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  1. #1

    utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Buongiorno a tutti.

    Ho una domanda che da tempo non trova risposta; ho deciso di provare a porla in questo contesto. Se non è il contesto giusto, vi sono grata se mi indirizzate.
    Il mio lavoro si svolge in 5 paesi delle montagne bergamasche; e forse non vi sarà facile immaginare la realtà che descrivo. Sono luoghi stupendi, ma talvolta le persone vivono in baite, lontano da tutto e da tutti.
    Sono un'assistente domiciliare e mi devo recare a casa di una paziente oligofrenica di circa 55 anni, che vive con la madre. Vivono isolate dal mondo, in quanto hanno deciso per vergogna di tenere nascosta questa figlia oligofrenica. L'unica volta che è stata vista da medici è stato nel 1999, quando è morto il padre ed è uscita (ulteriormente) di senno. Ricoverata, le hanno dato una terapia che ancora oggi prende. Il medico di base non l'ha mai vista (perchè non ci vanno, per paura che la mettano in una struttura), e comunque non intende approfondire ne cambiare questa terapia. Le ricette per questi farmaci e altri, vengono lasciate dal medico alla farmacia del paese, che provvede a consegnarle a casa delle due donne.
    La signora in questione non parla. Talvolta scrive ma ultimamente non ne vuole più sapere; quindi si comunica al minimo.
    La mia domanda è questa: poichè vado da sola in questa casetta persa nelle montagne, posso correre qualche rischio? La sua mamma mi dice che spesso con lei si mostra violenta.
    Io non voglio assolutamente correre rischi inutili. So di pazienti oligofrenici che hanno aggredito l'infermiera.
    Quindi ho intenzione di informarmi al riguardo, e poi farlo presente alla cooperativa sociale per cui lavoro.
    Grazie mille a chi può darmi informazioni serie al riguardo.

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
    Data registrazione
    06-06-2006
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    provincia di Varese
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    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Non saprei cosa risponderti. Da quanto tu riporti sembrerebbe essere abbastanza grave questo ritardo mentale, accompagnato da aspetti comportamentali a volte violenti. Non credo tu possa avere la garanzia che questa paziente non ti aggredirà mai, anche perché spesso l'aggressione è motivata (dal punto di vista di chi la compie) ma chi la subiswce non riesce a capirne il motivo (magari senza volerlo sei entrata in casa spaventandola, rompedo una routine che non doveva essere rotta etc...).
    Più che altro sarebbe utile creare una rete per questa paziente, una rete di operatori, ma credo che la realtà descritta non lo permetta.
    Non so se ti sono stata d'aiuto...
    Buona giornata

  3. #3

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Ma certo che la tua risposta mi è stata utile.
    Proprio oggi, in equipe nella mia cooperativa, ho sollevato il problema "sicurezza" e pare sia stato valutato opportunamente.
    Se hai maggiori informazioni, è graditissimo se me le fai avere. Lo stesso vale per tutti coloro che mi leggono!
    Grazie a tutti

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di Bellatrix
    Data registrazione
    30-01-2006
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    Bologna
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    296

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    sicuramente i pazienti oligrofrenici sono spesso aggressivi...quindi sì, il rischio lo corri secondo me, ma è altrettanto vero che nella nostra professione lo corriamo un po' sempre...la malattia mentale non ti dà garanzie purtroppo. sicuramente avere colloqui in contesti più "protetti" e sicuri come strutture ospedaliere o case di cura è meglio piuttosto che a domicilio (anche se ad esempio una mia amica ha avuto una coltellata da un minore a rischio in una casa famiglia!), però io sono sempre dell'idea che valga la pena rischiare per il bene degli altri, la nostra professione è un po' come quella del medico...io personalmente ho avuto a che fare con pazienti con aids e avevo un po' paura del contagio, ma alla fine è andato tutto bene e ne è valsa veramente la pena...spero di esserti stata utile

  5. #5

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Lo sapevo che questo thread andava a finire così.

    Prima ancora di andare a vedere perchè quello che sostiene bellatrix è falso, prego tutti di notare come abbia subito preso corpo un immagine stereotipica del malato mentale.
    Ovviamente a bellatrix va soltanto la responsabilità di aver riproposto una rappresentazione sociale già esistente e diffusa.
    Pregiudizi estremamente diffusi ed estremamente dannosi per chi appartiene alla categoria dei "malati e disabili mentali".

    Il quadro generale è quello solito, la struttura è la stessa che alimenta il razzismo, il sessismo e il pregiudizio contro i disabili fisici.
    Veniamo quindi ai caratteri particolari di questa versione di razzismo psichico.

    I malati mentali sono imprevedibili e spesso violenti. Falso. La statistica indica che il tasso di criminalità della popolazione dei malati mentali non è inferiore a quello della popolazione generale .

    Il ritardo mentale si associa ad un alta frequenza di comportamenti aggressivi. Vero ma bisognerebbe correttamente interpretare questa aggressività come l'unica risorsa utilizzabile da individui posti in uno stato di estrema debolezza sociale.

    Scusa bellatrix niente di personale.

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di Bellatrix
    Data registrazione
    30-01-2006
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    Bologna
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    296

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Citazione Originalmente inviato da parapollo Visualizza messaggio

    I malati mentali sono imprevedibili e spesso violenti. Falso. La statistica indica che il tasso di criminalità della popolazione dei malati mentali non è inferiore a quello della popolazione generale .

    Il ritardo mentale si associa ad un alta frequenza di comportamenti aggressivi. Vero ma bisognerebbe correttamente interpretare questa aggressività come l'unica risorsa utilizzabile da individui posti in uno stato di estrema debolezza sociale.

    Scusa bellatrix niente di personale.
    figurati se la metto sul personale! comunque il fatto che siano aggressivi non vuole dire che siano criminali! cosa c'entra il confronto col tasso di criminalità? vuol dire solo che una reazione che magari nella maggior parte delle persone è di violenza verbale da parte loro è di violenza fisica perchè, appunto, hanno spesso solo quella come risorsa. Il che, andando al tuo secondo punto, non nega il fatto che ESISTA un loro alto tasso si aggressività....che poi abbiano i loro "validi motivi" questo non si discute e non era oggetto di questo thread...penso più che altro che sia invece banalizzante una retorica come la tua di "non discriminiamo il malato mentale": è proprio riconoscendo un problema che lo si affronta e lo si risolve, una persona come quella trattata dalla nostra collega è indubbiamente differente e MALATA, quindi diversa dalla popolazione generale, ma questo non significa discriminarla, solo AIUTARLA, in particolare per dei professionisti come noi che scriviamo su quesi forum....io la penso così

  7. #7

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Volevo dire che la frequenza di crimini violenti (omicidi, lesioni alla persona) non è superiore fra i malati mentali che nella popolazione generale.

    Sono intervenuto perchè penso che quello che hai scritto non aiuti in nessun modo chi ha una disabilità intellettiva. Tutt'altro, ripropone un'immagine stereotipica e negativa che di fatto incide sulla qualità della vita di chi ha una disabilità intellettiva.

    Immagine che riproponi anche in questo secondo post quando affermi che sono individui indubbiamente differenti e MALATI.
    Lasciamo da parte il fatto che una disabilità intellettiva non è una malattia.
    Se stiamo al significato letterale quando affermi che sono individui indubbiamente differenti dalla popolazione generale stai dicendo una cosa indubitabile ma anche senza significato. Tutti per alcuni aspetti apparteniamo ad un gruppo di individui differenti dalla popolazione in generale. Ma nessuno viene da me o da te a dirci che siamo diversi dalla popolazione in generale.
    Quello che dici acquista senso per il cluster di tratti che la caratteristica "disabile intellettivo" si porta dietro. Sono differenti non solo perchè hanno una disabilità intellettiva ma anche per una serie di tratti di personalità e caratteristiche. A questo punto la disabilità intellettiva è diventata uno stigma.

    Consideriamo l'aggressività, una delle caratteristiche veicolate dallo stigma e incluse nell'immagine stereotipica. L'aggressività appartiene a questa popolazione? oppure è una caratteristica propria delle situazioni in cui la nostra società riduce queste persone?
    Io sostengo la seconda ipotesi e lo dimostra il fatto che un intervento clinico sui comportamenti aggressivi di un individuo ha sempre come primo e imprescindibile passo il miglioramento del contesto di vita della persona.
    Ultima modifica di parapollo : 17-07-2009 alle ore 13.01.46

  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Come definiresti quindi chi ha una disabilità intellettiva? Non ha una malattia?

    L'aggressività non appartiene a questa popolazione in quanto tale, perchè il ritardo mentale non comporta necessariamente aggressività, ma come ha detto bellatrix, la sua maggiore prevalenza può essere dovuto ad un errata interpretazione di situazioni sociali, oppure può essere l'unico modo che conoscono per reagire ad una situazione di paura o ansia. E per aggressività pensa anche a quei bambini con ritardo o autismo che ti spuntano addosso, ti tirano i capelli, ti danno morsi, danno calci...

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

    Non ti curar di loro, ma guarda oltre e passa

  9. #9

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Citazione Originalmente inviato da Calethiel Visualizza messaggio
    Come definiresti quindi chi ha una disabilità intellettiva? Non ha una malattia?
    No scusa, se non riesco a camminare perchè non ho una gamba, ho una disabilità ma non ho una malattia.

    L'aggressività non appartiene a questa popolazione in quanto tale, perchè il ritardo mentale non comporta necessariamente aggressività, ma come ha detto bellatrix, la sua maggiore prevalenza può essere dovuto ad un errata interpretazione di situazioni sociali, oppure può essere l'unico modo che conoscono per reagire ad una situazione di paura o ansia. E per aggressività pensa anche a quei bambini con ritardo o autismo che ti spuntano addosso, ti tirano i capelli, ti danno morsi, danno calci...
    Beh non so se condivido il tuo discorso fino in fondo cmq è già meno pesante di quello di bellatrix. Una cosa è dire che le donne sono mediamente meno intelligenti degli uomini e un'altra che le donne per ragioni sociali sono portate a sviluppare meno le loro capacità mentali.

  10. #10
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Brutto esempio che hai scelto!!!

    Comunque si definisce malattia: un'alterazione dello stato fisiologico e psicologico dell'organismo, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare le funzionalità normali del corpo
    Malattia - Wikipedia

    e più scentificamente il dizionario oxford della medicina la definisce come: un disturbo dovuto ad una causa specifica e caratterizzato da segni e sintomi precisi; qualunque anomalia e difetto funzionale dell'organismo.
    Dizionario Oxford della medicina - Google Libri

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

    Non ti curar di loro, ma guarda oltre e passa

  11. #11

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Brutto esempio che hai scelto!!!


    Comunque si definisce malattia: un'alterazione dello stato fisiologico e psicologico dell'organismo, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare le funzionalità normali del corpo
    Malattia - Wikipedia

    e più scentificamente il dizionario oxford della medicina la definisce come: un disturbo dovuto ad una causa specifica e caratterizzato da segni e sintomi precisi; qualunque anomalia e difetto funzionale dell'organismo.
    Dizionario Oxford della medicina - Google Libri
    E con questo vorresti sostenere che uno senza una gamba è un malato?
    oppure che uno con il raffreddore è un disabile?

  12. #12
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Scusate se mi intrometto, ma mi sembra che questa discussione stia andando avanti un po' troppo per retorica e un po' troppo poco in modo funzionale per la collega che ha posto la domanda iniziale.

    Per quanto riguarda la domanda iniziale, propongo alla collega (che vedo ne ha già parlato con chi collabora) di capire quali sono gli aspetti che le fanno pensare di poter essere aggredita, di capire se è più una sua paura o se una paura oggettivata dalla realtà che deve affrontare con la paziente. Fatto questo, si potrebbe anche decidere (qualora possibile) di fare un intervento in coppia con un altro collega anche per favorire una maggiore relazione interpersonale della signora in questione (se non ho capito male vive sempre e solo con la mamma senza grandi contatti con l'esterno).

    Altro non so aggiungere poiché non conosco il caso.
    Buona giornata

  13. #13
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Hai ragione, stavamo andando un po OT

    Tornando alla paziente, forse dovrebbe essere vista da un medico, visto che sono passati 10 anni dall'ultima volta, anche per sistemare la terapia....non è possibile, magari anche con una visita a domicilio?

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

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  14. #14
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    non solo stava deragliando la discussione, ma non si capisce proprio dove andava a parare parapollo. ad un classico problema da sueprvisione, in cui ci vuole un gruppo di persone competenti con cui capire come si possono trovare soluzioni pratiche e congruenti per assistente e assistita, parapollo se ne viene fuori con un discorso ideologico completamente strampalato (suppongo sottocopiatura da qualche testo fresco fresco).

    piuttosto faccio i complimenti a chi ha dato soluzioni utili, facendo notare che è molto importante ricordarsi che si fa parte di un gruppo (in questo caso la cooperativa), dove ci saranno persone con ruoli diversi ed esperienze diverse che DEVONO e vorranno aiutarti. a prescindere dalla situazione contestuale, uando si ha a che fare con persone che stanno sotto farmaci per anni in un posti piuttosto funzionali alla malattia....... è cosa opportuna capire come poter costruire in progetto di intervento senza fare danni a se stessi e agli altri.

    ciaz.

  15. #15
    Partecipante Esperto L'avatar di Bellatrix
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    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    bravi pimo eli, calathiel e neuromancer...per quanto riguarda parapollo, io come vedi non ho neppure dato seguito al tuo ultimo post, odio la retorica e tutta questa logica del SIAMO TUTTI UGUALI e del VULEMOSE BENE, se tu avessi studiato anche solo la prima pagina di un manuale di clinica sapresti che il riconoscimento che il problema esiste, sia dal punto di vista fisiologico che comportamentale, cognitivo, relazionale, ecc ecc per non dire forse genetico da parte di queste popolazioni di persone, è il primo passo verso la VOLONTA' DI AIUTARE QUALCUNO. Dammi retta, per quanto possa valere il mio pensiero, penso di avere quel poco di esperienza per dirti che con questa logica non aiuterai nessuno...e che di Morelli ne basta ed avanza uno.... meno male che ci sono colleghi come i sopra citati che hanno invece molta esperienza e senso pratico...SENZA NULLA DI PERSONALE OVVIAMENTE... :-)

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