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Discussione: A spasso con la bara

  1. #1
    Amus
    Ospite non registrato

    A spasso con la bara

    Rischiavo di relegarlo, con gli altri, nel regno dell'oblio, se non fosse stato per un flash di ricordo apparso in contemporanea al trillo del telefono che mi ha svegliata
    In un luogo aperto tento di rimettere il coperchio ad una grossa bara di legno scuro. Quello che ho a disposizione non dev'essere il coperchio originario tanto che da una parte non coincide neanche e lascia un notevole spazio aperto oltre ad essere di un materiale diverso. Tento di aggiustarlo come meglio posso mentre la bara sta in obliquo. Ricordo una grossa fune legata all'estremitā della bara e l'altro capo stretto dal mio pugno, mentre manipolo non me lo lascio sfuggire. E' implicito che serve per trascinarla con me e credo di averla trascinata nella parte di sogno che non ricordo. Non un'idea sul contenuto della bara, serenitā come se si trattasse di "nulla".
    In un'altra parte del sogno sono da una mia zia che non vedo da anni e che non stimo affatto, ha una grande stanza da bagno, č spropositata, mi guardo intorno e vedo i sanitari ma non la vasca che so essere chiusa all'interno di uno stanzino di cui vedo la porta. Mi chiedo quale sia il senso di avere la vasca dentro una stanza che a sua volta si trova in un'altra stanza in sogno penso che deve trattarsi di una casa molto antica e "forse" un tempo si cercava un'intimitā al momento del bagno I sanitari sembrano piccoli perchč lontani, c'č un sacco di spazio vuoto...
    Nell'ultimo spezzone vedo una mia amica un tempo cara, č delusa che io sia giā andata a Roma senza dirle nulla...

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
    Data registrazione
    11-04-2002
    Residenza
    torino
    Messaggi
    1,253
    non ti arrabbiare ma ... mi č sembrato di vederti, un po' affannata, un po' goffa ... camminare/cercare di avanzare trascinandoti dietro, attaccata alla fune ... la bara!!! Che essendo aperta o semichiusa, in ogni modo non "sigillata", si ribaltava, aprendosi del tutto e lasciando sul terreno il suo "contenuto" ...

    (Nota a margine, credo molto importante, nello scrivere il testo ho commesso almeno 3 - TRE lapsus di scrittura (mi correggo 4, uno nello scrivere la nota) tutti nelle coniugazioni dei verbi e scrivendo io molto lentamente alla tastiera, non posso nemmeno invocare la velocitā come causa)
    "Il Signore, il cui oracolo č a Delfi, non dice nč cela, ma accenna" Eraclito

  3. #3
    Amus
    Ospite non registrato
    Potrei conoscere, nello specifico, i lapsus?

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