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  1. #1
    Matricola L'avatar di dexterose
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    quell'amore impossibile...

    ciao a tutti. vi racconto la triste storia del mio amore finito e spezzato, e più in generale di un amore che forse non poteva proprio durare...

    ho conosciuto C. alla fine di 5 mesi passati nell'inferno della depressione, dopo che è finita (male) la mia "storia della vita", o almeno così credevo che fosse, fino a quando, appunto, non è finita... precipitai nel vortice nero e pensavo che per me sarebbe finito tutto. ovviamente mi sbagliavo, entrai in analisi, piano piano ripresi fiducia in me stesso, fino ad avere i primi timidi incontri con la società prima, e con quella femminile un pò più tardi.

    lei la conosco online: bellissima, tenera, simpatica, sembrava un angelo.

    ah, era disabile. SMA III, in pratica un indebolimento cronico e progressivo dei muscoli, che la costringevano su una carrozzina. la mia visione (fino a poco tempo fa) era semplicemente: una ragazza normale, seduta.

    prima di incontrarci è passato un pò di tempo, certo, saperla così... diversa inizialmente mi colpì, non sapevo nulla a riguardo. ma era talmente bello perdersi nei discorsi con lei, vedere che diceva sempre la cosa giusta al momento giusto... era teneramente carina, sempre, e stare in sua compagnia, anche se virtuale, mi faceva stare bene. mi sembrava di non conoscere il disagio della depressione. era fantastico.

    ormai avevamo i nostri momenti quotidiani in chat, ci lasciavamo i messaggi se non ci trovavamo in linea, e dopo poco, sms, e chiamate, lunghe chiamate che mi facevano di nuovo sentire perlomeno accettato, interessante agli occhi di un'altra ragazza. decidiamo di vederci, per una cena, a milano, dopo un mese filato di contatti, perchè è chiaro, dopo aver scoperto di essere così tanto in sintonia, era naturale che entrambi avessimo la voglia di vederci di persona, di parlarci a quattrocchi, di... chissà. nessun'allusione sessuale ma si sa, ci piacevamo reciprocamente, penso si tratti di un meccanismo naturale, dopotutto...

    l'impatto iniziale per me è stato... strano. lei si presenta carinissima, carrozzata, con un decoltè che potrei solo definire "florido" (particolare da non sottovalutare, le sue forme accentuate avranno importanza nel definire più tardi parte della sua personalità...)... io ero imbarazzatissimo. e perchè si trattava del primo vero appuntamento con una ragazza dopo ground zero (ho definito così il giorno in cui tutto è stato cancellato), sia perchè, insomma, era una situazione per me nuova e sconosciuta.

    ceniamo al ristorante giapponese, di persona siamo, dopotutto, non dissimili da quando eravamo solo caratteri su schermo. la cena prosegue parlando di tantissime cose, ma è chiaro che siamo interessati a "spulciare l'altro", soprattutto io, così intento a "capire l'alieno", passatemi il termine. facciamo un giro per il centro commerciale, e torniamo al parcheggio. l'aiuto a salire in macchina, lei mi guida perchè non ci ero abituato, si stabilisce subito ed inevitabilmente un contatto fisico, cosa che in situazioni normali forse non sarebbe successo. mi dice come smontare la carrozzina per farla entrare in macchina, e la riaccompagno a casa. ma non vogliamo andare a casa. non è tardissimo, e le chiedo dove possiamo chiaccherare ancora un pò. c'è un posto carino ai limitari del parco vicino a casa sua, parcheggio lì e proseguiamo la nostra chiaccherata, spostatasi adesso sulla mia esperienza appena passata, sembravo un adolescente alle prime armi, balbettavo, mi sfuggivano i pensieri... lei se ne accorge e mi dice di stare calmo, che non c'è niente di cui preoccuparsi... cercavo solo di esprimere quanto mi piacesse stare con lei, ma non ci riuscivo... e poi ci siamo baciati, lunghi e meravigliosi baci che più di tutto hanno contribuito a distendermi e a capire... era bellissimo baciare di nuovo una ragazza, ed era bellissimo baciare lei, sembrava quasi... anzi ERA giusto. era quello che volevamo, entrambi.

    la riaccompagno a casa, ma non salgo. lei aveva preventivamente chiamato un suo amico per aiutarla nelle operazioni del rientro, e lui era già lì ad aspettare, ce ne siamo pentiti subito, ma nessuno poteva sapere e si era portata avanti prima... fa niente. mentre lui non vede ci diamo un altro bacio e poi torno a casa, con la mente serena, pulita, come un cielo primaverile con le nuvole a forma di cuore. non era amore. era benessere totale, la mia ex, le brutture, il buio e il vuoto sembravano, quella sera, non essere mai esistiti.

    è chiaro che dopo quella sera le cose erano un pò cambiate, o forse sarebbe meglio dire che si era aggiunta la componente sentimentale, perchè le nostre affinità non sono mai passate in secondo piano per questo. eravamo due scemi adolescenti (nonostante già da un pezzo fuori da questa fase della vita) che si volevano anche bene.

    più passava il tempo (e non parlo certo di settimane, ma di giorni) più ci cercavamo, e volevamo passare tutto quello a nostra disposizione insieme. vista la distanza (70 km, più o meno), non potevamo vederci proprio tutti i giorni, anche per gli impegni lavorativi, essendo io turnista... ma già dal nostro secondo incontro, in cui ho conosciuto suo fratello e la morosa di lui, che abitavano da lei, capimmo che ci volevamo, e tutto successe una sera, in camera sua. ci donammo completamente l'uno all'altra, sempre con queste campane divine che suonavano in continuazione... eravamo una coppia, ormai.

    da qui in poi è stato un susseguirsi di uscite, cene, giretti in città, cinema... eravamo belli, diversi, e presi l'uno dall'altro. due persone davvero felici. dopo 4 mesi la portai a casa dei miei, che avevano organizzato una grigliata nel loro enorme cortile... loro sapevano che mi stavo vedendo con una ragazza, ma non avevo detto nulla a proposito della sua malattia. volevo essere ben sicuro di quello che facevo, ma pensavo di esserlo da molto tempo prima, comunque. glielo dico la sera prima, e l'unica risposta che ottenni è stata "massi, se stai bene con questa persona, che cammini o no, hai tutto il nostro appoggio, come sempre. l'importante non è se sia in grado di correre alla maratona, l'importante è la tua felicità".

    C. è subito piaciuta a tutti, la sua parlantina, il suo candore, la sua incredibile tenerezza avevano distolto l'attenzione dalla sua diversità, tanto più che eravamo tutti seduti a tavola... è stata una giornata stupenda, poi l'ho riportata a casa, abbiamo fatto l'Amore, sempre come se fosse la prima/ultima volta. eravamo stupendi.
    Ultima modifica di dexterose : 15-08-2009 alle ore 10.51.50 Motivo: proseguimento del post

  2. #2
    Matricola L'avatar di dexterose
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    Riferimento: quell'amore impossibile...

    passano i mesi, nel frattempo ci giuriamo l'amore reciproco, le frequentazioni sono ormai serratissime, dormo anche da lei, quando posso, partecipo attivamente alla sua vita, per il momento nessun segnale di cedimento, poi, tutto d'un tratto, alla fine dell'estate, ho una crisi. comincio a fare pensieri strani sul mio/nostro futuro. lo vedo pericoloso. comincio a pensare che sì, è bello, ma che tutta la vita passata con una disabile nega per forza di cose tutta una serie di attività diciamo "normali"... ero forse ancora troppo legato al modello relazionale classico, e le mie paure hanno iniziato a farsi strada dentro di me... il fatto di non poter passeggiare abbracciati, quella carrozzina che rendeva i nostri contatti romantici un pò più macchinosi... tutte piccolezze, che però nella mia mente ancora fragile, evidentemente, stavano assumendo proporzioni preoccupanti... lei mi sta vicino e mi comprende, piangiamo insieme, e piano piano le cose si sistemano, la mia anima ritrova respiro. capiamo che la distanza non aiuta di certo, e prendo la decisione definitiva: cerco lavoro a milano, do le dimissioni, e mi stabilisco da lei. avremmo avuto la nostra possibilità, dopotutto. in quel di dicembre inizio il primo giorno di lavoro nella ditta nuova, e poi torno nella mia nuova casa, per assistere a un evento imprevedibile: suo fratello e la sua ragazza (che tra l'altro è anche l'asa pagata dal comune per aiutare C. alla mattina prima di andare a lavorare) non ci parlano più. niente. zero contatti. hanno preso il mio ingresso in casa come un'invasione, si chiudono in camera e ne fanno un miniappartamento. in casa cala un'atmosfera surreale e non bella di sicuro, che dura, tra imbarazzi e silenzi, 4 mesi. il mio umore se ne va sotto i piedi, e divento l'unico supporto di C., che inizia a fare di me il suo unico passaporto per una vita normale.

    apro una parentesi: anche i genitori di C. non sono mai stati presenti, essendo separati e trasferitisi a decine di km di distanza, oltretutto li hanno lasciati (lei e suo fratello) in balia di loro stessi fin da giovani: C. doveva lavorare per mantenere lei e suo fratello e pagare l'affitto a sua mamma (...), che, insieme al suo compagno, non hanno mai smesso di chiederle soldi. queste situazioni, unite al fatto di essere l'unico vicino a lei in quel periodo, hanno generato uno stress incredibilmente potente... più le sue richieste aumentavano, più mi ritiravo nell'apatia, mentre dentro di me si faceva largo sempre più insistentemente la domanda "è davvero così che voglio vivere per sempre?"

    ho un'altra crisi, metto in discussione tutte le mie scelte, fortunatamente il nuovo lavoro mi piace e mi fa guadagnare tanto, quindi almeno quell'aspetto non mi preoccupa. la relazione entra ben presto sul viale del tramonto, poi però suo fratello e compagna si trovano un appartamento e se ne vanno. sembrava finito quel periodo nero, invece il peggio doveva ancora arrivare. lasciati da soli, C. era completamente sulle mie spalle, ed era un carico di lavoro eccessivo per me, che già lavoravo, e quando tornavo a casa l'ultima cosa di cui avevo bisogno era riprendere quei lavori che lei non poteva fare... tutto questo genera fastidio, che si riversa in irritazione nei suoi confronti, nei confronti della sua famiglia che l'ha abbandonata e di sua madre, sempre a cercar soldi... sono stressato e l'idea di stare lì non mi entusiasma più, ormai ogni gesto è pesante, ogni volta che sento pronunciare da lei il mio nome le vorrei tappare la bocca con del nastro isolante...

    dopo 9 mesi di convivenza, me ne vado. prendo le mie cose, mobili a parte, le riporto dai miei, e mi trasferisco a casa di un mio collega, che abita da solo e mi ospita volentieri. lei ha il cuore spezzato, crisi di nervi, piange di continuo. a me manca da morire, ma non potevo considerare una lenta morte rimanendo là. ci stacchiamo per tre mesi, abbiamo altre esperienze, fallimentari, poi decidiamo di rivederci e capiamo che eravamo ancora noi 2. siamo SEMPRE stati noi 2, dopotutto. proviamo a frequentarci ognuno da casa sua, ma le cose, purtroppo, non sono più le stesse. gelosie e possessività sono entrate ormai a far parte del gioco. dovevamo sapere cos'era successo con il partner che entrambi avevamo avuto, ci siamo violentati a vicenda dicendoci cose che era meglio tenere rinchiuse... continuo a fare comunque il pendolare, e la situazione trova un nuovo, imprevisto, equilibrio. piano piano riporto un pò dei miei oggetti personali da lei, passo sempre più giorni là, sembra finalmente tutto come all'inizio... ma l'ennesima crisi è dietro l'angolo. quando decido di uscire coi miei amici per andare a un mega raduno di musica elettronica (ambiente famoso per le droghe e gli sballi) lei da fuori di matto e mi pone di fronte a una scelta: o lei o quel party.

    non so perchè, ma in quel momento la odiavo, e scelsi di andarmi a divertire, per una volta, senza di lei.

    non ci sentimmo più per altri 2 mesi, io tornai dal mio amico.

    in realtà in quei due mesi gli sms si sprecavano, ancora ci sentivamo legati indissolubilmente, nonostante i fatti suggerissero l'opposto... e da allora è stato un susseguirsi di tira e molla, di amore e odio, di addii e rincorse... stancante, stressante. non eravamo più nemmeno una coppia. eravamo diventati "due che si vedevano", facendo il più grande seso del mondo. quello non è mai cambiato. anche adesso però lei mi manca da morire...
    Ultima modifica di dexterose : 15-08-2009 alle ore 11.22.30

  3. #3
    Matricola L'avatar di dexterose
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    Riferimento: quell'amore impossibile...

    non è finita... abbiamo tirato avanti fino a poco fa, senza sapere null'altro se non che ci amavamo, in qualche modo.

    poi ha conosciuto, nella folta schiera dei suoi amici, L. ci eravamo sempre detti che se qualcuno fosse entrato nella nostra vita, dovevamo essere sinceri e dircelo oppure sparire per sempre. invece lei ha sempre affermato che si trattava di un amico, di un confidente. a questo punto la mia reazione è stata di odio nei suoi confronti. mi cercava, io andavo da lei, scoprivo che si sentivano sempre, e me ne andavo arrabbiato, offeso. così per due mesi. fino a quando lei, una settimana prima di partire per le ferie, ha voluto dormire di nuovo con me.

    apro un'altra parentesi: nel frattempo sono passati due anni e mezzo dal primo incontro, io mi sono ritrovato per più di un anno a fare lo zingaro, e mi sono adoperato per comprare un appartamento, per avere anche io, infine, un punto di riferimento dove rifugiarmi giusto in caso. lei ha preso malissimo questa mia decisione, decretandola come la fine di tutto.

    insomma io torno da lei, facciamo l'amore come non mai, sembrava che le cose finalmente, dopo tante sofferenze, potessero ancora tornare indietro a noi due ma... altri messaggi di questo ragazzo, e io perdo la bussola. vado via offeso, rabbioso, sentendomi tradito nel profondo. poi lei parte e scopro che anche lui ci è andato. mi crolla il mondo addosso, impazzisco di dolore, lei non vuole più sentirmi, non ha mai detto nulla a riguardo. nulla. le ho detto le cose peggiori, l'ho insultata, le ho chiesto in ginocchio di dirmi come stavano le cose tra loro due... nulla. niente. l'ho supplicata di liberarmi da questo peso, di dirmelo che aveva un altro e che tra noi er afinita per davvero. si è limitata a dirmi che adesso è in vacanza e che sono libero. nessun accenno a lui.

    poi mi manda dei messaggio in cui io sarei "l'amore della sua vita" e che "mi pensa sempre", ma l'ho odiata ancora di più per questo. oggi è ferragosto, e l'unica promessa che sono riuscito a strapparle è che sentirà cos'ho da dirle, una volta che sia tornata in italia. manca ancora tantissimo, e ho già avuto attacchi di panico e crisi d'ansia, sono uscito con gli amici disperato e ho bevuto e ho pure danneggiato la macchina... adesso sono qui, nella milano deserta, cercando a non pensare a lei in spagna, a divertirsi con la sua nuova fiamma, pieno di sedativi e ansiolitici.
    Ultima modifica di dexterose : 15-08-2009 alle ore 11.34.34

  4. #4
    Matricola L'avatar di dexterose
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    Riferimento: quell'amore impossibile...

    ed ora quello che non è stato detto: dopo la mia esperienza traumatica, sono stato in analisi, perchè il dolore mi aveva davvero distrutto. ho valutato di farmi seguire nel mio percorso riabilitativo da una psicologa e una psichiatra, dopo che, lasciato a me stesso, nell'immediato post trauma, sono finito all'ospedale per abusi vari... mi sono svegliato coi tubi nelle braccia, ed è stato chiaro che da solo non avrei mai potuto venirne fuori. è stato un calvario fatto di colloqui, approfondimenti, pastiglie di tutti i tipi: antidepressivi, ansiolitici, stabilizzatori dell'umore. la diagnosi è stata: disturbo borderline ,istrionico/narcisistico della personalità, tendenze al bipolarismo lieve, ecc ecc... vi scriverei tutto per bene ma temo di non essere in grado di trovare la documentazione, chissà dov'è finita. ma ho ripreso i colloqui, la mia terapista me ne darà una copia.

    tutto questo è venuto fuori dopo ground zero, prima di conoscere C., la quale tra l'altro mi ha sempre accompagnato alle mie sedute, e mi è sempre stata molto vicina. è cominciato tutto con un lutto in famiglia non elaborato, avevo pochi anni e il mio cervello si era schermato automaticamente.

    la cosa strana è che C. stessa, nonostante sapeva benissimo cosa mi aveva provocato il trauma (un tira e molla lunghissimo spezzato bruscamente solo quando la mia ex morosa ha trovato un altro, con tanto di "saluto finale" che nulla faceva presagire), ma ha adoperato le stesse modalità, terribili, di abbandono: non mi ha detto "questa è l'ultima volta che ci vediamo", nonostante ciò per lei era così, e pretendeva che ci arrivassi anch'io, dimenticandosi forse del fatto che siamo due individui differenti e che io non posso leggerle i pensieri?

    e poi il sesso, quel gran sesso che abbiamo fatto, dicendoci "ti amo" per tutto il tempo... tutto questo a meno di una settimana dalla sua partenza, sapeva esattamente chi ci sarebbe stato in vacanza con lei... e l'addio detto al sicuro, tra le braccia (probabilmente) di un altro, a distanza... mi ha fatto rivivere l'orrore del mio abbandono precedente, eppure lei sapeva tutto...

    altro particolare: la sua tendenza a "sponsorizzarsi" presso tutto e tutti... C. aveva un'intensa attività sociale, era costantemente raggiunta da squilli, chiamate, sms, contatti messenger, facebook e badoo, tutti con le sue commentatissime foto, tutti con decine di ragazzi che le facevano i complimenti, tutti che, grazie alla sua disponibilità a volte interpretabile come ambiguità, si sentivano in diritto di interagire con lei facendo finta che, dietro a questo flusso di persone, c'era anche il suo ragazzo... non ha mai accettato di fermarsi un momento, per lei erano tutti "amici", anche quando si rivelavano semplici cercatori di sesso facile. era questa l'impressione che C. dava di sè. allegra e solare e prorompente, e gli uomini vedevano solo due tette e un viso carino a disposizione. sembrava che non potesse fare a meno delle continue attenzioni di tutti, forse per compensare le mie che, di fronte a tutto ciò, si erano raffreddate.

    era sempre curatissima, sexy e faceva del suo aspetto fisico la sua arma principale per ottenere conferme dagli altri. dietro di lei c'era sempre la fila. aveva solo amicizie maschili, e con le donne non andava molto d'accordo, invidia forse? riscatto verso una società che la vedeva diversa dagli altri? insomma più passava il tempo più io mi sentivo offeso, ogni volta che la vedevo col telefono in mano a scrivere io ci vedevo rosso, non era possibile che una ragazza passasse così tanto tempo con gli "amici"... eravamo sempre nervosi, io reagivo male e sfogavo la mia rabbia su di lei, o sugli "amici", quando riuscivo a raggiungerli per telefono.

    C. e io eravamo una coppia, ma lei era troppo permissiva nei confronti degli altri di entrare all'interno della nostra unione. eppure io l'ho sempre avvisata, che secondo me tutte le attenzioni che riceveva rivelavano un secondo fine. ed è stato dimostrato più volte, fatti alla mano. tanti dei suoi amici si sono rivelati interessati al suo corpo, più che alla sua amicizia. persino "il suo migliore amico", dopo che me ne sono andato, dopo 12 anni di conoscenza, le ha lasciato una lettera d'amore sul cuscino, una sera. ero disgustato.

    e per finire quest'ultimo "amico", che mi ha accompagnato negli ultimi due mesi di purgatorio, io ero da lei, e anche mentre facevamo l'amore arrivavano suoi messaggi.

    e perchè ci vedavamo? perchè mi cercava, se le cose sarebbero andate in tutt'altra direzione, e lei lo sapeva perfettamente, nonostante negasse tutto?

    perchè?

    ho finito, anche se avrei dovuto scrivere molto di più, perchè di cose da dire ce ne sarebbero tante altre, poi non sono molto bravo a riassumere, per cui se ci fossero domande cercherò di integrare la mia storia con risposte esaustive...

    al momento la mia domanda è rivolta a voi: cos'ha determinato questo suo comportamento finale? perchè arrivare a farmi provare le stesse sensazioni che due anni fa mi avevano demolito? era necessario? e perchè il silenzio, a riguardo? e poi: era proprio necessario rimanere sempre sulla cresta dell'onda, anche con una persona al proprio fianco? io glielo dicevo sempre del mio fastidio, e lei replicava facendomi passare come un aguzzino che voleva tenerla isolata dal mondo. ma era la prima volta che avevo una ragazza così intensamente impegnata con "gli altri", mi sembrava sempre che me la potessero rubare da un momento all'altro.

    come poi è successo.

    grazie per l'attenzione.





    ps: avevo pensato di rivolgerci ad una terapista esperta di psicoterapia delle disabilità, non avendo mai lei elaborato alcunchè della sua malattia, anzi dicendo più volte che ormai ha accettato, ha superato questo suo limite, ma quello che ho visto io è una ragazza insicura che punta tutto sul suo bel corpo per ottenere ciò che da sola le è negato, e una paura atavica di rimanere da sola, e quindi isolata da resto del mondo.
    Ultima modifica di dexterose : 15-08-2009 alle ore 12.06.12

  5. #5
    quasi psicologa
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    Beh mi spiace tanto per te. Comunque perchè vi siete lasciati? Non ci hai detto nulla. E comunque scrivere "post riservato" in un forum con chissà quanti utenti mi smbra strano. Comunque in bocca al lupo per tutto

  6. #6
    Matricola L'avatar di dexterose
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    Riferimento: quell'amore impossibile...

    Citazione Originalmente inviato da quasi psicologa Visualizza messaggio
    Beh mi spiace tanto per te. Comunque perchè vi siete lasciati? Non ci hai detto nulla. E comunque scrivere "post riservato" in un forum con chissà quanti utenti mi smbra strano. Comunque in bocca al lupo per tutto
    volevo avere lo spazio per scrivere tutto nei primi post, così i lettori avrebbero avuto tutta la storia intera e non frammentata da altri commenti...

  7. #7
    Postatore Epico L'avatar di QuInCyyyyyy...
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    Riferimento: quell'amore impossibile...

    ciao dex
    una cosa che mi è saltata all occhio è che questa ragazza sembra essersi comportata esattamente come la precedente

    per quanto riguarda le tue domande..a me pare,che la tua ex cercasse delle occasioni di riscatto nella vita..è ovvio:è stata provata dalla malattia,dalla famiglia,potrebbe aver avuto tante volte la sensazione di non valere niente...e così si è rimboccata le maniche cercando di dimostrare a se stessa che non è così e che lei vale eccome,alla faccia delle sue difficoltà,così io interpreto anche la sua vita sociale stracolma,l atteggiamento seduttivo nei confronti degli uomini...ora,può darsi che senza accorgertene,tu sia entato in questo suo meccanismo di vita dove si,le piacevi,ma rappresentavi un altra potenziale conferma al suo potere oppure davvero vi siete innamorati ma qualcosa in lei è cambiato e non è riuscita ad essere pienamente sincera...io credo che così com è avvenuto in passato,i tira e molla non facciano per te,dovresti fare un minimo di sforzo per chiudere con questa ragazza,altrimenti non finirà mai(o counque non finirà bene)...e considererei l idea di riprendere il percorso terapeutico.



    HuNgEr Of LiFe!



  8. #8
    Matricola L'avatar di dexterose
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    Riferimento: quell'amore impossibile...

    effettivamente l'ho ripreso, il discorso terapeutico, però lo avevo consigliato anche a lei, troppi suoi atteggiamenti non tenevano conto del fatto che avesse una persona di fianco e che a questa persona potesse dare fastidio il fatto di avere così tanti ammiratori... unita poi questa cosa alla oggettiva difficoltà di condurre un rapporto con una persona disabile, la mia sconfitta era fatta... oltretutto la sua teoria era:

    se mi ami, badare a tutti i miei bisogni non ti dovrebbe pesare, dovrebbe venirti naturale e anzi dovresti farlo con piacere.

    secondo me dovrebbe comprendere bene la sua malattia, perchè non l'ha mai fatto, è stata abbandonata dai suoi genitori, e anche quando questi erano presenti nella sua vita, l'hanno sbattuta in un istituto per disabili per 3 anni, dove ha condotto una vita al limite, senza troppi controlli e potete immaginare...

    ho senz'altro avuto anche io le mie colpe, dopo un pò percepivo le sue richieste continue come attacchi alla mia sfera privata, secondo me non abbiamo saputo condurre la storia in modo corretto, ma lei non lo ammetterà mai. io le voglio ancora bene, e mi spiace che la sua idea di successo sia soltanto la sua innata capacità di attrarre gli uomini... non sono sicuro che le porterà qualcosa di buono in futuro...

  9. #9
    Partecipante Super Esperto L'avatar di annina1984
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    Riferimento: quell'amore impossibile...

    Non dovresti essere qui chiederti tutti questi perchè, non sprecare il tuo tempo per una persona che non se lo merita. Io ad esempio penso che accettare la realtà ed affrontarla non significhi farsene una ragione e conservare i bei ricordi....anzi...ragazzi o ragazze che siate mandateli/le tutti/e a cagare (scusate la parolaccia) se vi hanno realmente fatto soffrire! Fuori c'è una vita che ti aspetta e lei non merita i tuoi pensieri, almeno per il momento! Non si muore x un amore finito, non è giusto piangere e stare male per una persona che diceva di amarti e ti ha preso in giro, calpestando i tuoi sentimenti. Hai messo da parte il tuo orgoglio, ma non mettere da parte la tua dignità, chi lo fa, con il senno di poi, se ne pente. Non arrivare a questo, non cercarla. I tira e molla fanno male al nostro cuore! Personalmente se decido di uscire da una storia o se decidono di buttarmici fuori (è capitato e nn me ne vergogno!) allora la storia DEVE diventare passato e non torno più indietro! Ricordati "siamo i primi a doverci amare prima di chiedere di essere amati!" Che si può fare quando una storia intensa ed impossibile finisce? Attendere e predisporsi al meglio ad un futuro che presenta molte incognite, probabilmente altri errori e lacrime ma che può portare inaspettate e felici sorprese! L'idea sbagliata ke ci accompagna alla fine di una storia è ke non ci siano più speranze di trovare un altro amore che sia almeno comparabile a quello finito! Quando tutto passa, quando arriva qualcun altro nella tua vita, ti guardi indietro e sorridi pensando a quanto sei stato stupido! Tieni duro, guarda al futuro con speranza! Io ho imparato 3 cose dalla vita per quanto riguarda l amore, almeno finora.. la prima è ke non puoi stare con ki non ti ama perchè la cosa ti distrugge almeno quanto non poter avere tra le tua braccia il tuo amore, la seconda è ke c'e' sempre di meglio dietro l'angolo (in effetti dipende dal fatto ke hai sempre maggiore consapevolezza di cosa vuoi dal tuo partner!), la terza è ke è meglio stare soli ke stare male con qualcuno! Tieni duro, a distanza guarderai tutto questo come un momento un pò buio ognuno ha i suoi meccansimi di difesa, ognuno reagisce a modo suo, talvolta per proteggere noi stessi finiamo x ferire l'altro, ma è fisiologico xkè nn siamo santi e prevale l'istinto di sopravvivenza, ma non pensare mai a decisioni estreme, ho visto gente rinascere inaspettatamente dopo tragedie più grandi di un amore ke finisce! E come dice sempre mia mamma "chi non ti ama non ti merita!"
    un abbraccio e se hai bisogno di parlare... passa di qui!
    Ultima modifica di annina1984 : 15-08-2009 alle ore 17.07.31
    Non sprecate il tesoro dei vostri giorni ascoltando la gente noiosa, cercando di consolare i predestinati all'insuccesso,donando la vostra vita agli incolti, ai mediocri, ai volgari. Queste sono tendenze morbose,idee false della vostra età. Vivete! Vivete la meravigliosa vita che è in voi! Nulla deve andare perduto per voi. Cercate continuamente nuove sensazioni. Non abbiate paura di nulla... Il mondo è vostro,per una stagione...


  10. #10
    Postatore Epico L'avatar di euphoria
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    Riferimento: quell'amore impossibile...

    Citazione Originalmente inviato da annina1984 Visualizza messaggio
    Non dovresti essere qui chiederti tutti questi perchè, non sprecare il tuo tempo per una persona che non se lo merita. Io ad esempio penso che accettare la realtà ed affrontarla non significhi farsene una ragione e conservare i bei ricordi....anzi...ragazzi o ragazze che siate mandateli/le tutti/e a cagare (scusate la parolaccia) se vi hanno realmente fatto soffrire! Fuori c'è una vita che ti aspetta e lei non merita i tuoi pensieri, almeno per il momento! Non si muore x un amore finito, non è giusto piangere e stare male per una persona che diceva di amarti e ti ha preso in giro, calpestando i tuoi sentimenti. Hai messo da parte il tuo orgoglio, ma non mettere da parte la tua dignità, chi lo fa, con il senno di poi, se ne pente. Non arrivare a questo, non cercarla. I tira e molla fanno male al nostro cuore! Personalmente se decido di uscire da una storia o se decidono di buttarmici fuori (è capitato e nn me ne vergogno!) allora la storia DEVE diventare passato e non torno più indietro! Ricordati "siamo i primi a doverci amare prima di chiedere di essere amati!" Che si può fare quando una storia intensa ed impossibile finisce? Attendere e predisporsi al meglio ad un futuro che presenta molte incognite, probabilmente altri errori e lacrime ma che può portare inaspettate e felici sorprese! L'idea sbagliata ke ci accompagna alla fine di una storia è ke non ci siano più speranze di trovare un altro amore che sia almeno comparabile a quello finito! Quando tutto passa, quando arriva qualcun altro nella tua vita, ti guardi indietro e sorridi pensando a quanto sei stato stupido! Tieni duro, guarda al futuro con speranza! Io ho imparato 3 cose dalla vita per quanto riguarda l amore, almeno finora.. la prima è ke non puoi stare con ki non ti ama perchè la cosa ti distrugge almeno quanto non poter avere tra le tua braccia il tuo amore, la seconda è ke c'e' sempre di meglio dietro l'angolo (in effetti dipende dal fatto ke hai sempre maggiore consapevolezza di cosa vuoi dal tuo partner!), la terza è ke è meglio stare soli ke stare male con qualcuno! Tieni duro, a distanza guarderai tutto questo come un momento un pò buio ognuno ha i suoi meccansimi di difesa, ognuno reagisce a modo suo, talvolta per proteggere noi stessi finiamo x ferire l'altro, ma è fisiologico xkè nn siamo santi e prevale l'istinto di sopravvivenza, ma non pensare mai a decisioni estreme, ho visto gente rinascere inaspettatamente dopo tragedie più grandi di un amore ke finisce! E come dice sempre mia mamma "chi non ti ama non ti merita!"
    un abbraccio e se hai bisogno di parlare... passa di qui!
    Condividerei , se si trattasse di una storia si complicata ma con un'iter soggettivo meno problematico.
    Io non so cosa significhi vivere costantemente con una persona disabile , ne tantomeno cosa vuol dire costruire una storia insieme a lei.Non credo sia impossibile , ma difficile ecco .. questo direi proprio che è l'aggettivo piu consono.Dalle sue parole si evince che lei abbia sviluppato un meccanismo di difesa rispetto alla malattia certamente invalidante sia per lei che per te.Uso il termine invalidante perchè tu stesso affermavi - giustamente ahimè - che i vostri approcci fisici per quanto intensi , romantici e appaganti potevano essere , cozzavano un pò con l'aspetto pratico della disabilità.E' comprensibile che tu sia stato seriamente messo in crisi sia da implicazioni inconscie , che adesso mi pare di capire , hai quasi o totalmente , risolto in merito al tuo passato , sia dalla prospettiva quotidiana che questo genere di storia con handicap fisici comporta.
    Non è facile e forse non è nemmeno giusto " costringere" l'altro ad intraprendere un percorso terapeutico se già l'altro non è predisposto da sè , sicuramente sarebbe la svolta evolutiva al vostro rapporto , ma deve arrivarci lei da sè , magari curando maggiormente la componente del dialogo tra di voi rispetto sia alla malattia che a tutto il resto , fintanto che lei non maturi la consapevolezza di voler cambiare - in meglio - la vostra storia ed eliminare drasticamente tira e molla deleteri , giochini seduttivi con gli uomini e vivere realmente bene questo amore che per quanto difficile possa essere , non è impossibile se c'è l'impegno di entrambi.Che prima di essere una coppia stabile , sono due individui che sono guariti dalle ferite del sè...
    Libera d'esser libera di poter essere... [ return ]




    La vita del puntuale è un inferno di solitudini immeritate.

    la certezza è il lusso di chi non è coinvolto

  11. #11
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    Riferimento: quell'amore impossibile...

    Citazione Originalmente inviato da euphoria Visualizza messaggio
    Condividerei , se si trattasse di una storia si complicata ma con un'iter soggettivo meno problematico.
    Io non so cosa significhi vivere costantemente con una persona disabile , ne tantomeno cosa vuol dire costruire una storia insieme a lei.Non credo sia impossibile , ma difficile ecco .. questo direi proprio che è l'aggettivo piu consono.Dalle sue parole si evince che lei abbia sviluppato un meccanismo di difesa rispetto alla malattia certamente invalidante sia per lei che per te.Uso il termine invalidante perchè tu stesso affermavi - giustamente ahimè - che i vostri approcci fisici per quanto intensi , romantici e appaganti potevano essere , cozzavano un pò con l'aspetto pratico della disabilità.E' comprensibile che tu sia stato seriamente messo in crisi sia da implicazioni inconscie , che adesso mi pare di capire , hai quasi o totalmente , risolto in merito al tuo passato , sia dalla prospettiva quotidiana che questo genere di storia con handicap fisici comporta.
    Non è facile e forse non è nemmeno giusto " costringere" l'altro ad intraprendere un percorso terapeutico se già l'altro non è predisposto da sè , sicuramente sarebbe la svolta evolutiva al vostro rapporto , ma deve arrivarci lei da sè , magari curando maggiormente la componente del dialogo tra di voi rispetto sia alla malattia che a tutto il resto , fintanto che lei non maturi la consapevolezza di voler cambiare - in meglio - la vostra storia ed eliminare drasticamente tira e molla deleteri , giochini seduttivi con gli uomini e vivere realmente bene questo amore che per quanto difficile possa essere , non è impossibile se c'è l'impegno di entrambi.Che prima di essere una coppia stabile , sono due individui che sono guariti dalle ferite del sè...
    ...di impossibile qui c'è solo la sintassi....

    tornando al thread "quell'amore impossibile"...
    sarebbe sbagliato dire o pensare che lei ti abbia usato, ma mentre tu nutrivi nei suoi confronti un sentimento vero e sincero, da parte sua c'è stata poca attenzione verso di te; poca attenzione nel cercare di non ferirti, poca attenzione x quello che provavi per lei, ma anche, e soprattutto, x tutti i sacrifici che hai fatto pur di starle vicino. Certamente le sue parole erano veritiere, e certamente provava -o forse prova- un sentimento grande e vero, ma al contempo sei stato x lei uno strumento di conferma; io mi sono occupato spesso di disabilità, e quello che posso vedere è che spesso il disabile è molto concentrato su sè stesso, non tanto per una propria mancanza, ma per la necesssità di rispondere a delle esigenze primarie (di natura diversa in base alla persona e alla disabilità) che derivano dalla sua stessa disabilità. Non essendo un fautore delle dicotomie categoriali, credo che quando si tocchino aspetti di personalità sia più corretto pensare a dei continuum lungo i quali cercare la propria collocazione: questo per dire che quanto ho detto è assolutamente vero per la disabilità cognitiva ed è parzialmente vero, per motivazioni diverse più di natura affettivo-emotiva, per la disabilità fisica. In questo senso mi spingo a ipotizzare che l'essere una ragazza piacente e fisicamente attraente l'abbia spinta un pò oltre i confini di quello che, in un sano rapporto di coppia, può essere considerato lecito e rispettoso per il partner.
    Ad ogni modo che dirti....sei stato comunque un grande!

  12. #12
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    Riferimento: quell'amore impossibile...

    grazie ragazzi... apprezzo di cuore le vostre parole... la cosa più difficile sarà fare i conti col fatto che ho voluto bene... ho amato... una persona che non era in grado di capire determinati meccanismi comportamentali... e me ne dispiaccio... forse l'ho idealizzata, forse... me ne sono accorto troppo tardi. oppure da dentro alla relazione soffrivo e basta, ed ero incapace di essere lucido come alla fine.

    non so.

    proverò a voltare pagina, anche se oggi è ferragosto, e lei è la, a barcellona, a divertirsi con la sua nuova fiamma...
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  13. #13
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    Riferimento: quell'amore impossibile...

    ciao dex, proverò anch' io brevemente a esporti il mio punto di vista. premetto che credo relativamente alle varie teorie psicoanalitiche, tuttavia come base diagnostica se non se ne abusa credo che spesso portino a svelare importanti elementi.

    io credo che il rapporto fra te e lei sia tutt'altro che concluso. non credo cioè che nessuno di voi due desideri realmente una separazione definitiva. per esperienza personale, aggiungo che i rapporti trascinati sono la cosa più dannosa che esista al mondo. ma non servo certo io a convincerti di questo. si attendono conferme che non arrivano, si fanno promesse che non vengono mantenute, e ogni occasione di riavvicinamento porta spesso con sè nuove piccole e taglienti vendette.

    detto questo io credo che il suo modo di comportarsi soprattutto con te, ma anche in generale all' interno del suo universo relazionale, sia in gran parte originato dal rapporto che lei ha avuto e credo tutt'ora abbia con la madre.

    provo a spiegarmi: un figlio disabile necessita di cure, attenzioni e forme di sensibilità per nulla scontate alla coppia genitoriale.

    a lei tutto questo non so se sia mancato del tutto, di fatto la situazione che si è venuta a creare è che la tua ex ha dovuto mantenere suo fratello, tirare avanti una casa, e in più rispondere alle richieste finanziare saltuariamente presentate dalla madre.. come se i ruoli di genitore e figlio si fossero invertiti.

    questo potrebbe aver generato in lei da una parte il desiderio di aiutare la madre che si mostrava costantemente in difficoltà (rispondere a quella dinamica fortemente patogena dei ruoli invertiti, supportata in gran parte dalla personalità della madre) , dall' altra il desiderio di rinnegarla, di liberarsene.
    e non parlo solo di allontanamento da una figura materna chiaramente non supportiva, caso questo dove tuttavia l' allontanamento potrebbe portare ancora con sè sensi di colpa.
    parlo di un allontanamento liberatorio e sano. di un allontanamento ragionato a mente lucida.

    forse proiettando riproiettando le dinamiche e le figure trasformante... a te potrebbe essere stato riservato proprio lo stesso trattamento (per lei di certo sano) che avrebbe precedentemente desiderato riservare alla madre. allontanarla/allontanarti.
    voi in fondo (tu, lei, il fratello di lei e la sua ragazza) se ci pensi, avete alla fine tentato di costruire nella stessa casa la pace familiare che lei avrebbe desiderato.

    tentativo andato storto forse perchè il fratello di lei e la fidanzata potrebbero essersi sentiti defraudati appunto di questo ruolo esclusivo, successivamente al tuo trasferimento definitivo a casa loro.
    non erano cioè loro due i soli a prendersi cura di lei. bene, ci hai mostrato che puoi camminare con le tue gambe (perdonami ma è davvero il caso di dirlo) e ora cammini. ed eccome se ha camminato lei!

    io dubito che lei abbia dei seri problemi ad affrontare la sua disabilità. anzi credo che l' abbia e la stia tuttora affrontando -forse con poca coscienza- ma di certo con una ricchezza di capacità reattive e di adattamento davvero rare.
    è bello ad esempio che nonostante la sedia a rotelle curi molto il suo corpo.

    penso piuttosto che stia fuggendo da altro . dalla madre . e cosa sei stato tu per lei se non (simbolicamente, ok) oltre che un compagno? una madre. l' unica persona intima che lei aveva su cui poteva contare in un certo periodo, parlo di quando fratello e fidanzata hanno traslocato..
    ma è più facile negare la madre o allontanarsi seppure con molto dolore dal fidanzato? beh, per me è chiaro... manderei mia madre a quel paese.ma non per tutti è così.

    cerca di parlarle appena tornerà, a mente lucida. mettendo chiare le carte in tavola.
    e proteggiti da altra sofferenza. soprattutto.

    un abbraccio

  14. #14
    Partecipante L'avatar di Avercamp
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    Riferimento: quell'amore impossibile...

    Citazione Originalmente inviato da dexterose Visualizza messaggio
    effettivamente l'ho ripreso, il discorso terapeutico, però lo avevo consigliato anche a lei, troppi suoi atteggiamenti non tenevano conto del fatto che avesse una persona di fianco e che a questa persona potesse dare fastidio il fatto di avere così tanti ammiratori... unita poi questa cosa alla oggettiva difficoltà di condurre un rapporto con una persona disabile, la mia sconfitta era fatta... oltretutto la sua teoria era:

    se mi ami, badare a tutti i miei bisogni non ti dovrebbe pesare, dovrebbe venirti naturale e anzi dovresti farlo con piacere.

    secondo me dovrebbe comprendere bene la sua malattia, perchè non l'ha mai fatto, è stata abbandonata dai suoi genitori, e anche quando questi erano presenti nella sua vita, l'hanno sbattuta in un istituto per disabili per 3 anni, dove ha condotto una vita al limite, senza troppi controlli e potete immaginare...

    ho senz'altro avuto anche io le mie colpe, dopo un pò percepivo le sue richieste continue come attacchi alla mia sfera privata, secondo me non abbiamo saputo condurre la storia in modo corretto, ma lei non lo ammetterà mai. io le voglio ancora bene, e mi spiace che la sua idea di successo sia soltanto la sua innata capacità di attrarre gli uomini... non sono sicuro che le porterà qualcosa di buono in futuro...
    io penso che tutti i suoi contatti, ammiratori, tutti gli sms le servissero per sentirsi ricercata e apprezzata, per colmare un vuoto lontano. quello determinato dall' abbandono. non credo volesse minimamente ingelosirti o ferirti. erano, e tutt' ora sono secondo me, una parte della sua vita relazionale di cui si nutre. una parte indispensabile. una parte di cui non desidera privarsi. soprattutto questo.

    perchè mai abbandonare quel nutrimento simbolico di cui ci si vuole saziare fino all' indigestione...? "io mi sento appagata, mi sento ricercata, DESIDERATA, curata." lei secondo me è mossa da questo profondo senso di appagamento che il "fenomeno sms compulsivi" sommato al fenomeno "ammiratori ambigui" le procura. ecco.

    tutte le cure e le attenzioni che la figura principale di accudimento non le aveva riservato, beh, le ha ricavate con successo, peraltro in altri contesti, in un momento successivo, sfruttando il suo fascino di donna. anche a tue spese. successivamente.

    Io non ho idea di cosa possa significare stare sempre seduti e DIPENDENTI da qualcun' altro (amico fidanzato conoscente..) per molti piccoli gesti quotidiani. Lei lo sa, e credo che per lei il fatto di potersi sentire circondata anzichè isolata sia stata una grande vittoria. una forte spinta a far balzare l'autostima alle stelle.

    lei può dire: "io piaccio agli uomini anche se sto su una sedia a rotelle" , e se servono un po' di tette di fuori per conquistarne uno in più, nessun problema. nessun problema perchè lei non percepisce il problema, eri tu a percepirlo. lei ora percepisce un altro tipo di problema, secondo me, ed è questo : il fatto di non avere più te . il fatto di aver fatto una cazzata (che ti ha tenuto nascosta fino all' ultimo) cioè partire per barcellona con quell' amico.

    tutti questi sono fatti che se ci si ama con fiducia assoluta si possono anche superare, io credo di aver superato una situazione simile,con le ossa rotte questo è certo, ma è necessario avere un contatto quasi simbiotico con l'altro . e anni di relazione alle spalle. si deve poter dire : " io non ti voglio tradire, non lo desidero, solo il fatto di pensarlo mi disgusta e mi procura dolore, pretendo altrettanto da te, considerando che ti do una libertà che io non mi prendo".
    ma questo può essere detto solo se ci si crede fino in fondo. e tu questo non lo pensi.

    dex, io ti assicuro, non sono certa di quanto sto dicendo. ma non è necessario secondo me entrare in terapia (cosa che tu suggerivi a lei) perchè "troppi suoi atteggiamenti non tenevano conto del fatto che avesse una persona di fianco". o si sta bene insieme o no. le terapie non trasformano la personalità delle persone.almeno non a livelli così radicati della sotria dell ' Io. è la mia idea questa, ok.
    non avreste potuto andare da un terapeuta e dire "salve, siamo qua, vorremmo iniziare una terapia di coppia perchè lei non si rende conto di fare delle cose che mi feriscono", e sai perchè secondo me non avreste potuto ? perchè lei non era ancora arrivata a percepire che fosse un reale problema per te (quello dei suoi ammiratori, diciamo) . ma qualora avesse anche POTUTO e voluto realizzare che questo per te rappresentava un problema ... perchè non puntare prima ad ottenere da parte tua la presa di coscienza di questa sua sorta mania egocentrica ?!

    spero di non aver fatto troppa confusione, o di non averti ferito.
    Ultima modifica di Avercamp : 16-08-2009 alle ore 01.23.48

  15. #15
    Matricola L'avatar di dexterose
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    Riferimento: quell'amore impossibile...

    non mi hai confuso, aver. è proprio per sentire pareri diversi che mi sono iscritto a questo forum, e sinceramente la tua analisi della situazione mi ha colpito molto. oggi mi ha scritto, brevemente, che io non l'ho mai capita, che ha fatto tutto questo per allontanarmi da lei e viceversa, perchè insieme eravamo un disastro, e poi che "è infelice senza di me, ma lo era anche prima, quindi..." ancora nessun accenno al suo presunto amico, amante, o fidanzato che sia. e questo mi fa impazzire. non l'ha MAI menzionato da quando è via. per quanto mi riguarda potrebbero essersi abbandonati ai piaceri della carne come tutte le altre possibilità che uno può immaginare. anch'io ho avuto l'impressione che lei sappia di aver fatto una grandissima cazzata, considerando anche che mentre questo tizio era già entrato nella sua cerchia di conoscenze, noi eravamo sì in crisi, ma ci vedavamo, e ci cercavamo. una volta, rimasta con lui e la cugina fino alle 6 del mattino a casa sua, via lui mi ha chiamato per dirmi di andare da lei a dormire (finivo il turno di notte)... mi si è spezzato il cuore, perchè l'ho subita come un'ingiusta violazione dei miei sentimenti, e anche un pò del mio territorio, sono sincero. la vedevo contemporaneamente interessata a lui - come "amico", mi diceva - ma mi cercava, e voleva fare l'amore con me, e come lo facevamo! tutto fuorchè una cosa spenta e banale. eravamo un'unica persona, nei nostri incontri intimi. mai provato tanta sincera passione nell'unirmi a una donna. sono tutti segnali a cui davo importanza, anche quelli. ma contemporaneamente, come nell'esempio di prima, se non c'ero entrava in scena quell'altro, e io davo fuori di matto. e non troncavo perchè non era immaginabile. e mai sono riuscito ad avere una visione chiara della situazione, non ne siamo mai più usciti, mi mancavano le parole, e la conoscenza, per farlo.
    ora l'unica promessa che sono riuscito a strapparle è che parleremo, al suo ritorno, ma ho la tremenda sensazione (anche perchè ho già vissuto una situazione identica in passato, ma io ero diverso, non avevo preso coscienza di molti aspetti di me) che ormai la sua scelta sarà definitiva, alla faccia delle parole che ancora mi dice, dell'amore che mi ha giurato di provare, anche pochi giorni fa. quello che secondo me succederà è che lei ci proverà, con questo tizio, e proverà a dimenticare tutto così. in modo deprecabile, se posso esprimere la mia opinione, ma non vedo come potrei cambiare una situazione ormai così ridotta. non sono sicuro che lei voglia di nuovo mettersi in discussione, non so se le sia rimasta la forza.

    l'unica cosa certa sono i sentimenti forti e assoluti che ancora, sono sicuro, prova anche lei.
    Ultima modifica di dexterose : 16-08-2009 alle ore 17.06.02
    conoscenza è serenità

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