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Visualizzazione risultati 1 fino 3 di 3
  1. #1
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    20-04-2009
    Messaggi
    60

    Perchè nascono le ossessioni?

    Cosa può fare il soggetto in prima persona?

    Cosa fa un terapeuta per curare un paziente ossessivo?

  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di larapull
    Data registrazione
    24-01-2005
    Messaggi
    439

    Riferimento: Perchè nascono le ossessioni?

    Buonasera, la domanda è un pò troppo generica poichè le forme ossessive sono molteplici e le strategie dipendono molto dalla tipologia delle stesse.
    Se può spiegarci meglio potremmo avere un quadro più completo.LP

  3. #3
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    16-09-2009
    Residenza
    ROMA
    Messaggi
    61

    Riferimento: Perchè nascono le ossessioni?

    Ciao 1020,
    è la prima volta che mi trovo a parlare con un numero… Mi piacerebbe conoscere il tuo nome!

    Ci sono 2 tipi di ossessioni: quelle presenti nel disturbo ossessivo compulsivo di ansia e quelle presenti nel disturbo ossessivo di personalità.
    Nel primo caso i pensieri ricorrenti e persistenti affliggono l'individuo perchè le percepisce come invasive e fastidiose e gli provocano una marcata sofferenza.
    Nel secondo caso le ossessioni sono egosintonico: l'individuo si rende conto che i pensieri, le immagini o gli impulsi sono frutto della propria mente.

    Relativamente a ciò che può fare il paziente in prima persona, penso nulla, perché in entrambi i casi il paziente è inserito in una dinamica coattiva che non può fronteggiare da solo.

    Relativamente a ciò che può fare il terapeuta per curare un paziente ossessivo ritengo che:
    Nel caso del primo disturbo può curare l’ansia che determina le ossessioni (ad esempio con tecniche quali il training autogeno) e cambiare il meccanismo percettivo-reattivo che determina l’ansia.
    Nel secondo caso le probabilità di guarigione completa sono estremamente ridotte, in quanto ritengo che i disturbi di personalità si possano modificare e non eliminare totalmente, in quanto le difese che il paziente attua sono troppo radicate.

    Cordiali saluti.

    Dr.ssa Carmela Verrastro
    Ordine Psicologi Lazio n° 11916

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