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  1. #1

    La Psicologia è sempre più bistrattata...

    Che ne pensate della corrispondenza di seguito riportata, tra una lettrice ed il giornalista Alberto Gervaso, pubblicata sul Messaggero del 23.01.2009?

    Venerdì 23 Gennaio 2009 Chiudi chiudi finestra

    Amore e depressione

    Caro Signor Gervaso, ho cinquantacinque anni e un marito, che vedo poco perché sempre in viaggio. Abbiamo due figli maggiorenni e sposati che vivono all’estero. Sono una donna sola, molto sola e per questo cado spesso in depressione. So che è una malattia che colpisce milioni di italiani, e so anche, per sperimentarlo ogni giorno, che chi non è mai precipitato in questo inferno non può capire cos’è e quanto si soffra.
    Ho sentito tempo fa in televisione che anche lei ha passato brutti momenti, proprio in seguito a una depressione. Io, mi creda, non so più come venirne fuori. Sono stata alcuni mesi in analisi, ma non ne ho avuto alcun beneficio. Ha qualche consiglio? Scusi se mi firmo solo con il nome: Antonietta.
    Roma
    Cara Antonietta, conosco bene la depressione. La prima volta il “cane nero”, come lo chiamava Churchill, che per tutta la vita ne fu braccato, mi addentò nell’ormai remoto 1960. Mi trovavo da un paio di mesi ad Ann Arbor (Michigan, Stati Uniti), ospite della celebre Università, grazie a una borsa di studio Fulbright. Una notte, provai strani, assurdi, incalzanti sensi di colpa, collegati a una drammatica e assurda assunzione di responsabilità cosmica. Dopo più di un mese il mio professore di giornalismo, Leland Stowe, leggendario premio Pulitzer, mi consigliò il ricovero in ospedale.
    Ma non riuscivo a guarire, il molosso seguitava ad aggredirmi. Alla fine, d’accordo con l’ateneo, decisi di rientrare in Italia. Dopo sei mesi, pronubo Montanelli, fui assunto nella cronaca milanese del Corriere della Sera. Poi, dopo un anno e mezzo, mi trasferii alla redazione romana. E, qui mi liberai, finalmente, del mostro, con l’aiuto dei farmaci allora a disposizione.
    L’estate scorsa, in seguito a un banale, ma anche impegnativo intervento al ginocchio, precipitai nuovamente in una spaventosa depressione. Mi sentivo come dentro una fossa popolata di spettri, serpenti, draghi furiosi che mi assalivano e non mi davano tregua. Avrei voluto svuotarla, ma, per quanti sforzi facessi, e non le dico quanti ne ho fatti, non ci riuscivo. Dovevo scuotermi, ribellarmi, reagire prima che quella massa senza forma di cattivi pensieri, di previsioni infauste, di riflessioni tragiche m’inghiottisse, distruggendomi. Tutto era angoscia, incubo, disperazione. Non avevo più punti fermi, non sapevo più a che cosa o a chi aggrapparmi. Mi sfuggiva tutto e la volontà era come paralizzata. Non volevo vedere nessuno e aspettavo con impazienza che arrivasse la notte perché la notte, complice un sonnifero, riuscivo a dormire. Finalmente, un celebre medico napoletano mi ha preso sotto le sue ali e, grazie a un farmaco dall’effetto lento, ma prodigioso, mi ha restituito alla vita.
    Lei, cara Antonietta, verrà fuori da questo incubo. Abbia pazienza, dia un ordine severo alla sua vita e alla sua giornata, s’imponga una disciplina spartana, faccia lunghe passeggiate e non stia mai sola. Legga buoni libri, ascolti bella musica, se ha qualche hobby lo coltivi e guardi la tv, ammesso che la nostra sia guardabile.
    Si tenga alla larga da analisti e psicanalisti, a meno che non si chiamino Freud o Jung (che, da anni, non danno più appuntamenti). Il migliore medico del depresso è il depresso stesso, ma, mi creda, anche i farmaci, certi farmaci, prescritti rigorosamente da un buon neurologo o da un buon psichiatra, sono un’ancora di salvezza, uno strumento infallibile di guarigione.
    Ho conosciuto alcuni depressi, grandi depressi, depressi famosi e fortunati, che, innamorandosi, hanno ritrovato la serenità e conosciuto la felicità. L’amore è la terapia più efficace e miracolosa contro il “male oscuro”, come lo chiamava Giuseppe Berto, che ad esso dedicò il suo libro più bello, e uno dei più belli del Novecento.
    Se la depressione ti fa vedere tutto buio e nero, l’amore t’illumina. Innamorato ti senti immerso in un serbatoio cosmico. Tu e chi ami siete i padroni del mondo. Tutto comincia da voi e tutto a voi fa capo. È uno stato di grazia totale, così come la depressione è uno stato di disgrazia assoluta. Non riuscite a capire chi soffre perché a voi, solo a voi sembra concesso di provare estasi mai provate, di godere di gioie nuove e infinite, che vi sembrano illusoriamente eterne. L’amore, egoismo a due, vi estrania da tutto ciò che vi circonda. Bastate a voi stessi. L’alba è la più promettente delle albe; il tramonto, il più romantico dei tramonti; l’esistenza, la più esaltante delle esistenze.
    Le auguro di guarire al più presto e le dico che guarirà perché il “male oscuro” distrugge solo chi si lascia distruggere. Non è stato il caso mio e, vedrà, non sarà il suo. E poi si consoli, siamo in ottima compagnia: oltre a Churchill e a Berto, il “cane nero” non risparmiò Saul, Aristotele, Dante, Michelangelo, Shakespeare, Lincoln, De Gaulle. E tanti altri Vip della Storia.
    atupertu@ilmessaggero.it

  2. #2
    Ghiotto patato ಠ_ಠ L'avatar di Biz
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    Riferimento: La Psicologia è sempre più bistrattata...

    Che pochezza, almeno spero sia iscritto a Scientology per scrivere che bastano due passeggiate all'aria aperta e un pò di attività fisica per curare la depressione
    "Guardatemi, signori...sono un uomo di sessant'anni e ho il corpo di un ragazzino.Ce l'ho in frigo."
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  3. #3
    Partecipante Affezionato L'avatar di ladybird
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    Riferimento: La Psicologia è sempre più bistrattata...

    Esempio paradigmatico per cui per gli psicologi in Italia non c'è lavoro....è la cultura e la mentalità a dover cambiare.
    Fino a quando ci sono giornalisti che affermano queste cose (e non parliamo del primo giornalista sfigato e sconosciuto) pretendiamo che ci sia sensibilità e rispetto verso la psicologia? No comment

  4. #4
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: La Psicologia è sempre più bistrattata...

    Esempio paradigmatico per cui per gli psicologi in Italia non c'è lavoro....è la cultura e la mentalità a dover cambiare.
    Fino a quando ci sono giornalisti che affermano queste cose (e non parliamo del primo giornalista sfigato e sconosciuto) pretendiamo che ci sia sensibilità e rispetto verso la psicologia? No comment
    Beh, ma Gervaso è un uomo d'altri tempi, che volete? Non è affatto sfigato e sconosciuto, ha pure scritto un volume della Storia d'Italia con Indro Montanelli, quindi prima di pretendere sincerità e rispetto per gli altri dovremmo averlo noi per primi. Dopodiché capisco che l'uscita sia infelice, ma alle volte penso che noi psicologi ci mettiamo pure del nostro...

    Saluti,
    ikaro

  5. #5
    Partecipante Super Esperto
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    Riferimento: La Psicologia è sempre più bistrattata...

    A dire il vero credo che ladybird dicesse proprio il contrario, cioè che non è affatto un giornalista sfigato e sconosciuto, quindi non ha per niente mancato di rispetto..

  6. #6
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: La Psicologia è sempre più bistrattata...

    A dire il vero credo che ladybird dicesse proprio il contrario, cioè che non è affatto un giornalista sfigato e sconosciuto, quindi non ha per niente mancato di rispetto..
    Hai ragione, ho fatto un lapsus di lettura...

  7. #7
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: La Psicologia è sempre più bistrattata...

    Citazione Originalmente inviato da edettor70 Visualizza messaggio
    E poi si consoli, siamo in ottima compagnia: oltre a Churchill e a Berto, il “cane nero” non risparmiò Saul, Aristotele, Dante, Michelangelo, Shakespeare, Lincoln, De Gaulle. E tanti altri Vip della Storia.
    atupertu@ilmessaggero.it
    allora per essere dei vip bisogna essere depressi..ecco perché sono tutti fuori di testa.

    Ma non possiamo scrivergli una e-mail, vbisto che l'ha pubblicata, dicendogli che ha scritto un mucchio di cavolate?

  8. #8
    Partecipante Assiduo L'avatar di Tottola1
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    Riferimento: La Psicologia è sempre più bistrattata...

    ma,io non mi preoccuperei tanto di queste cose,non credo che la signora Antonietta abbia ricevuto sollievo dal suo male interiore semplicemente leggendo le parole di un altro depresso (non è "guarito", quanta rabbia nelle sue parole)...che non la ascolta affatto e nemmeno le risponde a quanto richiesto, ma sempilcemente celebra la sua patologia come una croce che affligge i grandi della storia, perchè gli altri non possono capire...

    Detto questo,ritengo che le nostre competenze e la peculiarità della nostra professione, non siano ancora completamente chiare all' "uomo qualunque":in questo senso secondo me dovrebbero andare i nostri sforzi nei prossimi anni.

  9. #9
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: La Psicologia è sempre più bistrattata...

    allora per essere dei vip bisogna essere depressi..ecco perché sono tutti fuori di testa. Ma non possiamo scrivergli una e-mail, vbisto che l'ha pubblicata, dicendogli che ha scritto un mucchio di cavolate?
    Secondo me si potrebbe scrivere argomentando, dirgli che ha scritto un mucchio di cavolate avrebbe il solo effetto di accrescere ulteriormente le sue difese verso tutto ciò che è "psi". Forse sarebbe più utile osservare che tutti questi Vip hanno inventato una soluzione creativa contro il cane nero e che lo "psi" può essere una via attraverso la quale anche chi Vip non è (o chi suppone di non avere talenti) possa inventare la propria soluzione.

    Saluti,
    ikaro

  10. #10
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: La Psicologia è sempre più bistrattata...

    il fatto è che nessuno si permette di dare consigli medici sulle riviste (come guarire dalle malattie, che medicine prendere, come guarire dal raffreddore, ecc..) se non ha le competenze.
    Quando si parla di "patologie" mentali invece, chissà perché, tutti si improvvisano esperti e il problema è che in genere fanno danno, perché dicono delle cose che implicitamente colpevolizzano chi sta male; dicono che chi ha problemi in qualche modo è responsabile delle proprie sofferenze, in quanto il messagio che passa è questo: "se stai male è colpa ta, il problema è dentro di te, sei tu che devi impegnarti per stare meglio"
    Ultima modifica di Johnny : 03-02-2009 alle ore 11.09.49

  11. #11
    Partecipante Super Figo L'avatar di Vicky7706
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    Riferimento: La Psicologia è sempre più bistrattata...

    Leggendo questa bella "consulenza", fatta "dall'uomo della strada" mi viene da chiedere: allora noi, ke ci siamo fatti il mazzo laureandoci, facendo un tirocinio, sborsando denaro per un esame e poi per iscriverci all'albo, tanto così, perchè non sapevamo come passare il tempo, ke ci stiamo a fare??!
    Ma purtroppo l'atteggiamento di questo giornalista è quello comune a molti, che pensano di poter essere o fare un po' gli psicologi, forse perchè ritengono ke basti dare un buon (o banale??!) consiglio, forse perchè non sanno tutto il lungo iter di formazione ke sta dietro ad un professionista...quel ke mi sconcerta è ke con altre tipoloogie di professionisti nessuno si comporta così, nessuno, se posso dirlo, si "intromette"; nessuno va in sala operatoria se non è chirurgo, nessuno tiene una causa in tribunale se non è un avvocato, nessuno progetta un edificio se non è un ingegnere...perchè allora molti si permettono di fare gli psicologi, oppure di dire ke una terapia non serve, e invece non pensano a fare il loro mestiere???!
    Mi viene in mente quello ke disse una volta una mia professoressa, un gran manico, a lezione: "per dare un consiglio da amico, per dare una pacca sulla spalla, c'è la parrocchia, noi siamo, e voi sarete, dei professionisti, ricordatelo e siate coscienti della differenza...."io credo ke noi lo siamo, forse dovremmo rimboccarci le maniche e farlo capire anche agli altri, perchè nonostante lo psicologo sia riconosciuto come professionista da 20 anni, c'è ancora molta ignoranza circa cioò ke è e ke può fare...credo ke sarà nostro compito farlo capire, x salvaguardare il nostro lavoro e anche per evitare ke gente non competente vada in giro a fare danni... Ce la faremo??!

  12. #12
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: La Psicologia è sempre più bistrattata...

    Leggendo questa bella "consulenza", fatta "dall'uomo della strada" mi viene da chiedere: allora noi, ke ci siamo fatti il mazzo laureandoci, facendo un tirocinio, sborsando denaro per un esame e poi per iscriverci all'albo, tanto così, perchè non sapevamo come passare il tempo, ke ci stiamo a fare??!
    Ma purtroppo l'atteggiamento di questo giornalista è quello comune a molti, che pensano di poter essere o fare un po' gli psicologi, forse perchè ritengono ke basti dare un buon (o banale??!) consiglio, forse perchè non sanno tutto il lungo iter di formazione ke sta dietro ad un professionista...quel ke mi sconcerta è ke con altre tipoloogie di professionisti nessuno si comporta così, nessuno, se posso dirlo, si "intromette"; nessuno va in sala operatoria se non è chirurgo, nessuno tiene una causa in tribunale se non è un avvocato, nessuno progetta un edificio se non è un ingegnere...perchè allora molti si permettono di fare gli psicologi, oppure di dire ke una terapia non serve, e invece non pensano a fare il loro mestiere???!
    Mi viene in mente quello ke disse una volta una mia professoressa, un gran manico, a lezione: "per dare un consiglio da amico, per dare una pacca sulla spalla, c'è la parrocchia, noi siamo, e voi sarete, dei professionisti, ricordatelo e siate coscienti della differenza...."io credo ke noi lo siamo, forse dovremmo rimboccarci le maniche e farlo capire anche agli altri, perchè nonostante lo psicologo sia riconosciuto come professionista da 20 anni, c'è ancora molta ignoranza circa cioò ke è e ke può fare...credo ke sarà nostro compito farlo capire, x salvaguardare il nostro lavoro e anche per evitare ke gente non competente vada in giro a fare danni... Ce la faremo??!
    Scusate, ma mi sembra la scoperta dell'acqua calda, è chiaro che per i non addetti ai lavori ci sia una forma di resistenza verso la nostra professione, non è una questione di ignoranza o meglio non solo (nel senso che l'ignoranza è una forma della resistenza, esattamente come il suo opposto, cioè il tecnicismo). Il punto è saperci fare con queste resistenze, ma per far questo non possiamo invocare solo i nostri anni di studio all'università e i soldi sborsati per la formazione, quali sono le nostre responsabilità se a 20 anni dalla Legge Ossicini siamo ancora qui a piangere per un riconoscimento mancato?

    Saluti,
    ikaro

  13. #13
    Partecipante Super Figo L'avatar di Vicky7706
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    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Scusate, ma mi sembra la scoperta dell'acqua calda, è chiaro che per i non addetti ai lavori ci sia una forma di resistenza verso la nostra professione, non è una questione di ignoranza o meglio non solo (nel senso che l'ignoranza è una forma della resistenza, esattamente come il suo opposto, cioè il tecnicismo). Il punto è saperci fare con queste resistenze, ma per far questo non possiamo invocare solo i nostri anni di studio all'università e i soldi sborsati per la formazione, quali sono le nostre responsabilità se a 20 anni dalla Legge Ossicini siamo ancora qui a piangere per un riconoscimento mancato?

    Saluti,
    ikaro
    lo so bene ke è la scoperta dell'acqua calda (oltre che un dato di fatto...) ma se hai letto tutto quello ke ho scritto alla fine dico anche siamo proprio noi a doverci rimboccare le maniche per rendere i non addetti ai lavori consapevoli della differenza ke passa tra un professionista e uno ke parla per luoghi comuni, tanto per aprir bocca...è chiaro che non è utile tirare fuori solo ed esclusivamente il percorso ke abbiamo fatto ed isoldi ke abbiamo speso, ho solo espresso il mio disappunto per il fatto ke, comunque, noi facciamo un percorso di un certo tipo per poter svolgere, si spera al meglio, il nostro lavoro, e poi gente ke non ne sa niente si arroga il diritto di fare altrettanto senza averne titolo...io penso ke questa situazione sia molto svilente per noi, ma sono d'accordo con te sul fatto ke abbiamo le nostre responsabilità (anche se i gran visir per il 20 di ordine brinderanno come se ci fosse qualcosa di grandioso da festeggiare) e che il cambiamento dovrebbe partire proprio da noi ke siamo gli "esperti" ....In ogni caso, quello ke tu chiami resistenza e io chiamo ignoranza (senza offesa, sia chiaro, non siamo tutti tenuti ad essere esperti di psicologia...) sarà dura da vincere....se tu hai qualche suggerimento pratico, ben lieta di ascoltarti....

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