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Discussione: Domandone.

  1. #1
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Laverita
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    04-09-2008
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    Domandone.

    Buongiorno,

    E' un po' che mi chiedo una cosa:

    Ma, un bambino appena nato, che dunque non ha appreso nessun tipo di vocabolo, pensa? e se pensa, come? Attraverso immagini? Attraverso Suoni? Insomma che ci passa per la testa??

    p.s. Se la domanda è stupida e ho sbagliato sezione chiedo scusa!

    Saluti
    Leonardo
    Taz = Stile di vita.

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    Riferimento: Domandone.

    Prima viene un'altra domanda: cosa intendi tu per pensare?
    Se intendi pensieri logici, sorretti dal linguaggio, mi viene da dire che il neonato non pensa. Il neonato ha delle sensazioni, reagisce a stati interni attraverso prevalentemente riflessi. Poi inizia un apprendimento per tentativi ed errori se vogliamo chiamarlo così, o meglio, capisce che ogni azione ha un suo effetto, e quindi piange non solo se ha fame, ma anche per attirare l'attenzione.

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

    Non ti curar di loro, ma guarda oltre e passa

  3. #3
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Laverita
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    04-09-2008
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    Napoli
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    Riferimento: Domandone.

    Ciao Calethiel!

    Grazie per la risposta!

    Io per "pensare" mi riferisco a qualsiasi processo mentale che consente di ragionare al neonato, ed in questa chiave mi soddisfa la tua risposta delle immagini, anche se, questo significherebbe dire che i bambini anche così piccoli sono capaci di agire sulle proprie rappresentazioni sensoriali?

    Saluti
    Leonardo
    Taz = Stile di vita.

  4. #4
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Riferimento: Domandone.

    Mi permetto di consigliare la lettura di Stern e di altri autori di matrice psicoanalitica per vedere come l'attività mentale dei neonati sia estremamente ricca e complessa e come il pensiero sia presente seppure non in forma verbale. Una visione più moderna della psicologia dello sviluppo che dimostra come nella prima infanzia si vada molto oltre a "reazioni di riflesso" ma si abbia a che fare con un soggetto tout court.

    Saluti
    gieko

  5. #5
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Laverita
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    04-09-2008
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    576

    Riferimento: Domandone.

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Mi permetto di consigliare la lettura di Stern e di altri autori di matrice psicoanalitica per vedere come l'attività mentale dei neonati sia estremamente ricca e complessa e come il pensiero sia presente seppure non in forma verbale. Una visione più moderna della psicologia dello sviluppo che dimostra come nella prima infanzia si vada molto oltre a "reazioni di riflesso" ma si abbia a che fare con un soggetto tout court.

    Saluti
    Ti ringrazio molto per la segnalazione!

    Saluti
    Leonardo
    Taz = Stile di vita.

  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    Riferimento: Domandone.

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Mi permetto di consigliare la lettura di Stern e di altri autori di matrice psicoanalitica per vedere come l'attività mentale dei neonati sia estremamente ricca e complessa e come il pensiero sia presente seppure non in forma verbale. Una visione più moderna della psicologia dello sviluppo che dimostra come nella prima infanzia si vada molto oltre a "reazioni di riflesso" ma si abbia a che fare con un soggetto tout court.

    Saluti

    Mi aspettavo un commento psicoanalitico!
    Io mi occupo di un'altro aspetto della psicologia, cioè di neuropsicologia, e quindi totalmente all'opposto....e ammetto che del versante psicoanalitico conosco poco. Dal mio punto di vista posso dirti che il neonato memorizza, ha un'attenzione preferenziale per i volti, distingue le voci....se questo è pensiero non verbale, ok, il neonato pensa.

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

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  7. #7
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Domandone.

    Sì, e soprattutto il neonato ha una vita emotiva complessa, al pari degli adulti. E' impegnato in processi di costruzione ed organizzazione del proprio mondo interno e dell'ambiente relazionale. Acutamente già Ferenczi nel 1932 scriveva che oltre a pensare all'influenza dell'ambiente sul bambino, è necessario considerare l'influenza del bambino sull'ambiente. Stern, Tronick, Sander e gli altri autori dell'infant research, così come chi si è rifatto all'infant observation, hanno poi confermato ed ampliato le conoscenze delle attività di pensiero nell'infante.

    Saluti
    gieko

  8. #8
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Domandone.

    Ciao, Laverita

    Mi permetto dis egnalarti alcuni articoli, che penso abbiano qualcosa a che fare con la domanda che poni:

    From biological rhythms to social rhythms: Physiological precursors of mother-infant synchrony.
    Feldman, Ruth; Developmental Psychology, Vol 42(1), Jan 2006. pp. 175-188. [Journal Article] Abstract: Links between neonatal biological rhythms and the emergence of interaction rhythms were examined in 3 groups (N=71): high-risk preterms (HR; birth weight <1,000 g), low-risk preterms (LR; birth weight =1,700-1,850 g), and full-term (FT) infants. Once a week for premature infants and on the 2nd day for FT infants, sleep-wake cyclicity was extracted from 4-hr observations and cardiac vagal tone was measured. At term age, infant orientation was tested with the Neonatal Behavior Assessment Scale. At 3 months, arousal modulation and emotion regulation were assessed, and mother-infant synchrony was computed from microanalysis of face-to-face interactions using time-series analysis. Sleep-wake amplitudes showed a developmental leap at 31 weeks gestation, followed by a shift in vagal tone at 34 weeks gestation. At term, differences among FT, LR, and HR infants were observed for biological rhythms in a linear-decline pattern. Sleep-wake cyclicity, vagal tone, newborn orientation, and arousal modulation were each uniquely predictive of mother-infant synchrony. The organization of physiological oscillators appears to lay the foundation for the infant's capacity to partake in a temporally matched social dialogue. (PsycINFO Database Record (c) 2008 APA, all rights reserved)

    First things first: infants make good use of the sympathetic rhythm of imitation, without reason or language. By: Trevarthen, Colwyn. Journal of Child Psychotherapy, Apr2005, Vol. 31 Issue 1, p91-113, 23p Abstract: Research on communication with infants, including newborns, has demonstrated that imitations in great variety play many different parts, and with emotions of interest and pleasure. Matching another's actions may seek attention and provoke reply, accept or reject advances, express admiration or mockery. It seems best to regard imitating as one way that persons express and receive sympathetic awareness, one manifestation of the intuitive readiness to move rhythmically with others in games of sociability. Infants exhibit growing awareness of how to cooperate with others in gaining knowledge and skills. The intersubjective intuitions that are active early in life and that build trust and companionship must be significant for therapists who work with young patients for whom communication is difficult. Imitating and accepting imitations can build reciprocal confidence. [ABSTRACT FROM AUTHOR] (AN 16970252)

    The clinical relevance of infancy: A progress report.
    By: Stern, Daniel. Infant Mental Health Journal, May/Jun2008, Vol. 29 Issue 3, p177-188, 12p Abstract: In the past few decades, findings from infant observations have played a key role in the following selected areas: (a) The emphasis now is on interpersonal and intersubjective processes rather than on intrapsychic processes. This is a paradigm shift towards a two-person psychology. (b) The elaboration of the attachment domain has reoriented our views of development and treatment. (c) The success of extended home-visiting programs as a preventive measure for parents and infants at risk has brought an agonizing reappraisal of what makes prevention (and therapy) work. (d) By default, the baby's world is nonverbal. This has led to a productive reexploration of unconsciousness, especially the domain of implicit knowledge. For the future, the following are some of the areas of great promise: (a) Attachment, love and “holding” must be disentangled. (b) We must study how and when the mirror neuron system gets micro- and macroregulated. One is not always open to empathic reception. (c) The articulation between the nonverbal (implicit) with the verbal (explicit) needs far more study. (d) The nonspecific factors of psychotherapy seem to be the most important in bringing about change and prevention. We need a greater systematic study of the nonspecific. (e) The triad and quartet, and so on need further exploration. (f) There are many more, but the beauty of research is that you can't know where it will go next. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/imhj.20179 (AN 32068917)

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  9. #9

    Riferimento: Domandone.

    Citazione Originalmente inviato da Laverita Visualizza messaggio
    Buongiorno,

    E' un po' che mi chiedo una cosa:

    Ma, un bambino appena nato, che dunque non ha appreso nessun tipo di vocabolo, pensa? e se pensa, come? Attraverso immagini? Attraverso Suoni? Insomma che ci passa per la testa??

    p.s. Se la domanda è stupida e ho sbagliato sezione chiedo scusa!

    Saluti
    Leonardo
    Considera che in un neonato alcuni processi cerebrali sono ancora in itinere, in quanto il SNC e periferico arrivano al loro compimento anatomico solo verso il secondo anno di eta'.

    Nei primi mesi dunque anche la percezione visiva del movimento e dei colori sara' imperfetta, cosi' come le risultanze tattili e sonore, memeoria, fantasia, attenzione, ecc.

    Per capire che vita mentale ha un neonato basta guardare il suo corpo, la sua motilita, la sua espressivita'.

    Parimenti sono anche le funzioni della mente, che progressivamente si affinano.

    Questo spiega anche perche non c'e' ricordanza nella mente adulta del primo anno di eta' [e a volte neppure del secondo e oltre], se non sensazioni visive, tattili, sonore ed olfattive vaghe e fluide, come l'immagine del tunnel verso la luce, o altre immagini altrettanto simboliche da sembrare esterne alla coscienza.

    Ma il mio pensiero puo' divergere dalle fonti accreditate.

  10. #10
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Laverita
    Data registrazione
    04-09-2008
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    Napoli
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    576

    Riferimento: Domandone.

    Ringrazio tutti voi per le segnalazioni, la mia domanda in partenza verteva perlopiù strettamente sul linguaggio, però forse era riduttiva in partenza. Ora la questione si allarga e vedo contributi psicoanalitici, neuropsicologici, articoli..

    Si Respira aria di dibattiti generali da queste parti!!



    Vi Ringrazio ancora
    Saluti
    Leonardo
    Taz = Stile di vita.

  11. #11
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Domandone.

    il Soggetto (e sottolineo la S maiuscola, per evidenziare il ruolo attivo nell'interazione con l'ambiente) è in grado di "pensare" già a partire dalla diciottesima settimana, quindi nello stadio fetale. Da questo periodo infatti non risponde subito agli stimoli, ma dopo un tempo di reazione. In questo tempo di reazione il feto sta pensando a come reagire allo stimolo (ad esempio, se lo stimolo è sgradevole, scalcia), non a caso in questo caso si parla di "psicologia prenatale".

    Da un punto di vista prettamente psicoanalitico, ovviamente il "pensiero" di un neonato (che è l'oggetto della tua domanda) è qualitativamente diverso da quello di un adulto, poiché si tratta di un pensiero "concreto" (preverbale, averbale), legato ai dati sensoriali, affettivi e somatici e quindi a dati NON simbolici. Perciò è stata definita, questa, una modalità psicosomatica di funzionamento. Il pensiero simbolico compare più tardi, con il linguaggio. Questa modalità primitiva di funzionamento, quindi, viene sopraffatta dal funzionamento "superiore" (simbolico, verbale) ma non scompare, tant'è che eventuali traumi o eventi non elaborati producono un quantum di affetto che in analisi può essere "sentito", e non pensato né verbalizzato, e può essere colto grazie al controtransfert. In questo caso i dati che vengono "sentiti", sotto forma di affetti-sensazioni nel controtransfert, fanno parte della modalità di funzionamento primitiva di cui si parlava pocanzi.

    per aggiungere un altro riferimento bibliografico a quelli già dati, potrei suggerire Winnicott e il suo concetto di holding materno. Ma anche Piaget e le varie fasi di sviluppo del pensiero
    Ultima modifica di Johnny : 26-02-2009 alle ore 17.04.31

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