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  1. #1
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    RITRATTO DI UNA DONNA ANALIZZATA X Houellebecq

    Da "Estensione del dominio della lotta" di Houellebecq:
    "In genere da una donna in analisi è impossibile cavare alcunché. Come ho avuto modo di constatare più volte, le sventurate che cadono in mano agli psicanalisti diventano definitivamente e letteralmente inutilizzabili. Questa conseguenza non va considerata come un effetto secondario della psicanalisi, bensì come il suo scopo principale. Con l'alibi della ricostruzione dell'io, in realtà gli psicanalisti procedono a una scandalosa demolizione dell'essere umano. Innocenza, generosità, purezza...tutto ciò viene rapidamente triturato dalle loro rozze mani. Gli psicanalisti, pinguemente rimunerati, supponenti e stupidi, annientano definitivamente nei loro cosiddetti pazienti qualunque attitudine all'amore, sia mentale sia fisico; in pratica si comportano da veri e propri nemici dell'umanità. Spietata scuola di egoismo, la psicanalisi sfrutta con agghiacciante cinismo le bravi figliole un po' smarrite e le trasforma in ignobili bagasce dall'egocentrismo delirante, incapaci di suscitare altro che un legittimo disgusto. In nessun caso bisogna accordare la minima fiducia a una donna che sia passata per le mani degli psicanalisti. Meschinità, egoismo, arrogante ottusità, completa assenza di senso morale, cronica incapacità di amare: ecco il ritratto esaustivo di una donna "analizzata".

    Donne in analisi, con il coltello tra i denti, annientiamo questa sequela di insulti oltraggiosi! Perchè poi il tutto è rivolto solo a noi donne? E gli uomini i terapia?
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  2. #2
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: RITRATTO DI UNA DONNA ANALIZZATA X Houellebecq

    Meschinità, egoismo, arrogante ottusità, completa assenza di senso morale, cronica incapacità di amare: ecco il ritratto esaustivo di una donna "analizzata".
    A onor del vero, a me sembra il ritratto esaustivo di una donna che domanda un'analisi!

  3. #3
    Johnny
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    Riferimento: RITRATTO DI UNA DONNA ANALIZZATA X Houellebecq

    ha dimenticato di dire che le donne cattive sono anche comuniste forse perchè è francese e quindi in francia non c'è questo accostamento
    ...e cmq mi pare che questo scrittore abbia parecchi nemici anche in Islam... insomma, è uno che si dà da fare

    Michel Houellebecq - Wikipedia
    Ultima modifica di Johnny : 02-03-2009 alle ore 17.55.47

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: RITRATTO DI UNA DONNA ANALIZZATA X Houellebecq

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    ha dimenticato di dire che le donne cattive sono anche comuniste forse perchè è francese e quindi in francia non c'è questo accostamento
    ...e cmq mi pare che questo scrittore abbia parecchi nemici anche in Islam... insomma, è uno che si dà da fare

    Michel Houellebecq - Wikipedia
    Ma l'Islam é una Nazione, Johnny?

    E' uno scrittore controcorrente su tutto, ha nemici ovunque, ora anche su...Ops
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  5. #5
    Johnny
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    Riferimento: RITRATTO DI UNA DONNA ANALIZZATA X Houellebecq

    pardon, volevo dire "nell'Islam" inteso come sistema religioso

  6. #6
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    Riferimento: RITRATTO DI UNA DONNA ANALIZZATA X Houellebecq

    Ma questo non è un libro di narrativa? Se un personaggio la pensa così in una parte del racconto, mica è detto che l'autore la pensi così.
    Immagino che il personaggio che parla sia un uomo eterosessuale (forse anche un po' sfigato), per questo non estende la critica degli effetti deleterei della psicoanalisi ad ambo i sessi, forse non è troppo interessato a come amano gli uomini dopo un'analisi , se ci prova, ci prova con le donne, ed è probabile che dalle donne venga scaricato.
    (Io comunque non l'ho letto il libro, se sono parole dell'autore stesso tratte magari da qualche intervista, ovviamente non vale quello che ho scritto prima).

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 02-03-2009 alle ore 22.21.43

  7. #7
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: RITRATTO DI UNA DONNA ANALIZZATA X Houellebecq

    L'autore di questo romanzo sostiene:"Questo mondo non mi piace. Decisamente non lo amo, la società in cui vivo mi disgusta; la pubblicità mi nausea; l'informazione mi fa vomitare…un inutile ingorgo per i neuroni", non si trattiene insomma dall'esprimere opinioni tali da renderlo, a dir poco, antipatico. E sembra infischiarsene di questo alone negativo che gli palpita intorno, mostrando un'indifferenza almeno pari a quella del personaggio principale del suo romanzo: un trentenne indifferente alla vita, estraneo persino a se stesso, in compagnia soltanto della propria solitudine, squallido controcanto di un'esistenza senza valori.
    Può il liberismo economico riflettersi nel liberismo sessuale che connota la nostra epoca, e viceversa? Possono questi due grandi temi riflettersi nella vita degli uomini “medi” ? Sono in grado di influenzare e appiattirne le esistenze? Nel protagonista freddo e cinico, estraneo alle comuni passioni umane, estraneo alla vita del mondo che lo circonda, troviamo il gelido chirurgo del quotidiano che esprime a voce alta il proprio disprezzo per il mondo e per il genere umano.

    “In verità non c’è nulla che riesca a impedire il sempre più ravvicinato ritorno di quei momenti in cui la tua solitudine assoluta, la percezione della vacuità universale, il presentimento che la tua esistenza stia approssimandosi a un disastro doloroso e definitivo, si combinano per sprofondarti in uno stato di vera sofferenza. E tuttavia continui a non aver voglia di morire.“

    Non c’è rassegnazione, non disperazione, non un velo di emozione si può cogliere nella voce narrante. (recensione di G. Giordani)
    È proprio la contraddittorietà esistenziale dei suoi personaggi - così dibattuti tra la solitudine, che credono di aver adottato per scelta, nata anche dallo spietato desiderio di primeggiare sull' "altro" (uomini lupi per i loro simili) - e un sotterraneo bisogno di sentimenti, a rendere affascinanti le figure dell'autore francese, scritte su misura per coinvolgere - inquietandoli - gli animi dei lettori. L'autore analizza con chirurgica freddezza, tutti i momenti della vita sua ed altrui: il suo "bisturi" è una razionalità lucida ed implacabile, la stessa che traspare nel brano in cui parla delle donne analizzate a cui non rimane altro che la strada della della nevrosi che sconfina in pazzia, prigioniere del pensiero, esiliate da qualunque azione che possa davvero cambiare in meglio la loro vita. Non è narrativa, credo sia proprio una lucida disamina della condizione umana fatta con uno stile lucido, dissacrante e implacabile contro ogni buonismo verso l'essere umano e le sue psicosi.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: RITRATTO DI UNA DONNA ANALIZZATA X Houellebecq

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    L'autore di questo romanzo sostiene:"Questo mondo non mi piace. Decisamente non lo amo, la società in cui vivo mi disgusta; la pubblicità mi nausea; l'informazione mi fa vomitare…un inutile ingorgo per i neuroni", non si trattiene insomma dall'esprimere opinioni tali da renderlo, a dir poco, antipatico. E sembra infischiarsene di questo alone negativo che gli palpita intorno, mostrando un'indifferenza almeno pari a quella del personaggio principale del suo romanzo: un trentenne indifferente alla vita, estraneo persino a se stesso, in compagnia soltanto della propria solitudine, squallido controcanto di un'esistenza senza valori.
    Può il liberismo economico riflettersi nel liberismo sessuale che connota la nostra epoca, e viceversa? Possono questi due grandi temi riflettersi nella vita degli uomini “medi” ? Sono in grado di influenzare e appiattirne le esistenze? Nel protagonista freddo e cinico, estraneo alle comuni passioni umane, estraneo alla vita del mondo che lo circonda, troviamo il gelido chirurgo del quotidiano che esprime a voce alta il proprio disprezzo per il mondo e per il genere umano.

    “In verità non c’è nulla che riesca a impedire il sempre più ravvicinato ritorno di quei momenti in cui la tua solitudine assoluta, la percezione della vacuità universale, il presentimento che la tua esistenza stia approssimandosi a un disastro doloroso e definitivo, si combinano per sprofondarti in uno stato di vera sofferenza. E tuttavia continui a non aver voglia di morire.“

    Non c’è rassegnazione, non disperazione, non un velo di emozione si può cogliere nella voce narrante. (recensione di G. Giordani)
    È proprio la contraddittorietà esistenziale dei suoi personaggi - così dibattuti tra la solitudine, che credono di aver adottato per scelta, nata anche dallo spietato desiderio di primeggiare sull' "altro" (uomini lupi per i loro simili) - e un sotterraneo bisogno di sentimenti, a rendere affascinanti le figure dell'autore francese, scritte su misura per coinvolgere - inquietandoli - gli animi dei lettori. L'autore analizza con chirurgica freddezza, tutti i momenti della vita sua ed altrui: il suo "bisturi" è una razionalità lucida ed implacabile, la stessa che traspare nel brano in cui parla delle donne analizzate a cui non rimane altro che la strada della della nevrosi che sconfina in pazzia, prigioniere del pensiero, esiliate da qualunque azione che possa davvero cambiare in meglio la loro vita. Non è narrativa, credo sia proprio una lucida disamina della condizione umana fatta con uno stile lucido, dissacrante e implacabile contro ogni buonismo verso l'essere umano e le sue psicosi.
    I francesi sono stati sempre un pò sui generis riguardo a contestazioni...mi viene in mente Sartre e il suo 'La nausea' anche se lì siamo su livelli teoretici abbastanza distanti. In generale non mi dispiacciono le 'demolizioni' se hanno una solida base...questo pensare col 'martello' (come amava dire Nietzsche riguardo all'opera di demolizione di tutti i 'giudizi di valore' fatti intorno ad una vita 'buona o cattiva',una natura 'benevola o malvagia' dimenticando che la vita è estranea ad ogni giudizio di valore perchè semplicemente 'innocente' o 'indifferente'...) non dovrebbe destare tanta sorpresa...ma allo stesso tempo mi chiedo: questa 'accidia' che emerge dalle pagine di questo autore, non è essa stessa un giudizio di valore? Non è essa stessa una 'fede'? Un volere che le cose stiano come non stanno?In questo senso mi viene in mente Jung che, da buon lettore di Nietzsche, ha tentato con maggiore successo di 'ri-comporre' i pezzi di un uomo diviso per le esigenze dei metodi scientifici,teologici,metafisici che hanno creduto,nell'ingenuità più totale, che la 'ragione' (questo baluardo dell'Occidente...) potesse con-tenere l'ambiguità costitutiva delle cose,potesse escludere il 'male', il 'tremendo',la 'follia' che costitutivamente ci abita (la 'ragione' è infatti una invenzione recente direi...), creando una patinatura che regge stentatamente...abbiamo dovuto 'inventare' l'inconscio per avere un luogo sicuro dove poter gettare l'immondizia morale ed evitare alla coscienza spiacevoli odori nauseabondi...

    Saluti,
    Luigi

  9. #9

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    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Da "Estensione del dominio della lotta" di Houellebecq:
    "In genere da una donna in analisi è impossibile cavare alcunché. Come ho avuto modo di constatare più volte, le sventurate che cadono in mano agli psicanalisti diventano definitivamente e letteralmente inutilizzabili. Questa conseguenza non va considerata come un effetto secondario della psicanalisi, bensì come il suo scopo principale. Con l'alibi della ricostruzione dell'io, in realtà gli psicanalisti procedono a una scandalosa demolizione dell'essere umano. Innocenza, generosità, purezza...tutto ciò viene rapidamente triturato dalle loro rozze mani. Gli psicanalisti, pinguemente rimunerati, supponenti e stupidi, annientano definitivamente nei loro cosiddetti pazienti qualunque attitudine all'amore, sia mentale sia fisico; in pratica si comportano da veri e propri nemici dell'umanità. Spietata scuola di egoismo, la psicanalisi sfrutta con agghiacciante cinismo le bravi figliole un po' smarrite e le trasforma in ignobili bagasce dall'egocentrismo delirante, incapaci di suscitare altro che un legittimo disgusto. In nessun caso bisogna accordare la minima fiducia a una donna che sia passata per le mani degli psicanalisti. Meschinità, egoismo, arrogante ottusità, completa assenza di senso morale, cronica incapacità di amare: ecco il ritratto esaustivo di una donna "analizzata".
    Mi pare il pensiero di una persona in una posizione esistenzialo negativa, che vede l'altro e la situazione in modo negativo.
    Si potrebbe dire che e' un depresso ginecofobico che si sente escluso, e che ha idealizzato la mamma per poi doversi ricredere.

    La sua difesa e' il cinismo, condito da un realismo sadico e masochistico.

    Ma in questo squallore si sente qualcuno: quello che ha capito.

  10. #10
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Mi pare il pensiero di una persona in una posizione esistenzialo negativa, che vede l'altro e la situazione in modo negativo.
    Si potrebbe dire che e' un depresso ginecofobico che si sente escluso, e che ha idealizzato la mamma per poi doversi ricredere.

    La sua difesa e' il cinismo, condito da un realismo sadico e masochistico.

    Ma in questo squallore si sente qualcuno: quello che ha capito.
    Sto leggeno il libro.Ho letto poche pagine, devo dire ben scritte, affascinanti.
    Oggi parto per una vacanza. Quando torno vi farò la mia recensione personale.
    Ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  11. #11
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    Riferimento: RITRATTO DI UNA DONNA ANALIZZATA X Houellebecq

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno
    La sua difesa e' il cinismo, condito da un realismo sadico e masochistico.

    Ma in questo squallore si sente qualcuno: quello che ha capito.
    Beh per curiosità ho letto il libro e non mi sembra che questo personaggio si senta qualcuno perché crede di aver capito tutto, a me sembra solo che non riesca proprio più a raccontarsi storie che in fin dei conti non combaciano con tutto quello che prova realmente e tutta la realtà sociale circostante che ha continuamente davanti agli occhi.
    Ognuno ha valore soltanto nei confronti ed all'interno di questa realtà sociale, è inutile raccontarsi che le cose non stanno così, poi se una persona vuole inventarsi un valore personale fittizio lo può fare, ma questo valore non permette a nessuno di avere maggiori possibilità di scelta all'interno delle varie realtà sociali (a meno che non riesca a convincere qualcuno del fatto di aver valore, ma questa è già un'abilità reale che bisogna comunque possedere).
    Poi da cosa dovrebbe difendersi questo personaggio? La voce narrante nota ed annota una serie di limiti personali ed altrui che in un modo o nell'altro desidererebbe che non ci fossero, questo lo comunica abbastanza apertamente.

    In questi casi cosa si fa? Secondo me uno scontro del soggetto con quella che chiamiamo realtà è inevitabile, non c'è molto da capire, si possono solo registrare gli avvenimenti e descriverli, osservarli mantenendo comunque la consapevolezza di volere profondamente che questi siano diversi da quel che sono.

    Desiderare e volere che un persona brutta e disgustosa come Tisserand sia accolta e desiderata da una bella ragazza, desiderare che tutto il marcio del mondo venga spazzato via da una scopa divina, desiderare che avvenga una qualche trasfigurazione che possa davvero stupire... Invece no, tutto resta così com'è, perché tutto è irregimentato da una qualche logica che mira comunque alla convenienza personale ed è inutile farsi illusioni, le parole di tutti gli stregoni religiosi e di tutti gli svariati stregoni della psiche che continuano a moltiplicarsi senza fine, suonano sempre false e non offrono alcunché contro queste evidenze che oltretutto molte persone nascondono pure (per poter avere la coscienza a posto) ma che purtroppo stanno davanti agli occhi soprattutto di chi viene colpito.

    Ci sono ad esempio quelle belle ragazze che a tempo perso si mettono anche a consolare qualche brutto sfigato, pensano che è bene consolarlo e dirgli che ha questa o quell'altra possibilità, che lui è pieno di buone doti, ma poi non riesco proprio a spiegarmi perché ognuna di loro si guarda bene dal prenderlo in considerazione seriamente come possibile partner. Anche il protagonista del libro d'altra parte racconta di essersi avvicinato in gioventù ad una donna dall'aspetto bruttissimo e sgradevole che non suscitava in lui (ed in nessun altro) alcuna attrazione dal nome Brigitte Bardot, ma alla fine qualsiasi persona che sia capace di conoscere l'animo umano si renderebbe conto di questa finzione, e donne come queste non possono fare altro che accettare il loro destino e rassegnarsi all'idea che probabilmente nessuno (o forse nessuno che loro stesse trovano attraente) le troverà mai realmente attraenti e desiderate.

    Essere consapevoli di poche cose come queste (che non rappresentano nemmeno tutto il male) per me già basta per odiare in una certa misura l'esistenza, poi se per voi va tutto bene così, se è vero che voi siete andati al di là del bene e del male, beh vuol dire che siamo irrimediabilmente diversi.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 11-03-2009 alle ore 14.22.49

  12. #12
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: RITRATTO DI UNA DONNA ANALIZZATA X Houellebecq

    Un amico, sapendo che faccio analisi , per provocarmi mi ha spedito quello stralcio del libro, forse per verificare la mia reazione che evidentemente è stata violenta; mi sono documentata velocemente su google, ripromettendomi di comprare il libro.
    Ho aperto questo 3d per confrontarmi su quello che pensate voi a proposito del ritratto "nichilista" che fa Houellebeck di una donna in analisi.
    Il libro si legge in un paio di ore e anche se scritto bene, non lascia nulla, se non un senso di gelo e di disincanto che paralizza. Ma solo nel contesto del mondo cinico e senza motivazioni del protagonista del romanzo si può spiegare quel brano sopracitato:”noi viviamo in un mondo enormemente semplice: da un lato c’è un sistema basato sulla dominazione, sul denaro e sulla paura - un sistema decisamente maschile, che chiameremo Marte; dall’altro c’è un sistema femminile basato sulla seduzione e sul sesso, che chiameremo Venere. Tutto qua."
    Veronique, la sua compagna per due anni, era in analisi e corrispondeva punto per punto a quella descrizione che peraltro non è tutto, dice ancora:"Veronique incline all'egoismo e all'insensibilià come tutti i depressi, era stata trasformata dal suo psicanalista in una vera schifezza, priva di carattere e coscienza, spazzatura rivestita da carta da regalo. Una sera dopo la seduta aveva annotato questa frase di Lacan 'Più spregevoli sarete e meglio andrà'. Io l'avevo presa a ridere ma mi sbagliavo....una sera preso dal panico mandai giù un flacone di Largactyl...fui lì lì per rimetterci le penne.Quella baldracca....al mio ritorno dall'ospedale disse che mi industriavo a procurarle preoccupazioni e...chiamò la polizia per cacciarmi da casa."
    Tutto quello che vive il protagonista si snoda nel racconto gelido del libro: un' esistenza solitaria e sterile in un mondo estraneo e vuoto.
    Tralasciando Houellebeck e il suo universo così squallido che trasmette solo angoscia e morte, e riferendoci alla realtà, mi/vi chiedo: una donna in analisi rischia veramente di diventare cinica e indurirsi oppure secondo voi una maggiore consapevolezza può rendere più umani e disponibili?
    Ciao
    Ultima modifica di francesca63 : 21-03-2009 alle ore 01.03.07
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  13. #13
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: RITRATTO DI UNA DONNA ANALIZZATA X Houellebecq

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Un amico, sapendo che faccio analisi , per provocarmi mi ha spedito quello stralcio del libro, forse per verificare la mia reazione che evidentemente è stata violenta; mi sono documentata velocemente su google, ripromettendomi di comprare il libro.
    Ho aperto questo 3d per confrontarmi su quello che pensate voi a proposito del ritratto "nichilista" che fa Houellebeck di una donna in analisi.
    Il libro si legge in un paio di ore e anche se scritto bene, non lascia nulla, se non un senso di gelo e di disincanto che paralizza. Ma solo nel contesto del mondo cinico e senza motivazioni del protagonista del romanzo si può spiegare quel brano sopracitato:”noi viviamo in un mondo enormemente semplice: da un lato c’è un sistema basato sulla dominazione, sul denaro e sulla paura - un sistema decisamente maschile, che chiameremo Marte; dall’altro c’è un sistema femminile basato sulla seduzione e sul sesso, che chiameremo Venere. Tutto qua."
    Veronique, la sua compagna per due anni, era in analisi e corrispondeva punto per punto a quella descrizione che peraltro non è tutto, dice ancora:"Veronique incline all'egoismo e all'insensibilià come tutti i depressi, era stata trasformata dal suo psicanalista in una vera schifezza, priva di carattere e coscienza, spazzatura rivestita da carta da regalo. Una sera dopo la seduta aveva annotato questa frase di Lacan 'Più spregevoli sarete e meglio andrà'. Io l'avevo presa a ridere ma mi sbagliavo....una sera preso dal panico mandai giù un flacone di Largactyl...fui lì lì per rimetterci le penne.Quella baldracca....al mio ritorno dall'ospedale disse che mi industriavo a procurarle preoccupazioni e...chiamò la polizia per cacciarmi da casa."Tutto quello che vive il protagonista si snoda nel racconto gelido del libro: un' esistenza solitaria e sterile in un mondo estraneo e vuoto.
    io prenderei il libro per quello che è: un romanzo.
    Evidentemente l'autore ha i suoi problemi che traspaiono nei personaggi.


    Tralasciando Houellebeck e il suo universo così squallido che trasmette solo angoscia e morte, e riferendoci alla realtà, mi/vi chiedo: una donna in analisi rischia veramente di diventare cinica e indurirsi oppure secondo voi una maggiore consapevolezza può rendere più umani e disponibili?
    un'analisi, sia per la donna che per l'uomo (fra l'altro non capisco questa distinzione, bisognerà chiedere all'autore del romanzo ) ha come scopo, in parole povere, un "ampliamento dello spazio del pensiero", il che vuol dire che la persona scopre, attraverso un "lavoro" su di sé, nuovi orizzonti di senso nella propria vita, nel modo di vedere sé stesso, il mondo, gli altri.

    Ad esempio, un ateo piò diventare credente, e viceversa un credente diventare ateo. Per quanto riguarda il "cinismo" e la "durezza", secondo me, bisogna vedere cosa si intende con quei termini. Faccio un esempio: se una persona va in analisi perché ha una diagnosi di "personalità dipendente" e quindi permette che venga maltrattata dal proprio compagno, il riuscire a mostrare "cinismo" e "durezza" verso il compagno può essere un segno di guarigione perché ha imparato a credere in sé stessa, rispettare sé stessa e non farsi mettere i piedi in testa.

    Tanto per restare in tema con il libro, forse la chiave di lettura della vicenda è proprio questa. Un compagno che definisce la propria compagna "spazzatura", "schifezza", "baldracca", "genere femminile dedito al sesso e alla seduzione", non mi meraviglio che la donna del romanzo abbia chiamato la polizia per cacciarlo di casa e forse questo coraggio l'ha trovato proprio grazie all'analisi e all'analista, che, agli occhi del compagno, diventa un alleato della compagna, da umiliare e disprezzare. Da qui la visione negativa della "depressione" e della "psicoanalisi".
    Ultima modifica di Johnny : 21-03-2009 alle ore 10.53.09

  14. #14
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    Riferimento: RITRATTO DI UNA DONNA ANALIZZATA X Houellebecq

    Il brano è questo

    "Veronique incline all'egoismo e all'insensibilià come tutti i depressi, era stata trasformata dal suo psicanalista in una vera schifezza, priva di carattere e coscienza, spazzatura rivestita da carta da regalo. Una sera dopo la seduta aveva annotato questa frase di Lacan 'Più spregevoli sarete e meglio andrà'. Io l'avevo presa a ridere ma mi sbagliavo....una sera preso dal panico mandai giù un flacone di Largactyl...fui lì lì per rimetterci le penne.Quella baldracca....al mio ritorno dall'ospedale disse che mi industriavo a procurarle preoccupazioni e...chiamò la polizia per cacciarmi da casa."

    Citazione Originalmente inviato da johnny
    Tanto per restare in tema con il libro, forse la chiave di lettura della vicenda è proprio questa. Un compagno che definisce la propria compagna "spazzatura", "sachifezza", "baldracca", "genere femminile dedito al sesso e alla seduzione", non mi meraviglio che la donna del romanzo abbia chiamato la polizia per cacciarlo di casa e forse questo coraggio l'ha trovato proprio grazie all'analisi e all'analista, che, agli occhi del compagno, diventa un alleato della compagna, da umiliare e disprezzare. Da qui la visione negativa della "depressione" e della "psicoanalisi".
    La riflessione del personaggio però è a posteriori, non è detto che pensasse quelle cose prima riguardo alla compagna quando conviveva con lei. Dal racconto sembra emergere il contrario, lo stato emotivo attuale di disprezzo sembra legato proprio a quell'evento e a quell'annotazione della frase di Lacan della sua compagna (che lei si era procurata mentre era in analisi).
    Ad esempio se una persona non ti fa nulla non la odi di certo, se ti ammazza un figlio o altro non potrai probabilmente essere più capace di rispettarla.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 21-03-2009 alle ore 13.16.32

  15. #15
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: RITRATTO DI UNA DONNA ANALIZZATA X Houellebecq

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    io prenderei il libro per quello che è: un romanzo.
    Evidentemente l'autore ha i suoi problemi che traspaiono nei personaggi.
    un'analisi, sia per la donna che per l'uomo (fra l'altro non capisco questa distinzione, bisognerà chiedere all'autore del romanzo ) ha come scopo, in parole povere, un "ampliamento dello spazio del pensiero", il che vuol dire che la persona scopre, attraverso un "lavoro" su di sé, nuovi orizzonti di senso nella propria vita, nel modo di vedere sé stesso, il mondo, gli altri.
    Ad esempio, un ateo piò diventare credente, e viceversa un credente diventare ateo. Per quanto riguarda il "cinismo" e la "durezza", secondo me, bisogna vedere cosa si intende con quei termini. Faccio un esempio: se una persona va in analisi perché ha una diagnosi di "personalità dipendente" e quindi permette che venga maltrattata dal proprio compagno, il riuscire a mostrare "cinismo" e "durezza" verso il compagno può essere un segno di guarigione perché ha imparato a credere in sé stessa, rispettare sé stessa e non farsi mettere i piedi in testa.

    Tanto per restare in tema con il libro, forse la chiave di lettura della vicenda è proprio questa. Un compagno che definisce la propria compagna "spazzatura", "schifezza", "baldracca", "genere femminile dedito al sesso e alla seduzione", non mi meraviglio che la donna del romanzo abbia chiamato la polizia per cacciarlo di casa e forse questo coraggio l'ha trovato proprio grazie all'analisi e all'analista, che, agli occhi del compagno, diventa un alleato della compagna, da umiliare e disprezzare. Da qui la visione negativa della "depressione" e della "psicoanalisi".

    Caro Johnny, molto azzeccato il tuo intervento per quanto riguarda la necessità di sostenere il paziente e aiutarlo a reagire alla fragilità che lo rende succube dei familiari e della società e dunque emanciparsi e farsi rispettare; è un esempio pertinente, poichè finisce sul lettino, l'anello più debole della catena, non chi ne avrebbe realmente bisogno. Difficilmente un individuo sicuro di sè, egoista, narcisista ha l'umiltà di ricorrere ad un aiuto terapeutico. Ma non mi sembra si possa dire che Veronique fosse fragile; il protagonista la dipinge come una donna forte, determinata,cinica, cattiva, che lui ha amato "quanto più ha potuto", ma amore che dice è stata una "perdita secca".
    Io credo che aprire orizzonti nuovi significhi fare emergere le caratteristiche del nostro carattere, il nostro daimon, la ghianda, come dice Hillmann, cioè quel qualcosa che esiste in ciascuno di noi, che ci rende unici e irripetibili, e che contrassegna i nostri vissuti e i nostri agiti in modo irriducibile. Io non ritengo che un' analisi possa stravolgere la nostra più intima , profonda essenza, ma che possa solo tirarla fuori. Se il tuo daimon è cinico , egocentrico, disumano, con la terapia queste caratteristiche caratteriali verrano alla luce e da individui fragili e insicuri si può anche cambiare e diventare più spigolosi, determinati, forti, ma anche un pò stronzi! Ho avuto occasione di notarlo in alcuni amici analizzati.Sicuramente loro vivono meglio e sono felici del cambiamento.
    Insomma, ognuno di noi ha una sua personalità, una sua vocazione, una sua immagine che lo contraddistingue in modo radicale e che, di conseguenza, va ricercata e alimentata senza posa, per rendere davvero autentica la nostra esistenza. Per dirla con Platone: noi siamo ciò che abbiamo scelto di essere
    Ma può accadere che gli eventi della vita, o altre cause indefinibili creano un malessere, un senso di vuoto, l'impressione di non avere più energie né desideri, la perdita del senso della vita.
    Chi ne è afflitto va all'affannosa ricerca dei perché – l'ereditarietà, il non essere stato sufficientemente amato, gratificato, stimato- ma le risposte, anche quelle che sembrano chiarire e individuare le cause, non offrono un gran sollievo. Sondare la il profondo della psiche può aiutare indubbiamente, ma solo se oltre il rimosso doloroso e traumatico, si ritrovano e si fanno emergere le qualità più belle che sono incarnate alla base del proprio essere, e si riesce a ridare così vita a nuove motivazioni ed aneliti.
    L'analista deve anche rappresentare uno spazio di positività, una flebo di energia....deve accompagnare e aiutare a rivivere i momenti belli che hanno caratterizzato la tua vita, i momenti in cui di sei stato capace di essere generoso, di comprendere e di amare, di stupirsi e incantarsi di fronte alla bellezza, di commuoversi , di condividere, di sorridere, amare e così,a poco a poco, si articola il mondo interiore, si orienta il sentire verso l'autostima.
    A volte chi è depresso non trova niente, il buio assoluto, ma se gli si suggerisce di spostarsi sulle qualità dell'anima, allora magari riaffiora la speranza, qualcosa succede....e col tempo ritrova il suo benessere insieme ai valori, pensieri, emozioni, sentimenti, sensazioni fisiche positive e giocose rimaste per anni sepolti sotto la coltre della depressione.Ha ritrovato il suo daimon e può ricominciare a gioire e ad avere desideri e motivazioni.
    Ciao.
    Ultima modifica di francesca63 : 22-03-2009 alle ore 10.49.42
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

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