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Discussione: Il rituale.

  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di missfreedom
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    Il rituale.

    Ciao, ho fatto un sogno bizzarro. Spero che mi aiutate a decifrarlo perché mi appare curioso. Mi trovo in una stanza che non ho mai visto, con un uomo che non ho mai visto, ma che in questa occasione è il mio uomo (di cui non ricordo il volto). Entrambi siamo seduti su un divano in attesa di qualche cosa; ecco che giunge una donna - anch'essa a me sconosciuta - si avvicina a noi con un vassoio su cui sono sistemate due coppe gelato e due bevande di colore scuro, come del caffè americano: sono soltanto per noi e sembra essere un rituale. Noi consumiamo questo cibo su richiesta della donna che ce lo porta - che è sua madre - e nel frattempo, intorno a noi, ci sono tante persone che ci osservano senza parlare: è una stanza piuttosto piccola e questa decina di volti a me sconosciuti sono anche troppo vicini (mi da fastidio, è una pessima sensazione). Dopo aver consumato quel cibo e le bevande, io e lui ci separiamo perché ognuno ha delle cose da fare che non vengono specificate, quindi ci salutiamo e ognuno va per la sua strada. Mi ritrovo, improvvisamente, su una strada molto ampia e alla mia destra c'è un ospedale, io sono ferma davanti a questo, in bicicletta. Sto partendo da questo ospedale per dirigermi altrove (non so assolutamete dove sto andando). Così inizio a pedalare. Trascorre qualche tempo in cui percorro strade, camminando però sul marciapiede, poi improvvisamente mi fermo perché mi rendo conto che sto pensando ad altro e che non so assolutamente dove possa trovarmi, sono confusa, non so neppure a cosa stessi pensando durante il percorso, so soltanto che non so dove sono: c'è un incrocio. Sicché mi volto e ripercorro al contrario la strada che avevo appena percorso (perché mi appare l'unica soluzione possibile). Mentre ripercorro la strada in senso inverso, riconosco dettagli di cose che avevo già visto, distrattamente, e poi scopro altri elementi. Mi domando perché sto camminando sul marciapiede se c'è la strada, sicché penso di andare in strada e lo faccio. Scendendo dal marciapiede, la bicicletta mi appare altissima, terribilmente. Non posso guardare in basso perché è impressionante. Sicchè decido di fermarmi ma i miei piedi non toccano il suolo, sono troppo distanti. Decido che devo rischiare: a questo punto mi lascio scivolare su di un lato riuscendo a frenarmi senza cadere (scopro che sembrava molto più alta di quel che era realmente). Proseguo a piedi e sempre su questa strada a ritroso, adesso passo davanti quello che sembrerebbe un tempio alla mia sinistra - ma che prima non avevo notato (sono a piedi e quindi posso fermarmi): vedo sette arcate separate da molte colonne, e sette porte. Su ogni porta ci sono scritte a caratteri cubitali, ne ricordo soltanto una: la ruota. Ho il vago ricordo di una donna con un bambino - come una sorta di apparizione. Una donna qualunque, si avvicina per dirmi qualcosa ma io non ricordo il suo volto, e neppure quel che tentava di dirmi.

    Cambia scena:

    Improvvisamente mi ritrovo con il nonno materno e una radio - nel suo studio - in verità è un mangianastri: all'interno c'è una cassetta che riporta una frase che lui usava ripetere molto spesso alla nonna (durante qualche litigio da poco). Quella frase, nella cassetta, è pronunciata da altre persone. Premo play, lascio che lui l'ascolti e gli dico: "credevo che la dicessi soltanto tu". Poi ripeto ancora quest'operazione per tre o quattro volte, portando indietro il nastro e premendo play nuovamente. Lui è triste. La nonna è morta prima di lui (mentre nella realtà è accaduto l'esatto contrario).


    Ps. spero di averlo inserito nel posto giusto [perdonatemi, sono nuova].
    Ultima modifica di missfreedom : 01-08-2009 alle ore 01.03.29
    Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Il rituale.

    Sogno bellissimo e incredibile, così come è incredibile la ricchezza di particolari che tu rammenti ( io, di solito, non ricordo nulla dei miei sogni... ).
    Non sono assolutamente in grado di interpretarlo ma sono curiosissimo di leggerne l'interpretazione che, sicuramente, ne darà chi è più competente di me ( magari Hermes... ).
    -



    PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!

  3. #3
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    Riferimento: Il rituale.

    Citazione Originalmente inviato da missfreedom Visualizza messaggio
    Ciao, ho fatto un sogno bizzarro. Spero che mi aiutate a decifrarlo perché mi appare curioso. Mi trovo in una stanza che non ho mai visto, con un uomo che non ho mai visto, ma che in questa occasione è il mio uomo (di cui non ricordo il volto). Entrambi siamo seduti su un divano in attesa di qualche cosa; ecco che giunge una donna - anch'essa a me sconosciuta - si avvicina a noi con un vassoio su cui sono sistemate due coppe gelato e due bevande di colore scuro, come del caffè americano: sono soltanto per noi e sembra essere un rituale. Noi consumiamo questo cibo su richiesta della donna che ce lo porta - che è sua madre - e nel frattempo, intorno a noi, ci sono tante persone che ci osservano senza parlare: è una stanza piuttosto piccola e questa decina di volti a me sconosciuti sono anche troppo vicini (mi da fastidio, è una pessima sensazione). Dopo aver consumato quel cibo e le bevande, io e lui ci separiamo perché ognuno ha delle cose da fare che non vengono specificate, quindi ci salutiamo e ognuno va per la sua strada. Mi ritrovo, improvvisamente, su una strada molto ampia e alla mia destra c'è un ospedale, io sono ferma davanti a questo, in bicicletta. Sto partendo da questo ospedale per dirigermi altrove (non so assolutamete dove sto andando). Così inizio a pedalare. Trascorre qualche tempo in cui percorro strade, camminando però sul marciapiede, poi improvvisamente mi fermo perché mi rendo conto che sto pensando ad altro e che non so assolutamente dove possa trovarmi, sono confusa, non so neppure a cosa stessi pensando durante il percorso, so soltanto che non so dove sono: c'è un incrocio. Sicché mi volto e ripercorro al contrario la strada che avevo appena percorso (perché mi appare l'unica soluzione possibile). Mentre ripercorro la strada in senso inverso, riconosco dettagli di cose che avevo già visto, distrattamente, e poi scopro altri elementi. Mi domando perché sto camminando sul marciapiede se c'è la strada, sicché penso di andare in strada e lo faccio. Scendendo dal marciapiede, la bicicletta mi appare altissima, terribilmente. Non posso guardare in basso perché è impressionante. Sicchè decido di fermarmi ma i miei piedi non toccano il suolo, sono troppo distanti. Decido che devo rischiare: a questo punto mi lascio scivolare su di un lato riuscendo a frenarmi senza cadere (scopro che sembrava molto più alta di quel che era realmente). Proseguo a piedi e sempre su questa strada a ritroso, adesso passo davanti quello che sembrerebbe un tempio alla mia sinistra - ma che prima non avevo notato (sono a piedi e quindi posso fermarmi): vedo sette arcate separate da molte colonne, e sette porte. Su ogni porta ci sono scritte a caratteri cubitali, ne ricordo soltanto una: la ruota. Ho il vago ricordo di una donna con un bambino - come una sorta di apparizione. Una donna qualunque, si avvicina per dirmi qualcosa ma io non ricordo il suo volto, e neppure quel che tentava di dirmi.

    Cambia scena:

    Improvvisamente mi ritrovo con il nonno materno e una radio - nel suo studio - in verità è un mangianastri: all'interno c'è una cassetta che riporta una frase che lui usava ripetere molto spesso alla nonna (durante qualche litigio da poco). Quella frase, nella cassetta, è pronunciata da altre persone. Premo play, lascio che lui l'ascolti e gli dico: "credevo che la dicessi soltanto tu". Poi ripeto ancora quest'operazione per tre o quattro volte, portando indietro il nastro e premendo play nuovamente. Lui è triste. La nonna è morta prima di lui (mentre nella realtà è accaduto l'esatto contrario).


    Ps. spero di averlo inserito nel posto giusto [perdonatemi, sono nuova].

    Ciao, missfreedom, la tua serie di sogni (sicuramente collegati fra loro) non può essere compresa solo attraverso l'interpretazione del significato dei simboli che sono presenti (cosa che, normalmente, faccio io nel forum).
    E' necessario, in questo caso, costruire una struttura narrativa che li connetta (cosa che io, di solito, non faccio nel forum, perché credo che debba essere la persona stessa a farlo e che, comunque, l'interpretazione non abbia senso al di fuori di un contesto analitico).

    Dal momento, però, che il tuo sogno è molto complesso e interessante, non solo simbolicamente, ma come esempio di come sia possibile costruire una struttura narrativa che connetta i vari aspetti, provo a delinearti un'ipotesi di “storia”, con l'avvertimento che, da parte mia, si tratta di una “costruzione” di realtà, che è, pertanto, soggettiva, e che tu sola puoi individuare la struttura narrativa valida e significativa per il tuo caso (che può essere anche molto differente da quella che ho ipotizzato io).

    Il centro della narrazione onirica (nella struttura narrativa che sto costruendo in relazione al tuo sogno) mi sembra possa essere individuata nel momento in cui tu, andando senza una meta precisa con la tua bicicletta, ti ritrovi ad un “incrocio”, senza sapere dove sei arrivata, senza sapere dove sei...

    L'incrocio, simbolicamente, rappresenta un momento importante della vita di una persona, in cui devono essere fatte scelte decisive per il proprio futuro.
    Tu, sembra dirti il sogno, ti trovi in un momento della tua esistenza in cui devi operare una scelta fondamentale per la tua vita affettiva (che si tratti della vita affettiva si desume facilmente dai riferimenti sparsi in tutte le parti del sogno).

    Ti trovi, però, in un momento di spaesamento. Hai percorso, negli ultimi tempi, un tratto di strada come trascinata dagli avvenimenti e ora, di fronte alla decisione che devi prendere, ti senti confusa e frastornata.
    E' possibile che tu ti trovi in una situazione che non hai cercato, che ha, in qualche modo, rinnovato dolori passati che sembravano sopiti (riferimento all'ospedale, che riprendo dopo). Non sai, forse, cosa vuoi. Oppure, vorresti cose contraddittorie fra loro.
    Hai vissuto un periodo quasi in stato d'ipnosi, senza sapere dove eri diretta, rincorrendo gli eventi senza una meta definita.

    Ora ti trovi all'incrocio e devi scegliere.

    Dal sogno, sembra trasparire che questa situazione presente si ricollega (direttamente o simbolicamente) ad esperienze dolorose del tuo passato.
    Questo si rileva dal fatto che, nella seconda parte del sogno, l'azione ha inizio nei pressi di un ospedale.
    L'ospedale, simbolicamente , rappresenta il tentativo di superare il dolore legato a situazioni che ci hanno pesantemente messo alla prova.

    Il tuo peregrinare in bicicletta (cioè facendo fatica, perché devi pedalare), per strade sconosciute, che, peraltro, percorri stando sui marciapiedi, senza sapere dove stai andando è, probabilmente, dovuto a qualche vicenda affettiva, che ti è recentemente accaduta, e che ha rinnovato la memoria di quel dolore precedente.
    Tu parti in bicicletta senza sapere dove stai andando, cioè ti fai trascinare dagli avvenimenti.
    Non è una situazione semplice (tu, comunque, devi pedalare e lo fai, addirittura sui marciapiedi).
    Ma, soprattutto, non è chiara la direzione e il senso di quello che stai facendo.

    Questo stato continua fino all'incrocio, fino al momento in cui ti rendi conto che non puoi farti trascinare dagli eventi, ma devi fare una scelta consapevole.

    E' a questo punto che, secondo me, almeno a livello logico (se non cronologico), dovrebbe inserirsi la prima parte del tuo sogno.
    In questa parte del sono stai, probabilmente, rielaborando le fantasie sul tuo futuro affettivo.

    Ti ritrovi in una stanza che non conosci, con una persona che non riconosci, ma che, nel sogno, è il tuo uomo.
    La stanza, simbolicamente, rappresenta la scena di eventi limitati, definiti.
    Una nuova stanza, nel sogno, è spesso utilizzata come una specie di palcoscenico in cui mettere in scena situazioni possibili o possibili sviluppi futuri di situazioni presenti.
    Quindi, nel sogno, sembra che tu stia mettendo in scena il tuo futuro affettivo.
    Tu e il tuo uomo siete seduti in un divano.
    Il divano, simbolicamente, dovrebbe rappresentare una situazione di comunicazione e di intimità.
    La rappresentazione del sogno, invece, è estremamente formale e fredda.
    La madre di lui (cioè la sua matrice femminile) sembra dirigere la scena, in maniera formalistica, come se fosse una specie di “rituale”. Non si tratta, però, di un rituale significativo, ma di una logora abitudine.
    Anche ciò che viene servito (il gelato e la bevanda che sembra caffè americano), che, simbolicamente, dovrebbe rappresentare, il piacere di un'intimità condivisa, sembra partecipare alla freddezza e al “distacco” del cerimoniale.
    Come fosse davvero una scena teatrale, il pubblico (o, se si vuole, pensando alla tragedia greca, il Coro) sembra commentare, con i suoi sguardi, la situazione, comunicando un senso di sfacelo e di oppressione insopportabile.
    Così, le due persone protagonisti, salutandosi appena, senza manifestazioni affettive che testimonino la volontà di una storia comune, vanno ciascuna per la propria strada, a curare i propri affari...

    Questo è il “futuro” affettivo che una parte di te s'immagina.
    Ed è questo futuro così freddo e opprimente che ti apre, forse, alla nostalgia di un passato, doloroso, ma vivo.
    Così, nella scena successiva (di cui ho già parlato) ti ritrovi nei pressi di un'ospedale.

    Ritorniamo all'incrocio, da cui è partita questa analisi.
    Tu hai bisogno di un momento di ripensamento.
    All'incrocio, nel momento di fare la scelta decisiva, ti fermi.
    E' come se tu uscissi da uno stato ipnotico. Non sai dove ti trovi, cosa stai facendo. Così torni indietro.

    Il ritornare indietro, nel sogno, non sembra essere un rinunciare ai propri desideri per motivi di opportunità o di concretezza, non sembra una “fuga” da ciò che si vorrebbe.
    Si tratta, piuttosto, di fare chiarezza sulle motivazioni e sul senso di una scelta.
    Ripercorri la strada che hai fatto per capire dove ti trovi, a che punto sei del tuo percorso, cosa vuoi.

    Ti rendi conto, così, che stai andando, con la tua bicicletta, sul marciapiedi, invece che sulla strada.
    Stai cioè percorrendo una via non adatta al veicolo che hai scelto di usare. Una via che, forse, non ti porta da nessuna parte.

    A questo punto, vorresti tornare sulla strada maestra, ma hai timore. La strada rappresenta il percorso evolutivo. Il marciapiedi è, probabilmente, un percorso laterale, pieno di ostacoli (se percorso in bicicletta)
    Ti sembra una difficoltà immane. La bicicletta è enorme e temi di perdere l'equilibrio.
    Questa parte del sogno rappresenta, probabilmente, la percezione si sentirsi in disequilibrio, personalmente, nella situazione che si sta vivendo.

    Per recuperare il tuo equilibrio, devi scendere dalla bicicletta e andare a piedi.

    A piedi puoi, infatti, andare più adagio, metabolizzare le situazioni e ristabilire l'equilibrio dei tuoi comportamenti.
    I piedi, simbolicamente, indicano proprio l'equilibrio nelle situazioni della vita.
    E' andando a piedi che, nel cammino a ritroso, vedi ciò che ti era sfuggito all'andata.

    Ad un cento punto, ti imbatti in un tempio.
    Il tempio, simbolicamente, oltre che con la “devozione” (che, nel caso in questione, non sembra un significato pertinente), ha a che fare con la “riflessione” e con l'interiorità.
    Avendo deciso di ridurre la tua velocità (andare a piedi), hai, ora, la possibilità di riflettere sulla tua situazione.
    La riflessione ti pone di fronte alle diverse possibilità che ti si aprono davanti (raffigurata dalle 7 porte del tempio).
    C'è, però, solo una porta di cui riesci a leggere la scritta sull'ingresso: “la ruota”.

    La “ruota”, simbolicamente, rappresenta la vita. La vita con i suoi alti e bassi, la vita che ci ripropone, continuamente, situazioni analoghe a quelle vissute in precedenza, finché non ne abbiamo fatto consapevolezza.
    La ruota della vita, negli arcani maggiori dei tarocchi, rappresenta il cambiamento, le occasioni che ci vendono date per procedere nel nostro cammino evolutivo.
    La ruota ti dice che puoi sia ritornare al tuo passato (alla situazione che già ti ha fatto soffrire) o procedere in una direzione diversa. Dovrai farlo, solo, consapevolmente, per non subire gli eventi.

    Le altre immagini sfumate (che ricordi vagamente: la donna con il bambino e l'altra donna che sembra volerti dire qualcosa che non capisci), forse, fanno parte di un'immaginazione del tuo futuro che, purtroppo, non ricordi.

    La parte finale del sogno ti conduce in una situazione in cui ti ritrovi con tuo nonno materno.

    Le figure degli avi, di solito, nel sogno, possono essere intese in due modi radicalmente diversi: possono rappresentare, da una parte, la saggezza dell'esperienza, cui si ricorre nei momenti di difficoltà e di dubbio (come sembra essere nel tuo caso), oppure rappresentano il rimanere legati a concezioni superate, che ostacolano il proprio procedere evolutivo.

    Nel tuo sogno sembra che la figura del nonno possa rappresentare, per te, la sapienza dell'esperienza, cui ricorrere, per essere aiutata a capire la tua situazione di dubbio e, forse, di stallo.

    Nella stanza, c'è un registratore, con un nastro in cui sono registrate (da altre persone, quasi si trattasse del “Coro” della prima parte del sogno, che sottolinea i passaggi fondamentali della vicenda) le parole che tuo nonno era solito dire a tua nonna dopo una litigata. Tu le ascolti e le riascolti, forse per imparare bene la lezione in esse implicita.
    Purtroppo non ti ricordi (o, comunque, non riporti) il contenuto della frase.
    Può anche essere che il contenuto non sia importante, in sé, e che il sogno voglia dirti che le situazioni di incomprensione e di litigio possono essere rimediate con la comunicazione (parlandosi).

    Tuo nonno, però, nel sogno, è triste. E' rimasto solo, perché sua moglie (tua nonna) è morta, se n'è andata.
    Deve, cioè, affrontare, in questo caso, non uno dei soliti litigi (di cui resta traccia nel nastro, che, a questo punto, si rivela come una traccia, un ricordo del passato), ma con una separazione definitiva.
    Che, nella realtà, tua nonna sia morta prima di tuo nonno poco rileva, a mio avviso, rispetto al significato simbolico delle situazioni del sogno.

    E' come se la saggezza del tuo nonno ti dicesse che, quando si tratta di un litigio o di una incomprensione, tutto si può rimediare (parlandone), ma che, nel tuo caso, come nel suo, si tratta di una perdita definitiva, cioè di un passato che non potrà essere fatto più rivivere, nemmeno con il ricordo o con la volontà.

    Da un altro punto di vista, però, si può rilevare che i morti del nostro passato si sognano in momenti di cambiamento personale e relazionale.
    Il messaggio del sogno, da questo punto di vista, può essere che tu ti trovi i una fase di cambiamenti (ruota), in cui sei chiamata a fare scelte fondamentali per il tuo futuro affettivo (incrocio).
    Qualunque sia la tua scelta, sembra concludere il sogno, falla in maniera consapevole.


    "L'onda non riesce a prendere
    il fiore che galleggia:
    quando cerca di raggiungerlo
    lo allontana"

    (Rabindranath Tagore)

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Il rituale.

    Io non so se missfreedom si ritroverà nell'analisi di Hermes: so, però. che la sua analisi è affascinante, almeno quanto lo era il sogno...
    Complimenti...
    -



    PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!

  5. #5
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Riferimento: Il rituale.

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Io non so se missfreedom si ritroverà nell'analisi di Hermes: so, però. che la sua analisi è affascinante, almeno quanto lo era il sogno...
    Complimenti...
    OT
    Qualunque sia il pensiero di missfreedom in proposito, grazie, doctor, per il tuo feedback.
    Avrei preferito scriverti un messaggio sul profilo, ma mi è negato l'accesso (forse, per le tue scelte relative alla privacy).


    "L'onda non riesce a prendere
    il fiore che galleggia:
    quando cerca di raggiungerlo
    lo allontana"

    (Rabindranath Tagore)

  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Il rituale.

    Citazione Originalmente inviato da Hermes Ankh Visualizza messaggio
    OT
    Qualunque sia il pensiero di missfreedom in proposito, grazie, doctor, per il tuo feedback.
    Avrei preferito scriverti un messaggio sul profilo, ma mi è negato l'accesso (forse, per le tue scelte relative alla privacy).
    Ti ho autorizzato...
    -



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  7. #7
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    Riferimento: Il rituale.

    Citazione Originalmente inviato da Hermes Ankh Visualizza messaggio
    Ciao, missfreedom, la tua serie di sogni (sicuramente collegati fra loro) non può essere compresa solo attraverso l'interpretazione del significato dei simboli che sono presenti (cosa che, normalmente, faccio io nel forum).
    E' necessario, in questo caso, costruire una struttura narrativa che li connetta (cosa che io, di solito, non faccio nel forum, perché credo che debba essere la persona stessa a farlo e che, comunque, l'interpretazione non abbia senso al di fuori di un contesto analitico).

    Dal momento, però, che il tuo sogno è molto complesso e interessante, non solo simbolicamente, ma come esempio di come sia possibile costruire una struttura narrativa che connetta i vari aspetti, provo a delinearti un'ipotesi di “storia”, con l'avvertimento che, da parte mia, si tratta di una “costruzione” di realtà, che è, pertanto, soggettiva, e che tu sola puoi individuare la struttura narrativa valida e significativa per il tuo caso (che può essere anche molto differente da quella che ho ipotizzato io).

    Il centro della narrazione onirica (nella struttura narrativa che sto costruendo in relazione al tuo sogno) mi sembra possa essere individuata nel momento in cui tu, andando senza una meta precisa con la tua bicicletta, ti ritrovi ad un “incrocio”, senza sapere dove sei arrivata, senza sapere dove sei...

    L'incrocio, simbolicamente, rappresenta un momento importante della vita di una persona, in cui devono essere fatte scelte decisive per il proprio futuro.
    Tu, sembra dirti il sogno, ti trovi in un momento della tua esistenza in cui devi operare una scelta fondamentale per la tua vita affettiva (che si tratti della vita affettiva si desume facilmente dai riferimenti sparsi in tutte le parti del sogno).

    Ti trovi, però, in un momento di spaesamento. Hai percorso, negli ultimi tempi, un tratto di strada come trascinata dagli avvenimenti e ora, di fronte alla decisione che devi prendere, ti senti confusa e frastornata.
    E' possibile che tu ti trovi in una situazione che non hai cercato, che ha, in qualche modo, rinnovato dolori passati che sembravano sopiti (riferimento all'ospedale, che riprendo dopo). Non sai, forse, cosa vuoi. Oppure, vorresti cose contraddittorie fra loro.
    Hai vissuto un periodo quasi in stato d'ipnosi, senza sapere dove eri diretta, rincorrendo gli eventi senza una meta definita.

    Ora ti trovi all'incrocio e devi scegliere.

    Dal sogno, sembra trasparire che questa situazione presente si ricollega (direttamente o simbolicamente) ad esperienze dolorose del tuo passato.
    Questo si rileva dal fatto che, nella seconda parte del sogno, l'azione ha inizio nei pressi di un ospedale.
    L'ospedale, simbolicamente , rappresenta il tentativo di superare il dolore legato a situazioni che ci hanno pesantemente messo alla prova.

    Il tuo peregrinare in bicicletta (cioè facendo fatica, perché devi pedalare), per strade sconosciute, che, peraltro, percorri stando sui marciapiedi, senza sapere dove stai andando è, probabilmente, dovuto a qualche vicenda affettiva, che ti è recentemente accaduta, e che ha rinnovato la memoria di quel dolore precedente.
    Tu parti in bicicletta senza sapere dove stai andando, cioè ti fai trascinare dagli avvenimenti.
    Non è una situazione semplice (tu, comunque, devi pedalare e lo fai, addirittura sui marciapiedi).
    Ma, soprattutto, non è chiara la direzione e il senso di quello che stai facendo.

    Questo stato continua fino all'incrocio, fino al momento in cui ti rendi conto che non puoi farti trascinare dagli eventi, ma devi fare una scelta consapevole.

    E' a questo punto che, secondo me, almeno a livello logico (se non cronologico), dovrebbe inserirsi la prima parte del tuo sogno.
    In questa parte del sono stai, probabilmente, rielaborando le fantasie sul tuo futuro affettivo.

    Ti ritrovi in una stanza che non conosci, con una persona che non riconosci, ma che, nel sogno, è il tuo uomo.
    La stanza, simbolicamente, rappresenta la scena di eventi limitati, definiti.
    Una nuova stanza, nel sogno, è spesso utilizzata come una specie di palcoscenico in cui mettere in scena situazioni possibili o possibili sviluppi futuri di situazioni presenti.
    Quindi, nel sogno, sembra che tu stia mettendo in scena il tuo futuro affettivo.
    Tu e il tuo uomo siete seduti in un divano.
    Il divano, simbolicamente, dovrebbe rappresentare una situazione di comunicazione e di intimità.
    La rappresentazione del sogno, invece, è estremamente formale e fredda.
    La madre di lui (cioè la sua matrice femminile) sembra dirigere la scena, in maniera formalistica, come se fosse una specie di “rituale”. Non si tratta, però, di un rituale significativo, ma di una logora abitudine.
    Anche ciò che viene servito (il gelato e la bevanda che sembra caffè americano), che, simbolicamente, dovrebbe rappresentare, il piacere di un'intimità condivisa, sembra partecipare alla freddezza e al “distacco” del cerimoniale.
    Come fosse davvero una scena teatrale, il pubblico (o, se si vuole, pensando alla tragedia greca, il Coro) sembra commentare, con i suoi sguardi, la situazione, comunicando un senso di sfacelo e di oppressione insopportabile.
    Così, le due persone protagonisti, salutandosi appena, senza manifestazioni affettive che testimonino la volontà di una storia comune, vanno ciascuna per la propria strada, a curare i propri affari...

    Questo è il “futuro” affettivo che una parte di te s'immagina.
    Ed è questo futuro così freddo e opprimente che ti apre, forse, alla nostalgia di un passato, doloroso, ma vivo.
    Così, nella scena successiva (di cui ho già parlato) ti ritrovi nei pressi di un'ospedale.

    Ritorniamo all'incrocio, da cui è partita questa analisi.
    Tu hai bisogno di un momento di ripensamento.
    All'incrocio, nel momento di fare la scelta decisiva, ti fermi.
    E' come se tu uscissi da uno stato ipnotico. Non sai dove ti trovi, cosa stai facendo. Così torni indietro.

    Il ritornare indietro, nel sogno, non sembra essere un rinunciare ai propri desideri per motivi di opportunità o di concretezza, non sembra una “fuga” da ciò che si vorrebbe.
    Si tratta, piuttosto, di fare chiarezza sulle motivazioni e sul senso di una scelta.
    Ripercorri la strada che hai fatto per capire dove ti trovi, a che punto sei del tuo percorso, cosa vuoi.

    Ti rendi conto, così, che stai andando, con la tua bicicletta, sul marciapiedi, invece che sulla strada.
    Stai cioè percorrendo una via non adatta al veicolo che hai scelto di usare. Una via che, forse, non ti porta da nessuna parte.

    A questo punto, vorresti tornare sulla strada maestra, ma hai timore. La strada rappresenta il percorso evolutivo. Il marciapiedi è, probabilmente, un percorso laterale, pieno di ostacoli (se percorso in bicicletta)
    Ti sembra una difficoltà immane. La bicicletta è enorme e temi di perdere l'equilibrio.
    Questa parte del sogno rappresenta, probabilmente, la percezione si sentirsi in disequilibrio, personalmente, nella situazione che si sta vivendo.

    Per recuperare il tuo equilibrio, devi scendere dalla bicicletta e andare a piedi.

    A piedi puoi, infatti, andare più adagio, metabolizzare le situazioni e ristabilire l'equilibrio dei tuoi comportamenti.
    I piedi, simbolicamente, indicano proprio l'equilibrio nelle situazioni della vita.
    E' andando a piedi che, nel cammino a ritroso, vedi ciò che ti era sfuggito all'andata.

    Ad un cento punto, ti imbatti in un tempio.
    Il tempio, simbolicamente, oltre che con la “devozione” (che, nel caso in questione, non sembra un significato pertinente), ha a che fare con la “riflessione” e con l'interiorità.
    Avendo deciso di ridurre la tua velocità (andare a piedi), hai, ora, la possibilità di riflettere sulla tua situazione.
    La riflessione ti pone di fronte alle diverse possibilità che ti si aprono davanti (raffigurata dalle 7 porte del tempio).
    C'è, però, solo una porta di cui riesci a leggere la scritta sull'ingresso: “la ruota”.

    La “ruota”, simbolicamente, rappresenta la vita. La vita con i suoi alti e bassi, la vita che ci ripropone, continuamente, situazioni analoghe a quelle vissute in precedenza, finché non ne abbiamo fatto consapevolezza.
    La ruota della vita, negli arcani maggiori dei tarocchi, rappresenta il cambiamento, le occasioni che ci vendono date per procedere nel nostro cammino evolutivo.
    La ruota ti dice che puoi sia ritornare al tuo passato (alla situazione che già ti ha fatto soffrire) o procedere in una direzione diversa. Dovrai farlo, solo, consapevolmente, per non subire gli eventi.

    Le altre immagini sfumate (che ricordi vagamente: la donna con il bambino e l'altra donna che sembra volerti dire qualcosa che non capisci), forse, fanno parte di un'immaginazione del tuo futuro che, purtroppo, non ricordi.

    La parte finale del sogno ti conduce in una situazione in cui ti ritrovi con tuo nonno materno.

    Le figure degli avi, di solito, nel sogno, possono essere intese in due modi radicalmente diversi: possono rappresentare, da una parte, la saggezza dell'esperienza, cui si ricorre nei momenti di difficoltà e di dubbio (come sembra essere nel tuo caso), oppure rappresentano il rimanere legati a concezioni superate, che ostacolano il proprio procedere evolutivo.

    Nel tuo sogno sembra che la figura del nonno possa rappresentare, per te, la sapienza dell'esperienza, cui ricorrere, per essere aiutata a capire la tua situazione di dubbio e, forse, di stallo.

    Nella stanza, c'è un registratore, con un nastro in cui sono registrate (da altre persone, quasi si trattasse del “Coro” della prima parte del sogno, che sottolinea i passaggi fondamentali della vicenda) le parole che tuo nonno era solito dire a tua nonna dopo una litigata. Tu le ascolti e le riascolti, forse per imparare bene la lezione in esse implicita.
    Purtroppo non ti ricordi (o, comunque, non riporti) il contenuto della frase.
    Può anche essere che il contenuto non sia importante, in sé, e che il sogno voglia dirti che le situazioni di incomprensione e di litigio possono essere rimediate con la comunicazione (parlandosi).

    Tuo nonno, però, nel sogno, è triste. E' rimasto solo, perché sua moglie (tua nonna) è morta, se n'è andata.
    Deve, cioè, affrontare, in questo caso, non uno dei soliti litigi (di cui resta traccia nel nastro, che, a questo punto, si rivela come una traccia, un ricordo del passato), ma con una separazione definitiva.
    Che, nella realtà, tua nonna sia morta prima di tuo nonno poco rileva, a mio avviso, rispetto al significato simbolico delle situazioni del sogno.

    E' come se la saggezza del tuo nonno ti dicesse che, quando si tratta di un litigio o di una incomprensione, tutto si può rimediare (parlandone), ma che, nel tuo caso, come nel suo, si tratta di una perdita definitiva, cioè di un passato che non potrà essere fatto più rivivere, nemmeno con il ricordo o con la volontà.

    Da un altro punto di vista, però, si può rilevare che i morti del nostro passato si sognano in momenti di cambiamento personale e relazionale.
    Il messaggio del sogno, da questo punto di vista, può essere che tu ti trovi i una fase di cambiamenti (ruota), in cui sei chiamata a fare scelte fondamentali per il tuo futuro affettivo (incrocio).
    Qualunque sia la tua scelta, sembra concludere il sogno, falla in maniera consapevole.

    Ti ringrazio Hermes, per l'analisi.

    Sostanzialmente mi ci ritrovo, ma soltanto a tratti. Mi sarebbe piaciuto poter fornire un contributo molto più dettagliato, ma domattina partirò, quindi mi limito a dirti ciò in cui non mi trovo (perché come mi sottolineavi: la costruzione narrativa, più veritiera, posso conoscerla soltanto io). E' più o meno la stessa interpretazione - simbolicamente - ma differisce nell'interpretazione che vi ho attribuito negli episodi. Ovviamente, non avendo molte conoscenze circa l'interpretazione del sogno, l'ho soltanto ipotizzata, ma ero curiosa di sapere se quel che ho pensato avesse un minimo di corrispondenza altrove.

    L'incrocio (mi ritrovo): In verità devo effettuare alcune scelte molto importanti a breve - tra qualche mese - e non ho ancora preso le mie decisioni, che oscillano fra tre alternative (ho omesso di dire che era un trivio); la cosa strana è che non sono affatto una persona che si lascia trascinare dagli eventi, ed è questo ad avermi lasciata molto perplessa, nel sogno: il fatto che non rispecchi affatto la mia personalità o il mio modo di agire, di procedere. Generalmente sono molto razionale e tendo a ponderare scelte e conseguenze molto prima di agire, oltre che esiti negativi e possibili strategie di risoluzione del problema, ed è una cosa che faccio in modo piuttosto naturale, senza alcuna forma di apprensione. Esattamente come applico la risoluzione al problema stesso: in modo estremamente freddo, ma al contempo naturale (è veramente difficile che mi faccia prendere dal panico o che mi scoraggi). Talvolta posso commettere anche delle assurdità: ma pur sempre in modo ragionato, e come scelte mirate fino in fondo. In questo caso le scelte riguardano progetti inerenti il mio futuro, non sono di tipo affettivo.

    Il percorso in bicicletta: Date queste premesse, mi domandavo se la rappresentazione di questo percorso automatico in bicicletta, addirittura sul marciapiede (cosa che vedo come una rottura delle regole), non fosse per caso la manifestazione del timore che possa accadere: che mi lasci, prima o poi, trascinare dagli eventi senza prendere alcuna decisione in merito. Forse lo interpreterei come un sogno di quasi-angoscia, un desiderio doloroso: potrebbe essere quel che desidero - in modo chiaramente inconscio - perché si scontra palesemente con le mie "normali" modalità d'azione: perdere il controllo che esercito su me stessa - non in modo patologico ma sistematico - in questo caso potrebbe essere un mio profondo desiderio. [?]

    Il procedere automatico: E' indubbiamente vero che ho trascorso un periodo di apnea, se vogliamo, ma anche quello è stato scelto e sapevo sin dal primo istante che mi avrebbe portato a questa scelta, anche se oggettivamente: ad oggi non ho ancora scelto.

    L'ospedale: in verità c'è stata una volontà di elaborare deteminate cose del passato, quindi dei dolori antichi e meno antichi (ed è una cosa che tendo a fare già da sola). La novità è che da poco ho considerato l'ipotesi di andare in analisi, e dovrei metterlo in pratica a settembre. Forse, il fatto che parta in bicicletta, dall'ospedale, senza una meta ben precisa, potrebbe rappresentare l'incertezza della meta, e quindi un dubbio circa l'effettivo superamento del dolore. Magari rappresenta questo percorso, l'intenzione che ho di perseguirlo, ma contemporaneamente, anche l'incertezza di riuscire a portare a termine l'analisi perché non ne conosco le difficoltà future. Quindi, forse l'ospedale rappresenta l'analisi, credo, e il percorso senza meta, in questo caso rappresenta l'incertezza intrinseca dell'esito. O forse l'incapacità di scorgere la meta potrebbe essere vista come una mancanza di fiducia, parsino, in me o nell'analisi (sempre in relazione alla complessità del percorso analitico, alle difficoltà).


    Il rituale: premetto che la scelta del titolo voleva essere velatamente ironica, dal momento che era una scena di vita palesemente logora (piuttosto che un rituale). Dell'uomo senza volto non saprei assolutamente cosa dire. Ma questo genere di rituali mi indispongono. Gradirei una vita completamente sgombera da certe cose. Al momento non c'è un uomo nella mia vita, ormai da qualche anno, né mi auguro che il mio futuro sia in quel modo. Quella scena è l'unica che non sia riuscita assolutamente a decifrare. Beffarda, a tratti.

    La strada del ritorno a piedi (qualche perplessità): la vedo - indipendentemente dal mio modo di procedere - come un percorso a me familiare, proprio perché mi piace ritornare sulle cose, normalmente è una cosa che faccio anche molto spesso: sia nel bene che nel male. Mi piace osservarmi. Potrebbe essere, ad esempio, il ripristino di un equilibrio intra-onirico? Mi spiego: potrebbe consistere in una rappresentazione che giunge per placare l'angoscia dovuta al primo percorso senza meta, e che quindi procurava angoscia? Una specie di compensazione? A me ha dato questa idea, forse perché ho un ricordo meno doloroso di questa parte del sogno in cui, finalmente ero me stessa: mi soffermavo sulle cose e procedevo per una mia volontà di farlo.

    Il nonno: è la figura più importante di tutta la mia vita, viene persino prima dei miei genitori, affettivamente. Lo sogno spesso, prende sempre un posto di rilievo, anche quando non c'è una connessione. Dispensa consigli, è preoccupato, mi incoraggia, insomma: rispecchia perfettamente il mio desiderio di averlo quì e il bisogno della sua saggezza. Lui è colui che cercava sempre di indicarmi la retta via, soprattutto in vita: oggi, credo che, non avendo punti di riferimento in senso affettivo, mi aggrappi a questa figura fantasmatica e dispensatrice di consigli: è pazzesco ma ancora oggi è il mio punto fermo malgrado non ci sia. Quando penso a come dovrei fare qualcosa mi domando come l'avrebbe fatta lui (non sempre ci riesco, ma questa è un'altra storia).



    Non so se riuscirò a recuperare una connessione in questo periodo, ma prima o poi ritorno per leggere cosa ne pensi. Mi è piaciuta comunque molto la tua interpretazione e mi ha anche aperto la strada a qualche riflessione.
    Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero

  8. #8
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    Riferimento: Il rituale.

    Citazione Originalmente inviato da missfreedom Visualizza messaggio
    Ti ringrazio Hermes, per l'analisi.

    Sostanzialmente mi ci ritrovo, ma soltanto a tratti. Mi sarebbe piaciuto poter fornire un contributo molto più dettagliato, ma domattina partirò, quindi mi limito a dirti ciò in cui non mi trovo (perché come mi sottolineavi: la costruzione narrativa, più veritiera, posso conoscerla soltanto io). E' più o meno la stessa interpretazione - simbolicamente - ma differisce nell'interpretazione che vi ho attribuito negli episodi. Ovviamente, non avendo molte conoscenze circa l'interpretazione del sogno, l'ho soltanto ipotizzata, ma ero curiosa di sapere se quel che ho pensato avesse un minimo di corrispondenza altrove.

    L'incrocio (mi ritrovo): In verità devo effettuare alcune scelte molto importanti a breve - tra qualche mese - e non ho ancora preso le mie decisioni, che oscillano fra tre alternative (ho omesso di dire che era un trivio); la cosa strana è che non sono affatto una persona che si lascia trascinare dagli eventi, ed è questo ad avermi lasciata molto perplessa, nel sogno: il fatto che non rispecchi affatto la mia personalità o il mio modo di agire, di procedere. Generalmente sono molto razionale e tendo a ponderare scelte e conseguenze molto prima di agire, oltre che esiti negativi e possibili strategie di risoluzione del problema, ed è una cosa che faccio in modo piuttosto naturale, senza alcuna forma di apprensione. Esattamente come applico la risoluzione al problema stesso: in modo estremamente freddo, ma al contempo naturale (è veramente difficile che mi faccia prendere dal panico o che mi scoraggi). Talvolta posso commettere anche delle assurdità: ma pur sempre in modo ragionato, e come scelte mirate fino in fondo. In questo caso le scelte riguardano progetti inerenti il mio futuro, non sono di tipo affettivo.

    Il percorso in bicicletta: Date queste premesse, mi domandavo se la rappresentazione di questo percorso automatico in bicicletta, addirittura sul marciapiede (cosa che vedo come una rottura delle regole), non fosse per caso la manifestazione del timore che possa accadere: che mi lasci, prima o poi, trascinare dagli eventi senza prendere alcuna decisione in merito. Forse lo interpreterei come un sogno di quasi-angoscia, un desiderio doloroso: potrebbe essere quel che desidero - in modo chiaramente inconscio - perché si scontra palesemente con le mie "normali" modalità d'azione: perdere il controllo che esercito su me stessa - non in modo patologico ma sistematico - in questo caso potrebbe essere un mio profondo desiderio. [?]

    Il procedere automatico: E' indubbiamente vero che ho trascorso un periodo di apnea, se vogliamo, ma anche quello è stato scelto e sapevo sin dal primo istante che mi avrebbe portato a questa scelta, anche se oggettivamente: ad oggi non ho ancora scelto.

    L'ospedale: in verità c'è stata una volontà di elaborare deteminate cose del passato, quindi dei dolori antichi e meno antichi (ed è una cosa che tendo a fare già da sola). La novità è che da poco ho considerato l'ipotesi di andare in analisi, e dovrei metterlo in pratica a settembre. Forse, il fatto che parta in bicicletta, dall'ospedale, senza una meta ben precisa, potrebbe rappresentare l'incertezza della meta, e quindi un dubbio circa l'effettivo superamento del dolore. Magari rappresenta questo percorso, l'intenzione che ho di perseguirlo, ma contemporaneamente, anche l'incertezza di riuscire a portare a termine l'analisi perché non ne conosco le difficoltà future. Quindi, forse l'ospedale rappresenta l'analisi, credo, e il percorso senza meta, in questo caso rappresenta l'incertezza intrinseca dell'esito. O forse l'incapacità di scorgere la meta potrebbe essere vista come una mancanza di fiducia, parsino, in me o nell'analisi (sempre in relazione alla complessità del percorso analitico, alle difficoltà).


    Il rituale: premetto che la scelta del titolo voleva essere velatamente ironica, dal momento che era una scena di vita palesemente logora (piuttosto che un rituale). Dell'uomo senza volto non saprei assolutamente cosa dire. Ma questo genere di rituali mi indispongono. Gradirei una vita completamente sgombera da certe cose. Al momento non c'è un uomo nella mia vita, ormai da qualche anno, né mi auguro che il mio futuro sia in quel modo. Quella scena è l'unica che non sia riuscita assolutamente a decifrare. Beffarda, a tratti.

    La strada del ritorno a piedi (qualche perplessità): la vedo - indipendentemente dal mio modo di procedere - come un percorso a me familiare, proprio perché mi piace ritornare sulle cose, normalmente è una cosa che faccio anche molto spesso: sia nel bene che nel male. Mi piace osservarmi. Potrebbe essere, ad esempio, il ripristino di un equilibrio intra-onirico? Mi spiego: potrebbe consistere in una rappresentazione che giunge per placare l'angoscia dovuta al primo percorso senza meta, e che quindi procurava angoscia? Una specie di compensazione? A me ha dato questa idea, forse perché ho un ricordo meno doloroso di questa parte del sogno in cui, finalmente ero me stessa: mi soffermavo sulle cose e procedevo per una mia volontà di farlo.

    Il nonno: è la figura più importante di tutta la mia vita, viene persino prima dei miei genitori, affettivamente. Lo sogno spesso, prende sempre un posto di rilievo, anche quando non c'è una connessione. Dispensa consigli, è preoccupato, mi incoraggia, insomma: rispecchia perfettamente il mio desiderio di averlo quì e il bisogno della sua saggezza. Lui è colui che cercava sempre di indicarmi la retta via, soprattutto in vita: oggi, credo che, non avendo punti di riferimento in senso affettivo, mi aggrappi a questa figura fantasmatica e dispensatrice di consigli: è pazzesco ma ancora oggi è il mio punto fermo malgrado non ci sia. Quando penso a come dovrei fare qualcosa mi domando come l'avrebbe fatta lui (non sempre ci riesco, ma questa è un'altra storia).



    Non so se riuscirò a recuperare una connessione in questo periodo, ma prima o poi ritorno per leggere cosa ne pensi. Mi è piaciuta comunque molto la tua interpretazione e mi ha anche aperto la strada a qualche riflessione.
    Ciao, missfreedom, ho letto con molto interesse i tuoi riscontri e le chiavi interpretative alternative che hai individuato.

    Provo a darti dei feedback cercando di rivedere, alla luce di quanto hai aggiunto, anche aspetti della mia prima interpretazione.
    Di solito non lo faccio, nel forum, ma i tuoi stimoli sono troppo intriganti, perché richiedono di affrontare una questione centrale nell'interpretazione: fino a che punto si possono - attraverso l'ipotesi - coprire i "buchi" del racconto per ricostruirne la coerenza? La costruzione di un racconto permette di comprendere il senso di un sogno oppure lo "costruisce"? Noi interpretiamo o costruiamo, con i nostri racconti, il senso di un sogno?

    Il “rituale”.
    La vita affettiva di ciascuno di noi è, in qualche modo, condizionata da “miti” positivi (ciò verso cui tendiamo) e da “miti” negativi (ciò che vorremmo eliminare o, per lo meno, esorcizzare).
    La mia impressione è che il tuo “rituale” possa essere inteso proprio come la rappresentazione (quasi scenica, con tanto di pubblico) di una situazione che tu temi e intendi esorcizzare, in quanto distante anni luce dal tuo modo di concepire l'intimità e il rapporto affettivo.
    Rientra fra i compiti del sogno (almeno, in una prospettiva gestaltica, alla quale, anche se solo in parte, mi rifaccio) anche quello di costituire una specie di palcoscenico in cui mettere in scena le proprie ossessioni e in cui sperimentare le strategie da utilizzare nella vita reale.

    Trattandosi si un rituale legato ad una situazione di rapporto affettivo, però, questa parte del sogno costituisce, a mio modo di intendere, una specie di segnale di contesto sull'argomento della problematica specifica affrontata dal sogno, soprattutto della “scelta” alla quale sei chiamata.

    L'ospedale.
    La precisazione che hai fatto sull'analisi che intendi intraprendere è, sicuramente, illuminante.
    Secondo me, spiega bene sia le successive immagini centrate sulla bicicletta, prima, e sull'andare a piedi, poi, sia, forse, il “rituale” con cui inizia il sogno.

    Probabilmente, hai paura dell'analisi, ma vi riponi anche molte aspettative.
    Il partire in bicicletta ti dice subito che l'esperienza non sarà semplice, ma impegnativa (sei costretta a "pedalare").
    Dovrai, a dispetto della tua forte razionalità, imparare la relatività delle regole (accettare anche di andare sul marciapiede, cioè la trasgressione), ma, soprattutto, imparare a “lasciarti andare”, a non pretendere di controllare tutto con il calcolo razionale.
    Inoltre, l'analisi ti costringerà ad affrontare direttamente (senza la mediazione delle difese mentali) le emozioni, anche quelle dolorose, e le paure profonde a queste collegate. Quindi, anche le paure e le preoccupazioni espresse nella rappresentazione del “rituale”

    E' possibile, come dici tu, che l'andare in automatico, senza rendersi conto del percorso, rappresenti la paura di cadere in una tale situazione e, allo stesso tempo, il desiderio di affrontarla e rielaborarla attraverso l'analisi, imparando anche ad abbandonarsi (senza il controllo preventivo della mente razionale).

    Secondo me, però, deve esserci anche un riferimento più contingente che, nel sogno, suscita l'emergere di questa preoccupazione di perdere il controllo di sé (al di là del riferimento all'analisi futura). E questo, riferimento, dal complesso del sogno, dovrebbe essere legato alla problematica affettiva (o, comunque, di rapporto con una figura maschile).

    Potresti (se lo ritieni utile, ovviamente) pensare alle tue vicende dei giorni precedenti il sogno e chiederti se non ci sia stata una situazione con possibili implicazioni "affettive" (che, forse, ti ha anche richiamato esperienze dolorose del passato - ospedale -) che ti ha portato a mettere la tua abituale razionalità in stand by, forse in attesa che certe vicende (legate, ad esempio, a possibili sviluppi del rapporto con una persona) si chiarissero da sole, senza fare una scelta preordinata, ma, semplicemente, aspettando il maturare degli eventi...
    Una situazione che, sicuramente, ti deve avere "spiazzato" e che, forse, desideravi e temevi allo stesso tempo, perché vivevi un po' come “fuori dalle regole” (nel sogno, ti muovi nel marciapiede, invece che sulla strada).

    Una situazione simile a quella sopra delineata potrebbe bene spiegare il tuo andare in automatico (rimandando, forse, il momento di una scelta che ti crea conflitti), fino all'incrocio che ti ha posto nella necessità di dover scegliere.
    Ovviamente posso sbagliarmi (quindi, se non ti sei ritrovata in una situazione "spiazzante", analoga a quella da me ipotizzata, considerala solo come una mia fantasia proiettiva), ma il sogno avrebbe, se questa ipotesi fosse corretta, una sua coerenza narrativa, altrimenti molto più labile.

    Anche il collegamento con la scena di tuo nonno sarebbe molto più chiara, ammettendo l'esistenza di questa scelta contingente, in campo affettivo (al di là delle scelte che sarai chiamata a fare fra circa tre mesi).

    Nella scena con tuo nonno, che riconosci come figura quasi sapienziale, tu ricerchi, nelle sue parole, un qualcosa che ti aiuti ad affrontare una tua questione presente.
    La scena, però, mostra tuo nonno triste per la separazione “definitiva” che ha subito (la perdita di tua nonna).
    Cosa devi imparare dal nonno? Non credo, semplicemente a gestire le situazioni di conflitto con un possibile partner (non ricordi neppure il contenuto della frase), ma, piuttosto, a gestire la “memoria” di una rapporto che non c'è più nella realtà.
    Quello che devi imparare è come fare a gestire un “taglio” doloroso con una situazione presente che, forse, ti attira, ma che vivi come problematica e, comunque, poco chiara.

    Ho ben presente che hai scritto che è ormai qualche anno che non sei impegnata affettivamente in maniera stabile, però il simbolismo del sogno sembra proprio fare riferimento ad una scelta che ha implicazioni affettive, sia che tu operi un “taglio” (che produrrebbe, in te, una tristezza analoga a quella che vedi nel volto di tuo nonno), sia che, invece, tu faccia una scelta diversa che, forse (in considerazione del fatto che, per rimandarla, sei costretta a fare un tratto in automatico sul marciapiede, contravvenendo alle regole), ti creerebbe problemi di coerenza con te stessa.

    Perché, poi, te lo sei chiesta, sospendere la razionalità, in relazione a questa scelta, ti porta a muoverti sul marciapiede, cioè fuori da quello che consideri la “regola”? Si tratta di una scelta che ti crea dei problemi perché implica una terza persona? Perché ha a che fare con il rapporto con qualcuno nei cui confronti non dovrebbero esserci implicazioni di tipo affettivo? Oppure, la relazione affettiva non c'entra nulla e il senso di "spiazzamento", che si avverte nel racconto del sogno, è dovuto a qualcosa di diverso?
    Solo tu, ovviamente, puoi dare una risposta a queste domande.

    Certo è che scendere dal marciapiede e tornare sulla strada (cioè, ritornare dentro le "regole" dopo la realizzata - o solo "pensata" - trasgressione), nel sogno, ti costa, all'inizio, molta fatica e sembra mettere, in qualche modo, in discussione il tuo equilibrio.
    Cioè a dire, si tratta di una scelta con implicazioni emotive molto forti.

    Un'ultima notazione.
    Quando decidi di andare a piedi, cioè di uscire dall'automatismo e di riflettere sulle tue motivazioni interiori (il tempio), l'immagine che emerge in primo piano è quella della “ruota” della vita.
    Mi viene in mente la carta dei tarocchi. Ciascuno di noi è, ora, in una posizione, ora in un'altra. Nel corso della vita le posizioni si scambiano. Chi era up diventa down e chi era down diventa up.
    Ciò che è stato fatto a me ora io sono nella condizione di farlo ad altri. E quello che faccio ora, domani qualcuno potrà farlo a me.
    Questa è la filosofia della “ruota”.

    Perché al momento della scelta (che può essere solo una scelta consapevole e non legata ad automatismi) il tuo sogno ti propone la riflessione sul simbolo della ruota?
    Io, se fossi in te, me lo chiederei.

    Tieni, ovviamente, presente che anche quelle di questo post sono mie risonanze e non hanno alcuna pretesa di descrivere la realtà, soprattutto nel momento in cui mi sono avventurato ad ipotizzare situazioni (cioè ad operare una "costruzione" di realtà) che tu sola sei in grado di confermare o smentire.
    Ultima modifica di Hermes Ankh : 06-08-2009 alle ore 09.50.30


    "L'onda non riesce a prendere
    il fiore che galleggia:
    quando cerca di raggiungerlo
    lo allontana"

    (Rabindranath Tagore)

  9. #9
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    Riferimento: Il rituale.

    Ciao Hermes, ti ringrazio per l'ultimo contributo e ti rispondo.
    Sono contenta che non ti pesi darmi dei feedback,
    e se può consolarti mi piace risponderti malgrado sia in piena vacanza.

    Mi incurioscono molto le prime domande, quelle che riguardano la questione centrale dell'interpretazione, dunque provo a risponderti. Ribadisco però che i miei pensieri a riguardo sono quelli di una profana che ha sempre osato una blanda interpretazione dei propri sogni: probabilmente l'analisi mi insegnerà a farlo in modo ortodosso. Perdona in anticipo la convinzione con cui affermerò determinate cose, ma sono concetti che derivano dalla mia personale esperienza e non, piuttosto, da approfonditi studi sull'argomento. Procedo con ordine (secondo la mia visione, quindi consapevole delle possibili e inevitabili sbavature):

    1) Non si possono coprire i buchi del racconto per ricostruirne la coerenza: con questo intendo dire che la coerenza è nascosta nel sogno e che bisogna individuarla scoprendo il senso degli elementi che in esso sono presenti (non creandone altri, che siano nuovi, dissonanti o persino inventati, ma scoprendo il significato di quelli presenti). Quanto ai buchi: credo che anche quelli, talvolta, nascondano un senso che è del buco stesso e che quindi non va coperto con altro ma piuttosto va interpretato per quello che è. Mi rendo conto che è discutibile, ma anche il buco merita la sua parte, non a caso è presente nel sogno. Le ipotesi: sono ipotesi di senso e non di materiale "nuovo-coprente", quindi dovrebbero essere messe in relazione al materiale simbolico presente nel sogno e che ha la responsabilità, a sua volta, di renderle plausibili e compatibili. Quel che penso circa la ricostruzione del sogno attraverso le ipotesi è che, sostanzialmente, non è il racconto che andiamo a ricostruire ma il significato che questo può avere nel nostro vissuto (considerando l'ipotesi di lasciare che anche i buchi vi partecipino in modo attivo). Credo che un problema, ipotetico, possa sorgere qualora si tenti di forzare la stessa ricostruzione del senso. Per me esiste una linea sottile che separa una "ricostruzione attendibile" che abbia una coerenza intrinseca e che possa collegare in modo naturale il senso di un sogno con il vissuto del sognatore, e una "ricostruzione forzata" che non avendo un riscontro plausibile viene caricata di significati che non le appartengono alterando il significato stesso del sogno (e sul modo in cui si possa distinguerli, ritorno tra qualche attimo).

    2) Per quanto mi riguarda la costruzione di un racconto potrebbe contribuire alla costruzione di un "sogno alterato", e non a quella del suo senso profondo, ma bisognerebbe chiedersi cosa intendiamo per costruzione e cosa per senso. Non essendo un'esperta di sogni né di interpretazioni, provo a dirti cosa intendo con questi termini e in questo contesto.

    Costruzione: Nel contesto del sogno intendo il processo di attribuzione di una simbologia agli elementi presenti nel sogno e successivamente l'interpretazione del significato che questa simbologia può avere in relazione al mio personale vissuto, nel bene e nel male. Quindi - per me - la costruzione potrebbe essere caratterizzata da più fasi: osservazione passiva degli elementi del sogno (credo che abbia un'importanza particolare), identificazione simbolica e interpretazione attraverso le ipotesi.

    Senso: Nel contesto del sogno il senso è la vera essenza degli elementi che si presentano alla nostra coscienza, nel bene e nel male. Oserei affermare che gli elementi hanno senso quando hanno uno scopo, quindi una missione (non a caso anche i buchi - nel mio sogno - hanno un senso). Ma al contempo e in modo "apparentemente contraddittorio" credo fermamente che non tutti gli elementi presenti nel sogno siano necessariamente dotati di un senso: il modo in cui è possibile percepire questa "variazione di senso" - riprendendo la ricostruzione forzata o attendibile - è dato dalla rilevanza affettiva che una determinata sequenza narrativa (già presente nel sogno e non da ricostruire) ha per il sognatore, e questo sarebbe un discorso ben più complesso ma forse non è il posto adatto ad approfondirlo. Questo tira in ballo, come hai sempre sostenuto anche tu, l'importanza che ha il ruolo del sognatore come interprete dei propri sogni: proprio perché - affettivamente - è il solo a poter discriminare l'intensità di certi stimoli (che è interna e non percepibile da qualcuno che sia altro da lui).

    Le cose che si presentano alla nostra coscienza - incluse quelle che non lo fanno - sono tutte dotate di un senso, un significato che sia proprio: intinseco (quindi non necessariamente interpretabili come dotate di senso ai fini del sogno). Non a caso sostituirei - da profana - il termine "costruzione" con "osservazione". L'osservazione della sequenza narrativa di un sogno ci permette di percepirlo in maniera fedele, ma questa affermazione è da prendere con le pinze perché sappiamo quanto sia precaria la fedeltà di un sogno (quindi è nei limiti del possibile che andrebbe fatto, mi pare chiaro). Date queste premesse e secondo il mio punto di vista, non bisognerebbe costruire il racconto di un sogno ma analizzarlo nella sua frammentarietà che resta pur sempre dotata di senso. Poiché sarebbe facile assemblare un sogno in un racconto con elementi esterni e, successivamente, analizzarlo per quello che appare (e che forse non è). Più difficile è riuscire a trovare il senso di un casuale insieme di simboli che non hanno un collegamento apparente con la nostra persona, forse perché non ci piace il collegamento che hanno o forse perché è troppo profondo e noi non ci conosciamo abbastanza (e in quest'ultimo caso, che ritengo l'unico valido, credo ci voglia molta flessibilità e soprattutto una buona conoscenza di sé).

    3) Noi interpretiamo il senso, e lo facciamo attraverso la costruzione di ipotesi che lo sospingano nella sua direzione più naturale. Quando parlo della "naturalezza del senso" intendo riferirmi a quel senso che, a partire dal simbolismo presente nel sogno, riesce a trovare un riscontro nella vita affettiva - sia in positivo che in negativo - del sognatore. Starebbe poi al sognatore, evitare di mentire a se stesso (non a caso ho evitato di forzare ipotesi su alcune parti del mio sogno che per me, tutt'ora, restano con un senso che non mi è dato di conoscere se non a rischio di "forzarlo" avanzando ipotesi probabilmente errate). Questo significa che non credo affatto si debba ricostruire il sogno - tutto - in termini di narrazione: il sogno deve essere interpretato nell'ordine in cui si presenta e con il simbolismo di cui disponiamo. Probabilmente il sogno non va ricostruito, di per sé: credo, piuttosto, che la ricostruzione sia una caratteristica appartenente al "senso" del sogno e che da questa non si possa comunque prescindere.

    Sperando di non essere stata eccessivamente contorta, passo al sogno.


    Il rituale: Trovo molto interessante la possibile interpretazione di questa sequenza come palcoscenico in cui mettere in scena la mia ossessione (che chiamerei, in questo caso, fobia), interpretazione alla quale non avevo assolutamente pensato - non in termini di strategie - ma che appare la più attinente al mio caso. Resta una perplessità sulle strategie, in quanto, nel sogno, mi sono palesemente piegata alla volontà della donna portando a termine il rituale senza l'uso di strategie (apparenti). Scavando più a fondo mi verrebbe da pensare una cosa: il fatto che in seguito mi allontani dall'uomo in questione, potrebbe essere l'espressione di una strategia a lungo termine? C'è da considerare che, nella realtà, tendo a subire dei piccoli compromessi - per scelta. Nel rituale in questione - trasformandolo in un'ipotesi di vita reale - il mio atteggiamento sarebbe stato lo stesso: avrei portato a termine il rituale per amore dell'uomo che amo e per una mia innata curiosità (e lo avrei fatto malgrado rifugga questo tipo di cose), ma successivamente avrei abbandonato il mio uomo qualora non mi avesse concesso di scansare successivi rituali della stessa natura. Quindi il fatto che l'uomo non compaia più, dopo quella separazione, potrebbe significare che io abbia rinunciato a lui a causa del rituale. Questa mi pare una cosa su cui riflettere...

    La biciletta: aggiungerei una cosa. Quando scendo dalla bicicletta essa mi appare più bassa di quanto avessi inizialmente ipotizzato, potrebbe, forse, essere interpretato come un segnale? Provo a spiegarmi: ultimamente sono in pensiero per queste mie scelte future che sono, a tratti vicine ed ambiziose: forse soltanto impegnative. Impegnative al punto da farmi chiedere se sono in grado di essere all'altezza di queste mie aspirazioni e quanto siano forti le mie competenze. Ora, penso che questo sia un processo normale per molti di noi, tuttavia a me succede da sempre. Molto spesso e contrariamente alle previsioni, il sentirmi in qualche modo inferiore o non abbastanza preparata mi spinge a prepararmi molto più di quanto sarebbe in verità necessario. Quello che accade in seguito è di sentirmi sollevata dal poter constatare - fino a ieri - che ero perfettamente all'altezza delle cose che tendevo a temere. Quindi, tornando alla bicicletta, potrebbe essere un segnale di difesa da parte del mio organismo al fine di placare l'ansia da prestazione? In questo caso la bicicletta potrebbe volermi dire: "ricorda di tutte le volte che credevi di vedere un precipizio e invece era soltanto un gradino".

    L'ospedale: In verità non ho paura dell'analisi, ne ho un timore moderato per il momento, e credo che l'unico terrore percepibile sia quello di non riuscire a portarla a termine. E' vero che le mie aspettative sono elevatissime, non nei confronti dell'analisi in sé o del mio analista, ma di me stessa nel contesto analitico. Quindi, il problema non sarà pedalare - mi piace sia essere autonoma - ma piuttosto farlo in un terreno che è dissestato, sconosciuto e talvolta arido. Come sottolineavi, il difficile sarà "lasciarmi andare" (io, questo lo so).

    Successivamente parli della perdita di controllo collegabile, in qualche modo, ad una problematica affettiva in rapporto ad una figura maschile. Negli ultimi tempi non c'è nulla di affettivamente collegabile a un uomo, non a caso sto vivendo un periodo di stallo emozionale, ma può capitare (non sono per l'amore ad ogni costo, ed è già qualcosa). Posso dirti che l'unico uomo che è stato in grado di esercitare un controllo sulla mia persona, è morto: era il nonno presente nel sogno. Quanto alla mia vita amorosa, nessuno degli uomini con cui ho avuto relazioni - durate anche degli anni - è mai riuscito ad esercitare un controllo sulla mia persona per un'incapacità mia di assecondarli, e di considerare la possibilità di dipendere da qualcuno. Questo potrebbe, un domani, diventare un problema - mi rendo conto (anche in analisi). Certamente di situazioni che mi spiazzano ne percepisco quasi ogni giorno, diciamo che molto spesso sono solita spiazzarmi anche da sola - nel bene e nel male. Mi piacerebbe molto essere spiazzata o controllata da qualcuno - come accadeva col nonno materno - ma affettivamente parlando quel qualcuno non c'è. Magari quello del controllo è un "dettaglio premonitore". Se mi è concesso preferisco vederla così, proiettata nel mio futuro, piuttosto che come una tua "fantasia proiettiva".

    La scena del nonno rimane ambigua e non mi sento di poterla interpretare così su due piedi. Tuttavia ho pensato che possa essere un agglomerato di connessioni fasulle, come qualcosa che rimanda ad altro e che non capisco - non ancora. Non ho riportato la frase originale perché essendo in dialetto siciliano (che utilizzava di rado ma che io capisco perfettamente malgrado non sia siciliana), sarebbe stata per te incomprensibile. Inoltre, non trovando una connessione tra quelle parole e la realtà del sogno o quella mia personale, pensai di tralasciarle. In questa frase, che ricordo perfettamente, il nonno accusa la moglie di non capire nulla di certe cose - argomenti di chirurgia - e le chiede di non intromettersi in cose rispetto alle quali lei è incompetente. Questo corrisponde alla realtà, in cui si verificava spesso - era primario di un'Azienda Ospedaliera - quello che non capisco è cosa c'entri con l'originalità che gli attribuivo, con il riascoltare la frase, con la tristezza del volto, o persino con la saggezza.

    Non comprendo la sua tristezza nel sogno, perché non è collegabile a qualcosa cui dovrei rinunciare. Non comprendo il potenziale taglio con una situazione presente nella realtà, perché nella realtà non c'è nulla che debba o possa tagliare. In verità - che sia questione di tagli o questione di scelte effettuabili contro la mia coerenza - non ho mai avuto grandi problemi a riguardo perché, andando a ritroso, riscontro sempre una motivazione. Questo non significa che io non possa essere contraddittoria, ma che anche la contraddizione ha il suo diritto d'esistere e le sue motivazioni profonde. Anche la contraddizione ha una sua logica.

    Marciapiede: vero, sospendere la razionalità mi porta a sospendere anche la regola. Il punto è che non c'è un terzo, né c'è una situazione che non posso gestire. La cosa complessa è che non c'è né la relazione affettiva, né lo spiazzamento. Questo, al pari della situazione del nonno: non mi è chiaro ed evito di interpretarlo, e di "forzarlo".

    Quanto alla ruota, sicuramente sto godendo di qualche rivincita: Ho osato concedermi qualche lusso e fatto qualche selezione tra le mie conoscenze (con un pizzico di magra soddisfazione per i torti subiti in passato). Tuttavia, di questo sono contenta. Quindi si, rispetto alla scelta credo che la ruota sia favorevole, in questo moemnto della mia vita: decisamente.

    Mi congedo dicendo che mi piace molto questo confronto di cui ti sono ovviamente grata. E malgrado restino molti i punti ancora incompresi, quando e se ne avrai voglia, sarò lieta di accogliere ulteriori riscontri a riguardo. Mi rendo conto che se non riesco a sciogliere i nodi rimasti indecifrati l'interpretazione non ha modo di proseguire, ma non riesco a percepirne il senso, e potrebbe anche essere una mia resistenza. Tuttavia, anche una resistenza dovrebbe avere una base percepibile appena, un punto d'ancoraggio, qualcosa che le dia modo d'esistere. A me "pare" che non vi sia nulla dietro quelle figure.
    Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero

  10. #10
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Riferimento: Il rituale.

    Citazione Originalmente inviato da missfreedom Visualizza messaggio
    Ciao Hermes, ti ringrazio per l'ultimo contributo e ti rispondo.
    Sono contenta che non ti pesi darmi dei feedback,
    e se può consolarti mi piace risponderti malgrado sia in piena vacanza.

    Mi incurioscono molto le prime domande, quelle che riguardano la questione centrale dell'interpretazione, dunque provo a risponderti. Ribadisco però che i miei pensieri a riguardo sono quelli di una profana che ha sempre osato una blanda interpretazione dei propri sogni: probabilmente l'analisi mi insegnerà a farlo in modo ortodosso. Perdona in anticipo la convinzione con cui affermerò determinate cose, ma sono concetti che derivano dalla mia personale esperienza e non, piuttosto, da approfonditi studi sull'argomento. Procedo con ordine (secondo la mia visione, quindi consapevole delle possibili e inevitabili sbavature):

    1) Non si possono coprire i buchi del racconto per ricostruirne la coerenza: con questo intendo dire che la coerenza è nascosta nel sogno e che bisogna individuarla scoprendo il senso degli elementi che in esso sono presenti (non creandone altri, che siano nuovi, dissonanti o persino inventati, ma scoprendo il significato di quelli presenti). Quanto ai buchi: credo che anche quelli, talvolta, nascondano un senso che è del buco stesso e che quindi non va coperto con altro ma piuttosto va interpretato per quello che è. Mi rendo conto che è discutibile, ma anche il buco merita la sua parte, non a caso è presente nel sogno. Le ipotesi: sono ipotesi di senso e non di materiale "nuovo-coprente", quindi dovrebbero essere messe in relazione al materiale simbolico presente nel sogno e che ha la responsabilità, a sua volta, di renderle plausibili e compatibili. Quel che penso circa la ricostruzione del sogno attraverso le ipotesi è che, sostanzialmente, non è il racconto che andiamo a ricostruire ma il significato che questo può avere nel nostro vissuto (considerando l'ipotesi di lasciare che anche i buchi vi partecipino in modo attivo). Credo che un problema, ipotetico, possa sorgere qualora si tenti di forzare la stessa ricostruzione del senso. Per me esiste una linea sottile che separa una "ricostruzione attendibile" che abbia una coerenza intrinseca e che possa collegare in modo naturale il senso di un sogno con il vissuto del sognatore, e una "ricostruzione forzata" che non avendo un riscontro plausibile viene caricata di significati che non le appartengono alterando il significato stesso del sogno (e sul modo in cui si possa distinguerli, ritorno tra qualche attimo).

    2) Per quanto mi riguarda la costruzione di un racconto potrebbe contribuire alla costruzione di un "sogno alterato", e non a quella del suo senso profondo, ma bisognerebbe chiedersi cosa intendiamo per costruzione e cosa per senso. Non essendo un'esperta di sogni né di interpretazioni, provo a dirti cosa intendo con questi termini e in questo contesto.

    Costruzione: Nel contesto del sogno intendo il processo di attribuzione di una simbologia agli elementi presenti nel sogno e successivamente l'interpretazione del significato che questa simbologia può avere in relazione al mio personale vissuto, nel bene e nel male. Quindi - per me - la costruzione potrebbe essere caratterizzata da più fasi: osservazione passiva degli elementi del sogno (credo che abbia un'importanza particolare), identificazione simbolica e interpretazione attraverso le ipotesi.

    Senso: Nel contesto del sogno il senso è la vera essenza degli elementi che si presentano alla nostra coscienza, nel bene e nel male. Oserei affermare che gli elementi hanno senso quando hanno uno scopo, quindi una missione (non a caso anche i buchi - nel mio sogno - hanno un senso). Ma al contempo e in modo "apparentemente contraddittorio" credo fermamente che non tutti gli elementi presenti nel sogno siano necessariamente dotati di un senso: il modo in cui è possibile percepire questa "variazione di senso" - riprendendo la ricostruzione forzata o attendibile - è dato dalla rilevanza affettiva che una determinata sequenza narrativa (già presente nel sogno e non da ricostruire) ha per il sognatore, e questo sarebbe un discorso ben più complesso ma forse non è il posto adatto ad approfondirlo. Questo tira in ballo, come hai sempre sostenuto anche tu, l'importanza che ha il ruolo del sognatore come interprete dei propri sogni: proprio perché - affettivamente - è il solo a poter discriminare l'intensità di certi stimoli (che è interna e non percepibile da qualcuno che sia altro da lui).

    Le cose che si presentano alla nostra coscienza - incluse quelle che non lo fanno - sono tutte dotate di un senso, un significato che sia proprio: intinseco (quindi non necessariamente interpretabili come dotate di senso ai fini del sogno). Non a caso sostituirei - da profana - il termine "costruzione" con "osservazione". L'osservazione della sequenza narrativa di un sogno ci permette di percepirlo in maniera fedele, ma questa affermazione è da prendere con le pinze perché sappiamo quanto sia precaria la fedeltà di un sogno (quindi è nei limiti del possibile che andrebbe fatto, mi pare chiaro). Date queste premesse e secondo il mio punto di vista, non bisognerebbe costruire il racconto di un sogno ma analizzarlo nella sua frammentarietà che resta pur sempre dotata di senso. Poiché sarebbe facile assemblare un sogno in un racconto con elementi esterni e, successivamente, analizzarlo per quello che appare (e che forse non è). Più difficile è riuscire a trovare il senso di un casuale insieme di simboli che non hanno un collegamento apparente con la nostra persona, forse perché non ci piace il collegamento che hanno o forse perché è troppo profondo e noi non ci conosciamo abbastanza (e in quest'ultimo caso, che ritengo l'unico valido, credo ci voglia molta flessibilità e soprattutto una buona conoscenza di sé).

    3) Noi interpretiamo il senso, e lo facciamo attraverso la costruzione di ipotesi che lo sospingano nella sua direzione più naturale. Quando parlo della "naturalezza del senso" intendo riferirmi a quel senso che, a partire dal simbolismo presente nel sogno, riesce a trovare un riscontro nella vita affettiva - sia in positivo che in negativo - del sognatore. Starebbe poi al sognatore, evitare di mentire a se stesso (non a caso ho evitato di forzare ipotesi su alcune parti del mio sogno che per me, tutt'ora, restano con un senso che non mi è dato di conoscere se non a rischio di "forzarlo" avanzando ipotesi probabilmente errate). Questo significa che non credo affatto si debba ricostruire il sogno - tutto - in termini di narrazione: il sogno deve essere interpretato nell'ordine in cui si presenta e con il simbolismo di cui disponiamo. Probabilmente il sogno non va ricostruito, di per sé: credo, piuttosto, che la ricostruzione sia una caratteristica appartenente al "senso" del sogno e che da questa non si possa comunque prescindere.

    Sperando di non essere stata eccessivamente contorta, passo al sogno.


    Il rituale: Trovo molto interessante la possibile interpretazione di questa sequenza come palcoscenico in cui mettere in scena la mia ossessione (che chiamerei, in questo caso, fobia), interpretazione alla quale non avevo assolutamente pensato - non in termini di strategie - ma che appare la più attinente al mio caso. Resta una perplessità sulle strategie, in quanto, nel sogno, mi sono palesemente piegata alla volontà della donna portando a termine il rituale senza l'uso di strategie (apparenti). Scavando più a fondo mi verrebbe da pensare una cosa: il fatto che in seguito mi allontani dall'uomo in questione, potrebbe essere l'espressione di una strategia a lungo termine? C'è da considerare che, nella realtà, tendo a subire dei piccoli compromessi - per scelta. Nel rituale in questione - trasformandolo in un'ipotesi di vita reale - il mio atteggiamento sarebbe stato lo stesso: avrei portato a termine il rituale per amore dell'uomo che amo e per una mia innata curiosità (e lo avrei fatto malgrado rifugga questo tipo di cose), ma successivamente avrei abbandonato il mio uomo qualora non mi avesse concesso di scansare successivi rituali della stessa natura. Quindi il fatto che l'uomo non compaia più, dopo quella separazione, potrebbe significare che io abbia rinunciato a lui a causa del rituale. Questa mi pare una cosa su cui riflettere...

    La biciletta: aggiungerei una cosa. Quando scendo dalla bicicletta essa mi appare più bassa di quanto avessi inizialmente ipotizzato, potrebbe, forse, essere interpretato come un segnale? Provo a spiegarmi: ultimamente sono in pensiero per queste mie scelte future che sono, a tratti vicine ed ambiziose: forse soltanto impegnative. Impegnative al punto da farmi chiedere se sono in grado di essere all'altezza di queste mie aspirazioni e quanto siano forti le mie competenze. Ora, penso che questo sia un processo normale per molti di noi, tuttavia a me succede da sempre. Molto spesso e contrariamente alle previsioni, il sentirmi in qualche modo inferiore o non abbastanza preparata mi spinge a prepararmi molto più di quanto sarebbe in verità necessario. Quello che accade in seguito è di sentirmi sollevata dal poter constatare - fino a ieri - che ero perfettamente all'altezza delle cose che tendevo a temere. Quindi, tornando alla bicicletta, potrebbe essere un segnale di difesa da parte del mio organismo al fine di placare l'ansia da prestazione? In questo caso la bicicletta potrebbe volermi dire: "ricorda di tutte le volte che credevi di vedere un precipizio e invece era soltanto un gradino".

    L'ospedale: In verità non ho paura dell'analisi, ne ho un timore moderato per il momento, e credo che l'unico terrore percepibile sia quello di non riuscire a portarla a termine. E' vero che le mie aspettative sono elevatissime, non nei confronti dell'analisi in sé o del mio analista, ma di me stessa nel contesto analitico. Quindi, il problema non sarà pedalare - mi piace sia essere autonoma - ma piuttosto farlo in un terreno che è dissestato, sconosciuto e talvolta arido. Come sottolineavi, il difficile sarà "lasciarmi andare" (io, questo lo so).

    Successivamente parli della perdita di controllo collegabile, in qualche modo, ad una problematica affettiva in rapporto ad una figura maschile. Negli ultimi tempi non c'è nulla di affettivamente collegabile a un uomo, non a caso sto vivendo un periodo di stallo emozionale, ma può capitare (non sono per l'amore ad ogni costo, ed è già qualcosa). Posso dirti che l'unico uomo che è stato in grado di esercitare un controllo sulla mia persona, è morto: era il nonno presente nel sogno. Quanto alla mia vita amorosa, nessuno degli uomini con cui ho avuto relazioni - durate anche degli anni - è mai riuscito ad esercitare un controllo sulla mia persona per un'incapacità mia di assecondarli, e di considerare la possibilità di dipendere da qualcuno. Questo potrebbe, un domani, diventare un problema - mi rendo conto (anche in analisi). Certamente di situazioni che mi spiazzano ne percepisco quasi ogni giorno, diciamo che molto spesso sono solita spiazzarmi anche da sola - nel bene e nel male. Mi piacerebbe molto essere spiazzata o controllata da qualcuno - come accadeva col nonno materno - ma affettivamente parlando quel qualcuno non c'è. Magari quello del controllo è un "dettaglio premonitore". Se mi è concesso preferisco vederla così, proiettata nel mio futuro, piuttosto che come una tua "fantasia proiettiva".

    La scena del nonno rimane ambigua e non mi sento di poterla interpretare così su due piedi. Tuttavia ho pensato che possa essere un agglomerato di connessioni fasulle, come qualcosa che rimanda ad altro e che non capisco - non ancora. Non ho riportato la frase originale perché essendo in dialetto siciliano (che utilizzava di rado ma che io capisco perfettamente malgrado non sia siciliana), sarebbe stata per te incomprensibile. Inoltre, non trovando una connessione tra quelle parole e la realtà del sogno o quella mia personale, pensai di tralasciarle. In questa frase, che ricordo perfettamente, il nonno accusa la moglie di non capire nulla di certe cose - argomenti di chirurgia - e le chiede di non intromettersi in cose rispetto alle quali lei è incompetente. Questo corrisponde alla realtà, in cui si verificava spesso - era primario di un'Azienda Ospedaliera - quello che non capisco è cosa c'entri con l'originalità che gli attribuivo, con il riascoltare la frase, con la tristezza del volto, o persino con la saggezza.

    Non comprendo la sua tristezza nel sogno, perché non è collegabile a qualcosa cui dovrei rinunciare. Non comprendo il potenziale taglio con una situazione presente nella realtà, perché nella realtà non c'è nulla che debba o possa tagliare. In verità - che sia questione di tagli o questione di scelte effettuabili contro la mia coerenza - non ho mai avuto grandi problemi a riguardo perché, andando a ritroso, riscontro sempre una motivazione. Questo non significa che io non possa essere contraddittoria, ma che anche la contraddizione ha il suo diritto d'esistere e le sue motivazioni profonde. Anche la contraddizione ha una sua logica.

    Marciapiede: vero, sospendere la razionalità mi porta a sospendere anche la regola. Il punto è che non c'è un terzo, né c'è una situazione che non posso gestire. La cosa complessa è che non c'è né la relazione affettiva, né lo spiazzamento. Questo, al pari della situazione del nonno: non mi è chiaro ed evito di interpretarlo, e di "forzarlo".

    Quanto alla ruota, sicuramente sto godendo di qualche rivincita: Ho osato concedermi qualche lusso e fatto qualche selezione tra le mie conoscenze (con un pizzico di magra soddisfazione per i torti subiti in passato). Tuttavia, di questo sono contenta. Quindi si, rispetto alla scelta credo che la ruota sia favorevole, in questo moemnto della mia vita: decisamente.

    Mi congedo dicendo che mi piace molto questo confronto di cui ti sono ovviamente grata. E malgrado restino molti i punti ancora incompresi, quando e se ne avrai voglia, sarò lieta di accogliere ulteriori riscontri a riguardo. Mi rendo conto che se non riesco a sciogliere i nodi rimasti indecifrati l'interpretazione non ha modo di proseguire, ma non riesco a percepirne il senso, e potrebbe anche essere una mia resistenza. Tuttavia, anche una resistenza dovrebbe avere una base percepibile appena, un punto d'ancoraggio, qualcosa che le dia modo d'esistere. A me "pare" che non vi sia nulla dietro quelle figure.
    Ciao, missfreedom, il dialogo con te è molto stimolante ed è, pertanto, per me un piacere inviarti qualche altro feedback.

    Inizio con un'affermazione che hai fatto, con la quale concordo pienamente, e cioè che anche i “buchi” del sogno (e, aggiungerei, del racconto) hanno un senso che va interpretato.

    Quando raccontiamo o scriviamo un sogno (o, semplicemente, lo “ricordiamo”), però (questa non è un'affermazione "assoluta", ma un mio punto di vista, ovviamente), non stiamo mai facendo solo un'operazione di semplice “osservazione” di un qualcosa di oggettivo, ma facciamo un'operazione di costruzione.
    La costruzione del senso viene operata proprio a partire dal primo racconto.

    Quello su cui lavora l'interprete, poi, non è mai il “sogno”, ma sempre un racconto del sogno, cioè una sua versione che, in qualche modo, implicitamente, è stata già “interpretata” dal sognatore, nel momento in cui l'ha tradotta in una sequenza di parole comprensibili.

    L'ermeneuta lavora sempre su di un'interpretazione, su di una “mappa”, non sul “territorio”.
    Io credo che il senso del sogno sia, in buona parte, dato proprio dall'interpretazione. Per questo, forse, l'interpretazione dei sogni funziona bene in un contesto analitico, in quanto serve non tanto per ricostruire il passato (operazione archeologica), ma per costruire il futuro.

    Ritorno al tuo sogno e all'affermazione da cui sono partito nel mio discorso, cioè che anche i “buchi” hanno un senso.
    Per questo motivo ritengo importante ragionare sul particolare che avevi tralasciato nel tuo racconto: la frase di tuo nonno.

    Tuo nonno (se ho ben capito) diceva a tua nonna di non impicciarsi di cose che non la riguardavano (e su cui non aveva competenza).
    Se quello che ho capito è giusto, il messaggio di tuo nonno è chiaro.
    Il rappresentante autorevole della tua matrice maschile (cioè la razionalità che ti guida, raffigurata, spesso, nei sogni, nella figura paterna o in quella sapienziale del nonno) ti dice: stai attenta, non impicciarti di una situazione dalla quale è opportuno che tu stia fuori.
    Tu ascolti diverse volte la registrazione proprio perché (sembra dal sogno) vi è implicito un insegnamento valido per una qualche tua situazione contingente.

    Lui è triste perché la frase gli ricorda che la nonna, alla quale si rivolgeva, è morta prima di lui e non la potrà più vedere. C'è, sottinteso, un collegamento fra l'attualizzazione della frase e la tristezza per la "perdita".

    Io mi chiederei, se fossi in te, se, nel periodo del sogno, eri, in qualche modo, nella situazione di avere la possibilità di “intrometterti” in situazioni che non ti riguardavano direttamente (perché, forse, implicavano altri), oppure in situazioni dalle quali era "opportuno" che tu te ne stessi fuori.
    Una situazione in cui la tua razionalità (raffigurata dal nonno) ti diceva che dovevi “stare fuori”, mentre una parte di te (quella istintiva?) sarebbe stata tentata di “intromettersi” in quanto, forse, ciò ti avrebbe permesso di entrare in rapporto con qualcuno (del tuo passato ?) che, come la nonna per il tuo nonno, era per te “morto” (cioè, forse, un'esperienza “finita” ?). E il non farlo avrebbe, forse, coinciso con il perdere la possibilità di rivedere qualcuno che è “morto” (cioè che non c'è più nella tua esperienza presente) e, quindi, ti avrebbe fatto diventare triste come tuo nonno...

    Se non c'è nulla, nella tua esperienza di allora, che si avvicini a ciò, si tratta, ovviamente, di una mia fantasia.

    Se qualcosa del genere potesse, invece, per te avere senso, probabilmente ciò potrebbe dare luce diversa sia al tema della “scelta” (incrocio), sia al tema del girovagare senza meta precisa, con la bicicletta, nel “marciapiedi” (cioè fuori dalle regole).

    Infatti, in questo caso, la situazione rielaborata nel sogno potrebbe consistere (almeno in parte) in una scelta che tu devi fare se intrometterti o meno nella questione dalla quale sarebbe bene - razionalmente - che tu stessi fuori, ma che, in qualche modo, sembra intrigarti.
    Non volendo scegliere subito (mettendoti nella situazione rappresentata dal nonno “triste” per la "perdita"), rinvii la scelta, mettendo, in qualche modo, in standby la tua razionalità (percorso senza meta).
    Quando ti accorgi di essere sul marciapiedi (cioè di non seguire le regole della ragione) ridiscendi.
    La cosa, che sembrava costarti molto ed essere difficile, si rivela più semplice del previsto...

    Fantasie? Forse...

    Un'ultima questione vorrei riprendere.
    Quando parlavo del sogno come palcoscenico e delle strategie, volevo dire che si mettono in scena anche (e soprattutto) le strategie disfunzionali e “perdenti” per valutarne le possibili conseguenze.
    Il fatto che tu scegli di accondiscendere alle richiesta della suocera del sogno non va intesa , necessariamente, come sperimentazione di una strategia “vincente”, ma come messa in scena di una strategia per te disfunzionale (in quanto, poi, ciascuno sembra andare per la propria strada...), al fine di vagliarne le possibili conseguenze.

    Ma, forse, anche rispetto alla scelta che dovevi fare (nel sogno), si tratta di qualcosa del genere. Un vagliare le strategie di affronto, per capire quale scelta fare...

    Queste sono le prime riflessioni a caldo.

    Se mi viene in mente qualcos'altro, te lo posto successivamente.


    "L'onda non riesce a prendere
    il fiore che galleggia:
    quando cerca di raggiungerlo
    lo allontana"

    (Rabindranath Tagore)

  11. #11
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    Riferimento: Il rituale.

    Buongiorno Hermes.

    Voglio specificare che, quando parlavo di osservazione - che è un aspetto marginale - mi riferivo alla presa di coscienza, priva di opinioni, verso il sogno. Come sottolinei anche tu, non osservabile da più persone, ovviamente, ma piuttosto soggettivamente dal sognatore stesso (mi pare chiaro). Con questo volevo dire che se non si passa ad analizzare subito il sogno, se non si "pretendono" forzature dei collegamenti sin da subito, c'è la possibilità che alcuni collegamenti si formino in maniera naturale (era soltanto questo che volevo dire, come meccanismo da attuare in una prima fase e non come sostitutivo assoluto dell'interpretazione che - per me - verrebbe soltanto poi).

    Sono d'accordo quando dici che ciò su cui si lavora è il racconto del sogo, però credo che talvolta si tenti di collegare scene incomprensibili con l'aggiunta di elementi e che questo non vada fatto perché altera il senso del sogno stesso (non volevo dire che non bisogna interpretare ma che non bisogna, forse, inventare collegamenti inesistenti attraverso la "ricostruzione").

    Poi sono punti di vista, sicuramente.
    Passando al sogno:

    Questo accade spesso nei miei sogni: il nonno mi mette spesso in guardia da "persone e cose" da cui sarebbe preferibile mi allontanassi in determinate situazioni. E' sicuramente difficile dire se in quel caso - nei giorni in cui feci il sogno - ci fosse una situazione "a rischio" da cui tirarmi fuori, così come è difficile che mi impicci di cose che non mi riguardano, tuttavia le strade che scelgo in genere sono tutte "a rischio" e la mia curiosità - sana - fa in modo che siano anche molto peggio. In questo, le parole del nonno trovano sempre una collocazione. Talvolta mi lascia degli interrogativi in modo che io rifletta, è come se sapesse che non deve "impormi" delle cose e quindi mi chiede di riflettere perché possa giungere alla conclusione in maniera autonoma e quindi prenderla in considerazione. La sua tristezza potrei vederla più in relazione alla mia incapacità di accettare i suoi consigli (dentro i miei sogni). Li valuto, ma alla fine seguo sempre la mia volontà, anche quando so benissimo che può essere rischioso. E per questo credo che sia triste.

    Ci sono persone morte del mio passato ma nulla mi porterebbe mai su quella strada - per una scelta: sia razionale che istintiva. Istintiva, soprattutto. E in questo caso sono certa che questa persona non abbia a che fare col mio sogno.

    Forse il nonno potrebbe riferirsi ad una delle mie scelte,
    che non sono di tipo affettivo ma che sono importanti.
    Quello che non ha senso è che, non è possibile che io debba stare fuori da una mia scelta. Forse potrebbe riferirsi alla scelta in sé e non considerarla come preferibile (in effetti ce n'è una per la quale ho molti dubbi).

    Strategie: per me sarebbe assolutamente impossibile l'ipotesi di considerare una strategia come disfunzionale. Soprattutto quando è meditata (e in quel caso sembra esserlo). L'utilità di una strategia dipende sempre dagli scopi, da quale sia il fine, e dalla rilevanza che gli attribuiamo. In quel caso, per me - anche se forse è soltanto adesso che la osservo in questo modo - potrebbe essere Funzionale l'idea di allontanarmi da quell'uomo e dai riti che lo circondano (in cui vorrebbe inserire anche me).

    Forse si, quindi: la morale potrebbe essere inerente al vagliare alcune strategie per capire quale scelta fare, cosa in cui non sono riuscita (questa è una cosa che mi sta creando non poche difficoltà).


    Aggiornamento ore 23.00:

    Riflettendo, oggi è accaduta una cosa strana. Vorrei sapere se, secondo il tuo parere, potrebbe esserci un nesso tra questa strana sequenza di cose: il sogno in questione, la scelta e un successivo sogno fatto questa notte - molto meno complesso in apparenza, rispetto al precedente.

    Premetto: l'avvenimento strano è che, questa mattina, dopo averti scritto, ho effettuato la mia scelta; l'ho fatto dopo aver ipotizzato che lo scopo del sogno riguardasse, nello specifico, alcune strategie da seguire per effettuarla. Tuttavia non ho seguito alcuna strategia, è stata come un'illuminazione inconsapevole, qualcosa che ho sentito dentro come la strada giusta da seguire - mi è sembrata quasi Logica, oltre che Istintiva. Eppure fino a ieri la percepivo come un problema insormontabile; non a caso la scelta in questione era tra le più complesse, malgrado ciò ho scelto di perseguire questa strada (l'alternativa era di rinunciarvi). Adesso mi sento appagata, più tranquilla nel complesso, malgrado il tutto sia irrevocabile perché ho ufficialmente comunicato la mia scelta a chi attendeva la risposta.

    Questa notte, però, ho fatto un sogno strano: Notte, esterno: sono ad un passaggio a livello. Mentre penso di attraversarlo a piedi le sbarre stanno per chiudersi (non ho ben capito se fosse mia intenzione prendere quel treno oppure no). Vorrei attraversare subito questo passaggio a livello ma ho paura che possa essere investita dal treno in corsa, quindi mi fermo per attendere che transiti. Giunge questo treno che appare bianco e di un modello piuttosto antico, è un treno incosueto, sembrerebbe piccolo ma robusto. Somiglia di più a un treno merci. Il treno passa, attraverso i binari, sono sola.

    Giungo sull'altra sponda.

    Mi ritrovo in un posto inconsueto, sembra una clinica ma non so esattamente quale sia il mio ruolo: ci sono ampie stanze e luci al neon che sono molto fastidiose, lettini e sedie sui quali sono poste persone affette da problemi essenzialmente fisici. Regna il silenzio. Il mio stato è di sorpresa mista a curiosità - malgrado tutto non mi dispiace questo posto. C'è una donna che vedo molto da vicino: è avvolta nel cellofan, ha le gambe e le braccia amputate ed io posso chiaramente vedere la sezione composta da sangue, nervi, carne; nitidi ma asciutti. La donna sembra gravida. Questa clinica appare un ricettacolo di corpi di questo tipo, tutti avvolti nel cellofan che attendono di essere rimessi apposto da qualcuno. Ci sono tre infermieri dietro un bancone bianco - espressioni asettiche ma innocque. Uno di loro decide di farmi un prelievo, specificando che avrebbe dovuto prendere tre fiale del mio sangue. Mi fa il prelievo, posso vedere le fiale chiaramente di tre diverse dimensioni. Mi dice che è una fortuna che ne abbia prese tre.

    Fine del sogno.

    Mi sono svegliata in piena notte con un po' d'ansia, ma tollerabile. Credo che l'ansia fosse dovuta comunque alle immagini di quei corpi mutilati, null'altro. Sono curiosa di sapere se la simbologia di questo sogno possa avere a che fare con la scelta che, solo stamane, sono riuscita ad effettuare. Quindi non ti sto chiedendo un'ulteriore analisi - lungi da me l'approfittarne - ma soltanto se c'è un nesso tra questi corpi mutilati, il treno, e la mia scelta. Sono troppo curiosa.

    Provo a darti il mio punto di vista: Ipotizzerei che il treno bianco rappresenti qualcosa di positivo, quantomeno questo è il modo in cui lo sento, magari la scelta stessa, e il fatto che attraversi i binari potrebbe essere indice del fatto che sto andando nella sua direzione, quindi verso il treno, o forse oltre il treno (in senso positivo o negativo?). Attraversare i binari è come andare oltre il percorso del treno, forse, piuttosto che oltre il treno stesso. Potrebbe significare che sto correndo troppo? Il fatto che il treno sia piccolo e robusto, però, lo vedo come qualcosa di solido e non effimero, qualcosa che abbia della sostanza piuttosto che della forma: non a caso è un treno merci, quindi esteticamente poco desiderabile tuttavia pulito ed efficiente. Il fatto che oltre i binari trovi una clinica con corpi mutilati e forse doloranti potrebbe essere indice del fatto che, avendo fatto la mia scelta - che implica sacrifici, inevitabilmente - potrei dovere affrontare dei dolori anche in questo campo. Difficili "operazioni" da effettuare su varie "parti" di me stessa? Forse dovrò mutilare aspetti insopportabili a molti della mia personalità (cosa molto probabile). La clinica in sé, piuttosto, mi appare come un richiamo all'ospedale del precedente sogno. Entro nella clinica sempre senza uno scopo (come nel sogno precedente), stavolta mi sottopongono a un test del sangue (senza un motivo perché pare che stia bene). Quindi posso vedere il mio sangue rosso molto intenso - come è realmente - attraverso i contenitori.

    Cosa rappresenta il sangue, in questo caso e in generale?

    Anche quei corpi mutilati possiedono del sangue, differente da quello mio di un rosso intenso. Il loro risulta chiaramente meno vivo, la sezione degli arti amputati si presenta come la sezione di un tronco d'albero: asciutta. Molto surreale chiaramente. I corpi sono immobili ma non riesco a comprendere se siano vivi o meno.


    Attendo un riscontro se e quando potrai, grazie ancora.
    Ultima modifica di missfreedom : 17-08-2009 alle ore 00.09.54
    Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero

  12. #12
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    Riferimento: Il rituale.

    Citazione Originalmente inviato da missfreedom Visualizza messaggio
    Buongiorno Hermes.

    [...]
    Aggiornamento ore 23.00:

    Riflettendo, oggi è accaduta una cosa strana. Vorrei sapere se, secondo il tuo parere, potrebbe esserci un nesso tra questa strana sequenza di cose: il sogno in questione, la scelta e un successivo sogno fatto questa notte - molto meno complesso in apparenza, rispetto al precedente.

    Premetto: l'avvenimento strano è che, questa mattina, dopo averti scritto, ho effettuato la mia scelta; l'ho fatto dopo aver ipotizzato che lo scopo del sogno riguardasse, nello specifico, alcune strategie da seguire per effettuarla. Tuttavia non ho seguito alcuna strategia, è stata come un'illuminazione inconsapevole, qualcosa che ho sentito dentro come la strada giusta da seguire - mi è sembrata quasi Logica, oltre che Istintiva. Eppure fino a ieri la percepivo come un problema insormontabile; non a caso la scelta in questione era tra le più complesse, malgrado ciò ho scelto di perseguire questa strada (l'alternativa era di rinunciarvi). Adesso mi sento appagata, più tranquilla nel complesso, malgrado il tutto sia irrevocabile perché ho ufficialmente comunicato la mia scelta a chi attendeva la risposta.

    Questa notte, però, ho fatto un sogno strano: Notte, esterno: sono ad un passaggio a livello. Mentre penso di attraversarlo a piedi le sbarre stanno per chiudersi (non ho ben capito se fosse mia intenzione prendere quel treno oppure no). Vorrei attraversare subito questo passaggio a livello ma ho paura che possa essere investita dal treno in corsa, quindi mi fermo per attendere che transiti. Giunge questo treno che appare bianco e di un modello piuttosto antico, è un treno incosueto, sembrerebbe piccolo ma robusto. Somiglia di più a un treno merci. Il treno passa, attraverso i binari, sono sola.

    Giungo sull'altra sponda.

    Mi ritrovo in un posto inconsueto, sembra una clinica ma non so esattamente quale sia il mio ruolo: ci sono ampie stanze e luci al neon che sono molto fastidiose, lettini e sedie sui quali sono poste persone affette da problemi essenzialmente fisici. Regna il silenzio. Il mio stato è di sorpresa mista a curiosità - malgrado tutto non mi dispiace questo posto. C'è una donna che vedo molto da vicino: è avvolta nel cellofan, ha le gambe e le braccia amputate ed io posso chiaramente vedere la sezione composta da sangue, nervi, carne; nitidi ma asciutti. La donna sembra gravida. Questa clinica appare un ricettacolo di corpi di questo tipo, tutti avvolti nel cellofan che attendono di essere rimessi apposto da qualcuno. Ci sono tre infermieri dietro un bancone bianco - espressioni asettiche ma innocque. Uno di loro decide di farmi un prelievo, specificando che avrebbe dovuto prendere tre fiale del mio sangue. Mi fa il prelievo, posso vedere le fiale chiaramente di tre diverse dimensioni. Mi dice che è una fortuna che ne abbia prese tre.

    Fine del sogno.

    Mi sono svegliata in piena notte con un po' d'ansia, ma tollerabile. Credo che l'ansia fosse dovuta comunque alle immagini di quei corpi mutilati, null'altro. Sono curiosa di sapere se la simbologia di questo sogno possa avere a che fare con la scelta che, solo stamane, sono riuscita ad effettuare. Quindi non ti sto chiedendo un'ulteriore analisi - lungi da me l'approfittarne - ma soltanto se c'è un nesso tra questi corpi mutilati, il treno, e la mia scelta. Sono troppo curiosa.

    Provo a darti il mio punto di vista: Ipotizzerei che il treno bianco rappresenti qualcosa di positivo, quantomeno questo è il modo in cui lo sento, magari la scelta stessa, e il fatto che attraversi i binari potrebbe essere indice del fatto che sto andando nella sua direzione, quindi verso il treno, o forse oltre il treno (in senso positivo o negativo?). Attraversare i binari è come andare oltre il percorso del treno, forse, piuttosto che oltre il treno stesso. Potrebbe significare che sto correndo troppo? Il fatto che il treno sia piccolo e robusto, però, lo vedo come qualcosa di solido e non effimero, qualcosa che abbia della sostanza piuttosto che della forma: non a caso è un treno merci, quindi esteticamente poco desiderabile tuttavia pulito ed efficiente. Il fatto che oltre i binari trovi una clinica con corpi mutilati e forse doloranti potrebbe essere indice del fatto che, avendo fatto la mia scelta - che implica sacrifici, inevitabilmente - potrei dovere affrontare dei dolori anche in questo campo. Difficili "operazioni" da effettuare su varie "parti" di me stessa? Forse dovrò mutilare aspetti insopportabili a molti della mia personalità (cosa molto probabile). La clinica in sé, piuttosto, mi appare come un richiamo all'ospedale del precedente sogno. Entro nella clinica sempre senza uno scopo (come nel sogno precedente), stavolta mi sottopongono a un test del sangue (senza un motivo perché pare che stia bene). Quindi posso vedere il mio sangue rosso molto intenso - come è realmente - attraverso i contenitori.

    Cosa rappresenta il sangue, in questo caso e in generale?

    Anche quei corpi mutilati possiedono del sangue, differente da quello mio di un rosso intenso. Il loro risulta chiaramente meno vivo, la sezione degli arti amputati si presenta come la sezione di un tronco d'albero: asciutta. Molto surreale chiaramente. I corpi sono immobili ma non riesco a comprendere se siano vivi o meno.


    Attendo un riscontro se e quando potrai, grazie ancora.

    Ciao, missfreedom, ho appena letto la tua integrazione e ti rispondo, subito, a caldo.

    Credo che il significato del sogno (che, sicuramente, sembra collegabile al precedente) sia interpretabile, in termini pertinenti, solo entrando nello specifico del contenuto della tua scelta.
    Cioè, la "scelta" in generale non è un contesto sufficiente per comprendere il significato specifico dei simboli del sogno.
    Sarebbe necessario proiettare i simboli sullo sfondo costituito dal "contenuto" reale della scelta.
    Questo, ovviamente, potrai farlo solo tu...

    In termini generali (quindi, a prescindere dal contenuto della scelta e sapendo che, comunque, il sogno viene dopo una scelta per te impegnativa), si puo dire, rispetto al treno e al tuo rapporto con il treno, che:

    - il treno rappresenta (in generale) la possibilità di raggiungere mete condivise con altri, secondo modalità (i binari) che non determiniamo noi (noi scegliamo la meta, ma la strada, comprese le fermate, è predeterminata). Quindi, il treno, simbolicamente, ha a che fare con il raggiungere mete non da soli, ma insieme ad altri, ma secondo itinerari già prestabiliti.

    - Il treno del tuo sogno sembra legato al passato (è un po' antiquato - antico, per la verità -; sembrerebbe collegarsi, comunque, se non necessariamente ad esperienze pregresse, a qualcosa che matura nel passato). Non sembra molto attraente, ma è solido e funzionale. Ti lascia, comunque, una buona impressione.

    - Tu hai paura o non ti senti pronta ancora per prendere quel treno. Di fatto, non lo prendi. Anzi, hai paura che il treno possa investirti.

    - Tu non prendi il treno, ma attraversi i binari. Ti poni, cioè, "fuori" della traiettoria del treno.

    A questo punto, tu solo puoi individuare il collegamento con la tua scelta.
    Se la scelta, nella realtà, la percepisci come un essere salita sul treno, nel sogno esprimi, ovviamente, i timori legati a tale scelta.
    Se, invece, è la "scelta" stessa che hai fatto a portarti (nella realtà) distante da quel'itineraio "tracciato", che puoi percorrere solo con un treno "antico", allora non fai altro che rielaborare, nel sogno, le conseguenze di tale scelta.

    In entrambi i casi, hai a che fare con una specie di clinica in cui ci sono corpi racchiusi in cellofan, privi di arti, che attendono di essere, in qualche modo, rimessi in sesto.
    Ti colpisce, in particolare, una figura femminile che, pur essendo in quelle condizioni, sembra gravida.

    Il sogno, in questa parte, raffigura una situazione di vita sospesa (persone racchiuse nel cellofan), con la possibilità concreta di realizzazione (braccia e mani) e di movimento (gambe) compromessa, cioè con una evoluzione bloccata.

    A questo punto tu sola puoi capire se la donna che ti colpisce, in queste condizioni, rappresenta una parte di te o rappresenta un'altra persona.
    Se rappresenta una parte di te, rappresenta una parte di te che, in qualche modo, si sente amputata e bloccata in aspetti fondamentali della propria crescita e desidera essere aiutata a venirne fuori (per questo, prima di prendere il treno, deve passare attraverso una clinica: cioè a dire che, prima di giungere alla meta principale, deve affrontare una serie di problematiche ancora irrisolte).
    Le potenzialità ci sono. La donna sembra gravida (cioè la creatività non è compromessa).

    Se la donna ti rappresenta, il prelievo del sangue risulta simbolicamente molto chiaro.
    Il sangue, simbolicamente, rappresenta l'energia vitale. Se ti prelevano 3 fiale di sangue, vuol dire, comunque, che in te scorre energia vitale e che sei in una posizione ottimale per poter evolvere. Per questo, forse, non ti trovi, comunque, a disagio nella clinica.

    La donna del sogno può rappresentare un'altra persona solo se c'è, nella realtà, una figura femminile che può, in qualche modo, essere danneggiata nella sua creatività ed evoluzione dalla tua scelta.

    Altrimenti, è quasi certo che la donna rappresenti una parte di te.

    La morale del sogno potrebbe essere che, prima di prendere il treno (che, comunque, sembra, in qualche modo collegato al passato), cioè di accettare di condividere con altri un percorso che porta, sì, verso una meta desiderata, ma attraverso un itinerario predeterminato (che è troppo assimilabile alla routine del primo sogno, che tanto ti fa paura...) devi affrontare e rielaborare (clinica) una serie di questioni personali, legate alla tua espressione creativa (braccia amputate... figura gravida...) e alla tua evoluzione (gambe amputate...). Ma, sembra dire il sogno, hai l'energia (sangue) per farlo...
    Per questo, nel sogno (non so nella realtà...), forse, non prendi subiti il treno, ma attraversi le rotaie e ti dirigi verso la clinica...


    Aggiunta

    Rispondendo a caldo, non ho preso in considerazione il fatto che il "treno" ti sembrava un treno merci.
    Per capire meglio il significato, bisogna tenere conto se ti sembrava "merci" nel sogno (oppure dopo, ripensandoci) ed, eventualmente, quali merci conteneva.

    Dall'insieme, il significato, comunque, non dovrebbe cambiare molto.
    Nel caso il treno fosse proprio "merci", verrebbe attenuato il significato di un percorso "condiviso" con altri viaggiatori, mentre verrebbe accentuato il significato della "meta" e del "tragitto" prestabiliti.
    Se è un treno merci, sicuramente trasporta "merci" significative per le tue mete (per la tua realizzazione), ma che, forse, non sei ancora in grado di gestire in maniera "tranquilla".

    Il punto centrale, comunque, secondo me, è dato, simbolicamente, dal rapporto fra "treno" e "clinica".
    Il sogno ti dice che, per raggiungere la meta rappresentata dal treno (sia merci o passeggeri), devi prima passare attraverso la "clinica".

    Se, nella realtà, hai davvero preso il treno (con la tua scelta), il sogno ti dice che, forse, per raggiungere la meta che ti sei prefissa, in questo momento, il treno (con quello che rappresenta, che ti attira e spaventa contemporaneamente) non è, forse, il mezzo più adatto. Bisogna, anzi, fare una deviazione laterale, passando dalla "clinica" (qualunque cosa possa rappresentare).

    Se, invece, nella realtà, la tua scelta ti ha portato a rinunciare, momentaneamente, a quel "treno" per andare diritto alla "clinica" (come, ad esempio, nel caso si trattasse di una scelta relativa all'analisi di cui hai parlato), il sogno non sarebbe altro che un rispecchiamento metaforico e, forse, una conferma delle tue scelte diurne.
    Ultima modifica di Hermes Ankh : 19-08-2009 alle ore 09.47.42


    "L'onda non riesce a prendere
    il fiore che galleggia:
    quando cerca di raggiungerlo
    lo allontana"

    (Rabindranath Tagore)

  13. #13
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    Riferimento: Il rituale.

    Buongiorno Hermes,
    e grazie ancora per la pazienza, hai acceso ulteriori sospetti.


    Donna nel cellofan: devo ammettere che non esiste nessuna figura femminile intorno a me in questo momento, tantomeno una che possa essere danneggiata da me... assolutamente: in nessun campo e in nessun modo. A meno che non sia un "dettaglio premonitore" (si sa mai).

    La mia scelta: non riesco a collegare in maniera diretta il sogno e la scelta che ho effettuato. Questo accade perché, probabilmente, non ho molta destrezza con la simbologia. Quel che posso aggiungere è che la scelta in sé ha a che fare con un complesso contesto lavorativo. Farò parte di una equipe in cui si dovrà far fronte a problemi in modo piuttosto continuo, un settore in cui sono previsti progetti speciali, quindi saranno necessarie, da parte mia: responsabilità, versatilità e autonomia. Non sarà un lavoro di routine ma, piuttosto, fatto di sfide più o meno continue, c'è la possibilità di essere sottoposti a stress e scadenze piuttosto frequenti. Così come esisterà la necessità di monitorare imprevisti, effettuare scelte, risolvere problemi di varia natura... sicuramente avrò a che fare con molte persone, spesso anche in competizione tra loro. Trovo stimolante l'idea di lavorare in un ambiente dinamico, quel che mi suscita perplessità è il timore di trovarmi a lavorare in un ambiente ostile, in cui esistono "eccessi di competizione" ...questo non mi piacerebbe ma non lo escludo. Certamente non mi è dato di saperlo in anticipo, quindi ho accettato la sfida che in questo momento nasconde una grandissima incognita. Mi rincuora la consapevolezza di possedere un'ottima resistenza alle pressioni e una buona armatura.

    In che modo, tutto questo, si collega al mio sogno?
    In che senso, quindi, mi pongo fuori dalla traiettoria del treno?

    Antichità contraddittoria: d'altronde, se la scelta coincidesse col treno non direi che si tratti di qualcosa di antico - anzi. Credo non vi sia nulla di più innovativo e imprevedibile di quello che ho scelto nel momento presente, proprio per questo i rischi sono molteplici. Tuttavia non è l'unica scelta.

    La scelta ulteriore: c'è un'altra scelta, che ho effettuato, ma che ha un termine piuttosto lungo e che quindi vedrò realizzata tra molti anni. Non ha nulla in comune con la precedente scelta ed implica molti più sacrifici di quest'ultima. Questa potrebbe certamente avere qualcosa di "antico" da molti punti di vista.

    Morale incompresa: Quindi, correggimi se sbaglio, a questo punto è come se fossi salita sul treno per quanto riguarda la prima scelta. Quanto alla seconda è come se stessi "elaborando il dolore" per intraprendere, soltanto un domani, quella strada. Quindi, forse, l'evoluzione bloccata è in riferimento alla seconda scelta che di per sé però non mi preoccupa: è soltanto lontana, non perché abbia scelto di rimandarla, ma perché questi sono "i tempi di percorrenza" di quella strada dal momento in cui l'ho scelta. Un dettaglio interessante potrebbe essere, forse, che la seconda scelta (quella a lungo termine), è sicuramente collegabile all'analisi che intraprenderò a breve. Quindi, se vogliamo, anche quel percorso, malgrado sia molto lungo, avrà inizio a brevissimo. La cosa strana, infatti, è che effettivamente non c'è nessun treno a cui abbia realmente rinunciato, a meno che il sogno non stia tentando di dirmi dell'altro.

    [?]

    Colpo di scena: esiste un emento ulteriore, provo a fare un passo indietro. Il treno potrebbe essere collegabile ad un'antica "scelta d'amore" dalla quale ho tentato di prendere le Distanze (cosa che effettivamente ho fatto in passato). Quindi, a un amore che ho stroncato prima che andasse troppo oltre per ragioni che sono mie. Ho omesso di dirlo in precedenza, malgrado tu abbia insistito sull'aspetto affettivo del sogno, perché, concretamente, non sono mai stata con quell'uomo: l'ho amato in modo platonico fino ad un certo punto, poi ho detto basta (e oggi sono contenta che sia andata così). Nessuno strascico, nessun pentimento o rimpianti di sorta. Qualche resistenza, sicuramente. Ora, provando a collegarlo a questa nuova interpretazione affettiva, potrebbe - il treno - rappresentare questo amore non vissuto, quindi scansato per motivi piuttosto validi, credo. Io sono andata oltre, non a caso ho rinunciato a lui... perché di fatto mi sono materialmente allontanata da quest'uomo. E sembra non fare una piega, sicuramente ho cose da elaborare a riguardo, tuttavia, se volessi tenere in considerazione questa ipotesi, mi sfuggirebbe l'associazione con le mie scelte. Potrebbe, il treno, rappresentare più cose contemporaneamente?

    Treno merci: sembrava tale nel sogno, ma questo risulta in contraddizione con il fatto che fosse piccolo e bianco. Solitamente il treno merce - nel mio immaginario reale - è di colori piuttosto spenti ed è molto grande. Non conosco la tipologia di merce che conteneva quello del sogno, però, se dovessi osare una lucida "associazione", quindi non un'impressione intra-onirica ma una "ricostruzione" a posteriori, mi verrebbe in mente di accomunarlo a dei libri perché mi da l'idea di qualcosa di raffinato, era un bel treno. Non moderno, né troppo usurato. Antico e piccolo, ma per me era davvero bello. Un'altra cosa che ho notato è che malgrado fosse notte, aveva una luce intrinseca, e forse il timore di essere investita era dovuto a poca visibilità (non a caso sui binari c'era una curva sia alla mia destra che alla mia sinistra), e soprattutto all'irruenza del treno. Era come se lo sentissi arrivare da qualche parte, malgrado non lo vedessi.


    La questione si fa complicata.
    Perdona la mia insistenza e abbi un po' di pazienza (prima o poi finirà).
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  14. #14
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    Riferimento: Il rituale.

    Citazione Originalmente inviato da missfreedom Visualizza messaggio
    Buongiorno Hermes,
    e grazie ancora per la pazienza, hai acceso ulteriori sospetti.


    Donna nel cellofan: devo ammettere che non esiste nessuna figura femminile intorno a me in questo momento, tantomeno una che possa essere danneggiata da me... assolutamente: in nessun campo e in nessun modo. A meno che non sia un "dettaglio premonitore" (si sa mai).

    La mia scelta: non riesco a collegare in maniera diretta il sogno e la scelta che ho effettuato. Questo accade perché, probabilmente, non ho molta destrezza con la simbologia. Quel che posso aggiungere è che la scelta in sé ha a che fare con un complesso contesto lavorativo. Farò parte di una equipe in cui si dovrà far fronte a problemi in modo piuttosto continuo, un settore in cui sono previsti progetti speciali, quindi saranno necessarie, da parte mia: responsabilità, versatilità e autonomia. Non sarà un lavoro di routine ma, piuttosto, fatto di sfide più o meno continue, c'è la possibilità di essere sottoposti a stress e scadenze piuttosto frequenti. Così come esisterà la necessità di monitorare imprevisti, effettuare scelte, risolvere problemi di varia natura... sicuramente avrò a che fare con molte persone, spesso anche in competizione tra loro. Trovo stimolante l'idea di lavorare in un ambiente dinamico, quel che mi suscita perplessità è il timore di trovarmi a lavorare in un ambiente ostile, in cui esistono "eccessi di competizione" ...questo non mi piacerebbe ma non lo escludo. Certamente non mi è dato di saperlo in anticipo, quindi ho accettato la sfida che in questo momento nasconde una grandissima incognita. Mi rincuora la consapevolezza di possedere un'ottima resistenza alle pressioni e una buona armatura.

    In che modo, tutto questo, si collega al mio sogno?
    In che senso, quindi, mi pongo fuori dalla traiettoria del treno?

    Antichità contraddittoria: d'altronde, se la scelta coincidesse col treno non direi che si tratti di qualcosa di antico - anzi. Credo non vi sia nulla di più innovativo e imprevedibile di quello che ho scelto nel momento presente, proprio per questo i rischi sono molteplici. Tuttavia non è l'unica scelta.

    La scelta ulteriore: c'è un'altra scelta, che ho effettuato, ma che ha un termine piuttosto lungo e che quindi vedrò realizzata tra molti anni. Non ha nulla in comune con la precedente scelta ed implica molti più sacrifici di quest'ultima. Questa potrebbe certamente avere qualcosa di "antico" da molti punti di vista.

    Morale incompresa: Quindi, correggimi se sbaglio, a questo punto è come se fossi salita sul treno per quanto riguarda la prima scelta. Quanto alla seconda è come se stessi "elaborando il dolore" per intraprendere, soltanto un domani, quella strada. Quindi, forse, l'evoluzione bloccata è in riferimento alla seconda scelta che di per sé però non mi preoccupa: è soltanto lontana, non perché abbia scelto di rimandarla, ma perché questi sono "i tempi di percorrenza" di quella strada dal momento in cui l'ho scelta. Un dettaglio interessante potrebbe essere, forse, che la seconda scelta (quella a lungo termine), è sicuramente collegabile all'analisi che intraprenderò a breve. Quindi, se vogliamo, anche quel percorso, malgrado sia molto lungo, avrà inizio a brevissimo. La cosa strana, infatti, è che effettivamente non c'è nessun treno a cui abbia realmente rinunciato, a meno che il sogno non stia tentando di dirmi dell'altro.

    [?]

    Colpo di scena: esiste un emento ulteriore, provo a fare un passo indietro. Il treno potrebbe essere collegabile ad un'antica "scelta d'amore" dalla quale ho tentato di prendere le Distanze (cosa che effettivamente ho fatto in passato). Quindi, a un amore che ho stroncato prima che andasse troppo oltre per ragioni che sono mie. Ho omesso di dirlo in precedenza, malgrado tu abbia insistito sull'aspetto affettivo del sogno, perché, concretamente, non sono mai stata con quell'uomo: l'ho amato in modo platonico fino ad un certo punto, poi ho detto basta (e oggi sono contenta che sia andata così). Nessuno strascico, nessun pentimento o rimpianti di sorta. Qualche resistenza, sicuramente. Ora, provando a collegarlo a questa nuova interpretazione affettiva, potrebbe - il treno - rappresentare questo amore non vissuto, quindi scansato per motivi piuttosto validi, credo. Io sono andata oltre, non a caso ho rinunciato a lui... perché di fatto mi sono materialmente allontanata da quest'uomo. E sembra non fare una piega, sicuramente ho cose da elaborare a riguardo, tuttavia, se volessi tenere in considerazione questa ipotesi, mi sfuggirebbe l'associazione con le mie scelte. Potrebbe, il treno, rappresentare più cose contemporaneamente?

    Treno merci: sembrava tale nel sogno, ma questo risulta in contraddizione con il fatto che fosse piccolo e bianco. Solitamente il treno merce - nel mio immaginario reale - è di colori piuttosto spenti ed è molto grande. Non conosco la tipologia di merce che conteneva quello del sogno, però, se dovessi osare una lucida "associazione", quindi non un'impressione intra-onirica ma una "ricostruzione" a posteriori, mi verrebbe in mente di accomunarlo a dei libri perché mi da l'idea di qualcosa di raffinato, era un bel treno. Non moderno, né troppo usurato. Antico e piccolo, ma per me era davvero bello. Un'altra cosa che ho notato è che malgrado fosse notte, aveva una luce intrinseca, e forse il timore di essere investita era dovuto a poca visibilità (non a caso sui binari c'era una curva sia alla mia destra che alla mia sinistra), e soprattutto all'irruenza del treno. Era come se lo sentissi arrivare da qualche parte, malgrado non lo vedessi.


    La questione si fa complicata.
    Perdona la mia insistenza e abbi un po' di pazienza (prima o poi finirà).

    Ciao, missfreedom, le questioni sono belle (da sbrogliare) proprio quanto si complicano, così la "fantasia" e la creatività può avere più spazio d'espressione...

    Il nuovo contributo che hai postato mi ha fatto riflettere su alcuni significati simbolici e su alcuni collegamenti.

    I tre simboli principali dell'insieme dei sogni che hai postato sono, forse, l'incrocio (nel primo sogno), la clinica-ospedale (sia nel primo che nell'ultimo) e il treno.

    Finora, abbiamo (almeno io ho) ragionato come se i tre simboli dovessero essere necessariamente collegati e consequenziali: ci sono scelte da fare (incrocio)... il fare una scelta è come prendere un treno... prima di prendere il treno è necessario un lavoro su di sé (clinica), per rielaborare problematiche personali che possono condizionale l'esito della scelta.

    Potrebbe, però, non essere proprio così. L'incrocio, il treno e la clinica potrebbero non essere collegati in maniera così consequenziale...

    Provo, allora, a rileggere alcuni passaggi dei tuoi sogni, da questa diversa prospettiva.

    Inizio con il "treno".
    Il treno, simbolicamente, ha a che fare con mete che possono essere raggiunte insieme ad altri (non in maniera strettamente personale), in maniera agevole (il treno è un mezzo veloce), ma senza poter intervenire più di tanto sul percorso (il percorso, le stazioni intermedie... sono elementi predeterminati).
    Il tuo treno è un treno:
    - piccolo (adatto a trasportare non tante persone);
    - piacevole e ben tenuto (ha a che fare con esperienze positive);
    - bianco (il bianco è il colore della pienezza e della complessità);
    - "antico" (potrebbe avere a che fare non tanto con la dimensione "temporale", ma con il valore e la significatività della meta...???);
    - lascia la sensazione che sia un treno merci, ma, di solito, un treno merci è più lungo e meno grazioso...

    Ci sono tutti gli elementi, secondo me, per pensare che si tratti del treno che hai preso con la tua ultima decisione.
    Che sia piccolo si sposa bene con il fatto che deve trasportare una équipe limitata di persone. La meta è, sicuramente, attraente e ha a che fare con la tua realizzazione (bianco).
    Il fatto che ti sembri un treno merci potrebbe spiegarsi pensando che la meta da raggiungere ha a che fare con progetti di lavoro.
    L' "antichità" è l'aspetto più difficile da collocare in questa chiave di lettura, se si pensa ad un'antichità di tipo "temporale". Ma "antico" significa anche "di valore". Potrebbe riferirsi ad una valutazione di valore della meta che si ripercuote, simbolicamente, sul treno (non è uno dei soliti treni... ma è un treno "antico", cioè un treno che porta a mete importanti... "di valore"...).

    Per quanto riguarda il "treno", il sogno potrebbe costituire, semplicemente, una presa d'atto della tua decisione e del valore che può avere per te.

    Tu potresti essere "dentro" quel treno e, allo stesso tempo, una parte di te potrebbe dirigersi verso la "clinica".

    La clinica (ospedale), secondo me, ha a che fare con l'analisi che hai scelto di fare e con le aspettative che vi riponi.
    Non credo che possa essere messa, automaticamente, in relazione alle scelte che devi fare o che hai fatto. Ha a che fare con un progetto a tempi più lunghi di quelli immediati (in cui devi fare le scelte).

    Vorrei, in proposito, farti notare una coincidenza. Quando entri in clinica, nell'ultimo sogno, ti prelevano tre flaconi di sangue,
    Il sangue (l'ho già scritto) ha a che fare con l'energia necessaria per procedere nella vita.
    Se ricordi, tu hai scritto in un post che tre sono le scelte fondamentali che hai (avevi) in cantiere.

    Con i tre flaconi di sangue, è come se la parte di sogno ambientata nella clinica ti volesse rassicurare che hai le energie sufficienti per condurre avanti, contemporaneamente, tutte le tre scelte importanti.
    L'analisi, in particolare, potrà dare i suoi frutti profondi in tempi lunghi, ma, intanto, tu puoi procedere ugualmente...

    Ritorniamo all'incrocio.
    L'incrocio ha a che fare, sicuramente, con le tre scelte importanti della tua vita. Su questo non credo ci sia altro da dire.

    L'unica punto poco chiaro che mi resta (rispetto al primo sogno, non tanto al secondo) è che, di solito, queste problematiche profonde legate alla "scelta" (scelte di fondo che uno e chiamato a fare...) vengono sollecitate da occasioni contingenti meno impegnative per la persona (anche se, forse, possono essere, a loro volta, caricate di vissuti, fantasie e preoccupazioni... e, quindi, possono richiamare, per risonanza, scelte ben più impegnative).

    Secondo me, avrebbe dovuto esserci (sarebbe stato "logico" che vi fosse stato, avrei voluto dire), in quel periodo, un'occasione contingente che, ponendoti di fronte ad una decisione (probabilmente "banale"... non di fondo, ma con possibili implicazioni, se non affettive, almeno emozionali, dal momento che, nel sogno, tu sembri, per certi aspetti, tentennate, come se volessi rinviare qualcosa che potrebbe turbarti...), in qualche modo collegata a persone importanti del tuo passato, con le quali ora non puoi avere (o non è opportuno che tu abbia) i rapporti che avevi una volta (situazione che spiegherebbe bene alcuni aspetti simbolici ancora poco chiari: dalla bicicletta che va nel marciapiede, alla frase di tuo nono sulla non opportunità di... e alla sua tristezza per la perdita della nonna, passando per la scena del tempio e della ruota...).
    Solo questo era il motivo per cui avevo insistito, nei miei primi post, sull'aspetto "affettivo" (intendendolo, comunque, in senso lato, proprio come "affetto", senza pensare, necessariamente, ad implicazioni di tipo sessuale) della questione.
    Prendo, comunque, atto di quello che mi hai più volte detto, per cui... alcuni aspetti marginali (forse) del tuo primo sogno dovranno rimanere, per il momento, senza un significato "chiaro".
    Ultima modifica di Hermes Ankh : 22-08-2009 alle ore 13.26.55


    "L'onda non riesce a prendere
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    quando cerca di raggiungerlo
    lo allontana"

    (Rabindranath Tagore)

  15. #15
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    Buongiorno Hermes,

    sono d'accordo con te, mi piacciono molto le questioni quando si complicano proprio perché contengono un potenziale creativo maggiore. Mi piace quest'ultima interpretazione perché credo che chiarisca meglio alcuni aspetti del sogno e che abbia un effettivo riscontro nelle mie scelte. Mi sembra la più veritiera, eccetto la parte finale che forse - come dici anche tu - deve rimanere priva di un significato palese. Sono d'accordo anche con la non sequenzialità della simbologia.

    In particolare mi ha colpita l'interpretazione del bianco, che è anche il colore che preferisco in genere.
    Non sapevo indicasse - nei sogni - pienezza e complessità.



    Mi congedo, ringraziandoti ancora una volta per la pazienza.
    Buona giornata e arrivederci al prossimo sogno.
    Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero

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