• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 15
  1. #1
    Partecipante L'avatar di Akiropita82
    Data registrazione
    13-09-2005
    Residenza
    Padova
    Messaggi
    54

    seconda prova:il caso evolutivo

    Ciao colleghe,
    mi piacerebbe condividere con voi le conoscenze di cui disponiamo in ambito evolutivo ai fini dello svolgimento della Seconda prova.
    Più esattamente propongo, evitando ansie deleterie, di confronatarci sulle ipotesi, diagnosi ed interventi terapeutici di casi precedentemente usciti..ad esempio partiamo da questo caso:
    Gli insegnanti di una scuola secondaria di primo grado lamentano da diverso tempo alcuni problemi nella conduzione di ore di lezione, dovuti a frequenti comportamenti di disturbo da parte di alcuni alunni della classe rivoltio nei confronti di altri compagni.
    L'insegnante di irtaliano, in particolare, riporta alcuni episodi in cui un'alunna della sua classe è stata presa in giro ed aggredita da alcuni compagni durante l'ora di intervallo. Questa situiazione viene confermata anche dall'insegnante di educ. motoria, egli ha ripetutamente notato la difficoltà di integrazione di due alunni, i quali sembrano non avere amici, vengono solitamente esclusi dalle attività del gruippo classe er vengono scelti sistemnaticamente per ultimi nri giochi di squadra.
    Il candidato descriva gli ambiti di approfondimento e le modalità di valutazione della situazione in qsta classe e specifichi in che modo imposterebbe un eventuale intervento.

    Dai ragazze aiutiamoci..ciao.

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    ottima idea akiropita! Io ho provato a svolgerlo senza guardare il dsm (anche se la tentazione era forte ). Per i trattamenti mi sono basata sul manuale di Celi (un grandissimo)

    Inquadramento
    ...
    Ultima modifica di ste203xx : 18-04-2010 alle ore 10.29.49

  3. #3
    Partecipante L'avatar di Akiropita82
    Data registrazione
    13-09-2005
    Residenza
    Padova
    Messaggi
    54

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    Ciao Ste, finalmente qualcuno che risponde ...bene non sono sola! Allora che dire credo che il caso sia così ampio e indecifrato che ognuno di noi possa, sempre giustificando le scelte, optare per la strada che meglio ritiene opportuna. Ad esempio io mi comporterei così:
    Chiederei prima di tutto di farmi contattare dai genitori e qui il grande Celi ci da una mano nel senso che in questi casi, per ridurre le resistenze genitoriali, si potrebbe dire ai medesimi che le Insegnanti si sentono in difficoltà nella gestione della classe e dei due ragazzi in particolare tali da richiedere una consulenza. Chiusa questa parentesi, una volta che la collaborazione c'è e i genitori si presentano partirei con il colloquio e qui approfondirei gli aspetti standard e cioè:
    -tappe evolutive (lingusggio, sviluppo motorio, malattie importanti, gravidanza e parto ecc)
    -mi soffermerei inoltre sugli aspetti regolativi e cioè : alimentazione, sonno /veglia, fase del no, ad esempio si potrebbe chiedere anche se il proprio bambino va spesso in pronto soccorso..i bambini oppositivi con difficoltà attentive sono molto sbadati, tanto da farsi male spesso.
    -familiarità: ovvero cercare di capire se c'è qualcuno all'interno della famiglia che ha sofferto delle medisime difficoltà
    - Chiederei inoltre com'è fuori dal contesto scolastico, perchè credo che qsto elemento sia fondamentale per eventuale diagnosi differenziale..cioè se i genitori riconoscono l'impulsività, l'aggressività e la vivacità anche nel contesto extrascolastico ecco che potremmo confermare l'ipotesi di disturbo della condotta oppure attentivo-iperattivo escludendo forse un'ipotesi di dsa..
    -storia scolastica pregressa , alle elementari com'era, cosa dicevano le insegnanti sui suoi apprendimenti e sul comportamento, era disattento? i BAMBINI OPPOSITIVI, hanno storie scolastiche disastrose..
    -colloquio con bambino: qual è il suo vissuto, come percepisce il clinico, quali sono le attribuzioni..
    Ad esempio ho alcune riflessioni da fare:
    L'invio avviene nella scuola secondaria di primo grado ovvero quando la scuola comincia a richiedere di più all 'alunno, ...e poi l'intervallo è un momento tipicamente destrutturato foriero di stimoli che possono rendere difficoltosa l'interazione di quei ragazzini con difficoltà autoregolative..
    L'aggressività potrebbe essere una reazione secondaria a delle difficoltà quali l'apprendimento o l'attentive...la frustazione che ne deriva è così elevata che può scatenare qste dinamiche comportamentali forti.


    VALUTAZIONE:

    Partirei con una valutazione dell'intera classe e delle dinamiche attraverso per esempio l'osservazione funzionale che miri ad individuare il problema , l'antecedente e le conseguenze..ad esempio...quando Pierino si comporta male per esempio tira un calcio a Chiara possiamo scoprire che Chiara subito prima le ha negato un foglio e subito dopo il calcio, Pierino ha ottenuto una punizione poi niente male..è stato messo fuori dalla classe.
    Farei una valutazione dello stato degli apprendimenti per eliminare qualsiasi dubbio e per capire se le reazioni comportamentali sono primarie o secondarie a qualcos'altro.
    Potrei a quel punto fare una valutazione di II livello sul bambino cioè utilizzare strumenti volti ad indagare gli aspetti attentivi, l'autostima e il tipo di attribuzioni che fa, i livelli di ansia e di aggressività..Carino è il BIG-FIVE (personalità) che racchiude l'amicalità e non ricordo..

    INTERVENTO:
    Attività di brainstorming in classe per sensibilizzare la classe
    Giochi di ruolo per favorire la socializzazione e l'empatia..il sapersi mettere nei panni dell'altro..
    Training sull'impulsività per favorire l'autoregolazione dei ragazzi di fronte alla situazione conflittuale
    Rinforzare i successi di questi ragazzini
    ecc..ecc

    Scusate se sono stata prolissa e scusate se le idee non hanno un ordine ma ho scritto di getto quello che mi è venuto in mente.
    Ecco secondo me non esiste un modo assoluto, vero e unico. L'altra interpretazione secondo me è correttissima, lineare, fatta bene.
    Insomma la psicologia non è come la medicina qui stiamo imparando a lavorare con casi umani che non hanno nulla di scontato quindi se giustifichiamo le nostre scelte operative non dovrebero esserci problemi
    Aperta a critiche e ad altri casi.... Akiropita

  4. #4
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    akiropita, è molto ben fatta la tua analisi, sono d'accordo su tutto! Ad esempio, non avevo pensato all'analisi funzionale, che in fondo è "sempre" utile per capire cosa rinforza un comportamento e come si può prevenire, tanto più con questi bambini che tendono ad agire più che a pianificare e verbalizzare! Mi è piacuto molto anche il fatto di mostrare sensibilità verso i genitori e cercare si superare le loro resistenze, penso sia un altro elemento da inserire nel compito. Per "analisi di II livello" cosa intendi? Nel senso che la valutazione sul gruppo classe è di 1° e quella sugli alunni specifici è di 2°?

  5. #5
    Partecipante L'avatar di Akiropita82
    Data registrazione
    13-09-2005
    Residenza
    Padova
    Messaggi
    54

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    Ciao Ste scusami il ritardo ma veramente qui il tempo non è mai abbastanza
    Allora per quanto riguarda la distinzione tra primo e secondo livello in pratica il primo livello serve per indivduare se c'è un problema negli apprendimenti scolastici se la valutazione risulta critica a quel punto si passa ad una valutazione più approfondita volta cioè ad indagare gli aspetti problematici emersi nel primo step. E' in questa fase, ad esempio, che si effettua la wisc se nella'nalisi diprimo livello il bimbetto mi è "cascato" nella una prova di comprensione...questo è uno dei tanti esempi plausibili.


    Sai cosa mi preoccupa?? Ho paura che esca un problema sulla bulimia o anoressia tu come ti comporteresti, mi daresti qualche dritta per favore? Grazie mille

  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    condivido il timore, i disturbi alimentari spero proprio che non escano!!! Come intervento...pensiamo a qualcosa? Penso sicuramente potrebbe essere un intervento pluridisciplinare, e questo lo ripeteva sempre anche la tutor di tirocinio, visto che sono patologie mediche, psichiatriche, familiari, ecc, spesso prevedono anche con trattamento residenziale poiché quando le anoressiche raggiungo un peso limite-limite-limite c'è il pericolo di morte. Sui manuali si cita spesso un intervento sistemico-familiare. Però per coerenza concettuale e metodologica e anche per dare una direzione precisa alla mia preparazione (se dovessi approfondire tutti gli approcci, addio...) vorrei tenermi sul cognitivo comportamentale in stile Celi.

    Premetterei che l'intervento dello psicologo non dovrebbe essere orientato a ripristinare il funzionamento "meccanico" dell'anoressica, colludendo con le richieste della famiglia di "convincerla a mangiare", ma appunto intervenire anche sul piano cognitivo.
    Ad esempio, visto che uno dei sintomi è la percezione distorta del proprio corpo, che incide molto sull'autostima, un intervento può essere la ristrutturazione cognitiva di questi pensieri irrazionali, anche vdedendo come si sono formati nel tempo (se qualcosa ha agito da rinforzo) e un allargamento del focus di attenzione, non più focalizzato solo sul corpo ma anche sulle altre qualità da valorizzare (vabbè, l'ho scritto in linguaggio non ortodosso ). Visto che le preoccupazioni per l'aumento di peso sono ossessive, metterei qualcosa di quello che Celi ha scritto riguardo alle ossessioni.
    La condotta alimentare potrebbe beneficiare di tecniche di condizionamento, desensibilizzazione, ecc ecc, anche se non lo metterei come obiettivo prioritario dello psicologo.
    Ovviamente, l'immancabile parent-training.
    Ecco... spero davvero che non escano!!!
    Che dici?

    Sai come mi preoccupa anche? I disturbi del linguaggio! Anche lì c'è il problema di distinguere il funzionamento meccanico (pertinenza della logopedista), dalle dimensioni psicologiche del disturbo, che dici?

  7. #7
    Partecipante L'avatar di Akiropita82
    Data registrazione
    13-09-2005
    Residenza
    Padova
    Messaggi
    54

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    Ciao Ste, grazie per le dritte..speriamo davvero non esca o meglio che esca come traccia clinica adulta più che evolutiva.Le ragazze del clinico non avrebbero problemi.
    Vuoi sapere cosa ne penso in generale del caso? Beh ti dico che sto studiando poco perchè ho svolto ben 15 mesi di tirocinio in un servizio che si occupa di Disturbi dell'apprendimento quindi spero con tutta me stessa esca una traccia attinente alla mia formazione. Sto svolgendo i casi precedentemente usciti ma mi accorgo che gli argomenti e le possibili ipotesi sono sempre le stesse! Oddio la scorsa sessione è capitato un caso di disturbo d'ansia con tratti depressivi...ma anche quello..è tutto relativo l'importante è giustificare le scelte...Nel caso del linguaggio, vedrai non uscirà o cmq non deve preoccuparti eccessivamente perchè in quel caso la giri come potenziale dislessia..non siamo logopediste quindi tranquilla!!
    Tornando al caso ipotetitico di disturbo alimentare, cosa approfondiresti in una valutazione diagnostica? Esattamente cosa chiederesti ai genitori? Ti faccio queste domande perchè non ho risposte..GRAZIE

  8. #8
    papavera07
    Ospite non registrato

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    Ciao a tutte! avevo appena scritto una lunghissima risposta ma l'ho persa perchè non mi ero logata...cmque:
    Per rispondere ad Akiropita indagherei la relazione con la madre: di solito le anoressiche hanno madri che pretendono comportamenti vicino alla perfezione e questo mina la loro autostima; distorta è pure la comunicazione familiare in generale dove non c'è posto per le lodi ma si sottolineano solo le carenze di queste ragazze.
    Io sto cercando di risolvere la traccia dell'ultima sessione, per favore ditemi cosa ne pensate, grazie.
    APPROFONDIMENTI: tentato suicidio del padre, se bambino presentava disturbo prima dell'inizio del lavoro della madre, relazone con compagni e con i genitori, qualità del sonno
    TEST: TAD (x ansia, depressione) TRI (relazoni interpersonali) TMA (test dell'autostima)
    IPOTESI DIAGNOSTICHE :io direi disturbo dell'adattamento con umore depresso o forse disturbo d'ansia da separazione, li dipende, bisognerebbe indagare quali situazioni creano ansia al bambino, se riesce a star tranquillo senza la madre, etc. Poi la cornice teorica??? beh se è ansia da separazione, ci metterei Bowlby, ma se ci sono aspetti depressivi mi rifarei piuttosto a teorie dinamiche tipo abbandono della madre= lutto dunque regressione..cosa ne dite?
    grazie in anticipo!

  9. #9
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    ciao papavera, puoi postare il caso a cui ti riferisci?

  10. #10
    Partecipante L'avatar di Akiropita82
    Data registrazione
    13-09-2005
    Residenza
    Padova
    Messaggi
    54

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    Il/la candidato/a indichi gli ambiti di approfondimento nel corso di una serie di colloqui
    psicodiagnostici finalizzati all’esame del caso descritto di seguito, motivando l’utilizzo di eventuali
    test psicologici e formulando, infine, un’ipotesi diagnostica all'interno della cornice teorica
    prescelta.
    Nicola frequenta la seconda elementare. Viene accompagnato al servizio di Neuropsichiatria
    Infantile da entrambi i genitori perché le insegnanti segnalano apatia, tendenza all'isolamento,
    pianto ed un rendimento scolastico complessivamente insufficiente. Nel corso del primo colloquio
    Nicola appare molto a disagio e si nasconde frequentemente tra le braccia della madre. Inoltre,
    prima di rispondere alle domande, cerca sempre lo sguardo del padre che sembra temere.
    I genitori non sembrano sorpresi dalla segnalazione e, tra i due, è il padre quello visibilmente
    preoccupato. Riferiscono che da qualche mese il bambino è diventato sfuggente e mostra
    comportamenti regressivi (succhia il dito in solitudine, chiede giochi della prima infanzia e ha avuto
    alcuni episodi di enuresi).
    Non vengono riferiti ritardi nella acquisizione delle principali tappe linguistiche e motorie né
    problemi di salute particolari negli anni precedenti.
    Da circa sei mesi la madre ha ricominciato a lavorare a tempo pieno come impiegata e il bambino
    durante il pomeriggio resta a diversi estranei. Il padre alla fine del colloquio dichiara di avere
    tentato il suicidio durante il servizio militare.

    Il caso di cui parla Papvera mi sembra sia questo! Confermi?

  11. #11
    Partecipante L'avatar di Akiropita82
    Data registrazione
    13-09-2005
    Residenza
    Padova
    Messaggi
    54

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    Il/la candidato/a indichi gli ambiti di approfondimento nel corso di una serie di colloqui
    psicodiagnostici finalizzati all’esame del caso descritto di seguito, motivando l’utilizzo di eventuali
    test psicologici e formulando, infine, un’ipotesi diagnostica all'interno della cornice teorica
    prescelta.
    Nicola frequenta la seconda elementare. Viene accompagnato al servizio di Neuropsichiatria
    Infantile da entrambi i genitori perché le insegnanti segnalano apatia, tendenza all'isolamento,
    pianto ed un rendimento scolastico complessivamente insufficiente. Nel corso del primo colloquio
    Nicola appare molto a disagio e si nasconde frequentemente tra le braccia della madre. Inoltre,
    prima di rispondere alle domande, cerca sempre lo sguardo del padre che sembra temere.
    I genitori non sembrano sorpresi dalla segnalazione e, tra i due, è il padre quello visibilmente
    preoccupato. Riferiscono che da qualche mese il bambino è diventato sfuggente e mostra
    comportamenti regressivi (succhia il dito in solitudine, chiede giochi della prima infanzia e ha avuto
    alcuni episodi di enuresi).
    Non vengono riferiti ritardi nella acquisizione delle principali tappe linguistiche e motorie né
    problemi di salute particolari negli anni precedenti.
    Da circa sei mesi la madre ha ricominciato a lavorare a tempo pieno come impiegata e il bambino
    durante il pomeriggio resta a diversi estranei. Il padre alla fine del colloquio dichiara di avere
    tentato il suicidio durante il servizio militare.

    Il caso di cui parla Papvera mi sembra sia questo! Confermi?

  12. #12
    papavera07
    Ospite non registrato

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    sì sì era quello! scusate mi ero dimenticata di specificare!;-)

  13. #13
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    sinceramente trovo difficilina questa traccia! Sono d'accordo con l'ipotesi diagnostica di papavera e anche per gli approfondimenti. I test non li conosco: dove li avete studiati? Il tma lo cita anche Celi, gli altri invece non li conosco

    Cmq, ho provato a buttare giù qualcosa. Però, ho messo all’inizio l’ipotesi diagnostica, ma mi sembra che la traccia, giustamente, la voglia alla fine, visto che deve scaturire da tutti gli approfondimenti, i test, ecc. Quindi magari all’esame li metterei in ordine diverso.

    Inquadramento

    Per inquadrare il caso si farà riferimento al DSM-IV.
    Innanzitutto, è possibile identificare un fattore sociale potenzialmente stressante per il bambino, come il rientro della madre al lavoro, a tempo pieno: questo ha comportato probabilmente l’interruzione di una routine, la mancanza di un punto di riferimento stabile e sicuro, l’alternarsi di figure di accudimento estranee, e ciò può aver suscitato una reazione di disadattamento. L’ipotesi di un disturbo dell’adattamento può essere sostenuta dall’esordio della reazione, entro tre mesi dall’evento stressante. Il disagio sembra significativo poiché incide sul funzionamento scolastico e sulle relazioni sociali, rendendo il bambino apatico, con tendenza a isolarsi, pianti. Inoltre, appare insicuro, timoroso, si rifugia tra le braccia della madre e guarda il padre che sembra suscitargli timore. Questi sintomi fanno ipotizzare un sottotipo con ansia e umore depresso misti.
    Il bambino sembra anche essere regredito a comportamenti di una fase di sviluppo precedente, come il succhiarsi li dito, enuresi, giochi infantili.

    Aree da approfondire

    - analisi funzionale dei comportamenti regressivi, per comprendere quando si manifestano e a che scopo, individuando gli antecedenti e le conseguenze. Questi comportamenti possono avere un valore di comunicazione, esprimere un bisogno di ricevere maggiori attenzioni da parte dei genitori assenti per lavoro. Occorre esplorare anche le reazioni dei genitori: se il bambino, mostrandosi più piccolo e più bisognoso, ottiene un accudimento più intensivo, questa risposta può agire da rinforzo indurre il bambino a ripetere quei comportamenti, al contempo potrebbe confermare come effettivamente il suo bisogno sia di avere più vicino le figure di accudimento. Se invece i genitori reagiscono punendo il bambino, egli può persino intensificare le reazioni, dopo averle temporaneamente soppresse, come avviene spesso con le punizioni.
    - organizzazione familiare: può essere opportuno indagare la situazione familiare, la relazione tra i coniugi, poiché sembrano avere atteggiamenti diversi nei confronti del figlio, la madre di accoglienza e protezione, il padre gli suscita timore. Può essere utile esplorare da quanti membri è composta la famiglia, se ci sono altri fratelli ed eventualmente che rapporto hanno con Nicola, altre figure familiari che si occupano di lui, chi sono infine le figure che accudiscono il bambino nei pomeriggi e come si comporta con loro, se manifesta gli stessi sintomi, se chiede della mamma, come si spiega il cambiamento di routine avvenuto quando la madre è rientrata al lavoro. Si può esplorare quale sia il sostegno su cui la famiglia può contare, se dispone di una rete di servizi e persone che consentano alla madre di riprendere il lavoro con serenità oppure la famiglia si trovi da sola e priva di risorse esterne a gestire e conciliare il menage familiare con quello lavorativo. Il disagio di Nicola può essere il sintomo di un disfunzionamento familiare più ampio: i genitori sembra che si aspettassero una segnalazione: perché? Era successo qualcos’altro?
    - può essere utile comprendere come il bambino reagisca al ritorno della madre e capire che tipo di attaccamento ha stabilito con lei, se ad esempio la ignora, continuando a giocare, oppure si mostra ambivalente, poiché è contento, ma anche arrabbiato per essere stato “abbandonato”
    - può essere utile un colloquio con i genitori, per esplorare le loro attribuzioni, capire come spiegano il comportamento del figlio, fare un’anamnesi per valutare se vi è stato qualche altro fattore stressante e come è stato gestito. Si può comprendere come gestiscono questi comportamenti e che accordi hanno con le figure che si prendono cura di Nicola di pomeriggio
    - colloquio con ciascun genitore: con il padre approfondire suicidio, eventuali sindromi depressive, problematiche familiari, ecc, che possono avergli trasmesso uno schema di relazione che poi ha riapplicato con il figlio, ecc
    - colloquio con le insegnanti per approfondire i sintomi a scuola, il rendimento insufficiente, se ad esempio si è verificato un calo e quale sembra loro l’approccio del bambino allo studio e alle relazioni con i compagni

    Test. Qui sarebbe anche da mettere, forse, cose di questo tipo: "se al test X esce un risultato Y, allora si può ipotizzare la diagnosi taldeitali, se invece esce Z, allora si può ipotizzare blablabla".
    Cmq, penserei forse a qualcuno di questi test:

    Grafici: albero, figura umana, casa e famiglia
    Child behaviour check-list
    Family life space test
    Ecomappa
    Monitorare sintomi: se persistono oltre 6 mesi rivedere diagnosi??

    Interventi
    Parent training per ristrutturazione cognitive e attribuzioni (no colpevolizzazione madre)
    Teacher training
    Empowerment per attivare le risorse della famiglia, sostenerla nel conciliare lavoro e famiglia, ecc
    Per il bambino: ristrutturazione cognitiva, terapia razionale emotiva (????)

  14. #14
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    ragazze ve ne propongo un altro di caso, in cui ho avuto difficoltà. Infatti al primo colloquio si presenta la mandre con insieme il bambino, come si gestisce secondo voi? Poi, i sintomi sono somatici, che fare? Ho provato così

    Padova. Caso di psicologia dello sviluppo
    Da un centro ospedaliero specializzato per il trattamento delle cefalee in età pediatrica viene richiesta una consulenza psicologica per un bambino di 7 anni che presenta una cefalea che non ha base organica e che, da circa un anno, non risponde al trattamento farmacologico tradizionale.
    Il bambino si presenta ad un primo colloquio accompagnato dalla madre.
    Indicare:
    1) Come viene impostato il primo colloquio od intervista, tenendo conto della presenza sia della madre che del bambino?
    2) Quali aree del disturbo individuale e relazionale ritiene utile indagare?
    3) Riferendosi all'osservazione dell'aspetto e del comportamento del paziente durante il primo colloquio quali elementi ritiene che possano essere utili alla diagnosi?
    4) Quali informazioni vanno richieste se non fornite dal medico inviante?
    5) In una seconda seduta diagnostica si procede alla valutazione più approfondita tramite questionari e test. Quali ambiti psicologici del paziente ritiene opportuno testare e attraverso quali strumenti?


    Inquadramento generale
    [...]
    Ultima modifica di ste203xx : 18-04-2010 alle ore 10.47.57

  15. #15

    Riferimento: seconda prova:il caso evolutivo

    panico.. sono l'unica oggi che nel caso evolutivo dopo trattazione varia ha osato dire che nonostante necessità di accertamenti fosse probabile un ddai con disattenzione predominante ( e quindi secondari i problemi di apprendimento)??? nel tema ovviamnete ho articolato meglio ma temo di aver sbagliato e che il disturbo di apprendimento foose primario.. uffi

Privacy Policy