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  1. #1

    V.O E N.O: che differenze?

    ciao.
    poichè mi sto laureando in psic del lavoro, vecchio ordinamento, e poichè ora si parla solo del nuovo (almeno nella mia facoltà), mi piacerebbe capire cosa concretamente distingue i due ordinamenti.
    Cioè che cosa può fare un laureato di primo livello rispetto a me e viceversa? come sono valutati i titoli?

    ciao a tutti, sia Vo che No

  2. #2

    ragazzi

    ragazzi! non gliene frega a nessuno delle differenze tra Vo e No. Contenti voi...

  3. #3
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743
    Io sono laureata con vecchio ordinamento, perciò sto tentando anche io di capirci qualcosa...
    Finora so per certo che i laureati in 3 anni non possono accedere alle scuole di psicoterapia, mentre i laureati del vecchio ordinamento non possono iscriversi alle lauree specialistiche facendosi riconoscere i crediti (o almeno questo non è possibile alla Cattolica, in quanto non l'hanno previsto nel bando... a dire il vero la loro risposta è stata "non mi era proprio venuto in mente che uno già laureato in psicologia volesse prendere una seconda laurea.... signorina, ma chi glielo fa fare!?!").
    Le lauree specialistiche dovrebbero, invece, essere equivalenti al vecchio ordinamento, solo hanno degli indirizzi più differenziati, con la possibilità di acquisire competenze molto settoriali...
    Credo anche che il tirocinio sia previsto all'ultimo anno delle specialistiche, ma è necessario per laurearsi, perciò credo che l'anno post laurea necessario per accedere all'esame di stato rimanga...
    Dai programmi che ho visto io (quelli della Cattolica perchè in Bicocca non ho trovato nulla), mi sono sembrati dei percorsi più concreti rispetto ai piani di studio del vecchio ordinamento..
    Ma forse sarebbe meglio avere il parere anche di chi sta frequentando ora...

    A proposito: in Cattolica dal prossimo anno dovrebbero prevedere nel bando la possibilità di accedere alle specialistiche anche a chi ha una laurea quinquiennale (con il casino che ho fatto l'altro giorno spero se ne ricordino... mi mancava solo di piombare nell'ufficio del rettore per protestare, e lo avrei fatto il giorno dopo, poi ho dato di nuovo un'occhiata al prospetto delle tasse e mi sono detta "In effetti, ma chi me lo fa fare!?!")
    Vimae

  4. #4

    vediamo

    Beh, penso che ci sia un po' di casino in tutte le facoltà. MI piacerebbe che avesero risposte chiare.
    Il mio problema è che in psicologia del lavoro penso che non siano così formali come per un curriculum clinico. Nel senso che chi intraprende la carriera dello psicologo clinico ha un percorso istituzionale, mentre ci si aspetta che lo psic del lavoro operi nelle organizzazioni private dove non vanno tanto per il sottile .

    Grazie per il tuo aiuto, speravo di trovare qualcun'altro del vechhio ordinamento con i miei stessi dubbi. Ciao.

  5. #5
    meklec
    Ospite non registrato
    io frequento il terzo anno di psicologia del lavoro n.o. a bari! effettivamente credo che tu abbioa ragione quando dici che probabilmente nelle aziende poco sarà notata (in quanrìto come tu dici non vanno tanto per il sottile!) la differenza fra laurea del v.o. e del n.o.!!! e ad essere sincera io spero proprio che sia così perchè davvero non mi dispiacerebbe poter iniziare a lavorare già dal prossimo anno! per quanto riguarda le differenze fra gli ordinamenti ti posso dire che io al terzo anno sto per iniziare un tirocinio di 6 mesi che mi è indispensabile per la laurea! in più non so se sai che dopo i tre anni noi possiamo iscriverci all'albo dei cosiddetti psicologi juniores con titolo di dottori in scienze e tecniche psicologiche.... non so che altro dirti, comunque chiedi tranquillamente!!!

  6. #6
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    confermo tutto!

    Le aziende di solito non ci guardano.....
    .... ed io sono la prova vivente di questo
    ;-))))))

    Mi sono laureato con l'indirizzo clinico e lavoro come consulente (selezione, formazione, marketing, ecc.).


    Quello che e' importante non e' tanto l'esatto titolo di studio (in questo settore ci lavorano anche dei non laureati), ma la competenza e la professionalita'.

    Buon lavoro a tutti,
    a presto,

    Stefano Sirri

  7. #7
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    08-01-2003
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    63
    Mi dispiace ma non sono per niente d'accordo....è vero conta la professionalità, però non mi sembra per niente giusto che un "laureato" in tre anni (già dire laureato per me è eccessivo, casomai diploma di laurea) possa avere le stesse opportunità di chi si è fatto 5 anni più uno di tirocinio( in totale sono 6!)....questa cosa mi lascia alquanto perplessa e mi fa arrabbiare.

  8. #8
    meklec
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Benny
    Mi dispiace ma non sono per niente d'accordo....è vero conta la professionalità, però non mi sembra per niente giusto che un "laureato" in tre anni (già dire laureato per me è eccessivo, casomai diploma di laurea) possa avere le stesse opportunità di chi si è fatto 5 anni più uno di tirocinio( in totale sono 6!)....questa cosa mi lascia alquanto perplessa e mi fa arrabbiare.
    hai perfettamente ragione, e sicuramente noi dopo soli tre anni (cmq laureati, scusami!) non avremo le competenzwe che avete voi, ma non credo che all' azienda che cerca un esperto in gestione delle risorse umane questo interessi poi tanto!

  9. #9
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    08-01-2003
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    63
    E' proprio questo il "dramma", io spero che la cosa interessi e ti posso assicurare che interessa. In azienda e in particolare nelle risorse umane, conta tantissimo la maturità, la consapevolezza,che sicuramente non si possono avere se uno esce dall'università dopo solo tre anni. Ci vuole un sacco di esperienza, che si fa studiando, aggiornandosi, preparandosi al meglio...non voglio essere critica, scusami, ma solo farti capire che ci vuole tantissima preparazione per questo lavoro e lo dico anche un pò per esperienza personale visto che lavoro nell'ufficio personale di una grande azienda, e conta molto la preparazione che uno ha alle spalle (anche prchè aiuta ad affrontare al meglio le cose).
    Ciao

  10. #10
    meklec
    Ospite non registrato
    d'accordissimo sul punto della preparazione e sono la prima a dirti che sicuramente a luglio non avrò una preparazione degna della tua, ma tanto da anche l'esperienza e da qualche parte bisognerà pure iniziare. intendo dire che se per ipotesi io non volessi proseguire il mio corso di studi ma trovassi modo di fare esperienza all'interno di un ufficio di gestione delle risorse umane, dopo un po' di anni credo che acquisirei se non le tue stesse conoscenze, sicuramente le tue stesse competenze, no?

  11. #11
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Non so se e' giusto o sbagliato, ma le aziende guardano piu' a quello che sai fare piuttosto che al titolo accademico.

    Poi, scusatemi, cosa vogliamo fare, una "guerra" tra chi ha fatto 5 anni e chi ha fatto i 3 anni?
    Questo puo' solo creare dei danni, a TUTTI!

    Ebbene, ci sono delle "mancanze" formative?
    Riempiamole!

    Questo deve essere l'obiettivo: l'aumento della competenza e della professionalita', non un "ne' ho piu' diritto io perche'...".

    A presto,

    Stefano Sirri

  12. #12
    meklec
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da HT Sirri
    Non so se e' giusto o sbagliato, ma le aziende guardano piu' a quello che sai fare piuttosto che al titolo accademico.

    Poi, scusatemi, cosa vogliamo fare, una "guerra" tra chi ha fatto 5 anni e chi ha fatto i 3 anni?
    Questo puo' solo creare dei danni, a TUTTI!

    Ebbene, ci sono delle "mancanze" formative?
    Riempiamole!

    Questo deve essere l'obiettivo: l'aumento della competenza e della professionalita', non un "ne' ho piu' diritto io perche'...".

    A presto,

    Stefano Sirri
    d'accordissimo!! hai ragione.. stavamo perdendo il punto di vista giusto e la chiave di lettura...

  13. #13
    Eowin
    Ospite non registrato
    Ho iniziato il tirocinio in ASL il 15 settembre (laureata a luglio) e ho assistito con la mia tutor al colloquio con 3 candidati al tirocinio x triennalisti che si sono appena iscritti al 3° anno N.O.
    Non mi ha fatto piacere che si siano presentati dicendo che loro in due anni avevano fatto praticamente l'intero programma che un laureato VO aveva "diluito" in cinque.
    Mi è sembrato di cattivo gusto. Oltre che poco credibile.
    E non mi ha fatto piacere sentir dire alla mia tutor che probabilmente le ASL creeranno posti di lavoro per tecnici triennalisti, mentre chi ha la laurea quinquennale ha poche speranze. Mi auguro che si sbagli.
    E' antipatico sapere che a qualcuno tocca fare 5 anni + 1 di tirocinio mentre i NO possono laurearsi non solo in 3 anni, ma col tirocinio già fatto, e dare subito l'EdS.

    Io comunque sono convinta che il NO sia meglio per gli studenti e che sia giustissimo fare il tirocinio durante l'uni.

    L'assurdità è stato il programma che è toccato a noi VO, praticamente eterno e completamente teorico.

    A me l'ASL sembra un altro mondo.

  14. #14
    Partecipante Affezionato L'avatar di francydn
    Data registrazione
    31-10-2002
    Messaggi
    102
    Beh.. cosa dire delle differenze tra NO e VO? Io mi devo laureare adesso ad ottobre con il NO, fine dei tre anni... però caspita credo che sia difficile poter dire di avere una preparazione sufficiente per fare quello che è stato pensato fino ad ora per i laureati VO... si, è vero forse gli esami sono stati tanti e, novità rispetto al VO, abbiamo fatto qualche attività di tirocinio, ma almeno per quanto riguarda Milano, davvero banali e un pò improvvisate... certo il contatto con il mondo esterno è stato importante, per capire quello che lo psicologo fa e potrebbe fare, ma non dimentichiamo che per esserci davvero occorre una forte preparazione teorica che non si acquisisce dopo tre anni di studio! Io la penso così... però non so... forse il mondo del lavoro si dovrà modificare per trovare posto ai laureati triennali anche se non credo che possano sostituire uno psicologo con una preparazione più lunga alle spalle... O no?

  15. #15
    Eowin
    Ospite non registrato
    Come dicevo mi sembra di trovarmi in un altro mondo.
    Non ho l'impressione che i miei studi universitari mi siano di grande aiuto, anzi.
    Trovo una grande distanza tra gli insegnamenti universitari e la pratica clinica in ASL.
    E non mi sento per niente preparata al tipo di attività che vi si svolge. Come dire che gli è tutto da rifare.
    Spero che i triennalisti saranno più attrezzati per il cimento pratico. Comunque li vedrò presto all'opera.
    E ripeto che il tirocinio durante lo studio a me sembra cosa buona e giusta.
    Per quello che mi riguarda personalmente spero di riuscire alla svelta a capire esattamente come devo muovermi nel servizio, perchè al momento mi sento molto impacciata.
    Mi piacerebbe un 3d dove ci si potesse scambiare le impressioni sul proprio tirocinio: non so se non ci sia o se io non lo abbia ancora trovato.
    Auguri alla laureanda triennalista di Milano

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