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  1. #1
    Matricola L'avatar di yofi
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    02-02-2004
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    Roma
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    25

    Terapia a una conoscente?

    Dunque...ho da poco aperto uno studio e una mia conoscente mi ha chiesto di essere "presa"...io sono molto perplessa in quanto credo che amici e conoscenti non dovrebbero mai diventare dei pazienti...( la scuola analitica insegna).
    Alcuni colleghi mi consigliano invece di prenderla per "iniziare" ma a me non sembra corretto.....voi che dite mi faccio troppi problemi ?
    Che fareste al mio posto?

    saluti a tutti

  2. #2
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Milano
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    2,312

    Riferimento: Terapia a una conoscente?

    Scuola analitica o no, conoscenti ed amici non si prendono in carico. I motivi sono fin troppo ovvi. Peraltro è anche proibito dal codice deontologico (art. 28).
    Un pensiero va ai tuoi colleghi, che evidentemente per "iniziare" non ci vanno troppo sul sottile, non accorgendosi che così si finisce prima di aver cominciato.

    Saluti
    gieko

  3. #3
    Matricola L'avatar di yofi
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    02-02-2004
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    Roma
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    25

    Riferimento: Terapia a una conoscente?

    Si infatti mi trovo i sintonia con quel che dici, e alla persona in questione ho già comunicato l'impossibilità di prenderla in carico dato che ho sempre ritenuto che la psicologia sia una cosa molto seria mentre così si rischia di fare una chiacchierata tra amici....e per quella si può trovare una altro spazio e un altro tempo!
    dato che mi sono sentita accusare di "rigidità" in merito alla mia scelta, cercavo un riscontro anche da parte vostra, ben felice di trovarlo!

  4. #4
    Partecipante Assiduo
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    18-02-2005
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    Riferimento: Terapia a una conoscente?

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Scuola analitica o no, conoscenti ed amici non si prendono in carico. I motivi sono fin troppo ovvi. Peraltro è anche proibito dal codice deontologico (art. 28).
    Un pensiero va ai tuoi colleghi, che evidentemente per "iniziare" non ci vanno troppo sul sottile, non accorgendosi che così si finisce prima di aver cominciato.

    Saluti

    Ovviamente concordo, ma credo vadda chiarito cosa si intende per 'conoscente', dove ciascuno può dare un diverso significato. Se per conoscente ci si riferisce ad esempio ad una persona che periodicamente mi capita di vedere nel tal ambiente e magari col tempo la saluto anche ma non mi trattengo in 'chiacchiere' allora credo sia un'altra questione (es. cassiere di un supermercato: lo 'conosco' ma di fatto 'non so chi sia'). Allora equivale a dire che siccome la città dove vivo è piccola e 'ci si conosce quasi tutti', almeno di vista, soprattutto se vi risiedo da 30-40 anni, mi devo trasferire.


    Codice Deontologico Psicologi
    Articolo 28 - Lo psicologo evita commistioni tra il ruolo professionale e vita privata che possano interferire con l’attività professionale o comunque arrecare nocumento all’immagine sociale della professione.Costituisce grave violazione deontologica effettuare interventi diagnostici, di sostegnopsicologico o di psicoterapia rivolti a persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene relazioni significative di natura personale, in particolare di natura affettivo-sentimentale e/o sessuale. Parimenti costituisce grave violazione deontologica instaurare le suddette relazioni nel corso del rapporto professionale. Allo psicologo è vietata qualsiasi attività che, in ragione del rapporto professionale, possa produrre per lui indebiti vantaggi diretti o indiretti di carattere patrimoniale o non patrimoniale, ad esclusione del compenso pattuito. Lo psicologo non sfrutta la posizione professionale che assume nei confronti di colleghi in supervisione e di tirocinanti, per fini estranei al rapporto professionale.


    Conoscente - Dal dizionario De Mauro:
    un amico è "chi ha un legame di amicizia con qualcuno", un conoscente è “unapersona
    che si conosce, ma con la quale non s’intrattengono particolari rapporti di amicizia".


    Che si fa? quale la linea di 'confine' col termine "particolari" sopra descritto?

  5. #5
    Partecipante Affezionato
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    13-09-2009
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    Ancona
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    61

    Riferimento: Terapia a una conoscente?

    Ciao a tutti, quello che vi consiglio io, deontologia a parte, è di escludere amici, conoscenti e anche amici di amici... Non solo per questioni di regole della clinica ma proprio perchè si creano situazioni difficili da gestire in modo corretto, spesso son pazienti che si aspettano o chiedono esplicitamente favoritismi, sono persone che hanno già un'idea preconcetta sul nostro conto e dunque è più difficile creare un setting adatto alla psicoterapia, c'è rischio di colludere con le loro richieste e anche di farci influenzare noi da ciò che sappiamo direttamente o indirettamente della persona.... E poi, tra l'altro, se si inizia ad accettare certi compromessi per lavorare si finisce per farsi una cattiva fama e a svalutarsi... Vedrai Yofi i pazienti arriveranno, all'inizio è stata dura per tutti, ma ci vuole caparbietà e impegno e prima o poi si trova la strada giusta. In bocca al lupo!

  6. #6
    Matricola L'avatar di yofi
    Data registrazione
    02-02-2004
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    Riferimento: Terapia a una conoscente?

    Vi ringrazio per il vostro contributo!
    Sono ancora più certa allora di aver fatto la cosa giusta, a dispetto di ciò che qualcuno mi suggeriva di fare.....

    buona giornata!!!!

  7. #7
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    18-02-2005
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    Riferimento: Terapia a una conoscente?

    Citazione Originalmente inviato da fciancio Visualizza messaggio
    Ciao a tutti, quello che vi consiglio io, deontologia a parte, è di escludere amici, conoscenti e anche amici di amici... Non solo per questioni di regole della clinica ma proprio perchè si creano situazioni difficili da gestire in modo corretto, spesso son pazienti che si aspettano o chiedono esplicitamente favoritismi, sono persone che hanno già un'idea preconcetta sul nostro conto e dunque è più difficile creare un setting adatto alla psicoterapia, c'è rischio di colludere con le loro richieste e anche di farci influenzare noi da ciò che sappiamo direttamente o indirettamente della persona.... E poi, tra l'altro, se si inizia ad accettare certi compromessi per lavorare si finisce per farsi una cattiva fama e a svalutarsi... Vedrai Yofi i pazienti arriveranno, all'inizio è stata dura per tutti, ma ci vuole caparbietà e impegno e prima o poi si trova la strada giusta. In bocca al lupo!
    per "escludere amici di amici" e "conoscenti" (tipo il cassiere del supermercato xy, o l'infermiere dell'ospedale dove andavamo a trovare nostra madre ricoverata, o la persona che condivide l'attesa in posta con cui ho parlato del tempo)....allora prendiamo in considerazione l'idea di fare i pendolari: abito a x e ho lo studio a y. Personalmente non mi sentirei di fare 'favoritismi' e scendere a 'compromessi' perchè vedo una persona che ho già visto ma non ho rapporti diretti.

  8. #8
    Matricola L'avatar di yofi
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    02-02-2004
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    Riferimento: Terapia a una conoscente?

    Beh chiaramente in quel caso sarebbe diverso...nel mio caso la "conoscente" in questione è una persona che non frequento abitualmente e non rientra nel giro delle amicizie...tuttavia la conosco da molti anni e ho molte informazioni su di lei e lei su di me....direi pertanto che si esclude da sola!

  9. #9
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    13-09-2009
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    Ancona
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    Riferimento: Terapia a una conoscente?

    Si,rispondo a Marata, per amici di amici e conoscenti non intendo dire la persona che conosco di vista perchè l'ho incrociata per strada... intendo persone con cui ho avuto qualche contatto ma non posso considerare amiche, amici di amici (a volte è rischioso, arrivano con informazioni ed aspettative a volte controproducenti e magari dandoti del tu) o soggetti che potrei ritrovare in ambienti che frequento usualmente per lavoro, hobby o simili... Anche perchè poi è meglio sempre evitare contatti fuori da studio una volta iniziata la psicoterapia e se per forza mi ritrovo a frequentare stessi ambienti e compagnie spesso è difficile riuscirci... Capisco che in piccole città sia più problematico, ma credo si possa comunque selezionare un pò.. E il fatto di lavorare lontano da dove vivi non credere sia un'assurdità, tutto sommato in piccoli centri potrebbe essere, a mio parere, una scelta utile.

  10. #10
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Terapia a una conoscente?

    Cavoli raga, a Padova mi hanno insegnato che NON si fa terapia con i conoscenti e con gli amici degli amici...ma da quando sono tornata a casa conosco gente che fa terapia dal migliore amico e fa terapia agli amici e cose così e io sono in terapia da un conoscente di amici e conoscenti miei ai quali da lavoro (e a me no... :-D). Io ero molto precisa da studentessa ma quando sono entrata nel "mondo reale" ne ho viste tante che ho pensato che mi dovevo adeguare ad un modo di fare più "moderno", come dicono loro...ultimamente però sto pensando che tutto ciò non è professionale ed è fatto principalmente per soldi....

  11. #11
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Terapia a una conoscente?

    Ovviamente concordo, ma credo vadda chiarito cosa si intende per 'conoscente', dove ciascuno può dare un diverso significato. Se per conoscente ci si riferisce ad esempio ad una persona che periodicamente mi capita di vedere nel tal ambiente e magari col tempo la saluto anche ma non mi trattengo in 'chiacchiere' allora credo sia un'altra questione (es. cassiere di un supermercato: lo 'conosco' ma di fatto 'non so chi sia'). Allora equivale a dire che siccome la città dove vivo è piccola e 'ci si conosce quasi tutti', almeno di vista, soprattutto se vi risiedo da 30-40 anni, mi devo trasferire.
    Sono d'accordo con te e soprattutto dipende dalla posizione che occupa il terapeuta nel setting, ma questo dipende solo ed esclusivamente dalla formazione personale, chiaramente è un po' più problematico, ma se proprio chiamiamo in causa la "scuola antica" Freud fu l'analista della figlia Anna...

    Saluti,
    ikaro

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