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  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di Keblish
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    psicofarmacoterapia, perchè no?

    Io sono uno studente di psicologia, e per un certo periodo di tempo ho condiviso l’avversione che la maggioranza degli studenti di psicologia ha verso l’utilizzo degli psicofarmaci. Ma adesso, riflettendoci un poco, non riesco a trovare argomenti davvero convincenti a sostegno di questo atteggiamento. Perché la psicoterapia dovrebbe essere preferibile rispetto alla psicofarmacoterapia ?
    Le varie controindicazioni dell’utilizzo dei farmaci sono in progressiva diminuzione, quindi probabilmente non potranno essere usate a lungo come motivo di avversione. Per la loro efficacia vale lo stesso discorso.
    Cosa accadrebbe se si arrivasse ad una psicofamacoterapia ideale, con minime controindicazioni? Cosa ne sarebbe della psicoterapia? Continuerebbe ad esistere unicamente come forma di indagine della psiche?
    Cosa ne pensate?

  2. #2
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Citazione Originalmente inviato da afnegleilco Visualizza messaggio
    Io sono uno studente di psicologia, e per un certo periodo di tempo ho condiviso l’avversione che la maggioranza degli studenti di psicologia ha verso l’utilizzo degli psicofarmaci. Ma adesso, riflettendoci un poco, non riesco a trovare argomenti davvero convincenti a sostegno di questo atteggiamento. Perché la psicoterapia dovrebbe essere preferibile rispetto alla psicofarmacoterapia ?
    Le varie controindicazioni dell’utilizzo dei farmaci sono in progressiva diminuzione, quindi probabilmente non potranno essere usate a lungo come motivo di avversione. Per la loro efficacia vale lo stesso discorso.
    Cosa accadrebbe se si arrivasse ad una psicofamacoterapia ideale, con minime controindicazioni? Cosa ne sarebbe della psicoterapia? Continuerebbe ad esistere unicamente come forma di indagine della psiche?
    Cosa ne pensate?
    Come studente di psicologia francamente non ho mai avuto avversione verso l'utilizzo degli psicofarmaci...che in certi casi lo sappiamo benissimo servono e sono utili.

    Ci va una giusta via di mezzo. Gli psicofarmaci non sono da osannare ma nemmeno da demonizzare...

    Io comunque non credo che la psicoterapia possa risentirne a tal punto. Il mio prof di psichiatria dice sempre "Io preferisco una parola giusta e un farmaco sbagliato piuttosto che un farmaco giusto e una parola sbagliata"...pur riconoscendo che in psichiatria l'avvento degli psicofarmaci ha rappresentato una rivoluzione, "Una manna dal cielo" per usare sempre le sue parole.
    Se non ci fossero gli psicofarmaci esisterebbero ancora le camicie di forza...? Ogni tanto ci penso...
    Per quanto riguarda la mia professione futura non sono certo gli psicofarmaci a preoccuparmi, comunque questo discorso mi interessa molto. Mi piacerebbe leggere il punto di vista di altri.
    "Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
    Camus

  3. #3
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Citazione Originalmente inviato da afnegleilco Visualizza messaggio
    Io sono uno studente di psicologia, e per un certo periodo di tempo ho condiviso l’avversione che la maggioranza degli studenti di psicologia ha verso l’utilizzo degli psicofarmaci. Ma adesso, riflettendoci un poco, non riesco a trovare argomenti davvero convincenti a sostegno di questo atteggiamento. Perché la psicoterapia dovrebbe essere preferibile rispetto alla psicofarmacoterapia ?
    Le varie controindicazioni dell’utilizzo dei farmaci sono in progressiva diminuzione, quindi probabilmente non potranno essere usate a lungo come motivo di avversione. Per la loro efficacia vale lo stesso discorso.
    Cosa accadrebbe se si arrivasse ad una psicofamacoterapia ideale, con minime controindicazioni? Cosa ne sarebbe della psicoterapia? Continuerebbe ad esistere unicamente come forma di indagine della psiche?
    Cosa ne pensate?

    L'argomento é interessante ed attuale però c'é un concetto che non sono sicura di capire bene; in che senso parlando di una "psicofarmacoterapia ideale," la paragoni - come sembra dalle tue parole - alla psicoterapia come "forma di indagine?"
    Non capisco bene qual'é l'aspetto "indagine" della psicofarmacoterapia che vuoi rilevare tu; se ti riferisci agli aspetti legati alle neuroscienze o ad altro ed in caso in che modo.
    Anche perché già adesso non mi sembra che esista solo la psicoterapia tout-court.
    Potresti spiegare un pò meglio il concetto per cortesia?
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 05-09-2009 alle ore 14.53.32
    Gaia

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  4. #4
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Citazione Originalmente inviato da afnegleilco Visualizza messaggio
    Cosa accadrebbe se si arrivasse ad una psicofamacoterapia ideale, con minime controindicazioni? Cosa ne sarebbe della psicoterapia? Continuerebbe ad esistere unicamente come forma di indagine della psiche?
    Cosa ne pensate?
    Il problema a mio parere non si pone più di tanto se consideriamo che il farmaco agisce a livello di sintomo, mentre la psicoterapia, per come la intendo io, opera al livello della struttura di personalità. I due interventi sono quindi differenti e non si sovrappongono a meno che la farmacoterapia non "tolga del tutto voce" al sintomo, oscurando quindi la problematica sottostante.
    Mi preoccuano sinceramente di più gli approcci che vorrebbero rendere la psicoterapia equivalente alla psicofarmacologia, orientamenti ciò che mirano enfaticamente alla rapidità dell'estinzione sintomatica e che non guardano all'interrogarsi del soggetto come al principio di un processo di cambiamento e guarigione.

    Saluti
    gieko

  5. #5
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    L'argomento é interessante ed attuale però c'é un concetto che non sono sicura di capire bene; in che senso parlando di una "psicofarmacoterapia ideale," la paragoni - come sembra dalle tue parole - alla psicoterapia come "forma di indagine?"
    Non capisco bene qual'é l'aspetto "indagine" della psicofarmacoterapia che vuoi rilevare tu; se ti riferisci agli aspetti legati alle neuroscienze o ad altro ed in caso in che modo.
    Anche perché già adesso non mi sembra che esista solo la psicoterapia tout-court.
    Potresti spiegare un pò meglio il concetto per cortesia?
    Senza voler "togliere la parola" al creatore del topic, mi permetto di darti una risposta personale.
    In ambito di ricerca la psicofarmacoterapia è molto usata, soprattutto - e per ovvi motivi - sugli animali. Un classico, che penso sia citato nella maggior parte dei volumi di psicologia fisiologica, sta nel ridurre o aumentare la concentrazione di 5 - HT in alcune scimmie e osservare gli eventuali cambiamenti nella struttura gerarchica del gruppo. I farmaci vengono anche utilizzati per mettere alla prove teorie di natura neurofisiologica: per esempio, alcune ipotesi circa le componenti neurotrasmettitoriali coinvolte nell'epilessia punta - onda a 3 hz sono state testate ricorrendo alla somministrazione di Carbamazepina, agonista del GABA - A. (Destexhe, 2008)

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di Keblish
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    L'argomento é interessante ed attuale però c'é un concetto che non sono sicura di capire bene; in che senso parlando di una "psicofarmacoterapia ideale," la paragoni - come sembra dalle tue parole - alla psicoterapia come "forma di indagine?"
    Non capisco bene qual'é l'aspetto "indagine" della psicofarmacoterapia che vuoi rilevare tu; se ti riferisci agli aspetti legati alle neuroscienze o ad altro ed in caso in che modo.
    Anche perché già adesso non mi sembra che esista solo la psicoterapia tout-court.
    Potresti spiegare un pò meglio il concetto per cortesia?
    Forse mi sono espresso male. Intendevo dire che se la psicofarmacoterapia raggiungesse il suo obbiettivo ideale, e cioè di essere funzionale al massimo ed avere minimi o nulli effetti collaterali, essa rimpiazzerebbe del tutto la psicoterapia.
    Una tale psicofarmacoterapia ideale monopolizzerebbe completamente il servizio di "terapia dello psichico" che per il momento si contende con la psicoterapia; quest'ultima, invece, perderebbe la sua funzione sociale di tipo terapeutico, in quanto sorpassata in termini di efficienza dalla psicofarmacoterapia ideale; non potrebbe però mai perdere la sua funzione di strumento di indagine della psiche.
    Ma, a questo punto non si parlerebbe più di psicoterapia, bensì di psicoLogia.


    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Il problema a mio parere non si pone più di tanto se consideriamo che il farmaco agisce a livello di sintomo, mentre la psicoterapia, per come la intendo io, opera al livello della struttura di personalità. I due interventi sono quindi differenti e non si sovrappongono a meno che la farmacoterapia non "tolga del tutto voce" al sintomo, oscurando quindi la problematica sottostante.
    La psicoterapia riesce ad agire a livello della struttura di personalità. Il fatto che la psicofarmacoterapia, invece, non riesca in questo, rappresenta una sua "controindicazione", un suo difetto. Ma la psicofarmacoterapia Ideale, in quanto tale, non avrebbe più tale controindicazione - questo potrebbe ottenersi in vari modi, tra i quali magari anche quello da te prospettato. E così i due interventi si sovrapporrebbero.

  7. #7
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Citazione Originalmente inviato da afnegleilco Visualizza messaggio
    La psicoterapia riesce ad agire a livello della struttura di personalità. Il fatto che la psicofarmacoterapia, invece, non riesca in questo, rappresenta una sua "controindicazione", un suo difetto. Ma la psicofarmacoterapia Ideale, in quanto tale, non avrebbe più tale controindicazione - questo potrebbe ottenersi in vari modi, tra i quali magari anche quello da te prospettato. E così i due interventi si sovrapporrebbero.
    Permettimi di dirti che, per quanto ideale, nessuna farmacoterapia potrebbe per principio agire sulla struttura di personalità perchè essa è organizzazione psicologica, non biologica. Il livello a cui opera la farmacoterapia, per quanto raffinatezza possa raggiungere, è e sempre sarà il secondo.
    Il fatto che i farmaci non possano intervenire sul livello strutturale non è un "effetto collaterale" dunque, ma un limite intrinseco a quel tipo di terapia in sè.
    Se poi si vogliono fare considerazioni fantascientifiche, allora è un altro discorso.

    Saluti
    gieko

  8. #8
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Io sono sostanzialmente d'accordo con Gieko. L'unico caso, secondo me, in cui un certo tipo di farmacoterapia potrebbe influire sulla personalità è quando i disturbi della stessa sono in qualche modo connessi strettamente ad aspetti biologici. Per esempio, in caso di danno alla corteccia orbitofrontale, un ipotetico farmaco che permetta di "rigenerare" (!!!) le connessioni spezzate annullerebbe il vincolo biologico e permetterebbe, almeno in potenza, di ottenere uan remissione dalla sintomatologia personologica connessa al danneggiamento massivo di queste aree.

  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di Keblish
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Permettimi di dirti che, per quanto ideale, nessuna farmacoterapia potrebbe per principio agire sulla struttura di personalità perchè essa è organizzazione psicologica, non biologica. Il livello a cui opera la farmacoterapia, per quanto raffinatezza possa raggiungere, è e sempre sarà il secondo.
    Il fatto che i farmaci non possano intervenire sul livello strutturale non è un "effetto collaterale" dunque, ma un limite intrinseco a quel tipo di terapia in sè.
    Nel post precedente hai ammesso che "il farmaco agisce a livello di sintomo".
    Il sintomo è psicologico, e quindi il farmaco agisce a livello psicologico e non solo biologico. Allora il motivo per il quale "nessuna psicofarmacoterapia potrebbe agire sulla personalità", non può trovarsi nel fatto che quest'ultima "è una organizzazione psicologica".

  10. #10
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Citazione Originalmente inviato da afnegleilco Visualizza messaggio
    Nel post precedente hai ammesso che "il farmaco agisce a livello di sintomo".
    Il sintomo è psicologico, e quindi il farmaco agisce a livello psicologico e non solo biologico. Allora il motivo per il quale "nessuna psicofarmacoterapia potrebbe agire sulla personalità", non può trovarsi nel fatto che quest'ultima "è una organizzazione psicologica".
    Sì, infatti agisce sugli aspetti neurochimici legati al sintomo. Ma dal punto di vista strutturale un depresso rimane tale anche dopo la scomparsa della sintomatologia, così come un ansioso mantiene le proprie modalità. Mi sembra che non ci sia neanche da discutere su questo punto.

    Saluti
    Ultima modifica di gieko : 05-09-2009 alle ore 20.21.26
    gieko

  11. #11
    Partecipante Super Esperto L'avatar di chiaravarri
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Permettimi di dirti che, per quanto ideale, nessuna farmacoterapia potrebbe per principio agire sulla struttura di personalità perchè essa è organizzazione psicologica, non biologica. Il livello a cui opera la farmacoterapia, per quanto raffinatezza possa raggiungere, è e sempre sarà il secondo.
    Il fatto che i farmaci non possano intervenire sul livello strutturale non è un "effetto collaterale" dunque, ma un limite intrinseco a quel tipo di terapia in sè.
    Se poi si vogliono fare considerazioni fantascientifiche, allora è un altro discorso.

    Saluti
    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Sì, infatti agisce sugli aspetti neurochimici legati al sintomo. Ma dal punto di vista strutturale un depresso rimane tale anche dopo la scomparsa della sintomatologia, così come un ansioso mantiene le proprie modalità. Mi sembra che non ci sia neanche da discutere su questo punto.

    Saluti
    Vedi? Ogni tanto siamo d'accordo!
    "Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
    Camus

  12. #12
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Certamente. Anche la struttura però ha degli aspetti neurochimici. Perchè uno psicofarmaco non potrebbe agire sulla struttura di personalità?
    Aldilà di ciò, potrebbe anche non essere necessario un intervento sulla personalità. Cosa faremmo di fronte ad uno psicofarmaco che, come hai detto sopra, "tolga del tutto voce al sintomo"?

  13. #13
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Citazione Originalmente inviato da afnegleilco Visualizza messaggio
    Certamente. Anche la struttura però ha degli aspetti neurochimici. Perchè uno psicofarmaco non potrebbe agire sulla struttura di personalità?
    Aldilà di ciò, potrebbe anche non essere necessario un intervento sulla personalità. Cosa faremmo di fronte ad uno psicofarmaco che, come hai detto sopra, "tolga del tutto voce al sintomo"?
    E come puo' uno psicofarmaco agire sulla struttura di personalita'?
    Ma soprattutto...come fa a non essere necessario un intervento sulla struttura di personalita'???
    "Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
    Camus

  14. #14
    Partecipante Esperto L'avatar di Keblish
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Citazione Originalmente inviato da chiaravarri Visualizza messaggio
    E come puo' uno psicofarmaco agire sulla struttura di personalita'?
    Ma soprattutto...come fa a non essere necessario un intervento sulla struttura di personalita'???
    Potrebbe farlo agendo sulla struttura neurale sottostante la struttura di personalità.
    Il sintomo potrebbe recedere senza che ciò sia causato dalla riorganizzazione della struttura profonda della personalità.

  15. #15
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: psicofarmacoterapia, perchè no?

    Citazione Originalmente inviato da afnegleilco Visualizza messaggio
    Potrebbe farlo agendo sulla struttura neurale sottostante la struttura di personalità.
    Il sintomo potrebbe recedere senza che ciò sia causato dalla riorganizzazione della struttura profonda della personalità.

    Struttura neurale e struttura di personalità sono due concetti molto diversi, anche se in alcuni casi specifici,strettamente connessi (ad es., lesioni della corteccia temporale, delle insule, giro del cingolo, chiasma, gangli della base ecc.); uno dei problemi immediati é la "plasticità" neurale per cui le "funzioni" possono essere svolte da altre parti cerebrali in caso di compromissione della sede originaria rispetto alla "rigidità" cui tendono le diverse strutture di personalità considerate da un punto di vista di organizzazione psicologica interna; che non é un diretto epifenomeno dell'organizzazione neurale anche se può esserne influenzato, così come rapporti psicoterapeutici possono favorire l'azione su circuiti neurali fondamentali per il benessere ed il malessere, come quelli relativi alla produzione di ormoni ed ammine.
    Data la problematica "plasticità" neurale, nonostante e proprio perché alcune funzioni possano essere anche distribuite - che é ciò che, nell'insieme, se parliamo ad es. di recettori, psicofarmacologicamente consente di agire a livello di sintomo - e rigidità della struttura della personalità di cui il sintomo é espressione con tutta la sofferenza sottostante, mi chiedevo come risolveresti questo "scarto".
    Mi chiedevo se tu voglia eventualmente riferirti a specifiche organizzazioni di personalità in cui tali circuiti sono considerati fortemente implicati quando parli di "estinzione" del sintomo in cui alcuni A. nel tempo, hanno ritenuto e ritengono non indicato - a volte in un primo momento - intervenire a livello di struttura della personalità ma limitarsi ad altre forme di intervento. Ed in che modo ciò rappresenterebbe una "evoluzione" oppure se tu voglia riferirti a specifiche ricerche attuali innovative ed in caso di che tipo. E, ancora, a quali sintomi ed organizzazioni di personalità vorresti riferirti nella tua psicofarmacoterapia ideale.
    Gaia

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