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  1. #1
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    In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    Vorrei porre una domanda che va al di là del vostro orientamento (che sia TBS, Psicoanalisi, Cognitiva-Comportamentale non risulta importante). Quando qualcuno si rivolge a voi, come fate a capire se potrete davvero aiutarlo? Cosa dovrebbe ricadere all’interno dei problemi che possono essere risolti tramite un trattamento psicoterapeutico?
    In fin dei conti magari se Leopardi o Schopenhauer si fossero rivolti a qualche psicoterapeuta gli sarebbero state diagnosticate chissà quali turbe depressive, ma siamo sicuri che questi individui, che tutto sommato dimostrano una forte insofferenza nei confronti del mondo e dell’esistenza così come si presentano, siano malati? Ma poi se sono malati mi chiedo: che tipo di cura gli si dovrebbe dare?
    Quando qualcuno afferma “per me il problema consiste nel fatto che il mondo è fatto così e colà” voi cosa diavolo gli rispondete se in fin dei conti il povero cristo ci ha visto giusto?

    Forse Giobbe non aveva tutti i torti:

    "Voi vi imbiancate di menzogna,
    siete tutti medici da strapazzo:
    magari taceste del tutto!
    Sarebbe il miglior atto di saggezza!"

    A voi che operate in quest'ambito non vi viene mai il dubbio che tutto quello che fate tutto sommato non riesce ad avvicinarsi nemmeno lontanamente alla soluzione di certi problemi esistenziali che una persona vi espone?
    Ultima modifica di Char_Lie : 13-08-2009 alle ore 01.48.31

  2. #2
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    Scusa Char_lie, ma la domanda qual'é?
    Perché ti sei già dato la risposta definitiva a quella che hai fatto; quindi?

    Non che alcune parti non contengano argomentazioni interessanti però da come hai posto la domanda, sei sicuro di volere una risposta oppure di non volerne solo una specifica?
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  3. #3
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    Una delle domande che pongo è questa:

    A voi che operate in quest'ambito non vi viene mai il dubbio che tutto quello che fate tutto sommato non riesce ad avvicinarsi nemmeno lontanamente alla soluzione di certi problemi esistenziali che una persona vi espone?
    Insomma avete mai dubbi riguardo a quello che fate?
    Dubbi riguardo al fatto di star rispondendo veramente ad una qualche esigenza posta dall'altro e non piuttosto ad una falsa esigenza da risolvere creata appositamente dalle teorie che sostenete per rendere risolvibile più facilmente qualsiasi problema esistenziale esposto?

    Un'altra domanda che pongo invece ha a che fare col tipo di problemi che una psicoterapia dovrebbe riuscire a risolvere. Un ingegnere, ad esempio, non crederebbe che le sue conoscenze tecniche possano riuscire a rendere felice qualcuno riuscendo a risolvere certi suoi problemi esistenziali.
    Perché si crede generalmente che le psicoterapie siano così potenti? E soprattutto voi che operate in questo ambito credete davvero a questa potenza?
    Ultima modifica di Char_Lie : 14-08-2009 alle ore 11.38.22

  4. #4
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Una delle domande che pongo è questa:



    Insomma avete mai dubbi riguardo a quello che fate?
    Perché si crede generalmente che le psicoterapie siano così potenti?
    E soprattutto voi che operate in questo ambito credete davvero a questa potenza?

    Come mai hai questo dubbio sui dubbi?
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 14-08-2009 alle ore 13.02.47
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  5. #5
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio
    Come mai hai questo dubbio sui dubbi?
    Perché spesso, da come si esprimono molti psicoterapeuti, sembra quasi che abbiano in mano chissà quale soluzione portentosa nei confronti di ogni tipo di problema, ma perché in altri ambiti persone che fanno tutte queste promesse non se ne trovano affatto?
    Mettiamo sul tavolo operatorio le soluzioni proposte ed analizziamo bene in cosa dovrebbero consistere, soltanto così possiamo capire quali possono essere gli obiettivi abbordabili.

    Per certi problemi legati all'esistenza, ossia l'invecchiamento, il dover morire e così via, un certo tipo di pensiero filosofico durante i secoli ha cercato dei rimedi tentando di aggirare questi problemi, ossia cercando di dissolvere l'interesse umano in una loro possibile soluzione.
    Con questo sistema ovviamente non si risolvono i problemi posti a monte, ma almeno si cerca di depotenziare il desiderio di risolverli così come son posti.

    Vorrei capire se le pratiche psicoterapeutiche sono fondamentalmente basate su questo sistema: ossia si parte dal presupposto, ad esempio, che "invecchiare è male" ed invece di dirigersi verso il "non invecchiare" (visto che tutto sommato nessuno forse è capace, per ora, di opporsi veramente a questo corso naturale degli eventi) ci si dirige verso un certo cambiamento di prospettiva che si risolve in "invecchiare non è male".
    L'invecchiamento, utilizzando un sistema psicoterapeutico di questo tipo, resta pressappoco inalterato, ossia si invecchia comunque come ci si aspettava di invecchiare (che si vada da uno psicoterapeuta o no), quello che cambia è solo l'atteggiamento valutativo del soggetto nei confronti dell'invecchiamento, avvenimento che non si avverte più come negativo.

    Un saluto

  6. #6
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    In pratica stai chiedendo se la psicoterapia si occupa - per aiutare le persone - partendo dal presupposto di "visione del mondo" del contraddittorio rapporto tra come il mondo è di fatto per il soggetto che vive e come secondo lui dovrebbe essere e se opera a questo secondo livello? O se ci sono orientamenti al suo interno che se ne occupano e vi operano? Cioé se essa é in grado di tener conto di ciò che é immutabile e cioé che é invece modificabile?
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  7. #7
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio
    In pratica stai chiedendo se la psicoterapia si occupa - per aiutare le persone - partendo dal presupposto di "visione del mondo" del contraddittorio rapporto tra come il mondo è di fatto per il soggetto che vive e come secondo lui dovrebbe essere e se opera a questo secondo livello?
    Più o meno sì.
    Ad esempio se ci sono zanzare in certe zone che continuamente mi pungono e mi ronzano nelle orecchie (come ora), a me non interesserebbe che qualcuno mi convinca che queste zanzare non sono poi così nocive e fastidiose, voglio un sistema abbastanza semplice da mettere in pratica che stermini le zanzare senza arrecare altri fastidi peggiori a me. In fin dei conti non mi interesserebbe nemmeno sterminarle, l'importante è che non mi pungano più.

    Ecco già un primo conflitto tra come il mondo è (ora) e come secondo me dovrebbe essere (in futuro).
    La psicoterapia in che modo aiuta le persone?
    Cercando di cambiare le situazioni con qualche sistema nuovo e sconosciuto al soggetto che soddisfi quindi tutta la serie di vincoli che risultano problematici? O cercando di adattare le esigenze individuali ai vincoli di come il mondo si presenta alla luce del buonsenso diffuso?

    Ad esempio se qualcuno mi suggerisce (per risolvere il problema di prima) di mettermi a dare la caccia alle zanzare cercando di schiacciarle con le mani, non aggiungerebbe niente di nuovo a quel che potrebbe ideare praticamente chiunque: e ci voleva la sua scienza per partorire queste idee geniali!?
    Se in una stanza ce ne sono sette o otto, magari mettendocisi le si riuscirebbe anche a schiacciare tutte, ma si perderebbe tantissimo tempo per questa caccia, e così invece del problema delle punture si avrebbe il problema di doversi costringere a fare questo lavoro faticoso ogni volta.
    Ho fatto soltanto un esempio, ci sono diversi metodi antizanzara più efficaci e meno faticosi da mettere in pratica (per chi ha un bel po' di soldi da spendere però ).

    Insomma ma le soluzioni dove sono?

    Ho l'impressione che un po' tutti gli psicoterapeuti presuppongano ad esempio che la mancata soluzione di certi problemi dipende esclusivamente da una certa sintomatologia o in modo più articolato da un certo tipo di personalità, sostituito questo atteggiamento con qualche altro si crede praticamente che poi il paziente dovrebbe avvicinarsi magicamente alla soluzione di certi problemi proprio come fa l'acqua di un fiume, che liberata da un certo impedimento, si dirige verso la foce.
    Ma se una persona magari è divenuta depressa a causa proprio del fatto che non riusciva a risolvere certi problemi, perché modificando questi tratti della sua personalità poi dovrebbe riuscire a risolverli questi problemi?

    Tramutare degli stupidi/depressi in degli stupidi/ottimisti magari farà anche star meglio certe persone, ma lascia irrisolto quello di cui si avvertiva la necessità di dover risolvere.

    Le vere soluzioni sono quelle che non abbiamo preso in considerazione, se non attuiamo certi piani che ad altre persone risultano scontati è perché questi non soddisfano tutte le nostre esigenze.
    Secondo me soltanto le soluzioni che ci lasciano letteralmente a bocca aperta sono soluzioni vere e proprie, perché riescono a soddisfare una serie di vincoli che non sapevamo come poter soddisfare e risolvono un conflitto senza che sia necessario spostare i nostri interessi dissolvendolo.

    Io soluzioni per certi miei problemi fino ad ora non sono riuscito a costruirne, e quello che voglio sono soluzioni, se gli psicoterapeuti non ne possiedono e non sono capaci di costruirne di diverse, rispetto a quelle che ho già scartato per questo o quel motivo, io personalmente non credo di averne bisogno anche se finisco in una categoria psicopatologica.

    Che si curi quel che a me non interessa curare non riesco a capire cosa risolva.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 15-08-2009 alle ore 18.00.05

  8. #8
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    Quale potrebbe essere una serie importante di vincoli da soddisfare e come con una psicoterapia, secondo te per risolvere un conflitto senza "dissolverlo"? (cosa vuol dire precisamente "non dissolvere un conflitto"? Mi puoi chiarire meglio questo concetto per cortesia? E' filosofico? Psicologico?) Se tu non sei riuscito a trovare una soluzione per essi, dovresti saper dare valide indicazioni anche metaforiche sulle catene di vincoli che si legano ad un conflitto in apparenza irrisolvibile (lasciando da parte le zanzare perché ad es., io avrei pensato semplicemente all'Autan versione concentrata - economico ...) secondo te.
    Gaia

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  9. #9
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    Citazione Originalmente inviato da ”RosadiMaggio”
    Quale potrebbe essere una serie importante di vincoli da soddisfare e come con una psicoterapia, secondo te per risolvere un conflitto senza "dissolverlo"?
    I conflitti per me sono semplicemente problemi da risolvere, che desideriamo risolvere. Ci sono insomma una serie di vincoli che non sappiamo come soddisfare.
    Se venissimo colpiti da una qualche malattia, quali sarebbero gli stati del mondo nei quali immaginiamo che questo problema sarebbe risolto?
    Un sistema che ci permetta di accedere a questi stati senza generare altri problemi molto più gravi per noi nel passare da uno stato all'altro risolverebbe il problema, tutti gli altri sistemi e metodi invece, che ci fanno stare meglio sotto certi aspetti, tendono a dissolvere i problemi, ossia depotenziano il nostro desiderio di risolverli, ci fanno adattare al persistere dell'irrisolto, ossia si seppellisce in qualche modo quello che volevamo ottenere, ed i nostri scopi (ossia quello che ritenevamo desiderabile raggiungere) cambiano, ci si adatta.
    Così come esistono problemi irrisolvibili, esistono anche conflitti irrisolvibili, a meno che qualcuno non riesca ad inventare qualche sistema per accedere a situazioni incoerenti.
    Se il problema di una persona ad esempio fosse quello di soddisfare i vincoli "restare in un luogo e partire da questo stesso luogo" siccome sappiamo grosso modo che fino ad ora nessuno è riuscito a soddisfare vincoli incoerenti potrebbe non riuscire mai a soddisfare le sue aspettative.
    Effettivamente certi problemi potrebbero risultare irrisolvibili, ma io non desidero ricevere l'aiuto di nessuno nello spostare le mie energie su altri interessi, anche se i problemi che pongo fossero senza soluzione, voglio ricevere aiuto per risolvere questi problemi, non per dissolverli trasformandoli gradualmente in altri.
    Se il mio voler essere si scontra con la realtà e non soltanto con una qualche visione distorta, ci sarà un impatto, una collisione, per me il male generato dalla collisione è minore di quello generato da certe forme di adattamento che vedo in giro. Per quale motivo bisognerebbe amarla la vita così com'è? A comando non si riesce ad amare nemmeno una donna, figuriamoci tutta l'esistenza.
    Io sto male, accuso i sintomi di una depressione, chiedo aiuto, ma sono triste perché osservo certe cose, vedo una serie di limiti miei e degli altri e così via, se non si riesce a tramutare tutto questo stato di cose in uno stato di cose diverso, non vedo proprio perché dovrei essere poi così felice della mia condizione. Se mi si sa aiutare davvero mi si aiuti, ma se non lo si sa fare è meglio lasciar stare.

    Buona giornata
    Ultima modifica di Char_Lie : 16-08-2009 alle ore 19.12.17

  10. #10
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    Di che tipo di collissione parli?
    Gaia

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  11. #11
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    La collisione, lo scontro, il contrasto tra come le cose stanno e come si vorrebbe che stiano. Dopo aver passato in rassegna le varie forme di adattamento disponibili e dopo aver constatato che nessuna è realmente soddisfacente perché genererebbe più male dei mali che dovrebbe attenuare, non si può fare altro che rimanere disadattati.
    Non bisognerebbe dire "Sì" alla vita ed al suo scorrere semplicemente perché le cose stanno come stanno, bisognerebbe dirlo soltanto se veramente tutto questo si accorda con le nostre aspirazioni più importanti e profonde, dire "Sì" come suggerirebbe qualche filosofo ed i suoi seguaci, finirebbe soltanto con l'essere un'altra finzione. Bisognerebbe dire "Sì" quando si è davvero intimamente persuasi del bene insito nell'esistenza, ma se le cose stessero così, se si fosse davvero persuasi forse non si avrebbe nemmeno bisogno di affermarlo in continuazione, e perciò si ha a che fare ancora una volta con un altro dei tanti sistemi retorici in cui si finge un potere che non si possiede.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 18-08-2009 alle ore 15.01.14

  12. #12
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    Circa il filosofo ti riferisci ad Heiddeger?
    Gaia

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  13. #13
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    Scusa una domanda Char_Lie, ma più o meno quante sarebbero tutte le forme di adattamento possibili? Con quale metodo le hai passate in rassegna?
    E' interessante questo aspetto.
    Gaia

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  14. #14
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    Non ho detto di averle passate in rassegna tutte (non le conosco e credo di non essere capace di costruirle tutte da solo) ma quelle che vengono proposte di solito spesso non risolvono i problemi posti, ed al limite risolvono dei problemi posti e ne creano altri, per questo dico che non sono soddisfacenti. Spesso ci si comporta come dei medici un po' matti che suggeriscono a chi ha un dolore ad una gamba di tagliare via la gamba, certo c'è una logica giusta dietro questo suggerimento, non essendoci più la gamba non ci sarebbe nemmeno più il dolore alla gamba, ma è una vera soluzione questa? Modifichiamo la struttura del corpo pesantemente e riusciamo ad eliminare il dolore alla gamba, ma non cerchiamo affatto le vere cause del problema posto.
    Magari una persona poi sceglie di tenersi la gamba ed il dolore, ma questo non significa volersi crogiolare nel dolore. Il problema del dolore alla gamba resta comunque irrisolto. In questo senso poi si resta disadattati, adattarsi e togliere quel male usando le strategie usuali significherebbe tagliare via troppo. Per risolvere il problema bisognerebbe trovare un sistema che salvi la gamba (e preferibilemente anche le altri parti del corpo) e non faccia più provare dolore... Lo si possiede?

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 19-08-2009 alle ore 14.32.01

  15. #15
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    Riferimento: In quali casi l'approccio psicoterapeutico risulta davvero utile?

    1) Mi fai un esempio di strategie usuali e a) da chi sono utilizzate?

    2) Perché parli sempre di un "sistema" che salvi capra e cavoli come di un possesso di qualcuno?
    Gaia

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