Questa è una tematica che mi ha sempre toccata da molto vicino, perchè malgrado sia stata cresciuta da mia mamma, mio padre mi abbandonò quando avevo soltanto 4 anni e le mie sorelle ne avevano 3 e 5.
Nostra madre ci chiese da subito di non parlare più di nostro padre. E cosi, la persona che avevo amato di più sino a lì, che mi faceva divertire e ridere tantissimo, che aveva sempre una sorpresa o una barzeletta nuova, ha smesso di esistere non soltanto nelle nostre vite, ma anche nelle nostre conversazioni.
Ma volentieri o no, tenni sempre con me dei ricordi di lui. Ricordavo il suo nome, il suo compleanno, il suo viso, la sua voce, ma sopratutto due momenti vissuti con lui che, malgrado l'odio che provavo, mi strappavano sempre un sorriso quando ci pensavo.
Tutt'ora quei momenti ancora mi riscaldano il cuore e tutt'ora ancora soffro per quanto fece mio padre. Ma non soltanto per quanto fece allora - sono passati quasi 29 anni da quando ci abbandonò.
Ma a 21 anni, ero stanca di odiare. Dopo 17 anni di odio profondo e rancore nella mia vita, volevo dare un nuovo rumo a quello che provavo - volevo incontrarlo. Lo cercai, lo incontrai, ci parlai e da li lo vidi altre 6 volte, l'ultima di cui a capodanno del 2003. Da lì, ebbe il modo di infliegermi altre ferite che si mescolarono con quella precedente e misero a dura prova la mia decisione di non più odiare...
Sarebbe troppo lunga raccontarle tutte, per cui mi soffermo su una di quelle che mi fece più male.
Nel 2005, dovevo sposarmi. Lo chiamai, non rispose. Chiamai a casa, rispose la mia matrigna con cui ho un rapporto d'oro e mi disse che gli avrebbe detto di richiamarmi. Passò una settimana e niente. Io richiamai, gli chiesi se lei gli aveva datto il mio messaggio e lui disse: "ha detto che ti sposi o qualcosa di simile"

E ora giungiamo alla ragione per cui vi ho raccontato tutto questo... Mi è stato consigliato di scrivere la mia storia e avendo sempre amato scrivere, vorrei poter scriverne un libro. Probabilmente, a libro ultimato, potrei spedirgliene una copia come prova del mio talento. Ma so che servirebbe sopratutto a me, per liberarmi del peso di tutto quello che fece, ma anche per aiutare altri che come me tutt'ora combattono con fantasmi simili.
Se ricordate, vi ho spiegato che mia mamma rese tutti i discorsi su mio padre (vedete? Non riesco a riferirmi a lui come mio "papà") tabu. Como possono reaggire tre bambine tra i 3 e i 5 anni ad una simile richiesta? Secondo voi, quale sarebbe la prima reazione?
Vorrei poter descriverla nel libro. Raccontare il "prima" (tutti i fine settimana in giro, tricicli, tanti giochi insieme - e sopratutto quei due momenti a me tanto cari), il "durante" (l'imparare a vivere senza lui in casa e sopratutto senza parlarne) e il "dopo" (il crescere senza la figura paterna, ritrovarlo, naturalmente con delle aspettattive, provare a costruirci un rapporto).

Vi ringrazio da ora e vi chiedo scusa della lunghezza del messaggio.