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Discussione: sedute burrascose

  1. #1
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    sedute burrascose

    Salve, non so se ho postato nella sezione giusta.
    Sto facendo una psicoterapia, e mi è capitato questo:
    nell'ultima seduta il terapeuta mi ha bruscamente "invitato" a tornarmene a casa, dopo uno scambio di vedute un po' acceso, un diverbio.
    Questo a metà seduta.
    Volevo sapere se può succedere, se può trattarsi di una qualche strategia, se non è in contraddizione col fatto che lì dovrei poter dire liberamente ciò che penso.

  2. #2

    Riferimento: sedute burrascose

    Ciao complicata,

    dici decisamente troppo poco perchè si possa darti una risposta facendo delle ipotesi sulle motivazioni del comportamento del tuo terapeuta.
    Potrebbe dipendere dal suo approccio teorico, ma ci potrebbero essere molte altre ragioni....

    Mi pare di capire che la cosa ti ha colpito molto, prova a parlarne con lui nella prossima seduta: lasciare un dubbio così pesante sul vostro rapporto non è positivo e ti impedisce di continuare a lavorare serenamente. Un chiarimento invece - dopo la tempesta emotiva che avete vissuto entrambi - vi permetterà di definire e costruire meglio gli ambiti del vostro rapporto e di proseguire.
    Nulla avviene per caso.

    ciao
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  3. #3
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    Riferimento: sedute burrascose

    Ti ringrazio per la risposta e per il consiglio, che seguirò..
    è una psicoterapia analitica e l'ho iniziata tre anni fa, altro non saprei..

    Sì, colpita è dir poco, ero sotto shock...

    Grazie di nuovo per l'aiuto, ciao a te!

  4. #4
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    Riferimento: sedute burrascose

    Salve, posto di nuovo perchè sono ancora in dubbio.
    Alle volte c'è qualcuno...
    Col terapeuta ci siamo poi chiariti un po' per telefono,( ho telefonato io) ma le sedute io ce le ho molto distanziate nel tempo, e sento che tutto questo pensarci non mi fa bene alla salute.
    Però mi trovo bene con lui, nonostante tutto, perchè ormai mi conosce bene e sarebbe molto difficile andare da un'altra persona e ricominciare da capo.
    Ci ho pensato perchè uno più presente, forse, mi potrebbe seguire meglio e io non starei a rompermi il capo tutti i santi dì.
    Però secondo me meglio di lui non esistono.
    E se prendessi degli psicofarmaci?
    Che mi consigliate?

    Ciao, grazie in anticipo.

  5. #5
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    Riferimento: sedute burrascose

    Aggiungo che sono tre anni che va avanti questa storia, tutto il mio mondo interiore ruota attorno a questa terapia, non esistono amici, vita sociale, solo quella familiare, per fortuna.
    A me sembra di essere un po' depressa, e già il fatto che scrivo questi mex dimostra che sono in una gran confusione, e non so come uscirne.

    Mi sono decisa a scriverne perchè scoppio come al solito.
    Ma perchè poi?
    Perchè mi sono infilata in questo labirinto mentale?

    Ma se quel giorno me ne fossi andata al mare a fare una passeggiata, tutto ciò non sarebbe successo.
    Ultima modifica di complicata : 01-10-2009 alle ore 20.02.41 Motivo: Avevo qualcos'altro da dire.

  6. #6
    Partecipante Affezionato L'avatar di saraebax
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    Riferimento: sedute burrascose

    Buongiorno!
    Mi permetto di copiare alcuni brani dei tuoi post che mi sono "saltati agli occhi":


    Ma se quel giorno me ne fossi andata al mare a fare una passeggiata, tutto ciò non sarebbe successo.

    Però secondo me meglio di lui non esistono.

    tutto il mio mondo interiore ruota attorno a questa terapia, non esistono amici, vita sociale, solo quella familiare, per fortuna.


    Da un lato riconosci a questo percorso una grande importanza e ritieni il tuo terapeuta una persona assolutamente all'altezza, dall'altro rimpiangi di esserci andata.

    Ci dici che questo percorso è iniziato 3 anni fa. Questi tuoi dubbi, questo disagio, iniziano di recente o ti hanno sempre accompagnata?
    Ai miei pazienti mi piace dire spesso "che la terapia non deve aggiungere stress allo stress!" e questo per dire che deve essere di aiuto, funzionale, ovviamente stimolare delle riflessioni ( e per cui a volte mettere anche in crisi!).
    Sembri tenere molto a questo percorso per cui, come ti ha già indicato anche la collega, credo sia molto importante che tu possa prenderti uno spazio per confrontarti con il tuo terapeuta, che potrà aiutarti, conoscendoti, a leggere la situazione.
    Forse potresti fargli leggere proprio i tuoi post, gli racconterebbero vissuti che magari non conosce.
    Per quanto attiene agli psicofarmaci nessuno di noi può darti delle indicazioni. Sono valutazioni che spesso uno psicologo fa alla luce dela situazione che ben conosce assieme al prorpio paziente inviando ad uno psichiatra.
    Facci sapere
    Buona fortuna
    Ultima modifica di saraebax : 02-10-2009 alle ore 09.11.29
    Sara Eba Di Vaio - Psicologa e Sessuologa
    Ordine Psicologi Lazio n° 9767

  7. #7
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    Riferimento: sedute burrascose

    ti ringrazio per la risposta, saraebax.
    Dunque, i dubbi mi hanno sempre accompagnato sin dagli inizi, vale a dire quando mi sono accorta che rendevo la terapia una cosa importante, troppo importante, forse.
    E' tipico mio attribuire grande importanza a tutto ciò che faccio, va beh..
    Questo bisogno di ascoltare come si suol dire, altre campane, secondo me deriva non dal non affidarsi, ma dalla grande "sofferenza" del non poter parlarne se non saltuariamente.
    E questa sofferenza deriva da tutti i miei problemi, ne ho in abbondanza, da scialare.
    Comunque lui ne è al corrente, ma il problema è che la scelta poi è mia:
    prendere un ansiolitico e un antidepressivo, e nell'arco di poco tempo recuperare umore accettabile, una vita sociale, buone relazioni, ( senza addormentarmi, perchè guido tutti i giorni per andare al lavoro), oppure
    continuare così e vedere che succede?

    Scusami, cosa vorrà dire andare nel "profondo"?
    Io non l'ho capito.

    O meglio, l'ho capito per come posso capire io.
    Se rimango me stessa, senza star meglio con sostanze varie, potrei capire meglio, però però, insomma, ho paura: e se fossi sull'orlo davvero della follia e non me ne rendessi conto?
    Lo psicoterapeuta me lo direbbe esplicitamente?
    Voglio essere sicura di questo.
    Ultima modifica di complicata : 02-10-2009 alle ore 15.59.49

  8. #8

    Riferimento: sedute burrascose

    Ciao complicata,

    c'è una cosa che non capisco: dici che vorresti fare sedute più frequenti di quelle che fai. Come mai, da cosa dipende? Il tuo terapeuta lo sa? La frequenza è distanziata ma regolare o varia di volta in volta? Ogni quanto tempo lo vedi?

    Credo che siano elementi importanti anche per poter valutare i tuoi vissuti d'ansia.

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  9. #9
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    Riferimento: sedute burrascose

    ciao, psicotrieste

    Sto cercando soluzioni

    Ci vediamo una volta al mese, quindi 4 5 settimane di intervallo, la cadenza è regolare, solo qualche volta intervalli più lunghi...rimandi vari, devo dire tollerati poco da me, non solo ansia, ma parecchia rabbia...
    La frequenza, per ragioni obiettive, non si può cambiare.

    Quindi stavo valutando i pro e i contro della situazione, anche alla luce del fatto che alcune cose sono migliorate, in quanto forse trasferisco sulla terapia, non so se mi sbaglio, i problemi di sempre, togliendoli da altri ambiti.

    Solo che io vorrei risolverli, perchè in questo momento, pur avendone parlato con lui tante volte, non sono serena come vorrei essere, almeno un pochino, mi contenterei.

    Anche sul litigio avuto, "parliamone", ecc, "avrò provato delle emozioni", sì, certo, una gran depressione, scusate, ma poi?

    Per ora resto con me stessa come sono, e con qualcosina messa nero su bianco qua.Boh?

    Ciao, grazie a voi di nuovo.

  10. #10

    Riferimento: sedute burrascose

    Cara complicata,

    il trasferimento degli affetti originariamente destinati ad altre persone sulla figura del terapeuta ha una funzione basilare nella psicoterapia psicoanalitica, ed è considerata una componente essenziale della relazione terapeutica. Si tratta di una ripetizione di modelli di relazione, generalmente risalenti all'infanzia e relatvi alle figure parentali, che vengono rivissuti nel qui ed ora dell'analisi e che possono essere rielaborati anzichè semplicemente agiti (come accade nella vita quotidiana) grazie agli strumenti interpretativi utilizzati dall'analista all'interno di una relazione di aiuto.

    La descrizione che tu ne dai come paziente è impressionante per la chiarezza con cui ti esprimi "forse trasferisco sulla terapia, non so se mi sbaglio, i problemi di sempre, togliendoli da altri ambiti". Ciò che ti accade con il tuo terapeuta non è "altro da te", anzi, e la relazione con lui dovrebbe poterti permettere di lavorarci sopra.

    Su questa possibilità grava la forte frustrazione che provi per le sedute troppo distanziate nel tempo e che a volte saltano, e che ti provocano forti emozioni negative. Vi incide perchè il tempo che si ha a disposizione è una variabile fondamentale.
    Dici che "la frequenza, per ragioni obiettive, non si può cambiare".
    Quasi mai ciò che appare obiettivo lo è, perchè c'è sempre un soggetto che filtra la "realtà" e, a volte, da per scontato e immutabile ciò che non lo è. Persino nella fisica si è riconosciuto che è la teoria che assumiamo (un filtro) che decide cosa possiamo osservare.
    Credo che questa tua convinzione meriterebbe un pensiero approfondito.

    Un caro saluto
    Ultima modifica di psicotrieste : 03-10-2009 alle ore 12.27.07
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  11. #11
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    Riferimento: sedute burrascose

    Letto tutto con attenzione, cara psicotrieste

    Diciamo che si tratta di ragioni contingenti, pratiche, non evitabili: distanze, a volte i terapeuti lavorano molto lontano, hanno studi in più città e si spostano periodicamente.
    Indi cambiare frequenza per me equivarrebbe a cambiare terapeuta!

    Magari potrei cambiare io, nel frattempo.

    Un caro saluto a te, sei tu che sei stata chiarissima.
    Ultima modifica di complicata : 03-10-2009 alle ore 21.16.18

  12. #12
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    Riferimento: sedute burrascose

    In pratica è andata a finire che del litigio non avevo capito niente, come al solito.
    All' ennesima spiegazione forse qualcosa mi è entrato in testa.
    Era qualcosa che aveva a che fare col rispetto, con le regole e col capire un favore.
    Molto importante per me, questo aspetto.
    Ma che faticaccia!

  13. #13

    Riferimento: sedute burrascose

    Non si procede mai in linea retta, complicata... ma l'importante è procedere

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  14. #14
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    Riferimento: sedute burrascose

    Ciao, psicotrieste! E' ' benaugurante
    Innanzitutto, è parso un miracolo se sono tornata in seduta!
    Mi ha fatto contenta sentirmi dire che è stato un segno di maturità ( ogni tanto, un po' di conforto non guasta )
    Poi.. niente..è un momento impegnativo, questa storia delle regole ( era un problema di sbaglio di orari..di rispetto per la persona del terapeuta..cioè credo di aver capito, rispettare per far rispettare a mia volta la mia persona e le regole di convivenza) sta incidendo proprio nella mia vita reale.
    Solo che sento che sto spostando inconsapevolmente i parametri sempre avuti, e su ciò che faccio, ho ancora più dubbi di prima. La coerenza e la sicurezza non sono il mio forte.
    Sono talmente reattiva e rabbiosa, ormai mi conosco, purtroppo, sono un fiume di rabbia.
    Non so, l'unica è prenderla come un momento di passaggio, e pensare che ne esca fuori qualcosa di positivo, da questa via..
    Mi sembra, a volte, per concludere, di fare cose del tutto contrarie a quelle suggerite dalla terapia, mi sento in pieno conflitto, prima ero sempre dalla parte della ragione, ora non lo so più.
    Mi appiglio ai riscontri positivi dell'ambiente,che ci sono, ma sai, nella vita, un giorno ti va bene, l'altro no
    Ciao!

  15. #15
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    Riferimento: sedute burrascose

    Vorrei chiedere un parere sul mio scritto.
    E' di stasera, ed è roba vera, se qualcuno che si intende di psicoterapie può aiutarmi, grazie.


    Facciamo progressi: ora le sedute, invece che via sms, si rimandano di un mese (gulp) tramite segretaria.( laconica, incolore, pareva una segreteria telefonica. Bip, sono la-segreteria- telefonica-del dott... va beh poverella...)

    Ma che sarà successo?

    Via alle ipotesi, ma che palle.
    Chi non fa psicoterapia, e non è un paziente come me, queste cose non le può capire.

    La mia psicoterapia è sempre andata avanti così, a sbalzelloni.

    Già di mese in mese, e va beh, niente di che.
    Poi ogni tanto, ogni spesso, pluff? Due mesi.
    Spiegazioni non se ne possono avere, quindi, boh?

    Ipotesi: 1)si è stufato, aspetta che finalmente molli io.( un vero idiota)( mi correggo, è un SADICO, e io sono MASOCHISTA, che ci sarebbe di strano?)
    ( ora acchiappo il telefono e glielo urlo bene bene....)
    2) gli è successo un imprevisto serio e non poteva telefonare o mandare l'sms) ( bene)

    Sono io che ho scarsa tolleranza alle frustrazioni, e allora, sarà così.
    E non mi meraviglio più che scrivo sul blog, un tipo come me altro non può fare.

    Io VOGLIO UN ALTRO TERAPEUTA!!!!!!!!!!!!! CHE CI SIA SPESSO; CAVOLOOOOO.....MA IN CHE GUAIO MI SONO CACCIATA!!!!!!!!!

    Una persona sana ha delle "sane" fantasie....OMICIDE!

    VAFFF.........s-t-r, questo è un s-t-r.. e l'ho trovato io, l'ho incrociato io sul mio cammino, la solita fortuna.


    Va bene, mia figlia mi sollecita a scrivere poesie, e scriviamo poesie, su.

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