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  1. #1

    Significato di magrezza e modelli di magrezza nel passato ed oggi

    Cari frequentatori del forum "Alimentazione",
    nelle recenti discussioni con i miei colleghi è emersa una questione di grande interesse. Essa è correlata al concetto di magrezza. Le domande sorte in merito a questo argomento sono tante e mi preme porle a voi, poichè è anche mio compito stimolare in voi delle risposte all'interno di questo luogo di incontro e perchè da quello che ci diremo si evidenzieranno le convinzioni/credenze che "pilotano" i comportamenti (alimentari e non solo), generando stili di vita differenti da individuo a individuo.
    Per quale motivo la magrezza rappresenta un valore così importante per un numero sempre crescente di persone?
    E perchè proprio il "valore" opposto invece va affermandosi con forza maggiore negli ultimi anni?
    Dov'è presente la falla? (In altre parole, perchè la magrezza è importante ed il tasso di sovrappeso ed obesità vanno aumentando?)
    Perchè i DCA (disturbi del comportamento alimentare) sono in crescente aumento?
    Quali sono i modelli di magrezza e perchè sono ritenuti vincenti?

    In attesa delle vostre risposte...

    A presto,

    Dott. Giuseppe Simone
    Psicologo Clinico - Specializzato in Comportamento Alimentare e Gestione del Peso Corporeo
    Iscrizione all'Albo Psicologi Puglia n. 2521

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Significato di magrezza e modelli di magrezza nel passato ed oggi

    Ciao Giuseppe; bellissimi i quesiti che poni.

    Solo per iniziare, mi chiedevo: l'aumento dei DCA, in questi ultimi anni, è da mettere in una specifica relazione con la "falla" da individuare di cui parli, giusto? O, almeno questo, è uno degli aspetti.
    Forse rispetto alla magrezza più che rappresentare un valore, non si potrebbe pensare che essa piuttosto, "sembri rappresentare un valore", ovvero che sia gravata da un peso di non autenticità in quanto tale come vissuto personale ma solo qualcosa a cui, di forza bisogna adeguarsi, per delle "ingiunzioni" sociali o/e familiari?
    E ciò non potrebbe dare anche l'avvio ad una sorta di scompenso interno, di ricerca smodata - creando un senso di identità artificiale -di un proprio vero sè, di un proprio equilibrio - seppur falsamente raggiunto in tali termini, attraverso poi il passaggio ad una assunzione poi eccessiva di cibo?
    Come se non fosse più possibile attualmente, per molte persona, accettare e convivere con le proprie forme personali naturali da una parte e, dall'altra, ci fosse una ricerca continua di una identità ideale e difensiva per mancanza di basi di una solida identità personale, in vari modi ostacolata. Anche dal sociale?
    Nelle ragazzine immature, pre - adolescenti, una eccessiva esposizione a modelli ideali, tramite tv, giornali, internet, amicizie, non potrebbe andare a sostituirsi ad un reale dialogo che rende loro difficoltoso riflettere sulla propria crescita in corso, esprimere le proprie emozioni, che vengono così o "dissipate" in una dieta ferrea per seguire un modello ideale o "compresse", a parte scatti impulsivi, espressioni di tali compressioni, da un eccesso di cibo ingerito che dà poi luogo ad obesità, BED o vera e propria bulimia?

    Non se ciò che ho scritto può essere utile, lo spero, almeno come spunto iniziale, essendo l'argomento, secondo me, molto denso di contenuti da estrinsecare; comunque, queste sono alcune delle prime riflessioni che mi sono venute da fare leggendo questo tuo interessantissimo quesito.

    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 25-02-2009 alle ore 11.14.41
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  3. #3
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Significato di magrezza e modelli di magrezza nel passato ed oggi

    Ciao Giuseppe. Per rispondere alla tua prima domanda sul perchè la magrezza sia ritenuta un modello vincente in un sempre maggior numero di persone:
    1)forse, perchè é ritenuta sinonimo di successo sociale?Perchè la maggior parte delle persone che sembrano popolare il mondo della moda, della musica, degli spettacoli televisi, delle foto sui giornali come persone di cui si celebra così la popolarità, spesso sono magre o molto magre e quindi, finiscono per diventare modelli da perseguire per giovanissimi e non?
    2)Perchè sembra prevalere il valore opposto, con un crescere dell'obesità e dei DCA: forse, perchè i ritmi di vita, sono diversi rispetto ad alcuni decenni fa e perchè abbiamo sul concetto "questo ci fa ingrassare, questo no", false credenze? Come ad es., guiovani studentesse di Università che potrebbero pensare che mangiare uno o due panini rapidamente, faccia ingrassare meno che manguare un piatto di pasta, senza tener conto invece dei grassi dei condimenti, del tipo di pane, ecc? E perchè lo stile di vita, è più sedentario?
    3) Potrebbe proprio in uno stile di vita più sedentario, interrotto talvolta solo da sedute in palestra anzichè da una moderata attività fisica continuativa, essere uno dei motivi alla bae della falla di cui parli? Ciò potrebbe esporre maggiormente a dei modelli ideali, attraverso vari massmedia e nello stesso tempo, renderli più difficilmente peseguibili nella realtà?

    Grazie della risposta

    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 01-03-2009 alle ore 06.44.25
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  4. #4

    Riferimento: Significato di magrezza e modelli di magrezza nel passato ed oggi

    Ciao Rosadimaggio,
    ti ringrazio per le tue riflessioni. Senz'altro la forza esercitata della pressione sociale sugli adolescenti, in merito ai problemi col al cibo è immensa.

    Io amo sempre spostare l'attenzione su più livelli e mi piace anche considerare quello che avviene nel tessuto familiare.

    Quale ruolo ha secondo voi, frequentatori del forum, la famiglia nel preparare il terreno?

    Se al contrario ritenete che la famiglia non abbia un ruolo importante nell'aprire la strada a ciò che poi potrebbe svilupparsi come un DCA, o "semplice" difficoltà nel gestire il proprio peso corporeo?

    Aspettiamo i vostri contributi!!!

    Dott. Giuseppe Simone
    Psicologo Clinico - Specializzato in Comportamento Alimentare e Gestione del Peso Corporeo
    Iscrizione all'Albo Psicologi Puglia n. 2521

  5. #5

    Riferimento: Significato di magrezza e modelli di magrezza nel passato ed oggi

    RETTIFICA:

    Non avevo concluso l'ultima domanda (accidenti ai telefonini che squillano sempre nei momenti meno opportuni!!!)...

    Se al contrario ritenete che la famiglia non abbia un ruolo importante nell'aprire la strada a ciò che poi potrebbe svilupparsi come un DCA, o "semplice" difficoltà nel gestire il proprio peso, quale ritenete essere l'azione più utile (sulla famiglia stessa) per PREVENIRE?

    GRAZIE E A PRESTO.


    Dott. Giuseppe Simone
    Psicologo Clinico - Specializzato in Comportamento Alimentare e Gestione del Peso Corporeo
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  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Significato di magrezza e modelli di magrezza nel passato ed oggi

    Citazione Originalmente inviato da giuseppespicap Visualizza messaggio
    Ciao Rosadimaggio,
    ti ringrazio per le tue riflessioni. Senz'altro la forza esercitata della pressione sociale sugli adolescenti, in merito ai problemi col al cibo è immensa.

    Io amo sempre spostare l'attenzione su più livelli e mi piace anche considerare quello che avviene nel tessuto familiare.

    Quale ruolo ha secondo voi, frequentatori del forum, la famiglia nel preparare il terreno?

    Se al contrario ritenete che la famiglia non abbia un ruolo importante nell'aprire la strada a ciò che poi potrebbe svilupparsi come un DCA, o "semplice" difficoltà nel gestire il proprio peso corporeo?

    Aspettiamo i vostri contributi!!!

    Dott. Giuseppe Simone
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    Secondo me, la famiglia, può avere senz'altro un ruolo molto importante nell'aprire la strada allo sviluppo dei DCA; ad es., pensavo a come potrebbe influire negativamente sull'autostima di una ragazza adolescente una madre ipercritica sui suoi comportamenti, sul suo aspetto fisico, finendo con il renderla insicura nei confronti degli effetti della propria crescita con ciò che essa comporta in vari termini; ancora, sulle sue capacità di tipo scolastico verso le quali si mostri eccessivamente esigente e che non le lasci spazi reali di autonomia. In un certo modo, potrebbe essere come se la ragazza potesse finire con il proiettare sul cibo una forma di odio o rabbia diretta in origine altrove e nei cui confronti non può ribellarsi, mentre il cibo, magari, può considerarlo come un oggetto esterno apparentemente facile da controllare Una madre cioé che tenda a "controllarla", per timori suoi personali, creando così la base per un tessuto di rapporti problematici. ( Anche il padre, in queste situazioni é importante, secondo me. Spesso, viene reso una figura "periferica" dal resto della famiglia, come se non avesse una reale voce in capitolo oppure, potrrebbe lui stesso, nonoccuparsi dei pronblemi familiari, delegandoli tutti sulle spallec della moglie o sulla coppia moglie-figlia? )Da qui, potrebbero nascere secondo me, molte dinamiche sia intrapsichiche che interpersonali che potrebbero sfociare in un DCA come l'anoressia o, anche la bulimia seconda dei casi più specifici, conflitti di base, ecc. per es.



    Ragazzi /e che passate d qua, perché non date anche voi una vostra opinione in merito a questi argomenti?
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 29-03-2009 alle ore 22.14.30
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  7. #7
    Matricola L'avatar di sdicensi
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    Riferimento: Significato di magrezza e modelli di magrezza nel passato ed oggi

    Citazione Originalmente inviato da giuseppespicap Visualizza messaggio
    Cari frequentatori del forum "Alimentazione",
    nelle recenti discussioni con i miei colleghi è emersa una questione di grande interesse. Essa è correlata al concetto di magrezza. Le domande sorte in merito a questo argomento sono tante e mi preme porle a voi, poichè è anche mio compito stimolare in voi delle risposte all'interno di questo luogo di incontro e perchè da quello che ci diremo si evidenzieranno le convinzioni/credenze che "pilotano" i comportamenti (alimentari e non solo), generando stili di vita differenti da individuo a individuo.
    Per quale motivo la magrezza rappresenta un valore così importante per un numero sempre crescente di persone?
    E perchè proprio il "valore" opposto invece va affermandosi con forza maggiore negli ultimi anni?
    Dov'è presente la falla? (In altre parole, perchè la magrezza è importante ed il tasso di sovrappeso ed obesità vanno aumentando?)
    Perchè i DCA (disturbi del comportamento alimentare) sono in crescente aumento?
    Quali sono i modelli di magrezza e perchè sono ritenuti vincenti?

    In attesa delle vostre risposte...

    A presto,

    Dott. Giuseppe Simone
    Psicologo Clinico - Specializzato in Comportamento Alimentare e Gestione del Peso Corporeo
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    Ciao Giuseppe,
    credo che per prima cosa, parlando di ideali di bellezza, serva una distinzione fondamentale, quella di genere.

    ritengo che il canone di bellezza per le femmine sia di magrezza e longilineità e che questo può portare le femmine ad intraprendere diete eccessivamente restrittive e questo può portare a sviluppare disturbi alimentari quali bulimia e anoressia.

    per i maschi l'ideale di bellezza è legato alla magrezza ma non solo, i maschi cercano anche una forma fisica legato alla massa muscolare e quindi ricorrono ad un eccessivo esercizio fisico.

    per quanto riguarda l'obesità qui entra in gioco la componente emotiva, nel senso che spesso si mangia tanto, troppo, per ansia, per compensare ad altro.

    Purtroppo i disturbi alimentari sono causati per la maggior parte dal contesto sociale, dall'immagine stereotipata che i media trasmettono e che diventa socialmente accettata.
    Serena

  8. #8

    Riferimento: Significato di magrezza e modelli di magrezza nel passato ed oggi

    Salve a tutti,

    intanto vi ringrazio di aver dato dei contributi così interessanti su una tematica che ci coinvolge tutti, uomini e donne. Infatti se al gentil sesso è richiesto, almeno secondo degli stereotipi difficili da smontare, di avere un aspetto filiforme e affusolato, agli uomini è richiesta una prestanza fisica che spesso si traduce in un corpo tonico e perfino “palestrato”. Sembra, quindi, che il valore di una persona sia, purtroppo ancora legato alla fisicità, anche se si vive al di fuori della realtà televisiva in cui imperano i modelli di bellezza che tutti conosciamo.

    Questi modelli vengono interpretati alla lettera e si arriva veramente a credere che la magrezza sia sinonimo di valore personale e sappiamo bene come molte adolescenti, alle prese con i cambiamenti del proprio corpo e con un’identità ancora tutta da costruire, provino a prendere il controllo sul corpo, cercando di renderlo magro, come si convincono dovrebbe essere per ottenere un valore riconosciuto.

    Purtroppo per far si che il corpo “obbedisca” ai canoni di bellezza che esaltano la magrezza, si deve “per forza” intervenire sul rapporto col cibo. E così tutto sembra essere più facilmente sotto controllo: “se mangio meno dimagrisco; se non mangio affatto dimagrisco prima”. Conosciamo la spirale dei pensieri che purtroppo possono condurre una persona a sviluppare un disturbo del comportamento alimentare con un parallelo disagio legato alla propria immagine corporea.

    Per riallacciarmi al quesito posto inizialmente da Giuseppe Simone, credo sia veramente difficile cercare di capire l’origine della falla tra il bisogno di essere magri e l’aumento dei casi di sovrappeso e obesità che attraversa trasversalmente tutti i paesi occidentali. Credo anche io, come dice sdicensi, che fra le tante funzioni che possa assumere il cibo ci sia quella compensatoria di fronte a disagi di diversa natura che si fa difficoltà ad affrontare. Tante possono essere le emozioni che si cerca di “anestetizzare” con il cibo.

    È utile anche tenere in considerazione molteplici fattori che concorrono a creare i disagi nel rapporto con il cibo e con la propria immagine corporea. Sicuramente la famiglia ha una responsabilità visto che rappresenta il primo luogo in cui si apprendono dei modelli di comportamento. I genitori possono passare le proprie ansie rispetto al cibo oppure usarlo loro stessi per ragioni compensatorie rispetto ai propri disagi. Come dice RosadiMaggio anche i messaggi sul corpo e le sue forme che inviano i genitori (come anche tutte le persone significative: amici, insegnanti ecc.) influenzano l’immagine che i figli svilupperanno di se stessi, soprattutto se sono densi di critica negativa.

    Le tematiche proposte sono veramente ricche di spunti di riflessione, io ne ho ripresi solo alcuni ma sono sicura che molti altri ne emergeranno ancora…
    allora vi aspetto numerosi!!!!

    Buona serata a tutti!!

    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  9. #9
    Neofita L'avatar di Max_Psyb4u
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    Riferimento: Significato di magrezza e modelli di magrezza nel passato ed oggi

    Mi ricordo di quando andai all'ultima lezione di psicodiagnosi all'università. Trattammo dei disturbi alimentari. L'intera classe mi parve riconoscersi in una frase della docente: "NELLA NOSTRA SOCIETA' E' VIETATO ESSERE GRASSI". Questo per dire che una moderata ossessione per il proprio aspetto, l'alimentazione e l'esercizio fisico, sono all'ordine del giorno nella nostra società. Mi ricordo ancora la prof che dice: "Alzi la mano in questa classe chi non ha paura di ingrassare". Ovviamente, nessuno l'ha alzata, magri compresi.

    Infatti, alcuni elementi della psicologia dell'alimentazione e della gestione del peso corporeo possono essere oggi considerati normali, come ad esempio "[B]la paura di ingrassare[/B]" o "l'impulso alla magrezza e alla restrizione alimentare" (dimensioni che vengono contemplate ad esempio per una diagnosi di anoressia), sono comportamenti diffusi e considerati di per sé non patologici. Tant'è che esistono solo alcuni valori soglia di questi comportamenti che possono essere di attenzione clinica.

    Ma normale in che senso, mi chiedo io?


    Vabbé che per Mr. Freud il mondo si divide in "nevrotici" e "psicotici"...perciò, che ben venga appartenere alla prima categoria...però, mi chiedo, come conviviamo con questa "moderata" ossessione per l'aspetto fisico, l'alimentazione, l'esercizio...?

    Un saluto a tutti,
    Massimiliano Trabace
    DOTTORE IN PSICOLOGIA

    www.massimilianotrabace.wordpress.com

  10. #10
    Matricola L'avatar di sdicensi
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    Riferimento: Significato di magrezza e modelli di magrezza nel passato ed oggi

    Citazione Originalmente inviato da Max_Psyb4u Visualizza messaggio
    Mi ricordo di quando andai all'ultima lezione di psicodiagnosi all'università. Trattammo dei disturbi alimentari. L'intera classe mi parve riconoscersi in una frase della docente: "NELLA NOSTRA SOCIETA' E' VIETATO ESSERE GRASSI". Questo per dire che una moderata ossessione per il proprio aspetto, l'alimentazione e l'esercizio fisico, sono all'ordine del giorno nella nostra società. Mi ricordo ancora la prof che dice: "Alzi la mano in questa classe chi non ha paura di ingrassare". Ovviamente, nessuno l'ha alzata, magri compresi.

    Infatti, alcuni elementi della psicologia dell'alimentazione e della gestione del peso corporeo possono essere oggi considerati normali, come ad esempio "[B]la paura di ingrassare[/B]" o "l'impulso alla magrezza e alla restrizione alimentare" (dimensioni che vengono contemplate ad esempio per una diagnosi di anoressia), sono comportamenti diffusi e considerati di per sé non patologici. Tant'è che esistono solo alcuni valori soglia di questi comportamenti che possono essere di attenzione clinica.

    Ma normale in che senso, mi chiedo io?


    Vabbé che per Mr. Freud il mondo si divide in "nevrotici" e "psicotici"...perciò, che ben venga appartenere alla prima categoria...però, mi chiedo, come conviviamo con questa "moderata" ossessione per l'aspetto fisico, l'alimentazione, l'esercizio...?

    Un saluto a tutti,

    in effetti è alto il rischio che si possa passare da un comportamento di attenzione al proprio peso ad un comportamento patologico. Credo anche che il pericolo maggiore sia nell'opinione che la persona con anoressia e bulimia ha riguardo al suo comportamento. Se la persona che presenta questo disturbo non lo vive come un problema, difficilmente lo affronterà.

    la cosa difficile rimane capire quando di supera il limite, tra la preoccupazione per il proprio peso, che come dice Max_Psyb4u condividiamo tutti, e la patologia.

    Credo che questo sia lo spazio in cui muoversi, lo spazio della prevenzione, per poter lavorare in tal senso bisogna poter indentificare le persone a rischio.
    Serena

  11. #11

    Riferimento: Significato di magrezza e modelli di magrezza nel passato ed oggi

    Benvenuto Massimiliano!!

    Intanto con te, ce lo domandiamo tutti: “normale in che senso”?

    Sembra proprio che stiamo convivendo con “la paura di ingrassare” e “l’impulso alla magrezza e alla restrizione alimentare” come se fossero dei fedeli compagni di vita: chi non si sente appena un po’ in colpa dopo aver mangiato qualcosa di molto calorico e “pericoloso” per la linea come la cioccolata? E, ancora, avete mai ascoltato la conversazione di molte persone in palestra? Sembra che rientrare in una certa taglia sia indispensabile per piacersi e per piacere agli altri.

    Credo che uscire da questi meccanismi che, purtroppo, almeno in parte, abbiamo assorbito tutti, sia un po’ difficile ma sicuramente può aiutare molto allargare la propria coscienza critica e rendersi conto che è piuttosto labile il confine tra la preoccupazione per il peso e lo sconfinamento nell’ossessione per il cibo e le forme corporee.

    Mi trovo assolutamente d’accordo con sdicensi che parla di prevenzione, proprio perché lo scivolamento in un disturbo alimentare, pur riconoscendone le molteplici e complesse cause che lo provocano, può, a volte, partire da una preoccupazione per il proprio aspetto fisico che pare non rispetti i canoni di magrezza imperanti.

    In un’altra stanza del forum si discute della possibilità di contrastare il dilagare dei siti “Pro-Ana”, sarebbe interessante conoscere le vostre opinioni in merito.

    A presto

    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  12. #12
    Neofita L'avatar di Max_Psyb4u
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    Riferimento: Significato di magrezza e modelli di magrezza nel passato ed oggi

    Pamela, tu dici effettivamente che "sembra che rientrare in una certa taglia sia indispensabile per piacersi e per piacere agli altri".

    La preoccupazione per il proprio aspetto rappresenta una nostra paura, la paura di non piacere? E se non piacciamo? Rimaniamo soli, è così?. La solitudine c'è dietro il desiderio di essere magri e belli? E' come se ci dicessimo e dicessimo agli altri "sarò come tu mi vuoi". E con "tu" intendo proprio le rappresentazioni sociali collegate al tema in oggetto.

    Sicuramente non esaurisce il tema...ma cos'è che ci fa preoccupare di ingrassare e sentire in colpa se mangiamo un pò di più? La paura di essere rifiutati è una possibilità. Ma siamo sicuri che potremmo essere maggiormente accettati e amati se siamo magri (e perciò belli?). Credo che chi soffre di anoressia in parte lo creda. E in parte lo crediamo un pò tutti, perché la differenza tra normalità e patologia è solo una questione di livello.

    Sdicensi, forse è possibile capire chi è a rischio. Quando il cibo, l'aspetto, la magrezza diventano gli organizzatori della vita di una persona, quando abbiamo un livello estremo di "perfezionismo": ideali irragiungibili (perché non si è mai abbastanza magri o abbastanza belli) e un'ipercritica devastante nei nostri confronti, continua.

    Quando il senso di colpa per aver mangiato una cioccolata o altro ci sorprende (e ci soprende perché in realtà non siamo preoccupati dei trigliceridi o del colesterolo), è lecito chiedersi: "Di che cosa ho paura"?

    Se diamo la risposta giusta, forse usicamo dai meccanismi disfuzionali?
    Massimiliano Trabace
    DOTTORE IN PSICOLOGIA

    www.massimilianotrabace.wordpress.com

  13. #13

    Riferimento: Significato di magrezza e modelli di magrezza nel passato ed oggi

    Caro Massimiliano,

    credo che tu abbia colto una serie di aspetti molto importanti che si celano dietro al timore di ingrassare: la solitudine, la paura di essere rifiutati se non si rientra nei canoni di bellezza imperanti…

    perché quindi provare senso di colpa dopo aver mangiato dei cibi ipercalorici?
    Forse la rinuncia a tutto quello che fa ingrassare dà l’illusione di cautelarsi dal rifiuto?

    Ma perché, a questo punto, la magrezza ci dovrebbe proteggere dal rifiuto?

    Credo che sia opportuno portare allo scoperto tutto quello che si crede che la magrezza possa garantire. Come si immagina si possa sentire una persona magra, tonica e in forma? Che tipo di vita fa una persona magra? (che tipo di vita, quindi, si vorrebbe fare se si diventasse magri? Come ci si sentirebbe in rapporto a se stessi, al proprio partner e agli altri?)

    Quanti valori sono stati acriticamente attribuiti alla magrezza?

    Magrezza è autocontrollo? Forza? Essere seducenti?

    E quanto altro ancora?

    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

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