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Discussione: Ciao a tutti :-)

  1. #1
    roxunny
    Ospite non registrato

    Ciao a tutti :-)

    Salve, mi sono da poco registrata in questo forum e direi che mi piace davvero tanto poichè sono parecchie le informazioni, i suggerimenti che si possono attingere leggendo i messaggi.
    Sono laureta in psicologia ma non ho ancora sostenuto l'esame di stato e mi chiedevo se il lavoro di consulenza psicologica si può svolgere anche senza avere l'abilitazione in seguito al superamento dell'esame di stato.
    Voi che sapete al riguardo?
    E' possibile lavorare presoo scuole private come consulente con il solo diploma di laurea?
    Grazie per l'attenzione

  2. #2
    Eowin
    Ospite non registrato

    Consiglio spassionato

    Volevo informarti che, essendo una delle poche, fortunatissime creature ad avere ricevuto un'offerta di lavoro come dott.ssa in psicologia, se te la lasci scappare meriti di perderla.

    Che razza di scrupoli ti vai facendo?

    Sembra quasi che Psicologia sia l'unica laurea che inibisce ogni accesso ad una qualsiasi professione qualificata.

    In compenso abilita a versare tanti bei soldoni nelle tasche dei più disparati docenti titolari di scuole più o meno fantasiose per master e specializzazioni varie.

    Hai fatto la tesi lì, ti conoscono bene, ritengono che tu possa svolgere una funzione presso di loro, sono disposti anche a retribuirti...
    Cosa vuoi fare? Passare la mano a qualcun'altro? Dai!!!

    Non è che perchè abbiamo la laurea in psiocologia non possiamo fare nulla oltre che i volontari.

    Tu non puoi fare la psicologa, non puoi fare la psicoterapeuta, ma nessuno può ingerire in un rapporto di lavoro privatistico.
    E nessuno può vietare ad un laureato in psicologia di lavorare, a meno che non eserciti abusivamente la professione.
    Ma non mi sembra sia il tuo caso.

    Coraggio, buttati, le occasioni d'oro vanno colte e fanno curriculum.
    Vai, vai, vai e poi facci sapere.

  3. #3
    roxunny
    Ospite non registrato
    Cara Eowin,
    come sarebbe bello se tutte le persone fossero così spassionate nel dare consigli come hai fatto tu con me.
    Grazie...grazie per l'incoraggiamento.
    Vi farò sapere cosa effettivamente accadrà!
    A presto

  4. #4
    vai tra... per me si può fare... conosco alcune persone che dopo la laurea hanno stipulato contratti (es. borse di studio) con associazioni private o enti.... io non mi lascerei scappare l'occasione poi se va bene a quelli della scuola che problema c'è... poi tecnicamente non fai proprio consulenza psicologica (nel qual caso siccome l'ordine è stato istituito da una legge si andrebbe in contro al reato di abuso di professione) ma più un'attività di coaching, di supporto... alla fine son sfumature lo so però l'oggettività assoluta non appartiene (secondo me) ne alla psicologia ne alla giursprudenza...

  5. #5
    Eowin
    Ospite non registrato
    x Vincent

    Forse mi sono formata in merito un'idea errata, ma da alcuni tuoi interventi ho avuto l'impressione che tu fossi fautore di una psicologia (e di una psicoterapia) votata ad alleviare le sofferenze psichiche e i disguidi relazionali dei pazienti.
    Ripeto, forse ho capito male, o forse questo discorso non ci azzecca una fava con quello oggetto di questo 3d.
    Fatto sta che io concepisco in questo senso le discipline psicologiche. Ma, stando così le cose, per me ne discende una visione, diciamo così, liberista, dell'esercizio della professione, nel senso che ogni operatore qualificato da un titolo di studio riconosciuto dallo Stato dovrebbe essere libero di esercitare secondo scienza e coscienza e sulla base delle teorie che preferisce.
    Detto chiaramente personalmente sono contraria agli ordini professionali, a tutti gli ordini professionali, in quanto mi sembra che una laurea ed un esame di stato, se proprio si vuole aggiungerlo, bastino ed avanzino a garantire di un certo iter svolto. Sennò è come dire che la laurea la danno proprio a tutti, ma che la vera selezione viene dopo.
    Secondo me gli ordini professionali sono semplici organismi di tutela degli interessi corporativi, nonchè luoghi dove si esercita un certo potere di controllo sulle opinioni dei membri.
    Per dire: il codice deontologico degli psicologi è bellissimo e tutto, esplicita e sancisce norme di condotta che dovrebbero essere scontate. Ma chi controlla, poi, in effetti?
    Ad esempio, anche nel caso dei primari delle Molinette che hanno impiantato per loro personale, pecuniario interesse, scadenti valvole cardiache brasiliane nel petto di poveri cardiopatici, vi risulta che l'ordine dei medici li abbia radiati? Temo di no. Mah!
    Secondo me è giusto regolamentare una professione e i titoli richiesti per accedervi, ma poi eventuali controlli sulla liceità dell'operato dei professionisti andrebbe lasciato alla magistratura ordinaria, nel caso di illeciti.
    Quanto al controllo sulla qualità dell'operato...
    Qui si entra in un campo minato, a mio modestissimo avviso.
    A volte ho la sensazione che qualcuno vorrebbe poter imporre una visione univoca della psicologia clinica e del suo esercizio.
    Comunque, il timore che l'ordine possa diventare uno strumento di controllo della libertà di pensiero dei suoi membri secondo me è legittimo. Non è detto che sia così, si badi bene, allo stato non lo credo, davvero. Ma l'idea di una Pravda degli psicologi italiani mi inquieta, anche se so che è solo un incubo. Ahi, ahi, sono un po' paranoica, nel senso profano del termine.

  6. #6
    Si credo che scopo della psicoterapia sia alleviare la sofferenza ma soprattutto far aumentare il senso di autoefficacia nelle persone... se miriamo a questo secondo obiettivo diventa essenziale anche la prevenzione e penso che questo sia un campo dove lo psicologo (o dottore in psicologia) può fare molto...
    Credo anche che l'esame di stato così come impostato sia la conferma del fallimento dell'università (parlo della old version della nuova non dico nulla perchè non ne so nulla)...
    Detto questo ciò non toglie che esiste un ordine, esistono delle regole e per come la vedo io non sarebbe corretto (anche se non concordo con esse) dire di ignorarle... ora io posso essere d'accordo sul fatto che ci vuole un organismo che il più scientificamente possibile cerchi di valutare la correttezza e la qualità di una professionalità tanto delicata... non mi piace che questo diventi una loggia e soprattutto che a selezione di chi può fare o no il mestieri avvenga in base alla paraculaggine, nepotismo, ricchezza... pensare che fare l'esame di stato costi più di 300 euro o che una scuola di specializzazione costi più di 3000 euro l'anno più i libri, più i seminari.... bisognerebbe trovare un equilibrio...
    ora dico una cosa impopolare: per me l'equilibrio si trova puntando sulla qualità delle persone... si laureano in troppi in psicologia, c'è qualcosa che non quadra, secondo me l'università dovrebbe essere molto più selettiva e alla fine deve arrivare solo chi ha veramente acquisito le conoscienze e solo chi ha le capacità per metterle in pratica....
    non siamo tutti uguali, non tutti credo possano essere in grado di fare questo mestiere, oltre alle conoscenze occorrono delle doti personali di equilibrio non indiffeenti... io stesso ho dei dubbi sulle mie capacità...
    Ecco credo che l'ordine serva per rimediare a questa incapacità dell'università di fare selezione e per non far si che sia il mercato a dover fare la selezione in un campo tanto delicato... sul fatto che ci riesca ho dei dubbi ma forse la riforma dovrebbe essere più strutturale e comprendere i corsi di laurea stessi...
    Tornando a Galimberti vorrei sottolineare che non gli sto dando ragione, il corso di laurea in psicologia non equivale a nulla... io un 6+ glielo darei per come impostato (almeno nella realtà di parma che io ho frequentato) ma per arrivare a 10 c'è ancora della strada...

  7. #7
    Eowin
    Ospite non registrato

    sempre x Vincent

    Ecco, hai toccato punti chiave e dolenti: l'università non seleziona.

    Infatti, anche se temo che sia tutta la formazione scolastica pregressa che abbassa il livello dell'università.
    Ma poi l'Università può valutare solo su competenze cognitive, se mi passi la brutta espressione, non sulla maturità, capacità ecc.
    E' un problema che si rimpallano i docenti con i tutor di tirocinio con i commissari degli EdS... Lo so perchè ne ho discusso con la mia relatrice di tesi e con tutti i referenti di Tirocini Enti Pubblici di Torino città, ma nessuno può sciogliere questo nodo. Infatti un sistema normativo positivo deve sancire criteri estensibili e obiettivamente verificabili, e la competenza relazionale e la maturità individuale sfuggono a queste verifiche.
    Ma qui ricadiamo nel discorso del praticandato, della bottega artigiana dove il maestro forma e accompagna l'apprendista fino a garantire per lui ed a passargli il mestiere e parte della clientela. Se ci pensi la formazione psicoanalitica è tutta impostata così dai tempi di Freud, da bocca a orecchio si trasmette, esoterica come la cabala.
    Quindi: o ci accontentiamo di una selezione operata dal mercato sulla base dei risultati e del buon senso (e la psicologia continuerà ad essere insegnata nelle università a tutti i "maturi"), o si limita il tutto alla trasmissione di bottega, nelle varie scuole di psicoterapia.
    In realtà nel nostro Paese le due cose coesistono: le Università laureano chiunque passi gli esami e la tesi (ma sono persone che poi non riescono a lavorare nel settore); le Scuole continuano a selezionare, formare e licenziare psicoterapeuti secondo loro criteri di bottega (sia detto nel senso migliore del termine).
    E alla fine è il mercato che sceglie.
    In ogni caso queste considerazioni confermano quanto sostenuto da Galimberti che, ti dico dal fondo del cuore, non credo possa essere letto senza essere compreso ed amato (provare Gli Equivoci dell'Anima per credere).
    Prima di tutto ha una cultura che noi figli di una scuola lassista manco ci sogniamo. Ed è bello scoprirla e scoprire cose e nessi fra le cose che dischiudono orizzonti e mondi sconosciuti. Insegna a pensare.
    Poi perchè sa scrivere, scrive cose sensate in modo comprensibile e piacevole e poetico e elegante, virtù che rende lividi dall'invidia fior di docenti assai meno dotati. E quindi vende, al contrario di coloro che vendono solo ai loro sfigati studenti.
    E poi perchè è umano, umanissimo, e leggerlo fa bene al cuore.
    Io non diventerò una psicoterapeuta junghiana, troppo lungo e costoso. Sono una fan delle terapie brevi strategiche, ma non vedo contraddizioni nel dilettarmi con la psichiatria fenomenologica o nel bazzicare autori junghiani.
    Il mondo è così vario e bello, la psicologia va affrontata con animo soave e non grave, secondo me, senza rigidezze, senza cascami, usando delle impostrazioni di scuola senza perciò divenire ciechi e sordi al reale, e alle sofferenze, umanissime, di chi cerca aiuto.

    Concludo questo sproloquio un po' narcisista (ma solo un po'), argomentando che suggerivo alla ns amica di buttarsi perchè sennò non incomincerà mai ad imparare nulla. Prima provi, nel facile, da absolut beginner, tutti lo sanno, mica bluffi, e vedi, senti... Poi, poi, poi ti certifichi.

  8. #8
    Si son d'accordo sul fatto che la ns amica si deve buttare...
    di Galimberti ho letto solo due articoli e l'ho trovato odioso e un po' ipocrita ma è un articolo... già il secondo postato da ccarlo l'ho trovato condivisibile....
    terapia strategica breve? vai da Nardone ad arezzo? l'uomo con i polsini più scintillanti del mondo? Mi è molto simpatico!

  9. #9
    Eowin
    Ospite non registrato
    Premesso che sono una dalla cotta facile e che per costituzionale tontolonaggine mi sono presa in vita mia una serie di cantonate assolutamente spropositata, premesso ciò,

    io non conosco personalmente nè Galimberti nè Nardone.

    Galimberti scrive in modo sublime, e caruccio nei dibattiti e provoca l'ittero in certi suoi amici che non gli stanno dietro perchè non scrivono come lui e non hanno raggiunto la sua fama.

    Non escludo che se lo conoscessi potrei avere una delusione.
    Quanto a Nardone, effettivamente, in questo periodo pensavo proprio di organizzarmi in modo da fare la sua scuola, cosa che mi costerebbe un patrimonio anche solo in viaggi e sbattimenti vari.
    Lui l'ho visto qualche volta al Costanzo's, effettivamente è circonfuso da un certo luccichio, particolare sul quale non mi sono soffermata in quanto ho considerato che è in società con quel mostro sacro di P.Watzlawick, che con Milton Erickson è in testa alla hit parade delle mie preferenze.

    Ma ho già ammesso che la volpe non è il mio animale totem, per cui se qualcuno meno provinciale di me ha qualche informazione interessante da sapere sul suo metodo o la sua didattica o la sua scuola, mi farebbe davvero un bel favore a condividerla con me, dato che ancora non c'è niente di deciso e che prima di impegolarmi in quest'ennesimo dissanguamento vorrei valutare bene i pro e i contro di un tale passo.

    Tu, Vincent, probabilmente l'hai già postato, ma mi è sfuggito: ti sei laureato a Pavia, ma che scuola stai seguendo, e come ti ci trovi?

    E poi, a parte Nardone, non pensi che le terapie brevi strategiche possano giovare e trovare un loro bel posto nel panorama psicoterapico attuale, sovrabbondante eppure asfittico, secondo me?

  10. #10
    io mi son laureato a parma dove ci hanno cresciuto a pane e teorie cognitive-comportamentiste... a me affascian molto il lavoro di Nardone... avevo consigliato anni fa una ragazza che soffriva di ocd di andare da lui ma non ottenne grandi risultati.... credo che per disturbi non troppo pervasivi la sua terapia funzioni bene... ho qualche dubbio che possa funzionare sui problemi più profondi (es dist. di personalità)...
    poi uno che indossa i gemelli è davvero stimabile
    io faccio quella dell'APC a verona (sempre che mi prendano)

  11. #11
    Partecipante Super Esperto
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    Credo anch'io che sia necessario cogliere le occasioni di crescita e formazione, non solo quelle teoriche (che pagando si trovano sempre: fra master, perfezionamenti, seminari, corsi e co. ho studiato più da quando mi sono laureata che in 5 anni di università!), ma anche quelle più pratiche.
    Non credo che il giorno prima di iscriversi all'albo si sia degli incompetenti che vorrebbero fare gli psicologi e dal giorno dopo si diventi finalmente psicologi veri e propri.
    E' anche vero che, se ci facciamo caso, fra un ostacolo e l'altro (tirocinii, esami di stato, iscrizione all'albo...) passa del tempo e che forse questo ha un significato...
    Probabilmente appena laureati siamo dei neolaureati che vorrebbero fare gli psicologi (più o meno competenti, nel mio caso piuttosto incompetente...), per quando arriviamo all'iscrizione all'albo (fra date non coincidenti e impedimenti vari) sono pasati un paio di anni in cui forse non avremo fatto gli psicologi ma per lo meno lo avremo visto fare e magari ogni tanto ci avremo anche provato (magari con la supervisione di qualcuno più esperto pronto a spiegarci il perchè delle cose).
    All'inizio anche io vedevo l'esame di stato e l'iscrizione all'albo come uno stupido e inutile impedimento fra me e la professione per cui avevo studiato.
    Ora continuo a ritenerlo ancora piuttosto stupido e inutile (soprattutto per le modalità e i costi), ma mi rendo conto che fra una cosa e l'altra, fra un pò di tirocinio e un pò di studio più mirato (all'università mi hanno insegnato tutto sulla WISC-R: nomi, date, campioni di riferimento,standardizzazione, validità.... ma non me ne hanno mai fatta fare una), le mie competenze sono aumentate e questo va a vantaggio soprattutto delle persone che si rivolgono a me come psicologa.
    A chi mi richiede una consulenza oggi 3 anni fa non avrei dato le stesse risposte, e probabilmente fra 5 anni darò risposte ancora migliori (almeno lo spero).
    Tutto questo per dire a Roxunny di buttarsi, soprattutto per imparare e farsi un'esperienza che le permetta di arrivare a definirsi "psicologa" non solo a causa dell'iscrizione all'albo ma soprattutto a causa di un percorso di crescita (che per essere ben sicuri che tutti lo facessero hanno ufficializzato tramite la trafila di tirocinio + esame di stato!)
    Vimae

  12. #12
    filosoficamente parlando son pienamente d'accordo con te... praticamente tutto è migliorabile e si deve ambire al meglio!

  13. #13
    Partecipante Assiduo L'avatar di clietta
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    x Vimae: ciao Vimae, sono Ilaria! Mi e` piaciuto moltissimo cio` che hai detto, la penso un po` come te, ma vorrei un consiglio....Per farsi un`esperienza, come dici tu, al di la` del tirocinio, cosa consiglieresti?
    Io sto per iscrivermi ad una scuola di specializzazione, e lavoro a tempo indeterminato per un`azienda, di cui non mi importa nulla ma che mi mantiene agli studi (..e alla vita eheh). Vorrei avere modo di sperimentarmi nel nostro campo perche` voglio capire cosa effettivamente voglio fare, che ambiti mi interessano, quali sono i miei limti e le mie capacita`...
    Ben accetto qualsiasi consiglio, critica, dubbio...


    x Vince: ciao tessssssoro

  14. #14
    Partecipante Super Esperto
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    26-07-2003
    Messaggi
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    PER CLIETTA
    Personalmente io sono stata molto fortunata in quanto poco dopo la laurea ho iniziato a lavorare per un posto dove c'era la possibilità di osservare il lavoro di altri psicologi e di fare un pò di esperienza sotto la loro supervisione.
    Naturalmente il mio lavoro non era proprio da psicologa, ma a forza di stare lì (ero pagata per un part-time ma rimanevo 10-12 ore al giorni, tornando a casa e mettendomi a studiare per poter fare "belle figura" il giorno dopo), sono riuscita a ritagliarmi piano piano un ruola da psicologa (e per fortuna, non so quanto avrei ancora potuto resistere con quei ritmi!).

    Oltre a questo (che mi ha permesso, fra l'altro di quasi-mantenermi, seppure in modo molto modesto visto che ero pagata, e continuo ad essere pagata, meno di quanto prenda una baby-sitter), ho fatto molta esperienza nel campo del volontariato (che mi ha permesso di venire a contatto con tante realtà diverse, aiutandomi a capire con quali tipi di utenti riesca a dare il meglio e ampiando le mie competenze).
    Credo che il lavoro non pagato, perchè volontariato o perchè fatto in più (es offrirmi di siglare i Rorschach della mia tutor anche dopo il tirocinio), sia stato circa il doppio di quello pagato.

    Però ripeto di essere stata molto fortunata a poterlo fare, sia perchè lavorando part-time ho avuto il tempo di fare "altro" oltre al lavoro che mi veniva richiesto, sia perchè ho incontrato persone che me lo hanno lasciato fare e hanno avuto fiducia in me (o forse era solo incoscienza....).

    Io comunque non mi sono ancora iscritta alla scuola di specializzazione, sia per motivi economici, sia per motivi di tempo.
    Prima imparo a fare bene la psicologa continuando a provarmi in nuovi contesti (fra un pò inizierò un nuovo tirocinio, post-master questa volta, ma in un nuovo posto, con nuove cose da imparare e nuove possibilità), poi imparerò a fare psicoterapia.
    Per me sono stati molto utili i corsi di perfezionamento e i master, in quanto oltre a darmi conoscenze specifiche e facilmente spendibili, con la storia dei tirocinii mi hanno messa in contatto con diverse realtà dove ho fatto tanta esperienza.

    Dimenticavo, è stato d'aiuto anche il fatto di essere una gran rompiscatole.
    In molti posti sembra che se ti offri di affiancarli gratuitamente nel lavoro, osservando e fornendo un tuo contributo che male non farà sicuramente, tu stia chiedendo loro chissàcosa, perciò sono titubanti e ti mettono di fronte ad attese interminabili, accompagnate da qualche "forse", "non so", "magari ci risentiamo",...
    Sembra quasi ti facciano un piacere a farti lavorare per loro GRATIS!
    Comunque ho fatto ore ed ore di attesa, telefonate e telefonate per ottenere un appuntamento, umili richieste di poter effettuare tirocinii o volontariati,... finchè per sfinitezza mi hanno detto quasi tutti di sì!
    Spero di esserti stata di aiuto...
    Vimae

  15. #15
    Partecipante Assiduo L'avatar di clietta
    Data registrazione
    20-08-2002
    Messaggi
    182
    Ti ringrazio moltissimo.....mi hai fatto venire la voglia di "rischiare"......bisogna bussare a molte porte..alla fine qualcuno aprira` no?
    Anche se concordo con te che spesso vieni vissuta come un peso al lavoro e forse secondo me anche come una possibile minaccia....
    Cerchero` di farmi strada!!!!
    Grazie ancora
    Ilaria

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