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Discussione: DCA, voglio uscirne.

  1. #1

    DCA, voglio uscirne.

    Buongiorno a tutti. Mi chiamo Valentina, ho 20'anni e sono nuova del forum.

    Ho trovato questo sito mentre cercavo un aiuto, ed è per questo che scrivo oggi..

    Mi viene voglia di dire SOFFRIVO di DCA (anorressia e poi è subentrata la bulimia) ma non so in realtà quando ci sono ancora dentro e quanto no e il mio intento è quello di uscirne fuori definitivamente.

    Ho avuto più di un periodo in cui sono stata in uno stadio iniziale di anorressia e ne sono uscita senza neppure riconoscere il problema. L'episodio importante ha avuto inizio poco più di un anno fa..forse uno e mezzo. Prima anorressia e, quando ormai il mio corpo era come se mi obbligasse ad alimentarmi, è subentrata la bulimia.
    A febbraio sono arrivata al momento peggiore..non so come facessi ancora a condurre una vita "normale"! "Finalmente" ho riconosciuto il problema e, con enorme fatica, ho iniziato ad affrontarlo. Una sera in cui stavo malissimo è come se fosse scattato qualcosa e mi è piombato tutto addosso: mi sono improvvisamente scoperta malata, mi sono fatta schifo..ma quella volta non perchè mi vedevo grassa, ma malconcia..malata..sofferente e tanto magra da farmi senso! Attualmente ho meno ossessioni, mi comporto e mangio in maniera abbastanza corretta e o ripreso parte del tanto peso perso (ancora niente mestruo..SIGH!). Però non ho più il coraggio di pesarmi, per paura di vedere l'ago salire e ricominciare la tortura, e continuo a voler vedere i piatti degli altri più pieni del mio.
    Penso che tutti questi problemi siano scaturiti da un senso di inadeguatezza che non mi abbandona sin dall'infanzia, ho sempre provato vergogna per il mio corpo e spesso anche per i pensieri, mi sono sempre sentita fuori luogo, "sbagliata", brutta, grassa e antipatica. Gli altri sono sempre stati migliori..
    Una situazione famigliare travagliata sicuramente non è stata d'aiuto (genitori separati, famiglia mai stata unita, una sorella che mia madre venera, pochi soldi, ecc), ho avuto diverse delusioni dalle "grandi amiche" e talvolta anche dai ragazzi.
    Il periodo più brutto di cui ho parlato risale indicativamente all'operazione di tumore di mia madre, con la quale non ho mai avuto un rapporto ottimale (per esempio sono andata via da casa appena compiuti i 18 per non a sentir più dire "sei il tipo di persona che se non fosse mia figlia non frequenterei! Senza di te staremmo tutti (madre e sorella) meglio! Ipocrita!" e via dicendo..). Ma nella malattia le sono stata vicina.

    Ritengo di aver riconosciuto quindi il mio problema e lo sto affrontando con tutte le mie forze con come motivazione la mia salute, che mi serve per poter dare al mio ragazzo la vita che desideriamo e che merita.. Non ci fosse lui non sarei arrivata nemmeno fin qua!

    Ho scritto tutto questo per fare un rapido quadro della mia situazione perchè vorrei sapere da Voi esperti se sono in grado di sconfiggere da sola questa brutta malattia o se ho bisogno di una terapia..
    Sono disposta a dare il 1000% per farcela da sola...per me sarebbe veramente una vittoria enorme!!! Sono abituata a lottare per ottenere qualsiasi cosa e io VOGLIO vincere!

    Grazi mille a chi avrà la pazienza di leggere e magari anche rispondere!!

    Vale

  2. #2

    Riferimento: DCA, voglio uscirne.

    Cara Valentina,

    ti ringrazio, intanto, per aver voluto condividere con noi del forum il tuo disagio. Non deve essere stato facile prendere questa decisione. Dalle tue parole traspare molto dolore quando ci racconti la tua storia, così come non deve essere semplice convivere attualmente con la paura che salga l'ago della bilancia.

    Dal tuo racconto emerge, però, anche tanta forza nell'affrontare le situazioni più complicate e dolorose. Sei stata, anche, capace di riconoscere il tuo disagio e stai di nuovo mobilitando tutte le energie e le risorse per superarlo.

    Ci chiedi se puoi riuscire a farcela da sola o con l'aiuto di una psicoterapia. Io posso dirti che la psicoterapia rappresenta un'occasione per lavorare su di sè, mettendosi in gioco al 100%. Sceglierla non equivale a dire: " Non ce la faccio da sola" proprio perchè il percorso psicoterapeutico si fonda sulla presenza attiva della persona che lo ha intrapreso.

    Hai iniziato a "portare fuori" il tuo disagio parlandone con noi al forum ed è stato un primo passo importante nel prenderti cura di te.

    Un saluto

    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  3. #3

    Riferimento: DCA, voglio uscirne.

    Cara Valentina,

    la consapevolezza di avere una difficoltà e la voglia di superarla è un primo passo importante verso la riconquista del proprio benessere.

    Senso di inadeguatezza, vergogna, sentirsi fuori luogo, sbagliata, brutta, grassa, antipatica, considerando gli altri migliori, possono essere ricondotti a una percezione di bassa autostima.

    Una rielaborazione del disagio e della sofferenza provata, anche in relazione al contesto familiare e non familiare a cui accenni, potrebbe aiutarti a riscoprire le tue risorse e potenzialità, migliorando cosi il rapporto con te stessa e con gli altri.

    Ad esempio potrebbero essere risorse il supporto sociale trovato in una relazione importante (ragazzo) e la determinazione che traspare tra le tue righe.

    Un caro saluto.

    Annalisa De Filippo
    Ordine degli Psicologi della Lombardia n° 12298
    Ultima modifica di pianetapsy : 05-10-2009 alle ore 12.26.55
    Dott.ssa Annalisa De Filippo
    Psicologa
    www.centropianetapsicologia.com

  4. #4
    Partecipante
    Data registrazione
    22-02-2007
    Residenza
    ROMA
    Messaggi
    38

    Riferimento: DCA, voglio uscirne.

    Ciao Valentina,
    concordo pienamente con quanto detto dalla Dott.ssa Serafini.
    Nonostante le difficoltà stai affrontando il problema con coraggio e determinazione, mostrando anche di avere consapevolezza di quanto anche il tuo passato e la tua situazione familiare potrebbero aver avuto un ruolo importante.
    Immagino che finora tu abbia fatto tanto per farcela da sola, per rialzarti, per andare oltre quanto ti veniva detto a casa...un lavoro insieme a qualcun'altro che ti accompagna potresti prenderlo come un regalo che ti fai (non come un fallimento), e così riconoscere che ti meriti uno spazio, un momento in cui essere sostenuta, accolta per continuare a rialzarti e a realizzarti, seguendo i tuoi desideri.
    Facci sapere,
    un caro saluto,

    Dott.ssa Laura Gentile

  5. #5
    Neofita
    Data registrazione
    05-03-2009
    Residenza
    ROMA
    Messaggi
    1

    Riferimento: DCA, voglio uscirne.

    Ciao Valentina,
    indubbiamente la tua storia attira l'attenzione del lettore che nel leggerla pensa: "Quanto è stata brava Valentina a spiegare i suoi problemi alimentari in virtù di avvenimenti della sua vità che l'hanno messa alla prova; quanto è stata brava Valentina a capirlo e dire basta all'anoressia!"
    Sicuramente Valentina hai un' ottima capacità critica che ti ha permesso di dare una spiegazione ai tuoi disturbi alimentari associandoli a relazioni familiari, soprattutto con tua madre, negative. Ma purtroppo, alle volte, questo non basta per uscirne fuori, in quanto capire le cause dei problemi non risolve i problemi.
    La psicoterapia aiuta a prendere coscienza dei propri punti di forza e dei propri limiti, aiuta a vedere le cose da un altro punto di vista e a trovare nuove soluzioni ai problemi che la vita ci propone.
    Io comincerei ne tuo caso a chiedermi come mai dal rifiuto del cibo sono passata al mangiare compulsivo?
    Entrambi i tipi di disturbi potrebbero essere delle risposte ad una madre "cattiva"...
    Queste ed altre domande dovrebbero trovare spiegazione in un percorso psicoterapeutico a conclusione del quale Valentina agirà e vedrà le cose in modo diverso, e sarà capace di fronteggiare in modo sicuro e maturo il rapporto con gli altri.

    Spero di essere stata di aiuto e rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.

    Un saluto cordiale.

    Dr.ssa Carmela Verrastro
    Psicologa e Psicoterpauta
    Ordine degli Psicologi del Lazio n.11916
    carmela.verrastro@live.it

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