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  1. #1
    Partecipante Figo
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    Elementi oggettivi psicoterapeuta

    Salve a tutti!
    Questo post è dedicato a tutti coloro che vorrebbero intraprendere una psicoterapia o che già fanno sedute di psicoterapia.
    E' rivolto anche al cittadino per salvaguardare la sua dignità ma anche agli psicoterapeuti per tutelare la professione.
    Da premettere che ci sono bravissimi psicoterapeuti come dei pessimi!
    Quali sono gli elementi oggettivi da valutare per vagliare la "buona fede" dello psicoterapeuta?Cioè come si fa a capire in poco tempo che non ti sta prendendo in giro dilatando la terapia in anni ed anni senza concludere nulla?
    Adesso mi parlerete sicuramente che dipende dalla fiducia, cosa importantissima per carità, ma che a volte può far chiudere gli occhi....
    Anche se le due cose sono imparagonabili mi viene in mente il seguente esempio: vado dal panettiere...mi accorgo che il pane è bruciato...e non solo il mio.....e scelgo di cambiare decidendo di non buttare i soldi per un servizio di pessima qualità.....grazie a coloro che risponderanno!

  2. #2
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    Il criterio "oggettivo", se così lo possiamo chiamare (chè di oggettivo non esiste nulla, a meno di non illudersi che qualcosa lo sia...) è molto immediato: l'incontro tra terapeuta e paziente esita da subito in processo di cura, in lavoro psicoterapico. Non è detto che ci si accorga razionalmente di ciò (anzi, direi che è molto raro...) ma si ha la sensazione che qualcosa si metta in moto.
    Che poi il processo duri anni ed anni o 10 sedute, è un altro discorso.

    Saluti
    gieko

  3. #3
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    Si ma questa sensazione come dici tu può essere indotta "in mala fede"...cioè la persona potrebbe avere la sensazione di essere capita, come spesso capita, ma in effetti ingannata.....
    Quindi vorrei sapere se esistono dei parametri che possano far capire se ci si stia fidando di professionisti seri.....

  4. #4
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    Non ho detto che il processo può essere indotto in mala fede, infatti credo che sia alquanto difficile: essa implica il non-lavoro, che è l'esatto contrario della sensazione che si metta in moto qualcosa. Credo che il prevalere di vissuti come la fatica unita alla soddisfazione siano indicatori che "qualcosa sta accadendo". Se è presente solo l'una o l'altra, al di là della mala fede intenzionale, il processo terapeutico non si è innescato.
    Se comunque proprio vogliamo parlare di "criteri di garanzia", esistono le società ed associazioni legate agli orientamenti teorici, rispetto alle quali si può verificare la tradizione scientifica ed i criteri di selezione dei membri. Orientarsi verso terapeuti appartenenti a gruppi di comprovata serietà può essere un criterio per evitare di iniziare un percorso con professionisti che possono non rivelarsi tali.

    Saluti
    gieko

  5. #5
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    Scusa se ti contraddico...ma il fatto di appartenere ad una scuola piuttosto che un'altra non è garanzia....è come scegliere un'università in base al nome che si è fatta al cui interno puoi trovare anche docenti ignoranti....
    Servirebbero metodi per verificare direttamente ciò così da poter valutare se continuare la terapia o meno...possibilmente non dopo 10 anni....!La volontà di fare terapia potrebbe suscitare nel paziente....quell'effetto simile a.....vado dal dottore perchè ho una malattia, non mi ha fatto niente(ancora)...ma già sto meglio......!

  6. #6
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    Dei criteri assolutamente oggettivi non esistono, nè per la scelta del terapeuta nè per altre cose. Chi può garantire al 100% che il dato architetto o medico, o ingegnere, o avvocato etc non commeterà un errore o che qualche cliente/paziente non sia pienamente soddisfatto? Però, come Mario Botta o Isozaki, Calatrava o Frank Gehry danno sufficienti garanzie nell'ideare e progettare opere complesse e di rilievo, rivolgersi a terapeuti che appartengono a società dove ci sono determinati criteri di selezione rende altamente probabile che non ci si trovi di fronte un dilettante allo sbaraglio o, peggio ancora, un impostore. Quindi i metodi di verifica dell'adeguatezza del terapeuta sono ben presenti all'interno delle suddette società.
    Detto questo ribadisco è i pazienti "sanno" benissimo (a livello inconscio) se quel terapeuta può dare qualcosa o meno. E non ci impiegano 10 anni.
    Ultima modifica di gieko : 10-04-2009 alle ore 21.43.13
    gieko

  7. #7
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    Ma che mi dici sulla dipendenza dal terapeuta?Esiste.Io non sono dipendente dal mio avvocato...nel senso che se non mi "sa difendere" come io speravo cambio avvocato....
    nel caso di uno psicoterapeuta come si fa ad evitare questa sorta di dipendenza (legittima) che si può instaurare?

  8. #8
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Ma che mi dici sulla dipendenza dal terapeuta?Esiste.Io non sono dipendente dal mio avvocato...nel senso che se non mi "sa difendere" come io speravo cambio avvocato....
    nel caso di uno psicoterapeuta come si fa ad evitare questa sorta di dipendenza (legittima) che si può instaurare?

    Non é che tu confondi la dipendenza con il transfert, facendone un concetto unificato?
    Perché per far funzionare il processo terapeutico é necesario il transfert ed il transfert in un rapporto terapeutico, é inevitabile. E' solo diverso il modo in cui viene concettualizzato e, soprattutto, utilizzato, interpretato o meno.
    Il transfert é anzi presente in tutte le relaioni, ma vissuto in modo diverso.

    La dipendenza effettiva, potrebbe forse instaurarsi se il terapeuta non ha dimestichezza con il transfert ed i propri processi di controtransfert, in quanto il transfert in sé si risolve attraverso la sua elaborazione o monitoraggio attento.

    Inoltre il transfert può anche essere negativo incerte fasi e ciò può portare a far considerare talvolta come dipendenza anche aspetti connessi in realtà, al transfert positivo, a seconda del modo in cui é vissuto.

    Per non fare creare nessun tipo di dipendenza, esistono due modi: non andare a fare una psicoterapia; non affrontare percorsi che richiedono un cambiamento ed acquisizione di flessibilità strutturale ma semplicemente (e per molti, é già tantissimo), una risoluzione sintomatica specifica e circoscritta, un percorso più "pragmatico", incui però, si può avvertire la sensazione di rimanere "fermi", dopo un pò. Se l'esigenza in realtà era più elevata dell'apparenza fenomenica.

    Ciao
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  9. #9
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    Le persone con forti tratti di dipendenza, purtroppo, sono dipendenti da chiunque, anche dall'avvocato, il quale può fare delle gran boiate ma dal quale è difficile liberarsi. Un buon terapeuta dovrebbe lavorare sugli aspetti di dipendenza, ristrutturandoli, contestualizzandoli o interpretandoli. Per questo credo che un lavoro terapeutico efficace non dia mai l'impressione di "rendere tutto comodo ed accomodante", e questo mi pare un parametro abbastanza importante per valutare fin da subito le possibilità di lavoro con un terapeuta.
    Altro discorso è invece ciò che chiamerei "creare un legame" con il terapeuta e la terapia perchè si è costituito un gruppo di lavoro funzionale. In tal caso è più che logico che si crei un investimento sul proprio percorso che si scioglierà quando esso giungerà al termine.
    Infine una riflessione: il paziente non è un burattino nelle mani di terapeuti onnipotenti e terrifici (a meno di casi particolari, si presume rari, dove si ha a che fare con criminali e non con terapeuti). Se il processo di cura non si innesca, vuoi con motivazioni esplicite, vuoi implicite, il trattamento viene interrotto.
    gieko

  10. #10
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Le persone con forti tratti di dipendenza, purtroppo, sono dipendenti da chiunque, anche dall'avvocato, il quale può fare delle gran boiate ma dal quale è difficile liberarsi. Un buon terapeuta dovrebbe lavorare sugli aspetti di dipendenza, ristrutturandoli, contestualizzandoli o interpretandoli. Per questo credo che un lavoro terapeutico efficace non dia mai l'impressione di "rendere tutto comodo ed accomodante", e questo mi pare un parametro abbastanza importante per valutare fin da subito le possibilità di lavoro con un terapeuta.
    Altro discorso è invece ciò che chiamerei "creare un legame" con il terapeuta e la terapia perchè si è costituito un gruppo di lavoro funzionale. In tal caso è più che logico che si crei un investimento sul proprio percorso che si scioglierà quando esso giungerà al termine.
    Infine una riflessione: il paziente non è un burattino nelle mani di terapeuti onnipotenti e terrifici (a meno di casi particolari, si presume rari, dove si ha a che fare con criminali e non con terapeuti). Se il processo di cura non si innesca, vuoi con motivazioni esplicite, vuoi implicite, il trattamento viene interrotto.


    Secondo te, gieko, perché alcune persone hanno questo timore di dipendenza come se il terapeuta potesse "prenderle nelle loro mani" e fosse appunto onniscente ed attrattivo in modo diverso da altre figure da cui dipenderebbero ugualmente per i propri tratti e processi (struttura) di personalità e ciò ne facesse "a priori" una figura da cui fuggire per evitare quello che invece con un buon terapeuta potrebbe aiutarli a trasformare la tendenza alla dipendenza in generale in un "legame" sano in cui investire per poter poi vivere all'esterno, in altri contesti, oltre che con sè stessi, queste trasformazioni positive?
    L' incapacità - in generale - a sentire la possibilità della dipendenza può "dipendere" da altri fattori interni, come una tendenza all'adesività o ad altro più grave, per es., secondo te?
    Naturalmente anch'io tendo ad escludere dal discorso dei veri criminali che si sperano e si presumono rari nel settore.
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  11. #11
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    Ci possono essere diversi motivi a mio parere. Escludendo percorsi basati sulla mala fede, il rifiuto aprioristico della dipendenza può rappresentare una forma di resistenza tipica di alcune strutture, quali ad esempio quelle narcisistiche.
    gieko

  12. #12
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    A mio parere non si tratta di paura della dipendenza ma di voler capire con chi si ha a che fare.....cioè andare in psicoterapia...e non poter capire neanche lontanamente se sta funzionando o meno.....crea nella gente quella sorta di resistenza poichè si vorrebbero avere delle "certezze"......(se fa così è giusto...posso continuare...altrim. no)...
    L'assenza di questi elementi porta molti dubbi.....è ovvio che se qualcuno decide di andare da uno psicoterapeuta non ci va per perdere tempo..ma perchè ne ha realmente bisogno...solo che vorrebbe star "tranquillo" sul fatto che non stia buttando i soldi per nulla.......cioè alcuni problemi possono essere anche "irrisolvibili" per mancanza di volontà da parte del paziente o altro ma dovremmo essere sicuri sulla correttezza della presa in carico....!

  13. #13
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    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    la risposta =o ti fidi o ti fidi......non porta da nessuna parte..........

  14. #14
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    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    La risposta che ti sei data da sola attribuendola in linea propositiva ad altri, é molto significativa.
    Eppure gieko ti ha già spiegato che la fiducia é qualcosa che si sente, é soprattutto a pelle e viscerale; la fiducia se non é istantanea, in alcune strutture di personalità, può essere avvertita però subito dopo se il processo terapeutico si avvia, mettendo in moto qualcosa di significativamernte utile per la persona che é perfettamente in grado di sentirlo, anche in casi molto gravi. Così come può avvertire e il processo non funziona ed un senso di stanchezza disfunzionale; gli individui non sono emotivamente stupidi; talvolta lì dove non arriva l'intelletto - non in senso di intelligenza ma di funzionalità - arriva molto meglio il sistema emotivo.

    Poi, può darsi il caso di una persona che teme la dipendenza e che vorrebbe scoprire prima - che tristezza, senza un pò di mistero in un nuovo rapporto, anche e soprattutto terapeutico, dove avere pontenzialità evolutive connesse al senso di scoperta e comprensione é molto importante - per non cadere in qualche "trappola", perché ha forti tendenze e necessità di controllo, oppure non ha alcuna fiducia in sè stessa e capacità di ascoltare le proprie emozioni edi leggerle e- comunicarle.

    Se io ti dicessi di andare da un certo Prof. Rossi o Bianchi, miglio analista o cognitivista esistente nel Mar Meditarraneo e tu non ti trovassi bene?
    Che succederebbe secondo te? Vorrebbe dire che quella persona non merita fiducia alcuna? Che io ed alcuni miei colleghi gliene abbiamo data troppa? (Parlo sempre in rifemento a persone di comprovata onestà...) o, semplicemente che la fiducia é un'esperienza che va vissuta e provata, talvolta anche a fasi alterne e non si può prescrivere secondo regole rigide?

    Certo, poi esiste il contratto terapeutico con regole chiare e ad alcuni ciò rassicura particolarmente - parlo del contratto scritto - mentre ad altrti, mette ansia e li fa sentire potenzialmente in trappola; ma un contratto scritto, é il fondamento di una fiducia emotivamente esperita?
    Se una persona non sente la fiducia, non avverte una certa sintonia, semplicemente, può liberamente scegliere di interrompere la terapia.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 11-04-2009 alle ore 19.26.09
    Gaia

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  15. #15
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Elementi oggettivi psicoterapeuta

    vorrei ricordare che, al di là delle varie speculazioni teoriche sulla dipendenza e sulla fiducia, di fatto lo psicologo (e lo psicoterapeuta) ha un codice deontologico, ed è tenuto per legge a favorire il benessere del paziente e non a spillargli soldi inutilmente. Cosa che invece altre professioni di aiuto più o meno legittime non hanno, e questo di per sé mi sembra già una forte garanzia sull'onestà del terapeuta
    Ultima modifica di Johnny : 12-04-2009 alle ore 16.19.12

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