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Discussione: L'emergenza romeni

  1. #1
    Johnny
    Ospite non registrato

    L'emergenza romeni

    qualche giorno fa ho sentito un'intervista di Cicchitto (pdl) a unomattina, in cui si parlava dei romeni.
    H detto una cosa che io non sapevo, e che può aiutare a capire meglio la cosiddetta "emergenza romeni": ha distinto tra "immigrazione buona" e "immigrazione cattiva", in quanto, fino ad oggi, ci sono state 3 ondate di immigrazione dalla Romania. Nelle prime due sono arrivate per lo più badanti e lavoratori onesti. La terza, in atto attualmente, sta portando qui prevalentemente soggetti criminali.

    E ciò è confermato dal fatto che il tasso di criminalità in Romania è diminuito, mentre, contemporaneamente, è aumentato in Italia il tasso di crimini commessi da romeni.

    Mi sembra una distinzione importante, anche se non vene mai detta, anche perché effettivamente ci sono tanti romeni/e che sono utili all'Italia ma, per colpa dei romeni che delinquono, rischiano di essere vittime di ritorsioni e di pregiudizi.

    Cosa ne pensate?

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di semplificatore
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    Riferimento: L'emergenza romeni

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    , anche perché effettivamente ci sono tanti romeni/e che sono utili all'Italia ma, per colpa dei romeni che delinquono, rischiano di essere vittime di ritorsioni e di pregiudizi.

    Cosa ne pensate?
    Che 'sti discorsi mi hanno stufato.
    Che per ogni rumeno che delinque ci sono dieci italiani che fanno peggio con motivazioni spesso agghiaccianti (vedi i simpatici ragazzini romani - romani NON rumeni - che hanno bruciato vivo l'indiano alla stazione)
    Che ogni notizia del genere è fuorviata dai media per veicolare il consenso da una parte o dall'altra.
    E poi non scappano dalla Romania perchè son criminali; scappano perchè là c'è Dracula, caspita!!!
    "......c'è chi un giorno invece ha sofferto / e allora ha detto: io parto
    / ma dove vado se parto? / sempre ammesso che parto: ciao! ....
    "
    (da "E la vita e la vita" di Cochi e Renato, 1974)


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  3. #3
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: L'emergenza romeni

    Citazione Originalmente inviato da semplificatore Visualizza messaggio
    E poi non scappano dalla Romania perchè son criminali; scappano perchè là c'è Dracula, caspita!!!
    forse scappano perché in Romania se rubi una gallina ti fai un anno di prigione?

  4. #4
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: L'emergenza romeni

    Ah, adesso emergono i rumeni... Ma tu guarda che strani mari circondano il Bel Paese! E dove stavano immersi, fino al momento in cui han deciso di emergere?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  5. #5
    piccirilla
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    Riferimento: L'emergenza romeni

    solito discorso,i politici fanno discorsi da politici,e cavalcano l'onda.

    guarda caso,la stampa e i tg si sono soffermati solo sullo stupro di gruppo dei 6 rumeni,MA degli arresti domiciliari dati al romano che ha stuprato a capodanno una ragazza,nessuno ne parla.
    ora ,è inutile fare classifiche,uno stupro è uno stupro,ma non fatevi convincere che solo gli stranieri sono feccia.
    è solo che ne parlano di piu',tutto qui.

  6. #6
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    Riferimento: L'emergenza romeni

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    forse scappano perché in Romania se rubi una gallina ti fai un anno di prigione?
    E se ne sono accorti solo ora?!

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    fino ad oggi, ci sono state 3 ondate di immigrazione dalla Romania. Nelle prime due sono arrivate per lo più badanti e lavoratori onesti. La terza, in atto attualmente, sta portando qui prevalentemente soggetti criminali.
    Che ne sa? Li controlla uno ad uno??

    Il problema non è, per caso, che le notizie che ci vengono fornite non sempre rispecchiano la realtà? Giusto per dire eh..
    "Sicuramente è una follia ma se non te lo chiedo mi perseguiterà per il resto della mia vita:scendi dal treno con me qui a Vienna.. Mettiamola così:fai un salto di 10-20 anni, tu sei sposata e il tuo matrimonio non ha più la carica di una volta,cominci a pensare agli uomini che hai conosciuto..beh io sono uno di quelli..prendila come una specie di viaggio nel tempo, da allora ad adesso, per scoprire cosa ti perdi.."

  7. #7
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: L'emergenza romeni

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Ah, adesso emergono i rumeni... Ma tu guarda che strani mari circondano il Bel Paese! E dove stavano immersi, fino al momento in cui han deciso di emergere?

    Buona vita

    Guglielmo
    è proprio questo il punto: stando alle parole di Cicchitto sarebbe dovuti al fatto che nella terza fase sono emigrati soprattutto soggetti che delinquono.

    Siccome è una considerazione sociologica, mi sono chiesto se qualcuno del settore avesse fatto una ricerca sociologica di cuii io non avevo sentito parlare

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di semplificatore
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    Riferimento: L'emergenza romeni

    Ecco cosa fanno i nostri giovani compatrioti.
    E nemmeno per delinquere, quindi nemmeno per fame, necessità o costrizione.
    Per noia, stupida imbecille noia:

    Nettuno, sms dopo il rogo "Gli abbiamo fatto la festa" - cronaca - Repubblica.it

    quindi prima di parlare dei rumeni e di quel mangiapane a sbafo di Cicchitto pensiamoci due volte

    Tra l'altro Cicchitto ha un carisma di rara inconsistenza.
    Brilla però per servilismo che nemmeno Fantozzi con il Ducaconte Semenzara.
    "......c'è chi un giorno invece ha sofferto / e allora ha detto: io parto
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  9. #9
    piccirilla
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    Riferimento: L'emergenza romeni

    e come mai nessuno ha parlato di quel gruppo di rOmani che hanno ,per gioco,gettato nel tevere un tunisino,impedendo la sua risalita e causando la morte per annegamento?
    eh?come mai ,come mai?
    i brutti e i cattivi sono solo gli stranieri,un tempo era l'uomo nero,oggi sono i rumeni.
    ipocriti.

  10. #10
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    Riferimento: L'emergenza romeni

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    è proprio questo il punto: stando alle parole di Cicchitto sarebbe dovuti al fatto che nella terza fase sono emigrati soprattutto soggetti che delinquono.

    Siccome è una considerazione sociologica, mi sono chiesto se qualcuno del settore avesse fatto una ricerca sociologica di cuii io non avevo sentito parlare

    Dunque...

    Non ho competenze in sociologia, e non ne so nulla di ondate di immigrazione differenziate in funzione della propensione a delinquere.

    Però, sono vecchietto, e un po' di memoria storica mi pare mi sia rimasta.

    Negli anni scorsi (ma le iniziative sono attive anche in questi mesi), molte organizzazioni di volontariato di vario genere, e molte organizzazioni che si occupano di adozioni internazionali, hanno contribuito nel tracciare un quadro della situazione dell'infanzia in Romania che definire devastante è poco.

    Credo abbiamo sentito un po' tutti parlare dei "bambini delle fogne" di Bucarest, della situazione degli orfanatrofi, della diffusione dell'AIDS. Forse in meno persone hanno sentito delle conseguenze neurologiche e comportamentali delle epidemie di encefalite che colpirono alcune zone della Romania verso la fine degli anni 90 (qualche articolo venne pubblicato su "Lancet", nel 1999).

    Ora, provo ad avanzare una serie di ipotesi.

    Credo che le sindromi da ospedalizzazione e le loro conseguenze sullo sviluppo umano siano abbastanza note a chi legge in questo forum. In fondo, dalle ricerche di Spitz e coll. sullo sviluppo e sul tipo di attaccamento sviluppato da bambini allevati in istituzioni è stato scritto moltissimo.

    Uno degli elementi caratteristici delle sindromi da istituzione è costituito dalla assoluta carenza di contatto fisico affettivo tra il personale ed i bambini affidati alle loro cure. Dovendo badare a un gran numero di piccoli, essi si limitano a fornire ai bambini le cure fondamentali necessarie alla loro sopravvivenza, senza fornire loro quella quantità e qualità di contatto fisico necessario ad una crescita equilibrata, allo sviluppo delle capacità di autoregolazione ed allo sviluppo di sistemi di attaccamento sicuri (per un esame della questione, vedi: Turp, Maggie "Touch, enjoyment and health: in infancy.", European Journal of Psychotherapy, Counselling & Health; Apr99, Vol. 2 Issue 1, p23, 17p).

    Ora, una interessante ricerca effettuata da Field Tiffany e pubblicata su Adolescence; Winter99, Vol. 34 Issue 136, p753, 6p, riscontra l'esistenza di una correlazione inversa molto forte tra la quantità e la qualità di contatto fisico tra adolescenti e il numero di atti violenti posti in essere da adolescenti. Così, nell'articolo si nota come, più è diffuso il contatto fisico, minori sono gli atti di violenza.

    Allora, proviamo a fare due più due e a buttare lì un'ipotesi (che va verificata, ovvio). Cosa succede ad un bambino allevato in orfanatrofio, o in condizioni di povertà estrema? Quale tipo di sviluppo, quale qualità delle capacità di regolazione ed autoregolazione del comportamento ne deriveranno? Quali capacità sociali avrà acquisito? Quali defricit a livello intellettivo ed emotivo una simile esperienza si porterà appresso? E che conseguenze avranno questi fattori sullo sviluppo di comportamenti antisociali e delinquenziali?

    Il che significa fare l'ipotesi che il comportamento violento di tanti cittadini romeni presenti in Italia sia una possibile conseguenza dei metodi di allevamento, dell'istituzionalizzazione e dei livelli di povertà estrema presenti nella Romania di ven'anni-trent'anni fa.

    Il che non significa che chi delinque non vada punito. Significa solo cercare di comprendere che, forse, più che imprigionare e indignarsi "a gratis", occorre fare lo sforzo di capire quali possono essere le cause dei fenomeni cui assistiamo. E, forse, anche di mettere in campo conoscenze psicologiche, psichiatriche e altro per modificare (per quanto possibile) la situazione.

    Insomma, la prigione non credo basti a modificare schemi di attaccamento e traumi vissuti nell'infanzia. Anche se serve a tranquillizzare la coscienza dei legislatori e far guadagnare voti.

    Buona vita

    Guglielmo

    P.S.: Allego i link ad una serie di articoli recenti riguardanti gli outcomes in termini di attaccamento, danni cerebrali, e variabili psicologiche dell'istituzionalizzazione e della povertà nei bambini rumeni... (in inglese, ovviamente)

    A Comparison of the Electroencephalogram between Institutionalized and Community Children in Romania. By: Marshall, Peter J.; Fox, Nathan A.. Journal of Cognitive Neuroscience, Oct2004, Vol. 16 Issue 8, p1327-1338, 12p Abstract: Electroencephalographic (EEG) data were collected from a sample of institutionalized infants and young children in Bucharest, Romania, and were compared with EEG data from age-matched children from the local community who had never been institutionalized and who were living with their families in the Bucharest area. Compared with the never-institutionalized group, the institutionalized group showed a pattern of increased low-frequency (theta) power in posterior scalp regions and decreased high-frequency (alpha and beta) power, particularly at frontal and temporal electrode sites. This finding is consistent with EEG studies of children facing environmental adversity and children with learning disorders. The institutionalized group also showed less marked hemispheric EEG asymmetries than the never-institutionalized group, particularly in the temporal region. The results are discussed in the context of two models: that the pattern of EEG in the institutionalized children reflects a maturational lag in nervous system development, or that it reflects tonic cortical hypoactivation. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1162/0898929042304723 (AN 14848219)
    PDF Full Text (936KB)

    Are There Biological Programming Effects for Psychological Development? Findings From a Study of Romanian Adoptees. Rutter, Michael; O'Connor, Thomas G.; English and Romanian Adoptees (ERA) Study Team; Developmental Psychology, Vol 40(1), Jan 2004. pp. 81-94. [Journal Article] Abstract: Associations between experiences and outcomes could be due to (a) continuation of adversity or (b) organismic changes, including experience-expectant and experience-adaptive developmental programming. The adoption into British families of children who had been reared in profoundly depriving institutions in Romania presented an opportunity to test mechanisms. Romanian children reared from infancy in very depriving institutions for periods up to 42 months were compared with 52 nondeprived UK-born children placed into adoptive families before the age of 6 months. The results at 6 years of age showed substantial normal cognitive and social functioning after the provision of family rearing but also major persistent deficits in a substantial minority. The pattern of findings suggests some form of early biological programming or neural damage stemming from institutional deprivation, but the heterogeneity in outcome indicates that the effects are not deterministic. (PsycINFO Database Record (c) 2008 APA, all rights reserved) HTML Full Text PDF Full Text (101K)

    Attachment in Institutionalized and Community Children in Romania. By: Zeanah, Charles H.; Smyke, Anna T.; Koga, Sebastian F.; Carlson, Elizabeth. Child Development, Sep/Oct2005, Vol. 76 Issue 5, p1015-1028, 14p, 6 charts, 2 graphs Abstract: This study examined attachment in institutionalized and community children 12–31 months of age in Bucharest, Romania. Attachment was assessed using ratings of attachment behaviors and ratings of caregiver descriptions in a structured interview. As predicted, children raised in institutions exhibited serious disturbances of attachment as assessed by all methods. Observed quality of caregiving was related to formation and organization of attachment in children living in institutions. These results held even when other variables, such as cognitive level, perceived competence, and quantitative interaction ratings, were controlled for. Ratings of attachment behavior in the Strange Situation and caregiver reports of signs of Reactive Attachment Disorder converged moderately. The implications of these findings for different perspectives on attachment are discussed. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1111/j.1467-8624.2005.00894.x (AN 18155869) PDF Full Text (139KB)

    Behavioral and Emotional Problems Reported by Parents of Children Ages 6 to 16 in 31 Societies. By: Rescorla, Leslie; Achenbach, Thomas; Ivanova, Masha Y.; Dumenci, Levent; Almqvist, Fredrik; Bilenberg, Niels; Bird, Hector; Wei Chen; Dobrean, Anca; Döpfner, Manfred; Erol, Nese; Fombonne, Eric; Fonseca, Antonio; Frigerio, Alessandra; Grietens, Hans; Hannesdottir, Helga; Kanbayashi, Yasuko; Lambert, Michael; Larsson, Bo; Leung, Patrick. Journal of Emotional & Behavioral Disorders, Fall2007, Vol. 15 Issue 3, p130-142, 13p, 6 charts, 1 graph Abstract: This study compared parents' ratings of behavioral and emotional problems on the Child Behavior Checklist (Achenbach, 1991; Achenbach & Rescorla, 2001) for general population samples of children ages 6 to 16 from 31 societies (N = 55,508). Effect sizes for society ranged from .03 to .14. Effect sizes for gender were ≤ .01, with girls generally scoring higher on Internalizing problems and boys generally scoring higher on Externalizing problems. Effect sizes for age were ≤ .01 and varied across types of problems. Total Problems scores for 19 of 31 societies were within 1 SD of the overall mean of 22.5. Bisociety correlations for mean item scores averaged .74. The findings indicate that parents' reports of children's problems were similar in many ways across highly diverse societies. Nonetheless, effect sizes for society were larger than those for gender and age,indicating the need to take account of multicultural variations in parents' reports of children's problems. [ABSTRACT FROM AUTHOR] (AN 26153080) PDF Full Text (322KB)

    Depression in post-communist Romania. By: Ionescu, Carmiola. Lancet, 2/19/2005, Vol. 365 Issue 9460, p645-646, 2p, 1 color, 1 bw; Abstract: Offers a look at rates of depression and mental health care in post-Communist Romania. Incidence of depression and mental illness in Romania; Report that rates of depression have doubled since the fall of Communism in Romania in 1989; Impact of economic conditions on mental illness; Description of the response to mental illness in Romanian culture; View that awareness of mental health issues is low in Romanian society; Claim that mental health services are scarce in Romania. (AN 16179397) PDF Full Text (40KB)

    Early adolescent outcomes for institutionally-deprived and non-deprived adoptees. I: Disinhibited attachment. By: Rutter, Michael; Colvert, Emma; Kreppner, Jana; Beckett, Celia; Castle, Jenny; Groothues, Christine; Hawkins, Amanda; O'Connor, Thomas G.; Stevens, Suzanne E.; Sonuga-Barke, Edmund J. S.. Journal of Child Psychology & Psychiatry, Jan2007, Vol. 48 Issue 1, p17-30, 14p, 6 charts, 2 diagrams Abstract: Background: Disinhibited attachment is an important sequel of an institutional rearing, but questions remain regarding its measurement, its persistence, the specificity of the association with institutional rearing and on whether or not it constitutes a meaningful disorder. Method: Children initially reared in profoundly depriving institutions in Romania and subsequently adopted into UK families were compared with respect to findings at 11 years with children who had not experienced institutional deprivation and who had been adopted within the UK before the age of 6 months. Measures included parental reports, a Strange Situation procedure modified for use in the home and systematic standardised investigator ratings of the children's behaviour. Results: Disinhibited attachment, as reported by parents, showed a high degree of persistence from 6 to 11, but also a reduction over time in its frequency. Investigator ratings validated the parental reports but suggested that much of the fall in rate of disinhibited attachment was a function of the parental measure being less developmentally appropriate at 11 than it had been at 6. Disinhibited attachment was strongly associated with institutional rearing but there was not a significant increase in relation to duration of institutional deprivation beyond the age of 6 months. Mild, but not marked, disinhibited attachment was quite frequent in non-institutionalised adopted children but both the course and correlates indicated that its meaning was probably quite different. In the institution-reared children, disinhibited attachment was associated with a marked increase in service usage and associations with other forms of psychopathology. Conclusions: Disinhibited attachment constitutes a valid, and handicapping, clinical pattern that is strongly associated with an institutional rearing. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1111/j.1469-7610.2006.01688.x (AN 23750191) PDF Full Text (579KB)

    Early adolescent outcomes of institutionally deprived and non-deprived adoptees. III. Quasi-autism. By: Rutter, Michael; Kreppner, Jana; Croft, Carla; Murin, Marianna; Colvert, Emma; Beckett, Celia; Castle, Jenny; Sonuga-Barke, Edmund. Journal of Child Psychology & Psychiatry, Dec2007, Vol. 48 Issue 12, p1200-1207, 8p, 5 charts, 1 graph Abstract: Background: Some young children reared in profoundly depriving institutions have been found to show autistic-like patterns, but the developmental significance of these features is unknown. Methods: A randomly selected, age-stratified, sample of 144 children who had experienced an institutional upbringing in Romania and who were adopted by UK families was studied at 4, 6, and 11 years, and compared with a non-institutionalised sample of 52 domestic adoptees. Twenty-eight children, all from Romanian institutions, for whom the possibility of quasi-autism had been raised, were assessed using the Autism Diagnostic Interview-Revised (ADI-R) and the Autism Diagnostic Observation Schedule (ADOS) at the age of 12 years. Results: Sixteen children were found to have a quasi-autistic pattern; a rate of 9.2% in the Romanian institution-reared adoptees with an IQ of at least 50 as compared with 0% in the domestic adoptees. There were a further 12 children with some autistic-like features, but for whom the quasi-autism designation was not confirmed. The follow-up of the children showed that a quarter of the children lost their autistic-like features by 11. Disinhibited attachment and poor peer relationships were also present in over half of the children with quasi-autism. Conclusions: The findings at age 11/12 years confirmed the reality and clinical significance of the quasi-autistic patterns seen in over 1 in 10 of the children who experienced profound institutional deprivation. Although there were important similarities with ‘ordinary’ autism, the dissimilarities suggest a different meaning. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1111/j.1469-7610.2007.01792.x (AN 27825078) PDF Full Text (124KB)

    Normality and impairment following profound early institutional deprivation: A longitudinal follow-up into early adolescence. Kreppner, Jana M.; Rutter, Michael; Beckett, Celia; Castle, Jenny; Colvert, Emma; Groothues, Christine; Hawkins, Amanda; O'Connor, Thomas G.; Stevens, Suzanne; Sonuga-Barke, Edmund J. S.; Developmental Psychology, Vol 43(4), Jul 2007. pp. 931-946. [Journal Article] Abstract: Longitudinal analyses on normal versus impaired functioning across 7 domains were conducted in children who had experienced profound institutional deprivation up to the age of 42 months and were adopted from Romania into U.K. families. Comparisons were made with noninstitutionalized children adopted from Romania and with nondeprived within-U.K. adoptees placed before the age of 6 months. Specifically, the validity of the assessment, the degree of continuity and change in levels of functioning from 6 to 11 years, and the factors in the pre- and postadoption environment accounting for heterogeneity in outcome were examined. Pervasive impairment was significantly raised in children experiencing institutional deprivation for ≥6 months of life, with a minority within this group showing no impairment. There was no additional significant effect of duration of deprivation beyond the 6-month cutoff, and few other predictors explained outcome. The pattern of normality/impairment was mainly established by 6 years of age, with considerable continuity at the individual level between 6 and 11 years. The findings are discussed in terms of the possibility of a sensitive period for development. (PsycINFO Database Record (c) 2008 APA, all rights reserved) HTML Full Text PDF Full Text (546K)

    Post-Institutional Autistic Syndrome in Romanian Adoptees. By: Hoksbergen, René; Laak, Jan ter; Rijk, Kathinka; van Dijkum, Cor; Stoutjesdijk, Felicia. Journal of Autism & Developmental Disorders, Oct2005, Vol. 35 Issue 5, p615-623, 9p, 5 charts Abstract: Romanian adoptees have a background of severe neglect. International research has shown that this can give rise to symptoms of autistic behavior. Rutter et al. (1999, Journal of Child Psychology Psychiatry, 40(4), 537–549.) refers to “quasi-autistic patterns”, and Federici (1998, Help for the hopelss child: A guide for families. Alexandria: Federici & Assocoates.) to Post-Institutional Autistic Syndrome (PIAS). Eighty Romanian adoptees, averaging 8 years of age, who had resided in the Netherlands for 5 years were studied. Parent interviews and the Auti-R scale showed the extent to which the children exhibited PIAS. In one third of these children we observed (in addition to other behavioral problems) stereotypic behaviors and communication and language disorders. Our findings resembled the Rutter et al. (1999, Journal of Child Psychology Psychiatry, 40(4), 537–549). data. Six of the children were classified within the autistic spectrum pursuant to the Auti-R, and seven within the so-called intermediate group. No difference was found between the girls and the boys. Children who had been in their adoptive families for 5 years or more showed fewer behavior problems than children who had been in their adoptive families for four or less years. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1007/s10803-005-0005-x (AN 20349044) PDF Full Text (195KB)

    Posttraumatic stress disorder in adopted children from Romania. Hoksbergen, R. A. C.; ter Laak, J.; van Dijkum, C.; Rijk, S.; Rijk, K.; Stoutjesdijk, F.; American Journal of Orthopsychiatry, Vol 73(3), Jul 2003. pp. 255-265. [Journal Article] Abstract: This follow-up study of 80 Romanian children showed that 16 (20%) of the children exhibited posttraumatic stress disorder (PTSD). The same children got scores in the clinical range on the Child Behavior Checklist (CBCL). These PTSD children could be differentiated from the remaining children by psychosocial but not by physical health variables. Children showing characteristics of PTSD stood out from the other subjects because of their scores on the Externalization dimension and excessive attention-seeking on the CBCL. The findings indicated that these Romanian adoptees exhibited survivor behavior. A substantial number of these adopted children require aftercare by adoption specialists from the time they arrive in Dutch families. It seems plausible that the high incidence of PTSD characteristics was related to extreme physical and social neglect occurring in the orphanages. (PsycINFO Database Record (c) 2008 APA, all rights reserved) HTML Full Text PDF Full Text (90K)

    Romania's abandoned children are still suffering. By: Ionescu, Carmiola. Lancet, 11/5/2005, Vol. 366 Issue 9497, p1595-1596, 2p; Abstract: The article reports on living conditions for orphans in Romania. The author reviews how most orphans in Romania are simply abandoned by mothers too poor to care for them properly. There is new legislation in Romania that states that children cannot be put into orphanages until they reach the age of 2 years. According to the author, overworked doctors and nurses in Romania have no time to spend with young orphans. The article also discusses new legislation that bans foreigners from adopting Romanian children. UNICEF statistics related to the issue of abandoned children in Romania are reviewed. Comments regarding the issue from various adoption officials are also discussed, including a spokesman from the National Authority for the Protection of Children's Rights. DOI: 10.1016/S0140-6736(05)67646-5 (AN 18738222) PDF Full Text (35KB)

    The caregiving context in institution-reared and family-reared infants and toddlers in Romania. By: Smyke, Anna T.; Koga, Sebastian F.; Johnson, Dana E.; Fox, Nathan A.; Marshall, Peter J.; Nelson, Charles A.; Zeanah, Charles H.. Journal of Child Psychology & Psychiatry, Feb2007, Vol. 48 Issue 2, p210-218, 9p, 3 charts, 1 graph Abstract: Background: We assess individual differences in the caregiving environments of young children being raised in institutions in Romania in relation to developmental characteristics such as physical growth, cognitive development, emotional expression, and problem and competence behaviors. Method: Videotaped observations of the child and favorite caregiver in their ‘home’ environment were coded for caregiving quality, and this was related to child characteristics. Child emotional reactivity was assessed during responses to interactional tasks. Cognitive development was assessed from child responses to the Bayley Scales of Infant Development. Data regarding problem behaviors and competence were obtained from caregiver report. Children reared in institutions were compared on all of these measures to never institutionalized children to assist gauging degree of impairment. Results: Children raised in institutions demonstrated marked delays in cognitive development, poorer physical growth, and marked deficits in competence. Individual differences in caregiving environment were associated with cognitive development, competence, and negative behavior among these young children being reared in institutions. Conclusions: These data confirm previous findings regarding deficits associated with institutional care and extend our understanding of the impact of individual differences in caregiving quality on the development of young children in institutions. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1111/j.1469-7610.2006.01694.x (AN 23827590) PDF Full Text (523KB)

    The Impact of Early Institutional Rearing on the Ability to Discriminate Facial Expressions of Emotion: An Event-Related Potential Study. By: Parker, Susan W.; Nelson, Charles A.. Child Development, Jan/Feb2005, Vol. 76 Issue 1, p54-72, 19p, 13 graphs Abstract: Event-related potentials (ERPs), in response to 4 facial expressions of fear, angry, happy, and sad, were collected from 72 institutionalized children (IG), ages 7 to 32 months, in Bucharest, Romania, and compared with ERPs from 33 children, ages 8 to 32 months, who had never been institutionalized (NIG). The NIG and IG exhibited different patterns of responding in early latency components. Moreover, group differences in amplitude were evident across all components. Such differences may point to the role of early deprivation in disrupting the development of the neural circuitry involved in the recognition of facial expressions. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1111/j.1467-8624.2005.00829.x (AN 15916618) PDF Full Text (2.1MB)

    The Impact of Maternal Depression and Parenting Behaviors on Adolescents' Psychological Functioning in Romania. By: Robila, Mihaela; Krishnakumar, Ambika. Journal of Child & Family Studies, Feb2006, Vol. 15 Issue 1, p70-81, 12p, 1 chart, 4 diagrams Abstract: We examined the impact of maternal depression and parenting behaviors on adolescents' psychological functioning in Romania. The direct and indirect links between maternal depression, maternal acceptance, behavioral control, psychological control and adolescent internalizing and externalizing behaviors were analyzed. The sample consisted of 239, 12–14 year-old adolescents and their mothers. Results indicated that higher maternal depression were associated with higher levels of psychological control and higher levels of internalizing and externalizing behaviors. Higher levels of behavioral control were associated with higher levels of internalizing and externalizing behaviors in adolescents. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1007/s10826-005-9009-6 (AN 20687501) PDF Full Text (243KB)
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  11. #11
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: L'emergenza romeni

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    DuAllora, proviamo a fare due più due e a buttare lì un'ipotesi (che va verificata, ovvio). Cosa succede ad un bambino allevato in orfanatrofio, o in condizioni di povertà estrema? Quale tipo di sviluppo, quale qualità delle capacità di regolazione ed autoregolazione del comportamento ne deriveranno? Quali capacità sociali avrà acquisito? Quali defricit a livello intellettivo ed emotivo una simile esperienza si porterà appresso? E che conseguenze avranno questi fattori sullo sviluppo di comportamenti antisociali e delinquenziali?

    Il che significa fare l'ipotesi che il comportamento violento di tanti cittadini romeni presenti in Italia sia una possibile conseguenza dei metodi di allevamento, dell'istituzionalizzazione e dei livelli di povertà estrema presenti nella Romania di ven'anni-trent'anni fa.

    Il che non significa che chi delinque non vada punito. Significa solo cercare di comprendere che, forse, più che imprigionare e indignarsi "a gratis", occorre fare lo sforzo di capire quali possono essere le cause dei fenomeni cui assistiamo. E, forse, anche di mettere in campo conoscenze psicologiche, psichiatriche e altro per modificare (per quanto possibile) la situazione.

    Insomma, la prigione non credo basti a modificare schemi di attaccamento e traumi vissuti nell'infanzia. Anche se serve a tranquillizzare la coscienza dei legislatori e far guadagnare voti.

    Buona vita

    Guglielmo
    infatti non si sta parlando di prigione o di indignazione gratis, si sta parlando del fatto che in romania è diminuito il tasso di criminalità ed è aumentato in Italia il tasso di criminalità commessi da romeni!
    E con le tue considerazioni, appunto, stai dando anche una motivazione scientifica a questo fatto.

    Non capisco perché quando si pronuncia la parola "romeno" saltano fuori i moralisti di turno che dicono "ma anche gli italiani delinquono, anche i romAni annegano gli stranieri nel lago"....sono d'accordo, ma è un altro discorso.

    Anche perché credo che le motivazioni che sottostanno ad un crimine commesso dal romeno violento e quello commesso da un ragazzo italiano violento siano diverse: per quanto riguarda il "romeno", credo valga l'ipotesi proposta da Willi (carenza di cure materne, difetto di contenimento nell'infanzia, ecc.....)
    Per quanto riguarda il ragazzo "italiano" invece, secondo me, la motivazione è psicosociale: i ragazzi (che sono ragazzi "normali", figli di papà, non gli manca niente, non sono ospedallizzati nell'infanzia) si aggregano in gruppetti, in ognuno dei quali vengono costruiti i propri valori, norme, regole, e si generano delle sub-culture in rivalità tra loro. Il tutto in un contesto più ampio in cui i media passano messaggi che veicolano falsi-valori del tipo "se appari in tv sei figo", "per essere bisogna apparire", "se hai il vestito alla moda sei ok", ecc...e da questa situazione scaturiscono gli episodi di violenza.

    Quindi, siamo d'accordo che la violenza viene commessa sia dagli italiani che dagli stranieri...ma ora, in questo thread, stiamo parlando dei crimini commessi dai romeni che delinquono, che sono una realtà e un dato di fatto
    Ultima modifica di Johnny : 04-02-2009 alle ore 13.54.46

  12. #12
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    Riferimento: L'emergenza romeni

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    per quanto riguarda il "romeno", credo valga l'ipotesi proposta da Willi (carenza di cure materne, difetto di contenimento nell'infanzia, ecc.....)
    Per quanto riguarda il ragazzo "italiano" invece, secondo me, la motivazione è psicosociale: i ragazzi (che sono ragazzi "normali", figli di papà, non gli manca niente, non sono ospedallizzati nell'infanzia)
    può essere che sia così ma le parole di willy vanno tutte verso un tentativo di comprensione che faccio fatica a capire. Non credo che un politico o un giudice debba emettere sentenze o promulgare leggi partendo dalla ricerca delle ipotesi che hanno portato al crimine (chissene frega, mica sei in terapia) ma solo dall'atto. Dunque, willy, hai solo spostato il focus della discussione iniziata da jonny (più di natura "sociologica") ma del resto a ribaltare le frittate o a vedere solo le cose che ti fa comodo sei sempre il migliore

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    Quindi, siamo d'accordo che la violenza viene commessa sia dagli italiani che dagli stranieri...ma ora, in questo thread, stiamo parlando dei crimini commessi dai romeni che delinquono, che sono una realtà e un dato di fatto
    vedi sopra

  13. #13
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    Riferimento: L'emergenza romeni

    Citazione Originalmente inviato da ziogargamella Visualizza messaggio
    può essere che sia così ma le parole di willy vanno tutte verso un tentativo di comprensione che faccio fatica a capire. Non credo che un politico o un giudice debba emettere sentenze o promulgare leggi partendo dalla ricerca delle ipotesi che hanno portato al crimine (chissene frega, mica sei in terapia) ma solo dall'atto. Dunque, willy, hai solo spostato il focus della discussione iniziata da jonny (più di natura "sociologica") ma del resto a ribaltare le frittate o a vedere solo le cose che ti fa comodo sei sempre il migliore


    vedi sopra
    Senti chi parla di frittate! Abbiamo un esperto di galline ovaiole, a quanto pare.

    E, comunque, o non sai leggere, o leggi alla pene di segugio. Ti riporto pari pari quel che ho scritto:

    Il che non significa che chi delinque non vada punito.
    Ok, s'accordo, comprendere una doppia negazione implica un notevole sforzo cognitivo, e la frase è composta da 9 parole. Ma la memoria di lavoro contiene in media 7 chunk + o - 2...

    Le leggi servono a qualcosa se hanno una base (almeno minima) nella conoscenza della natura e dell'uomo. Altrimenti servono a un piffero e possiamo anche tornare a fare la danza della pioggia.

    Buona vita e leggi meglio

    Guglielmo
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  14. #14
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    Non capisco perché quando si pronuncia la parola "romeno" saltano fuori i moralisti di turno che dicono "ma anche gli italiani delinquono, anche i romAni annegano gli stranieri nel lago"....sono d'accordo, ma è un altro discorso.
    infatti quello che ho sempre detto io,prendendomi anche della razzista per questo motivo..

  15. #15
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di ziogargamella
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Le leggi servono a qualcosa se hanno una base (almeno minima) nella conoscenza della natura e dell'uomo. Altrimenti servono a un piffero e possiamo anche tornare a fare la danza della pioggia.
    ipotizzando che la tua ipotesi (circa la conoscenza della natura dell'uomo) sia vera, cosa ne ricava il legislatore? Una attenuante? No, se tu stesso hai detto che (con tanto di doppia negazione)chi infrange la legge va punito.
    O forse si? Nel caso capisco la decisione del gip di Roma di concedere gli arresti domiciliari ai due romeni accusati di favoreggiamento nell'inchiesta sullo stupro di Guidonia. Forse avrà pensato alla loro terribile infanzia

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