• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 27

Discussione: Realtà non italiane

  1. #1
    Partecipante Figo
    Data registrazione
    30-11-2008
    Messaggi
    773

    Realtà non italiane

    C'è qualcuno che sa dirmi come vengono regolate le professioni di aiuto(assistenti sociali, sociologi, psicologi, pedagogisti....)all'estero?
    Sono TOTALMENTE ignorante in materia....sarei tanto curiosa di saperlo!

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717

    Riferimento: Realtà non italiane

    In Europa la maggior parte di queste professioni non ha un ordine di riferimento. Fanno eccezioni, oltre l'Italia, pochi altri paesi: la Spagna, l'Austria e poi mi pare nessun altro.

    In Europa è ormai da tempo che vige la logica del modello accreditario (associazioni di categoria che accreditano i professionisti) e non quella del modello autorizzatorio (obbligo di iscrizione all'ordine per lavorare).

    Insomma, non so se è chiaro: 'sti benedetti ordini ce li dobbiamo tenere solo in Italia...

  3. #3
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    19-09-2005
    Messaggi
    380

    Riferimento: Realtà non italiane

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    C'è qualcuno che sa dirmi come vengono regolate le professioni di aiuto(assistenti sociali, sociologi, psicologi, pedagogisti....)all'estero?
    Sono TOTALMENTE ignorante in materia....sarei tanto curiosa di saperlo!
    Einstein aveva ragione: <<La curiosità ha la sua ragion d'essere>>!
    E' proprio curiosando riguardo alla regolamentazione che l'Italia potrebbe imparare molto e tutelare di più i professionisti della relazione d'aiuto e i loro clienti. In un altro 3D avevo posto la questione correlata di cosa rischia un personaggio che abusa del titolo di Counselor...ma, stranamente (a parte i personaggi-contro a tutti costi e controdipendenti...) nessun ha ripreso l'argomento. L'argomento l'avevo tirato in ballo apposta: avevo trovato su Google una notizia che riguardava la "maledetta" America (Stati Uniti), dove una donna ha falsificato il diploma di Counselor (fotocopiando quello del marito) per lavorare in una Scuola Elementare, purtroppo là è un titolo riconosciuto dallo Stato. E là chi falsifica un titolo riconosciuto dallo Stato è punito con una pena che va dai 5 ai 15 anni di galera!
    Mi dispiace per la poveretta, le testimonianze dicono che in quella scuola avesse anche lavorato bene, ma...il diritto insegna che non c'è "divieto senza sanzione"...e con una sanzione di 500 Euro anche l'abuso della professione di psicoterapeuta può far gola a molti rischiarlo.
    Che scemi gli americani! Eppure basta fregarsene di guardare all'estero (come ci aveva invitato a fare con grande eleganza un collega) e tutto...come di incanto sembra essere perfetto:...ci sarà lavoro per tutti i neo-laureati! [sembra <<L'anno che verrà>> di Lucio Dalla]. "Fregarsene"...un motto tutto italiano: è infatti 2 Italiani se ne sono fregati altamente del cliente/clienti (famiglia).
    Basta capire un minimo di come funziona il mercato del lavoro per realizzare che non è questo
    il modo per assicurare il lavoro (e la tutela) per tutti i laureati in Psicologia e certamente neppure per il cliente. Semmai ci sarà lavoro per tutti.
    Fai bene Zuccherina a guardare all'estero: per cercare di capire come hanno fatto gli altri, dove (solo laddove) sono riusciti meglio di noi.
    Ci sono già sistemi di tutela in altre porzioni del diritto italiano interamente ispirati alla legislazione estera e non c'è stata nessuna sensazione di una diminuzione della dignità personale del popolo italiano.
    In questa Tua ricerca potrò dare una mano scrivendo ai colleghi europei (ma anche quelli americani -poveri scemi) e posterò i risultati.

    Stay curious,
    Ultima modifica di IT_Modeler : 09-06-2009 alle ore 12.18.39
    psi_net

  4. #4
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    19-09-2005
    Messaggi
    380

    Riferimento: Realtà non italiane

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    In Europa è ormai da tempo che vige la logica del modello accreditario (associazioni di categoria che accreditano i professionisti) e non quella del modello autorizzatorio (obbligo di iscrizione all'ordine per lavorare).

    Insomma, non so se è chiaro: 'sti benedetti ordini ce li dobbiamo tenere solo in Italia...
    Quattrostrà,
    per me era già chiaro e l'avevo pure scritto (perchè volevo che fosse chiaro anche per altri che fanno e vogliono fare bene questo lavoro)...ma mi hanno risposto <<e..certo aboliamo gli Ordini e pure l'Università!>>.
    Con una comunicazione di questo tipo...non c'è voglia di cambiare proprio nulla, perchè la cosa migliore è tenerci lo status quo(!)...è poco, ma intanto è una certezza!
    psi_net

  5. #5
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    1,975

    Riferimento: Realtà non italiane

    Quattrostrà, per me era già chiaro e l'avevo pure scritto (perchè volevo che fosse chiaro anche per altri che fanno e vogliono fare bene questo lavoro)...ma mi hanno risposto <<e..certo aboliamo gli Ordini e pure l'Università!>>. Con una comunicazione di questo tipo...non c'è voglia di cambiare proprio nulla, perchè la cosa migliore è tenerci lo status quo(!)...è poco, ma intanto è una certezza!
    E già, per te è tutto molto chiaro, io credo che non si tratti semplicemente di curiosare riguardo alla regolamentazione estera, si tratta anche di capire un po' di più quello che sta succedendo, io interrogherei molto di più lo statuto di queste professioni di aiuto e, dopo, la loro regolamentazione.

    Saluti,
    ikaro

  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: Realtà non italiane

    Provo a ripetere qui la domanda: quali sono gli organi di tutela del lavoratore nelle relazioni di aiuto e dell'utente all'estero? E' un fatto "statale e giuridico"? Per cui chi viola, negli USA (l'ho letta anch'io la condanna su google di una donna però non era quella la risposta alla domanda, condanne ci sono anche in Italia e sanzioni, anche se insufficienti ) la legislazione in proposito se viene scoperto. A parte questo, chi garantisce chi e come?
    Ed in altri paesi, come quelli della comunità europea?
    Grazie
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  7. #7
    Partecipante Figo
    Data registrazione
    30-11-2008
    Messaggi
    773

    Riferimento: Realtà non italiane

    Ma queste associazioni che cosa sono in realtà....in pratica non si ha l'obbligo di iscriversi.....ma qual'è la differenza tra gli iscritti e i non iscritti?
    Poi altra domanda: quali sono i percorsi di studio per le professioni di aiuto....non ho capito nulla!!!!La mia laurea di 5 anni è valida all'estero(intendo sia paesi dell'UE che non)!Insomma come funziona...?
    Ps: se non ci sono gli ordini....vuol dire che basta la laurea per essere abilitati?Boh

  8. #8
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: Realtà non italiane

    All'interno dei paesi della Comunità Europea, dal 2000 dopo Lisbona, ogni iscritto all'Ordine professionale in psicologia in Italia, dopo aver conseguito l'Abilitazione con il superamento dell'EdS - cmq necessario - può per diritto, iscriversi e lavorare anche in quelli ospitanti; se ancora non fosse laureato può completarvi gli studi con riconoscimento del diritto di un percorso abbreviato in base agli esami sostenuti. Ed ha diritto a fare stage; alcune Università, hanno anche convenzioni più specifiche con altri paesi dell'Unione Europea. Inoltre, ormai molto tempo fa, proprio per favorire gli scambi culturali reciproci, nacque il progetto Erasmus.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 09-06-2009 alle ore 04.34.01
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  9. #9
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717

    Riferimento: Realtà non italiane

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    All'interno dei paesi della Comunità Europea, dal 2000 dopo Lisbona, ogni iscritto all'Ordine professionale in psicologia in Italia, dopo aver conseguito l'Abilitazione con il superamento dell'EdS - cmq necessario - può per diritto, iscriversi e lavorare anche in quelli ospitanti; se ancora non fosse laureato può completarvi gli studi con riconoscimento del diritto di un percorso abbreviato in base agli esami sostenuti. Ed ha diritto a fare stage; alcune Università, hanno anche convenzioni più specifiche con altri paesi dell'Unione Europea. Inoltre, ormai molto tempo fa, proprio per favorire gli scambi culturali reciproci, nacque il progetto Erasmus.
    Quanta confusione! Non è affatto così. Aridaje con queste informazioni che girano sul forum...

    Ogni paese membro della UE è tuttora sovrano in tema di legiferazione in materia di professioni.

    Di "diritto", come tu dici, non si è abilitati a fare un bel niente... anche perché, a parità di professione, vi sono regolamentazioni diverse a seconda dei paesi. In alcuni paesi, invece, la regolamentazione non esiste proprio.

    Lo psicologo italiano che intendesse trasferirsi all'estero (UE) per lavoro, dovrebbe preventivamente informarsi presso gli organi competenti su quali sono i requisiti richiesti dal paese di destinazione.

    La stessa cosa vale al contrario ovvero chi dall'estero (UE) viene a lavorare in Italia.

    Prova ad andare a Londra... e poi vedi se di "diritto" ti fanno esercitare la psicologia solo perché sei iscritto all'ordine italiano... (te lo dice uno che a Londra c'ha studiato e lavorato).

    Oppure, prova a sentire se un Ingegnere austriaco può di "diritto" iscriversi all'ordine degli ingegneri italiano...

    Infine, è bene sempre tenere a mente la distinzione tra "titolo professionale" (psicologo) e "titolo di studio" (dottore in psicologia).

    Ragazzi, ma queste baggianate chi ve le racconta? A me pare che continuiate ad essere molto risucchiati da un certo tipo di propaganda che fanno ad arte alcune associazioni di categoria e l'ordine...

  10. #10
    Partecipante Figo
    Data registrazione
    30-11-2008
    Messaggi
    773

    Riferimento: Realtà non italiane

    insomma vuoi dire che non è scontato affatto che chi si laurea in Italia possa esercitare con l'abilitazione in un altro paese....
    Ma la mia domanda è: cosa comporterebbe l'assenza di ordini professionali?

  11. #11
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717

    Riferimento: Realtà non italiane

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    insomma vuoi dire che non è scontato affatto che chi si laurea in Italia possa esercitare con l'abilitazione in un altro paese....
    Certo che no! Bisogna vedere caso per caso in base alla legislazione del paese di destinazione.

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Ma la mia domanda è: cosa comporterebbe l'assenza di ordini professionali?
    Dal mio punto di vista assolutamente niente. Personalmente reputo che vi debba essere un rafforzamento del percorso abilitativo e del tirocinio. Auspico, a seguito dell'abilitazione, la nascita di varie associazioni di categoria che possano, in concorenza tra se, fungere da effetto propulsivo per le professioni.

    Se cerchi nel forum troverai alcuni 3d dove si è dibattuto (anche un paio d'anni fa) sul senso dell'ordine. Vi troverai miei interventi (alcuni anche molto lunghi e noiosi... ) che spiegano le cose nel dettaglio.

  12. #12
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: Realtà non italiane

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Quanta confusione! Non è affatto così. Aridaje con queste informazioni che girano sul forum...

    Ogni paese membro della UE è tuttora sovrano in tema di legiferazione in materia di professioni.

    Di "diritto", come tu dici, non si è abilitati a fare un bel niente... anche perché, a parità di professione, vi sono regolamentazioni diverse a seconda dei paesi. In alcuni paesi, invece, la regolamentazione non esiste proprio.

    Lo psicologo italiano che intendesse trasferirsi all'estero (UE) per lavoro, dovrebbe preventivamente informarsi presso gli organi competenti su quali sono i requisiti richiesti dal paese di destinazione.

    La stessa cosa vale al contrario ovvero chi dall'estero (UE) viene a lavorare in Italia.

    Prova ad andare a Londra... e poi vedi se di "diritto" ti fanno esercitare la psicologia solo perché sei iscritto all'ordine italiano... (te lo dice uno che a Londra c'ha studiato e lavorato).

    Oppure, prova a sentire se un Ingegnere austriaco può di "diritto" iscriversi all'ordine degli ingegneri italiano...

    Infine, è bene sempre tenere a mente la distinzione tra "titolo professionale" (psicologo) e "titolo di studio" (dottore in psicologia).

    Ragazzi, ma queste baggianate chi ve le racconta? A me pare che continuiate ad essere molto risucchiati da un certo tipo di propaganda che fanno ad arte alcune associazioni di categoria e l'ordine...
    L'Ordine le racconta, insieme a diversi Ordini regionali e gli organi preposti delle Facoltà; Londra, considerando che non ha un Ordine apposito non l'ho citata di proposito. E' logico che poi ogni paese, ha alcune norme proprie specifiche che lo differenziano da altri, così come vale per l'Italia, che non permette l'iscrizione ad uno che studiato solo in America se prima non supera determinati step, date alcune note carenze culturali del paese, a differenza della tecnica e tecnicismo spesso più utilizzabili grazie a fondi lì investiti.
    Se poi, tutti indistintamente scrivono ed inviano cavolate sui e dai vari ordini e facoltà di psicologia a questo rigurdo, soprattutto in modo coerente tra loro, prima o poi si ravvederanno; certo che sarebbe bello capire che ti ha fatto o a cosa ti ha messo davanti l'Ordine (o disordine - non ordine, da come sembri percepirlo tu) e da tempi indietro.

    Se invece riesci a chiarici tutto tu sulle propagande e pubblicità, di alcune associazioni di categoria (tipo?) e dall'Ordine degli psicologi, ben venga; prima però dovresti dire perché detieni una "verità forte" in tal senso - specifico della psicologia - come sembrerebbe, credo. In modo da capire perché dovresti o sei una fonte più attendibile di loro
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 09-06-2009 alle ore 15.56.14
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  13. #13
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    19-09-2005
    Messaggi
    380

    Riferimento: Realtà non italiane

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    E' logico che poi ogni paese, ha alcune norme proprie specifiche che lo differenziano da altri, così come vale per l'Italia, che non permette l'iscrizione ad uno che studiato solo in America se prima non supera determinati step, date alcune note carenze culturali del paese, a differenza della tecnica e tecnicismo spesso più utilizzabili grazie a fondi lì investiti.
    Quoto perfettamente la Tua parte sui laureati in America: non possono e non devono esercitare così "tout court", come se fossero nel loro paese, così come un laureato italiano non può avere un riconoscimento automatico della laurea italiana. Tra paesi non comunitari (Italia e Stati Uniti) possono fare tra loro ciò che credono meglio.
    Ma non credo che questi "step", come li chiami Tu, siano dovuti alle "carenze culturali" del paese federato...forse anche loro hanno messo filtri considerando le nostre arretratezze culturali??
    Strano su un altro 3D, mi avevi chiesto info proprio sugli Stati Uniti: hai avuto esperienza (non sentito dire o generalizzazioni), esperienza diretta su come sono organizzate le professioni nella relazione d'aiuto negli Stati Uniti? Conosciuto direttamente chi fa Counseling là? Conosciuto come è organizzato il settore e se è organizzato efficacemente? La professionalità (non solo le tecniche e non "tecnicismi") di chi insegna Counseling nelle Università? E la severità delle pene per chi "abusa"?? Beh, quest'ultima so che l'hai letta.
    E queste domande le sto facendo per arrivare (se davvero ci si vuol arrivare in una discussione, quindi insieme) a un miglioramento della situazione italiana non a dimostrare una presunta superiorità "culturale" americana o di qualunque altro paese.
    Ma se lo status quo attuale in Italia, se questo status quo Ti va bene, puoi dirlo apertamente.
    Se è rimasto così fino a oggi vuol dire che a qualcuno sarà andato pure bene.
    Non c'è nessun bisogno di citare le "arretratezze culturali" degli altri paesi, che semmai esistessero non migliorerebbero di certo la situazione in Italia.
    psi_net

  14. #14
    Partecipante Figo
    Data registrazione
    30-11-2008
    Messaggi
    773

    Riferimento: Realtà non italiane

    Sinceramente sono un pò stufa delle caste italiane......semmai l'arretratezza culturale è la nostra.....ma è possibile che dal mercato del lavoro restino esclusi proprio i "migliori"?Purtroppo l' Italia è molto malata....e se non si dà una svolta culturale che in primis dovrebbe venire dal popolo non si va avanti.....semplicemente ci adattiamo al sistema...!

  15. #15
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: Realtà non italiane

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Sinceramente sono un pò stufa delle caste italiane......semmai l'arretratezza culturale è la nostra.....ma è possibile che dal mercato del lavoro restino esclusi proprio i "migliori"?Purtroppo l' Italia è molto malata....e se non si dà una svolta culturale che in primis dovrebbe venire dal popolo non si va avanti.....semplicemente ci adattiamo al sistema...!

    Chi sono i "migliori" ed esclusi? Da cosa trai questa deduzione?( Oltre al senso e detto comune?).
    E le caste? Di quale sistema parli?
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo

Privacy Policy