In una discussione aperta nel 2005 (Consulenze psicologiche on line) il collega Artale nel suo primo intervento chiede e propone , tra l'altro, che si espliciti:
"9) Una seria distinzione tra consulenze psicologiche e vera e propria psicoterapia a distanza (laddove tale distinzione esistesse realmente), [I]argomento che inevitabilmente dovrà essere prima o poi affrontato"...
Non sembra perciò che la distinzione tra consulenza e psicoterapia su internet sia proprio chiara, almeno all'inizio della discussione.
Penso che la semplice consulenza dovrebbe limitarsi a dare delle indicazioni di carattere informativo, anche clinico se necessario, ma sempre un po' in generale, non sconfinando in veri e propri "interventi" rivolti al soggetto e che abbiano una valenza terapeutica che oltrepassa la semplice informazione.
Tuttavia questo sconfinamento credo proprio che sia possibile e non è detto che sia avventato, non appropriato, non efficace.
Sostengo cioè che si possa fare psicoterapia anche con la sola mediazione della comunicazione scritta proprio perchè la comunicazione scritta stessa può essere oggetto di psicodiagnosi.
Nella richiesta scritta di consulenza infatti, lo psicologo può rinvenire, oltre ai significati espliciti espressi, quelli che chiamo "aspetti paralinguistici della lingua scritta" e che rimandano ad aspetti della produzione linguistica non strettamente connessi alla semantica. Essi sono ad es. la configurazione delle frasi, la scelta delle parole e della punteggiatura, la fluidità dell'espressione, tutto ciò insomma che caratterizza il "modo" con cui lo scrivente ha scelto di dire determinati concetti e che lo differenzia ovviamente da tutti gli altri individui.
Questi aspetti paralinguistici per loro natura possono dare informazioni utili sullo stato d'animo, le emozioni, i blocchi ecc. dello scrivente che spesso sono inconsci allo scrivente stesso; costituiscono, si potrebbe dire, l'equivalente della comunicazione non verbale propriamente detta.
Se si pensa poi che sarebbe possibile unire alla comunicazione scritta anche un contatto video, non si capisce perchè vietare così rigorosamente di effettuare psicodiagnosi on line (e conseguentemente la psicoterapia) e soprattutto non si capisce perchè sia così rigoroso in questo divieto
l'Ordine del Lazio mentre ho letto che altri Ordini sono molto più permissivi e la lettera del dr. Artale lo conferma in qualche modo.
Una tale analisi psicologica di un testo è stata compiuta recentemente anche da uno studio di R. Carli e M.R. Paniccia dell'Università La sapienza di Roma con l'ausilio alla mente umana di calcolatori (vedi "L'analisi emozionale del testo" degli stessi autori)
Personalmente ho fornito un saggio di come si possa analizzare psicologicamente un testo, limitandosi alle informazioni da esso ricavabili, in una mia recente pubblicazione: "Il Vangelo secondo una psicologa" di cui è rinvenibile un'anteprima nel mio sito www.valentinasciubba.it.
Benchè questa sia per forza di cose anhe una promozione, tuttavia vuole mostrare come sia in effetti possibile fare psicodiagnosi anche soltanto applicando gli strumenti in possesso dello psicologo a un semplice testo, senza l'ausilio di altre fonti di informazione.
Ovviamente proprio per la mancanza di altri mezzi di informazione (osservazione visiva, uditiva, test ecc) può essere consigliabile utilizzare qualche cautela in più nel comunicare o utilizzare una psicodiagnosi di tal genere.