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Visualizzazione risultati 1 fino 9 di 9
  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di babytuckoo
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    08-01-2006
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    84

    CONSIGLI per un caso di un pre-adol

    ciao a tutte, non so bene se sono nella parte corretta del forum, però se qualcuno può darmi un consiglio..ne sarei molto grata!
    stamattina ho avuto un colloquio con un ragazzino di 12 anni che è entrato in crisi dopo essere stato operato di appendicite.
    praticamente dice di aver avuto paura di and in ospedale e soprattutto l'ha spaventato la velocità con cui tutto è successo.
    Nel suo percorso di vita fino ad ora ha avuto alcuni ricoveri:
    uno all'età di 40 gg per il piloro
    uno per adenoidi all'età di 4 anni
    e poi durante le elementari ha avuto spesso problemi di mal di testa, mal di pancia, influenze, polmonite
    durante il colloquio mi ha raccontato alcune cose e la mia impressione è che sia ancora molto legato alla famiglia e soprattutto alla mamma
    la cosa strana e che mi ha fatto pensare è che la mamma dorme in camere cn lui perchè il "papà russa" (così dice il ragazzino) ed inoltre che il ragazzino tutte le mattine si sveglia prima che la mamma vada via perchè vuole salutarla prima del lavoro
    lui abita in provincia e va a scuola in centro città e viene accompagnato dalla mamma alla mattina e poi il pome lo prendono i nonni e poi rimane cn loro nel pomeriggio.
    a scuola va bene( media del 7) e dice che ci va volentieri perchè ci sono i suoi amici storici, anche se poi durante tutta l'estate li ha visti pochissime volte.
    lui dice che a casa nn ci sono problemi fra i genitori e nemmeno lui ha problemi con loro
    i suoi interessi al momento sono decoupage e inizierà a suonare la batteria,
    gli piace la cucina
    ha fatto pattinaggio artistico e l'ultimo anno basket ma nn gli è piaciuto
    Durante il colloquio abbiamo accennato al suo star male legato al pensiero dell'ospedale e appena ha iniziato a parlarne, gli sono venuti subito gli occhi lucidi e ha iniziato a piangere.
    Mi riferisce che non ci sono stati elementi traumatici e che mentre è stato lì sono and a trovarlo i nonni, gli zii e qualche amico. però dice che solo a pensarci si agita e sta male.
    io ho notato un atteggiamento alquanto inibito durante il colloquio, infatti era molto difficile fargli dire le cose e inoltre qs legame con la madre mi ha un po' fatto pensare
    ho pensato anche al momento particolare dello sviluppo in cui si trova e quindi ai cambiamenti sia fisici che psicologici e alla confusione sull'identità.
    ho fissato un altro colloquio con lui la prox sett. secondo voi come potrei muovermi? ci sono vari elementi e vorrei avere altri pareri

    grazie!!!!

  2. #2
    Partecipante Affezionato L'avatar di Giovanna73
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    06-09-2007
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    Trieste
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    88

    Riferimento: CONSIGLI per un caso di un pre-adol

    Premetto che non ho ancora abbastanza competenze per dare consigli (sono solo laureanda alla Triennale) e quindi me ne astengo prudentemente [e saggiamente...:-)], però, leggendo attentamente il tuo resoconto mi è venuto da pensare che forse sarebbe utile una precisazione, per coloro che invece qualche "dritta" potrebbero dartela, e cioè: cosa intendi per "è entrato in crisi dopo essere stato operato di appendicite"? In che senso "è entrato in crisi"? "solo" nel senso che vive con angoscia i momenti in cui gli viene richiesto di pensare o parlare di questa esperienza (nella quale peraltro dice che "non ci sono stati elementi traumatici"), oppure nel senso che ha sviluppato una sorta di "disturbo post-traumatico da stress", oppure nel senso che questa esperienza ha avuto ripercussioni "ad ampio raggio" sulla sua vita familiare, sociale, scolastica?

    Forse, visto il legame che pare quasi "simbiotico" con la madre, potrebbe aver vissuto questo ricovero così improvviso (dici che "l'ha spaventato soprattutto la velocità con cui tutto è successo"), cui non era stato preventivamente preparato, con una forte ansia di separazione, che potrebbe aver lasciato degli strascichi...

    Scusa l'intromissione da parte di una "quasi profana", ma mi sembrava un aspetto importante da chiarire, per chi potrà darti un consiglio.

    Ciao e grazie,
    Giovanna
    Ultima modifica di Giovanna73 : 28-08-2009 alle ore 12.03.22

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di LePleiadi
    Data registrazione
    21-11-2006
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    324

    Riferimento: CONSIGLI per un caso di un pre-adol

    Citazione Originalmente inviato da babytuckoo Visualizza messaggio
    .
    ho fissato un altro colloquio con lui la prox sett. secondo voi come potrei muovermi? ci sono vari elementi e vorrei avere altri pareri

    grazie!!!!
    So che è una domanda un pò scontata ma non hai un supervisore o un collega a cui chiedere?E' difficile consigliare sul forum anche perchè bisognerebbe conoscere il bene caso

  4. #4
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    09-05-2007
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    liguria
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    1,277

    Riferimento: CONSIGLI per un caso di un pre-adol

    Citazione Originalmente inviato da Giovanna73 Visualizza messaggio
    Premetto che non ho ancora abbastanza competenze per dare consigli (sono solo laureanda alla Triennale) e quindi me ne astengo prudentemente [e saggiamente...:-)], però, leggendo attentamente il tuo resoconto mi è venuto da pensare che forse sarebbe utile una precisazione, per coloro che invece qualche "dritta" potrebbero dartela, e cioè: cosa intendi per "è entrato in crisi dopo essere stato operato di appendicite"? In che senso "è entrato in crisi"? "solo" nel senso che vive con angoscia i momenti in cui gli viene richiesto di pensare o parlare di questa esperienza (nella quale peraltro dice che "non ci sono stati elementi traumatici"), oppure nel senso che ha sviluppato una sorta di "disturbo post-traumatico da stress", oppure nel senso che questa esperienza ha avuto ripercussioni "ad ampio raggio" sulla sua vita familiare, sociale, scolastica?

    Forse, visto il legame che pare quasi "simbiotico" con la madre, potrebbe aver vissuto questo ricovero così improvviso (dici che "l'ha spaventato soprattutto la velocità con cui tutto è successo"), cui non era stato preventivamente preparato, con una forte ansia di separazione, che potrebbe aver lasciato degli strascichi...

    Scusa l'intromissione da parte di una "quasi profana", ma mi sembrava un aspetto importante da chiarire, per chi potrà darti un consiglio.

    Ciao e grazie,
    Giovanna
    Leggendo le informazioni date nella traccia anche io avevo pensato a Disturbo Post Traumatico da Stress e Disturbo Ansia di separazione.

    Fossi in te farei domande circolari per verificare entrambi i disagi.
    Vedrai anche la famiglia? Dimmi di si perchè sarebbe interessante sentire la coppia di genitori
    il silenzio è pace, è serenità. A.G.

  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di babytuckoo
    Data registrazione
    08-01-2006
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    Riferimento: CONSIGLI per un caso di un pre-adol

    cosa intendi per "è entrato in crisi dopo essere stato operato di appendicite"? In che senso "è entrato in crisi"? "solo" nel senso che vive con angoscia i momenti in cui gli viene richiesto di pensare o parlare di questa esperienza (nella quale peraltro dice che "non ci sono stati elementi traumatici"), oppure nel senso che ha sviluppato una sorta di "disturbo post-traumatico da stress", oppure nel senso che questa esperienza ha avuto ripercussioni "ad ampio raggio" sulla sua vita familiare, sociale, scolastica?


    provo a spiegarmi meglio: quando durante il colloquio ho provato a introdurre l'argomento ospedale, però cercando di fargli una domanda molto generale e cercando di essere più cauta possibile, lui subito a iniziato ad avere occhi rossi e ad agitarsi e dopo 30 secondi a piangere. non riusciva a parlarne perchè si vedeva che lo faceva soffrire molto qs ricordo. è il fatto di parlarne e di avere in mente pensieri su quell'esperienza lo fa star male
    ha detto che solo pensare all'ospedale lo fa piangere anche se si rende conto che nn è successo nulla di traumatico o che lo può far soffrire in qs modo.
    dai racconti del ragazzino la sua vita è uguale a prima e quindi nn ci sono state ripercussioni sulla vita sociale, familiare etc anche se parlando con lui mi pare un ragazzino un po' inibito, che tende a stare a casa con mamma, nonni e altri familiari piuttosto che stare in giro con amici o fare altre attività fuori casa.
    Durante il colloquio ho più volte sentito un legame ancora molto vicino con la madre e quindi anch'io sarei più legata a vedere un sintomo legato all'ansia di separazione forse scatenata dal fatto di un ricovero così "veloce" che lo ha allontanato tr repentinamente o che l'ha spaventato sulla possibilità di una "non presenza" costante della madre.
    dovevo vedere la madre prima ma ci sono stati degli imprevisti e quindi dovrei incontrare lei e il padre dopo qs colloquio con lui
    grazie dei suggerimenti..
    e se avete altro, io sono qui..
    ciao.. buon week end

    p.s: il mio supervisore è in vacanza...beato lui!!

  6. #6
    Partecipante Affezionato L'avatar di Giovanna73
    Data registrazione
    06-09-2007
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    Trieste
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    88

    Riferimento: CONSIGLI per un caso di un pre-adol

    Citazione Originalmente inviato da babytuckoo Visualizza messaggio
    Giovanna ha scritto: cosa intendi per "è entrato in crisi dopo essere stato operato di appendicite"? In che senso "è entrato in crisi"? "solo" nel senso che vive con angoscia i momenti in cui gli viene richiesto di pensare o parlare di questa esperienza (nella quale peraltro dice che "non ci sono stati elementi traumatici"), oppure nel senso che ha sviluppato una sorta di "disturbo post-traumatico da stress", oppure nel senso che questa esperienza ha avuto ripercussioni "ad ampio raggio" sulla sua vita familiare, sociale, scolastica?
    Forse, visto il legame che pare quasi "simbiotico" con la madre, potrebbe aver vissuto questo ricovero così improvviso (dici che "l'ha spaventato soprattutto la velocità con cui tutto è successo"), cui non era stato preventivamente preparato, con una forte ansia di separazione, che potrebbe aver lasciato degli strascichi...

    Tanatoss ha scritto:
    Leggendo le informazioni date nella traccia anche io avevo pensato a Disturbo Post Traumatico da Stress e Disturbo Ansia di separazione.
    Fossi in te farei domande circolari per verificare entrambi i disagi.

    Babytuckoo ha scritto: provo a spiegarmi meglio: quando durante il colloquio ho provato a introdurre l'argomento ospedale, però cercando di fargli una domanda molto generale e cercando di essere più cauta possibile, lui subito a iniziato ad avere occhi rossi e ad agitarsi e dopo 30 secondi a piangere. non riusciva a parlarne perchè si vedeva che lo faceva soffrire molto qs ricordo. è il fatto di parlarne e di avere in mente pensieri su quell'esperienza lo fa star male
    ha detto che solo pensare all'ospedale lo fa piangere anche se si rende conto che nn è successo nulla di traumatico o che lo può far soffrire in qs modo.
    dai racconti del ragazzino la sua vita è uguale a prima e quindi nn ci sono state ripercussioni sulla vita sociale, familiare etc anche se parlando con lui mi pare un ragazzino un po' inibito, che tende a stare a casa con mamma, nonni e altri familiari piuttosto che stare in giro con amici o fare altre attività fuori casa.
    Durante il colloquio ho più volte sentito un legame ancora molto vicino con la madre e quindi anch'io sarei più legata a vedere un sintomo legato all'ansia di separazione forse scatenata dal fatto di un ricovero così "veloce" che lo ha allontanato tr repentinamente o che l'ha spaventato sulla possibilità di una "non presenza" costante della madre.
    Forse allora, oltre alle domande circolari per verificare un DPTS (che però, alla luce di quanto scrivi qui, ora pare meno probabile) o l'ansia di separazione (più plausibile), sarebbe utile capire quali siano i sentimenti che accompagnano queste sue reazioni così intense di fronte al ricordo del ricovero, nel senso che l'agitazione e il pianto potrebbero avere alla base affetti molto diversi e l'individuazione di questi potrebbe fornire qualche dato in più ai fini diagnostici: ansia? (potrebbe aver sviluppato "semplicemente" una fobia specifica? iatrofobia?) tristezza? paura? senso di impotenza? chissà...

    Tienici aggiornati.
    Ciao,
    G.

  7. #7
    Partecipante Affezionato L'avatar di babytuckoo
    Data registrazione
    08-01-2006
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    84

    Riferimento: CONSIGLI per un caso di un pre-adol

    oggi ho avuto il secondo colloquio.. ho provato con domande più generali inizialmente per vedere lo stato d animo attuale e cm stava in qs giorni..
    poi dopo ho introdotto con domande molto aperte e non particolari l'argomento del suo ricovero cercando cn lui di capire cosa poteva essere ad avergli provocato qs malessere..
    abbiamo cercato di capire cosa c'era che lo spaventava.. io ho provato a dirgli alcune mie sensazioni della volta precedente cercando però di non indirizzarlo o di non mettergli in bocca cose nn sue e quindi riportando quello che mi aveva detto lui stesso. e lui mi ha detto che il fatto che lo preoccupava di più era di stare lontano dalle "sue cose"
    e da lì è venuto fuori che la sua paura era data da essere in ospedale e star lontano in particolar modo dalla madre.
    prossimamente dovrei avere un colloquio con la madre per cercare di capire meglio alcune cose e vedere cosa fare..

  8. #8
    quasi psicologa
    Ospite non registrato

    Riferimento: CONSIGLI per un caso di un pre-adol

    Io invece sono curiosa di sapere:

    - da quanto tempo dorme con la madre?

    - dorme nello stesso letto con la madre? (Trovo questa cose orribile e ormai l'ho sentito troppe volte questa cosa ) e vorrei sapere da te o da altri le implicazioni di questo....conosco un caso del genere (persone a me "vicine")



    edit: stai pensando a test da somministrargli?
    Ultima modifica di quasi psicologa : 01-09-2009 alle ore 10.18.00

  9. #9

    Riferimento: CONSIGLI per un caso di un pre-adol

    Scusa baby tu sei psicologa o psicoterapeuta?anch'io ho un caso di un ragazzino di 13 anni che dorme con la madre, chiaramente si scatenano in lui una serie di paure inconsce legate al sentirsi crescere e probabilmente al nn riconoscerlo per nn dispiacere la madre, che fra l'altroè separata. Credo che il dormire con i genitori in adolescenza renda assolutamente difficilissimo il processo di separazione ed individuazione che caratterizza qst fase della vita. Purtroppo nn è semplice per noi dire "beh sta lì il problema". Qst ragazzi vanno accompagnati nel loro processo di crescita e nn sono tanto sicura che la soluzione ideale sia vedere anche i genitori...nel senso che facendo riferimento alla terapia breve di individuazione di Senise (che ti consiglio vivamente di seguire), i genitori si vedono solo all'inizio, e poi è necessario chiarire al ragazzo che nn si vedranno più, che può fidarsi di noi perchè noi nn riferiremo ai genitori nulla se nn è espressamente lui a chiederlo. E' inoltre utile chiarire che al momento della restituzione se saranno coinvolti i genitori (cosa altamente probabile) non sarà infranto il vincolo di segretezza al quale siamo obbligati e tenuti. Beh...qst è lo schema al quale io faccio riferimento ma si accettano confronti..in bocca al lupo a tutti!

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