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  1. #1
    Matricola L'avatar di ariatsch
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    Autismo e remissione dei sintomi

    Salve a tutti,

    volevo aprire un confronto sul sequente quesito:
    in che senso e fino a che punto si può dire che la diagnosi di autismo è per definizione stabile e non risolvibile, ovvero che un bambino diagnosticato come tale sarà tale per tutta la vita?

    Il problema nasce da alcune osservazioni fatte nella mia esperienza di psicologo con bambini di età prescolare in un'ambulatorio per l'autismo di Roma. Nel giro di un anno, ho visto diversi casi di bambini migliorare in modo tale da porre il problema della conferma diagnostica. Se questa viene formulata (ancora) di fatto esclusivamente con criteri comportamentali, ovvero con la ricerca osservativa di anomalie o deficit nell'espressione di specifici comportamenti criteriali, cosa succede se il bambino impara ad esprimere o modifica proprio quei comportamenti? Ad esempio, se impara a voltare lo sguardo quando viene chiamato, oppure a orientare il suo sguardo su un oggetto leggendo la direzione dello sguardo dell'altro (triangolazione), se insomma acquisisce una serie di abilità adattive che gli risolvono i limiti e le disabilità?

    E' sensato continuare a riferirsi ad una diagnosi nosografica di disturbo autistico in un adolescente che, poniamo, vive la sua vita assolutamente autonoma e normale, ma che resta "peculiare" o bizzarro sul piano dei comportamenti sociali?

    Cosa ne pensate?

  2. #2
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    Mi sembra una buona domanda. Non sono esperto di problematiche inerenti l'autismo, tuttavia la questione che sollevi rimanda all'adozione di criteri sintomatici piuttosto che strutturali nell'effettuare la diagnosi. Ed è una questione non da poco, perchè i criteri diagnostici del DSM, adottati con grande diffusione e con poca critica, contemplano difficilmente le dimensioni strutturali della personalità.
    Nello specifico del problema si intrecciano il piano sintomatico, quello strutturale ed infine quello terapeutico. Parli di un cambiamento del primo, accennando ad "abilità adattive" che possono riflettere o meno un cambiamento strutturale derivato da un processo di cura. A seconda dell'accezione di diagnosi che si utilizza, possono presentarsi diverse "letture" del dato: secondo il punto di vista sintomatico non credo si possa parlare più di sindrome autistica (mancano i sintomi che soddisfano i criteri), tuttavia dal punto di vista strutturale potrebbe essere ancora presente la struttura autistica e quindi la diagnosi potrebbe permanere (seppure con diverso significato).

    Tu pensi che sia avvenuto un processo di trasformazione strutturale (della personalità) che abbia permesso il cambiamento sintomatico? O ti pare sia adattamento?

    Saluti
    gieko

  3. #3
    Matricola L'avatar di ariatsch
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    03-07-2009
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    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    In genere io preferisco pensare in termini di adattamento, ovvero di possibilità di realizzare un equilibrio soddisfaciente tra attributi personali, bisogni individuali e richieste ambientali. Da questo punto di vista, l'intervento che cerco di attuare non richiama tanto quello di cura, o terapia (non intervengo su una malattia), bensì quello di azione educativa, nel senso di ricerca dei percorsi di sviluppo che consentano all'individuo di acquisire modalità o abilità utili al suo benessere psicosociale. E questo significa anche cambiamento dei modi di fare, sentire e pensare.

    Nel caso dell'autismo, per agganciarmi al tuo discorso, è certamente vero che le persone con questa diagnosi hanno un profilo di funzionamento caratteristico, diciamo una caratteritica struttura di personalità, che non è possibile ribaltare e ricreare ex-novo. Ad esempio, non sanno comprendere intuitivamente le innumerevoli sfumature che definiscono la comunicazione e le relazioni interpersonali: hanno bisogno di impararle di volta in volta in modo strutturato ed esplicito. Oppure, il fatto di prediligere le situazioni prevedibili e programmate, alle sorprese ed alle novità.

    Tutto questo non è modificabile con nessun intervento terapeutico.
    Tuttavia, pur senza questa sorta di trasformazione strutturale, si può riuscire a realizzare un cambiamento sintomatico, nel senso che determinati sintomi evolvono e, a volte, scompaiono.

    Il problema allora diventa: a cosa serve continuare a definire una persona "autistica", facendo riferimento ad una diagnosi, se i comportamenti sintomatici si estinguono e ciò che rimane potrebbe rientrare a buon titolo dentro un concetto di differenze individuali?

    P.S.
    Naturalmente tutto questo discorso perde valore in caso di persone con disabilità intellettiva, cioè per la maggior parte dei soggetti con disturbo autistico.

  4. #4

    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    Non capisco il tuo p.s., ariatsch. Io assimilo l'autismo nel concetto più ampio di disabilità intellettiva. Quindi tutti i soggetti autistici per come definisco io i termini hanno una disabilità intellettiva. Per me l'autismo è una disabilità intellettiva. Tu non credi sia così?

    Immagino che tu ti riferisca a quei soggetti "autistici" che non hanno un ritardo mentale,quindi nessuna compromissione misurabile nei tre ambiti (pensiero/immaginazione,socialità, linguaggio). Ce ne sono anche di famosi, che scrivono libri,vanno in giro per il mondo a fare conferenze e fanno un sacco di soldi.
    In questi casi mi sembra scontato che non ci si trovi di fronte ad un soggetto autistico ma ad una diagnosi sbagliata. La diagnosi di autismo è descrittiva, viene fatta sui sintomi, se i sintomi non ci sono, non c'è l'autismo.

    Diverso il caso in cui il soggetto acquisisce nel tempo un buon livello di adattamento fino al punto che descrittivamente non soddisfa più i criteri diagnostici.
    Questi casi ci dicono che i nostri criteri non sono adeguati perchè non riescono a cogliere il problema strutturale (utilizzando il termine di geiko).

    Credo che i criteri diagnostici possano essere raffinati con la ricerca. Il primo passo sarà credo differenziare diversi tipologie di autismo. Oggi la categoria è troppa ampia e questo rende difficile ricerche ulteriori.
    Ultima modifica di curumullo : 07-07-2009 alle ore 19.44.31

  5. #5
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    Citazione Originalmente inviato da ariatsch Visualizza messaggio
    In genere io preferisco pensare in termini di adattamento, ovvero di possibilità di realizzare un equilibrio soddisfaciente tra attributi personali, bisogni individuali e richieste ambientali. Da questo punto di vista, l'intervento che cerco di attuare non richiama tanto quello di cura, o terapia (non intervengo su una malattia), bensì quello di azione educativa, nel senso di ricerca dei percorsi di sviluppo che consentano all'individuo di acquisire modalità o abilità utili al suo benessere psicosociale. E questo significa anche cambiamento dei modi di fare, sentire e pensare.
    Il tuo è un punto di vista, ma personalmente non lo condivido. L'autismo è una forma di psicopatologia e come tale può essere trattata dal punto di vista psicoterapeutico, mirando a qualcosa di più che non ad un adattamento ai "modi di fare, sentire e pensare" ritenuti "desiderabili" dall'operatore o chi per esso. Quindi non sono d'accordo quando dici:

    Citazione Originalmente inviato da ariatsch Visualizza messaggio
    hanno un profilo di funzionamento caratteristico, diciamo una caratteritica struttura di personalità, che non è possibile ribaltare e ricreare ex-novo.
    Come tutti gli esseri umani presentano gradi di invariante strutturale che possono essere nel caso specifico (e come in tutte le patologia gravi) molto elevati. Ciò non significa che non si possa lavorare per ridurre la rigidità della struttura di personalità e consentire non un ribaltamento nè una creazione ex-novo (progetto utopistico anche nel migliore dei casi), bensì un processo di cambiamento e di sviluppo che scaturisce all'interno del soggetto stesso (grazie al lavoro terapeutico). Quindi non posso essere d'accordo anche con la tua conclusione:

    Citazione Originalmente inviato da ariatsch Visualizza messaggio
    Tutto questo non è modificabile con nessun intervento terapeutico.
    Tuttavia, pur senza questa sorta di trasformazione strutturale, si può riuscire a realizzare un cambiamento sintomatico, nel senso che determinati sintomi evolvono e, a volte, scompaiono.
    Le forme di terapia che lavorano a livello della struttura, come la psicoanalisi, intervengono proprio sulla modifica della personalità. Il cambiamento sintomatico, se determinato da processi di adattamento, difficilmente corrisponde ad un processo di modifica profonda, quanto piuttosto ad un adeguarsi della struttura patologica a ciò che proviene dall'ambiente. Le implicazioni etiche sono tutt'altro che trascurabili.

    Citazione Originalmente inviato da ariatsch Visualizza messaggio
    Il problema allora diventa: a cosa serve continuare a definire una persona "autistica", facendo riferimento ad una diagnosi, se i comportamenti sintomatici si estinguono e ciò che rimane potrebbe rientrare a buon titolo dentro un concetto di differenze individuali?
    Mantenere una diagnosi, che ha sempre un valore relativo ed indicativo - ma non deve essere un'etichetta, come troppo spesso succede... -, ha senso se si designa una particolare configurazione sintomale o strutturale (a seconda del sistema diagnostico utilizzato). Il vero problema però potrebbe essere: se la struttura di personalità non cambia nonostante remissioni sintomatiche, non occorrerebbe rivedere il sistema DSM o simili, preferendo sistemi che mettano al centro la personalità (revisione peraltro già in atto con sistemi quali il PDM, oltre che essere modalità adottata dalla psicoanalisi già da un secolo)? Credo che rincorrere i sintomi sia limitante e che, con le conoscenze di oggi, si possa essere maggiormente esaustivi adottando un'ottica strutturale.

    Saluti
    gieko

  6. #6

    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    gieko, mi sembra che avevamo avuto già una discussione sul fatto che l'autismo non è una psicopatologia che ha delle cause genetiche e delle codeterminanti ambientali (ma non psicologiche). Su questo non ci non dubbi. Solo la psicoanalisi resiste perchè ha costruito alcune sue teorizzazioni per altro valide sul "suo" concetto di autismo. Resiste e si isola culturalmente.
    Ultima modifica di curumullo : 07-07-2009 alle ore 20.31.29

  7. #7
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    Non vedo tutta questa sicurezza sull'origine puramente genetica dell'autismo in giro, soprattutto se si pensa che posizioni unicamente ambientaliste, psicologiste o biologiste sono difficilmente sostenibili alla luce delle attuali conoscenze che contemplano una visione sistemica e complessa dell'individuo e della patologia.
    Anzichè dire sciocchezze sull'isolamento culturale della psicoanalisi, che invece è molto considerata da neuroscienziati, piuttosto che da studiosi di altri settori (linguistica, matematica, biologia, letteratura...) e si confronta da tempi lontani con altri vertici del sapere, potresti tentare di argomentare le tue posizioni.

    Saluti
    Ultima modifica di gieko : 07-07-2009 alle ore 20.56.05
    gieko

  8. #8

    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    La psicoanalisi è di certo una scienza rispettabile e considerabile. Tuttavia in questo caso è l'unico ambito che continua ad abbracciare teorie psicogenetiche sull'eziologia dell'autismo.
    Posizioni unicamente ambientaliste, psicologiste o biologiste sono difficilmente sostenibili per quanto riguarda le psicopatologie ma l'autismo non è una psicopatologia.

    Non c'è niente di psicopatologico in sè in una persona autistica anzi molte volte è molto meno psicopatologica della gente in genere. Possono essere persone assolutamente serene e positive.

    Non credo che esista una dimostrazione incontrovertibile di quello che sto affermando. Esisterà quando ne sarà identificata la causa biologica. Ma a cosa serve una dimostrazione quando la cosa è talmente evidente?
    Le teorie psicogenetiche sono stato il tentativo di assimilazione forzata nel paradigma psicoanalitico dell'autismo. Se non fosse stato per questa insana voracità teorica nessuno avrebbe mai pensato ad una teoria psicogenetica.

  9. #9
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    Tuttavia in questo caso è l'unico ambito che continua ad abbracciare teorie psicogenetiche sull'eziologia dell'autismo.
    Mi sembra che sei piuttosto male informato sulle teorie psicoanalitiche contemporanee sull'autismo...

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    Posizioni unicamente ambientaliste, psicologiste o biologiste sono difficilmente sostenibili per quanto riguarda le psicopatologie ma l'autismo non è una psicopatologia.
    Questa poi... Di grazia, spiegaci perchè l'autismo non è una psicopatologia, dal momento che migliaia di operatori che lavorano con questa patologia (e non solo psicoanalisti) ritengono che lo sia.

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    Non c'è niente di psicopatologico in sè in una persona autistica anzi molte volte è molto meno psicopatologica della gente in genere. Possono essere persone assolutamente serene e positive.
    Posto che "serenità e positività" possono essere prerogative di tutti i soggetti, anche coloro i quali sono etichettati come "malati", mi pare un criterio piuttosto generico per stabilire ciò che appartiene alla sfera psicopatologica piuttosto che ad altro. Non credi?

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    Non credo che esista una dimostrazione incontrovertibile di quello che sto affermando. Esisterà quando ne sarà identificata la causa biologica. Ma a cosa serve una dimostrazione quando la cosa è talmente evidente?
    Meno male che il riduzionismo dovrebbe essere superato... Concentrarsi unicamente su cause biologiche sembra un po' fuori dal tempo, tanto è vero che dello studio di queste problematiche ci si occupa necessariamente da diverse angolazioni.

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    Le teorie psicogenetiche sono stato il tentativo di assimilazione forzata nel paradigma psicoanalitico dell'autismo. Se non fosse stato per questa insana voracità teorica nessuno avrebbe mai pensato ad una teoria psicogenetica.
    Suvvia, se non sai di cosa stai parlando, esimiti dall'esprimere pareri sulle teorie psicoanalitiche dell'autismo.

    Saluti
    gieko

  10. #10

    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Mi sembra che sei piuttosto male informato sulle teorie psicoanalitiche contemporanee sull'autismo...
    Mi correggo. La psicoanalisi è l'unico ambito in cui si continuano ad abbracciare teorie psicogenetiche

    Questa poi... Di grazia, spiegaci perchè l'autismo non è una psicopatologia, dal momento che migliaia di operatori che lavorano con questa patologia (e non solo psicoanalisti) ritengono che lo sia.
    Ovviamente non credo sia una psicopatologia perchè non credo sia una patologia della psiche se no sarei d'accordo con te invece se non ti sei accorto non sono d'accordo con te.

    Posto che "serenità e positività" possono essere prerogative di tutti i soggetti, anche coloro i quali sono etichettati come "malati", mi pare un criterio piuttosto generico per stabilire ciò che appartiene alla sfera psicopatologica piuttosto che ad altro. Non credi?
    Allora fai così pensa alle caratteristiche di uno psicopatico, ecco, un autistico non le ha.

    Meno male che il riduzionismo dovrebbe essere superato... Concentrarsi unicamente su cause biologiche sembra un po' fuori dal tempo, tanto è vero che dello studio di queste problematiche ci si occupa necessariamente da diverse angolazioni.
    Prendi la trisomia 21. E' riduzionista e fuori dal tempo dire che c'è una causa biologica? Sono psicopatici anche loro?

    Suvvia, se non sai di cosa stai parlando, esimiti dall'esprimere pareri sulle teorie psicoanalitiche dell'autismo.
    .............

  11. #11
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    Mi correggo. La psicoanalisi è l'unico ambito in cui si continuano ad abbracciare teorie psicogenetiche
    Beh, che dire: perseveri nel riportare informazioni inesatte. Penso alla teoria sistemica (peraltro molto meno radicata nel biologico che la psicoanalisi, che, per tua informazione, parte proprio da premesse biologiche, per quanto oggi contestabili), o al cognitivismo contemporaneo (che parla di circuiti affettivi e di significato).

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    Ovviamente non credo sia una psicopatologia perchè non credo sia una patologia della psiche se no sarei d'accordo con te invece se non ti sei accorto non sono d'accordo con te.
    Siamo alla fiera della tautologia? Ti invito di nuovo ad argomentare la tua posizione con qualche straccio di ragionamento, altrimenti siamo nel campo dell'infinitamente opinabile.

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    Allora fai così pensa alle caratteristiche di uno psicopatico, ecco, un autistico non le ha.
    Perchè, l'unica categoria rappresentativa della psicopatologia è la psicopatia (disturbo antisociale)? Se è per questo una struttura ossessiva non ha le caratteristiche di una struttura isterica, o una struttura schizoide quelle di una narcisistica, non per questo non si tratta di psicopatologia.

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    Prendi la trisomia 21. E' riduzionista e fuori dal tempo dire che c'è una causa biologica? Sono psicopatici anche loro?
    A parte dedurre che non sai cosa significhi psicopatico, pensi che una sindrome genetica non escluda profondi aspetti di strutturazione della personalità, variabili da individuo ad individuo?

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    .............
    Ecco, appunto, soprassediamo.

    Saluti
    gieko

  12. #12

    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Beh, che dire: perseveri nel riportare informazioni inesatte. Penso alla teoria sistemica (peraltro molto meno radicata nel biologico che la psicoanalisi, che, per tua informazione, parte proprio da premesse biologiche, per quanto oggi contestabili), o al cognitivismo contemporaneo (che parla di circuiti affettivi e di significato)."
    Preciso. La psicoanalisi è l'unico ambito in cui si continuano ad abbracciare teorie psicogene dell'autismo.

    Siamo alla fiera della tautologia? Ti invito di nuovo ad argomentare la tua posizione con qualche straccio di ragionamento, altrimenti siamo nel campo dell'infinitamente opinabile.
    Io credo che tu dovresti argomentare la tua posizione. Se voglio sostenere che il sole gira in torno alla terra e non viceversa sono io che devo argomentare e non gli altri che si basano sull'evidenza.
    Sei tu che fai la parte dell'eretico in questo caso.

    Perchè, l'unica categoria rappresentativa della psicopatologia è la psicopatia (disturbo antisociale)? Se è per questo una struttura ossessiva non ha le caratteristiche di una struttura isterica, o una struttura schizoide quelle di una narcisistica, non per questo non si tratta di psicopatologia.
    Mi sembra che si capiva che intendevo psicopatologico. Allora dammi pure dell'analfabeta ma per favore non riduciamo anche questo post (molto interessante aperto da un nuovo arrivato) in quella polemica infinita e inutile in cui finiscono il 90% dei thread di questo forum.

    A parte dedurre che non sai cosa significhi psicopatico, pensi che una sindrome genetica non escluda profondi aspetti di strutturazione della personalità, variabili da individuo ad individuo?
    intendi dire se penso che una sindrome genetica escluda una psicopatologia? No, anzi penso sia un fattore di rischio. Ma si tratta sempre di due cose diverse.
    Ultima modifica di curumullo : 07-07-2009 alle ore 23.14.31

  13. #13
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    Preciso. La psicoanalisi è l'unico ambito in cui si continuano ad abbracciare teorie psicogene dell'autismo.
    Continuo a chiedermi a quale "psicoanalisi" ti riferisca, visto che non fornisci nemmeno il nome di un autore. Per quanto ne so, l'eziopatologia dell'autismo è considerata come fenomeno complesso anche dagli psicoanalisti. Ciò non significa che l'autismo non sia una psicopatologia. Anni fa si dicevano più o meno le stesse cose della schizofrenia, ma gli impulsi biologisti si sono dovuti frenare di fronte all'enorme complessità degli aspetti psichici e neurologici implicati.
    Per tua informazione comunque la psicoanalisi si occupa, con l'autismo come con tutte le altre patologie, degli aspetti psichici strutturali. E non credere che altri orientamenti psicoterapici - anche se con concetti differenti - non facciano lo stesso. D'altronde è il campo di osservazione specifico delle psicoterapie.

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    Io credo che tu dovresti argomentare la tua posizione. Se voglio sostenere che il sole gira in torno alla terra e non viceversa sono io che devo argomentare e non gli altri che si basano sull'evidenza.
    Sei tu che fai la parte dell'eretico in questo caso.
    Scusa ma hai tirato in ballo tu la questione dell'eziologia dell'autismo, non io. Comunque sei malauguratamente troppo sicuro delle tue idee per renderti conto che le cose sono un po' più complicate. Quindi c'è ben poco di eretico nel sostenere una posizione che ho già ampiamente argomentato altrove. Ma poi basta guardare un po' di letteratura recente sull'argomento:

    Prenatal risk factors for autism: comprehensive me...[Br J Psychiatry. 2009] - PubMed Result

    Riporto solo le conclusioni per i più pigri:

    CONCLUSIONS: There is insufficient evidence to implicate any one prenatal factor in autism aetiology, although there is some evidence to suggest that exposure to pregnancy complications may increase the risk

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    Mi sembra che si capiva che intendevo psicopatologico. Allora dammi pure dell'analfabeta ma per favore non riduciamo anche questo post (molto interessante aperto da un nuovo arrivato) in quella polemica infinita e inutile in cui finiscono il 90% dei thread di questo forum.
    Ma anche uno studente al primo anno sa che psicopatico è il vecchio termine che indica il disturbo antisociale e che non ha niente a che vedere con la psicopatologia in genere. Comunque sono d'accordo, continuiamo con l'argomento principale sperando in altri interventi ed evita di dire cose tanto superficiali da non poter essere ignorate.

    Citazione Originalmente inviato da curumullo Visualizza messaggio
    intendi dire se penso che una sindrome genetica escluda una psicopatologia? No, anzi penso sia un fattore di rischio. Ma si tratta sempre di due cose diverse.
    Intendo dire che la patologia è plurideterminata e rimanda ad aspetti di organizzazione generale del sistema-essere vivente, quindi non è possibile pensare a componenti determinanti sulle altre.

    Saluti
    Ultima modifica di gieko : 08-07-2009 alle ore 01.25.20
    gieko

  14. #14

    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    ommmmmmmmmmmmmmmm

  15. #15

    Riferimento: Autismo e remissione dei sintomi

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Ma poi basta guardare un po' di letteratura recente sull'argomento:

    Prenatal risk factors for autism: comprehensive me...[Br J Psychiatry. 2009] - PubMed Result

    Riporto solo le conclusioni per i più pigri:

    CONCLUSIONS: There is insufficient evidence to implicate any one prenatal factor in autism aetiology, although there is some evidence to suggest that exposure to pregnancy complications may increase the risk
    Anche i più pigri possono capire che un fattore prenatale è un fattore che agisce sul feto prima della nascita. Non si intendono fattori genetici o fattori ambientali successivi. L'abstract dell'articolo lo dice esplicitamente.
    Dubito che nella letteratura recente tu possa trovare quello che cerchi.

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