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  1. #1
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    Personaggi e interpreti


    Nadir: Madame
    La gatta di Nadir: Gnappa detta Duchessa
    Michael: l'avvocato Hautecourt
    Il gatto di Michael: Romeo ( Er mejo del Colosseo )
    La gattina di Elena: Minou
    Il gattino di Schizofrenico: Bizet
    ?: Matisse
    Il gattone di Doc: Gambadilegno
    La gatta di Sara Dezaire: Trudy
    La topina di Chiocciolina: Minnie
    Il topino di Ezechiele: Topolino
    La cavallina di Pantera Rosa: Clarabella
    L'ochetta di Rosa di Maggio: Adelina Bla Bla
    L'ochetta di Rebeccap: Guendalina Bla Bla






    Gnappa aveva da poco cambiato città, seguendo la sua padrona...
    La gattina di razza pregiata ( tutti la chiamavano Duchessa per il suo incedere elegante e piuttosto altezzoso... ), però, aveva preso molto male il cambiamento: abituata a scorazzare nell'ampio giardino della villa di Mondello vicino Palermo, dove era nata, non accettava gli spazi per lei troppo ristretti del pur bellissimo appartamento del Centro Storico di Roma.
    Dai gusti molto aristocratici, la gattina non riusciva ad inserirsi nell'ambiente, che lei considerava troppo "popolaresco", dei gatti che popolavano il centro della Capitale.
    Le sue frequentazioni, pertanto, erano circoscritte ad altre tipologie di animali: la sua amica del cuore, in particolare, si chiamava Clarabella ed era una cavallina molto chic: dai gusti estetici sapientemente curati, era la sua compagna di shopping preferita per i negozi di Via del Corso.
    Quella sera, però, Duchessa era uscita insieme ad un'altra sua amica, una topolina di nome Minnie: Clarabella, infatti, aveva un appuntamento romantico con un certo Orazio, un cavallo di razza appena conosciuto e che, subito, aveva circuito e convinto ad uscire da solo con lei...
    Gnappa, però, non c'era rimasta male: anche Minnie le stava molto simpatica... Era costei una topolina tutto pepe, da poco tornata single dopo aver interrotto un lunghissimo fidanzamento con un certo Topolino. Minnie sosteneva di essere stata lei a lasciarlo, visto che si trattava di un perdigiorno sempre in giro per il mondo insieme al suo amico Pippo...
    In realtà, però, Gnappa sapeva bene qual era la verità: Minnie soffriva, purtroppo, di un grave problema: aveva perennemente il moccio al naso e doveva incessantemente soffiarselo per riuscire a respirare... Purtroppo, però, a volte lei ci metteva troppa energia in questa operazione... Con la conseguenza che, talora, un po' di aria le tornava indietro e le fuoriusciva anche da un altro orifizio... Col risultato di appestare l'aria per una vasta zona intorno a lei... Questa sua triste caratteristica, come è evidente, le aveva fatto allontanare molti potenziali corteggiatori: ma non Topolino, tenacemente innamorato e disposto a tutto pur di non perderla...
    Purtroppo, però, qualche tempo prima era successo un episodio increscioso che era risultato fatale per il tormentato rapporto di coppia dei due... L'impulso di soffiarsi il naso, infatti, era imperiosamente venuto alla povera Minnie proprio mentre Topolino era intento in un delicato gioco erotico...
    La micidiale zaffata che era piombata sul povero Topo in piena faccia, aveva avuto effetti devastanti: era stato necessario rianimarlo con la respirazione assistita meccanicamente ( nessun medico tra quelli tempestivamente accorsi se l'era sentita di effettuare la respirazione bocca a bocca... ) e quindi era stato ricoverato per ben tre giorni in rianimazione.... Quando, alla fine, era riuscito a lasciare l'ospedale, aveva dovuto, seppur a malincuore, rompere il fidanzamento: mai sarebbe più riuscito ad accostarsi carnalmente alla sua amata dopo quel disgraziato episodio...
    Gnappa sapeva bene tutto questo e, pertanto, era stata ben contenta di uscire con la sua amica per cercare di distrarla e allontanare da lei quei penosi ricordi....
    Le due amiche, dopo aver effettuato un po' di shopping tra i negozi del centro, avevano deciso di recarsi dall'estetista per spuntare gli antiestetici baffetti che, da sempre, le tormentavano... Dopo che Gnappa ebbe finito, però, si rese conto che la sua amica ne aveva ancora per molto: il lavoro delle estetiste, infatti, subiva continue interruzioni perchè, ad ogni accenno di starnuto di Minnie, c'era un fuggi fuggi generale con una conseguente enorme perdita di tempo....
    Per non rischiare di arrivare a casa troppo tardi, perciò, Gnappa decise di avviarsi da sola...
    Visto che, comunque, si era fatta sera, decise di prendere una scorciatoia... In poco tempo, però, si rese conto di essersi persa tra gli stretti vicoli che circondano il Colosseo... Ad un certo punto, si imbatté in un tremendo gatto selvatico che le si pose davanti chiudendole ogni via di fuga....
    Il cuore cominciò a battere forte alla povera gattina sola e sperduta: "Che mi succederà adesso?" si chiese tremebonda...
    Era questo gatto selvatico un certo Gambadilegno, così chiamato perchè era nato con tre zampe.. La natura misericordiosa, però, l'aveva dotato di una quarta "appendice", di lunghezza spropositata rispetto alla norma, che lui, oltre al suo canonico utilizzo, usava anche come valido appoggio per camminare...
    Il suo soprannome "Gamba di Legno", si basava, appunto, sulla consistenza lignea di tale "appendice" naturale....
    Quando Gnappa vide il suo fiero aggressore e la minacciosa appendice che recava seco, venne colta da un accesso di paura: la povera gattina, infatti, del tutto ignara delle cose della vita, giammai era stata con un gatto e nutriva un sacro terrore al pensiero di ciò a cui sarebbe andata incontro in occasione della sua iniziazione alla maturità...
    Stretta all'angolo, guardava Gambadilegno che si avvicinava ghignando, incurante delle sue lacrime ed implorazioni ad avere pietà...
    Proprio mentre il gattaccio era arrivato quasi a toccarla, all'improvviso, arrivarono nel vicolo Adelina e Guendalina Bla Bla, due sorelle che vivevano nei dintorni e che si erano scandalizzate alla vista del gatto selvatico e della sua smisurata appendice... Le due oche cominciarono a starnazzare e a svolazzare intorno a Gambadilegno nel tentativo di distrarlo e permettere la fuga così alla povera Gnappa... Il gattone, con fare noncurante, le cacciò, però, senza alcuna fatica con una semplice zampata ben assestata che mise in fuga le due povere ochette...
    Niente si frapponeva, ormai, tra lui e la sua preda, niente...
    Improvvisamente, però, un colpo di scena: soffiando e ringhiando, arrivò un giovane gatto aitante e muscoloso che si interpose tra Gambadilegno e Gnappa: era Romeo, "er mejo der Colosseo", come era noto nei vicoli di Roma... Aveva chiaramente intenzione di difendere la piccola gattina che lo guardò, per questo, radiosa e adorante...
    Gambadilegno, con fare noncurante e minaccioso si avvicinò a Romeo... L'aria era tesa, i due gatti si studiavano pronti a lanciarsi l'uno contro l'altro...
    Improvisamente, però, Gambadilegno cambiò espressione, impallidì e, veloce come un fulmine, se la diede a gambe.... Era comparsa alle spalle di Romeo Trudy, la sua fedele mogliettina... Fedele, ma piuttosto irritabile e poco propensa a perdonare le frequenti "scappatelle" del suo amato...Trudy si lanciò quindi all'insegumento del suo consorte e, girato l'angolo, lo raggiunse facilmente.
    Gambadilegno, infatti, non riusciva più a correre con la consueta agilità a causa della sua "quarta" gamba che, per il timore delle reazioni di sua moglie, si era improvvisamente afflosciata.... Nessuno potè assistere al dramma che si consumò nel vicolo della vecchia Roma, ma dovette essere molto intenso a giudicare dai ringhii e dai miagolii che risuonarono a lungo...
    Gnappa guardò il baldo Romeo: il gatto, pavoneggiandosi, le disse: "Tutti uguali questi gradassi, appena mi ha visto se l'è data a gambe...."
    "Veramente......" stava per precisare Gnappa... Poi si rese conto che non sarebbe stato delicato, in fondo aveva rischiato la vita per salvarla....
    La graziosa gattina gli sorrise, Romeo diventò tutto rosso... Scodinzolando, l'accompagnò a casa... Arrivati sotto al portone, Duchessa gli disse:
    "Vuoi entrare, ti faccio conoscere la mia padrona, Madame... E' simpatica, anche se un po' svampita: ha 47, anzi, quasi 48 anni ma continua a dire a tutti che sembra una bambina e che i ragazzini le corrono dietro dandole fastidio perchè la scambiano per una di loro... In realtà l'hanno già scippata una decina di volte, ma lei non vuole ammettere che è per quello che la rincorrono... Ma, a parte questo, è una brava padrona, non mi fa mancare mai nulla e anche suo marito mi sta simpatico...."
    A quelle parole, gli occhi di Romeo si inumidirono: "Io, il mio padrone, l'ho perso tanto tempo fa... Era un uomo di cultura, uno studioso, stava sempre a leggere libri gialli... Una volta, concentrato com'era in una di queste letture, è salito sulla metropolitana senza portarmi con se... Quando io ho cercato di salire, le porte si sono richiuse.. E l'ho perso, perso per sempre...."
    "Oh, povero Romeo, che storia triste..." gli disse Gnappa strofinandogli il muso contro il suo, facendolo arrossire violentemente..
    Intanto, erano arrivato sotto il portone e Gnappa, miagolando, si era fatta aprire...
    "Entra" aveva detto a Romeo...
    A Madame, appena visti i due gatti, si illuminò il viso... Rimase un po' sorpresa a vedere la presenza di Romeo, ma poi vide che la sua Gnappa le stava vicino affettuosamente e così si convinse ad accarezzare anche il nuovo arrivato..
    "Caro!" disse rivolto a suo marito, seduto su una poltrona del salotto "Guarda un po' chi ha portato la mia Gnappa?"
    L'avvocato Hautecourt alzò lentamente il capo dal "Trattato di Semiotica del libro Giallo" che stava avidamente divorando per guardare distrattamente verso Madame...
    Strabuzzò, però, subito gli occhi quando vide il gatto che accompagnava la Gnappa: "Oh Romeo Romeo, sei tu Romeo?" disse con un ampio sorriso stampato sulla faccia....
    "Oh, caro, vedo che finalmente hai cambiato genere letterario, adesso sei passato a Shakespeare..."
    "Ma che Shakespeare e Shakespeare, questo è Romeo, il mio amato gatto scappato tanto tempo fa in metropolitana"
    "I gatti scappano in metropolitana?..." pensò tra se e se Madame.. "Chistu scimunito è..." riflettè l'attempata nobildonna che ogni tanto non resisteva al fascino del vernacolo del suo Paese natale...
    "Bene, comunque, adesso che ci siamo ritrovati, saremo tutti una grande famiglia e voi due, tu Gnappa e tu Romeo, vivrete qui, insieme, come due fratelli..."
    Detto fatto, Madame preparò il lettino di Romeo di fianco a quello di Gnappa...
    I due gatti mangiarono avidamente la deliziosa cena che Madame aveva preparato loro, e, quando fu notte, si accucciarono l'uno di fianco all'altro....
    "Ehm..." fece Romeo " Ma tu, Gnappa, sei proprio d'accordo con questa storia del fratello e della sorella?..."
    Gnappa arrossì e chinò il capo...
    " No, ecco, però, mio dolce Romeo, devi sapere che io.... Io non ho mai... Hai capito?"
    " Non ti preoccupare" fece baldanzoso Romeo " Ci penso io..."
    Il gatto si avvicinò delicatamente a Gnappa che tremava tutta... Le si mise sopra... "Ah.. ah..." fece ansimante...
    "Ti è piaciuto" disse quindi con un largo sorriso...
    "Cosa?" rispose Gnappa....
    "Ma come?" rispose Romeo un po' irritato "abbiamo fatto l'amore, no"..
    "Ah...." fece Gnappa "abbiamo fatto l'amore...."
    "Si certo, come no, mi è piaciuto tantissimo, sono stati i due secondi più belli della mia vita..." disse quindi, con un sorriso un po' forzato, la gattina....


    Dopo alcune settimane, Madame, rivolta al marito che si stava dilettando con il voluminoso trattato su "Epistemologia del Giallo da Aristotele a Carlo Lucarelli", esclamò:
    "Caro, ma non ti sembra che Gnappa stia diventando orribilmente grassa? Bisognerà metterla a dieta...."
    L'avvocato rivolse distrattamente uno sguardo alla gatta: "E' incinta" disse....
    "Come?" rispose Madame con un tono di voce che fece lievemente tremare le tendine del salone "Incinta?!!!!!! La mia dolce e tenera Gnappa incinta?????!!!"

    "CHI E' STATO!!!" urlò a tal punto da far scattare gli antifurto delle macchine parcheggiate sull'intera strada.....

    Chi è stato? Come è andata a finire?...
    Dite la vostra opinione...
    -



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  2. #2
    Riccioli di Cioccolato L'avatar di nadirinha
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    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    ATTEMPATO CI SARAI TUUUUUUUU!!!!!!


    PS ci sono dei personaggi che però non compaiono nella storia mi pare...

  3. #3
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    Citazione Originalmente inviato da nadir81@ Visualizza messaggio
    ATTEMPATO CI SARAI TUUUUUUUU!!!!!!


    PS ci sono dei personaggi che però non compaiono nella storia mi pare...
    C'è ancora il finale...
    Che posterò dopo i vostri....
    -



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  4. #4
    Riccioli di Cioccolato L'avatar di nadirinha
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    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    vabbè...ci proverò domani...ormai sono distrutta dal sonno
    buonanotte a tutti

  5. #5
    Postatore OGM L'avatar di ELENA888
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    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    Citazione Originalmente inviato da nadir81@ Visualizza messaggio
    ATTEMPATO CI SARAI TUUUUUUUU!!!!!!


    PS ci sono dei personaggi che però non compaiono nella storia mi pare...
    Ecco appunto..vorrei capire che gli ha scritti a fare?

    ‎"...che l'unico pericolo che senti veramente è quello di non riuscire più a sentire niente; il battito di un cuore dentro al petto, la passione che fa crescere un progetto, l'appetito, la sete, l'evoluzione in atto, l'energia che si scatena in un contatto..."

  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    Citazione Originalmente inviato da ELENA888 Visualizza messaggio
    Ecco appunto..vorrei capire che gli ha scritti a fare?
    C'è ancora il finale...
    -



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  7. #7
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    In realtà, la dolce e tenera Duchessa, ignara delle cose della vita, aveva avuto modo, dopo un attimo di terrore davanti alla novità, di venir iniziata dalla quarta zampa - appendice di Gambadilegno ed ea rimasta immersa nel ricordo di quell'unica ed indimenticabile esperienza quando avvennero due fatti; comparve Romeo "er mejo del Colosseo", che aitante, si apprestò a difendenderla e non ebbe in realtà molte difficoltà perché Gambadilegno, a causa del suo moncone utilizzabile anche come quarta zampa,si trovò in due situazioni per lui sfavorevoli a difendersi, cosa cui in fondo, neppure teneva in quel mentre, moltissimo.
    Infatti, avendo egli ormai consumato con la tenera Duchessa, lasciandola meravigliata del suo primo incontro con le cose del mondo ed ammaliata da una interna melodia, aveva difficoltà a fare buon uso della propria quarta zampa per reggersi in equilibrio e suonargilele di brutto, si come avrebbe fatto in altre occasioni; del resto fece anche tra sé due conti e pensò a quell'incontro inaspettato con quella dolce ed ingenua creatura che lo aveva un pò ristorato di quell'acidona della moglie, unica appartenente al genere femminile da lui temuta ed in grado di compromettere già con la sua presenza il bun uso a qualsiasi fine, della quarta appendice con cui poteva svolgere più di una funzione.
    Ebbe così anche a pensare tra sé e sé mentre scappava con difficoltà, dato l'afflosciamento fisiolgico per i fatti avvenuti con la Duchessina, tenera ed ingenua gattina di Madame - che, sempre, l'aveva tenuta all'oscuro del mondo esterno, essendo ella su unica compagnia che amava tanto tenere in grembo ed accarezzare mentre il marito, era costantemente immeso in Trattati di semiotica del giallo dagli egizi ed i misteri faranoici ai misteri di Charlie Chan- che quella volta era stato un fatto fisiologico che mai avrebbe pensato in altre situazioni in tali termini, una specie di miracolo perché verificatosi poco prima che Trudy (che con Duchessa nobilgatta si sarebbe probabilmente assai ingelosita per il suo elegante incedre e rotolarsi) comparisse sulla scena a richiamarlo peché ciò lo salvava da due incombenze assai pesanti: le botte che in tal caso avrebbe preso dalla moglie stanca ormai di tanti e tanti tradimenti e che tal confronto non avrebbe tollerato e, soprattutto, l'incombenza di dover svolgdre i suoi doveri coniugali con la mogliettina, data l'impossibilità evidente a cui si sarebbe aggiunta, la stanchezza per la fuga difficoltosa.
    Per tal motivo, quando Romeo si vantò con Duchessa di aver messo in fuga ilsuo rivale per difendendrla, dicendole: "Tutti uguiali 'sti gradassi...é scappatoappena mi ha visto..", per un attimo gli rispose "Ma veramente...", volendo intendere due cose, e per unain particolare arrossì; essendo poi d'animo buono e poco avvezza ai fatti della vita, pensò di rispondergli, dato che in fondo gli "aveva salvato la vita "Veramente.." zittendosi poi.
    Quel "veramente.." nascondeva due segreti, uno dei quali non svelabile, essendo Duchessa ancora un pò stupita dagli avvenimenti e bisognosa di comprenderli. Tra l'altro, si chiedeva pure che avesero voluto quelle due coragggiose oche di Adelina e Guendalina che anch'esse volevano a forza difenderla starnazzando e svolazzando intorno al prode Gambadilegno che senza pensarci un attimo, se ne sbarazzò, scaraventandole lontane (ma costoro, appena si erano riprese dall'impatto col suolo, silenziosamente stavolta, erano tornae sul luogo a vedere cosa stesse avvenendo per non lasciare sola la gattina seaveseavuto di aiuto, poi compresero, essendo più rapide ed abituate fin dai tempi dell'antica Roma a far da guardiane...), l'altro non lo disse per non offendere Romeo, tanto pieno di sé stesso. E cioé che Gambadilegno era in realtà scappato al richiamo stridente e minaccioso della gattamoglie Trudy, di cui temeva esageratamente le reazioni, questa volta, esssendo stato quasi da lei colto sul fatto.
    Duchessa, cui in quei pochi minuti Gambadilegno aveva trasmesso una certa sapienza sulla vita, pensò bene di farsi accompagnare a casa da Romeo, avendo in lui riconosciuto il gatto che tante volte aveva visto osservare di nascosto dal marito di Madame in una foto che teneva tra le pagine dei suoi Trattati di semiotica del Giallo, pensando bene di ottenere due scopi in uno.
    Far contento l' avvocato Hautecourt e distrarlo dai suoi Trattati che lo allontanavano dalla sua amatisima Madame; poter avere vicino un compagno d'avventura e di vita, date le nuove visioni che le si erano aperte in quella breve passeggiata nel mondo, oltre ad un gtto che potesse proteggerla se lei avese desiderato uscire a fare passggiate per la città, con calma.
    Quando Romeo le chiese, visti i due lettini separati se lei fossed'accordo con quella storia di fratello e sorella, Gnappa alias Duchessa le rispose a capo chino che lui doveva capire che lei "non aveva mai.." con toni timidi ed arrossita, facendogli però intendere che in fondo anche lei non era poi tantto d'accordo.
    Poi, la consumazione avvenuta di cui Gnappa non si era neppure accorta, Romeo le pose quella domanda, cui lei rispose "Si sono stati i due secondi più belli della mia vita", risposta ambigua in parte perché lascia intendere che Gambadilegno le aveva regalato i due "secondi" più belli della sua vita che la gattina per la prima volta, legò al concetto per lei nuovo di "aver fatto l'amore" comprendendo che in quel vicolo con quel gatto che tanto aveva temuto, essendo il primo che vedeva fuori di casa sua, e con certe peculiarità di cui lei non aveva avuto ben chiaro il senso, aveva passato i più bei secondi della sua vita che mai avrebbe più dimenticato e che continò a sognare in quella notte successiva sua ad occhi aperti sbattendo le paloebre con eleganza, sia dormendo, come colui con cui aveva fatto l'amore; ma non poteva dimenticarsi di lui anche perché da allora in poi, la sua pancia cominciò a crescere, facendole perdere d'eleganza.

    La verità si scoprìrà solo quando gnappa- Duchessa avrà messo al mondo i suoi piccoli, tra cui due machietti con una quarta strana e grande appendice multiuso al posto della quarta zampa, di cui erano mancanti ed alcune femminucce nere ed eleganti come lei, incrocuìio tra i suoi geni e quelle di Romeo, oltre ad altre due femminucce dotate di straordinario ardore e spirito d'avventura, che cercavano con le zampe e con la coda di allontanare in tutt i modi di allontanare le sorelline figlie di Romeo, dato che che quest'ultime erano evidentemrnte figlie di Gambadilegno.

    1° finale (su Gnappa - Duchessa...)
    Gaia

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  8. #8

    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Era questo gatto selvatico un certo Gambadilegno, così chiamato perchè era nato con tre zampe.. La natura misericordiosa, però, l'aveva dotato di una quarta "appendice", di lunghezza spropositata rispetto alla norma, che lui, oltre al suo canonico utilizzo, usava anche come valido appoggio per camminare...
    Il suo soprannome "Gamba di Legno", si basava, appunto, sulla consistenza lignea di tale "appendice" naturale....
    E sia chiaro a tutti che si tratta della coda

  9. #9
    Postatore Epico L'avatar di Rebeccap
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    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    Ma anche io ci sono poco poco...e non faccio nemmeno bella figura
    Doc come minimo mi devi dare un bel ruolo nel finale
    Infatti è una cosa strana,ma evidentemente vera,che coloro che parlano,parlano piuttosto x il piacere di dissentire che x il piacere di assentire,e la ragione di ciò sta forse in questo,che nell'assenso forse nn si può levare la voce proprio così alta come nel dissenso. (Samuel Beckett)



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  10. #10
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    Un'aggiunta al mio finalino: e se c'entrasse qualcosa Topolino? Il fidanzato della migliore amica di Gnappa? In fondo, costui era rimasto interdetto dagli avvenimenti verificatosi durante un giochino erotico con Minnie, che aveva così dovuto interrompere...magari, per l'inesperta Duchessina, anche Topolino poteva essere un ottimo compagno di prime e per lei sconosciute avventure di cui aveva solo sentito parlare inn termini delle sue disgrazie dalla sua amica Minnie, rimanendone sconcertata ed incuriosita. E di certo, non poteva dire ciò a Romeo per non offenderlo. (Non piangere Gambadilegno..... )

    Alternativa: Gambadilegno non era scappato, dopo il fatto ed il misgatto - il tradimento - perché timoroso di Romeo ma perché aveva visto Topolino, da sempre sule sue tracce e temeva quel topetto terribilmente arguto ed agile in modo pari quasi o forse superiore solo alla sua gattamoglie Trudy.
    Gaia

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  11. #11

    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    No Topolino non può essere si sta ancora denuclearizzando

  12. #12
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    Ma Bizet, il gattino schizofrenico, é in realtà l'alter ego di Gambadilegno? Oppure di Romeo?

    Duchessa é in realtà in attesa di figli di un fratello, allora; o meglio, in realtà qui siamo di fonte ad un catcase: Bizet, il gattino schizofrenico, é un gatto con la personalità multipla, dimentico di essere anche lui fratellino di Duchessa ed assume dapprima un' identità alternativa con la quale si identifica, Romeo, er mejo del Colosseo che prima di tornare in parte in sé stesso, aveva sognato di essere un gatto prodigiosamente dotato di un'appendice multiuso che gli permetteva di essere quell'amante che avrebbe tanto desiderato ma che non era. Quindi, in realtà, Romeo, aveva messo in fuga quella parte di se stesso, (e qui entra in scena in modo particolare, Trudy) che non gli avrebbe permesso di apparire poi - mente Duchessa era intenta a ripensamenti di tipo vario, tra sogno e realtà, conosciuto e novità - di apparire agli occhi della Gnappa come un grande eroe, con arie da gran gradasso- assai simili a quelle di Gambadilegno gatto assai vanitoso delle sue particolarità, come certe strutture lignee simili ai gatti egizi - ben notate che Duchessa che gentilmente non gli aveva voluto dire che in realtà chi aveva davanti era ancora lui, le cui prestazioni come noterà in seguito, seguiranno un'andamento di tipo bipolare.
    Beh, in fondo Bizet, di problemi ne aveva parecchi ed aveva vissuto, non potendo essere affidato a nessuno tra coloro che appartengono alla storia di cui fa parte, una vita da orfanello ciò che l'aveva reso però pronto a cogliere ogni occasione

    Questa é la versione a storiella dell'orfanello Bizet, padre vero dei cuccioli attesi dalla Gnappa, il gatto schizofrenico, nonostante le sue origini fossero veramente Doc
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 17-04-2009 alle ore 21.01.40
    Gaia

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  13. #13
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    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    Citazione Originalmente inviato da ezechiele Visualizza messaggio
    No Topolino non può essere si sta ancora denuclearizzando
    la povera Minnie sarà presto curata da uno specialista, a spese della sua padroncina


    Doc, comunque clarabella non è una cavalla

    penserò ad un finale

    Un vero amico ti pugnala sempre di fronte. (O. Wilde)

    Perchè per un uomo la psicoanalisi dura meno? Non c'è bisogno di regredire all'infanzia.

    Non sono cattiva, è che mi disegnano così...! -->

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  14. #14

    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    Quella della Disney non lo è ma quella di Doc si

    Citazione Originalmente inviato da chiocciolina4 Visualizza messaggio
    la povera Minnie sarà presto curata da uno specialista, a spese della sua padroncina

    Da chi ...un esorcista
    Ultima modifica di ezechiele : 18-04-2009 alle ore 01.18.59

  15. #15
    Postatore OGM L'avatar di chiocciolina4
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    Riferimento: Giallino n. 4: L'aristogatta ( vita da Gnappa... )

    senta lei, insegni al suo topo ad espletare le sue pratiche erotiche in modo più prudente!


    Un vero amico ti pugnala sempre di fronte. (O. Wilde)

    Perchè per un uomo la psicoanalisi dura meno? Non c'è bisogno di regredire all'infanzia.

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