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  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di esterella
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    23-01-2007
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    Grosso dubbio...leggete x favore

    Ciao a tutti,
    vorrei porvi un quesito al quale vi chiedo di rispondere il + sinceramente possibile. Mi sono da poco laureata alla specialistica, e sono in procinto di fare il tirocinio post-lauream. c'è una domanda, ancora non ben formulata ma continua, una specie di ronzio, che ora voglio condividere con voi.
    MA NON è CHE CI HANNO PRESO X IL BIP??????
    io ho studiato 5 anni ma..concretamente,cosa cavolo so fare????? NIENTE . non so fare diagnosi, non so somministrare test, non so condurre un colloquio..non so fare niente di niente.ho fatto un milione di esami, uno più stupido e inultile dell'altro.per sapere fare niente. ma dico...dopo 5 anni di studio uno almeno dovrebbe sapere muoversi nel suo lavoro. ovvio, manca l'esperienza, ma le basi metodologiche ci dovrebbero essere. non posso imparare lavorando, chi mi insegna??? non c'è posto x psicologi con esperienza,figurati x me. faccio una scuola?? ma io volevo fare la psicologa, non la psicoterapeuta. apro uno studio? e cosa dico ai pazienti??? mi dedico alla prevenzione??? chi in Italia spende x fare prevenzione??? faccio l'educatrice?? si,lo sto già facendo. a parte che nopn è un lavoro da psicologa, non mi da cmq le competenze x esserlo essendo un lavoro diverso. e poi, ora ho sentito che è uscita una legge che vieta agli psicologi di fare gli educatori. Il tirocinio è un luogo dove viene xlo+ sfruttato, e dove non metti affatto in campo ciò che hai imparato. insomma, io ho due lauree, non sono neanche stupida, ho voglia di imparare e di fare qualcosa di concreto. dove la spendo la mia abilità?
    poi..ci fossero mestieri alternativi.. ma invece..quali sono?commessa?cameriera?operatrice di call center? ma se facevo la terza media erano già 15 anni che lavoravo e magari ero anche capo-reparto...

    a me piacerebbe anche l'insegnamento?ovviamente non ci sono possibilità. ovunque ti giri c'è un BEEEEP!! rosso e lampeggiante che ti fa tornare indietro.

    ma non vi sembra che ci abbiano preso in giro all'uni, spillando solo soldi senza dare competenze??? perchè devo essere obbligata a fare master o costosissime scuole x poter lavorare(e non è eanche detto)???? ma come siamo conciati???

    ma soprattutto..qualcuno ha qualche suggerimento pratico?? la mia è stata non una lamentela, ma l'analisi della mia situazione di studio e lavoro? io sfoglio i libri che ho studiato, ma non vedo(non li vedevo nemmeno allora)cose utili da usare nel concreto. tutte teorie, perlo+ datate, o discorsi retorici. belli, x carità... ma poi?????

    mi sembra di essere qui, a 26 anni, con un enorme pugno di mosche in mano. dopo tanti sacrifici e fatica.

  2. #2
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    Riferimento: Grosso dubbio...leggete x favore

    Se questo ti può consolare non sei l'unica......anch'io che non sono psicologa mi ritoverò così....La situazione è comune per tutte le lauree umanistiche.
    Il problema secondo me è questo: mentre in matematica...in ingegneria ....2+2 fa sempre 4....da noi non è così...poichè abbiamo a che fare con le persone, ogni persona è diversa...quindi NON POSSONO esserci delle cose standard valide per tutti!Ma è anche giusto che sia così!Neanche la psichiatria è vista di buon occhio dalla medicina ufficiale...figuriamoci la psicologia!!!!
    E' ovvio che l'università non ti prepari ad affrontare la professione!come potrebbe?Può invece dare delle basi solide per poi saper gestire le diversissime situazioni che si presenteranno!

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di esterella
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    Riferimento: Grosso dubbio...leggete x favore

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Se questo ti può consolare non sei l'unica......anch'io che non sono psicologa mi ritoverò così....La situazione è comune per tutte le lauree umanistiche.
    Il problema secondo me è questo: mentre in matematica...in ingegneria ....2+2 fa sempre 4....da noi non è così...poichè abbiamo a che fare con le persone, ogni persona è diversa...quindi NON POSSONO esserci delle cose standard valide per tutti!Ma è anche giusto che sia così!Neanche la psichiatria è vista di buon occhio dalla medicina ufficiale...figuriamoci la psicologia!!!!
    E' ovvio che l'università non ti prepari ad affrontare la professione!come potrebbe?Può invece dare delle basi solide per poi saper gestire le diversissime situazioni che si presenteranno!

    Per me il discorso non è questo..vuol dire tutt e niente"dare delle basi solide per poi saper gestire le diversissime situazioni che si presenteranno"!!! pensaci... posso dire di tutto e di +!! cosa ben diversa sarebbe insegnare i colloqui, discutere seriamente casi clinici, fare diagnosi, insegnare a somministrare praticamente i test.invece... io ho fatto ben 3 esami solo su ferenczi...quindi?????? no qui per me c'è qualcosa a livello di sistema che non va.

  4. #4
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Grosso dubbio...leggete x favore

    Che dirti, cara Esterella, quello che scrivi è tristemente vero e ci siamo passati tutti. Non ho una ricetta generale da darti, ma posso dirti come ho fatto io per affrontare il "So di non sapere" di socratica saggezza. Dopo 5 anni di sistemi e teorie che mi hanno dato le coordinate cognitive spaziotemporali in cui muovermi mi sono tuffata nella pratica del tirocinio. Ho scelto gli Ospedali e mi sono resa subito conto di aver fatto la scelta giusta: tanta pratica e sviluppo di metodologia grazie al diretto confronto con i colloqui clinici, l'uso e lo scoring di test, l'analisi dei dati, ecc.. Ho cominciato così a tradurre in operatività ciò che era nella mia testa.Secondo passo: formazione continua nel senso di studiare sempre, compro spesso libri per approfondire e sistematizzare le lacune dell'Università o ampliare lo studio di aree limitatamente affrontate. Terzo passo: ho frequentato una Scuola di Specializzazione post lauream, per la mia personale esigenza di formazione continua (ora che è finita mi dispiace, perchè per me era formativo affrontare sistematicamente la nostra materia). Ora, cerco di mantenermi aggiornata per non lasciare limitata solo alla mia scuola l'esperienza di formazione. L'aggiornamento contnuo, con testi, riviste specialistiche, seminari (ci sono anche gratuiti) è un dictat per la nostra professione. Un altro elemento importante per me è l'associazionismo, ovvero il cercare di fa capo ad un gruppo di riferimento per discutere teoria e prassi, come casi clinici o strutture epistemologiche di riferimento, in modo da non scivolare nel rischio dell'autoreferenzialità.
    Fattore trasversale: l'aver fatto un percorso terapeutico su me stessa mi ha dato molto in termini di conoscenza pratica operativa di sistemi teorici.
    Spero di esserti stata utile con qualche spunto.
    Ciao
    Ultima modifica di GIUNONE : 23-03-2009 alle ore 13.16.53

  5. #5

    Riferimento: Grosso dubbio...leggete x favore

    GIUNONE ha dato una bella risposta sulla formazione....
    ma la domanda è: e il lavoro???
    quando arriva, quando il lavoro? cosa si può fare....?
    tutti figli di ricchi dovremmo essere, mantenuti a studiare in esperienze anche belle ma costosissime per anni dalle nostre famiglie e non lavorare perchè non sei pronto....
    oppure anche non mangiare e nn vivere, visto che non si lavora...
    e DEPRIMENTE!!!!
    ESTERELLA parlava di questo -credo- e io la condivido tristemente!!!

    laureata e abilitata sono nella stessa situzione,
    mando cv e prego che mi chiamino come educatrice, e in queste settimane nulla....
    vedi tu!!!

    purtroppo viviamo pure in italia, e non aiuta..........

  6. #6
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Grosso dubbio...leggete x favore

    No, mi sembra che il quesito di Esterella non fosse su "quando arriva il lavoro" ma su "cosa so fare dopo 5 anni di Uni". Sono cose diverse.

  7. #7
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    Riferimento: Grosso dubbio...leggete x favore

    Citazione Originalmente inviato da GIUNONE Visualizza messaggio
    No, mi sembra che il quesito di Esterella non fosse su "quando arriva il lavoro" ma su "cosa so fare dopo 5 anni di Uni". Sono cose diverse.

    sono sta-d'accordo con elenaegiorgio... sicuramente le cose dette da giunone sono vere, ma praticamente tu mi stai parlando di altra formazione..nel mio post iniziale c'era sritto chiaramente che la scuola la scartavo.. perchè dà competenze diverse da quelle x cui ho studiato(psicologa) e perchè è un grooooooooosso impegno in termini economici e temporali. nel frattempo bisogna mangiare due volte al giorno!!!!
    e comunque, se fare una scuola è requisito indispensabile poter lavorare, forse dovevano dircelo prima!!! addirittura hanno messo la laurea triennale, dicendo che anche così si poteva lavorare!! questi baroni di professori, che si permettono di dire"lei quando la comincerà l'analisi?" pensino invece a formare dei professionisti preparati e competenti.

    altra cosa...tirocinio: MAGARI avessi la possibilità di scegliere la struttura!!!!!!!! vengo da torino, am non abito lì, e le strutture accreditate sono pochissime. e di certo non fanno imparare chissà cosa.insomma, la situazione non ha sbocco alcuno.

    Io sono la prima che ha in mente di formarsi.. lo faccio e lo farò in modo continuo. sono curiosa, aperta alle novità e con tanta voglia di imparare. ma tutto questo si scontra con la PRATICITà delle cose..e nessuno ci da aiuto.

  8. #8
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    Riferimento: Grosso dubbio...leggete x favore

    Purtroppo bisogna buttarsi...anche con un pò di incoscienza.....sbagliando ed imparando....la cosa migliore sarebbe essere affiancata ad una persona già esperta che ti può indirizzare.....ma la vedo dura visto che in Italia...anzichè pensare a condividere per far venir fuori qualcosa di buono...si pensa subito"questa è venuta per fregarmi il lavoro"con la conseguenza che ti insegneranno solo le cose più banali e superficiali.......

  9. #9
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Grosso dubbio...leggete x favore

    Citazione Originalmente inviato da esterella Visualizza messaggio
    ho studiato 5 anni ma..concretamente,cosa cavolo so fare????? NIENTE . non so fare diagnosi, non so somministrare test, non so condurre un colloquio..non so fare niente di niente.ho fatto un milione di esami, uno più stupido e inultile dell'altro.per sapere fare niente. ma dico...

    apro uno studio? e cosa dico ai pazienti??? mi dedico alla prevenzione??? chi in Italia spende x fare prevenzione???
    ma non vi sembra che ci abbiano preso in giro all'uni, spillando solo soldi senza dare competenze??? perchè devo essere obbligata a fare master o costosissime scuole x poter lavorare(e non è eanche detto)???? ma come siamo conciati???

    io sfoglio i libri che ho studiato, ma non vedo(non li vedevo nemmeno allora)cose utili da usare nel concreto. tutte teorie, perlo+ datate, o discorsi retorici. belli, x carità... ma poi?????

    mi sembra di essere qui, a 26 anni, con un enorme pugno di mosche in mano. dopo tanti sacrifici e fatica.
    Scusa Esterella, ma dal tuo post la domanda mi sembra chiara! Cosa mi ha insegnato l'uni in 5 anni?
    Io ti ho risposto portandoti la mia esperienza da cui, ti ho scritto, potresti trarre spunto. Non ti ho data per obbligatoria la scuola, ti ho solo scritto che io, per la mia sete, ho fatto quella scelta e ti ho scritto anche altro, che potrebbe esserti utile ma forse anche no! Ti ho scritto di come io sono uscita da quell'empasse perchè stavi chiedendo proprio quello!
    Sul lavoro, nello specifico, ci sono tanti 3d aperti e ben argomentati come Come trovare lavoro o Come sviluppare un efficace passaparola.
    Ultima modifica di GIUNONE : 23-03-2009 alle ore 20.48.59

  10. #10
    Partecipante Assiduo L'avatar di esterella
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    La mia era una riflessione generale, che toccava la formazione per poi toccare il lavoro. se dico che l'uni non ci ha formato è perchè poi non ci da la possibilità di lavorare, di spendere la nostra presunta professionalità. i tuoi spunti sono utili, però è vero anche il problema sollevato: senza soldi, e senza possibilità di lavorare, anche queste cose perdono di valore. se invece ci fosse stata data la possibilità di formarci in maniera + completa nei 5 anni di uni, si potrebbe cmq approfondire ma si avrebbero le abilità necessarie per progredire. i post li leggo sempre, anche nella sezione lavoro, ma come sai si parla sempre di formazione, e non mi sembra che qualcuno abbia soluzioni.

  11. #11
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    Citazione Originalmente inviato da esterella Visualizza messaggio
    La mia era una riflessione generale, che toccava la formazione per poi toccare il lavoro. se dico che l'uni non ci ha formato è perchè poi non ci da la possibilità di lavorare, di spendere la nostra presunta professionalità. i tuoi spunti sono utili, però è vero anche il problema sollevato: senza soldi, e senza possibilità di lavorare, anche queste cose perdono di valore. se invece ci fosse stata data la possibilità di formarci in maniera + completa nei 5 anni di uni, si potrebbe cmq approfondire ma si avrebbero le abilità necessarie per progredire. i post li leggo sempre, anche nella sezione lavoro, ma come sai si parla sempre di formazione, e non mi sembra che qualcuno abbia soluzioni.
    Tra 2 esami entrerò nel mondo degli Psicologi disoccupati...se penso ai 50 esami che ho fatto, alle tante speranze che avevo, mi viene quasi da piangere. Il momento di crisi che la nostra categoria sta attraversando, l'hanno attraversato i medici verso la metà degli anni 90 e ne sono usciti grazie a un piano serio e coerente (numero chiuso, campagne di dissuasione nelle scuole, pressione politica verso le istituzioni). Purtroppo il nostro Ordine dorme, pensa a campare cannibalizzando noi giovani con scuole (355 in tutta Italia, una vera follia!!!), master, corsi di aggiornamento, perfezionamento e quant'altro (pensate ai master in psicologia scolastica senza psicologi nelle scuole). Non si esce da questa situazione in questo modo, bisogna iniziare ad agire coesi e in maniera realistica; vedo troppi ragazzi che dormono sugli allori, che non sono per nulla informati della situazione, che non cercano di informarsi e che pensano, cosa più grave, che loro hanno tutte le porte aperte!!! SVEGLIAMOCI!

  12. #12
    Partecipante L'avatar di max.nettuno
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    Riferimento: Grosso dubbio...leggete x favore

    Verità assodate:
    a) L'università non prepara per il mondo del lavoro: non sai fare niente.
    b) Nel mercato del lavoro non c'è domanda di psicologi: nessuno ti assume.

    Quindi, pure se tu fossi competente, nessuno ti assumerebbe per mancanza di posti di lavoro da psicologo. Oppure, anche se ci fossero posti di lavoro per psicologi, non ti assumerebbero perché sei incompetente.

    Come la metti la metti male. Come si esce da quest'empasse?

    Io lavoreri di più sul punto (a), ossia "cosa potrei fare per sentirmi più competente?"....ammettendo che ancora mi interessi fare lo psicologo, se no, mi metto a fare altro. Pensare al punto (b) è inutile, non ho potere sull'andamento dell'economia. Eppure, se io avessi le idee chiare...del tipo: so cosa so fare, so cosa non so fare ma so anche cosa posso fare per colmare le mie lacune, per raggiungere il livello di competenza adatto ai miei obiettivi - scegliendo un campo, non andando a caso, perché non si può sapere tutto, es. fare il clinico è una cosa, occuparsi di selezione del personale è un'altra, ecc.

    Assodato che se uno sceglie di fare il ragioniere si semplifica la vita e se scegli di fare lo psicologo, "beh, sono c...i tuoi!", avere un campo specifico dove decidere di incrementare le proprie competenze, avere obiettivi più chiari (per noi stessi in primis) e poi proporsi (come collaboratore o privatamente come libero professionista) aiuterebbe?

    Quando hai inziato a studiare psicologia, cos'è che volevi fare dopo? Se la risposta che ci siamo dati è un lapidario "trovare lavoro", allora forse ci siamo dati la risposta sbagliata....era meglio fare altro (vedi, il ragioniere).
    Il viaggio è la meta.

  13. #13
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    Riferimento: Grosso dubbio...leggete x favore

    [QUOTE=max.nettuno;1971134]Verità assodate:
    a) L'università non prepara per il mondo del lavoro: non sai fare niente.
    b) Nel mercato del lavoro non c'è domanda di psicologi: nessuno ti assume.

    Quindi, pure se tu fossi competente, nessuno ti assumerebbe per mancanza di posti di lavoro da psicologo. Oppure, anche se ci fossero posti di lavoro per psicologi, non ti assumerebbero perché sei incompetente.

    Come la metti la metti male. Come si esce da quest'empasse?

    Io lavoreri di più sul punto (a), ossia "cosa potrei fare per sentirmi più competente?"....ammettendo che ancora mi interessi fare lo psicologo, se no, mi metto a fare altro. Pensare al punto (b) è inutile, non ho potere sull'andamento dell'economia. Eppure, se io avessi le idee chiare...del tipo: so cosa so fare, so cosa non so fare ma so anche cosa posso fare per colmare le mie lacune, per raggiungere il livello di competenza adatto ai miei obiettivi - scegliendo un campo, non andando a caso, perché non si può sapere tutto, es. fare il clinico è una cosa, occuparsi di selezione del personale è un'altra, ecc.

    Assodato che se uno sceglie di fare il ragioniere si semplifica la vita e se scegli di fare lo psicologo, "beh, sono c...i tuoi!", avere un campo specifico dove decidere di incrementare le proprie competenze, avere obiettivi più chiari (per noi stessi in primis) e poi proporsi (come collaboratore o privatamente come libero professionista) aiuterebbe?

    Quando hai inziato a studiare psicologia, cos'è che volevi fare dopo? Se la risposta che ci siamo dati è un lapidario "trovare lavoro", allora forse ci siamo dati la risposta sbagliata....era meglio fare altro (vedi, il ragioniere).[/QUOTE

    E pensare che manco la volevo fare l'università...se solo avessi avuto più determinazione!

  14. #14
    Partecipante Assiduo L'avatar di Studiolover
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    Citazione Originalmente inviato da esterella Visualizza messaggio
    io ho studiato 5 anni ma..concretamente,cosa cavolo so fare????? NIENTE . non so fare diagnosi, non so somministrare test, non so condurre un colloquio..non so fare niente di niente.ho fatto un milione di esami, uno più stupido e inultile dell'altro.per sapere fare niente. ma dico...dopo 5 anni di studio uno almeno dovrebbe sapere muoversi nel suo lavoro. ovvio, manca l'esperienza, ma le basi metodologiche ci dovrebbero essere.
    Le basi metodologiche le hai acquisite. Non sai condurre un colloquio psicologico? Ne sei certa? Capisci se sai condurre un colloquio psicologico solo quando ti trovi nella situazione, e le prime volte sei in ansia, per forza.
    I test? Con le conoscenze che dovresti aver acquisito, non dovrebbe risultarti difficile imparare ad usare, per dire, l'MMPI o il TAT o qualsiasi altro test; chiaro che la preparazione specifica sull'uno o sull'altro sta a te. Però, nel momeno in cui leggerai ad esempio che l'MMPI si basa su confronti statistici tra le risposte di un gruppo di controllo senza diagnosi psichiatriche e gruppi di persone con specifiche diagnosi psichiatriche, capirai cosa significa... cosa preferivi, che ti insegnassero come si mettono le crocette sul foglio dell'MMPI, invece che darti gli strumenti per imparare ad usarlo sul serio?
    E la diagnosi? Non credere che una diagnosi sia chissà che. Un tizio va dallo psichiatra, parlano dieci minuti, lo psichiatra prende nota di alcuni sintomi e dopo aver consultato il DSM appioppa la diagnosi. Credo che tu abbia imparato, in questi cinque anni, a fare diagnosi un po' più approfondite di così. Solo che hai il timore di non saper fare niente, come se ci fosse una frattura insanabile tra "studiare" all'università e "fare" nel lavoro.

    Quello che devi "fare", semplicemente, è applicare ciò che hai studiato. Anche se venisse qualcuno ad accompagnarti mano nella mano nelle diverse situazioni del mondo del lavoro, prima o poi dovresti camminare con le tue gambe, e non avresti fatto altro che posticipare il momento dell'ansia. Sei una dottoressa, vai.

  15. #15
    Neofita
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    Riferimento: Grosso dubbio...leggete x favore

    Anch'io mi sento terribilmente spaesata. Sto per concludere l'esame di stato e a quel punto potrò benissimo dire: " sono abilitata"... ma la realtà è davvero triste...in questo momento credo proprio di non saper fare nulla, non so cosa farò dopo l'abilitazione perchè la scuola dispecializzaz. è troppo dispendiosa... non ho un lavoro...l'unica cosa che mi si prospetta è fare volontariato in qualche struttura, per imparare qualcosa... ma siccome il volontariato non paga credo proprio di cambiare strada, cercare un lavoro diverso, perchè in questo momento non mi va proprio di sognare... avrò il rimpianto di non aver sfruttato la mia bella laurea dopo i mille sacrifici che ho fatto per conseguirla, ma si dice che nella pentola non si possono mettere i sogni...ci sono tempi troppo lunghi, prima volontariato, poi se si è fortunati si può partecipare a qualche progetto della durata di qualche mese... e poi? Dopo ci troviamo nuovamente a spasso... per il sogno di fare la psicologa...

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