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  1. #1

    Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagamento

    Ciao a tutti voi! Sono nuova su questo forum come iscritta, anche se lo frequento da tempo. Premetto che non svolgo la professione di terapeuta, nè mi preparo a svolgerla. Dopo la laurea in un altro indirizzo, ho deciso di frequentare un corso di psicologia perchè è tra i miei interessi da sempre.
    Durante una lezione, il docente ha accennato al tema delle sedute saltate in terapia... ma visto che non era argomento del corso, si è trattato di un accenno rapidissimo. Peccato, perchè l'argomento stava diventando interessante.
    Apro questo post per discuterne possibilmente con voi. Avete qualche lettura da propormi? Che ne pensate della seduta saltata durante un percorso? Quale valore terapeutico ha? E che valore ha il pagamento corrisposto per essa?

    Grazie a chiunque vorrà dire la sua. Vi sono grata fin da questo momento per l'attenzione.
    Un saluto!

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di peste1987
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    La seduta saltata va comunque pagata perchè così si ha uno stimolo in più per andarci.
    Questo mi hanno detto. Questo è tutto ciò che posso dirti.
    Sentiamo gli altri.
    Io creo sogni, voi li uccidete

    -----------------------

  3. #3
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    il fatto che il paziente salti la seduta è una cosiddetta "violazione del setting" che ha un significato...ma al di là di questo, quell'ora è del paziente e di nessun altro, è di sua proprietà, il pz sapeva che il terapeuta era lì per lui, e che anche se fosse arrivato con 50 minuti di ritardo avrebbe trovato il terapeuta lì, ad aspettarlo, proprio perché quell'ora è sua e di nessun altro. Il pagare la seduta attesta questo aspetto
    Ultima modifica di Johnny : 28-01-2009 alle ore 18.17.35

  4. #4

    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Grazie ragazzi per le risposte.
    Aggiungo un'ulteriore nota: il discorso che fate è valido per qualsiasi motivo? Anche quando si tratta di un impedimento esterno, tipo seduta saltata per febbre?

  5. #5
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Citazione Originalmente inviato da luna0679 Visualizza messaggio
    Grazie ragazzi per le risposte.
    Aggiungo un'ulteriore nota: il discorso che fate è valido per qualsiasi motivo? Anche quando si tratta di un impedimento esterno, tipo seduta saltata per febbre?
    Caro johnny, secondo me un setting molto rigido non facilita una buona relazione terapeutica. Il pagamento della seduta saltata è una scelta che dipende solo dal medico il quale se ritiene che il motivo è valido, oppure è sato avvertito in anticipo(l'ora se la può rivendere) non dovrebbe imporre il pagamento.
    Non è corretto che invece il paziente deve tacitamente subire sempre gli spostamenti e l'annullamento delle sedute, anche pochi minuti prima dell'ora fissata, quando già era per strada:...anche il paziente ha i suoi impegni. E' un abuso di potere! Così come per principio negare la possibilità di uno spostamento , una tantum , di ora.
    Un pò di elasticità e di comprensione, sono a mio avviso indispensabili, specialmente quando la terapia è nella fase iniziale e il paziente non è ancora attaccato e non si fida.
    Ciao
    Ultima modifica di francesca63 : 29-01-2009 alle ore 10.46.22
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  6. #6
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Caro johnny, secondo me un setting molto rigido non facilita una buona relazione terapeutica. Il pagamento della seduta saltata è una scelta che dipende solo dal medico il quale se ritiene che il motivo è valido, oppure è sato avvertito in anticipo(l'ora se la può rivendere) non dovrebbe imporre il pagamento.
    Non è corretto che invece il paziente deve tacitamente subire sempre gli spostamenti e l'annullamento delle sedute, anche pochi minuti prima dell'ora fissata, quando già era per strada:...anche il paziente ha i suoi impegni. E' un abuso di potere! Così come per principio negare la possibilità di uno spostamento , una tantum , di ora.
    Un pò di elasticità e di comprensione, sono a mio avviso indispensabili, specialmente quando la terapia è nella fase iniziale e il paziente non è ancora attaccato e non si fida.
    Ciao
    si, io in effetti mi riferivo al caso in cui il pz non si presenta alla seduta senza preavviso, come si poteva dedurre dalla domanda posta all'inizio del thread. Proprio per questo ho parlato di violazione del setting

  7. #7
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Riferendomi alla psicoanalisi, dove il pagamento delle sedute saltate è ampiamente praticato, questo strumento, oltre a rispondere a ragioni pratiche (assunzione dell'impegno da parte di analista ed analizzando), risponde soprattutto a ragioni di tipo tecnico utili a rendere continuo il processo analitico. In ciò (ed in molti altri accorgimenti riguardo alla cornice terapeutica) che risiede il valore "terapeutico" - ma direi piuttosto di presupposto per le condizioni di lavoro ottimali - di questa regola. Il pagamento delle sedute saltate consente sia all'analista che al paziente di mantenere lo spazio di lavoro e di non apportare brusche interruzioni.
    Per questo motivo si concorda con il paziente all'inizio dell'analisi che si dovranno corrispondere tutte le sedute saltate (comprese quelle per malattia o quelle dove c'è stato preavviso). Non mi risulta che nessuno chieda invece di corrispondere eventuali sedute saltate o spostate da parte dell'analista. Rispetto a questo fatto - che può essere criticabile - ritengo tuttavia che sia preciso impegno dell'analista evitare il più possibile che ciò avvenga per gli stessi motivi a cui è chiamato il paziente. Inoltre eventuali spostamenti devono essere proposti al paziente, senza l'obbligo che egli accetti.

    Saluti
    gieko

  8. #8

    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    questo strumento, oltre a rispondere a ragioni pratiche (assunzione dell'impegno da parte di analista ed analizzando), risponde soprattutto a ragioni di tipo tecnico utili a rendere continuo il processo analitico. Non mi risulta che nessuno chieda invece di corrispondere eventuali sedute saltate o spostate da parte dell'analista. Rispetto a questo fatto - che può essere criticabile - ritengo tuttavia che sia preciso impegno dell'analista evitare il più possibile che ciò avvenga per gli stessi motivi a cui è chiamato il paziente. Inoltre eventuali spostamenti devono essere proposti al paziente, senza l'obbligo che egli accetti.

    Saluti
    Grazie per l'intervento. Riguardo al comportamento dell'analista rispetto alla stessa situazione, credo che il buon senso voglia che il terapeuta avvisi con anticipo dello spostamento (cosa che è concessa anche al paziente) e si può spesso trovare un compromesso (se è possibile, la seduta verrà spostata per entrambi). Lo stesso accade se il terapeuta salta una seduta... in quel caso, sempre se gli è possibile, recupererà in un giorno diverso o nel mese successivo. Almeno è l'idea che mi sono fatta.
    La critica che, invece, può sollevare un paziente è: "Ho la febbre, perchè vale la regola generale? Sono impossibilitato ad andare."
    E' questo, forse, quello che non si accetta con facilità.

  9. #9
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Riferendomi alla psicoanalisi, dove il pagamento delle sedute saltate è ampiamente praticato, questo strumento, oltre a rispondere a ragioni pratiche (assunzione dell'impegno da parte di analista ed analizzando), risponde soprattutto a ragioni di tipo tecnico utili a rendere continuo il processo analitico. In ciò (ed in molti altri accorgimenti riguardo alla cornice terapeutica) che risiede il valore "terapeutico" - ma direi piuttosto di presupposto per le condizioni di lavoro ottimali - di questa regola. Il pagamento delle sedute saltate consente sia all'analista che al paziente di mantenere lo spazio di lavoro e di non apportare brusche interruzioni.
    Per questo motivo si concorda con il paziente all'inizio dell'analisi che si dovranno corrispondere tutte le sedute saltate (comprese quelle per malattia o quelle dove c'è stato preavviso). Non mi risulta che nessuno chieda invece di corrispondere eventuali sedute saltate o spostate da parte dell'analista. Rispetto a questo fatto - che può essere criticabile - ritengo tuttavia che sia preciso impegno dell'analista evitare il più possibile che ciò avvenga per gli stessi motivi a cui è chiamato il paziente. Inoltre eventuali spostamenti devono essere proposti al paziente, senza l'obbligo che egli accetti.

    Saluti
    Per me, questo è stato un motivo di empasse, discusso ampiamente col mio analista, sempre molto rigoroso. Abbiamo analizzato la questione e cercato di scavare in fondo se esistevano motivi per cui non andavo o se c'era qualche forma di resistenza.
    Ponendosi dalla parte del paziente tale atteggiamento viene vissuto come un sopruso e una venalità che porta il paziente a non lasciarsi andare con fiducia e lo conduce a chiudersi a riccio.
    Se una terapia dura anni, non si può essere così incastrati; il terapeuta ormai ti conosce anche fin troppo bene e capisce se non vai per capriccio o per motivi seri.
    Io sono andata anche con la febbre, perchè volevo andare; dopodicchè, se non posso andare, lui ormai finalmente ha capito che non è per ghiribizzo...e non pago più.
    Ciao.
    Ultima modifica di francesca63 : 29-01-2009 alle ore 15.15.55
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  10. #10
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Intendiamoci: l'analizzando non salta mai la seduta per un "ghiribizzo" e pagare la seduta saltata non è una punizione (che poi la si viva così è tutto un altro discorso). Il paziente non è costretto ad andare in seduta se ha la febbre, ma, pagandola, quella seduta si è svolta, almeno a livello fantasmatico. In altre parole non è stata "cancellata".
    gieko

  11. #11
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Intendiamoci: l'analizzando non salta mai la seduta per un "ghiribizzo" e pagare la seduta saltata non è una punizione (che poi la si viva così è tutto un altro discorso). Il paziente non è costretto ad andare in seduta se ha la febbre, ma, pagandola, quella seduta si è svolta, almeno a livello fantasmatico. In altre parole non è stata "cancellata".
    A mio avviso è una mancanza di delicatezza, che può incidere nella relazione terapeutica. Il paziente la vive molto male perchè non si sente compreso, è come un abuso di potere.Se si chiede di spostare la seduta non trovano mai la disponibilità.
    Mi sono anche documentata e il codice deotologico stabilisce che la decisione è a completa discrezonalità del terapeuta.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  12. #12
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    A mio avviso è una mancanza di delicatezza, che può incidere nella relazione terapeutica. Il paziente la vive molto male perchè non si sente compreso, è come un abuso di potere.Se si chiede di spostare la seduta non trovano mai la disponibilità.
    Mi sono anche documentata e il codice deotologico stabilisce che la decisione è a completa discrezonalità del terapeuta.
    So che ti sembrerà strano, ma il codice deontologico non disciplina la pratica dello psicoanalista, quindi non ne terrei in conto più di tanto... In ogni caso, la questione della seduta saltata è delicata e credo che non sia possibile stabilire una regola standard, per cui va stabilita caso per caso. In linea generale, io sono per la possibilità di recupero della seduta saltata, non sono d'accordo sul fatto che venga pagata la seduta saltata per malattia o per gravi impedimenti. In ogni caso va valutato caso per caso (generalmente dopo il lavoro preliminare e nel passaggio, ove previsto, dal vis à vis al lettino). Non credo sia un abuso di potere, soprattutto se stabilito all'inizio del lavoro. Nella clinica contemporanea, comunque, credo che il setting debba prestarsi ad una certa flessibilità, ovviamente nei limiti che il lavoro richiede.

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 29-01-2009 alle ore 22.59.56

  13. #13
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    A mio avviso è una mancanza di delicatezza, che può incidere nella relazione terapeutica. Il paziente la vive molto male perchè non si sente compreso, è come un abuso di potere.Se si chiede di spostare la seduta non trovano mai la disponibilità.
    Mi sono anche documentata e il codice deotologico stabilisce che la decisione è a completa discrezonalità del terapeuta.
    Francesca non si può generalizzare nè per i pazienti che non è detto che la prendano male e che sono informati di questa regola al momento della presa in carico; nè per quanto riguarda i terapeuti che possono lavorare - magari anche in maniera proficua - sui vissuti relativi dei pazienti, sempre che si applichi tale regola, e non è così scontato che non trovino altra disponibilità.
    Vista la domanda di luna, io ho tentato di spiegare le motivazioni tecniche di questa regola. Poi si può non essere d'accordo, ci mancherebbe...
    gieko

  14. #14
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Francesca non si può generalizzare nè per i pazienti che non è detto che la prendano male e che sono informati di questa regola al momento della presa in carico; nè per quanto riguarda i terapeuti che possono lavorare - magari anche in maniera proficua - sui vissuti relativi dei pazienti, sempre che si applichi tale regola, e non è così scontato che non trovino altra disponibilità.
    Vista la domanda di luna, io ho tentato di spiegare le motivazioni tecniche di questa regola. Poi si può non essere d'accordo, ci mancherebbe...
    In generale, quando un paziente inizia un percorso terapeutico è confuso, non sa bene quello cui va incontro, ha gravi disagi e si concentra sopratutto sull'eliminazione di quelli. Non si rende mai bene conto delle regole che gli impone l'analista o si illude che poi non verranno veramente messe in atto.
    Se la seduta si paga lo stesso il paziente non la deve vivere come una punizione; ma se, per bontà del terapeuta, non la paga, come la deve vivere , come un premio?
    Io ritengo che quando la relazione terapeutica funziona, questi problemi dovrebbero cessare di esistere. Non ci vuole poi tanto!
    FRANCESCA

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  15. #15
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    So che ti sembrerà strano, ma il codice deontologico non disciplina la pratica dello psicoanalista, quindi non ne terrei in conto più di tanto... In ogni caso, la questione della seduta saltata è delicata e credo che non sia possibile stabilire una regola standard, per cui va stabilita caso per caso. In linea generale, io sono per la possibilità di recupero della seduta saltata, non sono d'accordo sul fatto che venga pagata la seduta saltata per malattia o per gravi impedimenti. In ogni caso va valutato caso per caso (generalmente dopo il lavoro preliminare e nel passaggio, ove previsto, dal vis à vis al lettino). Non credo sia un abuso di potere, soprattutto se stabilito all'inizio del lavoro. Nella clinica contemporanea, comunque, credo che il setting debba prestarsi ad una certa flessibilità, ovviamente nei limiti che il lavoro richiede.

    Saluti,
    ikaro
    Ikaro ma sei proprio tu che parli di flessibilità? Non credo ai miei occhi o alle mie orecchie!!!!!!!!!!!!Ti stai forse un pò ammorbidendo?
    FRANCESCA

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