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  1. #1
    Partecipante Assiduo
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    29-07-2004
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    seconda prova: il caso clinico

    Ciao ragazzi, sto cercando di capire cosa devo studiare di preciso per la seconda prova (caso clinico), e sfogliando manuali tipo ABC della Psicopatologia, Gabbard, dsm iv-tr (mini), ho deciso di studiare i disturbi dell'asse I e dell'asse II (ovvero quelli presentati dall'ABC della Falabella e dal Gabbard).

    Studierò sicuramente tutti i disturbi di personalità dell'asse II, mentre per quanto riguarda l'asse I non so se studiare certi disturbi:
    1) ad esempio se scelgo l'area clinica (e non evolutiva), potrei evitare di studiare i disturbi solitamente diagnosticati per la prima volta nell’infanzia, nella fanciullezza o nell’adolescenza (tipo disturbi dell’apprendimento, autismo, disturbi da deficit di attenzione e da comportamento dirompente, ansia da separazione ecc...) che credo verranno richiesti nel caso evolutivo. No?
    2) Per quanto riguarda i disturbi tipici dell'adulto avevo pensato di evitare di studiare "delirium, demenza, disturbi amnestici e altri disturbi cognitivi", "Disturbi sessuali e dell’identità di genere" sebbene siano affrontati nel Gabbard e di evitare anche i "disturbi fittizi", "Disturbi del sonno", "Disturbo del controllo degli impulsi" e "Disturbi dell’adattamento" che nel Gabbard non vengono proprio nominati...

    Voi cosa ne dite di queste 2 riflessioni? Siete d'accordo o voi studiereste altre cose?

    Grazie e a presto...nel frattempo Buona Pasqua!!!!

    Maria
    mary

  2. #2
    Matricola
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    27-10-2008
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Ciao Mariacoelli,
    la seconda prova della scorsa sessione prevedeva, per quanto riguarda l'indirizzo clinico, la diagnosi di un caso di disturbo paranoide di personalità.
    La richiesta di una diagnosi differenziale ci ha posto davanti al problema di individuare tutta la sintomatologia e reindirizzarla in un'altro ragionamento diagnostico.
    Credo che questo ragionamento sia più veloce e automatico dal momento in cui riesci perfettamente ad individuare i singoli sintomi e separarli da un quadro sindromico. A mio parere converrebbe fare un pò di studio dei disturbi tipici di cui parli.
    Ad esempio, per sostenere una diagnosi differenziale di un soggetto con disturbo ossessivo-compulsivo, che, tra le varie compulsioni, è solito masturbarsi più volte al giorno, ti è utile conoscere qualcosa di più sulle parafilie.
    Considera anche che uno dei casi delle ultime sessioni era proprio un disturbo dell'adattamento.
    Circa i disturbi del sonno, essendo spesso causa dell'insorgere di patologie più gravi, credo che un piccolo approfondimento non faccia poi male.

    Per quanto riguarda l'altra riflessione, in effetti non ti serve sapere tutte le patologie dell'infanzia se preferirai il caso dell'area clinica.
    Magari ti conviene solo sapere a cosa potrebbero portare tali disturbi nella fanciullezza, poi nell'età adulta, nel caso in cui ,nell'anamnesi, ti venga fornito un elemento dell'infanzia che appoggi la tua toria diagnostica.

    Io penso di muovermi in questo modo nella preparazione di questa prova.
    Spero di esserti stata utile.
    Buono studio e Buona Pasqua!
    Ultima modifica di pinkvale : 08-04-2009 alle ore 13.50.48

  3. #3
    Partecipante Assiduo
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    29-07-2004
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Ti ringrazio Pinkvale, sei stata davvero chiara e precisa nelle spiegazioni e mi hai convinto, studierò un po' anche quei disturbi...
    Vedo che sei molto preparata sull'argomento, per cui se ti va prossimamente ho intenzione di proporre alcuni casi clinici usciti negli anni passati, per cui se hai voglia di contribuire, mi farebbe molto piacere (ne avevo aperta una anche sulla prima prova "proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS" che si sta sviluppando).
    Buona Pasqua anche a te e grazie ancora

    Maria
    mary

  4. #4
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Ciao PinkVale, ne approfitto della tua preparazione per chiederti una cosa. Sto scrivendo degli appunti sui disturbi del sonno (sono tanti!) e sul disturbo dell'adattamento, ma il dsm iv non parla dei possibili approfondimenti diagnostici e terapie di tali disturbi (sul gabbard non compaiono e nemmeno sull'ABC della psicologia).
    Nel caso capitasse uno di questi disturbi che approfondimenti diagnostici e terapie proporresti? (hai trovato qualche libro che ne parla?)
    Tu fai anche i disturbi fittizi e i disturbi del controllo degli impulsi? Se si, anche qui conosci i possibili approfondimenti diagnostici e terapie?

    Scusa se ti rompo, ma sono un po' in crisi su queste cose! Grazie................

    Maria
    mary

  5. #5
    Matricola
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Ciao Mariacoelli,
    anzitutto non credere che sia così preparata... è tutta una finzione, una razionalizzazione al panico da eds!!!!! he he he... Quindi tranquilla, nessuna rottura, è tutto studio!
    Per la preparazione ai casi clinici sarò molto contenta di partecipare, probabilmente di notte, visto il poco tempo, ma posso farcela!!!
    Ad ogni modo, alla triennale ho affrontato l'esame di Psicopatologia generale con il Prof. Colombo facendoci preparare il suo "Manuale di psicopatologia generale" ed. Cleup.
    Ti assicuro che è un tomo di un certo peso, però è sicuramente esauriente.
    Per quanto riguarda i disturbi del sonno, che effettivamente sono parecchi, il Colombo, dopo la classificazione, propone una comorbilità con vari disturbi e spesso una causalità di insorgenza del disturbo stesso (disturbi psichiatrici: psicosi, d. dell'umore, d'ansia, dap), oppure come secondarie a patologie come depressione, schizofrenia, nevrosi, pat. narcisistiche.
    Propone quindi di affrontare la problematica dell'insonnia, ipersonnia (ecc.) agendo direttamente sulla qualità del sonno con strategie di tipo cognitivo-comportamentale per assicurare che parte delle cause del disturbo venga meno, se necessario anche con l'uso di farmaci. A questo punto si potrà agire sul disturbo insorto.
    Su questo argomento ho trovato delle strategie di tipo terapeutico per la regolazione del ritmo sonno-veglia e della qualità del sonno stesso, sull'Atkinson.
    Ora devo andare, ma riprenderò sta sera!
    Nel frattempo buono studio e buona giornata!

  6. #6
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Grazie PinkVale per le ulteriori specificazioni che mi hai dato, molto utili per avere un'idea generale di come affrontare questi disturbi nel caso capitino...
    Allora ci risentiamo presto per qualche caso clinico...nell'attesa... Buona Pasqua!!!

    Maria
    mary

  7. #7
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Ciao a tutti!
    C'è qualcuno di voi che sa dirmi che orientamento si segue a padova in psicologia clinica?...vi faccio questa domanda perchè mi hanno detto in molti che se (nel caso clinico) tu proponi un trattamento di un certo tipo (per es. cognitivo-comportamentale) in una facoltà che predilige un altro orientamento (per es. psicodinamico) ti esponi al rischio certo di essere bocciato. Siete d'accordo?
    Grazie a tutti
    Ultima modifica di laber008 : 10-04-2009 alle ore 13.05.36

  8. #8
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Ciao a tutti!
    C'è qualcuno di voi che sa dirmi che orientamento si segue a padova in psicologia clinica?...vi faccio questa domanda perchè mi hanno detto in molti che se (nel caso clinico) tu proponi un trattamento di un certo tipo (per es. cognitivo-comportamentale) in una facoltà che predilige un altro orientamento (per es. psicodinamico) ti esponi al rischio certo di essere bocciato. Siete d'accordo?
    Grazie a tutti
    mary

  9. #9
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Ciao Laber008. Sinceramente spero proprio che non sia come dici tu, o almeno a me non sono giunte voci di questo tipo. Dal mio punto di vista è meglio che una persona faccia un ragionamento logico inerente il caso, anche se di un altro orientamento della commissione, piuttosto che fare un pasticcio su cose che non si conoscono bene, per compiacere la commissione... Io per esempio mi sono laureata con una tesi sperimentale di orientamento interazionista e in commissione avevo diversi dinamici, eppure nonostante le preoccupazioni di tanti che avevano la mia stessa commissione e orientamento uguale al mio, è andata benissimo. Penso che se argomenti bene le tue tesi, nessuno ti possa dire niente...
    Cmq chiedo il parere di altri nel forum....

    N.B: questa è una domanda che potresti girare al Prof Rollo che è stato in commissione d'esame...

    Se hai qualche altra info fammi sapere...

    A presto.

    Maria
    mary

  10. #10
    Partecipante L'avatar di Akiropita82
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Ciao a tutti! Vi scrivo perchè ho tanti dubbi sul caso clinico (sviluppo).
    Per intenderci, necessiterei di qualche esempio..di un tema sviluppato anche di indirizzo clinico proprio per capire il ragionamento sottostante.. Conoscete qualche sito? Ho visto che su opsonline è indispensabile la Card..
    Vi ringrazio immensamente.

  11. #11
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Ciao a tutti i quelli con cui sto condividendo la tortura dell' eds a giugno!
    io per la seconda prova sto studiando il falabella, il manuale di psicopatologia di colombo e il dsm...ma mi sembra un pò di perdere tempo! infatti mettendo a confronto e integrando questi testi mi sono resa conto che bene o male le cose che dicono sono le stesse...c'è qualcuno che condivide la mia stessa sensazione?
    inoltre volevo sapere se per i test usate un manuale specifico o vi affidate alle conoscenze, anche se scarse, ottenute durante l'università...
    ..ultima domanda: secondo voi basta citarne un paio?

  12. #12
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Ciao francesca, anche io sto studiano il Falabella, ho dato un'occhiata al Gabbar e a parti del dsm iv-tr, e ho letto la guida kappa (Guida all'esame di Stato per psicologi. Prova pratica). Ciò che trovo più utile in generale è più che studiare concetti teorici, mettermi davanti alle tracce e provare a eleaborarle:
    Una scaletta potrebbe essere:
    1) analisi del problema con una o più ipotesi diagnostiche
    2) aree da approfondire
    3) test più utili per l'approfondimento
    4) infine ipotesi trattamentale (trovo utile differenza terapia supportiva/ espressiva proposto dal Falabella.., anche se poi è possibile indicare un approccio teorico).
    Per ora sono ancora nella fase di lettura e non ho provato ancora a stendere dei casi, ma appena mi faccio un'idea chiara, provo a risolvere i casi da sola (magari le vecchie tracce del caso clinico di padova); avevo anche intenzione di metterle sul forum, così ognuno può dare il suo contributo. Ok?

    N.b: per quanto rigurda i test, io credo proprio che sia suffciente citarne 1 o 2anche perchè è importante più che altro il ragionamento che fai tu rispetto al caso. Poi secondo mei test vanno solo citati e non spiegati nel loro funzionamento, solo per far capire che si scelgono degli strumenti adeguati per l'approfindimento di quel particolare disturbo. Io cercherò di basarmi sui test più famosi e che già conosco, evitando (per quanto possibile) di studiare altri test mai visti, per evitare eventuali confusioni....
    Esistono dei manuali per i test, ma secondo me non serve sapere alla perfezione il funzionamento di un test, la siglatura, l'interpretazione ecc... dal momento che devi solo nominare il test. No? Tu cosa ne pensi in proposito?

    Allora a presto

    Maria
    mary

  13. #13
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Ciao Maria!
    sono d'accordo con te sul fatto che il miglior modo per prepararsi alla seconda prova sia svolgere casi a iosa!
    io sto risolvendo tutti i casi delle sezioni passate e ho trovato da qualche parte su ops un utilissimo gruppo di casi già svolti dai nostri colleghi...
    inotre sto leggendo i casi presentati dal dsm per ogni secifico disturbo...e anche quelli alla fine del colombo...
    anche io utilizzo la scaletta che hai proposto tu perchè poi è quella che ci viene chiesta all'esame!
    per quanto riguarda i test, all'esame non viene richiesto di entrare nello specifico, ma solo di giustificare la scelta...
    a tal proposito pensavo di muovermi così: ad esempio se ipotizzo un disturbo d'ansia, propongo di usare la stai-y per verificare se l'ansia è di tratto o di stato e un mmpi, con particolare attenzione alla scala anx...
    che dici?
    ultima cosa...dopo una diagnosi basata su concetti psicodinamici, sarebbe sbagliato secondo me usare un BDI, che è di stampo cognitivo...ma vedo che molti dei miei amici che lo hanno fatto a giugno non si sono fatti lo stesso scrupolo...mah!!!!!!!!
    grazie e a presto!!!!!

  14. #14
    Partecipante Assiduo L'avatar di balubina
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Citazione Originalmente inviato da francescap1981 Visualizza messaggio
    Ciao Maria!
    sono d'accordo con te sul fatto che il miglior modo per prepararsi alla seconda prova sia svolgere casi a iosa!
    io sto risolvendo tutti i casi delle sezioni passate e ho trovato da qualche parte su ops un utilissimo gruppo di casi già svolti dai nostri colleghi...
    inotre sto leggendo i casi presentati dal dsm per ogni secifico disturbo...e anche quelli alla fine del colombo...
    anche io utilizzo la scaletta che hai proposto tu perchè poi è quella che ci viene chiesta all'esame!
    per quanto riguarda i test, all'esame non viene richiesto di entrare nello specifico, ma solo di giustificare la scelta...
    a tal proposito pensavo di muovermi così: ad esempio se ipotizzo un disturbo d'ansia, propongo di usare la stai-y per verificare se l'ansia è di tratto o di stato e un mmpi, con particolare attenzione alla scala anx...
    che dici?
    ultima cosa...dopo una diagnosi basata su concetti psicodinamici, sarebbe sbagliato secondo me usare un BDI, che è di stampo cognitivo...ma vedo che molti dei miei amici che lo hanno fatto a giugno non si sono fatti lo stesso scrupolo...mah!!!!!!!!
    grazie e a presto!!!!!
    ciao a tutte!
    volevo inserirmi nella vostra discussione perchè anch'io ho un dubbio simile al vostro...in sintesi anch'io ho trovato utile la distinzione della falabella tra terapia espressiva e supportiva però dato che io nell'approfondimento diagnostico nominerò test di tipo cognitivo e non proiettivo, che non conosco minimamente, poi nell'ipotesi di trattamento andrà bene proporre una terapia usando la distinzione di tipo psicodinamica tra supportiva ed espressiva?
    io mi ero autorisposta di no e quindi pensavo di proporre terapie di tipo cognitivo o cognitivo-comportamental perchè nei libri di preparazione che ho io sottolinenano molto l'importanza della coerenza concettuale...
    che ne pensate?

  15. #15
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Citazione Originalmente inviato da francescap1981 Visualizza messaggio
    Ciao Maria!
    sono d'accordo con te sul fatto che il miglior modo per prepararsi alla seconda prova sia svolgere casi a iosa!
    io sto risolvendo tutti i casi delle sezioni passate e ho trovato da qualche parte su ops un utilissimo gruppo di casi già svolti dai nostri colleghi...

    francesca, dove si trova questo gruppo di casi già svolti? sarebbe molto utile confrontarsi

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