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Discussione: Omissioni

  1. #1
    Partecipante Figo
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    Omissioni

    Salve.....vorrei sapere(è sempre stato il dubbio di una vita)se uno psicoterapeuta durante le sue sedute può scoprire le varie omissioni del paziente......cioè se il paziente dice solo "quello che gli fa comodo...per tanti motivi: perchè si vergogna...è intimorito...etc. etc.....questo può compromettere l'intera terapia oppure no?

  2. #2
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Omissioni

    Salve.....vorrei sapere(è sempre stato il dubbio di una vita)se uno psicoterapeuta durante le sue sedute può scoprire le varie omissioni del paziente......cioè se il paziente dice solo "quello che gli fa comodo...per tanti motivi: perchè si vergogna...è intimorito...etc. etc.....questo può compromettere l'intera terapia oppure no?
    Un bravo psicoterapeuta sa aspettare...

    Saluti,
    ikaro

  3. #3
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Omissioni

    Ikaro che vuoi dire.....che prima o poi ne parlerà il paziente?oppure lo psicoterapeuta farà qualcosa per portarlo sul discorso?e se ciò non dovesse avvenire....qual'è il meccanismo che sta alla base.......
    è interessante capirlo!

  4. #4
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Omissioni

    Ikaro che vuoi dire.....che prima o poi ne parlerà il paziente?oppure lo psicoterapeuta farà qualcosa per portarlo sul discorso?e se ciò non dovesse avvenire....qual'è il meccanismo che sta alla base....... è interessante capirlo!
    Vuol dire quello che ho scritto, se si tratta di una omissione deliberata e consapevole da parte del paziente significa che non ne vuole ancora parlare e avrà senz'altro i suoi buoni motivi per farlo, le manovre dello psicoterapeuta non dovrebbero forzare il percorso che il paziente sta facendo.

    Saluti,
    ikaro

  5. #5
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Omissioni

    ma se il paziente decide deliberatamente di non parlarne......e ha la sensazione di stare perdendo tempo(nel senso che se parlasse farebbe prima)ma cmq si rifiuta di farlo?cioè quello che vorrei sapere è se prima o poi questo avverrà!Lo so che non hai la palla di cristallo ma.....statisticamente cosa succede in questi casi?

  6. #6
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Omissioni

    ma se il paziente decide deliberatamente di non parlarne......e ha la sensazione di stare perdendo tempo(nel senso che se parlasse farebbe prima)ma cmq si rifiuta di farlo?cioè quello che vorrei sapere è se prima o poi questo avverrà!Lo so che non hai la palla di cristallo ma.....statisticamente cosa succede in questi casi?
    Beh, ma è ovvio che 'se parlasse farebbe prima', ma il punto è che in quel momento lì non può parlarne, altrimenti lo avrebbe fatto, ti pare? Certamente se lo psicoterapeuta sa aspettare prima o poi la persona potrebbe parlare, ma non si può prevedere quando. Spesso, ad esempio, ci vogliono anni prima che un paziente riesca a parlare di fantasie e ossessioni che pure erano lì da sempre...

    Saluti,
    ikaro

  7. #7
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    Zuccherina, sei ancora studente e non lavori, lo sappiamo ma prova a immaginare. Se davanti a te un utente non dice delle cose che fai? Aspetti? Lo forzi? Provi tu a dirgli quello che dovrebbe dire?

    La relazione d'aiuto ha delle regole, non sempre esplicite, ma il rispetto per la persona che abbiamo davanti ( sia utente cliente o paziente) è fondamentale. E rispetto significa anche " saper aspettare" che dentro il nostro utente sia avvenuto quel cambiamento che gli fa avere abbastanza fiducia nella relazione con noi tanto da dire tutto. ( ovviamente questo non accade per noi AS nei contesti cosidetti di " controllo" ma solo in quelli di puro aiuto)

    Ascoltare quello che ci dice, senza forzarlo, e dargli fiducia nonostante ci accorgiamo o sospettiamo che ci nasconde una parte della verità è già di per se "terapeutico"

    La persona si sentirà accolta NONOSTANTE non sia del tutto sincera con noi e questo getterà le basi per la relazione d'aiuto.
    Ultima modifica di monicadal : 15-06-2009 alle ore 17.29.28

  8. #8
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Omissioni

    Ti sembrerà strano ma ho assistito a casi veramente brutti in cui un assistente sociale e una psicologa...una volta che è uscito il paziente dalla stanza.......ne hanno dette di tutti i colori....non ti dico cosa.........veramente brutto!!!!!
    E non era una seduta di psicoterapia.....figuriamoci se avesse detto cose moooooltoooo personali cosa avrebbero detto....non oso immaginare.....purtroppo questa cosa mi è rimasta impressa e non voglio immaginare se fossi stata io la paziente.....!

  9. #9
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Omissioni

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Salve.....vorrei sapere(è sempre stato il dubbio di una vita)se uno psicoterapeuta durante le sue sedute può scoprire le varie omissioni del paziente......cioè se il paziente dice solo "quello che gli fa comodo...per tanti motivi: perchè si vergogna...è intimorito...etc. etc.....questo può compromettere l'intera terapia oppure no?
    ora mi attirerò una bordata di interventi perché sto per dire una cosa psicoanalitica quel che il paziente dice è solo una minima parte della comunicazione, il resto lo "dice" attraverso il non verbale. Per non verbale non intendo solamente la postura, il tono della voce, l'espressione, ecc...ma anche e soprattutto la comunicazione affettivo-sensoriale che passa attraverso il controtransfert: i contenuti più carichi dal punto di vista affettivo e quindi meno elaborati dal punto di vista cosciente, quindi materiale affettivo-sensoriale grezzo, vengono perciò comunicati attraverso meccanismi quali l'identificazione proiettiva. Quindi il terapeuta ascolta su più livelli, perché deve cogliere tutto ciò che il paziente gli porta

  10. #10
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Omissioni

    ora mi attirerò una bordata di interventi perché sto per dire una cosa psicoanalitica quel che il paziente dice è solo una minima parte della comunicazione, il resto lo "dice" attraverso il non verbale. Per non verbale non intendo solamente la postura, il tono della voce, l'espressione, ecc...ma anche e soprattutto la comunicazione affettivo-sensoriale che passa attraverso il controtransfert: i contenuti più carichi dal punto di vista affettivo e quindi meno elaborati dal punto di vista cosciente, quindi materiale affettivo-sensoriale grezzo, vengono perciò comunicati attraverso meccanismi quali l'identificazione proiettiva. Quindi il terapeuta ascolta su più livelli, perché deve cogliere tutto ciò che il paziente gli porta
    Ammeso che sia così come dici (detta così sembra magia nera, più che psicoanalisi...), quindi?

  11. #11
    Partecipante Esperto
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    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Ti sembrerà strano ma ho assistito a casi veramente brutti in cui un assistente sociale e una psicologa...una volta che è uscito il paziente dalla stanza.......ne hanno dette di tutti i colori....non ti dico cosa.........veramente brutto!!!!!
    E non era una seduta di psicoterapia.....figuriamoci se avesse detto cose moooooltoooo personali cosa avrebbero detto....non oso immaginare.....purtroppo questa cosa mi è rimasta impressa e non voglio immaginare se fossi stata io la paziente.....!
    E' successa la stessa cosa a una ragazza che conosco e che fa la triennale. E' rimasta molto scioccata dall'atteggiamento di quelle AS. Purtroppo nel nostro lavoro ci sono persone poco sensibili, o stanche, o in burn out che non riescono più a tollerare le pressioni di un lavoro oggettivamente difficile.

    tutti i giorni ti scontri con casi al limite della sopportazione umana di sofferenza e tutti i giorni ti scontri con la tua inutilità o poca utilità, con il non poter far nulla, con i limiti che la mancanza di risorse ( tempo, possibilità di invii, risorse economiche)

    Insomma per fare l'AS ti devi misurare con il fallimento ogni giorno e devi esserci preparato.

    PEr quanto sei brava tu sia brava solo uno dei mille fattori che determinano la riuscita di un intervento. E Nemmeno quello più determinante.

    Ci si deve preparare non all'entusiamo e alla riuscita ma alla rinuncia per reggere i ritmi di questo lavoro.

    A questo punto ogni piccolo successo di un nostro utente ( anche piccolissimo, anche trascurabile) sarà una vittoria.



    ( Se ci sono psicologi che lavorano nel contesto pubblico anche per voi è così? )

  12. #12
    Johnny
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    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Ammeso che sia così come dici (detta così sembra magia nera, più che psicoanalisi...), quindi?

    quindi non si tratta di "scoprire" quello che il paziente non dice, come si chiedeva nella domanda iniziale di questo thread, ma di rispettare il modo con cui egli comunica e saper ascoltare anche ciò che non è espresso a livello verbale, per poi, eventualmente, aiutare il paziente ad elaborarlo. Non vedo cosa c'entri la magia nera, tutto il mio intervento si riferiva al concetto bioniano di reverie
    Ultima modifica di Johnny : 15-06-2009 alle ore 18.35.10

  13. #13

    Riferimento: Omissioni

    Zuccherina allora sei una mina vagante!! Scherzo ovviamente. Credo ch la tua domanda possa essere formulata in questo modo: quando è possibile fidarsi di uno psicoterapeuta, visto che ci sono pettegoli in giro. Beh la risposta non la troverai qui...

  14. #14
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    quindi non si tratta di "scoprire" quello che il paziente non dice, come si chiedeva nella domanda iniziale di questo thread, ma di rispettare il modo con cui egli comunica e saper ascoltare anche ciò che non è espresso a livello verbale, per poi, eventualmente, aiutare il paziente ad elaborarlo. Non vedo cosa c'entri la magia nera, tutto il mio intervento si riferiva al concetto bioniano di reverie

    E di "campo" ?
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  15. #15
    Partecipante Figo
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    Monica....le cose che sono state dette per me non c'entrano nulla col burn-out ma con la volontà perfida di ledere la dignità del paziente.......
    Il linguaggio non verbale senz'altro serve.....ma non dirà cosa ha il paziente...cioè cosa ha vissuto.....anch'io credo che durante la seduta si dica metà della metà del proprio vissuto.....il fatto è che può dar fastidio essere esaminati e questo può portare a nascondere volutamente certe cose(quelle peggiori)!

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