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  1. #1
    Ospite non registrato

    Libri: 26.900 di Frédéric Beigbeder

    Mi chiamo Octave e mi vesto da apc. Sono un pubblicitario: ebbene sì, inquino l’universo. Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai. Cielo sempre blu, ragazze sempre belle, una felicità perfetta, ritoccata in Photoshop. Immagini leccate, musiche nel vento. Quando, a forza di risparmi, voi riuscirete a pagarvi l’auto dei vostri sogni, quella che ho lanciato nella mia ultima campagna, io l’avrò già fatta passare di moda. Sarò già tre tendenze più avanti, riuscendo così a farvi sentire sempre insoddisfatti. Il Glamour è il paese dove non si arriva mai. Io vi drogo di novità, e il vantaggio della novità è che non resta mai nuova. C’è sempre una novità più nuova che fa invecchiare la precedente. Farvi sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma.
    La vostra sofferenza dopa il commercio. Nel nostro gergo l’abbiamo battezzata "frustrazione post-acquisto". Non potete stare senza un prodotto, ma non appena lo possedete, dovete averne un altro. L’edonismo non è un umanismo: è un cash-flow. Il suo motto? "Spendo dunque sono." Ma per creare bisogni si devono stimolare la gelosia, il dolore, l’insoddisfazione: sono queste le mie munizioni. E il mio bersaglio siete voi.

    Passo la vita a mentirvi e vengo lautamente ricompensato. Guadagno 13.000 euro al mese (senza contare nota spese, auto di servizio, stock-option e golden share). L’euro è stato inventato per rendere di tre zeri meno indecenti i salari dei ricchi. Ne conoscete molti che guadagnino 13.000 euro alla mia età? Io vi strumentalizzo e in cambio mi rifilano la nuova Mercedes slk (con tettuccio a scomparsa nel bagagliaio) o la bmw z3 o la Porsche Boxter o la Mazda mx5. (Personalmente, ho un debole per il roadster bmw z3, che unisce l’estetica aerodinamica della carrozzeria alla potenza dei suoi sei cilindri in linea, che sviluppano 321 cavalli, permettendogli di passare da 0 a 100 chilometri orari in 5,4 secondi. E poi sembra una gigantesca supposta, il che torna utile per mettergliela in culo alla Terra.)
    Io interrompo i vostri film in tv per imporre i miei loghi e mi pagano le vacanze a Saint Barth’ o a Lamu o a Phuket o a Lascabanes (Quercy). Ritrito i miei slogan nei vostri giornali preferiti e mi offrono una casa di campagna in Provenza o un castello nel Périgord, una villa in Corsica o una masseria in Ardèche, un palazzo in Marocco, un catamarano alle Antille o uno yacht a Saint-Tropez. Io Sono Dappertutto. Non mi sfuggirete. Dovunque posiate i vostri occhi, troneggia la mia pubblicità. Vi proibisco di annoiarvi. Vi impedisco di pensare. Il terrorismo della novità mi serve a vendere il vuoto. Per stare sulla cresta dell’onda, sotto deve esserci il vuoto (chiedete ai surfisti di Lacanau o a quelli di internet). Io stabilisco cos’è Vero, cos’è Bello, cos’è Bene. Io scritturo le modelle che vi faranno arrapare fra sei mesi. A forza di stamparle sui manifesti, voi le battezzerete top model; le mie ragazzine metteranno in crisi qualsiasi donna al di sopra dei 14 anni. Voi idolatrate le mie scelte. Quest’inverno bisognerà avere le tette più su delle spalle e la topa spopolata. Più io gioco con il vostro subconscio, più voi mi obbedite. Se osanno uno yogurt sui muri della vostra città, vi garantisco che andrete a comprarvelo. Credete di possedere il libero arbitrio, ma un giorno o l’altro riconoscerete il mio prodotto negli scaffali di un supermercato e lo acquisterete, così, tanto per assaggiarlo, credetemi, conosco il mio mestiere.
    Mmm, è bellissimo penetrarvi nel cervello. Godo nel vostro emisfero destro. Il vostro desiderio non vi appartiene più: io vi impongo il mio. Vi proibisco di desiderare a caso. Il vostro desiderio è il risultato di un investimento calcolato in miliardi di euro. Sono io che decido oggi quello che voi vorrete domani.
    Probabilmente tutto ciò non mi rende molto simpatico ai vostri occhi. In genere, quando s’inizia un libro, bisogna cercare di essere accattivanti e tutto quanto, ma io non voglio mascherare la verità: non sono un narratore simpatico. Anzi, sono uno di quei bastardi che rovinano tutto quello che toccano. L’ideale sarebbe che voi cominciaste a detestarmi, prima di detestare anche l’epoca che mi ha generato.

    Non è assurdo vedere fino a che punto tutti sembrino trovare normale questa situazione? Mi disgustate, miserabili schiavi di ogni mio più piccolo capriccio. Perché mi avete lasciato diventare il Re del Mondo? Vorrei svelare questo mistero: come, all’apice di un’epoca cinica, la pubblicità è stata incoronata Imperatrice. Nessun pazzo irresponsabile è mai stato tanto potente da duemila anni a questa parte.
    Vorrei piantare tutto, andarmene con il malloppo, portando con me droga e puttane su una cazzo di isola deserta. (Starei tutto il giorno a menarmi l’uccello guardando Soraya e Tamara farsi ditalini.) Ma non ho le palle per dimettermi. Ecco perché scrivo questo libro. Il licenziamento mi permetterà di evadere da questa prigione dorata. Sono nocivo, fermatemi prima che sia troppo tardi, per pietà! Sganciatemi 100 milioni e sparisco, promesso. Cosa ci posso fare se l’umanità ha scelto di sostituire Dio con prodotti di largo consumo?

    Sorrido, perché può anche accadere che all’uscita di questo libro, anziché buttarmi fuori a calci in culo, mi rifilino un aumento. Nel mondo che vado a descrivervi, la critica è digerita, l’insolenza incoraggiata, la delazione remunerata, la contesa organizzata. Presto verrà conferito un Nobel per la provocazione e io sarò un candidato difficile da battere. La rivolta fa parte del gioco. Le dittature del passato temevano la libertà d’espressione, censuravano la contestazione, rinchiudevano gli scrittori, bruciavano i libri controversi. I bei tempi dei brutti autodafé permettevano di distinguere i buoni dai cattivi. Il totalitarismo pubblicitario è ben più subdolo. È un fascismo che ha imparato la lezione dei fiaschi precedenti (Berlino 1945 e Berlino 1989: ora che ci penso, perché tutte le barbarie sono morte nella stessa città?). Per ridurre l’umanità in schiavitù, la pubblicità ha scelto la linea morbida, la persuasione. Viviamo nel primo sistema di dominio dell’uomo sull’uomo contro il quale perfino la libertà è impotente. Anzi, questo sistema punta tutto sulla libertà, è questa la sua più grande trovata. Le critiche servono solo a dargli più risalto, i pamphlet a rafforzare l’illusione della sua melliflua tolleranza. Vi sottomette con eleganza. Tutto è permesso, nessuno viene a malmenarti se fai casino. Il sistema ha raggiunto il suo scopo: anche la disobbedienza è diventata una forma di obbedienza.
    I nostri destini stroncati vengono graziosamente impaginati. Proprio voi, che state leggendo questo libro, scommetto che vi dite: "Carino, questo pubblicitario che sputa nel piatto dove mangia, ma dai, su, che ci sei dentro quanto gli altri, pagherai i tuoi tributi come tutti". Non c’è modo di venirne fuori. È tutto sprangato, con il sorriso sulle labbra. Vi bloccano con crediti da rimborsare, mensilità, affitti da pagare. Avete qualche scrupolo? Milioni di disoccupati là fuori aspettano solo che lasciate libero il posto. Potete prendervela finché volete, Churchill ha già dato la risposta, affermando: "È il sistema peggiore a eccezione di tutti gli altri". Non ci ha ingannati. Non ha detto il sistema migliore, ha detto il peggiore.
    (dalla presentazione del libro su www.feltrinelli.it

  2. #2
    Partecipante Super Figo L'avatar di alita
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    anche a me è scappato un ghigno...sarà che anche la mia insolenza è permessa perchè è la società che me lo concede.

    ehi, ccarlo talent scout: clap,clap,clap...sul serio.


    C'è come un dolore nella stanza,
    ed è superato in parte:
    ma vince il peso degli oggetti,
    il loro significare peso e perdita.
    |Amelia Rosselli|

    Charlotte - Vorrei poter dormire -
    | Lost in Translation|

  3. #3
    L'avatar di Haruka
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    io voglio fare pubblicita'

    nn mi dovete fa' legge ste cose che mi deprimo!

  4. #4
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Haruka

    io voglio fare pubblicita'

    nn mi dovete fa' legge ste cose che mi deprimo!
    Haru', che ti posso dire. Magari si deprimessero tutti i pubblicitari!!
    Meglio che si deprimono piuttosto che stare li a mangairci il cervello per 16.000 euro al mese.


    Chissà, puo darsi che si trovi il modo per guadagnare un po' di meno magari con un lavoro tutto nuovo: il contropubblicitario.
    Ci vuole pure quello.

  5. #5
    L'avatar di Haruka
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    Ma io sarei una pubblicitaria buona
    e poi vuoi mettere la bellezza del creare? l'armonia di colori e suoni in uno spot televisivo? la capacita' di racchiudere sensazioni in cosi' poco tempo?

    sara' che so' una romantica

  6. #6
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Haruka
    Ma io sarei una pubblicitaria buona
    e poi vuoi mettere la bellezza del creare? l'armonia di colori e suoni in uno spot televisivo? la capacita' di racchiudere sensazioni in cosi' poco tempo?

    sara' che so' una romantica


    si, si, condivido, un armonia per trasmettere un invito a consumare. mmm

    E' triste, è proprio triste il fatto.

  7. #7
    evaluna^
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da ccarlo
    Meglio che si deprimono piuttosto che stare li a mangairci il cervello per 16.000 euro al mese.
    Mio padre non guadagna esattamente 16.000 euro al mese....
    (magari )

    comunque, a parte gli scherzi...la cosa mi sembra esagerata, e il tono un pò troppo drammatico
    Ultima modifica di evaluna^ : 19-09-2003 alle ore 00.22.23

  8. #8
    L'avatar di Haruka
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    Originariamente postato da ccarlo


    si, si, condivido, un armonia per trasmettere un invito a consumare. mmm

    E' triste, è proprio triste il fatto.

    a parte che la mia era una battuta e poi a me pare un lavoro come un altro nn vado a rubare niente a nessuno.. la gente è libera di fare quello che gli pare e trovo che ormai le pubblicita' siano diventate qualcosa di piu' che un modo per convincere la gente a comprare prodotti
    Alcune sono veri e propri fenomeni di massa [il "buonaseeera" ad esempio tormentone di qualche tempo fa!] altre sono bellissime a vedersi! Specie quelle delle macchine
    E poi scusa eh.. ma mi pare semplicistica come visione: se faccio una bella pubblicita' nn punto una pistola alla tempia dell'utente se l'utente vuole comprarsi la macchina strafichissima sono beati fatti suoi!!
    Ripeto: saro' romantica, ma io ormai la pubblicita' piu' che un mero fine per far comprare la gente la vedo come una forma d'arte...

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