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  1. #1
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    E mi dispiace che qui sembra non ne voglia parlare nessuno.

    Né i pacifisti, né i Berluscones. A conferma che della vita e della morte dei "cafoni" sembra non importare nulla a nessuno. A me importa. E mi dispiace la loro morte. E ci rifletto su. Sul cosa erano lì a fare, su chi ce li ha mandati e sul cosa possiamo fare e dire noi.

    E riporto un pezzo pubblicato su "Ripensare Marx" che, secondo me, dice cose interessanti. E alcune cose sagge.

    CHE SCHIFO! di GLG


    Leggere oggi 18 settembre i commenti ai fatti di Afghanistan sui giornali di destra (Il Giornale più ancora forse di Libero) non fa altro che confermare l’incultura e il bestiale reazionarismo di costoro, che poi alimentano, dall’altra parte, l’insensatezza impolitica di certi commenti di cosiddetta “ultrasinistra”, che parla come fosse al bar scolando, in “lieta” compagnia, qualche litro di grappa. Così si straparla da ogni parte. Mentre almeno un Bossi dice “tutti a casa entro Natale” (prendendosi dell’irresponsabile da un Casini e da sinistra, oltre che da La Russa), mentre Berlusconi annuncia che ne torneranno 500 mentre per il resto bisognerà discuterne con gli alleati, certi giornalisti biechi oltre che stupidi urlano che non si può darla vinta al terrorismo, altrimenti poi ce lo troviamo in casa, che i talebani sono pagati 10 dollari al giorno per essere assassini; e sono assassini perché si nascondono, fanno agguati cercando perfino di non farsi vedere; e via con idiozie sesquipedali.
    Ero bambino, ma ricordo bene che fascisti e tedeschi dicevano le stesse cose dei partigiani (ce lo ricordiamo “Achtung Banditen”?). Non c’è alcun terrorismo, ci sono eserciti in casa d’altri e gente che non li sopporta. Lo ripeto: come l’esercito sovietico in Afghanistan contro cui si accanivano gli stessi idioti di oggi; allora i criminali erano i sovietici perché invadevano un territorio non loro, e i partigiani (così erano chiamati in occidente allora!) afgani erano degli eroi. Nessuno a quel tempo ricordava che mettevano il velo alle donne, che erano arretrati e primitivi e, naturalmente, assassini perché facevano attentati all’esercito sovietico. Questo doppiopesismo è disgustoso. Io almeno sono onesto, e protesto contro il doppiopesismo della stampa di sinistra, avversa semplicemente ad un uomo di nome Berlusconi. Ma questi suoi giornalisti non gli rendono un buon servigio, perché solo dei perfetti disonesti e per di più rozzi, incolti e imbecilli possono sostenere tesi tanto indecenti e da perfetti colonialisti (proprio come si faceva cent’anni fa per poi cantare “Tripoli bel suol d’amore”).
    Se si va via dall’Afghanistan, gli unici a rimetterci sono gli americani, che perdono influenza nel Caucaso e rischiano anche in Pakistan. I servi degli americani – quelli che, a sinistra soprattutto ma con ampie propaggini a destra, strepitano contro la politica estera (e energetica) dell’Italia odierna – sostengono luridamente che l’Eni fa una politica contraria agli interessi nazionali (essendo al 50% con la russa Gazprom in un affare che fa invece proprio questi nostri interessi e lede solo quelli di certi potenti ambienti statunitensi, sempre gli stessi con Bush o con Obama, così caro ai sinistri); mentre invece bisogna dare ecoincentivi alla Fiat (con la scusa che serve all’intero settore auto, affermazione che non migliora per nulla questa tesi) perché ciò ci salva dalla crisi (lo sostiene incredibilmente perfino una persona che stimavo come Forte!). E’ evidente che siamo in bilico; la politica estera italiana presenta qualche aspetto positivo solo per contingenze legate a poche persone. Per il resto abbiamo ottusi bisonti a destra e semicolti servi ben pagati dagli Usa a sinistra.
    Solo per alleggerire il mio sconforto accenno al gustoso film di Wilder “Vita privata di Sherlock Holmes”. Deliziosa commedia (amarognola come al solito), dove c’è però, fra tante altre preziosità, una esilarante scena in cui il capo dei Servizi Segreti (interpretato meravigliosamente da Christopher Lee, le cui facce nel corso della vicenda sono una perla tra le perle) mostra alla Regina Vittoria l’ultima scoperta della Marina inglese: il prototipo di un sommergibile; e spiega (o tenta di spiegare ad una tonta) come funziona. La Regina si indigna: “come, colpisce stando nascosto sott’acqua senza avvertire il nemico dell’attacco? Non è accettabile, è contrario ad ogni senso dell’onore”. Il tapino è costernato, ma non può dire quello che pensa; allora si difende rivelando come i servizi segreti inglesi abbiano appurato che anche la Germania è sul punto di approntare un sottomarino. Ma la Regina è implacabile: “Non è possibile, conosco il Kaiser [suo parente] e il suo senso dell’onore. Gli scriverò personalmente per risolvere la questione. Intanto voi distruggete subito questo ‘coso’ e smettete ogni ricerca in merito”. E così il sottomarino viene affondato.
    E’ evidente che i giornalisti destri che scrivono le cazzate odierne sono anche peggiori della Regina Vittoria, in quanto non hanno alcun senso dell’onore, vogliono solo compiacere chi ci ha messi nella trappola dell’Afghanistan per i suoi sporchissimi interessi di superpotenza (ex). E con questo termino perché è bene non restare con la penna intinta nella merda di simili giornali per troppo tempo. Aggiungo soltanto: questi cialtroni hanno speso una sola parola di cordoglio di fronte ai reiterati massacri di civili di questi ultimi due mesi (ultimi di una serie che ne ha sterminati a decine di migliaia)? Del tutto provati, con reazione del governo afgano, riconosciuto (malgrado brogli a non finire nelle ultime elezioni) dagli aggressori americani e dall’insieme degli occupanti un territorio che non compete loro a nessun titolo. Ancora il lercio doppiopesismo di chi ritiene alcuni esseri umani (così come anche i palestinesi) del tutto inferiori a noi, gli “eletti”, la razza superiore e fulgida di bellezza e forme perfette (del tipo della D’Addario, non a caso intervistata dal “Manifesto”; ogni giornale ha la sua schifezza quotidiana!). La verità è: questa civiltà “occidentale” non è più difendibile, e nessuno può pensare di dare al vita per essa. Al macero, per carità!
    Buona vita
    Guglielmo
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  2. #2
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    E mi dispiace che qui sembra non ne voglia parlare nessuno.

    Né i pacifisti, né i Berluscones. A conferma che della vita e della morte dei "cafoni" sembra non importare nulla a nessuno. A me importa.
    Anche a me importa, e moltissimo anche...
    Sono un ex-ufficiale dell'esercito ( anche se sui generis, essendo stato un ufficiale medico... ) e quei "cafoni" li conosco bene: a decine, forse a centinaia li ho curati, aiutati e sorretti psicologicamente durante gli anni in cui sono stato in servizio. E ogni volta che muore uno di loro mi sento come se morisse uno di quelli che io ho conosciuto ( anche se, per fortuna, finora non è mai successo.... ).
    Solo non mi andava di parlarne perchè non c'è molto da dire; o forse perchè non è uno di quegli argomenti in cui è "facile" per me sapere dove sta la ragione e dove sta il torto ( o, almeno, dove IO immagino stia la ragione e il torto... ).
    Come in tutte le guerre, anche qui non c'è nessuno che ha TUTTI i torti e nessuno che ha TUTTE le ragioni... Potrei analizzare le cose che ho letto nel pezzo che tu hai riportato e fare le mie controdeduzioni, ma, sinceramente oggi non ne ho voglia: magari in un altro momento....
    Posso solo dire che, come in tutte le guerre sono sempre i poveri Cristi a perdere, siano essi le popolazioni civili afghane come i soldati Italiani ( o Americani o Inglesi che a centinaia stanno cadendo come birilli... ).
    A vincere, però ( ammesso che ci sia qualcuno che vinca VERAMENTE in una guerra... ) non ci sono ( o, almeno: non solo... ) i soliti "squali" della finanza capitalista, petrolifera, guerrafondaia che, sono sicuro, tu vedi intenti dietro le quinte a tessere le fila di questo massacro....
    A vincere, purtroppo, ci sono anche i pazzi integralisti fanatici che tagliano i nasi, le orecchie e le mani a chi va a votare, che lapidano le donne che osano non indossare il burka. Quelli che hanno fatto dell'Afghanistan la palestra preferenziale di tutti i pazzi terroristi kamikaze del mondo....
    So cosa vorresti dirmi: che dietro costoro ci sono i soliti, potenti interessi delle multinazionali del petrolio... Non contesto, diciamo che ti credo sulla parola: non credo affatto, però, che questa constatazione diminuisca di un millimetro la loro pericolosità... E credo che sia tutta da dimostrare se venga prima l'uovo o la gallina: se siano, cioè, i "potenti capitalisti del petrolio" a sfruttare i terroristi o se sia, invece, vero il contrario...
    So solo che un Afghanistan governato completamente dai talebani non contribuirebbe affatto ad una pacificazione del Medio Oriente e, di conserva, del mondo intero.
    Ultima modifica di doctor2009 : 18-09-2009 alle ore 16.38.21
    -



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  3. #3
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Anche a me importa, e moltissimo anche...
    Sono un ex-ufficiale dell'esercito ( anche se sui generis, essendo stato un ufficiale medico... ) e quei "cafoni" li conosco bene: a decine, forse a centinaia li ho curati, aiutati e sorretti psicologicamente durante gli anni in cui sono stato in servizio. E ogni volta che muore uno di loro mi sento come se morisse uno di quelli che io ho conosciuto ( anche se, per fortuna, finora non è mai successo.... ).
    Solo non mi andava di parlarne perchè non c'è molto da dire; o forse perchè non è uno di quegli argomenti in cui è "facile" per me sapere dove sta la ragione e dove sta il torto ( o, almeno, dove IO immagino stia la ragione e il torto... ).
    Come in tutte le guerre, anche qui non c'è nessuno che ha TUTTI i torti e nessuno che ha TUTTE le ragioni... Potrei analizzare le cose che ho letto nel pezzo che tu hai riportato e fare le mie controdeduzioni, ma, sinceramente oggi non ne ho voglia: magari in un altro momento....
    Posso solo dire che, come in tutte le guerre sono sempre i poveri Cristi a perdere, siano essi le popolazioni civili afghane come i soldati Italiani ( o Americani o Inglesi che a centinaia stanno cadendo come birilli... ).
    A vincere, però ( ammesso che ci sia qualcuno che vinca VERAMENTE in una guerra... ) non ci sono ( o, almeno: non solo... ) i soliti "squali" della finanza capitalista, petrolifera, guerrafondaia che, sono sicuro, tu vedi intenti dietro le quinte a tessere le fila di questo massacro....
    A vincere, purtroppo, ci sono anche i pazzi integralisti fanatici che tagliano i nasi, le orecchie e le mani a chi va a votare, che lapidano le donne che osano non indossare il burka. Quelli che hanno fatto dell'Afghanistan la palestra preferenziale di tutti i pazzi terroristi kamikaze del mondo....
    So cosa vorresti dirmi: che dietro costoro ci sono i soliti, potenti interessi delle multinazionali del petrolio... Non contesto, diciamo che ti credo sulla parola: non credo affatto, però, che questa constatazione diminuisca di un millimetro la loro pericolosità... E credo che sia tutta da dimostrare se venga prima l'uovo o la gallina: se siano, cioè, i "potenti capitalisti del petrolio" a sfruttare i terroristi o se sia, invece, vero il contrario...
    So solo che un Afghanistan governato completamente dai talebani non contribuirebbe affatto ad una pacificazione del Medio Oriente e, di conserva, del mondo intero.
    Ho "quotato" tutto perchè concordo pienamente su tutto. Più che morti sul lavoro, direi morti per la libertà di un popolo che rischia altrimenti di diventare una miccia di violenza per tutti.
    Nasciamo tutti incendiari e moriamo pompieri

  4. #4
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    ...So solo che un Afghanistan governato completamente dai talebani non contribuirebbe affatto ad una pacificazione del Medio Oriente e, di conserva, del mondo intero.

    Mi limito a rilevare che quando ad occupare l'Afghanistan erano i sovietici cattivi, i talebani lo governavano con il nostro appoggio pieno, e Bin Laden era sul libro paga degli USA.

    Adesso, naturalmente, loro sono i cattivi terroristi e noi i buoni... Sarà il relativismo culturale.

    Buona vita
    Guglielmo
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  5. #5
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    Willy, a dir la verità ieri stavo per aprire un thread (che ho scritto ma poi cancellato un pò per mancanza di tempo un pò di voglia), che non sapevo su quale argomento far convergere, anche perchè effettivamente è un argomento molto ampio, che tocca svariati sottoargomenti (tra cui quello politico di cui si parla ampiamente in altri thread). Insomma, fine della giustificazione

    Sono morti 6 militari italiani in un attentato a Kabul. Il dispiacere c'è e credo sia palpabile. Credo che tutti, chi più chi meno, ci stiamo riflettendo su...

    ...chi era appena tornato a Kabul, chi si stava per sposare, chi lascia figli non ancora pronti ad affrontare la perdita di un genitore... Sprazzi di vita quotidiana, sprazzi di vita che purtroppo non c'è più.

    Che dire?! La Tv i giornali parlano di attentato: ma si può parlare di attentato in una guerra?! Da quando la guerra ha regole?!
    Si parla del come si sarebbe potuto evitare, se forse, in un carrarmato si sarebbero salvati... Ma potrebbero tutti i soldati spostarsi in carrarmato? E i costi? Infine, nemmeno un carrarmato è indistruttibile.

    ...infondo sono in guerra, sono in guerra come soldati: non parlatemi di missione di pace, nelle missioni di pace si mandano i volontari delle associazioni, non i militari.
    Potremmo stare ore e ore a cercare i motivi, a decidere di chi è la colpa... Chissà quei soldati cosa pensavano, cosa credevano, che ideali inseguivano...
    Oltre a loro, sono morti altri 20 civili e 60 sono feriti, ci sono stati molti altri morti a Kabul, molto altro sangue, prima dell'attentato di ieri...è una guerra, sbagliata, come tutte le guerre.

    "Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan", è il titolo del thread. Non vorrei essere fraintesa, ma non so se si possa paragonare un operaio morto in fabbrica a un militare morto in guerra. Il lavoro, alla fine, si sceglie e si sa qual'è il rischio di una guerra, rischio che non dovrebbe esserci in una fabbrica. Sicuramente una vita è sempre una vita, non sto dicendo che il soldato è meno importante... è una scelta di vita, totalmente differente, che spesso converge (contro logica o contro natura) in entrambi casi nella morte. Per questo vorrei non sentir parlare di eroi: sennò l'eroe sarebbe anche il povero operaio e l'elenco dovrebbe essere infinito.
    Ultima modifica di !!!Psiche!!! : 18-09-2009 alle ore 18.23.36
    "Lavora, come se non avessi bisogno dei soldi;
    Ama, come se nessuno ti abbia mai ferito;
    Balla, come se nessuno ti stesse guardando;
    Canta, come se nessuno ti stesse sentendo;
    Vivi, come se il Paradiso fosse sulla Terra"



  6. #6
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    Citazione Originalmente inviato da !!!Psiche!!! Visualizza messaggio
    ......infondo sono in guerra, sono in guerra come soldati: non parlatemi di missione di pace, nelle missioni di pace si mandano i volontari delle associazioni, non i militari.
    ...
    "Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan", è il titolo del thread. Non vorrei essere fraintesa, ma non so se si possa paragonare un operaio morto in fabbrica a un militare morto in guerra. Il lavoro, alla fine, si sceglie e si sa qual'è il rischio di una guerra, rischio che non dovrebbe esserci in una fabbrica. ....
    C'è una cosa (o molte) che mi rende inaccettabile (proprio inaccettabile, non più o meno simpatico) questo passaggio che quoto.

    Perché si sceglie quando ci sono possibilità di scelta, cognizioni, strumenti, conoscenze. Quando hai vent'anni e possibilità di lavoro zero e niente soldi da parte e nessuna famiglia ricca alle spalle, allora anche fare il soldato è un lavoro. Come altri. E come in altri casi ci si muore.

    No. Non accetto questa equiparazione di carnefici e vittime, di chi le guerre le dichiara e di chi le combatte, di chi parla di libertà da "non esposte scrivanie" (come ebbe a dire tempo fa un ex-presidente della Repubblica che non mi sta affatto simpatico, ma che dice molte cose senza troppi peli sulla lingua) e di chi, da quelli, è mandato a farsi ammazzare e ad ammazzare altri.

    No. Sarebbe, per me, come sostenere che i dirigenti della Thyssen e gli operai bruciati vivi a Torino sono colpevoli uguali. In fondo, mica glie l'aveva ordinato il medico di andare a lavorare lì, no?

    Spiacente. So dalla parte di chi stare. Anche quando penso che facciano cose sbagliate.

    Buona vita
    Guglielmo
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  7. #7
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    C'è una cosa (o molte) che mi rende inaccettabile (proprio inaccettabile, non più o meno simpatico) questo passaggio che quoto.

    Perché si sceglie quando ci sono possibilità di scelta, cognizioni, strumenti, conoscenze. Quando hai vent'anni e possibilità di lavoro zero e niente soldi da parte e nessuna famiglia ricca alle spalle, allora anche fare il soldato è un lavoro. Come altri. E come in altri casi ci si muore.
    Fraintesa, me l'immaginavo. Non volevo assolutamente equiparare carnefici e vittime, lungi da me.
    Ma a questo punto, le vittime non sono solo i militari morti in guerra, a questo punto le vittime sono tutti i soldati, che bene o male sono le "pedine".

    I soldati mandati in Afghanistan sono volontari, quindi, la possibilità di scelta l'hanno avuta bene o male. La paga andando laggiù ovviamente è più alta, ma un militare viene pagato abbastanza anche senza dover andare in missione e questo te l'assicuro.
    Se sei obbligato, se rischi di perdere il lavoro, se il guadagno non permettesse una vita, allora si, ti darei ragione. Fare il soldato è un lavoro come un altro. Un lavoro che ha, però, rispetto ad altri una probabilità di morire molto più alta... Ma sembra che questo ogni volta venga dimenticato. I lavoratori della Thyssen non sarebbero dovuti morire, i militari potrebbero morire. E con questo non dico che la loro vita sia meno importante, assolutamente.
    Sul fatto delle conoscenze per scegliere sono d'accordo, ma se ne facciamo una questione economica, allora no.
    "Lavora, come se non avessi bisogno dei soldi;
    Ama, come se nessuno ti abbia mai ferito;
    Balla, come se nessuno ti stesse guardando;
    Canta, come se nessuno ti stesse sentendo;
    Vivi, come se il Paradiso fosse sulla Terra"



  8. #8
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    Ho appreso la notizia ieri per telefono da una madre in preda alle lacrime che aveva ascoltato un tg!
    Ed è stata subito paura...paura perche ho 2 amici che si trovano lì in missione!!
    E uno di loro è il figlio di questa madre...
    Per fortuna quasi da subito abbiamo saputo che loro non erano stati coinvolti nell'attentato.
    Lo sgomento però non è passato...
    Forse non saranno stati Salvatore e Ciccio a morire in quell'attentato...ma erano ragazzi come loro...che avevano scelto la vita militare forse perchè era l'unica alternativa all'impossibilità di trovare un lavoro decente...
    Tanti ne conosco che hanno fatto questa scelta...soprattutto qui al sud è una delle alternative alla disoccupazione...
    E purtroppo spesso, prima dipartire per le missioni non si rendono nemmeno conto di quello che troveranno davanti ai loro occhi e non sono nemmeno consapevoli dei rischi che corrono...

  9. #9
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    L'argomento è spinoso e si presta a molte strumentalizzazioni e fraintendimenti, a mio avviso c'è del condivisibile sia nelle posizioni di Psiche che in quelle di Willy sebbene appaiano dicotomiche.

    Tralasciamo i motivi reali per cui siamo in Afganistan, vero è che la fame è fame e che è un lavoro a 20 anni o 30 poco cambia, se non hai molte possibilità, ti sfama, però è anche vero che se indossi una divisa militare e vai volontario in guerra, e qui condivido appieno che non è cambiando le parole che i fatti mutino, Orwell docet, e si cercano grandi raccomandazioni per andare all'estero, non fosse altro che, se la fame è tale, è logico che si pensi "mi faccio un paio di anni fuori e dopo mezzo mutuo è pagato", tuttavia ciò comporta il rischiare la pelle, perché vai con armi, non margherite, in un luogo altrui dove non mi pare che tu sia benvenuto meno che mai invitato. Allora se fosse solo il bisogno di sfamarsi basterebbe stare a casa e guadagnare quella miseria di stipendio che impiegati, operai e tanti altri portano a casa, solo che lo fai con la tua bella casacca mimetica. In fondo fare il militare "in Italia" non è che un lavoro come un altro. Scegliere di andare in zone di guerra, non quella dei videogiochi, è altro. Concordo che le responsabilità di chi manda siano infinitamente superiori, però nessuno a mio avviso può deresponsabilizzarsi in toto, pertanto ti prendi onori ed oneri, e fra questi il rischio di morire. Altrimenti tutti i responsabili di qualunque carneficina possono rispondere che "obbedivano". E su questo dissento completamente da Willy, ognuno si prende il carico suo.

    In Italia, muoiono in media 5 persone al giorno sul lavoro, CINQUE AL GIORNO. Gente che, magari fa un lavoro che comporta il rischio, però non imbraccia armi, che servono ad uccidere non a portare pace, ma questa è una mia balzana idea. Pare che invece i grandi della terra siano convinti che si esporti la civilizzazione (ammesso che si possa pretendere di essere PIU' di altri) la parità, i diritti con la forza, le armi, i carri armati, l'uranio, il fosforo bianco e altre amenità. Così, en passan, negli USA civilissimi, uccidono la gente sulla sedia elettrica o con un'iniezione, con tanto di sipario per lo spettacolo, ma questo è civile, perché lo fa l'autorità costituita.

    Pat
    Ultima modifica di ghiretto : 18-09-2009 alle ore 19.30.43
    " E se scruti a lungo un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te" Nietzsche


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  10. #10
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    Citazione Originalmente inviato da nadir81@ Visualizza messaggio
    Forse non saranno stati Salvatore e Ciccio a morire in quell'attentato...ma erano ragazzi come loro...che avevano scelto la vita militare forse perchè era l'unica alternativa all'impossibilità di trovare un lavoro decente...
    Tanti ne conosco che hanno fatto questa scelta...soprattutto qui al sud è una delle alternative alla disoccupazione...
    E purtroppo spesso, prima dipartire per le missioni non si rendono nemmeno conto di quello che troveranno davanti ai loro occhi e non sono nemmeno consapevoli dei rischi che corrono...
    Quoto questo passaggio perché vorrei chiarire una cosa, allora sono Uomini, così come sono adulti per lavorare e firmare il contratto e scegliere, forse questo è sottovalutato, ma chi va lì, lo sceglie, spesso cercando amici ed agganci politici, allora facciamo pace con il cervello, o sono adulti o non lo sono. E se lo sono il fatto di non comprendere non credo possa essere preso a giustificazione, non credo ci voglia un'intelligenza superiore per capire che se usi armi in un posto di guerra c'è il rischio che altri le usino contro di te.
    Altrimenti come detto su, la disoccupazione, la fame, la possibilità di uno stipendio sicuro te la tieni con la tua divisa in Italia, fai le parate, le esercitazioni, sbrighi scartoffie, ed il rischio di morire scende di molto. E mangi.
    " E se scruti a lungo un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te" Nietzsche


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  11. #11
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Mi limito a rilevare che quando ad occupare l'Afghanistan erano i sovietici cattivi, i talebani lo governavano con il nostro appoggio pieno, e Bin Laden era sul libro paga degli USA.

    Adesso, naturalmente, loro sono i cattivi terroristi e noi i buoni... Sarà il relativismo culturale.

    Buona vita
    Guglielmo
    Su questo sono d'accordo con te: è stato un errore colossale ( anzi: criminale ), uno dei tanti commessi da Reagan, quello di armare i mujaheddin afghani pur di combattere i sovietici ( che, paradossalmente, in quel momento facevano anche un favore all'occidente "controllando" e "contenendo" il fenomeno islamico esploso dopo il ritorno di khomeini in Iran ).
    Sul paragone operai morti in fabbrica -soldati: è un paragone che non mi piace fare... Perchè si tratta "comunque" di povera gente che, in un modo o nell'altro, è "costretta" a mettere a repentaglio la propria vita per tirare a campare... Non stiamo parlando di piloti di formula 1 che, quelli si, devono mettere in conto ( conto profumatamente pagato... ) anche di lasciare la vita su una pista.
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  12. #12
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    Citazione Originalmente inviato da ghiretto Visualizza messaggio
    Tralasciamo i motivi reali per cui siamo in Afganistan, vero è che la fame è fame e che è un lavoro a 20 anni o 30 poco cambia, se non hai molte possibilità, ti sfama, però è anche vero che se indossi una divisa militare e vai volontario in guerra, e qui condivido appieno che non è cambiando le parole che i fatti mutino, Orwell docet, e si cercano grandi raccomandazioni per andare all'estero, non fosse altro che, se la fame è tale, è logico che si pensi "mi faccio un paio di anni fuori e dopo mezzo mutuo è pagato", tuttavia ciò comporta il rischiare la pelle, perché vai con armi, non margherite, in un luogo altrui dove non mi pare che tu sia benvenuto meno che mai invitato. Allora se fosse solo il bisogno di sfamarsi basterebbe stare a casa e guadagnare quella miseria di stipendio che impiegati, operai e tanti altri portano a casa, solo che lo fai con la tua bella casacca mimetica. In fondo fare il militare "in Italia" non è che un lavoro come un altro. Scegliere di andare in zone di guerra, non quella dei videogiochi, è altro. Concordo che le responsabilità di chi manda siano infinitamente superiori, però nessuno a mio avviso può deresponsabilizzarsi in toto, pertanto ti prendi onori ed oneri, e fra questi il rischio di morire. Altrimenti tutti i responsabili di qualunque carneficina possono rispondere che "obbedivano". E su questo dissento completamente da Willy, ognuno si prende il carico suo.

    In Italia, muoiono in media 5 persone al giorno sul lavoro, CINQUE AL GIORNO. Gente che, magari fa un lavoro che comporta il rischio, però non imbraccia armi, che servono ad uccidere non a portare pace, ma questa è una mia balzana idea. Pare che invece i grandi della terra siano convinti che si esporti la civilizzazione (ammesso che si possa pretendere di essere PIU' di altri) la parità, i diritti con la forza, le armi, i carri armati, l'uranio, il fosforo bianco e altre amenità. Così, en passan, negli USA civilissimi, uccidono la gente sulla sedia elettrica o con un'iniezione, con tanto di sipario per lo spettacolo, ma questo è civile, perché lo fa l'autorità costituita.

    Pat
    Sono completamente d'accordo con te.
    E questo non significa assolutamente che la loro vita valga meno di quella degli altri.
    "Lavora, come se non avessi bisogno dei soldi;
    Ama, come se nessuno ti abbia mai ferito;
    Balla, come se nessuno ti stesse guardando;
    Canta, come se nessuno ti stesse sentendo;
    Vivi, come se il Paradiso fosse sulla Terra"



  13. #13
    Riccioli di Cioccolato L'avatar di nadirinha
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    Citazione Originalmente inviato da ghiretto Visualizza messaggio
    Quoto questo passaggio perché vorrei chiarire una cosa, allora sono Uomini, così come sono adulti per lavorare e firmare il contratto e scegliere, forse questo è sottovalutato, ma chi va lì, lo sceglie, spesso cercando amici ed agganci politici, allora facciamo pace con il cervello, o sono adulti o non lo sono. E se lo sono il fatto di non comprendere non credo possa essere preso a giustificazione, non credo ci voglia un'intelligenza superiore per capire che se usi armi in un posto di guerra c'è il rischio che altri le usino contro di te.
    Altrimenti come detto su, la disoccupazione, la fame, la possibilità di uno stipendio sicuro te la tieni con la tua divisa in Italia, fai le parate, le esercitazioni, sbrighi scartoffie, ed il rischio di morire scende di molto. E mangi.
    E' ovvio che sono uomini e in quanto tali dovrebbero fare delle scelte consapevoli e ragionate!!
    Ma per una persona che la guerra l'ha vista solo attraverso le pagine dei giornali o negli schermi cinematografici non è facile immaginarsi come sia realmente...
    non vuole essere una giustificazione a niente...
    non cambia la sostanza dei fatti...
    cioè che sono morti in modo più o meno consapevole...

  14. #14
    Postatore Epico L'avatar di Antinomica
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    Citazione Originalmente inviato da !!!Psiche!!! Visualizza messaggio
    Fraintesa, me l'immaginavo. Non volevo assolutamente equiparare carnefici e vittime, lungi da me.
    Ma a questo punto, le vittime non sono solo i militari morti in guerra, a questo punto le vittime sono tutti i soldati, che bene o male sono le "pedine".

    I soldati mandati in Afghanistan sono volontari, quindi, la possibilità di scelta l'hanno avuta bene o male. La paga andando laggiù ovviamente è più alta, ma un militare viene pagato abbastanza anche senza dover andare in missione e questo te l'assicuro.
    Se sei obbligato, se rischi di perdere il lavoro, se il guadagno non permettesse una vita, allora si, ti darei ragione. Fare il soldato è un lavoro come un altro. Un lavoro che ha, però, rispetto ad altri una probabilità di morire molto più alta... Ma sembra che questo ogni volta venga dimenticato. I lavoratori della Thyssen non sarebbero dovuti morire, i militari potrebbero morire. E con questo non dico che la loro vita sia meno importante, assolutamente.
    Sul fatto delle conoscenze per scegliere sono d'accordo, ma se ne facciamo una questione economica, allora no.
    Non credo che fare il soldato sia un lavoro come un altro... se per qualcuno è un percorso casuale, un modo qualsiasi per guadagnarsi da vivere, credo che per altri sia una scelta ben precisa dettata da una motivazione e una spinta ben diverse dal portare a casa uno stipendio.
    E anche sostenere che i militari che restano in Italia si limitino a sbrigare scartoffie e a fare parate, mi sembra riduttivo.
    Quando capitano stragi, o emergenze sono i militari che devo attivarsi per aiutare i civili.
    C'era una stella che danzava e sotto quella sono nata (W. Shakespeare)



  15. #15
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    Riferimento: Altri sei morti sul lavoro. In Afghanistan

    Citazione Originalmente inviato da Antinomica Visualizza messaggio
    Non credo che fare il soldato sia un lavoro come un altro... se per qualcuno è un percorso casuale, un modo qualsiasi per guadagnarsi da vivere, credo che per altri sia una scelta ben precisa dettata da una motivazione e una spinta ben diverse dal portare a casa uno stipendio.
    E anche sostenere che i militari che restano in Italia si limitino a sbrigare scartoffie e a fare parate, mi sembra riduttivo.
    Quando capitano stragi, o emergenze sono i militari che devo attivarsi per aiutare i civili.
    Fare il medico non è un lavoro come un altro, fare il pompiere non è un lavoro come un altro, fare lo psicologo non è un lavoro come un altro, fare il vigile urbano non è un lavoro come un altro, fare...

    Vorresti dire che i militari hanno giurato di difendere la patria Italia, che secondo la Costituzione, per quanto ormai valga, ripudia la guerra, e dunque dovrebbero difenderci? Allora cosa fanno, con il benestare di tutte le fazioni politiche comprese quelle che sbraitano di andare via e poi votano a favore, in Afghanistan? Ci hanno dichiarato guerra e non lo sappiamo???

    Come dire, quando capita un malato, il medico interviene, e quando scoppia un incendio o perdi le chiavi di casa i pompieri intervengono e via cantando, medici, infermieri, geologi, VOLONTARI...

    Non riusciamo a scrollarci dalla testa questa idea che basta mettere una divisa addosso a qualcuno per assegnare a chi la indossa tutta una serie di caratteristiche che spesso stanno nel nostro immaginario perché così vorremmo che fosse, il mondo sarebbe un posto più sicuro e codificabile e noi più sereni, no?

    Pat
    " E se scruti a lungo un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te" Nietzsche


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