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  1. #1

    per chi vuole dirmi la sua

    Ciao a tutti, volevo rubarvi un po' di tempo e chiedere (a chi lo vuole) di lasciare un parere.
    Sono laureata in psicologia (ovviamente) e iscritta all'albo. Ad oggi comunque non lavoro come psicologa, ma lavoro in una serie di progetti e in pratica faccio un po' di tutto (un po' l'educatore, un po' anche l'assistente sociale, l'operatore.... quello che esce da fare). Lavoro con passione e la qualità del mio lavoro mi viene anche riconosciuta.
    Il fatto è che da anni sono in terapia per stati d'ansia (prima attacchi di panico e da molto ormai per una costante paura del giudizio degli altri).
    Il dubbio che spesso mi pongo è se questa mia ansia possa rendermi inadatta a fare questo lavoro. L'eterno dubbio è "è vero che una persona che non è in equilibrio con se stessa non può aiutare gli altri?". Preciso che il mio lavoro mi piace e che anche l'ambiente di lavoro è ottimo.
    Grazie per l'attenzione e grazie in anticipo a chi vorrà lasciare un parere.
    Ultima modifica di coccinella1981 : 26-10-2009 alle ore 15.22.44

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    06-06-2006
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    Riferimento: per chi vuole dirmi la sua

    Non saprei risponderti..anche perché non ti conosco... A parte il fatto che io fatico a dare una definizione di una persona che è in equilibrio con se stessa, ti propongo di rivolgere questo tuo dubbio al tuo terapeuta. Magari potrai discutere con lui anche il motivo che ti porta a farti questa domanda ora e non prima....
    So di non esserti stata d'aiuto, ma non saprei davvero cosa rispondere se non quello che ho scritto più sopra.
    Eli

  3. #3

    Riferimento: per chi vuole dirmi la sua

    Grazie Eli,
    la domanda non me la sono posta ora, ma me la sono posta molto spesso. Ne abbiamo parlato a fondo con il mio terapeuta che crede invece che io faccia bene il mio lavoro. Ma la paura del giudizio degli altri forse ancora una volta è più forte delle conferme che mi arrivano. Ne parleremo ancora e spero vivamente di riuscire, non dico a risolvere completamente il mio problema, ma quantomeno a farne fronte serenamente.

  4. #4
    darlinda
    Ospite non registrato

    Riferimento: per chi vuole dirmi la sua

    Per Coccinella 1981,l'aver provato la sofferenza può aiutarti nel mestiere,il problema è la sicurezza in te stessa,appena capirai quale importanza dare ai giudizi altrui,potrai aggiungere anche la consapevolezza al tuo curriculum.

  5. #5
    Partecipante Esperto
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    toscana
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    Riferimento: per chi vuole dirmi la sua

    Citazione Originalmente inviato da coccinella1981 Visualizza messaggio
    Ciao a tutti, volevo rubarvi un po' di tempo e chiedere (a chi lo vuole) di lasciare un parere.
    Sono laureata in psicologia (ovviamente) e iscritta all'albo. Ad oggi comunque non lavoro come psicologa, ma lavoro in una serie di progetti e in pratica faccio un po' di tutto (un po' l'educatore, un po' anche l'assistente sociale, l'operatore.... quello che esce da fare). Lavoro con passione e la qualità del mio lavoro mi viene anche riconosciuta.
    Il fatto è che da anni sono in terapia per stati d'ansia (prima attacchi di panico e da molto ormai per una costante paura del giudizio degli altri).
    Il dubbio che spesso mi pongo è se questa mia ansia possa rendermi inadatta a fare questo lavoro. L'eterno dubbio è "è vero che una persona che non è in equilibrio con se stessa non può aiutare gli altri?". Preciso che il mio lavoro mi piace e che anche l'ambiente di lavoro è ottimo.
    Grazie per l'attenzione e grazie in anticipo a chi vorrà lasciare un parere.
    Nessuno meglio di te può sapere quanto il tuo stato negativo psichico può influire sul tuo lavoro e sul modo in cui svolgi la professione di aiuto.

    Nessuno può sapere se quando sei al lavoro riesci a alsciare i tuoi problemi fuori dalla porta.

    Ti ricordo che il lavoro su progetti sociali è molto diverso dal lavoro di psicologo con paziente individuale, e che nè per gli educatori nè per noi assitenti sociali è previsto un percorso di terapia personale come è previsto per gli psicoterapeuti, forse perchè spesso il nostro lavoro si svolge in maniera più pratica, più sull'ambiente che sul singolo....

    Adesso sono off topic ma è una cosa che mi preme.
    Ricordati che per fare l'assitente sociale si deve essere iscritti ad un albo con relativo esame di stato, forse è stata una leggerezza la tua ma meglio che non tu non dica più che fai un pò l'assitente sociale perchè per assurdo potresti essere denunciata per l'esercizio abusivo della professione.

    Io, pur lavorando con le persone e facendo colloqui anche individuali non direi mai " faccio un pò la psicologa" per rispetto della mia professione e della professione degli psicologi.

    Sicuramente la tua è stata una leggerezza, credo, perchè le professioni del sociale in certi punti si somigliano.

    Se invece tu svolgessi davvero dei compiti riservati per legge alle assistenti sociali, ripeto, faresti un abuso professionale.

  6. #6
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    09-02-2002
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    Roma
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    Riferimento: per chi vuole dirmi la sua

    Ognuno di noi, nella sfera privata, vive i propri drammi e ha difficoltà di svariati tipi. Gli psicologi non siamo perfetti, anzi, spesso decidiamo di fare psicologia perché possediamo una forte sensibilità umana che ci permette di accostarci con molta facilità al prossimo.

    Questo significa che anche uno psicologo può avere le proprie debolezze, le quali possono inficiarne la professione, ma anche no. Il tutto sta nella capacità di gestire il proprio problema personale e tu, nel porti questo problema e parlandone con il tuo terapeuta, inizi a gestire il tutto col piede giusto.

    Posso, se lecito, chiederti se hai scoperto a cosa si riferiscono questi attacchi di panico? Ovvero, se sono associati a qualcosa di specifico, come il lavoro o la presenza di una persona, che so...?

  7. #7
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: per chi vuole dirmi la sua

    Citazione Originalmente inviato da darlinda Visualizza messaggio
    Per Coccinella 1981,l'aver provato la sofferenza può aiutarti nel mestiere,il problema è la sicurezza in te stessa,appena capirai quale importanza dare ai giudizi altrui,potrai aggiungere anche la consapevolezza al tuo curriculum.
    da un certo punto di vista, sono d'accordo con darlinda: nel linguaggio fenomenologico si dice che la sofferenza è una possibilità immanente dell'essere umano, proprio perché ognuno di noi, se soggetto a certe esperienze di vita, può provare degli stati interiori di disagio e sofferenza privati, ma che sono possibilità universali perché appartengono alla nautura di ognuno. Il fatto di sperimentarli ed elaborarli può aiutare a empatizzare con la sofferenza altrui.
    in sintesi, non è la sofferenza in sé a causare problemi, ma come viene gestita. E' ovvio che essendo psicologa ti devi confrontare con questo disagio e gestirlo. Ma a quanto pare lo stai già facendo con il tuo terapeuta.


    Da un altro punto di vista, se prendiamo come assunto la teoria freudiana, i conflitti inconsci (che stanno alla base dei sintomi) costituiscono delle "macchie cieche" (1912) che impediscono, controtransferalmente, di vedere nel paziente gli aspetti che sono in "risonanza" con il disagio del terapeuta. Anche in questo caso Freud dice di fare un'analisi personale per elaborare questi aspetti.

    in conclusione, il mio pensiero è che non è il disagio in sé a creare il problema, ma il non affrontarlo con qualcuno.
    Ultima modifica di Johnny : 17-11-2009 alle ore 14.42.26

  8. #8

    Riferimento: per chi vuole dirmi la sua

    Ciao ragazzi, grazie a tutti per i vostri pareri. Mi sono stati tutti molto utili. Credo di essere sulla strada giusta, anche se a volte mi faccio un po' prendere dallo sconforto.

    Per monicadal: mi spiace per l'equivoco, la mia è stata sicuramente una leggerezza, nel senso che per stringere un po' il contenuto e non star qui a spiegarvi cosa faccio filo per segno ho scritto così, ma non faccio sicuramente nè l'assistente sociale, nè l'educatore... ma apprezzo la tua precisazione e la condivido perchè ogni professione ha la propria formazione e peculiarità. Rispetto al fatto che il lavoro di assistente sociale non richieda un percorso di psicoterapia personale perchè si lavora sull'ambiente io non sono molto d'accordo. Lavorare sull'ambiente significa anche e per prima cosa lavorare con le persone e sulle relazioni tra le persone. Credo piuttosto che non richieda un percorso di terapia individuale perchè ci sono obiettivi e metodologie diverse rispetto al lavoro di uno psicoterapeuta....

    Per pinga: intanto ti ringrazio, le tue parole sono quelle che hanno risuonato di più dentro di me. Rispetto al motivo degli attacchi di panico preciso che al momento è da molti anni che non ho più attacchi di panico. Piuttosto ora ho più problemi di insicurezza e paura di essere giudicata mal con conseguente mio senso di pesantezza nel fare ogni cosa. In ogni caso questi miei problemi non sono legati assolutamente a nessuna persona... anzi ho colleghi adorabili che tra l'altro conoscono anche la mia situazione. Forse magari la cosa si accentua di più quando sento una responsabilità maggiore nelle cose, ma non ho notato nemmeno una coincidenza con particolari situazioni.

    Ma nessun altro ha mai vissuto una situazione come la mia o simile alla mia?

    Grazie a tutti

  9. #9
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: per chi vuole dirmi la sua

    Per monicadal: mi spiace per l'equivoco, la mia è stata sicuramente una leggerezza, nel senso che per stringere un po' il contenuto e non star qui a spiegarvi cosa faccio filo per segno ho scritto così, ma non faccio sicuramente nè l'assistente sociale, nè l'educatore... ma apprezzo la tua precisazione e la condivido perchè ogni professione ha la propria formazione e peculiarità. Rispetto al fatto che il lavoro di assistente sociale non richieda un percorso di psicoterapia personale perchè si lavora sull'ambiente io non sono molto d'accordo. Lavorare sull'ambiente significa anche e per prima cosa lavorare con le persone e sulle relazioni tra le persone. Credo piuttosto che non richieda un percorso di terapia individuale perchè ci sono obiettivi e metodologie diverse rispetto al lavoro di uno psicoterapeuta....

    Vero, condivido, è la diversa metodologia che non richiede un percorso personale...non tanto il soggetto e le problematiche sulle quali si lavora che sono spesso le stesse....ti ringrazio di avermelo fatto ricordare!!!!

    Sai a volte nella nostra pratica lavorativa si finisce per fare 3mile cose, di cui molti adempimenti burocratici e ci si dimentica poi che la cosa + importante è la relazione con l'utente. Purtroppo le scarse risorse e la cronica mancanza di personale ci spingono a diventare sempre + degli automi....

    E comunque credo che a tante mie colleghe un pò di lavoro fatto con un professionista su se stesse non farebbe poi male...

  10. #10
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: per chi vuole dirmi la sua

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    Nessuno meglio di te può sapere quanto il tuo stato negativo psichico può influire sul tuo lavoro e sul modo in cui svolgi la professione di aiuto.

    Nessuno può sapere se quando sei al lavoro riesci a alsciare i tuoi problemi fuori dalla porta.

    Ti ricordo che il lavoro su progetti sociali è molto diverso dal lavoro di psicologo con paziente individuale, e che nè per gli educatori nè per noi assitenti sociali è previsto un percorso di terapia personale come è previsto per gli psicoterapeuti, forse perchè spesso il nostro lavoro si svolge in maniera più pratica, più sull'ambiente che sul singolo....

    Adesso sono off topic ma è una cosa che mi preme.
    Ricordati che per fare l'assitente sociale si deve essere iscritti ad un albo con relativo esame di stato, forse è stata una leggerezza la tua ma meglio che non tu non dica più che fai un pò l'assitente sociale perchè per assurdo potresti essere denunciata per l'esercizio abusivo della professione.

    Io, pur lavorando con le persone e facendo colloqui anche individuali non direi mai " faccio un pò la psicologa" per rispetto della mia professione e della professione degli psicologi.

    Sicuramente la tua è stata una leggerezza, credo, perchè le professioni del sociale in certi punti si somigliano.

    Se invece tu svolgessi davvero dei compiti riservati per legge alle assistenti sociali, ripeto, faresti un abuso professionale.
    ma che bell'intervento giudicante che le hai fatto!
    fantastico davvero. vediamo che ti risponde.
    leggerezze psicologiche...


    ciaz.

  11. #11
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: per chi vuole dirmi la sua

    Citazione Originalmente inviato da coccinella1981 Visualizza messaggio
    Ciao a tutti, volevo rubarvi un po' di tempo e chiedere (a chi lo vuole) di lasciare un parere.
    Sono laureata in psicologia (ovviamente) e iscritta all'albo. Ad oggi comunque non lavoro come psicologa, ma lavoro in una serie di progetti e in pratica faccio un po' di tutto (un po' l'educatore, un po' anche l'assistente sociale, l'operatore.... quello che esce da fare). Lavoro con passione e la qualità del mio lavoro mi viene anche riconosciuta.
    Il fatto è che da anni sono in terapia per stati d'ansia (prima attacchi di panico e da molto ormai per una costante paura del giudizio degli altri).
    Il dubbio che spesso mi pongo è se questa mia ansia possa rendermi inadatta a fare questo lavoro. L'eterno dubbio è "è vero che una persona che non è in equilibrio con se stessa non può aiutare gli altri?". Preciso che il mio lavoro mi piace e che anche l'ambiente di lavoro è ottimo.
    Grazie per l'attenzione e grazie in anticipo a chi vorrà lasciare un parere.
    Ciao Coccinella.

    Perché mai dovresti essere "inadatta" a fare quel lavoro? Per l'ansia? Starei fresco se non provassi ansia di fronte ad un paziente... sarei una macchina diagnosticas, non un uomo.

    E, davvero, lo trovi qualcuno che "sia in equilibrio con se stesso" sempre, in ogni ora del giorno e della notte, in qualsiasi situazione? Io un animale così non l'ho (ancora) mai incontrato.

    Siamo quelli che siamo, e facciamo quel che possiamo con quel che siamo.
    Magari non sarà la perfezione, però sarà sicuramente meglio del nulla.

    Continua. Preferisco un terapeuta ansioso che sa di esserlo ad uno psicopatico che ignora di esserlo...

    Buona vita
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  12. #12

    Riferimento: per chi vuole dirmi la sua

    Grazie Willy è veramente bello sentire le tue parole, soprattutto da uno psicologo, che è la figura professionale di cui temo di più il giudizio di inadeguatezza.

    Rispetto alle parole invece che mi ha scritto monicadal vorrei far notare che ho già risposto... e comunque per la cronaca non l'ho vissuto come un intervento giudicante..... EVVIVA!

  13. #13
    Partecipante Esperto
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    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    ma che bell'intervento giudicante che le hai fatto!
    fantastico davvero. vediamo che ti risponde.
    leggerezze psicologiche...


    ciaz.
    Beh, se dire le cose come stanno per legge è essere giudicanti.....

    Comunque non mi sembra che il mio messaggio sia stato frainteso dalla persona alla quale era rivolto, e comunque direi

    giustamente giudicante, tenendo conto anche che in molti messaggi all'interno di questo forum abbondano i messaggi scritti da psicologi
    dove coloro che scrivono non perdono occasione - e aggiungo anche qui, giustamente - di sottolineare quali sono i vostri compiti, quali spettano per legge voi e quanto e visto quanto difendete la vostra professione corporativamente, chiedendo l'intervento dell'ordine ogniqualvolta vi sembra che qualcuno esercizi in modo abusivo le competenze riservate a voi in modo esclusivo, non vedo perchè anche gli sltri professionisti come me non debbano avere il giusto spirito difensivo a proposito della propria specificità professionale.....

    O solo gli psicologi sono liberi di difendere la propria professione????
    Ultima modifica di monicadal : 20-11-2009 alle ore 21.28.07

  14. #14
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: per chi vuole dirmi la sua

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    Sì, direi anzi giustamente giudicante, tenendo conto anche che in molti messaggi all'interno di questo forum abbondano i messaggi scritti da psicologi
    dove coloro che scrivono non perdono occasione - e aggiungo anche qui, giustamente - di sottolineare quali sono i vostri compiti, quali spettano per legge voi e quanto e visto quanto difendete la vostra professione corporativamente, chiedendo l'intervento dell'ordine ogniqualvolta vi sembra che qualcuno esercizi in modo abusivo le competenze riservate a voi in modo esclusivo, non vedo perchè anche gli sltri professionisti come me non debbano avere il giusto spirito difensivo a proposito della propria specificità professionale.....

    O solo gli psicologi sono liberi di difendere la propria professione????
    scusa, sorge la domanda: che professione professi?
    quindi il tuo era una specie di intervento rivendicativo? una specie di rappresaglia morale?
    ................

    ma, lasciamo perdere, dopo tutto non è stato visto come intervento giudicante.
    equivoco.



    ciaz.

  15. #15
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: per chi vuole dirmi la sua

    ..ma credevo che fosse chiara la mia professione dato il mio intervento....
    non era vendicativo ma puntualizzante e precisante...

    Ho notato come questo forum è spesso letto anche da non professionisti, da clienti, pazienti o semplici interessati alla psicologia.

    Non mi piaceva che potesse passare una immagine che fa confusione tra le professioni di psicologo e di assitente sociale, tutto qui....

    Già gli utenti fanno fatica a capire il valore delle professioni che "curano" attraverso il dialogo...cerchiamo almeno noi professionisti di non generare maggior confusione...

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