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Visualizzazione risultati 1 fino 10 di 10
  1. #1
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    13-06-2007
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    Coniunctio psiche-corpo

    Forse mai come in questo momento storico il corpo umano è stato così tanto esposto e nel contempo così tanto sconnesso dalla vita che lo abita e dalla psiche che gli appartene; scaturisce da ciò l'urgenza di portare nella scena analitica l'immanenza di quella coppia di opposti, psiche e corpo, di cui parla Jung, ricomponendola ed operando una vera e propria coniunctio .
    Dedichiamoci al corpo, non ovviamente in senso estetizzante, ma approfondendo temi quali la vita immaginativa del corpo, il linguaggio corporeo, l'esperienza corporea nell'incontro tra analista e paziente.
    Mi auguro che l'argomento sia di vostro interesse .
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  2. #2
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Coniunctio psiche-corpo

    Dedichiamoci al corpo, non ovviamente in senso estetizzante, ma approfondendo temi quali la vita immaginativa del corpo, il linguaggio corporeo, l'esperienza corporea nell'incontro tra analista e paziente.
    Mi auguro che l'argomento sia di vostro interesse .[/QUOTE]

    Posso seguirlo anch'io che non sono psicologa e non studio psicologia?
    Potrei trasporre il rapporto analista/paziente ad un rapporto d'amicizia (naturalmente circoscritto ai comuni casi di difficoltà che attraversiamo tutti, non nei casi di patologia)?

  3. #3
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
    Data registrazione
    13-06-2007
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    Sicilia
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    Riferimento: Coniunctio psiche-corpo

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Dedichiamoci al corpo, non ovviamente in senso estetizzante, ma approfondendo temi quali la vita immaginativa del corpo, il linguaggio corporeo, l'esperienza corporea nell'incontro tra analista e paziente.
    Mi auguro che l'argomento sia di vostro interesse .
    Posso seguirlo anch'io che non sono psicologa e non studio psicologia?
    Potrei trasporre il rapporto analista/paziente ad un rapporto d'amicizia (naturalmente circoscritto ai comuni casi di difficoltà che attraversiamo tutti, non nei casi di patologia)?[/QUOTE]

    Non ci siamo benedetta. I più significativi esponenti della psicologia analitica, oggigiorno approfondiscono temi che si riferiscono al corpo in analisi come "il corpo sottile".
    "Psische e corpo sono una coppia di contrari, e come tale sono l'espressione di un essere la cui natura non è conoscibile nè mediante l'apparenza materiale, nè mediante l'immediata percezione interiore"
    Vorrei parlare, dedicarmi al corpo in senso clinico e immaginativo.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  4. #4
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Coniunctio psiche-corpo

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    "Psische e corpo sono una coppia di contrari,
    non vedo come la psiche e il corpo possano essere considerati una "coppia di contrari", visto che, fin dalla teoria freudiana, la psiche si forma per appoggio ("teoria dell'appoggio") sulle esperienze somatiche e corporee

  5. #5
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Milano
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    Riferimento: Coniunctio psiche-corpo

    Anch'io trovo difficoltà a concepire psiche e corpo come "contrari". Non conoscendo il pensiero junghiano magari interpreto male, ma mi pare che si parli di un legame meno unidirezionale rispetto alla teoria freudiana che, su questo argomento, mostra i limiti del biologismo dell'autore.
    In una visione contemporanea, poi, psiche e corpo non possono essere visti nè come contrari nè come causantesi gli uni gli altri (la teoria dell'appoggio cui si riferisce Johnny), bensì come livelli di organizzazione mutualmente influenzantisi del soggetto (in un'ottica di sistema complesso in interazione).

    Saluti
    gieko

  6. #6
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Coniunctio psiche-corpo

    Rispetto agli ultimi due interventi: ''appoggio'', ''sistema complesso in interazione'', ''mutua influenza'' ecc...potremmo continuare all'infinito ma il punto è: possediamo un linguaggio attualmente in grado di portarci fuori dal dualismo antropologico? Le espressioni usate indicano infatti una ''tensione'' ma non un ''ri-solvimento'' (solutus...) dei due concetti in una visione unitaria. Questa ''tensione'' espressa dal linguaggio è uno dei tanti motivi junghiani che portano a parlare di ''tensione di opposti'', di gioco dell'ambivalenza e infine di ''coniunctio'' cioè quella tensione alla ''totalità'' di una esperienza (in questo caso quella del Sè come totalità individuale...) che sussiste appunto solo come ''infinita tensione'' e mai come ''dato di fatto''. Diciamo allora che la ''totalità'' è si ''pre-sentimento'' ma trascende irrimediabilmente la ''singolarità'' di ogni individualità. Da questi brevi appunti si può delineare già la dialettica per Jung più generale (che ha a che fare dunque con la struttura della vita): conscio-inconscio. L'ambi-valenza è dunque nella natura delle cose e dell'uomo: ogni tentativo razionale di risolvimento indica sempre una tensione di opposti e fallisce nel suo intento unilaterale; cioè ogni ''concetto'' si lascia dietro una ''ulteriorità'': questa ''ulteriorità'' per Jung abita l'inconscio (personale e collettivo) che diventa il luogo eminente (nel suo rapportarsi con l'Io) dell'espressione del conflitto, della contraddizione trasformatrice.
    Questo ad un livello meramente teorico-speculativo. Tornerò in seguito sulle sue implicazioni che, in ogni caso, mi pare si siano abbastanza chiaramente delineate in ambito psicoanalitico.

    Saluti,
    Luigi
    Ultima modifica di luigi '84 : 12-05-2009 alle ore 21.16.40

  7. #7
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Coniunctio psiche-corpo

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    non vedo come la psiche e il corpo possano essere considerati una "coppia di contrari", visto che, fin dalla teoria freudiana, la psiche si forma per appoggio ("teoria dell'appoggio") sulle esperienze somatiche e corporee
    Caro johnny, nel concentrare la nostra attenzione sul corpo, vorrei riportare il pensiero di Nietzsche che disprezzando il proprio corpo e soffrendone disse:"Ciò che i sensi avvertono e ciò che lo spirito conosce non ha mai il proprio fine in se stesso. I sensi e lo spirito vorrebbero convincerti che sono vani...Dietro c'è il sè,....che ascolta ed è sempre in cerca: paragona, conquista e distrugge. Controlla anche l'io. Dietro i tuoi sentimenti e ai tuoi pensieri, c'è un dominatore potente, un saggio ignoto, il cui nome è il sè. Risiede nel tuo corpo; è il tuo corpo".
    Jung è più cauto:sostiene che per risolvere il problema, bisogna dare ad entrambi un valore uguale.
    Il corpo possiede un aspetto interno e uno esterno. Laspetto esterno è ciò che noi e gli altri, vediamo, sentiamo e tocchiamo di noi stessi,. E' il corpo oggettivo che si riscalda e si raffredda, che mangia, che elimina, ci porta in giro, si ammala, muore..E' fratello asino come lo definiva S. Francesco. Stanley Keleman descrive un altro aspetto corporeo in "Your Body speaks its mind": (Il tuo corpo parla con la propria mente).I nostri corpi sono noi, in quanto processo, non in quanto cosa... il corpo è, in realtà l'espressione sempre mutevole del carattere.
    Tale integrazione non è una novità per la psicologia, ma il contributo che a questo proposito ha dato la psicoanalisi in quanto scienza è fondamentale perchè implica, già a livello metodologico, il superamento di ogni scissione mente-corpo. Il lavoro analitico è per eccellenza una situazione di unione di opposti: nel processo di crescente consapevolizzazione si lavora sui vissuti, sulle emozioni, sul dolore, a partire da ciò che il corpo manifesta, tramite il sintomo, l’ansia o intense emozioni, per farne pensiero. E’ proprio in questa crescente consapevolezza che l’analizzando si percepisce sempre più intero.Cresce dunque la consapevolezza della propria presenza al mondo che passa necessariamente per questa specifica forma corporea individuale.
    Ciao
    Ultima modifica di francesca63 : 13-05-2009 alle ore 08.39.21
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Coniunctio psiche-corpo

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    "Ciò che i sensi avvertono e ciò che lo spirito conosce non ha mai il proprio fine in se stesso. I sensi e lo spirito vorrebbero convincerti che sono vani...Dietro c'è il sè,....che ascolta ed è sempre in cerca: paragona, conquista e distrugge. Controlla anche l'io. Dietro i tuoi sentimenti e ai tuoi pensieri, c'è un dominatore potente, un saggio ignoto, il cui nome è il sè. Risiede nel tuo corpo; è il tuo corpo".
    Benissimo! Ecco l'origine nietzschiana del pensiero junghiano: il Sè come ignoto, come dominatore. Se pensiamo che per Jung la prima manifestazione dell'inconscio è propriamente ''corporea'' il gioco è fatto: il corpo-vissuto (leib) della fenomenologia, per fare un esempio, è quel corpo che non può essere visualizzato con la metodologia settoria della medicina ma è piuttosto un corpo che, in quanto ''vivo'', è già da sempre impossibilitato all'oggettivazione completa e immerso nel gioco dell'ambivalenza. E' un corpo ''ec-centrico'' che si offre cioè sia come ''soggetto'' (il-corpo-che-siamo) sia come ''oggetto'' (il corpo declinato nelle rappresentazioni della coscienza). La coscienza, in questo caso, è un ''di più'' rispetto alla dimensione originaria del ''corpo-vissuto''; ma siccome un giorno l'Io (come campo unificatore della coscienza) sembra essersi levato da questa dimensione indifferenziata, magmatica (il corpo come detentore del potere, conquistatore e distruttore) a Jung non resta che ammettere l'esistenza di uno stato inconscio in cui ''vita e corpo'' facevano un tutt'uno, uno stato indistinto in cui gli l'ambivalenza convive (si pensi all'io corporeo, o alle modalità primitive di vivere il corpo). La nascita della ''coscienza'' ha decretato uno ''spaccamento'' tra ''realtà corporea vissuta'' e ''rappresentazione psichica della stessa'': ancora una volta ''conscio-inconscio''. E ancora una volta tensione di opposti: l'analisi conduce, passo per passo, nel luogo più vicino alla ''scissione'' dimodochè l'esperienza divenga più ricca e si approssimi alla ''totalità''.
    Chi dice, dunque, che la psicoanalisi ha tralasciato il problema del ''corpo'' cade in un palese errore.

    Saluti,
    Luigi

  9. #9
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    25-03-2008
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    Riferimento: Coniunctio psiche-corpo

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Il lavoro analitico è per eccellenza una situazione di unione di opposti: nel processo di crescente consapevolizzazione si lavora sui vissuti, sulle emozioni, sul dolore, a partire da ciò che il corpo manifesta, tramite il sintomo, l’ansia o intense emozioni, per farne pensiero. E’ proprio in questa crescente consapevolezza che l’analizzando si percepisce sempre più intero.Cresce dunque la consapevolezza della propria presenza al mondo che passa necessariamente per questa specifica forma corporea individuale.
    Ciao
    Davvero molto bene! Hai espresso magnificamente ciò che spesso dell'analisi ci si dimentica di dire: il lavoro corporeo.

    Saluti,
    Luigi

  10. #10
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Coniunctio psiche-corpo

    Il mio pensiero non e' stato recepito; quindi ho spostato il post nel 3d critiche alla psicoterapia...ecc.
    Ultima modifica di francesca63 : 15-05-2009 alle ore 00.09.33
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

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