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  1. #1
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Come spiegare il perchè le scelte prese in modo rapido e intuitivo hanno spesso un esito migliore rispetto alle scelte ponderate con attenzione.
    Tra un bicchiere mezzo vuoto e uno mezzo pieno perchè scegliamo quest'ultimo? Per una giusta scelta, quanto contano l'intuizione, i sentimenti, la logica?
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  2. #2
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Citazione Originalmente inviato da francesca
    Come spiegare il perchè le scelte prese in modo rapido e intuitivo hanno spesso un esito migliore rispetto alle scelte ponderate con attenzione.
    Ma mica è così vero che le scelte prese in modo rapido ed intuitivo hanno un esito migliore . Soprattutto quando si ha a che fare con gli esseri umani è meglio non basarsi troppo sul proprio intuito naturale, essendo questo molto diffuso, spesso viene usato e sfruttato anche da altri per indurci a fare scelte che sostanzialmente ci danneggiano e favoriscono loro.
    Guarda con attenzione un bastoncino di legno e dopo un po' ti accorgi che in realtà è un insetto. Anche altri esseri viventi sfruttano l'intuito di altri organismi inconsapevolmente per indurre i possibili predatori in errore. Gli esseri umani però sono ancora più pericolosi perché lo possono fare con metodo.


    Citazione Originalmente inviato da francesca
    Tra un bicchiere mezzo vuoto e uno mezzo pieno perchè scegliamo quest'ultimo?
    Forse proprio perché non ci abbiamo pensato abbastanza . Il bicchiere mezzo pieno contiene la stessa quantità di liquido del bicchiere mezzo vuoto (assumendo che i due bicchieri hanno lo stesso volume). Preferire il bicchiere mezzo pieno rispetto a quello mezzo vuoto è irrazionale se lo scopo della scelta è quello di appropriarsi di una maggiore quantità di liquido .
    Non ricordo bene come si chiami questo tipo di fallacia in ambito psicologico, ma spesso a seconda di come ci vengono presentate due cose veniamo spinti intuitivamente una volta a preferire la prima alla seconda ed un'altra a preferire la seconda alla prima, anche se poi riflettendoci bene possiamo accorgerci che queste sostanzialmente hanno le stesse caratteristiche.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 15-07-2009 alle ore 20.29.49

  3. #3
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Come spiegare il perchè le scelte prese in modo rapido e intuitivo hanno spesso un esito migliore rispetto alle scelte ponderate con attenzione.
    Tra un bicchiere mezzo vuoto e uno mezzo pieno perchè scegliamo quest'ultimo? Per una giusta scelta, quanto contano l'intuizione, i sentimenti, la logica?

    Forse perché sentiamo istintivamente che può "dissetarci"?

    E se poi ci accorgiamo di aver assunto il liquido sbagliato? Come si muovono i nostri sentimenti?

    Comunque, anche una intuizione importante su un aspetto o scelta che si potrebbe rivelare fondamentale, in realtà potrebbe secondo te, non essere stata il frutto di precedenti fasi di incubazione?

    In pratica, cerchi di capire un rapporto sussistente tra diversi aspetti dell'essere umano, le sue azioni ed i tempi attuali o non? E' una sintesi di un argomento complesso come quello che hai aperto.

    Questa scelta di questo argomento, ad es., é meditata o frutto di un bisogno che portato ad una rapida intuizione? Cioé é motivata dal momento o già presente da tempo?
    Gaia

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  4. #4
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Ma mica è così vero che le scelte prese in modo rapido ed intuitivo hanno un esito migliore . Soprattutto quando si ha a che fare con gli esseri umani è meglio non basarsi troppo sul proprio intuito naturale, essendo questo molto diffuso, spesso viene usato e sfruttato anche da altri per indurci a fare scelte che sostanzialmente ci danneggiano e favoriscono loro.
    Guarda con attenzione un bastoncino di legno e dopo un po' ti accorgi che in realtà è un insetto. Anche altri esseri viventi sfruttano l'intuito di altri organismi inconsapevolmente per indurre i possibili predatori in errore. Gli esseri umani però sono ancora più pericolosi perché lo possono fare con metodo.


    Forse proprio perché non ci abbiamo pensato abbastanza . Il bicchiere mezzo pieno contiene la stessa quantità di liquido del bicchiere mezzo vuoto (assumendo che i due bicchieri hanno lo stesso volume). Preferire il bicchiere mezzo pieno rispetto a quello mezzo vuoto è irrazionale se lo scopo della scelta è quello di appropriarsi di una maggiore quantità di liquido .
    Non ricordo bene come si chiami questo tipo di fallacia in ambito psicologico, ma spesso a seconda di come ci vengono presentate due cose veniamo spinti intuitivamente una volta a preferire la prima alla seconda ed un'altra a preferire la seconda alla prima, anche se poi riflettendoci bene possiamo accorgerci che queste sostanzialmente hanno le stesse caratteristiche.
    Un saluto
    I ricercatori calcolano che solo lo 0,1%del lavoro svolto dal nostro cervello avviene a livello conscio: mangiare, guidare una macchina, telefonare, sono azioni che svolgiamo automaticamente e costituiscono la maggior parte delle nostre decisioni, fino a 100.00 al giorno. E' incredibile come possiamo brancolare senza incidenti nella vita ignorando il restante 99,9% della nostra attività celebrale. Ad esempio è stato dimostrato che i giocatori di golf professionisti lanciano meglio la pallina quando non si lascia loro tempo di riflettere sul tiro. Quindi si potrebbe affermare che la prima strategia per prendere decisioni di successo consiste nel seguire la propria voce interiore e agire di istinto, seguendo le proprie intuizioni inconsce. L'inconscio, inoltre, dopo una prima classificazione, distingue ancora le informazioni in positive o negative, richiamando alla mente le esperienze del passato e il loro collegamento con sensazioni piacevoli o spiacevoli e sulla base di queste, mescolando informazioni ed emozioni crea suggerimenti decisionali intuitivi.
    Il nostro inconscio dunque governa la vita con la cosiddetta euristica: non vengono automatizzati solo i frutti di anni di azioni ripetute, ma anche i singoli avvenimenti emozionali, per cui un'esperienza forte vissuta una volta viene interpretata come generale: ad es. le scelte euristiche ci guidano nel corteggiamento, nel traffico stradale nella scelta di un abito, ovunque si possano utilizzare esperienze confrontabili.
    Ma anche l'intuizione più allenata fallisce quando entrano in gioco fattori imprevisti....Quando mancano esperienze paragonabili si deve attivare la coscienza. Ma siamo sicuri che raccogliere, classificare, ponderare, possa alla fine migliorare le nostre decisioni?


    La scelta del bicchiere mezzo pieno è dovuta ad un effetto che gli psicologi definiscono framing: anche se il contenuto informativo è lo stesso, la differenza consiste nella formulazione; il fatto che qualcosa sia espressa in maniera positiva o negativa influenza le decisioni.
    Alcuni studiosi hanno accertato che chi decide razionalmente e non si fa ingannare da una formulazione positiva non è meno sensibile delle persone impulsive, ma sa controllare meglio le proprie emozioni.
    Ultima modifica di francesca63 : 16-07-2009 alle ore 00.01.15
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  5. #5
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Forse perché sentiamo istintivamente che può "dissetarci"?

    E se poi ci accorgiamo di aver assunto il liquido sbagliato? Come si muovono i nostri sentimenti?

    Comunque, anche una intuizione importante su un aspetto o scelta che si potrebbe rivelare fondamentale, in realtà potrebbe secondo te, non essere stata il frutto di precedenti fasi di incubazione?

    In pratica, cerchi di capire un rapporto sussistente tra diversi aspetti dell'essere umano, le sue azioni ed i tempi attuali o non? E' una sintesi di un argomento complesso come quello che hai aperto.

    Questa scelta di questo argomento, ad es., é meditata o frutto di un bisogno che portato ad una rapida intuizione? Cioé é motivata dal momento o già presente da tempo?
    Cara Rosa, credo che rispondendo a charlie, ho già, in qualche modo, risposto anche a te.
    Ritengo inoltre che, anche se razionalizzando le nostre decisioni, forse alla fine il risultato non è poi così brillante, però sicuramente la riflessione conscia ci fa sentire meglio, ci tranquillizza.

    Ps: lo spunto per la scelta dell'argomento del 3d mi è venuto leggendo GEO.
    Ultima modifica di francesca63 : 16-07-2009 alle ore 00.16.39
    FRANCESCA

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  6. #6
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Grazie per la risposta. Fai per caso riferimento a discorsi di tipo "economico" come base?
    Per fornire uno sfondo percettivo?

    Quando l'esperienza antecedente non c'é e si attiva la parte razionale, cosa accade?

    Per "incubazione" mi riferivo a livello inconscio e suconscio con, a volta qualche raggiungimento di piccole sottoparti alla soglia della coscienza, prima della vera intuizione utile.
    Gaia

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  7. #7
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Citazione Originalmente inviato da francesca
    Il nostro inconscio dunque governa la vita con la cosiddetta euristica: non vengono automatizzati solo i frutti di anni di azioni ripetute, ma anche i singoli avvenimenti emozionali, per cui un'esperienza forte vissuta una volta viene interpretata come generale: ad es. le scelte euristiche ci guidano nel corteggiamento, nel traffico stradale nella scelta di un abito, ovunque si possano utilizzare esperienze confrontabili.
    Ma anche l'intuizione più allenata fallisce quando entrano in gioco fattori imprevisti....Quando mancano esperienze paragonabili si deve attivare la coscienza. Ma siamo sicuri che raccogliere, classificare, ponderare, possa alla fine migliorare le nostre decisioni?
    "Usa l'istinto Luke" ... Quello che suggerisci francesca somiglia a quello che consiglia lo spirito di Obi Wan a Luke quando quest'ultimo deve colpire con dei proiettili un certo obiettivo. Luke seguendo il consiglio del vecchio maestro jedi decide di disattivare il computer di bordo del suo caccia e di fidarsi ciecamente soltanto del suo intuito .

    Beh io quando ho dovuto imparare a guidare ho dovuto metterci attenzione, poi in seguito forse le scelte che si devono fare quando si è al volante diventano, per così dire, automatiche. Vengono applicate solo certe regole euristiche frutto di un addestramento attento che si è svolto in passato. Sarebbe dispendioso riapplicare sempre gli stessi ragionamenti: quando ci sembra che certe condizioni si verificano (la verifica non passa per la coscienza) si mettono in moto certi schemi che già abbiamo provato e che sono risultati efficaci secondo un esame razionale precedente, esame razionale che magari ora non ricordiamo nemmeno più. Se qualcosa però non funziona o non quadra dobbiamo tornare a riflettere e fare attenzione a quel che facciamo resistendo anche alla tentazione di mettere in pratica certi automatismi acquisiti per poter correggere il tiro.
    Aspettiamo comunque il parere di altre persone, io non sono così convinto che l'intuito da solo, se non è supportato da un precedente lungo addestramento in cui abbiamo dovuto usare una certa quota di attenzione e di riflessione, funzioni.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 16-07-2009 alle ore 09.54.01

  8. #8
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Le euristiche però, sono fortemente soggette ad errori, come hanno ben spiegato Tversky e Kaneman, proprio perché ci si affida all'esperienza che può trasformarsi, in certe situazioni in una specie di grossolano pregiudizio basato su alcuni tipi specifici e ricorrenti di intuizione.

    In generale, sono utili ma solo se l'apprendimento antecedente, che può avvenire in tanti modi, c'é stato.

    Bisogna tener conto che il concetto di euristica nasce nell'ambito della psicologia cognitiva in relazione al processamento delle informazioni e delle forme di ragionamento, di diverso tipo. E metterla in relazione con il concetto di algoritmo e di quantità di informazioni e qualità dei contesti.
    Gaia

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  9. #9
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Aspettiamo comunque il parere di altre persone, io non sono così convinto che l'intuito da solo, se non è supportato da un precedente lungo addestramento in cui abbiamo dovuto usare una certa quota di attenzione e di riflessione, funzioni.

    Un saluto
    FRANCESCA

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  10. #10
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Le euristiche però, sono fortemente soggette ad errori, come hanno ben spiegato Tversky e Kaneman, proprio perché ci si affida all'esperienza che può trasformarsi, in certe situazioni in una specie di grossolano pregiudizio basato su alcuni tipi specifici e ricorrenti di intuizione.

    In generale, sono utili ma solo se l'apprendimento antecedente, che può avvenire in tanti modi, c'é stato.

    Bisogna tener conto che il concetto di euristica nasce nell'ambito della psicologia cognitiva in relazione al processamento delle informazioni e delle forme di ragionamento, di diverso tipo. E metterla in relazione con il concetto di algoritmo e di quantità di informazioni e qualità dei contesti.
    E' proprio così. Ritornando ai giocatori di golf, per i principiantivale la regola opposta rispetto ai professionisti: il colpo sarà tanto più preciso quanto maggiore la consapevolezza con cui i giocatori avranno precedentemente analizzato la sequenza dei loro movimenti, attivando la coscienza che seleziona e suddivide in porzioni i problemi che non potrebbero essere digeriti solo dal nostro inconscio. La soluzione diventa tanto più adeguata quanto più il pensiero percorre un processo dialettico in cui come dice Hegel, alla prima risposta(tesi), è contrapposta una risposta divergente(antitesi) e da queste ha origine un valore mediano(sintesi). Si avvia come un processo di pro e contro interiore e raggiugiamo 'la saggezza di gruppo', ponendoci di fronte alle opinioni contrarie di altri, migliorando così la qualità della nostra decisione. Tutto ciò non avviene in modo spontaneo ma, come sostengono 2 psicologi di Basilea, S. Herzog e R. Hertwing, deve essere appreso come un vero e proprio metodo.
    FRANCESCA

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  11. #11
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    E' proprio così. Ritornando ai giocatori di golf, per i principiantivale la regola opposta rispetto ai professionisti: il colpo sarà tanto più preciso quanto maggiore la consapevolezza con cui i giocatori avranno precedentemente analizzato la sequenza dei loro movimenti, attivando la coscienza che seleziona e suddivide in porzioni i problemi che non potrebbero essere digeriti solo dal nostro inconscio. La soluzione diventa tanto più adeguata quanto più il pensiero percorre un processo dialettico in cui come dice Hegel, alla prima risposta(tesi), è contrapposta una risposta divergente(antitesi) e da queste ha origine un valore mediano(sintesi). Si avvia come un processo di pro e contro interiore e raggiugiamo 'la saggezza di gruppo', ponendoci di fronte alle opinioni contrarie di altri, migliorando così la qualità della nostra decisione. Tutto ciò non avviene in modo spontaneo ma, come sostengono 2 psicologi di Basilea, S. Herzog e R. Hertwing, deve essere appreso come un vero e proprio metodo.

    Il processo di pro e contro interiore, ha quindi a che fare in questa prospettiva, anche con uno stato di "tensione" tra polarità e tendenza alla "compensazione", al fine di raggiungere l'intuizione?
    Gaia

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  12. #12
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Il processo di pro e contro interiore, ha quindi a che fare in questa prospettiva, anche con uno stato di "tensione" tra polarità e tendenza alla "compensazione", al fine di raggiungere l'intuizione?
    Credo di sì, anche se non so bene cosa intedere per compensazione. A volte le scelte sono difficili e sacrificanti e ci offrono tutt'altro che compensazione.
    Senza andare ot, vorrei porre un quesito credo pertinente:

    Quanto contano i condizionamenti nelle nostre scelte e come liberarcene?
    FRANCESCA

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  13. #13
    Partecipante Affezionato L'avatar di Saoshyant
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Da cosa scaturiscono le nostre scelte... io credo che alcune domande non abbiano risposta e credo altresì che sia corretto porsi l'interrogazione ugualmente. Per la mia esperienza bibliografica ti propongo due testi che personalmente ho trovato stimolanti rispetto alla questione che stai ponendo: il primo è la Metafisica di Aristotele e il secondo è La razionalità dell'azione di Searle; un terzo testo che secondo la mia opinione gioverebbe in tal senso è L'elogio della follia del buon Erasmo.
    La tua domanda è estremamente affascinante: io credo che l'origine di una scelta sia sconosciuta nel senso in cui è sempre possibile ipotizzare un antecendente e sia conosciuta nel senso in cui è sempre possibile motivare le proprie azioni. Molto dipende da cosa intendi indicare con il verbo scegliere: intendi la scelta del fine, la scelta del mezzo, etc...?
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  14. #14
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Citazione Originalmente inviato da Saoshyant Visualizza messaggio
    Da cosa scaturiscono le nostre scelte... io credo che alcune domande non abbiano risposta e credo altresì che sia corretto porsi l'interrogazione ugualmente. Per la mia esperienza bibliografica ti propongo due testi che personalmente ho trovato stimolanti rispetto alla questione che stai ponendo: il primo è la Metafisica di Aristotele e il secondo è La razionalità dell'azione di Searle; un terzo testo che secondo la mia opinione gioverebbe in tal senso è L'elogio della follia del buon Erasmo.
    La tua domanda è estremamente affascinante: io credo che l'origine di una scelta sia sconosciuta nel senso in cui è sempre possibile ipotizzare un antecendente e sia conosciuta nel senso in cui è sempre possibile motivare le proprie azioni. Molto dipende da cosa intendi indicare con il verbo scegliere: intendi la scelta del fine, la scelta del mezzo, etc...?
    Non saprei rispondere alla domanda nei termini in cui tu la hai posta, ma vorrei riportare alcune riflessioni che mi sembrano pertinenti, ma che forse complicano la questione introducendo l'ulteriore problema della scelta "etica".
    Di fronte all'antecedente, alla tradizione, sono due le strade che si possono seguire: la prima, quella generalmente seguita, è quella di analizzarla, di scoprirne le cause, ma questa via non conduce a niente, come ha dimostrato la storia di violenza che ha caratterizzato la condotta umana per millenni. La seconda strada consiste nell'inventare un approccio diverso, che abbandona ogni forma di analisi, seguendo non più la via degli autoinganni e dei pregiudizi, ma quella della liberazione dai condizionamenti: "Il miracolo della percezione è percepire con cuore e mente sgombri dal passato"(Krishnamurti). Se vi è intenzionalità nel guardare, non vi è visione profonda. Se vi è intenzionalità, guardiamo attraverso un'immagine, parzializziamo la visione e guardare attraverso un'immagine significa pre-giudicare.
    In ciò possiamo trovare un incontro col pensiero di Levinas, per in quale "la vera dimensione umana è il ritorno all'interiorità della conoscenza non intenzionale".
    Varela porta un esempio: consideriamo ciò che può accadere passeggiando per strada. Camminando sentiamo il rumore di un incidente, la reazione immediata sarà quella di vedere se potete dare un aiuto.
    Un altro esempio: arrivato in ufficio percepiamo l'imbarazzo della nostra collega di lavoro su un dato argomento, e allora cambiamo discorso con una battuta umoristica.
    Azioni come queste non derivano da giudizi o ragionamenti bensì da un confronto immediato con gli eventi che ci capitano. Agiamo così perché la situazione stessa le fa emergere dal nostro interno. Nondimeno queste sono vere e proprie azioni etiche, infatti esse rappresentano il tipo più comune di comportamento etico che noi esprimiamo nella nostra vita quotidiana.
    E tuttavia la tendenza è quella di contrapporre a questi modi di essere etici situazioni nelle quali si fa esperienza di un "IO" centrale quale causa di azioni deliberate, intenzionali, volontarie.
    Un esempio: preoccupati per le difficoltà che il proprio figlio sta avendo a scuola, dopo una riflessione sul da farsi, decidiamo di essere più presenti rispetto ai suoi impegni scolastici.
    In questi tipi di condotte sentiamo che l'azione è "nostra", che c'è un motivo per compierla dato che ci aspettiamo di raggiungere un certo risultato. E se ci fosse chiesto di spiegare il nostro comportamento, non avremmo alcuna difficoltà a farlo.
    È abbastanza chiaro che un aspetto del nostro comportamento etico e morale deriva da tali giudizi e valutazioni. Non dovremmo, tralasciare la prima, più diffusa modalità di comportamento etico solamente per il fatto che non è "riflessiva":stiamo sottolineando qui la differenza tra Know-how (sapere come, abilità o capacità di confronto immediato e Know-what (sapere di, conoscenza intenzionale o giudizi razionali).
    "L'etica è più vicina alla saggezza che alla ragione, più vicina alla comprensione di cosa deve essere bene piuttosto che alla formulazione di principi corretti". (Varela F.)

    Le grandi tradizioni sapienziali quali il Taoismo, Confucianesimo, Buddhismo si pongono in modo ben diverso.
    Come Krishnamurti così Meng Tzu dice: "se si è presenti si capisce, altrimenti no". Egli dunque concepisce l'addestramento etico come un processo che dipende dal percepire chiaramente. Egli si oppone, in particolar modo, all'idea che il ragionamento etico implichi soprattutto l'applicazione di regole o di principi. La persona non rappresenta l'etica ma la incorpa.
    Il tratto più importante che distingue il vero e proprio comportamento etico è allora il fatto che esso non nasce da semplici modelli abituali di regole ma da ciò che Meng Tzu chiama "consapevolezza intelligente" (chih). La consapevolezza intelligente di cui parla Meng Tzu individua una via di mezzo tra due estremi: da un lato la saggezza come espressione spontanea affrancata dalla ragione; dall'altro lato la saggezza come espressione puramente razionale e calcolata. Potremmo dire in termini bioenergetici che la consapevolezza intelligente esprime quella perfetta integrazione tra Testa (ragione), Cuore (amore), Pancia (istinto).

    Nella tradizione occidentale la psicoanalisi, la psicologia umanistica, le psicoterapie corporee sono pragmatiche della trasformazione umana.
    Lacan afferma: "lo statuto dell'inconscio è etico". Ancora afferma che l'etica implica la messa in questione dello status del soggetto conoscente, e questo è lo spazio fornito alla persona nella situazione analitica.
    Ti saluto
    FRANCESCA

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  15. #15
    Partecipante Affezionato L'avatar di Saoshyant
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    Riferimento: Da cosa scaturiscono le nostre scelte?

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Di fronte all'antecedente, alla tradizione, sono due le strade che si possono seguire: la prima, quella generalmente seguita, è quella di analizzarla, di scoprirne le cause, ma questa via non conduce a niente, come ha dimostrato la storia di violenza che ha caratterizzato la condotta umana per millenni. La seconda strada consiste nell'inventare un approccio diverso, che abbandona ogni forma di analisi, seguendo non più la via degli autoinganni e dei pregiudizi, ma quella della liberazione dai condizionamenti: "Il miracolo della percezione è percepire con cuore e mente sgombri dal passato"(Krishnamurti).
    Non so se ciò che sto per scrivere è pertinente a quanto hai scritto (sento di non aver compreso bene le tue parole): il famoso antecedente potrà solo e solamente essere sempre un pregiudizio (nella forma probabile di credenza o desiderio) proprio perchè sta prima del giudizio. Non credo personalmente sia possibile liberarsi dei condizionamenti perchè io credo che ogni cosa condizioni qualcosa di altro da sè già solo con la propria esistenza. L'approccio analitico, indubbiamente utile, in certi casi perde il proprio valore perchè è sempre possibile ipotizzare e indagare la presenza di un'antecedente fino a un regresso che è infinito e questo in alcuni discorsi non serve. Ma questa è la mia opinione.

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Se vi è intenzionalità nel guardare, non vi è visione profonda. Se vi è intenzionalità, guardiamo attraverso un'immagine, parzializziamo la visione e guardare attraverso un'immagine significa pre-giudicare.
    In ciò possiamo trovare un incontro col pensiero di Levinas, per in quale "la vera dimensione umana è il ritorno all'interiorità della conoscenza non intenzionale".
    Varela porta un esempio: consideriamo ciò che può accadere passeggiando per strada. Camminando sentiamo il rumore di un incidente, la reazione immediata sarà quella di vedere se potete dare un aiuto.
    Un altro esempio: arrivato in ufficio percepiamo l'imbarazzo della nostra collega di lavoro su un dato argomento, e allora cambiamo discorso con una battuta umoristica.
    Azioni come queste non derivano da giudizi o ragionamenti bensì da un confronto immediato con gli eventi che ci capitano. Agiamo così perché la situazione stessa le fa emergere dal nostro interno. Nondimeno queste sono vere e proprie azioni etiche, infatti esse rappresentano il tipo più comune di comportamento etico che noi esprimiamo nella nostra vita quotidiana.
    E tuttavia la tendenza è quella di contrapporre a questi modi di essere etici situazioni nelle quali si fa esperienza di un "IO" centrale quale causa di azioni deliberate, intenzionali, volontarie.
    Un esempio: preoccupati per le difficoltà che il proprio figlio sta avendo a scuola, dopo una riflessione sul da farsi, decidiamo di essere più presenti rispetto ai suoi impegni scolastici.
    In questi tipi di condotte sentiamo che l'azione è "nostra", che c'è un motivo per compierla dato che ci aspettiamo di raggiungere un certo risultato. E se ci fosse chiesto di spiegare il nostro comportamento, non avremmo alcuna difficoltà a farlo.
    Il fatto che alcuni tipi di azione siano immediate non significa che non ci sia un antecedente che neppure sempre è etico.
    Esempio: il famoso incedente di Varela potrebbe indurmi a rubare i soldi del ferito e scappare in modo altrettanto immediato. Forse non è un buon esempio ma non credo che l'etica sia il nocciolo caldo del discorso. Un antecedente è una causa: i propri valori sono cause eccellenti per mettere in atto determinati comportamenti. Che siano etici o meno. L'etica entra certamente nel discorso ma io credo in relazione al tema della libertà di ognuno di fare scelte di cui poi dovrà rispondere.

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    È abbastanza chiaro che un aspetto del nostro comportamento etico e morale deriva da tali giudizi e valutazioni. Non dovremmo, tralasciare la prima, più diffusa modalità di comportamento etico solamente per il fatto che non è "riflessiva":stiamo sottolineando qui la differenza tra Know-how (sapere come, abilità o capacità di confronto immediato e Know-what (sapere di, conoscenza intenzionale o giudizi razionali).
    "L'etica è più vicina alla saggezza che alla ragione, più vicina alla comprensione di cosa deve essere bene piuttosto che alla formulazione di principi corretti". (Varela F.)
    Esiste know-how e know-what. Questo dato di fatto non mi sembra dire qualcosa rispetto al tema 'da cosa scaturiscono le nostre scelte'. Io posso sapere che 'uccidere senza motivo' è sbagliato e farlo comunque. Tu potresti dirmi che è sciocco ma non puoi negare che è possibile, anzi secondo me frequente! Una buona teoria dell'azione non dovrebbe secondo me spiegare come dovrebbe essere ma come è la realtà.
    Hume: "potrei preferire la fine del mondo a un graffio del mio dito mignolo, e ciò non sarebbe affatto contrario ai dettami della Ragione".
    Credenze, desideri: sono cause di cui è necessario discutere. Ma a un certo punto entra con prepotenza la questione della libertà.
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