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Discussione: Odio per l'esistenza

  1. #1
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    Odio per l'esistenza

    Da un po' di tempo sento di non amare più la vita, forse io ho davvero intrapreso una certa strada e, essendo crollato qualche ponte che ho attraversato, non posso più tornare indietro. Né l'agire, né il far qualcosa, né la psicoanalisi, né altre pratiche fino ad ora sono riuscite, per così dire, a farmi star meglio. Qualcosa può anche cambiare ma poi mi accorgo che comunque resto fondamentalmente fortemente insoddisfatto, di me, di quello che ho intorno, delle persone, delle relazioni che riesco a procurarmi, di quel che posso fare e di come lo posso fare e compagnia bella. Insomma finisco sempre col provare una specie di odio generalizzato che non riesce nemmeno più ad avere un oggetto specifico verso cui dirigersi.

    E se fosse la struttura stessa della mia esistenza che non mi permette di stare bene? Come potrei riuscire a guarire? Come potrei trovare qualcosa di meglio? Ma che sia davvero meglio secondo il mio metro di giudizio. E se l'affermarmi come individuo corrispondesse ad una specie di paradosso simile a "questa proposizione è falsa"?

    Scrivo, perché scrivo, ma sento che anche questo scrivere è soltanto simile ad una specie di grido di aiuto che probabilmente non servirà praticamente a niente. Può darsi che questo aiuto non possa darmelo io e non possa darmelo nemmeno qualche altra persona.
    I suggerimenti spesso rappresentano per me un già pensato, niente di nuovo: saggezza d'accatto che viene proposta e riproposta come una stessa pietanza che viene semplicemente impacchettata con confezioni sempre diverse colorate ed accattivanti. Ma io di tutto questo non so cosa farmene, i miei problemi restano là, irrisolti, in attesa che qualcuno sciolga realmente certi nodi che io non so come districare (ammesso che sia possibile scioglierli e che non ci siano fili che si chiudono ad anello intorno ad altri fili).
    Ultima modifica di Char_Lie : 10-07-2009 alle ore 10.07.16

  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Odio per l'esistenza

    Ciao Char_Lie

    Ci siamo incrociati altre volte, in altre stanze. Che ti devo dire? Che non ho la bacchetta che ti serve? (Non parlo di bacchetta magica, sei troppo intelligente per insultarti).

    Che ti posso dire? In qualche modo, a volte, ho vissuto la tua stessa sensazione. Che non sia questa o quella cosa che non va, ma il fatto che sia io a non andare. Di per sé.

    Se ti va, facciamoci analisi a vicenda. Ormai dovremmo essere esperti. Né i tuoi, né i miei terapeuti mi pare abbiano avuto grande successo. Noi, se non altro, un poco ci conosciamo.

    E, in ogni caso, sia pure nel marasma generale, un bicchiere di vino e un poco di polenta e coniglio male non fanno.

    Vedi tu

    Buona vita, comunque

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  3. #3
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    Riferimento: Odio per l'esistenza

    Citazione Originalmente inviato da willy61
    E, in ogni caso, sia pure nel marasma generale, un bicchiere di vino e un poco di polenta e coniglio male non fanno.

    Vedi tu
    Beh... Condivido

    Ciao Willy buona vita

  4. #4
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    Riferimento: Odio per l'esistenza

    Dopo un po' rileggo quel che avevo scritto un po' di tempo fa, eppure sono sempre allo stesso punto, non ho trovato ancora niente di buono e la mia insoddisfazione resta. Il problema di fondo è che la vita vera e propria non corrisponde nemmeno vagamente a quella che si desidererebbe davvero vivere e questa frattura tra i due mondi non la rimargina né la psicoterapia, né la psicoanalisi, e nemmeno nessun'altra pratica. Solo quando si è finiti sotto terra, in cenere o ridotti a brandelli questa frattura non c'è più. In cosa consiste la mia felicità o il mio star meglio soltanto io posso deciderlo, ma fin'ora rispetto a queste cose non ho potuto osservare ancora niente di promettente sia dentro che fuori.

  5. #5

    Riferimento: Odio per l'esistenza

    Ciao Char-Lie,
    ho letto con attenzione quello ciò che ci hai scritto..e riscritto.
    Riferendomi all'ultimo intervento tu dici chiaramente che solo noi stessi sappiamo cosa ci rende felici, esattamente dici :"In cosa consiste la mia felicità o il mio star meglio soltanto io posso deciderlo", credo che sia un buon inizio e credo anche che la tua forma mentis possa portarti a vedere veramente bene cosa sia giusto per te! La domanda che mi sorge spontanea è :"TU VUOI STARE MEGLIO? COSA SIGNIFICA PER TE STARE MEGLIO?"
    Continui dicendo che però fino ad ora non sei riuscito a trovare nulla di buono né dentro né fuori, potresti spiegarmi meglio cosa intendi dire con questo? E'facilmente comprensibile ma anche facilmente interpretabile, per non cadere nell'errore ti chiedo di esplicitarlo più praticamente se ne hai voglia.
    Vorrei soffermarmi poi su un'altra tua frase ch mi ha molto colpita, cioè quando parli della discrepanza tra la vita reale e quella che si vorrebbe vivere...io credo allora che nel tuo caso si possa molto lavorare su qual è la vita che tu vorresti vivere, che cosa ti impedisce di farlo, e se queste cose si possono superare o gestire!
    Insomma credo che prima di tutto tu abbia fatto un grande passo scrivendo e riscrivendo in questo spazio, vuol dire che in fondo ci credi. Sei andato anche a rileggere come ti sentivi in un determinato momento della tua vita, circa 5 mesi fa, e ti sei domandato che cosa sia cambiato. Per ora magari niente, ma non è detto che non possa esserci uno slancio positivo verso un cambiamento. Tu dici: "Mi trovo sempre allo stesso punto" e ciò mi fa pensare che tu sia in una situazione di stallo, ora bisogna capire, e cioè tu devi capire, se sei pronto e motivato verso una inversione di marcia.
    Hai scritto che non hai fiducia nella psicoterapia, nei consigli banali che ti vengono dati e mille cose ancora, dovremmo capire se hai guardato e cercato nella direzione giusta o se piuttosto il nichilismo che ti accomopagna non abbia inficiato sulle tue e sulle altrui risorse.
    Spero che la mia non sia stata per te solo una saggezza d'accatto, e se così fosse almeno che il colore dell'impacchettamento sia più brillante deglia altri.
    Un saluto.
    Dott.ssa Roberta Mattozzi, Ordine Regionale Lazio N° 14000

  6. #6
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    Riferimento: Odio per l'esistenza

    Questa tua inquietudine mi sembra molto simile alla condizione esistenziale di alcune persone che, a un certo momento della loro vita, hanno deciso di chiudere una pagina della loro vita, e di aprirne una nuova, completamente bianca.
    C'è chi è partito, a piedi, da solo, mai in compagnia, con uno zaino sulle spalle e poco più, e ha girato il mondo, attirato dalla possibilità di conoscere altre culture e altre filosofie di vita.
    Altri sono stati attratti dal mare, dalla sua solitudine e dalla sua intrinseca bellezza, sapendo che rischiavano la vita.
    Ci sono persone, invece, che hanno trovato nuovi e veri stimoli dedicandosi completamente agli altri, a volte in altri paesi, ma a volte anche sotto casa.
    Sono due risvolti della stessa medaglia, secondo me, ed entrambi rappresentano il cercare di dare un senso alla propria vita, che consiste essenzialmente nel non sentirsi soli e nel sentirsi utili a qualcuno.
    E' nota la solidarietà anche fra navigatori solitari, noti per la loro eccezionale generosità e umanità.

    E' bello il tuo messaggio, perchè è sincero e pieno di umanità.

  7. #7
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    Riferimento: Odio per l'esistenza

    Citazione Originalmente inviato da robertamattozzi
    "TU VUOI STARE MEGLIO? COSA SIGNIFICA PER TE STARE MEGLIO?"
    Per me significa trovare certe persone appartenenti all'altro sesso "che funzionino diversamente" e che riescano a sorprendermi in senso positivo. Nella mia vita sento di aver sempre dovuto pagare troppo per poi ottenere poco. In un modo nell'altro già soltanto la constatazione di questo fatto è riuscita a rovinarmela abbastanza.

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    Questa tua inquietudine mi sembra molto simile alla condizione esistenziale di alcune persone che, a un certo momento della loro vita, hanno deciso di chiudere una pagina della loro vita, e di aprirne una nuova, completamente bianca.
    C'è chi è partito, a piedi, da solo, mai in compagnia, con uno zaino sulle spalle e poco più, e ha girato il mondo, attirato dalla possibilità di conoscere altre culture e altre filosofie di vita.
    Altri sono stati attratti dal mare, dalla sua solitudine e dalla sua intrinseca bellezza, sapendo che rischiavano la vita.
    Ci sono persone, invece, che hanno trovato nuovi e veri stimoli dedicandosi completamente agli altri, a volte in altri paesi, ma a volte anche sotto casa.
    Sono due risvolti della stessa medaglia, secondo me, ed entrambi rappresentano il cercare di dare un senso alla propria vita, che consiste essenzialmente nel non sentirsi soli e nel sentirsi utili a qualcuno.
    E' nota la solidarietà anche fra navigatori solitari, noti per la loro eccezionale generosità e umanità.

    E' bello il tuo messaggio, perchè è sincero e pieno di umanità.
    Sono tutte cose che ho provato. Viaggiare in zone vicine a dove abito sai dopo un po' mi stanca e non è che mi dia tutta questa soddisfazione, figuriamoci andare fuori. Non mi va di mettermi a fare l'avventuriero.
    Inoltre per aiutare gli altri bisogna avere sempre qualcosa di molto solido da dare (anche al livello di impegno e costanza), nelle piccole cose già li aiuto gli altri... Ma poi?
    C'è un senso di vuoto in certi ambiti che alla fine devo pur colmare, l'idea che l'energia di cui disponiamo si sposti da un ambito all'altro secondo me tanto corretta non deve essere. Io non riesco a far finta di niente, certi spazi vanno riempiti adeguatamente per me, ed è là che sono frustrato.
    Ad uno psicoterapeuta finirei col chiedergli (cosa che ho già fatto) di trasfigurare certi aspetti del mondo umano o al minimo di convincermi che mi sono sbagliato nel giudicare in un certo modo certi aspetti, ma sospetto che questo non è in suo potere e nemmeno io so cosa fare.
    Uno psicoterapeuta di fronte a certe mie lamentele direbbe solo quel che direbbe ogni persona dotata di buon senso e cioé che le persone sono fatte così, o ci si adatta a quel che si trova o niente, e del buon senso io non me ne faccio nulla.
    Io bene o male conosco quel che ho attorno, non sono così "scollato" dalla realtà, il problema è che proprio non l'accetto così com'è quel che ho attorno. L'educazione poi non è certo riuscita a mettere a posto le cose. Non sono mai riuscito a convincermi che il mio bene era quello che andavano farfugliando altre persone, quello era il solito "bene di compromesso", e gran parte di quel bene apparteneva a loro, non a me: loro furbescamente poi lo attribuivano a me ("è per il tuo bene"), ma non era affatto il mio "quel bene", per questo non hanno attecchito tanto certi "discorsi educativi".
    Un tipo di psicoterapia che voglia "educarmi" o farmi maturare perciò è destinata a fallire, io non voglio affatto maturare, voglio solo poter afferrare il mio bene (che sia anche la perversione più perversa, infantile ed immatura ) per intero.
    C'è dentro di me una domanda che continua a chiedere "soddisfazione" e se le cose resteranno così come mi sembra che stiano (non c'è stato insomma alcun errore mio nell'osservarle), quella frattura di cui parlavo resta.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 08-12-2009 alle ore 02.39.05

  8. #8

    Riferimento: Odio per l'esistenza

    CITARE PER CITARE, MI SOFFERMO SU QUESTA TUA FRASE CHE TROVO MOLTO INTERESSANTE E CHE CI PORTA IN UN "DOVE" PIU DEFINITO.
    "Per me significa trovare certe persone appartenenti all'altro sesso "che funzionino diversamente" e che riescano a sorprendermi in senso positivo. Nella mia vita sento di aver sempre dovuto pagare troppo per poi ottenere poco. In un modo nell'altro già soltanto la constatazione di questo fatto è riuscita a rovinarmela abbastanza."
    Mi sembra di capire che gran parte della insoddisfazione di cui parli sia forse rivolta alle dulusioni che ti ha dato l'altro sesso, ma non voglio interpretare le tue parole, quindi ti pregherei di intervenire se io avessi capito male.
    Ammettendo che io abbia ben compreso, credo che già partendo da questo assunto, la tua "storia" si chiarisca di qualche traccia, diciamo che si conforma nella mia mente un'dea di quello che vuoi trasmettere. Il tuo discorso è abbastanza ermetico e ti ripeto che è facile cadere nell'interpretazione: quando ci parli della tua educazione, a cosa ti riferisci alla tua famiglia?
    In ultima analisi ti vorrei parlare del percorso che avevi intrapreso con lo psicoterapeuta, non capisco quando dici che come ovvio che sia, questi voleva farti maturare, o anche quando dici semplicemente ti aspetti che ti dica che le persone sono così e non puoi farci nulla..insomma sono un po' confusa su questi aspetti di cui ci parli, sono tue fantasie su un'eventuale terapia o sono concetti che ti sono stati riferiti dal tuo psicoterapeuta??Mi puoi chiarire?
    Ti saluto facendoti fare una riflessione su quanto tu sia attivo rispetto alla tua problematica, è molto chiaro quanta voglia tu abbia di fare chiarezza e di andarci a fondo, forse il tuo "fregartene" non è da intendersi come verrebbe comunemente fatto.
    Un saluto.
    Ultima modifica di robertamattozzi : 08-12-2009 alle ore 13.24.04
    Dott.ssa Roberta Mattozzi, Ordine Regionale Lazio N° 14000

  9. #9
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    Riferimento: Odio per l'esistenza

    A me sorprende quando charlie parla di trovare ragazze che "funzionino diversamente" e che riescano a sorprenderlo in senso positivo.

    Ma questo non è altro che il "trovare l'anima gemella", di tutti, tutti da giovani cerchiamo qualcuno diverso da noi che ci completi, no?
    Siccome siamo tutti pieni zeppi di difetti, la fortuna è trovare qualcuno/a al quale i nostri difettucci piacciano, che ci trovi qualcosa, in noi.
    Ma è una fortuna, un caso, a volte!

  10. #10
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    Riferimento: Odio per l'esistenza

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    A me sorprende quando charlie parla di trovare ragazze che "funzionino diversamente" e che riescano a sorprenderlo in senso positivo.

    Ma questo non è altro che il "trovare l'anima gemella", di tutti, tutti da giovani cerchiamo qualcuno diverso da noi che ci completi, no?
    Siccome siamo tutti pieni zeppi di difetti, la fortuna è trovare qualcuno/a al quale i nostri difettucci piacciano, che ci trovi qualcosa, in noi.
    Ma è una fortuna, un caso, a volte!
    Per me sarebbe una sorpresa trovare una donna che mi attragga abbastanza e che voglia stare con me (insomma sarebbe bello se le piacessi anche io, questo "funzionamento diverso" non l'ho mai osservato). L'anima gemella è il massimo, a me basta meno, anche se questo meno è comunque molto per me .

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 08-12-2009 alle ore 18.51.55

  11. #11
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    Riferimento: Odio per l'esistenza



    Cosi', si fa per chiacchierare, char-lie, ma tu te lo sei fatto un ritrattino interiore di come dovrebbe essere questa donna ideale?

    Secondo me è importante per cercarla.
    Come la vorresti?
    Non so, ad esempio, tu sembri il tipo "intellettuale" colto, intelligente, ecc.
    Molto osservatore.

    Ci sta che la tua anima gemella sia il contrario: pratica, un po' superficiale, però altrettanto intelligente.

    Una che ti sappia apprezzare, perchè la stima è la base di tutto, in amore.

  12. #12
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    Riferimento: Odio per l'esistenza

    Cosi', si fa per chiacchierare, char-lie, ma tu te lo sei fatto un ritrattino interiore di come dovrebbe essere questa donna ideale?

    Secondo me è importante per cercarla.
    Come la vorresti?
    Non so, ad esempio, tu sembri il tipo "intellettuale" colto, intelligente, ecc.
    Molto osservatore.

    Ci sta che la tua anima gemella sia il contrario: pratica, un po' superficiale, però altrettanto intelligente.

    Una che ti sappia apprezzare, perchè la stima è la base di tutto, in amore.
    Non è tanto la superficialità che mi attira, ma la semplicità delle persone orientate in senso pratico, riescono ad osservare le cose in maniera tale che grazie a poche mosse ottengono buoni risultati: è vero che questo aspetto mi attira e mi piace .
    Poi purtroppo una cosa importante per me è l'aspetto, e non saprei dire se a me piacciono "le belle ragazze", perché secondo il giudizio di svariate persone delle ragazze che a me piacciono tanto non sono oggettivamente così belle, però a me piacciono lo stesso anche più di questa o quell'attrice .
    Comunque non cerco l'anima gemella, la persona con cui condividere definitivamente il resto dell'esistenza, mi andrebbero più che bene diverse persone con cui condividere solo dei tratti se non è possibile condividere tutto il tragitto.
    Ma già questo non va...
    Tu complicata sei stata fidanzata? Hai avuto ragazzi che in certi momenti ti son piaciuti, momenti in cui vi ha fatto piacere stare insieme insomma?
    Io vorrei anche poter avere poche ore in cui sia possibile scambiarsi un po' d'affetto e d'amore reciprocamente, ma questa cosa per me è come il tuo nick, è "complicata" .

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 10-12-2009 alle ore 22.36.00

  13. #13
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    Riferimento: Odio per l'esistenza

    Ti dirò, Char-lie:

    io ho passato un buon periodo dell'adolescenza a sperimentare incontri vari, di tutti i tipi, quel che capitava.
    L'ambizione e il difficile era trovare qualcuno che ti corresse un po' dietro, che ti corteggiasse e ti facesse sentire grande, e carina, e simpatica, ecc..
    A noi piaceva questo, era un gioco.., però a volte trovavi veramente di tutto, anche le esperienze spiacevoli.

    Poi ho passato un periodo durante il quale veramente non c'era nessuno in giro che potesse fare al caso mio: facevo tanta selezione io.
    Questo no, quest'altro, no, probabile che fosse perchè non mi musavano.
    E così ero bell'e consolata.
    Ero scorbutica, scostante, allora...
    e devo dire che tanti ragazzi lo erano altrettanto.

    Allora cominciai a capire che io apprezzavo la gentilezza, il tipo educato, "cavaliere", un po' d'altri tempi, buon conversatore ecc..

    Ce ne fu uno di cui mi ero innamorata, era un ragazzo obiettivamente non bello, ma era aperto, corteggiava chiunque, belle e brutte, e aveva una parola per tutte.
    Ma era impegnato, e così..lasciai perdere.

    Poi...in un periodo invece in cui mi vedevo volentieri in futuro a vivere indipendente e sola in una casetta fiorita, l'importante era avere l'indipendenza economica garantita,...per puro caso...,

  14. #14
    L'avatar di Bernardetta
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    Riferimento: Odio per l'esistenza

    Ciao!
    Mi inserisco nella vostra discussione, che mi sembra abbia avuto un cambiamento importante...
    E' iniziata come un "odio per l'esistenza": un raccontare ciò che non va, seminando tra le righe la propria rassegnazione...
    Negli ultimi post invece si comincia a parlare di cosa si cerca, cosa piace, di sentimenti...

    Certo, i problemi che hanno portato Char_Lie a scrivere i primi post non credo siano cambiati, sarebbe troppo bello e facile, però credo invece nella possibilità di "Cambiare prospettiva", cambiare il nostro modo di porci di fronte alle nostre difficoltà.
    E mi sembra che quello che sta accadendo qui, in piccolo, vada in questa direzione.
    E' un esercizio che va fatto nel tempo, mettendo in discussione il nostro modo di pensare solito, "automatico".
    Facile? Assolutamente No!
    Però penso che la fatica sia poi abbondantemente ricompensata...
    Buona discussione!


    Bernardetta Morgante
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  15. #15
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    Riferimento: Odio per l'esistenza

    Citazione Originalmente inviato da Bernardetta
    Ciao!
    Mi inserisco nella vostra discussione, che mi sembra abbia avuto un cambiamento importante...
    E' iniziata come un "odio per l'esistenza": un raccontare ciò che non va, seminando tra le righe la propria rassegnazione...
    Negli ultimi post invece si comincia a parlare di cosa si cerca, cosa piace, di sentimenti...

    Certo, i problemi che hanno portato Char_Lie a scrivere i primi post non credo siano cambiati, sarebbe troppo bello e facile, però credo invece nella possibilità di "Cambiare prospettiva", cambiare il nostro modo di porci di fronte alle nostre difficoltà.
    E mi sembra che quello che sta accadendo qui, in piccolo, vada in questa direzione.
    A raccontare si racconta, ma sepolta là sotto a quel che racconto io, resta un bel po' di insofferenza, e non so nemmeno se quel che già è passato lo si possa "curare", per quanto tutti gli psicologi e psicoterapeuti affermino che le cose dovrebbero mettersi a posto con un qualche cambio di prospettiva.
    Le "cose a posto" come le intendo io in genere non collimano con "le cose a posto" come le intende uno psicoterapeuta visto che è già orientato ad inquadrare tutto in un certo modo.
    Quella che voglio è un'esistenza diversa da tutte quelle che mi prospettano le persone di buon senso, e questa mia volontà potrebbe essere simile a quella di un "Don Chichotte": potrebbe anche non poter tendere verso nulla di reale ed a far sopravvivere, in modo immaginario, un ruolo impossibile verso cui io non posso tendere (ad esempio quello magari di cavaliere errante), ed io sono ancora più pazzo, perché non mi basta credere di essere quel qualcosa, voglio anche esserlo davvero quel qualcosa e quindi essere riconosciuto così.
    Potrebbe darsi che quella verso cui voglio dirigermi sia un'esistenza che può essere solo fittizia ed immaginaria, separata da quelle vere e proprie che posso vivere in certe condizioni, quelle realizzabili, ma in fin dei conti è questo (che sia fittizio o meno per me non importa) quello che voglio. "Oblomov" nei suoi sogni immaginava un'esistenza pacifica senza lavoro, senza impegni, senza tutte quelle responsabilità che non sopportava: uno psicoterapeuta tenderebbe solo a cercare di curare, secondo il suo punto di vista, i sogni del paziente che ritiene assurdi, deliranti o infantili e non ad assecondarli, ad aiutare la persona a cercare di realizzarli, ed è proprio qui, in questo punto, che si crea un forte conflitto tra le mie aspettative ed intenzioni e quelle dell'altra persona, lo psicoterapeuta, che solo a parole dice di volermi aiutare, ma nei fatti poi si comporta diversamente, ed io me ne accorgo; per me non c'è modo di conciliarlo questo conflitto.
    Complicata non mi ha parlato "da psicoterapeuta", forse chissà non lo è nemmeno psicoterapeuta, e questo l'ho apprezzato.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 12-12-2009 alle ore 02.54.57

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