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  1. #1
    Partecipante
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    29-09-2008
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    53

    Test/Psicodiagnosi nell'anziano

    Buongiorno colleghi/e,
    vorrei chiedervi un consiglio.

    Quali test utilizzare per valutare le capacità di intendere e di volere nell'anziano?

    Sto facendo una grande ricerca su Internet, ma non ho trovato granchè!!!

    Grazie!!!

  2. #2
    Partecipante Affezionato
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    21-12-2008
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    Roma
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    Riferimento: Test/Psicodiagnosi nell'anziano

    Ciao Psico.Dott.ssa,
    per rispondere al tuo quesito dovrei sapere di più sul tipo di perizia che devi fare. Nelle tante che ho fatto io fuori dall'Italia, gli ambiti in cui si può limitare giuridicamente la capacità decisionale di una persona sono tre: le questioni economiche, le decisioni relative alla propria salute, le decisioni relative al luogo in cui desidera risiedere. Non so purtroppo in Italia quali disposizioni ci siano, ma credo simili. Tu puoi avere dal giudice, dalla famiglia o dal medico curante il compito di accertare la capacità di intendere e volere del soggetto relativamente ai tre ambiti, oppure relativamente ad un quesito specifico. Il tipo di test da fare dipende da quello che si devi stabilire. Se si tratta di questioni patrimoniali, tu devi accertarti che l'anziano sappia leggere, scrivere, far di conto e padroneggiare i concetti di grandezze e quantità, abbia intatte le funzioni logiche ed esecutive, e che la memoria di lavoro, a breve e a lungo termine gli consentano di tenere in mente le informazioni in modo da avere un quadro completo della situazione dei suoi affari. Se invece si tratta di un anziano che rifiuta cure mediche o il trasferimento in un alloggio più idoneo alla sua incolumità, va valutata, oltre allo stato cognitivo generale, anche la eventuale suicidalità con opportune interviste strutturate o scale di depressione.
    Comunque, in linea generale, puoi usare la WAIS-R e leggere eventualmente il libro "WAIS-R e terza età. La natura dell'intelligenza nell'anziano: continuità e discontinuità", Orsini & Laicardi, 2003 oppure usare il BAC (Benessere e abilità cognitive nell'età adulta e avanzata), in particolare le sub-batterie di memoria e di comprensione del testo. Fai attenzione alla percezione visiva e uditiva, nel caso l'anziano debba firmare dei documenti è necessario che siano scritti in un formato di grandezza leggibile. Lo stesso vale per l'udito, se è ridotto in maniera patologica può costituire un handicap e quindi va specificato nella perizia che le comunicazioni rilevanti per eventuali transazioni economiche devono avvenire in forma scritta.
    Oltre ai test, che di sicuro fanno scena e buona impressione a tutti, fidati del tuo intuito clinico e conduci una buona anamnesi ed una buona intervista col soggetto prima di cominciare i test. In bocca al lupo!

  3. #3
    Partecipante
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    Riferimento: Test/Psicodiagnosi nell'anziano

    Citazione Originalmente inviato da millelune Visualizza messaggio
    Ciao Psico.Dott.ssa,
    per rispondere al tuo quesito dovrei sapere di più sul tipo di perizia che devi fare. Nelle tante che ho fatto io fuori dall'Italia, gli ambiti in cui si può limitare giuridicamente la capacità decisionale di una persona sono tre: le questioni economiche, le decisioni relative alla propria salute, le decisioni relative al luogo in cui desidera risiedere. Non so purtroppo in Italia quali disposizioni ci siano, ma credo simili. Tu puoi avere dal giudice, dalla famiglia o dal medico curante il compito di accertare la capacità di intendere e volere del soggetto relativamente ai tre ambiti, oppure relativamente ad un quesito specifico. Il tipo di test da fare dipende da quello che si devi stabilire. Se si tratta di questioni patrimoniali, tu devi accertarti che l'anziano sappia leggere, scrivere, far di conto e padroneggiare i concetti di grandezze e quantità, abbia intatte le funzioni logiche ed esecutive, e che la memoria di lavoro, a breve e a lungo termine gli consentano di tenere in mente le informazioni in modo da avere un quadro completo della situazione dei suoi affari. Se invece si tratta di un anziano che rifiuta cure mediche o il trasferimento in un alloggio più idoneo alla sua incolumità, va valutata, oltre allo stato cognitivo generale, anche la eventuale suicidalità con opportune interviste strutturate o scale di depressione.
    Comunque, in linea generale, puoi usare la WAIS-R e leggere eventualmente il libro "WAIS-R e terza età. La natura dell'intelligenza nell'anziano: continuità e discontinuità", Orsini & Laicardi, 2003 oppure usare il BAC (Benessere e abilità cognitive nell'età adulta e avanzata), in particolare le sub-batterie di memoria e di comprensione del testo. Fai attenzione alla percezione visiva e uditiva, nel caso l'anziano debba firmare dei documenti è necessario che siano scritti in un formato di grandezza leggibile. Lo stesso vale per l'udito, se è ridotto in maniera patologica può costituire un handicap e quindi va specificato nella perizia che le comunicazioni rilevanti per eventuali transazioni economiche devono avvenire in forma scritta.
    Oltre ai test, che di sicuro fanno scena e buona impressione a tutti, fidati del tuo intuito clinico e conduci una buona anamnesi ed una buona intervista col soggetto prima di cominciare i test. In bocca al lupo!

    Millelune,
    con ESTREMO, ma ESTREMO ringraziamento ti rispondo.
    Non è frequente ricevere una tale collaborazione e fa così tanto piacere!!!!!!!!
    Quindi mi sento "accolta" nella possibilità di confidarmi .
    Ho visto l' anziano... non credo sia possibile far alcun test psicodiagnostico poichè è affetto (secondo cartelle cliniche che non smentirò se rimarrò della mia opinione) da demenza senile. In effetti, ogni funzione cognitiva umana mi sembra stata spazzata via da una forte confusione e da ecolalia; alle più semplici domande non sa rispondere ("quanti figli ha?" "mmm.... nnn... nonn... lo so..."). Il mio mandato rimane comunque quello di valutare la sua capacità o incapacità di intendere e di volere, di autodeterminarsi e di provvedere autonomamente a se stesso, mi sarei addentrata nell'uso dei test psicodiagnostici pur di valutare al meglio la situazione, ma qui... non posso fare alcun test.
    Cosa puoi consigliarmi?
    Cosa posso fare oltre alle semplici domande a cui non ho neanche risposta?
    Mi sembra addirittura di fargli una violenza...
    Ti ringrazio per la collaborazione .

    Psico.Dott.ssa

  4. #4
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Test/Psicodiagnosi nell'anziano

    Cara Psico.Dott.ssa, da quanto dici, penso che questa persona non sia purtroppo in grado di autodeterminarsi. Ora devi solo metterlo bene per iscritto in una relazione.
    Se avrai modo di rivedere questo anziano, come mi pare di capire, potresti provare un questionario di orientamento (orientamento rispetto alla propria persona, alla situazione, al tempo e al luogo). Se non risponde o è disorientato, puoi fare dei test di comprensione del linguaggio molto semplici, per es. chiedi al soggetto di denominare alcuni oggetti che avrai posto su un tavolo e di indicare altri oggetti nominati da te. Poi poni sul tavolo del denaro e gli chiedi di indicare due euro, cinque euro, ecc. E gli chiedi quale moneta ha più e quale meno valore. Poi simuli un acquisto e vedi se è in grado di pagare e controllare il resto. Poi gli chiedi di seguirti fuori del tuo studio e lo fai girare a sinistra o a destra, insomma gli fai fare un centinaio di metri, e poi gli chiedi di ritornare da solo nel tuo studio per verificare l’orientamento spaziale. Poi gli passi un apparecchio telefonico e gli chiedi di mostrarti come chiamerebbe aiuto (cioè vedi se sa fare il 112 o 118 o il numero dei figli). Da come mi descrivi il tuo anziano, penso che nel test di orientamento saprà dire il suo nome e forse la sua data di nascita, magari anche l’indirizzo, ma non di più. Quanto alla situazione presente (colloquio con te per una perizia psicologica), al luogo in cui si trova (Studio X, Ospedale X, ecc.) ed al tempo (xx-xx-2009, ore xx circa) penso che sia disorientato. Credo sia in grado di indicare correttamente oggetti nominati da te e posti nel suo spazio visivo, ma penso che avrà qualche difficoltà e notevole rallentamento nel denominare lui stesso gli oggetti , forse è in grado di riconoscere monete e banconote, ma non di controllare il resto nella simulazione dell’acquisto, nè penso che sappia ritrovare il tuo studio da solo, nè ricordare i numeri telefonici rilevanti. Io ti ho elencato una serie di test da fare con persone le cui capacità cognitive sono inferiori al livello minimo richiesto per i test standardizzati. Ovviamente dovrai vedere all’atto pratico se è il caso di fare tutte queste prove e fermarti eventualmente quando vedi che anche queste prove semplici sono troppo ardue per il soggetto. Stabilito questo, puoi sentirti a posto con la coscienza e scrivere quanto sperimentato ed osservato.

    Per quanto riguarda il setting e lo stile del colloquio, dico anche qui: fidati del tuo intuito e del tuo cuore. Tieni presente che la capacità di soffrire è purtroppo spesso conservata anche quando il deterioramento cognitivo è molto avanzato, per cui il poveretto, anche se non ha più “funzione cognitiva umana” come tu giustamente osservi, conserva probabilmente la capacità umana di soffrire. Chiedigli come si sente, se è triste, se ha qualche problema, se c’è qualcosa o qualche aiuto che vorrebbe. Pensa che si trova davanti una ragazzina che potrebbe essere sua nipote e che invece in quella situazione è one-up rispetto a lui. Ma questo dentro di te lo hai già correttamente percepito quando dici “mi sembra di fargli addirittura una violenza”. Questo non è vero, tu stai solo facendo il tuo lavoro, anche nel suo stesso interesse, e non devi sentirti in colpa. Prova a non mettere la scrivania tra di voi, siediti vicino a lui, dagli del lei e mai del tu perché non si senta sminuito, spiegagli chi sei e che cosa devi fare con lui ed a quale scopo. Non importa se lui non ti capisce, tu spiegaglielo lo stesso con parole semplici, non si sa mai. Parla a voce piuttosto alta e non troppo veloce, mantieni un’espressione sorridente, cerca di ottenere il massimo della sua fiducia e cooperazione prima di cominciare le prove pratiche. Credo che non ti sarà difficile, sembri una persona sensibile e gentile. Ciao!

  5. #5
    Partecipante
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    Riferimento: Test/Psicodiagnosi nell'anziano

    Citazione Originalmente inviato da millelune Visualizza messaggio
    Cara Psico.Dott.ssa, da quanto dici, penso che questa persona non sia purtroppo in grado di autodeterminarsi. Ora devi solo metterlo bene per iscritto in una relazione.
    Se avrai modo di rivedere questo anziano, come mi pare di capire, potresti provare un questionario di orientamento (orientamento rispetto alla propria persona, alla situazione, al tempo e al luogo). Se non risponde o è disorientato, puoi fare dei test di comprensione del linguaggio molto semplici, per es. chiedi al soggetto di denominare alcuni oggetti che avrai posto su un tavolo e di indicare altri oggetti nominati da te. Poi poni sul tavolo del denaro e gli chiedi di indicare due euro, cinque euro, ecc. E gli chiedi quale moneta ha più e quale meno valore. Poi simuli un acquisto e vedi se è in grado di pagare e controllare il resto. Poi gli chiedi di seguirti fuori del tuo studio e lo fai girare a sinistra o a destra, insomma gli fai fare un centinaio di metri, e poi gli chiedi di ritornare da solo nel tuo studio per verificare l’orientamento spaziale. Poi gli passi un apparecchio telefonico e gli chiedi di mostrarti come chiamerebbe aiuto (cioè vedi se sa fare il 112 o 118 o il numero dei figli). Da come mi descrivi il tuo anziano, penso che nel test di orientamento saprà dire il suo nome e forse la sua data di nascita, magari anche l’indirizzo, ma non di più. Quanto alla situazione presente (colloquio con te per una perizia psicologica), al luogo in cui si trova (Studio X, Ospedale X, ecc.) ed al tempo (xx-xx-2009, ore xx circa) penso che sia disorientato. Credo sia in grado di indicare correttamente oggetti nominati da te e posti nel suo spazio visivo, ma penso che avrà qualche difficoltà e notevole rallentamento nel denominare lui stesso gli oggetti , forse è in grado di riconoscere monete e banconote, ma non di controllare il resto nella simulazione dell’acquisto, nè penso che sappia ritrovare il tuo studio da solo, nè ricordare i numeri telefonici rilevanti. Io ti ho elencato una serie di test da fare con persone le cui capacità cognitive sono inferiori al livello minimo richiesto per i test standardizzati. Ovviamente dovrai vedere all’atto pratico se è il caso di fare tutte queste prove e fermarti eventualmente quando vedi che anche queste prove semplici sono troppo ardue per il soggetto. Stabilito questo, puoi sentirti a posto con la coscienza e scrivere quanto sperimentato ed osservato.

    Per quanto riguarda il setting e lo stile del colloquio, dico anche qui: fidati del tuo intuito e del tuo cuore. Tieni presente che la capacità di soffrire è purtroppo spesso conservata anche quando il deterioramento cognitivo è molto avanzato, per cui il poveretto, anche se non ha più “funzione cognitiva umana” come tu giustamente osservi, conserva probabilmente la capacità umana di soffrire. Chiedigli come si sente, se è triste, se ha qualche problema, se c’è qualcosa o qualche aiuto che vorrebbe. Pensa che si trova davanti una ragazzina che potrebbe essere sua nipote e che invece in quella situazione è one-up rispetto a lui. Ma questo dentro di te lo hai già correttamente percepito quando dici “mi sembra di fargli addirittura una violenza”. Questo non è vero, tu stai solo facendo il tuo lavoro, anche nel suo stesso interesse, e non devi sentirti in colpa. Prova a non mettere la scrivania tra di voi, siediti vicino a lui, dagli del lei e mai del tu perché non si senta sminuito, spiegagli chi sei e che cosa devi fare con lui ed a quale scopo. Non importa se lui non ti capisce, tu spiegaglielo lo stesso con parole semplici, non si sa mai. Parla a voce piuttosto alta e non troppo veloce, mantieni un’espressione sorridente, cerca di ottenere il massimo della sua fiducia e cooperazione prima di cominciare le prove pratiche. Credo che non ti sarà difficile, sembri una persona sensibile e gentile. Ciao!

    Cara Millelune ,
    il nick ti si addice... la luminosità delle tue informazioni e dei tuoi preziosi consigli mi danno "serenità clinica". Ti ringrazio infinitamente, se potessi sdebitarmi lo farei (rimaniamo in contatto, non si sa mai...).
    Tra me e l'anziano non c'è scrivania, uso il tu, parlo lentamente e a voce un pò alta e sono "accogliente": fin qui ci sono.
    Per il resto... mi stai schiarendo molti dubbi e so in che direzione andare domani quando lo vedrò.
    Lo so che è il mio lavoro, ma mi sento ancora un pò in colpa a psicodiagnosticare un vecchietto così stanco e confuso, con le dita delle mani gonfie, curvo su se stesso, capitato in mezzo ad una sciocca causa.

    Grazie ancora.
    Porto sicuro per me.

  6. #6
    Partecipante
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    Riferimento: Test/Psicodiagnosi nell'anziano

    Collega Millelune ,
    oggi ho visto l'anziano e vorrei chiederti 2 informazioni.

    1) Poichè non riesco ad avere informazioni direttamente dall'anziano per una corretta anamnesi, ho contattato i 2 avvocati dicendo loro che nella prossima seduta necessito di vedere i 2 figli dell'anziano, separatamente, per raccogliere tutto ciò che mi interessa: che dici, ho fatto bene? Da qualche parte dovrò pur prendere le informazioni sulla vita di questo povero vecchietto!!!

    2) Sto pensando di effettuare qualche visita domiciliare per rendermi conto dell'ambiente in cui l'anziano vive: posso muovermi liberamente o devo comunque farlo sapere ai 2 avvocati? Non serve alcun mandato del Giudice spero...

    Grazie, grazie, grazie!!!

  7. #7
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Test/Psicodiagnosi nell'anziano

    Ciao cara, ecco il mio parere:

    1) hai fatto bene. Spero che tu riesca a vedere i figli di persona, in alternativa almeno telefonicamente. Se la raccolta dell'anamnesi con i figli è possibile tanto meglio, ma se si presenta difficile, tu potrai scrivere nella perizia che ci hai provato ma che la tua richiesta di colloquio non ha trovato riscontro. Per il resto sei una psicologa e non un poliziotto, quindi i tuoi doveri investigativi finiscono lì. Curiosità: come arriva il vecchietto da te se non lo accompagnano i figli???

    2) certo, se i tuoi committenti sono gli avvocati devi concordare una visita con loro e farla in loro compagnia. Non ci vuole autorizzazione del giudice dal momento che il vecchietto non ha giudice tutelare per ora, se ho capito bene. In teoria il vecchietto può ricevere chi vuole e tu potresti andare a fargli visita, ma data la cornice legale e professionale dei tuoi rapporti con lui le visite spontanee non sono idonee a raccogliere evidenze per la perizia e non sono consigliabili. A mio giudizio, tuttavia, anche se sul piano umano comprendo il tuo slancio, direi che una visita domiciliare va aldilà del tuo incarico professionale in questa vicenda. La visita domiciliare rientra nei compiti dei servizi sociali e non degli psicologi, tranne particolari accordi con il committente. In breve, ti consiglio di non andare. Credo che tu abbia materiale più che sufficiente per scrivere una perizia fondata e corretta. Nella perizia puoi anche scrivere che non sei riuscita a capire se il sig XY viene o meno accudito da una badante o altro personale domestico. Pur non avendo visto di persona la sua abitazione, puoi dedurre dalla grave degenerazione del suo stato cognitivo che il sig.XY non è in grado di provvedere alle sue necessità e quindi ritieni necessaria una visita dell'appartamento da parte dei servizi sociali per verificarne le condizioni di igiene. A proposito, l'anziano è venuto alle visite vestito decorosamente e pulito oppure no? Se era pulito vuol dire che ha chi si cura di lui, altrimenti da come me lo descrivi escluderei che si ricordi da solo di fare la doccia...
    Se hai dubbi sulla formulazione della perizia scrivimi pure. Ciao!

  8. #8
    Partecipante
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    Citazione Originalmente inviato da millelune Visualizza messaggio
    Ciao cara, ecco il mio parere:

    1) hai fatto bene. Spero che tu riesca a vedere i figli di persona, in alternativa almeno telefonicamente. Se la raccolta dell'anamnesi con i figli è possibile tanto meglio, ma se si presenta difficile, tu potrai scrivere nella perizia che ci hai provato ma che la tua richiesta di colloquio non ha trovato riscontro. Per il resto sei una psicologa e non un poliziotto, quindi i tuoi doveri investigativi finiscono lì. Curiosità: come arriva il vecchietto da te se non lo accompagnano i figli???

    2) certo, se i tuoi committenti sono gli avvocati devi concordare una visita con loro e farla in loro compagnia. Non ci vuole autorizzazione del giudice dal momento che il vecchietto non ha giudice tutelare per ora, se ho capito bene. In teoria il vecchietto può ricevere chi vuole e tu potresti andare a fargli visita, ma data la cornice legale e professionale dei tuoi rapporti con lui le visite spontanee non sono idonee a raccogliere evidenze per la perizia e non sono consigliabili. A mio giudizio, tuttavia, anche se sul piano umano comprendo il tuo slancio, direi che una visita domiciliare va aldilà del tuo incarico professionale in questa vicenda. La visita domiciliare rientra nei compiti dei servizi sociali e non degli psicologi, tranne particolari accordi con il committente. In breve, ti consiglio di non andare. Credo che tu abbia materiale più che sufficiente per scrivere una perizia fondata e corretta. Nella perizia puoi anche scrivere che non sei riuscita a capire se il sig XY viene o meno accudito da una badante o altro personale domestico. Pur non avendo visto di persona la sua abitazione, puoi dedurre dalla grave degenerazione del suo stato cognitivo che il sig.XY non è in grado di provvedere alle sue necessità e quindi ritieni necessaria una visita dell'appartamento da parte dei servizi sociali per verificarne le condizioni di igiene. A proposito, l'anziano è venuto alle visite vestito decorosamente e pulito oppure no? Se era pulito vuol dire che ha chi si cura di lui, altrimenti da come me lo descrivi escluderei che si ricordi da solo di fare la doccia...
    Se hai dubbi sulla formulazione della perizia scrivimi pure. Ciao!
    Cara Collega,
    il signore ha 2 figlie ed arriva nel mio studio (sono in un ambulatorio) accompagnato da una figlia (che si occupa di lui a tempo pieno) con la quale ho scambiato qualche parola, ma ho deciso di sentirla per bene e di sentire anche l'altra figlia (che non si occupa del padre e che chiede "soldi") per verificare l'autenticità delle informazioni che raccolgo dall'una e dall'altra parte. Insomma: vorrei conoscere le due campane in materia di: chi era quest'uomo, che lavoro faceva, da quanto tempo è scivolato nella demenza, ecc. ecc. al di là delle cartelle cliniche che ho visionato.
    Avevo pensato a qualche visita domiciliare solo per capire meglio la situazione dell'anziano: davvero è così "non autosufficiente a livello cognitivo"? Non è possibile che da me appaia "spaventato" e a casa sua sia più tranquillo, riesca a ricordare qualcosa magari vedendo fotografie... il suo rapporto con la figlia che lo accudisce è davvero improntato sul rispetto della sua persona? Lei (la figlia) mi sembra così esausta.
    Sì, lo so, il mio compito non è quello di valutare lo stress della figlia, ma è quello di valutare la capacità di intendere e di volere dell'anziano, ma io vorrei percorrere tutte le strade a me possibili.
    Perchè vorrei fare il mio lavoro al meglio.

    Ti ringrazio sempre.

  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di larapull
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    24-01-2005
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    Riferimento: Test/Psicodiagnosi nell'anziano

    ciao...puo fare un bender, un mmse, raven, e moda...
    in bocca al lupo!

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