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  1. #1
    Matricola L'avatar di lisaopss
    Data registrazione
    29-09-2007
    Residenza
    Roma
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    16

    Controllo e perdita di controllo (Risposta a Gaia)

    Inoltro la domanda di gaia a tutti i partecipanti al forum!

    Ciao Lisa, volevo farti una domanda: è possibile secondo te, che una persona che non è nè bulimica nè anoressica ma ha dei problemi di peso e di gestione dell'alimentazione, possa mangiare di corsa un qualcosa, mandandolo giù il prima possibile, come per "nasconderlo nel suo corpo" e dimenticare odi averla mangiata o fingere con sè stessa che così non l'ha mangiata? Che tipo di meccanismo potrebbe essere questo?
    Inoltre, è possibile che quando una persona mangia una cosa che non avrebbe dovuto o voluto mangiare, subito dopo, ne mangi un'altra per "eliminare" il pensiero relativo alla introduzione del cibo precedentemente mangiato, come in una specie di annullamento - riparazione?

    Grazie della risposta.
    Ciao

    Cara Gaia,
    la tua domanda comporta numerose riflessioni, in quanto il meccanismo di cui parli, ovvero il controllo o la perdita di controllo nell'assunzione di cibo, è un meccanismo che coinvolge l'individuo sotto un punto di vista globale quindi psicologico, biologico e sociale. Per avere un quadro più chiaro bisogna fare un accenno ai meccanismi che sottendono le sensazioni di fame e di sazietà, solitamente cruccio delle persone con problemi di peso. In questi soggetti infatti, come pure in quelli affetti da diabete mellito, l'equilibrio fame-sazietà non esiste. Si perde la sincronizzazione fame/pasti comportando di conseguenza in entrambi i soggetti diversi episodi di fame tra un pasto e l'altro spesso nelle ore serali e notturne. Dobbiamo fare una distinzione tra fame ed appetito in quanto la prima è la necessità dell'organismo di assumere cibo per il proprio sostentamento in base al livello di glucidi,lipidi e protidi nel sangue, il secondo al contrario è una modalità facoltativa e soggettiva di ciascun individuo. Da un punto di vista prettamente biologico potremmo dire allora che una volta raggiunti i giusti livelli di queste diverse sostanze nel sangue necessari per il nostro fabbisogno energetico dovremmo smettere di mangiare, ma in realtà non dobbiamo sottovalutare i diversi significati che il cibo può avere. Il cibo per l'uomo ha una valenza psicobiologica importantissima legata alla soddisfazione che ne riceve, dalla loro piacevolezza o ancora più importante legata all'anticipazione degli effetti piacevoli che essi innescano. Nutrirsi è un mondo che abbraccia i sensi e le emozioni non connesso necessariamente allo scopo primario della sopravvivenza. Spesso è riconducibile ad un valore simbolico che interferisce però con la funzione alimentare corretta e la carica di significati. L'apprendimento che avviene durante il percorso di vita del soggetto, dalla nascita in poi, gioca un ruolo fondamentale in queste dinamiche. I meccanismi di cui parli quindi sono sicuramente possibili, e possono essere riconduciblili ai fattori descritti.
    Dott.ssa Lisa Di Sciascio
    Psicologa- Specialista in Comportamento Alimentare e Gestione del Peso Corporeo
    Iscrizione all'Albo Psicologi del Lazio n. 16237

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    10-02-2006
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    Riferimento: Controllo e perdita di controllo (Risposta a Gaia)

    Ciao Lisa, da quanto dici nella tua risposta, potrebbe essere giusto allora pensare che determinate persone attribuiscano ad un certo cibo un valore di "proibito", come appreso durante l'educazione, per motivi diversi o peché in contrasto con quelle che srebbero le reali necessità alimentari anche in termini di nutrizione sana e ben ripartita come ad es., in soggetti con diabete mellito che sanno di mangiare per una fame dipendente in tealtà da un discontrollo dei centri ipotalamici e pancreatici del ciclo fame/sazietà e che perciò all'introduzione dello stesso, possano conseguire certi meccanismi difensivi come quelli che ho ipotizzato?
    Inoltre, anche per pesone che non hanno grandi problemi di peso, l'introduzione di un cibo proibito, in virtù della propria valenza simbolica che può essrgli singolarmente attribuita in base alla propria storia -ad es., quel cibo come equivalente "di".qualcos'altro, che suscita sia attrazione o desiderio che ansia e/o senso di colpa - potrebbe allora scatenare quei meccanismi di annullamento - riparazione, per far si che esso, nella fantasia (poichè in realtà è stato mangiato) non "sia stato introdotto" nel proprio organismo?
    Ma ciò, se l'individuo riesce in qualche modo a crederci, non rischia di far si che un desiderio di cibo analogo per rivestimento simbolico simile posa scatenarsi poco dopo, in un specie di circolo vizioso? E' qui che si inserisce il concetto allora di perdita del controllo?
    E la perdita del controllo, non é ciò che allora causa quei sensi di colpa che attraverso i meccanismi precedenti, si era cercato di evitare?

    Potremmo dire allora che in questi soggetti, mossi più da forme di appetito, quindi da spinte soggettive verso certi cibi per la loro valenza simbolica soggettiva, e non affetti da forme di disturbo alimentare, potrebbero:
    1) Provare a tal punto lo stesso o simile senso dicolpa provato dai soggetti affetti da DCA,?
    2) Che ripetute esperienze di perdita del controllo, potrebbero innescare meccanismi tali da farli talvolta sfociare nello sviluppo di verie propri DCA, come ad es., il BED o la Bulimia oppure in una linea di confine tra Anoressia e Bulimia?

    Grazie
    Ciao
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  3. #3
    Matricola L'avatar di lisaopss
    Data registrazione
    29-09-2007
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    16

    Riferimento: Controllo e perdita di controllo (Risposta a Gaia)

    Cara Gaia,
    non è facile rispondere alla tua domanda. Non ci sono in questi casi risposte standardizzate per meccanismi standardizzati. Ogni soggetto è un mondo a sé che pensa e agisce con modalità uniche e personali. Sicuramente di fronte al cibo si possono verificare gli atteggiamenti di cui parli, ma andrebbero analizzati ed affrontati in un percorso diverso da questa sede.
    Sarebbe banale comunque dare una risposta secca ai tuoi quesiti che cercano di affrontare problematiche personali che in un forum è molto difficile trattare. Parli spesso di cibi proibiti, ma a mio avviso a meno che non vi siano patologie conclamate, per una persona “sana” non dovrebbero esserci cibi proibiti, anche perchè più si cerca di evitare determinati alimenti, più ci sarà il rischio di assumerli in modo esagerato ed incontrollato. Le privazioni non sono mai un atteggiamento corretto. Bisognerebbe chiedersi cosa succede nelle situazioni di “fame emotiva”, a cosa si vuole non pensare...quale significato stiamo dando a quel cibo... Dobbiamo imparare a concederci delle gratificazioni di tanto in tanto senza mortificarci.
    Dott.ssa Lisa Di Sciascio
    Psicologa- Specialista in Comportamento Alimentare e Gestione del Peso Corporeo
    Iscrizione all'Albo Psicologi del Lazio n. 16237

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
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    Tra le Alpi e gli Appennini
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    Riferimento: Controllo e perdita di controllo (Risposta a Gaia)

    Ciao lisa, parlando di cibi proibiti, io mi riferivo ad es., al diabetico che mangia più dolci di quanto un buon mantenimento del suo indice glicemico gli permetterebbe e lo fa con questa consapevolezza, di stare facendo qualcosa che se ripetuta, potrebbe nuocergli.
    Quindi, mi chiedevo se questo, in tal caso, non potrebbe essere tipo un atteggiamento paradossale, per allontare da sé l'idea o la tristezza derivante dalla consapevolezza della presenza di una simile patologia nel proprio organismo, soprattutto nelle prime fasi dlla stessa, come per "anullarne" la presenza; cosa che in effetti può portare ad aggravarne il peso o portata. Me lo chiedevo dato che ad es. questa é una patologia metabolica che può portare ad una fase iniziale di rifiuto della malattia, oppure in un secondo momento, sotto l'effetto di particolari stress. Poi, naturslmentemolto dipende dalle predisposizioni dell'individuo, dal vlore simbolico che attribuisce ai cibi e dalle quantità che mi sembra che in tale condizioni, potrebbero avere, da una parte, un peso ancira maggiore, entre dall'altra, essere più facilmete spiegsbili come cicli di reazione ad una patologia cronica.

    Ho portato il diabetico come esempio perché spesso questa patologia, é anche correlata a dei DCA.
    Spero di essere stata un pò più chiara.

    E grazie per la risposta

    In casi normali, anche io penso che la cosa migliore sia quella di concedersi delle gratificazioni, almeno ogni tanto, per non mortificarci con dellec rinunce inutili che tanto non inciderebbero sul nostro peso, caso mai sul nostro umore.
    Quindi, W la cioccolata
    Ed un pò di panna

    Ciao
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  5. #5
    Matricola L'avatar di lisaopss
    Data registrazione
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    16

    Riferimento: Controllo e perdita di controllo (Risposta a Gaia)

    ciao Gaia!
    certamente per un diabetico i dolci sono un cibo proibito!!! anche se comunque non bisogna mai generalizzare, in quanto dipende tutto dal grado della patologia e dalle prescrizioni mediche. cambiare il proprio regime alimentare, soprattutto in alcuni casi non è una cosa facile e possono verificarsi situazioni di rifiuto della malattia come dici tu. in situazioni del genere l'ambiente in cui si vive è di fondamentale importanza. la famiglia, gli amici, l'ambiente lavorativo giocano sicuramente un grosso ruolo. consumare i pasti ad esempio in una famiglia abituata ad alimentarsi in modo troppo calorico o che sminuisce il problema sicuramente non aiuta il soggetto a cambiare il proprio regime alimentare. malattie come il diabete non devono essere sottovalutate in quanto i rischi per la salute sono molto seri possono portare a patologie come l'ictus o l'alzheimer. malgrado tutte le difficoltà fortunatamente nella maggioranza dei casi i soggetti affetti da questa malattia rispettano le regole.
    Dott.ssa Lisa Di Sciascio
    Psicologa- Specialista in Comportamento Alimentare e Gestione del Peso Corporeo
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  6. #6
    Bambi82
    Ospite non registrato

    Riferimento: Controllo e perdita di controllo (Risposta a Gaia)

    salve...io sono in continua lotta con la bilancia...o meglio, alterno fasi di resa a fasi di lotta...
    ogni volta che comincio una dieta (dovrei perdere obiettivamente un po' di KG) all'inizio sono gasata...ma poi lentamente mi scoraggio...e cedo alle tentazioni e alla mia fame nervosa...
    Premetto che io sono una persona che sa sacrificarsi...nello studio, nel lavoro, mi impegno anche quando nn ho voglia...e mi prendo anche del tempo per riposarmi...cioè questo per dire che se desidero davvero una cosa mi impegno al max per ottenerla...ma nella dieta ho problemi...e sto a disagio perchè sono diversi anni ormai che mi dico che mi sentirei certamente + carina, più attraente e più serena con me stessa se riuscissi a portare a termine una dieta che molti perseguono...perchè proprio io nn devo riuscirci?o solo per un po'...dopo di che recupero tutto?le ho provate tutte...da sola e dalla dietologa...ognuna dopo un po' nn andava bene...e i successi anzichè incoraggiarmi mi facevano cullare...e poi sentirmi in colpa...
    ora proverò con la nature house...
    vorrei sentirmi tranquilla con me stessa...nn voglio essere magrissima, mi piacciono le forme, ma solo raggiungere il mio obiettivo per sentirmi + legera e scattante e + bella...

  7. #7
    fabiospicap
    Ospite non registrato

    Riferimento: Controllo e perdita di controllo (Risposta a Gaia)

    ciao bambi,
    il disagio che descrivi con grande franchezza non è insolito. Ti senti frustrata perchè non ottieni risultati pur sforzandoti molto. Da quello che dici sembri una persona che sa mettersi in gioco e "tener duro", ma con le diete proprio non va e gli insuccessi fiaccano la motivazione ogni volta: è così?
    Voglio suggerirti una riflessione: hai pensato che invece di essere sbagliata tu, è sbagliato il metodo che scegli??

    Le diete non sono la risposta a ciò che cerchi e meriti (essere più leggera, scattante e bella), e spesso fanno male al fisico e alla mente di chi le fa (non è una provocazione, cito solo una dichiarazione del Ministero della Salute!).
    Ci sono altri metodi per perdere peso con successo e con i giusti mezzi: affrontando il proprio rapporto con il cibo e ritrovando una corretta alimentazione senza farsi violenze.
    Nel nostro sito (Spicap - Società Professionisti Italiani del Comportamento Alimentare e Peso) ci sono maggiori informazioni su questo metodo. Se vuoi, facci un giro e poi dicci le tue idee a riguardo. Forse non sarà la strada che fa per te, ma è già bello sapere che c'è un'alternativa, no?

    a presto
    fabiospicap

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