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Visualizzazione risultati 1 fino 4 di 4
  1. #1
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
    Data registrazione
    13-06-2007
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    Sicilia
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    La localizzazione del sč

    Da un pņ, mi sono accostata al pensiero buddista di Thich Nhat Hanh. Scoprire il respiro, imparare l'ascolto profondo, praticare la consapevolezza, sono solo alcune delle tappe fondamentali del suo pensiero ed in generale di tutte le religioni orientali che localizzano il sč nel ventre. Una persona centrata in quel punto sarą in armonia sia col mondo interiore che con quello esteriore e stabilisce un contatto con il terreno sotto e con il cielo sopra; č allora parte del tutto e tutte le sue relazioni sono armoniose.
    So bene, che il termine sč acquista il suo significato e "forse" localizzazione a partire dall'orientamento teorico che ne dispone l'impiego e ne decide l'uso, ma sarei molto interessata a capire se anche in ambito psicoanalitico oltre che sicuramente in quello bioenergetico, si accetta questa teoria.
    A mio avviso la percezione di sč o la coscienza di sč sono la consapevolezza del corpo nella sua risposta pił spontanea: il sč č il corpo che comprende la mente, č il corpo che reagisce indipendentemente dall'io. Quindi sono pił cosciente di me quando sono stressato, affamato, eccitato o provo sensazioni profonde di dolore o piacere, sensazioni che infatti vengono definite "viscerali". Ogni esperienza č fisica. Se qualcosa ci fa ridere, il diaframma sobbalza: ecco il corpo. Quando piango, dai miei occhi scorre liquido salino. Riecco il corpo. Un'emozione ha ha due componenti, uno mentale percettivo, uno corporeo. Percepire un movimento corporeo interno da luogo ad una sensazione o ad un'emozione. Piangere č il meccanismo pił essenziale per scaricare il dolore: dopo, la disperazione si allevia, come se si uscisse da un pozzo verso la luce del sole.
    Scusate se riprendo un tema gią discusso, ma forse questa č una prospettiva un pņ diversa per trattare l'argomento.
    Ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  2. #2
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
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    Milano
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    2,312

    Riferimento: La localizzazione del sč

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    So bene, che il termine sč acquista il suo significato e "forse" localizzazione a partire dall'orientamento teorico che ne dispone l'impiego e ne decide l'uso, ma sarei molto interessata a capire se anche in ambito psicoanalitico oltre che sicuramente in quello bioenergetico, si accetta questa teoria.
    A mio avviso la percezione di sč o la coscienza di sč sono la consapevolezza del corpo nella sua risposta pił spontanea: il sč č il corpo che comprende la mente, č il corpo che reagisce indipendentemente dall'io.
    Ciao francesca, poni un quesito difficile, a cui non penso ci sia una risposta univoca. Personalmente non ritengo che ciņ che in psicoanalisi viene chiamato Sč (e non in tutti gli orientamenti psicoanalitici č peraltro presente questo concetto) abbia localizzazioni o sedi. Solitamente il Sč č concettualizzato come struttura (Kohut, Winnicott) o rappresentazione della struttura. Se nella prima accezione tende a coincidere con una struttura unitaria ed organizzante dell'identitą, quindi per certi versi analoga all'Io, nella seconda č un prodotto della riflessione dell'Io su di sč, appunto, ovvero č l'immagine di sč che si cristallizza.
    Rispetto ad un accezione di immediatezza corporea e percettiva siamo quindi piuttosto lontanti, perchč nell'uno e nell'altro caso si ha a che fare con concetti relativi alla complessivitą del soggetto.

    Saluti
    gieko

  3. #3
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
    Data registrazione
    13-06-2007
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    Sicilia
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    1,509

    Riferimento: La localizzazione del sč

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Ciao francesca, poni un quesito difficile, a cui non penso ci sia una risposta univoca. Personalmente non ritengo che ciņ che in psicoanalisi viene chiamato Sč (e non in tutti gli orientamenti psicoanalitici č peraltro presente questo concetto) abbia localizzazioni o sedi. Solitamente il Sč č concettualizzato come struttura (Kohut, Winnicott) o rappresentazione della struttura. Se nella prima accezione tende a coincidere con una struttura unitaria ed organizzante dell'identitą, quindi per certi versi analoga all'Io, nella seconda č un prodotto della riflessione dell'Io su di sč, appunto, ovvero č l'immagine di sč che si cristallizza.
    Rispetto ad un accezione di immediatezza corporea e percettiva siamo quindi piuttosto lontanti, perchč nell'uno e nell'altro caso si ha a che fare con concetti relativi alla complessivitą del soggetto.

    Saluti
    Caro gieko, io parto dal presupposto che, come sostiene Jung, il sč sia non solo il centro ma anche l'intero perimetro che abbraccia coscienza e inconscio; č il centro di questa totalitą , cosģ come l'io č il centro della mente cosciente. Il sč č l'espressione di tutte le possibilitą umane: il momento iniziale della vita pisichica e la sua realizzazione; si puņ concepire come un antecedente dell'io che ne patisce la violenza.
    Il concetto di sč č molto sottile...e direi soggettivo; io lo percepisco come il mio essere e lo percepisco meglio, quando lo sperimento come capacitą di osservare ciņ che succede nel mio corpo: il mio io osserva il mio sč che rappresenta la forza vitale del mio corpo. Per me č un fenomeno complessivo che mi coinvolge totalmente e che č in continua evoluzione, per cui non capisco e non posso condividere la tua teoria di un sč cristallizzato, forse me la dovresti spiegare meglio.

    Ciao
    Ultima modifica di francesca63 : 27-08-2009 alle ore 11.21.35
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
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    Tra le Alpi e gli Appennini
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    Riferimento: La localizzazione del sč

    Ciao Francesca, oltre Kenberg che offre punti di partenza ad alcuni orientamenti bioenergetici come quello dello SMIAB che si occupa dei conflitti del Sé antecedenti lo sviluppo del linguaggio, ci sono alcuni autori come M. Fain e J. Mc Dougall che si occupano degli aspetti corporei in psicoanalisi e della sua pre - organizzazione e disturbi con relative conseguenze rispetto al verbale. Generalmente, le disarmonie di sviluppo -e la loro comprensione e riorganizzazione "fluente" - considerate in un'ottica piuttosta complessa, possono essere ricollegate, proprio data la loro immediatezza - di cui parli - al concetto di forclusione, in primo luogo.

    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 28-08-2009 alle ore 14.09.49
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

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