ancora troppo a considerare tutto ciò ke avviene a parole come "normale amministrazione". Cmq son contenta, abbiamo aperto una discussione davvero carina e soprattutto mooolto attuale credo. Ciao ciao!
    “Ti criticheranno sempre,
    parleranno male di te
    e sarà difficile che
    incontri qualcuno
    al quale tu possa andare
    bene come sei.
    Quindi vivi come credi,
    fai quello che ti dice il cuore
    la vita è come un’opera di teatro
    che non ha prove iniziali.
    Canta, ridi, balla, ama
    e vivi intensamente ogni
    momento della tua vita
    prima che cali il sipario
    e l’opera finisca senza applausi. ”

  8. #8
    Partecipante L'avatar di ***pà***
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    Riferimento: Stalking

    Buonasera a tutti..
    Anzitutto faccio i complimenti alla sessuologa Di Vaio per la discussione aperta.. Mi interessa molto il comportamento stalker perché credo di aver avuto un'esperienza che vi possa rientrare almeno in parte: confrontando il comportamento del mio ex con quelli di uno stalker dal libro di psicologia sociale, ho notato che ne metteva in atto almeno la metà: appostamenti sotto casa, inseguimenti, telefonate continue,minacce psicologiche (suicidio) e così via.. Mia madre dice che mi sono fissata su di lui, in realtà lei lo adorava! E dopo 4 anni e mezzo che ci siamo lasciati ancora ce l'ha con me perché sostiene che fosse un ragazzo dolcissimo, giusto perché non sa cosa mi "costringeva" (nel senso che se mi rifiutavo poi ne pagavo le conseguenze) a fare.....
    Io ora non lo sento quasi più, anche perché si è fidanzato quasi subito dopo la nostra rottura (sebbene mi abbia cercata per quasi un anno in maniera ossessiva), ma lo sento di tanto in tanto e mi chiede ancora se possa esserci qualcosa tra di noi.. Dopo quello che ho studiato, ad oggi denuncerei un comportamento simile e mi rendo conto che sono stata molto fortunata..anche perché il mio prof di religione al liceo, ascoltando i miei sfoghi (ci ho messo un bel pò a lasciarlo perché avevo paura di una sua reazione violenta) mi ha suggerito di lasciarlo per telefono o addirittura in presenza di adulti!! Ci sono riuscita e sono rinata!!
    Non so cos'altro dire, volevo raccontarlo a qualcuno che ne capisce più di me.. In realtà vorrei raccontarlo tante volte fino a che non diventi un'esperienza oggettiva, senza più il peso che aveva una volta (un pò anche adesso) e cioè la paura.. che se prima era di lui adesso è di trovarmi di fronte un "altro lui", che nel conoscere nuove persone devo ammettere che un pò mi "invalida"... Va beh, forse non ho incontrato ancora quello giusto ... Buona serata a tutti..

  9. #9
    Partecipante Affezionato L'avatar di saraebax
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    Riferimento: Stalking

    Prendo spunto dal post di Pà per sottolineare come la difficoltà dell'approccio allo stalking sia in prima battuta diagnosticare che ciò che sta succedendo è qualcosa di poco regolare...
    Molti comportamenti, infatti - telefonate, attese sotto casa (o come meglio dite voi...appostamemti) e dichiarazioni come "senza di te non posso vivere! se non torniamo insieme mi ammazzo!" possono confonderci (e trarre in inganno anche chi con noi si relaziona!) e farci pensare al NORMALE comportamento di un fidanzato/A mollato/A che non si vuole rassegnare e che le prova tutte per tornare insieme.
    E' molto importante non banalizzare e prestare particolare attenzione a come questi comportamenti ci fanno sentire. Se ad esempio, sentiamo che limitano la nostra vita, o invadono la nostra privacy.
    Un buon passo può essere quello di parlarne....

    Non so cos'altro dire, volevo raccontarlo a qualcuno che ne capisce più di me.. In realtà vorrei raccontarlo tante volte fino a che non diventi un'esperienza oggettiva, senza più il peso che aveva una volta (un pò anche adesso) e cioè la paura.. che se prima era di lui adesso è di trovarmi di fronte un "altro lui", che nel conoscere nuove persone devo ammettere che un pò mi "invalida"...

    Condividere può essere un primo passo importante per affronatre la situazione.
    Grazie dei contributi
    Sara Eba Di Vaio - Psicologa e Sessuologa
    Ordine Psicologi Lazio n° 9767

  10. #10
    Matricola
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    Riferimento: Stalking

    Chi vi parla è dall’altra parte della barricata, nel senso che sono stata accusata di fare stalking.
    Spiego brevemente l’accaduto: dopo una breve storia con un uomo, pochi mesi, scopro per pura casualità che ha una relazione; di conseguenza, per averne la certezza, cerco di parlare con quella che poteva essere la sua donna, ma purtroppo prima di parlare con lei, parlo con sua madre al telefono, in quanto pensando di contattare lei, scopro invece che il numero di telefono a lei intestato corrisponde a quello della sua famiglia di origine.
    Insomma, nel tentativo di conoscere la verità che quest’uomo mi nascondeva da mesi, il destino ha voluto che casualmente scoprissi la realtà (non sto a spiegare come, a volte il destino è veramente crudele) e che parlassi con la madre della sua compagna (ovviamente non dicendole nulla, ma soltanto cercando di avere un recapito della figlia) e infine con la donna che aveva una relazione con l’uomo con il quale avevo iniziato una storia.
    Morale: quando ho affrontato l’uomo in questione, dicendogli che avevo capito il suo gioco, sono stata accusata di essere una stalker per aver coinvolto terze persone (la madre della sua compagna), avere invaso la sua vita privata (mi spiegò in seguito, che avevo frainteso quello che stava succedendo fra noi, infatti per lui era solo un’avventura, peccato che non me lo aveva mai detto chiaramente prima, pur capendo che io mi ero innamorata) ed aver fatto 3 telefonate nel giro di 3 giorni.
    Tengo a sottolineare che il mio intento non era assolutamente persecutorio, tanto è vero che dopo quelle 3 telefonate, di cui una fatta erroneamente alla madre di lei, non ho più chiamato né lui né tantomeno la sua compagna, come invece avrebbe potuto fare una donna ferita, in un atto di vendetta o di rabbia; invece, io dopo aver parlato brevemente con la sua donna, per cercare di capire se veramente tra loro c’era una relazione o magari fossero solo amici, mi sono allontanata e chiusa nel mio dolore.
    Mi sembra quindi, che siano completamente assenti 2 elementi fondamentali dello stalking: l’intento persecutorio e la reiterazione del reato.
    Sono convinta, infatti, che la reazione di lui, sia stata semplicemente un tentativo di buttare del fango su di me, per cercare di salvare in qualche modo la sua facciata, dopo aver fatto una figura così meschina.
    Raccontando questa storia, intendo dire che a volte, si tende a strumentalizzare certi reati (forse perché ultimamente se ne parla molto?), a usare troppo facilmente alcune accuse, peraltro gravi e offensive della dignità della persona, per mascherare i propri comportamenti bassi, vili e meschini.

  11. #11
    Partecipante Affezionato L'avatar di saraebax
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    Riferimento: Stalking

    Grazie Stellarara
    per averci offerto un punto di vista diverso.
    La tua storia ci permette di sottolineare l'importanza dell'attenta valutazione dei fatti per poter arrivare ad una "diagnosi" (qualsiasi essa sia!).
    Dal tuo racconto emerge abbastanza chiaramente come le tue chiamate avessero la finalità di far chiarezza, comprendere, non certo di perseguitare o imporre la propria presenza a chi ha fatto (o ancora No ) una scelta.
    Un elemento però (non in un'ottica di stalking, ovviamente!!)mi sento di sottolinearlo nella tua storia:per capire cosa stava avvenendo tra te e lui tu hai sentito, in ogni caso, di dover provare a comunicare con una terza persona. Tu avresti voluto parlare con la sua compagna e ti sei imbattutta nella mamma di lei.
    Il mio augurio è che le relazioni possano essere gestite con chiarezza in tutte le fasi (dall'apertura alla chiusura) anche se ciò che solitamente mi trovo ad ascoltare mi lascia supporre cose diverse...
    Chi ha visto "I giorni dell'abbandono"?
    Trovo sia un film che ben rappresenta la confusione (e le sue conseguenze) di una rottura non chiara...
    Ve lo suggerisco... buona visione
    Sara Eba Di Vaio - Psicologa e Sessuologa
    Ordine Psicologi Lazio n° 9767

  12. #12
    Partecipante Affezionato
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    16-09-2009
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    Riferimento: Stalking

    Ciao Sara,
    anche io sono d’accordo con te quando dici che “le relazioni dovrebbero essere gestite con chiarezza in tutte le fasi (dall'apertura alla chiusura)”, ma, di sovente, verifico, nelle relazioni quotidiane, che non è questa la regola!

    Ci si trova molte volte ad ascoltare storie alla cui base non c’è chiarezza nei rapporti, forse perché prima di arrivare a questo è necessario aver raggiunto una certa maturità nei rapporti.

    Nella relazione con l’altro ci possono essere tante cose che contrastano con la chiarezza: una forma di compensazione delle nostre carenze o dei nostri desideri più profondi, sovente si cerca un rispecchiamento nell’atrro, si ricercano le caratteristiche che si vorrebbero avere e che non si hanno, si cerca un conforto per risollevarsi da una situazione che fa soffrire, ecc.
    E quando ci si affida completamente all’altro per questi motivi, quando la relazione si rompe ci si può trovare di fronte a tante reazioni che manifestano la sofferenza per l’abbandono, arrivando a manifestazioni come lo stalking, in qui l’ossessione della “distruzione simbolica dell’altro” diventa predominante.

    Lo stalker è una persona che ha sviluppato una psicopatologia, in seguito al fatto di aver avuto nel corso della propria vita relazioni disfunzionali con persone significative. E la vittima dello stalker è una persona che non riesce a prenderne le distanze. perché vittima della “sindrome della croce rossina”, di colei che vuole aiutare e salvare l’altro a tutti i costi, a difenderlo dalle sue stesse dalle sue frustrazioni, paure, gelosie, creando in questo modo un ulteriore relazione disfunzionale.
    Da psicoterapeuta consigliere ad entrambi stalker e vittima un percorso che porti ad elicitare queste dinamiche sottostanti e a sostituirle con strutture percettivo-relazionali più funzionali.

    Nella speranza di aver apportato una visione critica del fenomeno dello stalking, rivolgo a tutti un caro saluto.

    Dott.ssa Carmela Verrastro
    Iscritta all’Ordine degli Psicologi col n. 11916

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