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Visualizzazione risultati 1 fino 13 di 13
  1. #1
    Partecipante Figo L'avatar di cuore.83
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    06-09-2006
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    Dilemma: analista e/o supervisore?

    Ragazzi...
    mi è stato suggerito di aprire una nuova discussione, dato che ho un dubbio:

    può l'analista personale coincidere col supervisore dei clienti/pazienti?


    grazie
    "Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei fiori, delle stelle...e passano accanto a se stesse senza meravigliarsi"


  2. #2
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Riferimento: Dilemma: analista e/o supervisore?

    Solitamente no, ma dipende se ti riferisci ad analista parlando di psicoanalista o usando il termine in modo generico. In alcuni orientamenti non ci sono, infatti, distinzioni così nette come in psicoanalisi.

    Saluti
    gieko

  3. #3
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Dilemma: analista e/o supervisore?

    Solitamente no, ma dipende se ti riferisci ad analista parlando di psicoanalista o usando il termine in modo generico. In alcuni orientamenti non ci sono, infatti, distinzioni così nette come in psicoanalisi.
    A onor del vero le distinzioni nette non ci sono nemmeno in psicoanalisi, è possibile che il proprio analista sia anche quello che segue il controllo.

    Saluti,
    ikaro

  4. #4
    Partecipante Figo L'avatar di cuore.83
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    06-09-2006
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    771

    Riferimento: Dilemma: analista e/o supervisore?

    analista in quanto analista transazionale!
    credo che il proprio analista sia il miglior supervisore in quanto scorge più facilmente eventuali errori o accorgimenti vari...proprio in qualità del fatto che conosce bene le nostre risposte controtransferali...che dite?
    "Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei fiori, delle stelle...e passano accanto a se stesse senza meravigliarsi"


  5. #5
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    provincia di Varese
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    Riferimento: Dilemma: analista e/o supervisore?

    Ripetola risposta che avevo già dato il altro post...è possibile,nessuno lo vienta, ma per il mio personale parere è meglio che siano distinti.

  6. #6
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Dilemma: analista e/o supervisore?

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    A onor del vero le distinzioni nette non ci sono nemmeno in psicoanalisi, è possibile che il proprio analista sia anche quello che segue il controllo.

    Saluti,
    ikaro
    Non mi è mai capitato di sentire di qualcosa del genere. So di pochi casi in cui l'analista è diventato supervisore dopo aver terminato l'analisi, ma in contemporanea non ne ho mai sentito parlare...

    Saluti
    gieko

  7. #7
    Partecipante Figo L'avatar di cuore.83
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    Riferimento: Dilemma: analista e/o supervisore?

    Citazione Originalmente inviato da pimo_eli Visualizza messaggio
    Ripetola risposta che avevo già dato il altro post...è possibile,nessuno lo vienta, ma per il mio personale parere è meglio che siano distinti.
    non è deontologicamente scorretto...quindi perchè meglio distinti?
    "Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei fiori, delle stelle...e passano accanto a se stesse senza meravigliarsi"


  8. #8
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Dilemma: analista e/o supervisore?

    Citazione Originalmente inviato da cuore.83 Visualizza messaggio
    analista in quanto analista transazionale!
    credo che il proprio analista sia il miglior supervisore in quanto scorge più facilmente eventuali errori o accorgimenti vari...proprio in qualità del fatto che conosce bene le nostre risposte controtransferali...che dite?
    Che si sovrappongono aree di intervento e funzioni logiche, col rischio di perdere la richezza di un altro sguardo, quello del supervisore appunto.

    Saluti
    gieko

  9. #9
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    06-07-2004
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    Riferimento: Dilemma: analista e/o supervisore?

    Non mi è mai capitato di sentire di qualcosa del genere. So di pochi casi in cui l'analista è diventato supervisore dopo aver terminato l'analisi, ma in contemporanea non ne ho mai sentito parlare...
    Eh, immagino.. Ma il punto è che non è affatto chiaro il perchè le 2 figure debbano essere per forza distinte. Ora, non dico che sia un male tenerle distinte, ma vorrei capire perchè lo ritieni necessario.

    Saluti,
    ikaro

  10. #10
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Dilemma: analista e/o supervisore?

    Che si sovrappongono aree di intervento e funzioni logiche, col rischio di perdere la richezza di un altro sguardo, quello del supervisore appunto.
    Beh, ma si tratta di aree di intervento che sono in continuità, se anche si sovrappongono qual è il rischio? Se l'analista, in supervisione, occupa la posizione del supervisore perchè dovrebbe perdersi quello sguardo?

  11. #11
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Dilemma: analista e/o supervisore?

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Eh, immagino.. Ma il punto è che non è affatto chiaro il perchè le 2 figure debbano essere per forza distinte. Ora, non dico che sia un male tenerle distinte, ma vorrei capire perchè lo ritieni necessario.
    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Beh, ma si tratta di aree di intervento che sono in continuità, se anche si sovrappongono qual è il rischio? Se l'analista, in supervisione, occupa la posizione del supervisore perchè dovrebbe perdersi quello sguardo?
    Ritengo che ci siano diversi ordini di motivi. In primo luogo la distinzione è a salvaguardia del lavoro di analisi, dove il presupposto logico sono le libere associazioni finalizzate al processo di cura dell'analizzando mediante la creazione di un campo analitico (nevrosi di transfert). In una supervisione il lavoro ha una finalità differente (verifica di un caso) e quindi utilizza strumenti differenti. Il presupposto non sono le libere associazioni, ma l'esposizione del caso ed il lavoro è finalizzato a valutare le caratterstiche del campo creatosi tra candidato e paziente (e non tra supervisiore e candidato). Sinceramente vedo come piuttosto problematica la possibilità di scindere queste due funzioni, visto che il setting (in entrambi i casi) va possibilmente lasciato il più sgombro possibile. Esercitare le due funzioni in contemporanea va nella direzione opposta.
    Il secondo motivo è l'evitamento dell'autoreferenzialità: per questo ritengo che l'opportunità di fare supervisione con almeno 2 analisti, oltre che disgiungere le figure di analista personale e supervisore, sia buona cosa. La coppia analitica, per quanto creativa e produttiva, viaggia comunque su binari limitati dalla relazione che si è instaurata tra analista e paziente. Mettersi a confronto con un altra persona o due (o più...) significa poter cogliere in maniera più ricca le sfaccettature.

    Saluti
    gieko

  12. #12
    Partecipante Super Esperto
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    Riferimento: Dilemma: analista e/o supervisore?

    Se ho ben letto nell'altro post, mi sembra di capire che non sia stata una tua idea/fantasia quanto una proposta dell'analista che VUOLE farti da supervisore.
    Credo che questo sia un elemente in più sul quale riflettere...
    a me in questo caso sa di controllo, di non accettare la crescita dell'altro, di voler a tutti i costi non abbandonare un rapporto anche economico semplicemente cambiando i termini, ...

    Se invece ho capito male ed è il contrario, mi interrogherei comunque sul perchè a te sia venuta una simile fantasia: non vuoi terminare il rapporto con lui, la vostra coppia ti dà una maggior sicurezza nell'iniziare a lavorare, non riesci ancora a viverti come pari ma devi mantenere un rapporto "subordinato", ...

    Insomma non so cosa sia giusto o sbagliato a priori, ma credo che comprendere i motivi di questa scelta sia già un grosso passo per risolvere il quesito (che può avere diverse risposte a seconda delle variabili in gioco...)
    Vimae

  13. #13
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Dilemma: analista e/o supervisore?

    In primo luogo la distinzione è a salvaguardia del lavoro di analisi, dove il presupposto logico sono le libere associazioni finalizzate al processo di cura dell'analizzando mediante la creazione di un campo analitico (nevrosi di transfert).
    Sì, ma perchè un lavoro di supervisione con lo stesso analista avrebbe ricadute sul lavoro di analisi, in quanto basato sulle libere associazioni?

    In una supervisione il lavoro ha una finalità differente (verifica di un caso) e quindi utilizza strumenti differenti. Il presupposto non sono le libere associazioni, ma l'esposizione del caso ed il lavoro è finalizzato a valutare le caratterstiche del campo creatosi tra candidato e paziente (e non tra supervisiore e candidato).
    Ok, vedi sopra.

    Sinceramente vedo come piuttosto problematica la possibilità di scindere queste due funzioni, visto che il setting (in entrambi i casi) va possibilmente lasciato il più sgombro possibile. Esercitare le due funzioni in contemporanea va nella direzione opposta.
    Bisognerebbe capire sgombro di cosa. Non è che si va a giocare a freccette con l'analista-supervisore, io non vedo due direzioni opposte, vedo 2 lavori che sono in continuità, specialmente nella formazione psicoanalitica.

    Il secondo motivo è l'evitamento dell'autoreferenzialità: per questo ritengo che l'opportunità di fare supervisione con almeno 2 analisti, oltre che disgiungere le figure di analista personale e supervisore, sia buona cosa. La coppia analitica, per quanto creativa e produttiva, viaggia comunque su binari limitati dalla relazione che si è instaurata tra analista e paziente. Mettersi a confronto con un altra persona o due (o più...) significa poter cogliere in maniera più ricca le sfaccettature.
    Mah.. Sicuramente è interessante fare supervisione con 2 analisti diversi, resto comunque convinto che sia possibile, e al tempo stesso che possa essere altrettanto produttivo, fare una supervisione con il proprio analista.

    Saluti,
    ikaro

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