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Discussione: dipendenza affettiva

  1. #1
    gas_1973
    Ospite non registrato

    dipendenza affettiva

    Non so se sia il forum adatto per trattare il mio 'problema'. Sono nuovo qui e quindi prima mi presento, Mi chiamo S., ho 35 anni e mi sono trasferito da due anni in una piccola città da Milano per... fuggire da una grande città e da una vita che non mi dava più soddisfazioni.
    Morale, dopo i primi mesi di entusiasmo per la nuova realtà ho conosciuto una ragazza e me ne sono perdutamente innamorato. Il classico colpo di fulmine e ZOT. Folgorato!
    Lei si è dimostrata da subito una persona difficile sotto l'aspetto sentimentale: sfuggente, indipendente e attaccatissima alla famiglia (che ancora ad oggi, dopo un anno e mezzo di relazione, non mi permette di conoscere perchè a quanto dice preferisce non rendere partecipe per evitare di ferire i genitori nel caso dovesse 'andare male').
    Facendo un passo indietro, dopo un paio di mesi si è trasferita da me, continuando a mantenere la sua casa in affitto (un monolocale nella stessa via dove ho anch'io affittato un appartamente) e che ancora oggi, a distanza di quasi due anni non decide a lasciare, per paura di perdere la sua 'indipendenza'.
    E così, lentamente sono entrato in una crisi profondissima. L'inverno scorso (2008) sono caduto in forte depressione, ho iniziato una terapia farmacologica (che, dopo 6 mesi mi ha ridotto ad un fantasma e ho dismesso in accordo con lo psichiatra, dopo un tentativo di suicidio..) e una psicoterapia di gruppo, che continuo ad oggi, ma con scarsi risultati.
    Il legame con questa ragazza è qualcosa di impossibile da capire per me e probabilmente non si tratta più di un legame d'amore (visto che dall'altra parte ricevo quasi solo rifiuti), ma una vera e propria 'ossessione d'amore'.
    In settimana lei lavora molto, mentre io esco alle 16.30 (che se non fossi in questo stato di malessere psicologico sarebbe fantastico). Ci vediamo per ora di cena, le preparo sempre belle cenette, la ricopro di coccole, massaggi. Sono sempre disponibile e ascolto tutte le sue paturnie (e ne ha davvero molte) cercando di consolarla e consigliarla tanto che, se all'inizio della relazione lei mangiava poco, non dormiva, piangeva spesso e mi diceva di essere al limite di un esaurimento, ora lei sta meglio, ha trovato un lavoro che la soddisfa e si fa delle belle dormite e il fine settimana se ne va a casa sua (lei lavora in città, ma casa sua e la sua famiglia è in un paesino a più di un ora di distanza), lasciandomi da solo (io qui non ho ancora un giro di amici, anche perchè in questi anni mi sono dedicato completamente a lei, nell'attesa che qualcosa cambiasse nel nostro rapporto e poi sinceramente adesso vorrei davvero 'sistemarmi' sentimentalmente e iniziare a pensare di mettere su famiglia). Le mie notti sono pervase da incubi tremendi (sogno spesso che mi tradisca o mi lasci) e anche il lavoro va male, un pò perchè ho poco da fare e un pò perchè non riesco ad impegnarmi perchè il pensiero ricorrente di lei mi rode l'animo tutto il giorno..
    Siamo arrivati spesso a un centimentro dalla fine (lei mi dice spesso che si sente causa del mio malessere, ma non fa nulla per modificare i suoi atteggiamenti di rifiuto, che dovrei trovarmi una ragazza più simile a me), ma poi non si fa lasciare e se la lascio ritorna dopo qualche giorno alla carica e io non riesco a resisterle..
    Sono veramente disperato. La mia autostima è sotto la suola delle scarpe e mi rendo conto che lei sia come una droga (quando siamo soli in casa, abbracciati sono tranquillo e quando non c'è sono agitatissimo, al punto da dovere prendere in continuazione ansiolitici per stare calmo).
    La mia vita è come 'cristallizzata' in una situazione che sembra non volersi sbloccare più.
    Sembra quasi volermi punire per qualcosa che le hanno fatto in passato (ha avuto un aborto qualche anno fa e molte relazioni a distanza, finite tutte, forse, per i suoi atteggiamenti 'evitanti' nei confronti dei suoi ex.. che continua, comunque, a sentire).
    Dal lato mio, mi sono inzerbinato così tanto da forzarmi ad accettare, con estrema sofferenza, qualsiasi sua in-dcisione (non verrò mai a convivere lasciando la casa che affitto; casa mia è il mio rifugio dove prendo i miei spazi e non riesco a conciliare il fatto di averti li con me e la mia famiglia; se non faccio come voglio mi sento soffocare).
    Non so proprio come uscirne...

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
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    Riferimento: dipendenza affettiva

    una domanda soltanto: lei ti ama? tu senti che ti ama? perchè a me, onestamente, dal tuo racconto, non sembra.....

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di semplificatore
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    Riferimento: dipendenza affettiva

    ...paiono più (molti più) problemi che cose belle...

    Una storia (Specie da "grandi" e da conviventi) implica per forza di cose una mediazione tra le varie esigenze...
    Se lei non ti viene mai incontro...
    "......c'è chi un giorno invece ha sofferto / e allora ha detto: io parto
    / ma dove vado se parto? / sempre ammesso che parto: ciao! ....
    "
    (da "E la vita e la vita" di Cochi e Renato, 1974)


    Clicca qui e godi con le foto di Semplificatore su Flickr

    http://it.youtube.com/user/accrocchio70

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
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    Riferimento: dipendenza affettiva

    Infatti, sono d'accordo con Semplificatore..... le nostre sono solo impressioni, naturalmente....ma davvero questa ragazza sembra troppo spostata verso il polo dell'egoismo, mette esageratamente in primo piano le sue esigenze, e tu invece sembri estremamente sacrificato in questo rapporto sbilanciato, in cui dai tutto te stesso e in realtà cosa ricevi? che contributo apporta lei al vostro rapporto? per non parlare del fatto che nei week end, invece di approfittarne per stare con te, torna dalla famiglia......e anche il fatto che non lasci la sua stanza in affitto è significativo. A me sembra che lei non sia convinta della vostra relazione, dei suoi sentimenti per te.....e non sacrifica nulla della sua vita per te, quasi non ne valesse la pena, secondo lei.....è triste questo...

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di lunavenere
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    Riferimento: dipendenza affettiva

    Citazione Originalmente inviato da gas_1973 Visualizza messaggio
    Non so se sia il forum adatto per trattare il mio 'problema'. Sono nuovo qui e quindi prima mi presento, Mi chiamo S., ho 35 anni e mi sono trasferito da due anni in una piccola città da Milano per... fuggire da una grande città e da una vita che non mi dava più soddisfazioni.
    Morale, dopo i primi mesi di entusiasmo per la nuova realtà ho conosciuto una ragazza e me ne sono perdutamente innamorato. Il classico colpo di fulmine e ZOT. Folgorato!
    Lei si è dimostrata da subito una persona difficile sotto l'aspetto sentimentale: sfuggente, indipendente e attaccatissima alla famiglia (che ancora ad oggi, dopo un anno e mezzo di relazione, non mi permette di conoscere perchè a quanto dice preferisce non rendere partecipe per evitare di ferire i genitori nel caso dovesse 'andare male').
    Facendo un passo indietro, dopo un paio di mesi si è trasferita da me, continuando a mantenere la sua casa in affitto (un monolocale nella stessa via dove ho anch'io affittato un appartamente) e che ancora oggi, a distanza di quasi due anni non decide a lasciare, per paura di perdere la sua 'indipendenza'.
    E così, lentamente sono entrato in una crisi profondissima. L'inverno scorso (2008) sono caduto in forte depressione, ho iniziato una terapia farmacologica (che, dopo 6 mesi mi ha ridotto ad un fantasma e ho dismesso in accordo con lo psichiatra, dopo un tentativo di suicidio..) e una psicoterapia di gruppo, che continuo ad oggi, ma con scarsi risultati.
    Il legame con questa ragazza è qualcosa di impossibile da capire per me e probabilmente non si tratta più di un legame d'amore (visto che dall'altra parte ricevo quasi solo rifiuti), ma una vera e propria 'ossessione d'amore'.
    In settimana lei lavora molto, mentre io esco alle 16.30 (che se non fossi in questo stato di malessere psicologico sarebbe fantastico). Ci vediamo per ora di cena, le preparo sempre belle cenette, la ricopro di coccole, massaggi. Sono sempre disponibile e ascolto tutte le sue paturnie (e ne ha davvero molte) cercando di consolarla e consigliarla tanto che, se all'inizio della relazione lei mangiava poco, non dormiva, piangeva spesso e mi diceva di essere al limite di un esaurimento, ora lei sta meglio, ha trovato un lavoro che la soddisfa e si fa delle belle dormite e il fine settimana se ne va a casa sua (lei lavora in città, ma casa sua e la sua famiglia è in un paesino a più di un ora di distanza), lasciandomi da solo (io qui non ho ancora un giro di amici, anche perchè in questi anni mi sono dedicato completamente a lei, nell'attesa che qualcosa cambiasse nel nostro rapporto e poi sinceramente adesso vorrei davvero 'sistemarmi' sentimentalmente e iniziare a pensare di mettere su famiglia). Le mie notti sono pervase da incubi tremendi (sogno spesso che mi tradisca o mi lasci) e anche il lavoro va male, un pò perchè ho poco da fare e un pò perchè non riesco ad impegnarmi perchè il pensiero ricorrente di lei mi rode l'animo tutto il giorno..
    Siamo arrivati spesso a un centimentro dalla fine (lei mi dice spesso che si sente causa del mio malessere, ma non fa nulla per modificare i suoi atteggiamenti di rifiuto, che dovrei trovarmi una ragazza più simile a me), ma poi non si fa lasciare e se la lascio ritorna dopo qualche giorno alla carica e io non riesco a resisterle..
    Sono veramente disperato. La mia autostima è sotto la suola delle scarpe e mi rendo conto che lei sia come una droga (quando siamo soli in casa, abbracciati sono tranquillo e quando non c'è sono agitatissimo, al punto da dovere prendere in continuazione ansiolitici per stare calmo).
    La mia vita è come 'cristallizzata' in una situazione che sembra non volersi sbloccare più.
    Sembra quasi volermi punire per qualcosa che le hanno fatto in passato (ha avuto un aborto qualche anno fa e molte relazioni a distanza, finite tutte, forse, per i suoi atteggiamenti 'evitanti' nei confronti dei suoi ex.. che continua, comunque, a sentire).
    Dal lato mio, mi sono inzerbinato così tanto da forzarmi ad accettare, con estrema sofferenza, qualsiasi sua in-dcisione (non verrò mai a convivere lasciando la casa che affitto; casa mia è il mio rifugio dove prendo i miei spazi e non riesco a conciliare il fatto di averti li con me e la mia famiglia; se non faccio come voglio mi sento soffocare).
    Non so proprio come uscirne...
    Il consiglio che posso darti è di trovare uno psicoterapeuta serio e competente che ti aiuti a smettere gli antidepressivi che come dici tu ti riducono solo come un fantasma, ovviamente il tutto deve essere seguito anche da un medico perchè vanno scalati gradualmente per evitare effetti da sospensione. Secondo me la miglior medicina contro il tuo malessere è trovare il tuo equilibrio senza la donna che hai accanto, non puoi ridurti male per lei, devi vivere in armonia, fare amicizie, avere degli hobbies, stare bene in tutto; una donna che ti lascia in disparte dalla sua vita in questo modo non è degna di essere amata, vuole l'indipendenza? La trovi stando da sola e non distruggendoti. Ti faccio tanti auguri, facci sapere e non mollare che meglio di lei ne trovi tante e ricordati che sarai sempre capace di amare anche senza di lei perchè la prima persona che devi amare sei tu, ciao!
    "Non siamo mai così privi di difese, come nel momento in cui amiamo"




  6. #6
    gas_1973
    Ospite non registrato

    Riferimento: dipendenza affettiva

    Grazie delle risposte, siete stati gentili ad interessarvi subito.

    Proverò a rispondere a qualche commento:
    "Lei ti ama?...Lo senti?": lei è una persona problematica (probabilmente anch'io lo sono), sicuramente abbastanza egoista, ma credo mi ami, a modo suo (mi dice spesso che l'ho cambiata molto, dentro e che prima d'incontrarmi pensava di non riuscire più ad aprirsi a nessuno, si sentiva arida e secca come il ramo spoglio di un'albero). Nei primi mesi è passata (a detta sua) da non riuscire a dormire con me a non poterne fare a meno, ma non è mai andata oltre a questo e ora che sento sia arrivato il momento di fare delle scelte che definiscano un percorso di vita, che mi facciano pensare che lei voglia stare con me con la volontà di condividere la sua vita e costruire una famiglia nostra (ovviamente non subito, ma nel tempo), lei non 'riesce' a decidere e questa sua indecisione 'cronica' mi tiene sospeso in un limbo fatto di dubbi e illusioni

    ...paiono più (molti più) problemi che cose belle: E' vero, ma l'amore deve solo pesare cose belle e cose brutte e fare che si bilancino? Il nostro è un rapporto sicuramente poco sano dove si sono creati equilibri molto sbilanciati, ma pur sempre equilibri (io la inseguo e lei fugge, ma mai così lontana da non potere essere più raggiunta).
    Le cose belle: Lei, così affascinante, bella, intelligente. Noi, distesi sul divano mentre guardiamo un film, stretti nell'abbraccio più tenero che si possa immaginare. Le nostre passeggiate in montagna, le brevi ma intense vacanze passate insieme l'estate scorsa. Quando siamo insieme 'da soli' siamo quasi una cosa sola... peccato che l'incanto si spezzi nel momento in cui usciamo dalla nostra 'bolla', tanto che più di una volta mi hanno detto che non sembriamo nemmeno fidanzati (lei ci tiene molto a non lasciarsi andare in pubblico, ad esempio se ci salutiamo per strada mi bacia sulla guancia..). Quando di notte ci cerchiamo nel letto e ci attacchiamo come due calamite.
    Fonadmentalmente c'è una chimica speciale e molto affine che ci tiene legati, ma è il modo in cui siamo legati che credo sia sbagliato.

    Il consiglio che posso darti è di trovare uno psicoterapeuta serio e competente che ti aiuti a smettere gli antidepressivi...: Vado già da uno psicoterapeuta che ritengo piuttosto bravo (sono in analisi di gruppo sistemica da quasi un anno) e per fortuna, a parte qualche goccia di ansiolitico al giorno, ho già dismesso completamente gli SSRI da settembre. L'umore sta lentamente migliorando, ma mi sento ancora lontanissimo da riacquistare la voglia di fare e di vivere che avevo prima.

    E' come se questa relazione mi avesse succhiato via tutte le energie, incanalandole in un pozzo senza fondo, dal quale non sale nulla di concreto (certezze, serenità, stabilità, speranza in un futuro di 'coppia normale').

    So che alla base della ricerca della felicità e del proprio benessere c'è il volersi bene, prima di tutto e tutti, il 'centrare' la vita sui propri bisogni, valori, e 'tendenze', ma com'è possibile volersi bene quando si è consumati da un sentimento tanto potente verso un'altra persona? Qualcosa che fa desiderare di morire piuttosto che pensare di non rivedere da un giorno all'altro questa persona...
    Ultima modifica di gas_1973 : 27-01-2009 alle ore 11.55.06

  7. #7
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    Riferimento: dipendenza affettiva

    gas!
    a me pare che non sia solo tu a soffrire di "dipendenza affettiva",mi pare che anche lei,a modo suo,lo sia(dici che se riesci a lasciarla dopo un pò torna da te),però hai ragione nel dire che il vostro è un rapporto in cui c è qualcosa che non va...probabilmente,come dici tu,siete due persone molto problematiche e magari per te ci vorrebbe una persona che lo sia di meno,che sia un pò più"semplice"...fatto sta che,se anche così fosse,tu dovresti comunque lavorare un pò su te stesso(forse non sei convinto della terapia che stai facendo adesso?),perchè da quello che dici tendi a vivere le relazioni in maniera un pò ossessiva e quindi se è così(non ho capito bene se ti è capitato solo con lei o anche con le altre),sarebbe decisamente utile cercare di modificare quest aspetto,che altrimenti,ti causerà più sofferenze che altro.



    HuNgEr Of LiFe!



  8. #8
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
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    Riferimento: dipendenza affettiva

    Citazione Originalmente inviato da QuInCyyyyyy... Visualizza messaggio
    gas!
    a me pare che non sia solo tu a soffrire di "dipendenza affettiva",mi pare che anche lei,a modo suo,lo sia(dici che se riesci a lasciarla dopo un pò torna da te),però hai ragione nel dire che il vostro è un rapporto in cui c è qualcosa che non va...probabilmente,come dici tu,siete due persone molto problematiche e magari per te ci vorrebbe una persona che lo sia di meno,che sia un pò più"semplice"...fatto sta che,se anche così fosse,tu dovresti comunque lavorare un pò su te stesso(forse non sei convinto della terapia che stai facendo adesso?),perchè da quello che dici tendi a vivere le relazioni in maniera un pò ossessiva e quindi se è così(non ho capito bene se ti è capitato solo con lei o anche con le altre),sarebbe decisamente utile cercare di modificare quest aspetto,che altrimenti,ti causerà più sofferenze che altro.
    sono d'accordo...e aggiungerei che una persona come la tua ragazza non fa altro che aumentare la tua ossessività e il tuo malessere, cui già sei predisposto.......insomma, alchimia a parte, sembra che non sia la persona migliore per te, onestamente......in fondo, ci si ama e si sta insieme per stare meglio.....si suppone che la persona con cui stiamo renda la nostra vita migliore....è questo un amore sano......

  9. #9
    Postatore Epico L'avatar di QuInCyyyyyy...
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    Riferimento: dipendenza affettiva

    Citazione Originalmente inviato da Alesxandra Visualizza messaggio
    in fondo, ci si ama e si sta insieme per stare meglio.....si suppone che la persona con cui stiamo renda la nostra vita migliore....è questo un amore sano......


    l ho sempre pensato anche io..assolutissimamente vero!



    HuNgEr Of LiFe!



  10. #10
    gas_1973
    Ospite non registrato

    Riferimento: dipendenza affettiva

    Cercherò di paralre un pò di me e delle mie esperienze passate, per cercare di fare luce sulla mia attuale situazione.
    Provengo da una famiglia benestante (non ricca, nella media). Ho una sorella minore e un fratello (da parte di padre). I miei genitori, hanno divorziato quando avevo 8 anni e ho sempre sofferto questa separazione, che ho vissuto un pò come un abbandono, nonostante siano sempre stati presenti entrambi nella mia vita e mi abbiano aiutato nei momenti di crisi.
    Da adolescente non ero proprio ciò che si dice un bravo ragazzo.. andavo male a scuola (sono stato bocciato 2 anni), più per il mio carattere 'ribelle' e mancanza di volontà che per reali difficoltà nelle materie di studio.
    Per diplomarmi, a 16 anni, ho dovuto trasferirmi da mio padre, che si era trasferito in un'altra città perchè mia madre non riusciva più gestire la mia 'rabbia' verso tutto e tutti (tranne i miei amici).
    A 20 anni mi sono diplomato (in informatica), poi ho iniziato a lavorare, spinto un pò da mio padre, dirigente di banca e con 'buoni' contatti nel suo ambiente lavorativo.
    Purtroppo non mi sono trovato bene anche in questo. Non sopportavo l'idea di vivere in un ambiente di 'cravattini' che parlavano solo di calcio e a 'slogan televisivi'..
    Così, dopo un'esperienza di studio all'estero di qualche mese, a 23 anni, mi sono iscritto all'Università (Scienze biologiche), sempre lavorando.
    Nel frattempo mi ero fidanzato con una ragazza, con la quale sarei rimasto 7 anni, dei quali 3 di convivenza.
    Il periodo universitario è stato molto duro, ma i risultati erano promettenti (davo gli esami un pò a rilento, ma i voti erano buoni e le materie mi interessavano).
    Dopo il primo anno ho anche trovato un lavoro da informatico in un centro di ricerche in campo biomedico.
    Tutto sembrava filare per il meglio.. poi, verso i 27 anni .. un'altra crisi, violentissima, che ha messo di nuovo in discussione tutto..
    Vedevo che, nonostante gli sforzi nello studio, lavorando, andavo avanti lentamente, che mi sarei laureato dopo i 30 anni, decisamente tardi per iniziare una carriera da ricercatore (che era la mia aspirazione principale nel lavoro).
    Al tempo stesso (forse alimentata dal mio malessere interiore) è arrivata anche la crisi del rapporto con questa ragazza, con la quale convivevo in una casa in affitto in città da 3 anni.
    Mi accorgevo che qualcosa non andava tra noi, non era la persona adatta a me. Lei più si avvicinava ai 30 e più pressava per avere una famiglia da me, per sposarsi e avere dei figli.
    Ma io, troppo concentrato sui miei problemi e incerto sul mio futuro (da poco avevo deciso di abbandonare gli studi per concentrarmi sul lavoro) non riuscivo proprio a pensare anche di mettere su famiglia..
    Dopo un anno di 'raffreddamento' del rapporto, così, lei ha deciso di comprare casa fuori città (vicino alla sua famiglia, alla quale era mooolto attaccata), in un posto nel quale non avrei mai voluto vivere e ci siamo lasciati.
    Eccomi li, tutto solo, con le spese di affitto raddoppiate, senza quasi più amici e con un vuoto straziante dentro di me, dato da mille sensi di colpa per come avevo fatto andare tutto a rotoli... perchè poi?
    Passati circa due anni tra lunghi giri in moto e weekend in montagna (io adoro sciare), il tempo passa e mi ritrovo sulla soglia dei 32 con una vita traballante e precaria.
    Il lavoro va ancora una volta male, grazie anche ad una fusione aziendale che mi ha 'bloccato' le possibilità di crescita professionale.
    Poi conosco un'altra ragazza. Lei si è trasferita da poco in città dal sud ed è molto spaesata, le manca sempre la sua amata terra, la sua famiglia, i suoi amici.
    Nasce tra noi una passione sfrenata, ma lei non vuole impegnarsi. Esce spesso la sera con gli amici senza invitarmi. Devo convincerla a fare qualsiasi cosa insieme ed io, giorno dopo giorno, mi sento in qualche modo sempre più dipendente da lei. Quando non c'è soffro molto e, dai suoi atteggiamenti, intuisco anche qualche tradimento (non confermato).
    Poi, dopo 3 mesi, la rottura. Lei mi fa capire che non vuole impegnarsi ed io, d'impulso la lascio..
    La sofferenza e il vuoto che provo sono indescrivibili. Inizio anche a pensare di farla finita.. poi si prospetta una via di fuga.
    grazie ad un amico, trovo lavoro in una città di montagna, che mi dicono essere vivibile.
    Ovviamente mi ci fiondo.
    Inizia una nuova avventura.
    Il lavoro non è un granchè, ma la nuova realtà mi da fiducia. Sono in mezzo alla natura, che non è male e ho un buon amico con interessi simili ai miei con cui passare il tempo libero.
    Poi conosco la mia attuale fidanzata e invece di migliorare, la mia vita viene fatta a pezzi di nuovo...
    Ora il mio amico si è fidanzato con una persona che lei non può vedere (erano grandi amiche, ma hanno rotto per motivi di lavoro e personali) e che è molto possessiva e non lo lascia mai da solo e mi rendo conto che tutta la mia vita sociale (anche se poca) ruota attorno alla mia lei.
    Se dovesse finire mi ritroverei completamente solo, in una realtà ancora aliena (le persone qui non sono molto 'aperte' e i giri sono quelli di un paesone).
    Ecco tutto... o quasi.

  11. #11
    Postatore Epico L'avatar di QuInCyyyyyy...
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    gas,ti ripongo la domanda che ti ho fatto qualche post più su...hai fiducia nel terapeuta e nella terapia che stai facendo?l atteggiamento che hai verso questi può essere importante...il terapeuta ti può "indirizzare",ma il più devi farlo tu...la terapia può essere di enorme aiuto,se però questo lo si riconosce e si è disponibili a collaborare con chi cerca di darci una mano perchè sicuramente ne ha gli strumenti...tu hai raccontato tutte queste cose al tuo medico?continuo a pensare che dovresti fare più affidamento sul percorso terapeutico che hai intrapreso,solo questo infatti ti può aiutare a capire veramente e ad accettare determinate cose.



    HuNgEr Of LiFe!



  12. #12
    Partecipante Esperto L'avatar di lunavenere
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    Riferimento: dipendenza affettiva

    Quando parli di crisi che ti hanno accompagnato in alcuni momenti della tua vita cosa intendi? Io penso che la crisi non sia necessarimanete qualcosa di negativo, sì ci fa stare male ma poi determina sempre un cambiamento perchè la crisi è un cambiamento. Ciao!
    "Non siamo mai così privi di difese, come nel momento in cui amiamo"




  13. #13
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Keyra_86
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    Riferimento: dipendenza affettiva

    Citazione Originalmente inviato da lunavenere Visualizza messaggio
    Quando parli di crisi che ti hanno accompagnato in alcuni momenti della tua vita cosa intendi? Io penso che la crisi non sia necessarimanete qualcosa di negativo, sì ci fa stare male ma poi determina sempre un cambiamento perchè la crisi è un cambiamento. Ciao!
    quoto i momenti di malessere ... sono momenti formativi che ci sn nella vita di tutti... senza di questi la nostra vita sarebbe piatta e monotona... ogni volta affrontare una crisi ... serve a diventare piu forti... !!!





    Membro del club del giallo tessera n. 13

  14. #14
    gas_1973
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    Citazione Originalmente inviato da QuInCyyyyyy... Visualizza messaggio
    gas,ti ripongo la domanda che ti ho fatto qualche post più su...hai fiducia nel terapeuta e nella terapia che stai facendo?l atteggiamento che hai verso questi può essere importante...il terapeuta ti può "indirizzare",ma il più devi farlo tu...la terapia può essere di enorme aiuto,se però questo lo si riconosce e si è disponibili a collaborare con chi cerca di darci una mano perchè sicuramente ne ha gli strumenti...tu hai raccontato tutte queste cose al tuo medico?continuo a pensare che dovresti fare più affidamento sul percorso terapeutico che hai intrapreso,solo questo infatti ti può aiutare a capire veramente e ad accettare determinate cose.
    Non saprei.. come dicevo è quasi un anno che sono in terapia, ma non vedo grossi risultati/cambiamenti. Ho cercato di cambiare con una terapia interpersonale (di tipo cognitivo-comportamentale), ma nel posto dove vivo non c'è molto.. e questo è il direttore del reparto di Psicologia dell'Ospedale. Credo che in zona sia la persona più qualificata.

  15. #15
    gas_1973
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    Citazione Originalmente inviato da Keyra_86 Visualizza messaggio
    quoto i momenti di malessere ... sono momenti formativi che ci sn nella vita di tutti... senza di questi la nostra vita sarebbe piatta e monotona... ogni volta affrontare una crisi ... serve a diventare piu forti... !!!
    Sarà... io non mi sento rafforzato, comunque. Direi piuttosto... rassegnato. Chissà, forse questa batosta, che è sicuramente la peggiore da quando sono al mondo, servirà a farmi 'uscire dal bozzolo'.

    Grazie ancora a tutti voi, che nonostante non mi conosciate, siete così disponibili a consigliarmi. Davvero una buona comunità

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