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  1. #1
    serendipity38
    Ospite non registrato

    Una maestra disperata e i suo alunno ribelle!

    Ciao a tutti sono una nuova iscritta e avrei bisogno di un aiuto da un esperto del settore! Sono una maestra di scuola dell'infanzia trasferitasi quest'anno in una scuola dell'Emilia Romagna. La sezione affidatami non è delle più tranquille, ci sono parecchi bambini con problemi affettivo/comportamentali, ma fin'ora la situazione era sotto controllo. A febbraio mi sono ammalata per circa 20 giorni e i problemi si sono presentati al mio rientro!Premetto che i bambini di questa sezione hanno subito negli anni precedenti e soprattutto l'anno scorso un continuo cambio d'insegnanti, che ha reso la situazione ancora più destabilizzante.Il bambino che non riesco a gestire è stat ospedalizzato a 3 anni per un intervento all'orecchio. Al bambino è stato impiantato un impianto canalare, che col tempo dovrebbe sciogliersi e scivolare via da solo. L'alunno che già solitamente è irrequieto da quando sono rientrata dalla malattia ha iniziato a comportarsi in modo insolito; alterna momenti di quiete a momenti di pura irrequietezza (si arrampica su mobili e tavoli, grida e lancia oggetti contundenti, non riesco a calmarlo nè contenendolo nè cercando di parlargli, ,mi sputa e mi riempie di parolacce.Poi quando riesco a fermarlo si lascia abbracciare e scoppia in un pianto irrefrenabile gridando che vuole morire!Poi ricomincia ad inveire contro di me o gli amici dando calci e pugni o scagliando contro oggetti) Ho cercato in tutti i modi di ristabilire l'equilibrio ma a quato pare non mi riconosce più come figura di riferimento! La cosa peggiore chele colleghe mi hanno abbandonato, non si sono fatti colloqui unanimi con i genitori e quindi io risulto essere quella che ha problemi con l'alunno, anche se poi non è così! I genitori sembrano ormai non aver fiducia in me e i miei tentativi mi sembran vani. Mi sono rivolta alla Direttrice chiedendo consigli ma mi ha detto che lo sportello d'ascolto per le insegnanti egli alunni in difficoltà ormai è chiuso, lei proverà a fare un'osservazione di sezione a parlare con gli alunni e a programmare un ulterire confronto tra insegnanti, ma mi ha fatto capire che se non risolvo da sola il problema sarà costretta a prendere seri provvedimenti nei miei confronti. Io vedo lievi miglioramenti nell'approccio con l'alunno in queste settimane trascorse dopo la mia assenza, ma non riesco a trovare un metodo valido per gestire a pieno la situazione ( il bambino non riesce a gestire un gioco per più di 10 minuti), anche perchè quando il bambino va in escandescenza anche gli altri lo seguono a ruota! Vi prego aiutatemi consigliandomi qualcosa. Grazie maestra disperata!

  2. #2

    Riferimento: Una maestra disperata e i suo alunno ribelle!

    Immagino quanto sia difficile cercare di gestire un bambino così iperattivo. Il punto centrale è che si dovrebbe lavorare tutti assieme, scuola, insegnanti, psicologi e genitori, perchè solo con un lavoro in equipe è possibile avere maggiori risultati...

  3. #3
    Pietro Abelardo
    Ospite non registrato

    Riferimento: Una maestra disperata e i suo alunno ribelle!

    No comment sul comportamento delle colleghe e della direttrice.

    Partiamo dal presupposto che i comportamenti aggressivi del bambino hanno uno scopo.
    Oltre ad uno scopo hanno anche delle cause (la famiglia, la sua storia ecc) ma in casi del genere è più efficace assumere una prospettiva sistemica e comportamentale, in altre parole focalizzarsi, almeno all'inizio, sulla situazione presente e sul comportamento.

    Secondo presupposto, il comportamento del b raggiunge il suo scopo. Se non fossero efficaci i comportamenti problematici si estinguerebbero.

    Se cerchi di guardare la situazione partendo da questi due presupposti, forse cominceranno a farsi notare delle ricorrenze nelle situazioni che scatenano il comportamento.
    Se riesci a capire (e non sempre è facile) il tipo di situazioni in cui il comportamento ricorre sei già a metà strada perchè da lì è abbastanza agevole interpretare lo scopo del comportamento.

    Senza sapere a cosa serve il comportamento è molto probabile che gli interventi che metti in atto servano soltanto a rinforzare in comportamento. Mentre se hai un'idea dello scopo puoi pensare ad un intervento efficace.

    Cmq fin quando non hai le basi per decidere una strategia di intervento efficace, non puoi fare molto, tipicamente tutto quello che si può fare è cercare di ignorare i comportamenti ignorabili e, solo quando è inevitabile, intervenire con il blocco fisico.

    Scusami la risposta sintetica, mi rendo conto che il discorso dovrebbe essere approfondito un bel po'. Fammi sapere cosa ne pensi, lavoro con questo genere di problemi e mi interessa molto l'argomento.

  4. #4
    serendipity38
    Ospite non registrato

    Riferimento: Una maestra disperata e i suo alunno ribelle!

    Grazie per avermi risposto mi potresti essere veramente di aiuto, io sto cercando di focalizzare quali siano i momenti in cui il mio alunno mette in atto questo suo comportamento, ma i momenti sono diversi e diversificati. Quello che ho notato nnanzitutto è che si comporta così soprattutto alla mia presenza,tra un cambio di attività e l'altra spesso perchè non vuole smettere di giocare o fare quello che sta facendo, ma anche se lo si contraddice semplicemente perchè fa cose pericolose o che in quel momento non si possono fare. Manon sempre questo atteggiamento fa riferimento a queste situazioni. Certe volte la mattina arriva sereno per i primi 10 minuti si comporta tranquillamente poi all'improvviso si inizia ad esaltare, spesso saltando, gridando, guardandosi allo specchio. Un altro atteggiamento che ho notato in questi giorni è che come avevo già scritto in precedenza spesso lo seguono in questo comportamento altri alunni tra cui un amico a cui lui tiene particolarmente e che spesso imita P.( infatti le sedie tirate giù per terra e prese a calci era una cosa che faceva P. che però ultimamente difficilmente dimostra questi atteggiamenti, perchè lui ascolta ciò che le maestre dicono, spesso anche me). P. se inizia a comportarsi male viene accompagnato fuori dalla mia sezione dalla mia collega e non so cosa gli dica, ma ieri al rientro ho notato che P. ha detto all'alunno problematico A.: "io non sono più tuo amico"! Nei giorni precedenti avevo notato che appena A. iniziava a far cose che non doveva P. si scagliava contro A. picchiandolo e quindi dovevo anche cercare di metter pace fra i due. P. in queste occasioni dice ad A.:"Fai schifo, non sono pi tuo amico, non si fa"! Credo che le colleghe stiano dicendo a P. di evitare di imitare A. ma non so in chemodo che non risulta molto positivo! (Tra colleghe non c'è mai modo di rapportarsi perchè non vogliono fare ore in più non retribuite e non abbiamo momenti per programmare e il poco tempo di compresenza 1 ora, lo dobbiamo dedicare a vigilare sulla sezione dividendoci i bambini che si agitano di più)! Le liti tra P. e A. sono violentissime, spesso A. stuzzica P. rompendo giochi che ha costruito oppure il contrario P. stuzzica A. quando si inizia ad agitare dicendogli cattiverie. L'altro giorno si stavano per strozzare a vicenda e poi non potendo scaricare la rabbia fra di loro cercano di colpire gli amici sopratutto le bambine.Spero di avere tua risposta presto. Grazie ancora per l'interessamento!

  5. #5
    Pietro Abelardo
    Ospite non registrato

    Riferimento: Una maestra disperata e i suo alunno ribelle!

    E' comune che in questi casi ci siano diverse situazioni e motivi alla base dei comportamenti problematici.
    Mi sembra comunque che già sei riuscita a fare un'ipotesi parecchio interessante, che può spiegare almeno una parte dei comportamenti del bambino.

    Mi riferisco a quando dici

    Quello che ho notato nnanzitutto è che si comporta tra un cambio di attività e l'altra spesso perchè non vuole smettere di giocare o fare quello che sta facendo, ma anche se lo si contraddice semplicemente perchè fa cose pericolose o che in quel momento non si possono fare.
    Credo proprio che hai visto giusto, sembrano proprio essere comportamenti di evitamento (comportamenti la cui intenzione è l'evitamento di uno stimolo spiacevole).

    Anche l'altra situazione che riporti

    Certe volte la mattina arriva sereno per i primi 10 minuti si comporta tranquillamente poi all'improvviso si inizia ad esaltare, spesso saltando, gridando, guardandosi allo specchio.
    potrebbe rientrare nell'evitamento, sebbene possa avere anche altre determinanti.

    Quello che ti consiglio è di continuare ad osservare.
    Considerato che la situazione è abbastanza confusa potrebbe essere utile per te prendere qualche appunto, schematico, di ciò che succede, nel momento stesso in cui succede o poco dopo.
    Puoi annotare che situazione antecede nell'immediato il comportamento problematico, che comportamento viene messo in atto e quali sono le sue conseguenze.

    Quest'ultimo punto (le conseguenze immediate del comportamento problematico) è un punto importante. Non dimenticare che il comportamento è finalizzato e mantenuto proprio da queste conseguenze. Le conseguenze quindi possono dirci direttamente qualcosa sul comportamento.

    Nei contesti scolastici attenzione alle conseguenze significa spesso attenzione alla reazione dell'insegnante. Spesso è questa che va modificata per risolvere il comportamento.
    Anche quando è la reazione a dover essere corretta nell'intervento sul comportamento, questo non significa che l'insegnate sia la causa del problema ma solo che l'insegnante non ha ancora trovato una soluzione.
    Sottolineo questo aspetto perchè so quanto situazioni del genere possano mettere alla prova il senso di efficacia professionale degli insegnanti, generando dinamiche difensive e da capro espiatorio nell'equipe di insegnanti (come sembra capitare nel tuo caso).
    Ultima modifica di Pietro Abelardo : 21-04-2009 alle ore 18.59.59

  6. #6
    serendipity38
    Ospite non registrato

    Riferimento: Una maestra disperata e i suo alunno ribelle!

    Grazie ancora per l'aiuto utilissimo che mi dai, il tempo per annotare non esiste però sto cercando di concentrarmi proprio per capire ciò che dici tu! Oggi per esempio (22/04/09) A. è arrivato ed era tranquillissimo si è pure messo di fianco a me, ha osservato il calendario aggiornandolo e poi si è messo in fila per andare in mensa a far colazione. Quando siamo arrivati d'avanti alla porta della mensa però ha iniziato a correre per il corridoio e a voler fare una gara, poi ha aperto la porta antipanico della scuola e me lo sono ritrovato con mio gran terrore per strada, avevo paura che se lo avessi rincorso sarebbe scappato ficcandosi sotto una macchina e che se non intervenivo poteva scappare o qualcuno mi avrebbe notato, però ho cercato di non trasmettere il mio terrore e con calma gli ho spiegato che doveva rientrare, per fortuna è rientrato!!!! Ci ho messo un pò ma sono riuscita a convincerlo ad entrare in mensa dove ha cercato di farsi notare dagli amici. La mia collega l'ha fatto sedere riprendendolo e poi ha cercato di rincuorarlo facendogli complimenti sul suo aspetto e chiedendogli delle abbracciatone. Nel momento in cui si è finita la colazione e i bambini dovevano fare ed. motoria, A. voleva andare per primo chiedendo tranquillamente di poter andare nel primo gruppo, ma è stato respinta la sua domanda, lui è rimasto tranquillo ascoltando le motivazioni della collega, ma non appena la collega è andata via col primo gruppo ha iniziato a rubare le tovagliette di carta ai compagni e a cercar di far canestro nel bidone della pattumiera prima da lontano, poi da sopra la sedia e più lo riprendevo più saliva sul tavolo.Alla fine A. si è calmato e si è messo in fila per tornare in sezione, ma il resto dei bambini si erano agitati seguendo il suo comportamento ed alcuni si sono messi a correre non rispettando la fila e non aspettandomi!
    Il giorno in cui ho più difficoltà è sempre il giovedì, il mio turno è quello antimeridiano. Sono arrivata alle 12 e i bimbi erano agitatini a tavola, un paio di loro avevano fatto pipì fuori dal bagno, ma A, era abbastanza tranquillo. Il pranzo si è svolto abbastanza tranquillamente visto la presenza mia, della collega, dell’insegnante di sostegno e di una collaboratrice scolastica ai tavoli. A fine pasto i bambini sono dovuti rimanere in sezione perché il tempo era brutto e io e la collega di sostegno abbiamo organizzato un gioco di gruppo in panchina, ma quando è arrivata la collega dell’altra sezione per parlare con la maestra di sostegno A. si è alzato di scatto e ha iniziato a gridare, saltare, buttarsi per terra ed arrampicarsi sul termosifone dove si è seduto e poi gli altri alunni lo hanno imitato. La situazione è tornata alla normalità solo quando la collega di sostegno è tornata. Fino alle 14.00 A. era sereno e ha giocato con le costruzioni comportandosi serenamente anche nei miei confronti. Anche quand’è andata via la collega era tutto tranquillo.Poi gli alunni di 5 anni tra cui A. sono andati nell’altra sezione con una supplente e il ho portato i piccoli in dormitorio. Al mio rientro in sezione la supplente si lamentava di un bimbo che aveva dato più fastidio rispetto ad A., che era seduto tranquillamente a far merenda. Finita la merenda la supplente ha fatto sparecchiare i tavoli ai suoi alunni e se li è portati nella sua sezione ed io sono rimasta con i miei nella mia (lì dove si fa sempre la merenda perché è più grande)! In quel preciso istante in cui gli alunni hanno sparecchiato A. e altri bambini hanno iniziato ad andare in escandescenza tipo palline da flipper impazzite, la collaboratrice cercava di pulire i tavoli e scopare e chiedeva loro gridando di sedersi un attimo alle panchine e loro non ascoltavano né me, né lei! Le bambine si sono arrampicate sulle panchine prendendo libri A. ha iniziato a correre per tutta la sezione ed ad arrampicarsi sui mobili ecc. proprio nel momento in cui arrivano i genitori e che notano questa situazione preoccupante! Ho provato a richiamare l’attenzione dei miei alunni proponendo giochi ma non mi ascoltavano. Alla fine sono riuscita a sedare un po’ la situazione dando loro degli strumenti musicali, ma nemmeno in questo caso hanno rispettato le regole e hanno iniziato a suonare in modo confuso facendo solo un gran baccano. Poi A. P. e altri due alunni un bambino e una bambina di 5 anni si sono seduti perfino con le sedie sul tavolo. Naturalmente come smetteva uno cominciava l’altro. Non sono nemmeno riuscita a convincerli a formare una banda per andare al post- scuola, quando ho tolto loro gli strumenti perché non li usavano come richiesto A. si è rifiutato dicendomi parolacce e buttando all’aria i chiodini con i quali giocava un’alunna di 3 anni. Alle 17.00 è arrivato il papà a prendere A. che ha iniziato ad arrabbiarsi e tirar calci alla porta perché non voleva andare a casa ma restare al post-scuola con P. Scusami se mi sono dilungata ma magari riesci a capire meglio le dinamiche che s’instaurano e trovare una soluzione. Ancora grazie G.

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